Centomila euro, ma il conto non torna (ansa.it)
0La manovra contiene un fondo da 1,9 miliardi per dare esecuzione a sentenze. Secondo una ricostruzione del Sole 24 Ore, circa 970 milioni servirebbero agli adeguamenti retributivi dei magistrati imposti da decisioni del Consiglio di Stato: in media oltre 70 mila euro lordi di arretrati e circa 20 mila euro annui di aumento strutturale. L’Associazione nazionale magistrati contesta però il calcolo e sostiene che gli importi individuali sarebbero inferiori a un quarto.
Il fatto verificato è l’obbligo di ricalcolare le retribuzioni; la cifra di 970 milioni attribuita alle toghe non compare invece come ripartizione nominativa nelle tabelle pubbliche del documento di bilancio. Fra «centomila euro a testa» e «meno di un quarto» non c’è una sfumatura: c’è un buco informativo da centinaia di milioni.
La polemica politica è inevitabile, soprattutto mentre si cercano risorse da banche, imprese e contribuenti. Ma proprio per questo il governo dovrebbe pubblicare subito base di calcolo, platea, arretrati e costo strutturale. Se il conto è dovuto, va spiegato; se è gonfiato, va corretto. Lasciare il numero nel nebbione trasforma una sentenza in propaganda contro i magistrati o in un privilegio difeso al buio.
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