Note di economia, politica e tecnologia

Sussidi ai genitori dei "maranza": FdI scopre la responsabilità, ma solo quella altrui (adnkronos.com)

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Il senatore di Fratelli d'Italia Matteo Gelmetti ha depositato a Palazzo Madama un disegno di legge che, in caso di condanna di un minore a una pena detentiva di almeno un anno, autorizza i Comuni a sospendere per i genitori i "benefici comunali non essenziali" — contributi, agevolazioni, utilità premiali — per tutta la durata della condanna. Il testo prevede anche un percorso di responsabilizzazione familiare fino a dodici mesi proposto dai servizi sociali, esclude il recupero di somme già incassate e richiede una procedura in contraddittorio con almeno trenta giorni per le osservazioni dei genitori.

Il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami ha però subito annunciato una proposta parallela per rendere la revoca automatica anziché discrezionale, cortocircuitando in un colpo solo le garanzie procedurali che lo stesso ddl si dà. È il paradosso di una misura che nasce con paletti pensati per non somigliare a una sanzione collettiva — niente diritti fondamentali, niente prestazioni statali, contraddittorio obbligatorio — e che il partito che l'ha scritta prova subito a irrigidire nella direzione opposta.

Resta il nodo di fondo: si tratta di responsabilità genitoriale reale o di una pena che colpisce per interposta persona un nucleo familiare già segnato da un procedimento penale minorile? Il testo, depositato il 18 settembre e ancora in attesa di assegnazione alle commissioni, avrà tempo per essere discusso — ma la fretta di Bignami nel volerlo già più duro dice qualcosa sull'uso che se ne vuole fare.

https://www.adnkronos.com/politica/sussidi-famiglie-maranza-minori-condannati-disegno-legge_5ADIWXZRsFFFxmZPjOaSgQ

Il deepfake si vieta con un appello (videoembed.ansa.it)

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Dopo la foto di Matilde Siracusano alterata con l’intelligenza artificiale e rilanciata da Roberto Vannacci, Alberto Barachini chiede a maggioranza e opposizione di non usare volti e voci manipolati durante le campagne elettorali. Forza Italia, assicura, rinuncerà a farlo.

Il problema è proprio qui: davanti a uno strumento capace di falsificare l’immagine di un avversario mentre gli elettori stanno votando, la risposta immediata resta un impegno volontario. La politica celebra il reato di deepfake già introdotto, ma scopre che la tutela penale successiva non ripara una competizione già contaminata.

Un codice d’onore è utile soltanto a chi ha già deciso di comportarsi onestamente. Per gli altri servono regole elettorali chiare, obblighi di etichettatura e rimedi rapidi: altrimenti il falso corre in tempo reale e la democrazia arriva, forse, con la sentenza.

https://videoembed.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/27/barachini-fi-sul-caso-siracusano-no-allia-in-campagna-elettorale_42efc124-5cb4-48d3-b710-3b4f9327d72a.html

Due prigionieri, un segreto e una crepa tra alleati (president.gov.ua)

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Volodymyr Zelensky ha annunciato all’Onu che l’Ucraina ha trasferito in Corea del Sud due soldati nordcoreani catturati. Seul sostiene che la divulgazione abbia violato un accordo di riservatezza pensato per proteggere i militari e le loro famiglie; una fonte della presidenza ucraina ha invece negato che quell’accordo esistesse.

Il trasferimento è confermato. L’intesa segreta, no: su questo le versioni dei due governi sono opposte. Ed è proprio la disputa a mostrare quanto i prigionieri siano diventati anche materiale diplomatico, stretto fra propaganda di guerra, sicurezza personale e rapporti tra alleati.

Zelensky voleva dimostrare all’Onu che Mosca internazionalizza il conflitto arruolando nordcoreani. Seul voleva evitare che quella prova diventasse pubblica. Quando la comunicazione politica entra in collisione con la protezione delle persone, il segreto smette di essere un dettaglio e diventa parte della guerra.

https://www.president.gov.ua/en/news/zvernennya-prezidenta-na-zagalnih-debatah-generalnoyi-asambl-106573

Il price cap di Eni è politica in outsourcing (figisc.it)

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Dal 28 settembre Eni limiterà per trenta giorni il prezzo dei carburanti Enilive a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio. L’azienda collega l’iniziativa all’agevolazione fiscale sulle accise; Figisc-Confcommercio avverte però che la mossa può mettere fuori mercato i gestori non protetti da una grande compagnia.

Per gli automobilisti il risparmio è concreto. Ma il quadro politico è curioso: il governo riduce il sostegno generale sulle accise, una società controllata dallo Stato interviene sulla propria rete e i partiti rivendicano il risultato come vittoria del mercato.

Se il sollievo dipende dalla forza finanziaria di un singolo operatore, non è una politica dei prezzi: è politica in outsourcing. Resta da vedere se nascerà vera concorrenza o se, finiti i trenta giorni, resteranno soltanto distributori indipendenti più deboli e un nuovo annuncio da celebrare.

https://www.figisc.it/blog/2026/09/26/qualche-riflessione-a-caldo-sul-price-cap-di-eni/

Iran, Trump respinge la tregua: i raid aspettano solo il voto di midterm (ansa.it)

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L'Iran ha proposto una tregua di sette giorni per riaprire lo Stretto di Hormuz e avviare negoziati sul nucleare, in cambio della rimozione del blocco navale statunitense, dello sblocco degli asset congelati e della fine delle sanzioni petrolifere. Donald Trump ha respinto la proposta: "Hanno presentato un piano, l'ho rifiutato", ha dichiarato, convinto che la pressione economica della campagna "Operation Economic Outcast" costringerà Teheran a cedere senza contropartite.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e confermato da agenzie e testate italiane, Trump starebbe valutando la ripresa dei bombardamenti sull'Iran non subito, ma dopo le elezioni di midterm di novembre, quando avrebbe "le mani più libere" e l'iniziativa militare non peserebbe sulle urne. Nel frattempo la Casa Bianca continua a chiedere pubblicamente la riapertura di Hormuz, snodo cruciale per i prezzi del petrolio globale, riservandosi però la stessa mano dura che dice di voler evitare.

Il calendario elettorale come variabile di una decisione bellica non è un dettaglio da poco: significa che la data dei prossimi raid non dipende solo da Teheran, ma anche dal calcolo elettorale di Washington. Un promemoria di quanto la retorica sulla sicurezza internazionale finisca spesso per intrecciarsi con quella, più prosaica, del consenso interno.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/26/trump-dice-no-al-piano-iraniano-e-pensa-a-nuovi-raid-dopo-le-midterm_4c47d3f5-794e-47cd-bd5b-d91596797e92.html

Scuola, il decreto perde i denti: il Quirinale cancella l'allontanamento dei minori (ansa.it)

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Il Consiglio dei ministri del 24 settembre ha varato il decreto scuola con tre misure: il divieto di volto coperto (multe da 200 a 1.000 euro, estese ai genitori se il trasgressore è minorenne), il tetto al 30% di studenti stranieri per classe nella primaria e nella secondaria, e l'obbligo per i genitori con difficoltà di lingua di seguire corsi gratuiti di italiano. La bozza iniziale però si spingeva oltre: prevedeva il "collocamento del minore fuori dalla famiglia" per i genitori inadempienti, citava esplicitamente burqa e niqab nel divieto di volto coperto e vietava alle madri col velo integrale di partecipare ai colloqui scolastici.

Il presidente Mattarella, impegnato a Torino proprio il giorno del Consiglio dei ministri, ha chiesto modifiche sostanziali prima della firma definitiva: fuori l'ipotesi di allontanamento dei figli dalle famiglie, fuori i riferimenti espliciti a burqa e niqab, dentro esenzioni per anziani, malati, disabili e badanti e un criterio di "prossimità" geografica pensato per non violare il diritto costituzionale all'istruzione. Il governo ha accolto, si legge, "la maggior parte" dei rilievi arrivati dal Colle.

Resta la domanda di fondo: un esecutivo che si presenta come garante del "buonsenso" ha avuto bisogno dell'intervento riservato del Quirinale per accorgersi che togliere i figli a famiglie povere di italiano è incostituzionale. La stretta identitaria resta, il tetto al 30% pure; la parte più muscolare, quella buona per i titoli dei giornali amici, è sparita nel giro di poche ore, senza che nessuno al governo lo ammetta apertamente.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/24/la-bozza-del-decreto-scuola-multe-fino-a-1.000-euro-per-il-burqa_39a231c7-1897-4df4-bfd9-a0e0bb8f798b.html

La giustizia esemplare non è giustizia (video.corriere.it)

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Antonio Tajani, parlando al “Villaggio della legalità” a Roma, ha chiesto ai magistrati più rigidità nella convalida degli arresti. Per spiegarsi ha usato una formula che nella storia italiana pesa parecchio: “colpirne uno per educarne cento”.

Il disagio delle forze dell’ordine davanti a chi torna rapidamente libero può essere reale. Ma la custodia cautelare non è un premio per il turno faticoso degli agenti, né una punizione dimostrativa: ogni limitazione della libertà deve dipendere dalla legge e dalle circostanze del singolo caso.

Quando un vicepremier trasforma il giudice nel responsabile politico della sicurezza, il bersaglio si sposta dal funzionamento delle norme all’indipendenza di chi deve applicarle. La legalità non si rafforza chiedendo sentenze pedagogiche: si indebolisce proprio nel momento in cui la si usa come slogan.

https://video.corriere.it/politica/tajani-ai-magistrati-sulla-convalida-degli-arresti-colpirne-uno-per-educarne-cento/74a5e219-f091-49e1-8180-6805e1e20xlk

Il verde senza prove diventa pubblicità ingannevole (gazzettaufficiale.it)

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Dal 27 settembre si applicano anche in Italia le nuove regole europee contro il greenwashing. Espressioni generiche come “verde” o “rispettoso dell’ambiente” non potranno più vivere di sola grafica: chi le usa dovrà dimostrare prestazioni ambientali riconosciute. Nel mirino entrano anche i marchi di sostenibilità non certificati e le promesse climatiche fondate soltanto sulla compensazione delle emissioni.

È una norma di buon senso, arrivata dopo anni in cui la sostenibilità è stata trattata come un reparto del marketing. Il problema non era la mancanza di slogan ecologici, ma l’abbondanza di slogan impossibili da verificare.

Adesso la differenza la faranno i controlli. Una legge che vieta il verde immaginario serve soltanto se chi lo vende rischia davvero più di quanto guadagna raccontandolo.

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/sg

Crescere dello 0,8% e chiamarlo resilienza (ansa.it)

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Moody’s ha alzato allo 0,8% la stima di crescita italiana per il 2026 e definisce il Paese “resiliente” allo shock energetico. Prevede inoltre un deficit al 3% e un debito pubblico fermo intorno al 138% del Pil nel 2026 e nel 2027. È una fotografia meno cupa del previsto, non un decollo.

La parola resilienza è diventata il modo elegante per festeggiare il fatto che l’economia non sia caduta. Ma una crescita sotto l’1%, con un debito enorme e interessi destinati a pesare di più, lascia pochissimo spazio alla retorica del successo.

Il dato politico sta qui: si può rivendicare la tenuta dei conti, oppure ammettere che l’Italia continua a confondere la stabilità con l’immobilità. Moody’s certifica che il pavimento regge; non che sia stato costruito un piano superiore.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/09/25/moodys-italia-resiliente-a-shock-energia-questanno-pil-08_84306d2a-f8c6-462b-9347-ab0f655f9d1b.html

Raid su Mosca, Putin frena sui negoziati ma assicura: nessuna ostilità con l'Europa (ansa.it)

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Il 25 settembre, giorno delle elezioni per la Duma, l'Ucraina ha lanciato quello che diverse agenzie definiscono un attacco "massiccio" contro Mosca. La risposta di Vladimir Putin è arrivata in serata: la Russia era pronta a riprendere i negoziati con Kiev, ma dopo i raid "valuteremo con attenzione quali passi intraprendere", aggiungendo che ogni decisione sarà presa "basandoci sugli interessi della Russia".

Nello stesso intervento Putin ha voluto rassicurare l'Europa: "Non ci stiamo preparando ad alcun tipo di ostilità con l'Europa, non abbiamo piani del genere", smentendo così i timori di un'escalation imminente contro la Nato, rilanciati nei giorni scorsi da diverse cancellerie europee. Resta aperta, senza impegno definitivo, anche la partecipazione russa al summit Apec di Shenzhen a metà novembre.

Il copione è ormai familiare: ogni gesto ucraino diventa il pretesto per congelare un negoziato che il Cremlino presenta come sempre a un passo dalla ripartenza, mentre la rassicurazione all'Europa arriva puntuale ogni volta che la tensione rischia di salire troppo. Difficile stabilire quanto sia calcolo negoziale e quanto genuina cautela: ma la sequenza minaccia-rassicurazione si ripete con una regolarità che dovrebbe insospettire chi la prende sempre alla lettera, a Mosca come a Bruxelles.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/25/putin-eravamo-pronti-a-riprendere-i-negoziati-ma-dopo-raid-ucraini-ci-rifletteremo_e620c030-a447-47d9-8e39-57884e1164d0.html