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L’allarme dell’antiterrorismo: “Le nostre città sono un obiettivo”

Diego Parente, capo dell’antiterrorismo, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ conferma l’allerta per l’Italia e ribadisce la massima attenzione.


L’arresto a Roma di un combattente dell’Isis ha alzato ancora di più il livello di attenzione nel nostro Paese. A confermarlo è il capo dell’antiterrorismo in un’intervista ai microfoni del Corriere della Sera.
L’allarme dell’antiterrorismo sul nostro Paese – Notizie.com – © Ansa


Diego Parente sottolinea che le nostre città sono un obiettivo come gli altri Paesi e per questo motivo dal 7 ottobre l’allerta è massima. Il rischio, stando a quanto riferito dal capo dell’antiterrorismo, riguarda principalmente i possibili rigurgiti antisemiti, ma l’attenzione è rivolta anche a tutti quei giorni che rilanciano testi contro le donne e immaginano sparatorie a scuola. Insomma, una situazione davvero in bilico e che potrebbe degenerare da un momento all’altro.


In Italia massima allerta sul terrorismo


L’attenzione in Italia sul terrorismo resta alta – Notizie.com – © Ansa


Le parole di Parente confermano una certa attenzione in Italia per quanto riguarda il rischio di attentati. Lo scoppio del conflitto in Israele ha portato il nostro Paese ad alzare il livello di allerta. Come? Attraverso una importante e lunga attività di prevenzione per cercare di individuare la possibile presenza di terroristi in Italia.


E’ successo così qualche giorno fa con l’arresto del militante dell’Isis subito dopo il suo arrivo a Fiumicino. L’uomo stava prendendo il treno per Roma ed ora sono in corso tutte le indagini per capire se aveva intenzione di colpire oppure no. Di certo è un episodio che ha fatto alzare ancora l’attenzione.


Il rischio terrorismo in Europa


Le minacce dell’Isis in Europa aumentano – Notizie.com – © Ansa


L’allerta terrorismo è stata alzata in tutta Europa. Le minacce dell’Isis stanno aumentando e per questo motivo i governi non vogliono farsi cogliere impreparati da un possibile attacco. L’attività di prevenzione continuerà senza sosta anche nei prossimi giorni considerando che, almeno fino ad oggi, non si vede assolutamente la luce in fondo al tunnel.


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Atenei, sempre più alta la tensione: la proposta della Moratti

Nel corso di una intervista che ha rilasciato al quotidiano “La Stampa” è intervenuta l’esponente di Forza Italia, Letizia Moratti 


Una situazione molto complicata quella che si sta vivendo attualmente negli atenei italiani. Lo sa benissimo Letizia Moratti che, nel corso di una intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa“, ha voluto fare il punto della situazione. Nella stessa ci ha tenuto a precisare che bisogna fare molta attenzione nel distinguere su quali siano le proteste pacifiste e le idee antisemite. Allo stesso tempo, però, precisa che è di fondamentale importanza che i luoghi di studio possano restare uno “strumento di pace“.
La candidata alle europee per Forza Italia, Letizia Moratti (Ansa Foto) Cityrumors.it


Lo ha fatto chiaramente capire l’attuale candidata alle europee per il partito Forza Italia. L’ex sindaco della città di Milano si è soffermata a lungo sulle tensioni che si stanno verificando, appunto, nelle università in merito al conflitto in Medio Oriente tra Israele ed Hamas. Queste sono alcune delle sue parole: “In più di una situazione sono venute a mancare sia la tolleranza che il rispetto della persona. Nessuno può permettersi di arrogarsi il diritto di togliere la parola. Soprattutto in un contesto importante come quello delle Università”. 


Poi ha continuato dicendo: “Nessuno può modificare il pensiero di chi la vive in maniera diversa”. Sempre nell’intervista afferma di schierarsi dalla parte del ministro dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini. Quest’ultima, in più di una occasione, aveva dichiarato che bisogna assolutamente fermare chi tende a sfondare le vetrate e minaccia con qualsiasi tipo di violenza: la stessa che può essere sia di natura fisica che verbale.


Tensione atenei per conflitto Israele, la Moratti: “Bene posizione rettrice Bicocca”




Per la Moratti non ci sono assolutamente dubbi: le università devono considerarsi assolutamente come dei luoghi di dialogo e dei ponti per tutti. Tanto da precisare che moltissime università italiane, nel corso di questi anni, hanno collaborato con atenei di Paesi in cui determinati regimi sono totalmente lontani dai principi democratici.
La candidata alle europee per Forza Italia, Letizia Moratti (Ansa Foto) Cityrumors.it


In conclusione loda il comportamento della Iannantuoni e rivela: “Io penso che la ricerca scientifica, la cultura e l’arte non abbiano nulla a che vedere con le prese di posizioni tra le due parti in conflitto e che l’università non debba entrare in guerra. La rettrice della Bicocca e presidente della Conferenza dei rettori italiani, Giovanna Iannantuoni, ha fatto molto bene a confermare le collaborazioni sia con le università israeliane che con quelle palestinesi“.


 


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Def, Conte-Schlein e caso Bari: gli ultimi aggiornamenti da Montecitorio

In diretta da Montecitorio la giornata politica di oggi: caso Bari, premierato, Conte-Schlein, def e le ultime novità, attraverso il racconto dei protagonisti.
Gli aggiornamenti in diretta da Montecitorio – Notizie.com – © Ansa


Interviste e video a cura della nostra inviata Luigia Luciani


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Terrorismo, la polizia italiana arresta un esponente dell’Isis

Il suo nome è difficilissimo e lunghissimo, Ilkhomi Sayrakhmonzoda di 32 anni, ed ha la stessa nazionalità degli attentatori di Mosca




Si nascondeva e viaggiava da una parte all’altra dell’Europa. Era latitante da anni come terrorista dell’Isis, ricercato e colpito da un mandato internazionale anche, e forse soprattutto, per aver combattuto in Siria. Ebbene, è arrivato questa mattina 8 aprile in Italia, all’aeroporto di Fiumicino. Ed è stato subito riconosciuto, individuato e fermato. Si tratta di un membro attivo dell’Isis di nazionalità tagika e, quello che colpisce, è la stessa dei quattro arrestati in Russia dopo l’attentato che c’è stato al Crocus di Mosca.
Un gruppo di terroristi dell’Isis (X-Notizie.com)


Aveva diversi documenti e tra le diverse false identità con cui era solito muoversi, ne aveva una dell’Ucraina. Il suo nome è difficilissimo e lungo, ed è Ilkhomi Sayrakhmonzoda, il suo vero nome e la sua vera nazionalità è quella del Tagikistan, ed è stato arrestato in aeroporto a Fiumicino Leonardo Da Vinci direttamente dalla Digos e condotto alla Questura di Roma a San Vitale. Su di lui c’è un mandato di arresto internazionale a fini di estradizione “per essersi arruolato nelle fila dello stato islamico ed essere andato in Siria a combattere nel 2014. Lo stesso risulta essere un membro attivo dell’Isis”.


“Estrema delicatezza sullo scenario internazionale”


L’arresto del terrorista dell’Isis fermato a Fiumicino (Ansa Notizie.com)


L’operazione di che ha portato all’arresto del teminile terrorista tagiko, svolta dalla Digos capitolina insieme al coordinamento della Direzione centrale della polizia di prevenzione e il contributo della polizia di frontiera di Fiumicino, si inquadra – si legge in una nota diffusa dalla Questura di Roma – in un più ampio scenario di attività preventive a largo raggio poste in essere dalla Polizia di Stato e dalla Digos di Roma in particolare, anche in considerazione della estrema delicatezza dell’attuale scenario internazionale.


 


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Guerra Israele, pronto attacco a Rafah: Netanyahu svela la data

Guerra Israele, pronto l’attacco in quel di Rafah: il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rivelato anche la data 


Continua il conflitto in Israele, oramai arrivato al giorno numero 186. Le operazioni militari da parte dell’esercito non tendono assolutamente a finite. Non solo: l’operazione in quel di Rafah andrà avanti senza sosta. Non è affatto un mistero che la città, situata a Sud della Striscia di Gaza, sia entrata nel mirino dello Stato Ebraico. Le novità non sono affatto finite qui visto che, tramite un filmato, il premier del Paese Benjamin Netanyahu ha rivelato anche la data del possibile attacco dei militari israeliani.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu (Ansa Foto) Notizie.com


Allo stesso tempo ha precisato che non ci può assolutamente essere una vittoria su Hamas senza che si effettui questo tipo di operazione nella città meridionale. Queste sono state le parole di Netanyahu nel video: “Stiamo lavorando costantemente per raggiungere i nostri obiettivi prefissati. In primis per il rilascio di tutti i nostri ostaggi e la vittoria completa nel territorio di Hamas. Questo tipo di vittoria richiede l’ingresso a Rafah ed anche l’eliminazione dei battaglioni terroristici presenti”.


In ogni modo lo stesso premier israeliano ha confermato di aver ricevuto importanti aggiornamenti in merito al negoziato al Cairo. Il consiglio si svolgerà verso le ore 19. Una riunione che, a quanto pare, è stata anticipata in merito alle trattative sugli ostaggi.


Guerra Israele, pronto attacco a Rafah: Netanyahu afferma che c’è una data




Nella giornata di ieri il ministro della Difesa Yoay Gallant aveva annunciato che le truppe israeliane si erano ritirare dal sud di Gaza in merito ad una possibile operazione nella città di Rafah. Nel frattempo Israele ha ritirato tutte le truppe di terra dal sud di Gaza, tranne la Brigata Nahal, che rimane nel centro della Striscia.
Guerra Israele (Ansa Foto) Notizie.com


Il Capo di stato maggiore dell’Idf Herzi Halevi ha dichiarato in una conferenza stampa che l’operazione militare contro Hamas è lontana dall’essere conclusa. Nel frattempo il ministro per la Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir ha dichiarato che se Netanyahu non dovesse raggiungere i propri obiettivi nella guerra contro Hamas e, di conseguenza, senza portare avanti l’operazione militare rischierebbe seriamente di perdere l’incarico.



Netanyahu confirms Israel will move forward with the Rafah ‘operation’ or land grab after withdrawal from Khan Younis. The move comes after pressure from Ben Givir and other ‘pro-settler’ parties as part of his government coalition threatened to begin the process of removing him… pic.twitter.com/Iva1kRRt51


— Deep Barot (@deepbarot) April 9, 2024





Queste sono state alcune delle sue parole con un tweet: “Se il primo ministro decidesse di porre fine alla guerra senza un attacco esteso a Rafah per sconfiggere Hamas, non avrà il mandato per continuare a servire come primo ministro”.


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Filma gonna di una liceale sulle scale mobili: arrestato poliziotto

Mentre una ragazza salive sulle scale mobili, un poliziotto ha deciso di registrare un filmato intimo inquadrando sotto la sua gonna


I poliziotti hanno il compito di rappresentare la legge, difendendone i valori e garantendone l’applicazione. Un lavoro arduo, duro, ma necessario per la tutela del singolo cittadino e di tutta la società. Un mestiere che, oltre al regolare svolgimento della propria mansione, prevede anche che chi lo svolge si presenti come esempio per gli altri. La polizia ha il dovere di mettersi in mostra come modello per gli altri, come riferimento da seguire per gli abitanti se voglio comportarsi nel modo corretto e previsto dalle leggi nazionali. Non è quindi permesso compiere un errore – di una certa gravità, ovviamente -, non è concesso lasciarsi andare a comportamenti che coincidano con l’abuso del proprio potere.
Un poliziotto al telefono – Notizie.com


Non sempre però questo è garantito. L’imperfezione dell’essere umano talvolta spinge anche loro a commettere degli sbagli. Quando, però, questi superano dei limiti invalicabili chiudere un occhio non è possibile e punirlo, per l’appunto a norma di legge, è l’unica strada perseguibile. In Italia è una situazione che spesso abbiamo affrontato, ma il nostro non è l’unico Paese in cui l’irrazionalità prende il dominio anche nella testa di chi indossa una divisa. Quanto accaduto lo scorso 14 marzo in Giappone – Nazione nota per la sua dedizione alle regole – è un esempio perfetto di quanto accennato.


La registrazione intima




Ci troviamo a Kyoto, città conosciuta in tutto il mondo per il celebre trattato sull’ambiente. Qui qualche giorno fa una pattuglia è intervenuto per arrestare un proprio collega quarantatreenne. Questo è stato accusato di aver filmato sotto la gonna di una liceale che si trovava sulle scale mobili della stazione Yoshikawa Minami, sulla linea JR Musashino. Mosso da un desiderio sessuale decisamente eccessivo Keita Nonaka, un sergente della stazione di polizia di Kasukabe, ha preso il suo cellulare non appena è passata la ragazza e ha registrato tutto ciò che di più intimo riusciva a intravedere.
Una donna attende il treno alla stazione – Notizie.com


A osservare dall’esterno la spiacevole scena è stato un passante che, resosi conto della gravità del fatto, ha subito chiamato le forze dell’ordine. Immediato è stato il loro intervento. Questi hanno messo le manette ai polsi di Nonaka e l’hanno portato in carcere. A incastrarlo, prima ancora che potesse confermare i suoi crimini – ammessi tutti nell’interrogatorio delle ore seguenti – sono state le prove sul suo smartphone. Visto l’arrivo dei colleghi, lo ha gettato non lontano da dove si trovava. Questo è stato rinvenuto setacciato dalle autorità che hanno trovato così la conferma di quanto denunciato.


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Cane scappa al padrone durante una passeggiata e morde 4 persone

Il padrone perde il controllo del cane che, dopo essere riuscito a fuggire, si fionda sulle persone intorno a lui


Il cane è il migliore amico dell’uomo, un animale fedele, sul quale si può – quasi – sempre contare e che per ogni famiglia diventa un vero e proprio membro. Quasi fosse un parente. Anche questo, però, necessita di controlli accurati, di un’attenzione particolare che sia in linea con le norme di ogni nazione. Il guinzaglio è sempre necessario, la museruola in alcune occasioni, oltre a tutta la prassi burocratica necessaria nel momento in cui si decide di aprirgli le porte della propria casa. Concetti fondamentali per la convivenza in società, ma che purtroppo spesso vengono trascurati e a farne le spese è lo stesso animale e chi ci sta intorno.
Un pitbull bianco e nero – Notizie.com


Non di rado sentiamo casi di cani che aggrediscono persone o altri elementi della propria specie. Fino a quando questi sono randagi l’unico modo in cui evitarlo è avere un alto livello di attenzione e non sempre basta. Se, però, sono appartenenti a un proprietario, la responsabilità è dello stesso che, noncurante, gli ha concesso una libertà eccessiva, oltre la legge. Una situazione analoga a quanto successo di recente in Giappone, quando la polizia si è trovata costretta a intervenire per fermare la furia di un cane fuggito dal controllo della propria padrona.


L’aggressione




L’episodio risale alla scorsa domenica, presso la città di Tochigi. Un uomo stava serenamente passeggiando con il suo cane, quando all’improvviso questo si è innervosito ed è riuscito a liberarsi dalla stretta del guinzaglio. Dopo esser scappato, ha prima morso alla mano sinistra di una ragazza venticinquenne che aveva tentato di bloccarlo per evitare che se la prendesse con il proprio cane. Poi si è fiondato con tutta la sua rabbia contro altri presenti. Oltre alla donna, le altre vittime sono tre uomini, con un’età compresa tra i 35 e i 50 anni, che nulla hanno potuto quando l’animale gli si è lanciato addosso.
Un pitbull al parco – Notizie.com


Fondamentale in questo caso è stato l’intervento delle forze dell’ordine lì vicine. Il fuggitivo è stato immediatamente catturato e solo dopo pochi minuti è arrivato anche il padrone che ha spiegato loro di non essere riuscito a trattenerlo. Nelle prossime ore sarà decretata sia la sorte del cane, sia quella dell’uomo che rischia di essere denunciato dalle persone vittime dell’attacco dell’animale. A quel punto starà al giudice decretare la pena in cui incapperà, qualora dovesse essere costretto a presentarsi davanti al tribunale. Quel che è certo è che la lezione è stata imparata e difficilmente lo rivedremo disattento mentre passeggia con il suo ‘amico’ a quattro zampe.


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Cacicchi e capibastone, l’appello all’intesa di Bonelli (AVS) e Ciani (Pd) – VIDEO –

Cacicchi e capibastone: dopo l’attacco di Conte a Schlein, è tempo di disperati tentativi alla ricerca di un’intesa. Le parole di Angelo Bonelli (AVS), e Paolo Ciani (Pd)


E così fu che il campo largo si restrinse, ancora una volta. Almeno per questa porzione di strada che ci separa dalle europee di giugno.
Angelo Bonelli (Ansa Foto) Notizie.com


L’attacco di Giuseppe Conte ad Elly Schlein di restare fedele al suo impegno di “fare fuori” dal Partito Democratico “cacicchi e capibastone”, ha portato allo strappo di Bari. Il presidente del Movimento 5 Stelle infatti, in seguito alla nuova inchiesta sulla compravendita di voti, decide di rinunciare alle primarie con il Pd. Stessa scelta  anche in Piemonte con la  corsa in solitaria di  Sarah Disabato. E lasciando la ‘prescelta’ dei Dem Gianna Pentenero al suo destino. Così, a meno di qualche altra sorpresa dell’ultim’ora, il presidente uscente del Piemonte Alberto Cirio dovrà vedersela con entrambe le candidate. E da queste “divisioni del centrosinistra”, osserva il deputato di FI Alessandro Cattaneo “il centrodestra non può che uscirne avvantaggiato”. Con la  destra che  ‘gongola’, ci hanno provato il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e il Dem Andrea Orlando  a proporre ai due candidati baresi, Michele Laforgia e Vito Leccese, di trovare “una terza soluzione”.


Cacicchi e capibastone, l’appello all’intesa di Bonelli (AVS) e Ciani (Pd) – VIDEO –







 


Laforgia, sostenuto da SI, M5s e Italia Viva si è però mostrato piuttosto  tranchant: “Un terzo nome temo che non esista”. “Cosa sta succedendo? – ha tagliato corto invece il candidato del Pd Vito Leccese – Che qualcuno sta usando la città di Bari per il proprio tornaconto elettorale”. Questa mattina, il risveglio dalle parti di Montecitorio è stato lento, assonnato e accaldato. Il sole di aprile sembra quello di un afoso luglio e i politici rientravano con calma verso il Parlamento. Gli impegni di deputati e senatori nei rispettivi territori aumentano. Le elezioni, amministrative ed europee, sono sempre più vicine: meglio coltivare il proprio bacino di appartenenza e assicurare voti a quei partiti,  che gli hanno consentito di sedere su scranni fortunati e ben pagati. Ma tornando a dama, chi sono nel Pd i cacicchi e i capibastone? Come si esce, se si esce, dal problema delle correnti interne al partito. E ultimo, ma non ultimo, come si supera il corto circuito di Bari? Il campo largo, potrebbe tornare ad essere tale? Lo abbiamo chiesto a Paolo Ciani del Pd e ad Angelo Bonelli, deputato AVS.





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Par condicio, Conte attacca Meloni: “Non possiamo permettere l’occupazione degli spazi televisivi della Rai da parte del Governo”

“Il principio del pluralismo dell’informazione è uno dei capisaldi della democrazia, per questo i tentativi di Giorgia Meloni e dei suoi sodali di calpestarlo suona allarmante”. Lo scrive su X il presidente del M5S, Giuseppe Conte


I venti europei soffiano forte. E l‘ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha capito perfettamente come condurre la campagna elettorale in vista del voto di giugno. Il caso Bari gli ha dato il là per picconare la presunta alleata di coalizione Elly Schlein, al punto tale che ci si chiede orami: ma il campo largo esiste ancora, al di là della Puglia o del Piemonte?  Ma il leader del Movimento 5 Stelle, non dimentica di essere comunque all’opposizione e mette nel mirino il centrodestra che governa il Paese. Oggi infatti dai suoi profili social, l’attacco sferrato colpisce Giorgia Meloni. “Il principio del pluralismo dell’informazione è uno dei capisaldi della democrazia, per questo i tentativi di Giorgia Meloni e dei suoi sodali di calpestarlo suona allarmante. Domani andrà al voto in commissione di Vigilanza Rai la delibera sull’applicazione della par condicio in vista delle prossime europee e non possiamo permettere l’occupazione degli spazi televisivi della Rai da parte del Governo. È grave il tentativo della maggioranza di voler modificare la delibera per spianarsi la strada e garantire al governo di poter intervenire sulla tv pubblica camuffando gli spazi come ‘comunicazioni istituzionali’. Allo stesso modo non è accettabile la possibilità di trasformare la Rai in un megafono dei comizi in diretta di Giorgia Meloni, come peraltro già avvenuto in occasione delle elezioni comunali di Catania, senza le limitazioni della par condicio”.


Conte a Meloni, “Non possiamo permettere l’occupazione degli spazi televisivi della Rai da parte del Governo”


Giuseppe Conte attacca duramente il governo Meloni – Notizie.com – © Ansa


“Tutto questo avviene in un momento in cui a livello europeo il Media Freedom Act ci impone di voltare pagina superando l’attuale regolamentazione e recuperando la più autentica vocazione del servizio pubblico– prosegue Conte su X– Altri segnali della gravità della situazione non mancano: proprio in queste settimane un parlamentare della maggioranza Meloni, che già detiene diverse testate giornalistiche, sta cercando di acquisire a trattativa privata – da parte della principale azienda partecipata dallo Stato: l’Eni – la seconda agenzia di stampa nazionale, l’Agi. Sia chiaro: il Movimento 5 Stelle non consentirà un simile scempio della libertà di informazione e della stampa. Faremo di tutto, dentro e fuori la commissione di Vigilanza, per impedire al Governo e alla maggioranza di mettere in atto questo atto di insensibile arroganza”.


Conte contro Schlein, “Finirà trasformata dal Pd?”. E arriva la replica di Bonaccini


Le distanze tra Pd e M5s restano ampie – Notizie.com – © Ansa


 


E nel frattempo a che temperatura  è il borsino dei rapporti Conte- Schlein, proprio per tornare al tema delle alleanze? Restando sempre a Giuseppe Conte, stamane in un’intervista al Corriere della Sera, il messaggio dell’ex capo del governo italiano si era così espresso: “Schlein cambi il Pd come aveva promesso, prima che il Pd cambi lei”. Messaggio chiaro, diretto, netto. Conte aveva anche ricordato che “se abbiamo fatto saltare le primarie del campo progressista dopo le inchieste e’ perche’ per noi la lotta contro la corruzione e l’illegalita’ e’ un patrimonio non negoziabile”. Per il leader M5s, infine, “le sorti dell’area del campo progressista non dipendono solo da noi, ma anche da quel che vorra’ fare Schlein. Vuole perseguire gli impegni presi con la comunita’ che l’ha investita segretaria, per trasformare il Pd? O finira’ trasformata dal Pd?”.


A Conte prova a replicare il presidente della Regione Emilia-Romagna e del Pd, Stefano Bonaccini, interpellato oggi a margine dell’assemblea di Confcooperative Emilia-Romagna a Bologna: “Ogni tanto c’è un po’ di imprevedibilità, vorrei che ogni protesto non fosse utile a dividerci. È vero che ci sono le elezioni europee e alle europee si vota col proporzionale, però anche in Europa è inutile girarci intorno: il giorno dopo il voto, bisogna fare un’alleanza che, ad esempio, eviti che la destra nazionalista ed estrema, che ha lavorato per demolire l’Europa, possa persino guidare l’Ue”. Prova a rilanciare quindi il presidente dem: “Bisognerebbe rimettere al centro proposte e programmi e su questo cercare di fare le alleanze giuste. Ci sono tante cose che ci uniscono, in generale: e parlo di tutti quelli che oggi sono alternativi alla destra, a questa destra di Meloni e di Salvini. Il Pd deve tenere comunque la schiena dritta e la testa alta”.


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Bertolaso: “A L’Aquila ho vinto la mia sfida”

In un’intervista al ‘Corriere della Sera’ Bertolaso ritorna sul terremoto dell’Aquila del 2009 e ammette di aver vinto la sua sfida. Ecco di cosa si tratta.


Sono ormai trascorsi 15 anni da quel terribile 6 aprile 2009. Una giornata che l’Abruzzo e L’Aquila non dimenticheranno mai. Un terremoto forte e che ha provocato la morte di 309 persone. Tra i primi ad arrivare in città Guido Bertolaso, che ai tempi era capo della Protezione Civile.
Bertolaso rivive il terremoto dell’Aquila – Notizie.com – © Ansa


Ed è proprio lui in un’intervista al Corriere della Sera a rivivere quei momenti e ad ammettere di avere vinto una sfida molto importante: ossia quella di evitare lo spopolamento della città. Per farlo ha deciso di puntare tutto sulle scuole. Una scommessa che ha avuto successo considerando che il numero degli abitanti non è assolutamente crollato. A differenza, invece, di quanto successo in altre situazioni simili.


Bertolaso e il ricordo del 2009


Bertolaso ricorda cosa è successo nel 2009 – Notizie.com – © Ansa


L’intervista è anche l’occasione per Bertolaso di ricordare anche quanto successo nel 2009. “Arriva all’alba – svela l’ex capo della Protezione Civile – vidi parecchi danni, ma anche vigili del fuoco e le autorità locali al lavoro per organizzare i soccorsi“.


Bertolaso ripercorre anche le sue scelte da commissario straordinario. La priorità era quella di dare un letto agli sfollati. Poi, come detto in precedenza, si è pensato anche al futuro cercando di evitare lo spopolamento. Una sfida vinta considerando quanto successo negli anni futuri.


“Porto L’Aquila nel cuore”


Bertolaso e il suo rapporto con la città dell’Aquila – Notizie.com – © Ansa


Un’esperienza che ha sicuramente segnato Bertolaso. Al quotidiano nazionale l’ex capo della Protezione Civile svela di ritornare molto spesso a L’Aquila sia per respirare l’aria della ripartenza, ma anche per ricordare quei momenti drammatici molto difficili da dimenticare. “Porto nel cuore la città“, l’ammissione dell’assessore al Welfare in Lombardia.


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