Note di economia, politica e tecnologia

Midterm, Trump perde il Senato e la scusa del «non ero in lista» (cnbc.com)

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Secondo le principali testate americane, i democratici hanno strappato ai repubblicani il controllo del Senato dopo aver conquistato la Camera, con la vittoria di James Talarico in Texas come simbolo di una notte che il partito di Trump sperava diversa. Lo scrutinio non è chiuso ovunque, ma il segnale politico è già netto: la maggioranza al Congresso non è più un affare di famiglia.

Il paradosso è che alla vigilia lo stesso Trump invitava gli elettori a "fingere" che sulla scheda ci fosse lui. Ora che il risultato è sfavorevole, la tentazione di attribuire le sconfitte ai singoli candidati è prevedibile quanto poco convincente: o il voto era un referendum sul presidente, oppure non lo era, ma le due cose insieme non reggono. Resta da vedere quanto pesino costo della vita e dazi, i temi indicati da diversi osservatori.

Anche i democratici dovrebbero andarci piano con il trionfalismo. Vincere contro un presidente impopolare in una elezione di metà mandato è quasi la regola storica, non la prova di un progetto. Per l'Europa, intanto, la domanda è concreta: con un Congresso meno docile, Washington sarà un interlocutore più prevedibile su Ucraina, dazi e Nato, oppure solo più rumoroso?

https://www.cnbc.com/2026/11/03/midterm-elections-2026-live-updates.html

Manovra, la maggioranza litiga prima ancora di cominciare (ansa.it)

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La legge di bilancio non è ancora arrivata in commissione e nella maggioranza si discute già di come cambiarla. La Lega chiede di partire dalle pensioni: Salvini rilancia il superamento della Fornero con uscita a 64 anni dal 2027, Durigon giudica insufficienti gli 850 milioni stanziati. Fratelli d'Italia replica che gli accordi da rispettare sono "quelli scritti nella manovra", e il Mef di Giorgetti si limita a ricordare che i conti pubblici vengono prima.

Il quadro è quasi comico. Salvini prende le distanze dai tagli al personale scolastico dicendo di non saperne nulla, come se il testo fosse caduto dal cielo e non fosse stato scritto da un governo di cui la Lega è azionista di peso. Intanto rispunta l'ipotesi di un nuovo condono edilizio, con un emendamento attribuito a FdI, mentre Forza Italia frena sui contributi delle banche. Ognuno difende la propria bandierina e nessuno vuole intestarsi il conto.

L'opposizione ha gioco facile nel denunciare il caos e il condono, ma farebbe bene a ricordare che le sue stesse manovre non brillavano per rigore. Il punto vero è un altro: una coalizione che si presenta compatta davanti agli elettori e poi si divide su pensioni, scuola e sanatorie sta mostrando che la compattezza è soprattutto una questione di comunicazione. A sei mesi dal voto di bilancio, il vero sacrificio sarà quello della coerenza.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/pmi/2026/11/03/ansa-manovra-lega-alza-la-posta-sulle-pensioni.-rispunta-il-condono-edilizio_027f799b-0e93-491f-86c4-ae2d67273ed8.html

Toghe e manovra: il conto da un miliardo che nessuno vuole pagare (ansa.it)

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Il governo infila in manovra l'articolo 67: gli aumenti futuri di magistrati, avvocati e procuratori dello Stato saranno calcolati con una media ponderata sul numero degli addetti di ogni categoria, escludendo gli arretrati contrattuali dalla base di calcolo. Palazzo Chigi parla di stop ai doppi conteggi e di contenimento della spesa, senza effetti retroattivi. Resta intanto da pagare un conto di circa 970-979 milioni per 11mila toghe, frutto delle sentenze di TAR e Consiglio di Stato che hanno bocciato il metodo con cui lo Stato aveva calcolato gli adeguamenti.

La contraddizione è nel doppio binario. Settimane fa Meloni, secondo quanto riportato, avrebbe fatto sapere di non voler firmare il Dpcm ad hoc, lasciando ai giudici amministrativi l'eventuale nomina di un commissario: una linea muscolare che però non cancella un debito stabilito da sentenze, e che sposta il braccio di ferro tra governo e magistratura sul terreno dell'ottemperanza. Difficile sostenere che si tagli la spesa quando la si rimanda a un tribunale, con il rischio di pagare comunque.

L'Anm parla di tutela dell'indipendenza della giurisdizione e invoca Corte di giustizia Ue e Consulta; il punto è fondato in linea di principio, ma suona poco convincente come argomento per stipendi medi che superano i 150mila euro lordi annui, mentre si discute di tagli a scuola e pensioni. Le opposizioni, con Conte e Bonelli che parlano di 'manovra di Halloween' e 'rapina sociale', attaccano il resto del pacchetto, ma sul nodo delle toghe restano prudenti: nessuno vuole sembrare quello che difende gli arretrati dei magistrati, né quello che li toglie a chi li ha vinti in tribunale.

Il tutto avviene alla vigilia dello scontro sulla separazione delle carriere: ogni euro alle toghe, o negato alle toghe, sarà letto come un messaggio. Il governo pretende rigore dai tribunali e allo stesso tempo ne dipende per incassare la manovra senza nuovi ricorsi.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/11/01/manovra-stretta-sugli-aumenti-degli-stipendi-dei-magistrati-rivisti-i-criteri_20031262-e476-45eb-82ee-0356dd37c56f.html

Magistrati, quasi un miliardo di arretrati: il conto che nessuno vuole intestarsi (ilpost.it)

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Nel Documento programmatico di bilancio compaiono circa 970 milioni di euro, dentro il "fondo sentenze" da 1,9 miliardi, per gli arretrati stipendiali di circa 11mila magistrati. A stabilirlo non è un capriccio del governo ma il Consiglio di Stato, che nel 2025 ha ritenuto sbagliato il calcolo dell'adeguamento triennale 2018-2020 (4,85% nel decreto del 2021, 6,22% secondo il ricalcolo Istat). Il Sole 24 Ore stima una media di circa 70mila euro di arretrati e 20mila di aumento annuo a testa; l'Anm contesta le cifre: 970 milioni sarebbe il costo lordo per lo Stato, non quanto finisce in busta paga.

Qui sta la prima contraddizione. Un esecutivo che da anni conduce una battaglia politica contro l'invasività delle toghe si trova a pagare, in silenzio e per via amministrativa, il conto di una sentenza favorevole ai magistrati. Il Dpcm per gli arretrati evita il voto in Parlamento, e la parte "per il futuro" della manovra, con aumenti agganciati alla media ponderata del pubblico impiego, è venduta come freno alla spesa. Ma è difficile sostenere insieme che si tratta di un atto dovuto e che lo si sta contenendo.

La seconda riguarda l'altro lato. Una categoria che rivendica l'indipendenza, e che ha ragioni giuridiche solide, incassa una cifra rilevante mentre il resto del pubblico impiego aspetta rinnovi contrattuali ben più modesti. E il capitolo non è chiuso: il triennio 2024-2026 resta da valutare e il Tar Lazio ha già annullato gli atti sul 2021-2023. Sulla vicenda, infine, l'attenzione mediatica è stata tiepida: un miliardo che passa quasi in sordina fa più notizia per come viene raccontato che per come viene speso.

https://www.ilpost.it/2026/10/17/legge-bilancio-arretrati-magistrati/

Polonia, la Corte costituzionale e la legalità a colpi di polizia (aljazeera.com)

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Il 30 ottobre 2026 il presidente del Tribunale costituzionale polacco, Bogdan Święczkowski, è stato sospeso e la polizia è stata schierata davanti alla sede, per poi entrare nei locali dopo incidenti con i manifestanti. Il ministro della Giustizia Żurek ha chiesto la revoca dell'immunità di Święczkowski e del suo vice; l'accusa è di avere bloccato per circa sei mesi l'insediamento dei giudici scelti dall'attuale maggioranza.

Il premier Tusk presenta la mossa come ripristino dello Stato di diritto, processo "difficile e doloroso". Il presidente Nawrocki, vicino al PiS, ha anticipato il rientro a Varsavia e dall'elezione si è rifiutato di far giurare tre dei sei giudici eletti dal Parlamento.

La contraddizione è reciproca. Święczkowski era stato nominato dal PiS, che ha politicizzato la magistratura per anni. Ma ripristinare la legalità con sospensioni contestate e agenti alla porta di una corte è un metodo che la stessa Bruxelles, così severa col PiS, farebbe fatica a chiamare normale. Quando entrambi i campi invocano la Costituzione per escludere l'altro, la Costituzione perde.

https://www.aljazeera.com/news/2026/10/30/polish-police-deployed-to-top-court-after-head-judge-suspended

Scuola, 6.974 posti in meno: il risparmio arriva sempre dalla stessa parte (open.online)

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La legge di Bilancio 2027 prevede, all'articolo 66, il taglio di 6.974 posti dall'anno scolastico 2027/2028: 4.925 docenti e 2.049 unità di personale Ata. Secondo la relazione tecnica il risparmio è di circa 84 milioni nel 2027 e di quasi 252 milioni l'anno dal 2028.

Le opposizioni parlano di tagli che si sommano a quelli della manovra precedente, quasi 15mila posti in due leggi di bilancio. Il Pd sostiene che una misura presentata come transitoria sia diventata strutturale. Cisl Scuola chiede il ritiro, e cita il calo demografico come dato da affrontare migliorando la scuola, non come alibi per ridurla.

Il calo degli alunni è un fatto, e un governo può legittimamente adeguare gli organici. Ma una maggioranza che rivendica l'attenzione alla scuola dovrebbe spiegare perché il riequilibrio coincide sempre con la voce di spesa più facile da comprimere. Le opposizioni, dal canto loro, che hanno governato a lungo, farebbero bene a ricordare cosa hanno fatto quando i numeri erano gli stessi.

https://www.open.online/2026/10/31/scuola-tagli-docenti-legge-bilancio-2027/

Melonellum alla Consulta: i ricorsi ci sono, ma tocca ai giudici e al calendario (open.online)

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Il 26 ottobre la «Rete per un voto libero e uguale», una trentina di associazioni con giuristi come Roberto Zaccaria ed Enrico Grosso e firmatari come Romano Prodi, ha annunciato ricorsi in 25 sedi di Corte d'appello contro la nuova legge elettorale. La strategia è semplice: basta un giudice che sollevi la questione per arrivare alla Corte costituzionale. Una prima udienza sarebbe fissata a Trento il 16 dicembre.

I punti contestati sono concreti: la soglia di firme per i partiti senza gruppo parlamentare (6.000 per collegio plurinominale contro 1.500), il «listone» del premio di maggioranza spezzettato per collegi, il nome del premier sulla scheda, i capolista bloccati fuori dalla quota di genere. Il governo, dal canto suo, ha fatto approvare il testo con tre voti di fiducia alla Camera, dopo aver rischiato in luglio sul voto segreto sulle preferenze (188 a 187): una scelta che pesa sul modo in cui la maggioranza rivendica oggi la legittimità della riforma.

Anche i ricorrenti però dovrebbero ammettere che i tempi non dipendono da loro: l'Italicum impiegò undici mesi dal primo rinvio all'udienza, e una pronuncia entro febbraio o in primavera è una speranza, non una certezza. Il Foglio ritiene inoltre che una Corte moderata difficilmente demolirebbe l'impianto, ma è un'analisi, non una decisione. Con il voto atteso fra primavera e autunno 2027, la vera partita è se le regole saranno chiare prima delle urne.

https://www.open.online/2026/10/26/legge-elettorale-ricorsi-romano-prodi/

Precettato lo sciopero, ma l'Ognissanti non c'entra: la franchigia dei morti come arma politica (open.online)

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Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato il 27 ottobre l'ordinanza che blocca lo sciopero generale dei trasporti proclamato da USB per il 30 ottobre, richiamandosi alla prassi che evita le agitazioni attorno alla commemorazione dei defunti. L'Usb ha risposto che l'ordine è «sbagliato e illegittimo» e che sciopererà comunque, accettando le sanzioni.

Il governo ha un argomento formale non banale: la consuetudine esiste, e secondo Il Post la commissione di garanzia aveva raccomandato lo stop. Ma resta una domanda scomoda: quando la franchigia viene invocata contro un sindacato che protesta contro «l'economia di guerra» e il carovita, è tutela del servizio pubblico o selezione di quali scioperi disturbano? Il precedente del dicembre 2024, quando il TAR diede ragione a USB contro una precettazione di Salvini, suggerisce che il terreno giuridico sia meno solido di quanto il Ministero lasci intendere.

Anche USB però ha qualcosa da spiegare: annunciare in anticipo la disobbedienza a un'ordinanza e insieme rivendicare la legalità della propria lotta è una posizione legittima politicamente, meno comoda per i cittadini che restano a terra. Sarà il contenzioso a stabilire chi aveva ragione; intanto il conflitto, come spesso accade, si gioca sul calendario più che sui contenuti.

https://www.open.online/2026/10/28/sciopero-generale-venerdi-30-ottobre-salvini-trasporti-atm-usb/

Siher libero, Meloni attacca la gip: lo scontro che sposta il discorso (agi.it)

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La gip di Milano Tiziana Landoni non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, 30 anni, indicato come ideatore del "Movimento 17 ottobre", nato sui social dopo i disordini di Milano. La Procura contestava istigazione a delinquere con finalità terroristiche e aveva chiesto il carcere. Secondo la gip, nei post su Telegram i toni sono aspri e volgari, ma non c'è un richiamo alla violenza né riferimenti concreti a reati. Il provvedimento si può impugnare.

La premier Giorgia Meloni ha definito la decisione "vergognosa" in un video sui social, parlando di mortificazione del lavoro delle forze dell'ordine. L'Anm ha espresso solidarietà alla giudice e ha parlato di attacco scomposto. Il presidente del Tribunale Fabio Roia ha ricordato che esiste la via dell'appello. Schlein e Conte hanno accusato la premier di non aver letto il provvedimento o di usare lo scontro per distrarre dai problemi economici.

Il nodo è questo: un'ordinanza si critica e si impugna, ed è giusto che la politica discuta anche di sicurezza e ordine pubblico. Ma un premier che giudica in diretta social un provvedimento di cui ha letto poco, in piena campagna sulla giustizia, trasforma un caso processuale in un referendum sui magistrati. Anche l'opposizione, però, ha scelto la polemica personale più che il merito delle motivazioni: la questione se quelle frasi fossero istigazione o solo invettiva resta aperta, e la deciderà il giudice dell'impugnazione.

https://www.agi.it/cronaca/news/2026-10-28/cortei-milano-gip-siher-libero-no-carcere-39745856/

Medici no vax, la Camera li riammette per 13 voti: decisivi i vannacciani (open.online)

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Alla Camera l'articolo 8 del ddl sul riordino delle professioni sanitarie, quello che consente ai sanitari radiati durante il Covid di chiedere il reintegro all'albo, è sopravvissuto con 126 sì, 113 no e 2 astenuti. Non è un reintegro automatico: le domande vanno presentate entro 60 giorni e valgono per violazioni non dolose. La norma era nata a luglio da un emendamento di Fratelli d'Italia, prima firmataria Alice Buonguerrieri.

Il dato politico è che la maggioranza da sola non bastava. Secondo quanto riferito dal deputato Rossano Sasso, se Futuro Nazionale, il partito di Vannacci, avesse votato con l'opposizione, il centrodestra sarebbe andato sotto. Forza Italia, che nelle settimane scorse aveva espresso dubbi, ha poi seguito la linea della coalizione; la senatrice Ronzulli ha però già annunciato che al Senato chiederà modifiche. Le opposizioni, da Pd a M5S e Avs, parlano di oltraggio alle vittime del Covid, e anche Azione ha votato per cancellare l'articolo.

Resta una contraddizione per tutti. Il governo rivendica un gesto di pacificazione ma lo regge sui voti di una forza che ne contesta la linea, mentre gli alleati dissentono a parole e cedono nei fatti. L'opposizione, dal canto suo, denuncia l'offesa ma non è riuscita a trasformare il disagio interno alla maggioranza in un voto che contasse. E la Federazione degli Ordini dei medici, già sbigottita a luglio, si ritrova con una scelta di principio decisa da un pugno di deputati.

https://www.open.online/2026/10/27/medici-no-vax-camera-salva-norma-reintegro-vannacciani-opposizioni/