Note di economia, politica e tecnologia

La guerra in appalto a Musk (investing.com)

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Marco Rubio ha detto che l’accesso ucraino a Starlink dipende dal contratto commerciale con SpaceX e dalle decisioni di Elon Musk, non dalla Casa Bianca. La precisazione arriva dopo le notizie su un rallentamento del servizio usato da Kiev; secondo Reuters, anche il Pentagono lo ha descritto come una questione commerciale.

È una distinzione formalmente comoda e politicamente enorme. Quando un’infrastruttura privata diventa essenziale per difendere un Paese in guerra, chiamarla semplicemente «servizio commerciale» non riduce la responsabilità pubblica: certifica che una leva strategica può dipendere dalle scelte di un solo proprietario.

Il problema non è soltanto Musk. È l’aver confuso per anni innovazione e sovranità, salvo scoprire che il mercato non ha obblighi di alleanza e che un contratto può pesare quanto una decisione militare.

https://www.investing.com/news/stock-market-news/starlink-access-in-ukraine-a-decision-for-musk-not-white-house-rubio-says-4961821

Il Ponte entra in cantiere, giudiziario (rainews.it)

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La Procura di Roma ha incaricato i carabinieri del Ros di acquisire documenti presso il ministero delle Infrastrutture, il Dipe/Cipess, la società Stretto di Messina e il consorzio Eurolink. Gli atti riguardano il materiale trasmesso alla Corte dei conti sul progetto del Ponte e ampliano un’inchiesta per ipotesi di corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Le responsabilità sono ancora tutte da accertare.

Il punto politico non è anticipare sentenze, ma riconoscere la sproporzione: l’opera-simbolo da 13,5 miliardi viene raccontata come inevitabile mentre magistratura contabile e procura continuano a esaminarne procedure, cifre e possibili condizionamenti. Prima ancora di unire due sponde, il Ponte ha già collegato propaganda, deroghe e faldoni giudiziari. Chiedere trasparenza non significa essere contrari alle infrastrutture; significa essere contrari agli assegni in bianco.

https://www.rainews.it/amp/articoli/2026/10/indagine-sul-ponte-dello-stretto-acquisiti-i-documenti-al-mit-e-cipess-linchiesta-si-allarga-14b4c5ae-2a17-4ed0-8385-3dc59a82dba4.html

La pace ricompare, ancora al condizionale (apnews.com)

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Volodymyr Zelensky ha indicato il congelamento dei combattimenti lungo l’attuale linea del fronte come il percorso più realistico verso un cessate il fuoco, senza riconoscere formalmente come russe le aree occupate. Nelle stesse ore Vladimir Putin ha detto all’inviato statunitense Steve Witkoff di essere disponibile, in linea di principio, a riprendere a novembre i colloqui trilaterali con Ucraina e Stati Uniti.

Sono aperture, non un accordo. Kiev distingue la sospensione delle ostilità dalla cessione territoriale; Mosca parla di negoziati mentre conserva le proprie richieste e continua a combattere. Ma dopo mesi in cui la diplomazia serviva soprattutto a distribuire colpe, le due parti hanno almeno rimesso sul tavolo una sequenza comprensibile: fermare il fuoco, negoziare, discutere il territorio. Il condizionale resta enorme; l’alternativa, però, continua a essere soltanto il prossimo morto.

https://apnews.com/article/3f00c0c6fd10bab948c2c3f8502e0a91

Booking vende fiducia, Bruxelles controlla il resto (digital-strategy.ec.europa.eu)

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La Commissione europea ha aperto un procedimento formale per verificare se Booking.com abbia violato il Digital Services Act. L’indagine riguarda la gestione degli annunci fraudolenti, le truffe di phishing che sfruttano dati di prenotazione e la trasparenza degli alloggi che pagano per comparire più in alto nei risultati. L’apertura del procedimento non equivale a una constatazione di colpevolezza.

Le piattaforme amano presentarsi come vetrine neutrali, ma costruiscono l’ordine delle offerte, raccolgono dati e incassano commissioni sulla fiducia degli utenti. Quando quella fiducia diventa il prodotto, scaricare il rischio sui clienti non è più semplice disattenzione tecnica: è una scelta di governance. Il DSA serve precisamente a verificare se la responsabilità cresca insieme al potere, oppure soltanto ai ricavi.

https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/commission-investigate-how-bookingcom-combats-scams-and-fraud-under-digital-services-act

La Lega scopre di avere un congresso (ansa.it)

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Massimo Garavaglia ha raccolto le 80 firme necessarie per candidarsi alla segreteria della Lega e sfidare Matteo Salvini al congresso straordinario del 24 e 25 ottobre. Tra i sottoscrittori figura anche il presidente della Lombardia Attilio Fontana: non è più soltanto una protesta interna, ma una candidatura formalmente ammessa e sostenuta da pezzi rilevanti del partito.

Salvini arriva così al congresso senza il consueto monopolio della scena. Garavaglia propone il ritorno al federalismo e alle radici settentrionali; il segretario uscente difende la Lega nazionale costruita attorno alla propria leadership. La sfida dirà meno su chi vincerà — il vantaggio dell’apparato resta evidente — e molto di più su quanto il dissenso sia ormai diventato impossibile da nascondere.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/21/garavaglia-raggiunge-le-firme-per-la-candidatura-al-congresso-della-lega_e839a325-e053-41fd-a4e2-737b1950c96e.html

Decreto sicurezza: il Colle ferma i poteri di polizia ai militari, il governo ci aveva provato lo stesso (lapresse.it)

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto su sicurezza pubblica e criminalità minorile dopo gli scontri di Milano, ma senza la norma che avrebbe dato ai militari funzioni di polizia giudiziaria. Secondo le ricostruzioni di ANSA e LaPresse, il Quirinale aveva sollevato un'eccezione e gli stessi uffici legislativi del governo ne avevano segnalato il profilo di incostituzionalità: il Cdm è slittato di circa un'ora per il confronto tra Palazzo Chigi e il Colle.

Resta il resto del pacchetto: un nuovo reato per chi partecipa a cortei lanciando oggetti pericolosi in gruppo (pene fino a 5 anni), il fermo preventivo anche per i minori, e 500 militari in più a Milano fino al 31 dicembre 2026 con i compiti già previsti da «Strade sicure». Il ministro Piantedosi ha negato uno «stop» del Colle, parlando di dialogo «sereno e produttivo».

La questione politica è doppia. Una maggioranza che si presenta come garante dell'ordine ha messo nero su bianco una norma che i suoi stessi tecnici giudicavano problematica, scoprendo il limite costituzionale solo davanti al Quirinale. E un'opposizione che grida alla «torsione autoritaria» farebbe bene a ricordare che il tema, dopo i disordini di Milano, esiste davvero e non si risolve con gli slogan. Il guaio del decreto-annuncio è sempre lo stesso: si legifera per la prima pagina e si corregge per il Colle.

https://www.lapresse.it/politica/2026/10/21/dl-cortei-alt-di-mattarella-salta-la-norma-sui-poteri-speciali-ai-militari/

Manovra: 5 miliardi dalle banche, ma «non è una tassa» (lapresse.it)

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Il Documento programmatico di bilancio prevede quasi 5 miliardi per il 2027 dal «settore finanziario», secondo quanto riportato da MF-Milano Finanza e LaPresse. Salvini e Tajani escludono che si tratti di una tassa sugli extraprofitti; Giorgetti, dall'estero, sostiene che le regole non cambiano ma sono cambiate le circostanze. L'Abi, con Patuelli e Torriero, protesta: la misura non sarebbe concordata e gli accordi del 2024 (4,5 miliardi) e del 2025 (oltre 10 miliardi in tre anni) andrebbero rispettati.

Il dibattito è in gran parte semantico. Se il prelievo arriva tramite Irap, Ires o interventi sulle imposte differite, per chi lo paga ha lo stesso effetto di una tassa, comunque la si chiami. Salvini rivendica utili bancari passati da 25,5 a 47,5 miliardi tra il 2022 e il 2025; Tajani avverte che penalizzare chi fa impresa spaventa i mercati e chiede di coinvolgere anche Cdp. Il centrodestra, insomma, è diviso su come chiamare ciò che ha deciso di fare.

Le banche non sono vittime innocenti: in un anno di utili record, invocare la sacralità degli accordi suona comodo. Ma un governo che ogni autunno ricorre al «contributo volontario» e poi litiga sul nome dovrebbe spiegare perché la copertura strutturale della manovra continui a dipendere da un negoziato annuale con chi deve pagare.

https://www.lapresse.it/politica/2026/10/17/manovra-scontro-tra-abi-e-salvini-sui-5-miliardi-chiesti-a-banche-e-assicurazioni/

La banca delle mafie parlava in fatture e cripto (ansa.it)

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La Guardia di Finanza di Milano e Monza Brianza ha eseguito misure cautelari nei confronti di 30 indagati nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Milano. Gli investigatori contestano un sistema che avrebbe collegato ’ndrangheta, camorra e mafia foggiana: oltre 110 milioni di euro di fatture false, 68 milioni riciclati anche tramite criptovalute e sequestri per più di 21 milioni. Le accuse sono nella fase delle indagini preliminari.

La fotografia politica è più scomoda del consueto repertorio antimafia: organizzazioni diverse che cooperano come reparti di una stessa holding, tra società cartiere, professionisti, contante e tecnologia finanziaria. La criminalità organizzata non vive ai margini dell’economia legale: ne copia i linguaggi, ne sfrutta le infrastrutture e cerca varchi persino negli uffici giudiziari. Chiamarla “emergenza” serve spesso a non ammettere quanto sia strutturale.

https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/cronaca/2026/10/21/la-finanza-scopre-la-banca-occulta-della-criminalita-organizzata-30-arresti_65002d39-27a7-447a-a30e-5d11cdf31e28.html

Il decreto ha trovato un confine (ansa.it)

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Il governo ha approvato il nuovo decreto sicurezza senza la norma che avrebbe attribuito ai militari impiegati nell’ordine pubblico poteri di polizia giudiziaria. Secondo ANSA e RaiNews, la disposizione è stata espunta dopo le perplessità emerse nelle interlocuzioni con il Quirinale; resta invece la stretta sul fermo preventivo dei minorenni.

È un dettaglio che dettaglio non è. La risposta politica alle violenze di piazza stava scivolando dall’emergenza alla confusione dei ruoli: soldati trasformati per decreto in investigatori e agenti. Il Colle ha ricordato al governo che la fermezza non autorizza ogni scorciatoia istituzionale. Il confine tra sicurezza e militarizzazione, almeno stavolta, ha retto.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/20/dl-sicurezza-eccezione-del-colle-sui-poteri-di-polizia-giudiziaria-ai-militari_d6ded7e4-41ea-4ba3-be1f-62e645cac8f6.html

La Polonia liberalizza, il presidente prepara il veto (rp.pl)

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La Camera bassa polacca ha approvato due riforme che allentano uno dei regimi sull’aborto più restrittivi dell’Unione europea. La prima ripristina la possibilità di interrompere la gravidanza in caso di gravi malformazioni fetali; la seconda elimina o riduce la responsabilità penale per chi aiuta una donna ad abortire.

I numeri raccontano quanto sia fragile il passaggio: la depenalizzazione è passata con 217 voti contro 213 e tre astensioni; il ripristino dell’eccezione per le malformazioni con 233 voti contro 203. Ma il presidente nazionalista Karol Nawrocki ha già segnalato la propria opposizione a una liberalizzazione e il veto è considerato altamente probabile. Non è ancora avvenuto: resta una prospettiva politica, non un fatto compiuto.

Il governo di Donald Tusk può dunque rivendicare di aver finalmente mosso il Parlamento dopo anni di promesse, ma una maggioranza di quattro voti non cancella né le divisioni interne né il potere presidenziale. In Polonia il diritto all’aborto avanza di una Camera e rischia di fermarsi a una firma: la distanza tra consenso elettorale e cambiamento reale passa ancora dal palazzo del presidente.

https://www.rp.pl/polityka/art45368401-sejm-uchwalil-zmiany-w-prawie-aborcyjnym-dopuszczalna-aborcja-w-przypadku-ciezkiej-wady-plodu