Note di economia, politica e tecnologia

Kiev brucia mentre si discute la tregua (internazionale.it)

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Un attacco russo con droni ha colpito Kiev poche ore dopo l’incontro tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump dedicato anche agli sforzi di pace. Secondo le autorità cittadine, il bilancio aggiornato è di almeno due morti e 22 feriti; sono state colpite infrastrutture ferroviarie, depositi e stazioni di servizio.

Zelensky aveva appena dichiarato la disponibilità a una tregua sugli obiettivi energetici, a condizione di reciprocità. La risposta sul terreno è arrivata prima di qualunque intesa: una delle stazioni di servizio colpite sarebbe la sesta struttura di Ukrnafta attaccata nelle ultime settimane.

I colloqui continuano a produrre formule diplomatiche, mentre i droni producono fatti compiuti. Finché ogni apertura viene accompagnata da un nuovo elenco di bersagli civili e infrastrutturali, la parola “tregua” rischia di descrivere più la conferenza stampa che la guerra.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/23/russia-hits-kyiv-petrol-stations-kills-one

Islamabad chiude le strade prima della protesta (internazionale.it)

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Il Pakistan ha disposto la chiusura a tempo indeterminato delle principali autostrade e strade verso Islamabad, schierando decine di migliaia di agenti e container in vista della marcia del 27 settembre. I sostenitori del PTI chiedono la liberazione dell’ex premier Imran Khan, detenuto dal 2023; il governo presenta il dispositivo come misura di ordine pubblico.

La protesta non è ancora iniziata, ma la capitale viene già isolata. È una forma preventiva di sicurezza che tratta la mobilitazione politica come un assedio prima che esista un reato, scaricando il costo su milioni di cittadini, pendolari e attività economiche.

Quando un governo deve chiudere le autostrade per impedire agli oppositori di arrivare in piazza, il problema non è soltanto la protesta. È un sistema politico che misura la propria stabilità in container, posti di blocco e chilometri di strada negati.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/23/pakistan-tightens-security-ahead-of-march-planned-by-imran-khan-s-party

Zelensky pronto a vedere Putin, Trump apre ai Patriot: la pace resta un annuncio (ansa.it)

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Dopo l'incontro bilaterale con Donald Trump a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, Volodymyr Zelensky ha dichiarato di essere «pronto a incontrare Putin in qualsiasi momento» e ha chiesto agli Stati Uniti di organizzare un vertice trilaterale in cui, ha detto, «tutte le questioni delicate» possano essere discusse direttamente dai capi di Stato. Una proposta che ricalca quelle avanzate più volte negli ultimi mesi, finora senza alcun seguito concreto.

Sul fronte militare, Zelensky ha riferito che Trump si è detto «positivo» sulla concessione delle licenze di produzione dei missili Patriot all'Ucraina, con trattative in corso con il produttore Raytheon (RTX): la produzione, se confermata, potrebbe partire tra uno e un anno e mezzo. Un orizzonte che rende la richiesta di un «pacchetto per l'inverno» più una prospettiva di medio periodo che una risposta immediata alle esigenze della prossima stagione fredda.

Resta la distanza, ormai consolidata, tra gli annunci diplomatici e i tempi reali: un vertice trilaterale evocato da mesi senza mai concretizzarsi, un sistema d'arma promesso con un orizzonte pluriennale mentre l'inverno è alle porte, un negoziato che procede a colpi di dichiarazioni alla stampa più che di accordi firmati. Ognuno degli attori — Kiev che rilancia la disponibilità al dialogo, Washington che apre ma non si impegna su tempi certi, Mosca che per ora non ha replicato — ha buone ragioni per non chiudere la partita in fretta.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/23/zelensky-pronto-a-incontrare-putin-in-qualunque-momento_0b9247c1-835a-452b-b867-a36bac66b863.html

Gonna corta, gonna lunga, gonna via: il centrodestra si supera da solo (ansa.it)

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Bastavano pochi giorni perché la gaffe di Antonio Tajani sulla «gonna lunga» — la metafora con cui il vicepremier aveva paragonato la scelta del partito a quella della moglie ideale — si trasformasse in un caso politico più ampio. Interpellato su Sky Tg24 il 22 settembre, Roberto Vannacci ha scelto di non prendere le distanze ma di rilanciare: «Tra una donna con la gonna lunga e una con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna». Un modo di chiudere la polemica che l'ha solo riaperta.

La risposta è arrivata in Senato: senatrici di Pd, Italia Viva, Avs, M5s e del gruppo Autonomie si sono presentate in gonna nella Sala Transatlantica come gesto simbolico. «È un gesto di libertà, per dire che siamo libere di vestirci come vogliamo», ha spiegato Raffaella Paita (Iv). Per Simona Malpezzi (Pd) le parole dei due ministri rivelano «un patriarcato intrinseco e inconsapevole», mentre Valeria Valente (Pd) ha chiesto direttamente se Giorgia Meloni sia disposta a «pagare qualche prezzo» al femminismo condannando con chiarezza le uscite dei suoi alleati.

Resta il paradosso di fondo: Tajani, dopo le critiche, aveva rivendicato «il massimo rispetto» per le donne; il suo alleato di governo ha risposto con una battuta ancora più oggettificante invece di prenderne le distanze. E sul silenzio di palazzo Chigi, per ora, nessuna risposta è arrivata.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/22/vannacci-gonna-corta-o-gonna-lunga-una-donna-la-preferisco-sempre-senza_8d6e269c-0fd8-478a-9ec2-87fa4901a974.html

Il sangue torna una scelta, ma non tutto (jw.org)

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I Testimoni di Geova hanno modificato una delle loro regole più controverse: ricevere globuli rossi, globuli bianchi, plasma o piastrine provenienti da un donatore diventa una decisione di coscienza individuale. Anche la donazione destinata a produrre questi componenti è lasciata al singolo fedele.

Non è però un via libera completo alle trasfusioni, come suggeriscono alcuni titoli. Il divieto sul sangue intero resta in vigore. La distinzione è teologica, ma produce conseguenze molto concrete: nella medicina moderna gran parte delle trasfusioni utilizza proprio componenti separati, ora ammessi come scelta personale.

La svolta restituisce autonomia sanitaria senza rinnegare formalmente la dottrina. È un compromesso che può salvare vite, ma apre una domanda inevitabile per ogni autorità religiosa: se oggi la coscienza basta, perché ieri doveva obbedire?

https://www.jw.org/en/global-communications/country/global-news/Jehovahs-Witnesses-Each-Witness-Now-Decides-Whether-to-Accept-or-Donate-Main-Blood-Components/

Scuola, tetto al 30% di stranieri: il decreto c'è, il piano per applicarlo no (dire.it)

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Il governo prepara un decreto che introduce un tetto del 30% di studenti non comunitari con gravi difficoltà di comprensione dell'italiano per ogni classe, accompagnato da corsi obbligatori di lingua per i genitori. Ad annunciarlo è la premier Giorgia Meloni, mentre il testo tecnico porta la firma del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Restano esclusi dal computo gli studenti comunitari e chi, pur straniero, è nato o cresciuto in Italia e parla già la lingua.

I numeri che accompagnano l'annuncio raccontano una realtà più sfumata dello slogan: su 8 milioni di studenti, sono 931mila quelli con cittadinanza non italiana (11,6%), e circa due terzi sono nati in Italia. La concentrazione è tutta al Nord — il 65% del totale, con la Lombardia da sola a un quarto — cioè proprio nelle regioni dove il governo, e in particolare la Lega, raccoglie più consenso.

Sul come applicarlo, però, il decreto lascia più domande che risposte: nelle aree a maggiore concentrazione i presidi dovrebbero redistribuire gli alunni tra sezioni diverse e, se non basta, trasferirli in altre scuole del territorio. L'Associazione nazionale presidi, per voce del presidente Antonello Giannelli, ha già messo in dubbio la fattibilità pratica della norma, ricordando che le scuole "devono accogliere gli studenti residenti nel territorio". Il testo definitivo, e con esso la data di entrata in vigore, dipenderà da quanto uscirà dal Consiglio dei ministri.

https://www.dire.it/21-09-2026/1268454-stranieri-in-classe-pronto-il-decreto-col-limite-del-30-le-nuove-regole-e-la-mappa-delle-citta/

Lega, congresso a sorpresa: Salvini chiede fiducia e avverte i dissidenti (ansa.it)

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Dal palco di Pontida, Matteo Salvini ha sorpreso anche i suoi collaboratori più stretti annunciando la convocazione di un congresso straordinario della Lega per ottobre. La formula scelta è quella del plebiscito: "Chiederò la fiducia della mia famiglia per alzata di mano", ha detto, prima di convocare per il giorno successivo il consiglio federale che dovrà decidere se il congresso sarà elettivo o soltanto programmatico.

L'annuncio arriva al culmine di mesi di pressioni da parte dei governatori del Nord — Fontana, Fedriga, Fugatti — che chiedono un partito più marcatamente federalista, e di frizioni interne emerse nello stesso raduno, dove ai cori "Matteo Matteo" si sono contrapposti quelli per Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e voce dei cosiddetti "frondisti". Romeo ha incassato l'annuncio dicendo di non aspettarselo, rimandando ogni discussione su un'eventuale candidatura alternativa "ai prossimi giorni".

Resta la contraddizione di fondo: Salvini presenta la convocazione come un gesto di apertura e di "marcia compatta", ma la accompagna con un avvertimento esplicito — "la prima voce fuori posto fa un favore solo alla sinistra" — che restringe lo spazio del dissenso interno proprio mentre chiede un voto di fiducia plebiscitario. Un congresso elettivo, inoltre, gioca a suo favore: la macchina dei delegati fedeli rende improbabile qualsiasi sfida reale alla leadership.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/20/lega-la-mossa-di-salvini-a-pontida-congresso-straordinario-a-ottobre_f7eadbe5-25a0-4754-a303-b2aae6c72b05.html

Il caccia colpito e la missione che resta (difesa.it)

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Dopo l’attacco Houthi alla base saudita di Ta’if, nel quale è stato distrutto un caccia italiano senza vittime tra il personale, il governo valuta di spostare uomini e mezzi verso aree più sicure. La Difesa ha già rafforzato la protezione degli assetti aerei, ma assicura che le attività operative continueranno nel quadro degli impegni internazionali.

Il portavoce Houthi sostiene che l’aereo italiano non fosse un bersaglio intenzionale. È una precisazione diplomatica, non una garanzia militare: quando si schierano mezzi in una base coinvolta nella guerra, la distinzione tra partecipante, alleato e danno collaterale diventa molto più fragile dei comunicati.

Roma prova così a tenere insieme due messaggi opposti: non siamo in guerra, ma i nostri caccia possono essere colpiti; riduciamo il rischio, ma non la missione. Spostare gli assetti protegge il personale. Non sostituisce però una spiegazione politica su obiettivi, limiti e durata della presenza italiana nel Golfo.

https://www.difesa.it/il-ministro/comunicati/comunicato-stampa-n-34-del-21-settembre-2026/112537.html

Minerali critici, l'Italia entra nella filiera americana (esteri.it)

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Antonio Tajani e Marco Rubio hanno firmato a New York un memorandum sui minerali critici. L’intesa crea un gruppo tecnico Italia-Stati Uniti e prevede scambio di informazioni, investimenti pubblici e privati, collaborazione su estrazione, lavorazione, riciclo e meccanismi di prezzo. La Farnesina precisa che il patto affianca quello già concluso tra Unione europea e Washington.

La parola d’ordine è sicurezza delle forniture; il bersaglio non dichiarato ma evidente è la dipendenza dalla Cina per terre rare e materiali indispensabili a semiconduttori, intelligenza artificiale e industria militare. L’Italia porta competenze manifatturiere e di riciclo, ma lega un altro pezzo della propria politica industriale all’architettura strategica statunitense.

Diversificare è necessario. Chiamare “mercato alternativo” una filiera costruita da governi, sussidi e prezzi concordati è però più geopolitica che libero scambio. Pechino ha trasformato i minerali in potere; l’Occidente risponde facendo lo stesso, mentre Roma presenta l’allineamento come semplice cooperazione tecnica.

https://www.esteri.it/en/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2026/09/tajani-e-rubio-firmano-a-new-york-lintesa-sui-minerali-critici/

Washington vuole sanzionare il tribunale che indaga (apnews.com)

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Secondo funzionari informati dei colloqui, l’amministrazione Trump si prepara a sanzionare la Corte penale internazionale come istituzione, dopo aver già colpito giudici e procuratori. Il provvedimento non è ancora stato annunciato; l’Aia teme che possa bloccare servizi informatici, assicurazioni, assunzioni e pagamenti ordinari.

Washington sostiene che la Corte non abbia giurisdizione su cittadini di Stati che non aderiscono allo Statuto di Roma, come Stati Uniti e Israele. Ma una cosa è contestare la competenza in tribunale; un’altra è usare il peso finanziario americano per rendere materialmente impossibile al tribunale funzionare.

La contraddizione è brutale: si difende la sovranità nazionale cercando di spegnere l’istituzione nata per intervenire quando i sistemi nazionali non perseguono i crimini più gravi. Se la giustizia internazionale vale soltanto contro gli avversari, non è più giustizia: è un altro strumento della potenza.

https://apnews.com/article/2c1cc314732f920c2de59396d3b556f6