Note di economia, politica e tecnologia

Quattro anni stabili, quasi 150 decreti d’urgenza (parlamento19.openpolis.it)

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Il governo Meloni festeggia quattro anni a Palazzo Chigi e il primato di durata nella storia repubblicana. Nello stesso periodo ha prodotto quasi 150 decreti-legge: Openpolis ne censisce 146 emanati, mentre un conteggio aggiornato degli atti approvati arriva a 149. Le questioni di fiducia poste dall’esecutivo sono 131.

I conteggi differiscono leggermente per data e metodo, ma il quadro non cambia: il governo più stabile ha governato come se l’urgenza fosse permanente. La Costituzione riserva il decreto-legge ai casi straordinari di necessità e urgenza; nella pratica ne è arrivato in media circa uno ogni dieci giorni.

La durata dell’esecutivo viene presentata come prova di solidità istituzionale. Ma la stabilità dovrebbe restituire tempo al Parlamento, non comprimerlo con decreti e fiducie. Se anche un governo senza crisi di maggioranza tratta il dibattito come un ostacolo, l’eccezione non è più uno strumento: è diventata il metodo.

https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/decreti_legge?typology=omni

Salvini vince, un leghista su quattro vota contro (ansa.it)

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Matteo Salvini è stato rieletto segretario della Lega fino al 2030 con 465 voti. Massimo Garavaglia, candidato dell’ala federalista e critica verso lo spostamento del partito a destra, ne ha raccolti 146: il 24 per cento dei 611 delegati che hanno votato. Il risultato era scontato; la misura del dissenso no.

Il congresso ha approvato una segreteria politica di nove membri, tutti nominati e revocabili dal segretario, mentre il nuovo simbolo sostituisce “Lega Salvini Premier” con “Lega Italia Federale”. Più territorio nel marchio, più potere al vertice nello statuto: il federalismo, almeno per ora, è soprattutto grafico.

Salvini conserva saldamente il comando, ma non ottiene il plebiscito che avrebbe chiuso la discussione. Un delegato su quattro ha scelto apertamente un’alternativa in un partito poco abituato alle correnti. L’abbraccio finale ricompone la scena; i numeri, meno disciplinati, raccontano che la frattura esiste.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/25/salvini-riconfermato-segretario-della-lega-con-465-voti-contro-i-146_bcf46509-0de0-4534-8ceb-a67876aeff8b.html

Portogallo, sgomberare le tende non abbassa gli affitti (rtp.pt)

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Migliaia di persone sono tornate in piazza a Lisbona e Porto per chiedere affitti sostenibili, più edilizia pubblica e limiti agli sfratti senza un’alternativa abitativa. La mobilitazione, nata a Porto e poi arrivata nella capitale, si è estesa anche a Coimbra, Aveiro, Braga e Faro. A Lisbona i manifestanti hanno rimontato le tende nel Rossio.

Solo pochi giorni prima la polizia aveva sgomberato l’accampamento della piazza e fermato 55 persone. Il nuovo corteo arriva mentre in Parlamento è ancora in discussione la riforma degli affitti voluta dal governo, contestata dai movimenti perché accusata di rendere più facili gli sfratti.

La sequenza è politicamente istruttiva: lo Stato rimuove le tende, ma lascia intatto il motivo per cui sono state montate. L’ordine pubblico può liberare una piazza per qualche ora; non produce case, non riduce i canoni e non trasforma la precarietà in consenso. Quando la protesta ritorna più larga dello sgombero, forse il problema non era il campeggio.

https://www.rtp.pt/noticias/pais/manifestantes-aprovam-novos-protestos-para-sabado-em-lisboa-e-no-porto_e1773417

Lega, il congresso "fotocopia" trova uno sfidante: Garavaglia contro Salvini (ilfoglio.it)

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Il congresso straordinario della Lega, in corso a Milano il 24 e 25 ottobre, doveva essere una formalità: stessi delegati, stesso segretario dal 2013, nessun avversario. Invece Massimo Garavaglia, senatore lombardo ed ex ministro del Turismo, ha raccolto le 80 firme necessarie per candidarsi, tra cui quella del governatore Attilio Fontana. Circa cinquanta firme arrivano dalla Lombardia, una decina dal Veneto, altre da Piemonte e Trentino-Alto Adige. Garavaglia si presenta come voce del fronte nordista e moderato, vicino a Giorgetti, e chiede il voto a scrutinio segreto.

Salvini ostenta calma: più idee e più candidati sono un bene, dice, e nega l'esistenza di correnti nella Lega. Allo stesso tempo ricorda che deciderà il "libero voto dei 706 delegati". Un congresso convocato per dare spazio al dibattito, insomma, che il segretario sembra accettare più per necessità che per convinzione: secondo la stampa il suo entourage avrebbe prima reagito con ironia e poi cercato consensi contro la candidatura.

La contraddizione è doppia. Un partito di governo che per anni ha predicato il "popolo che decide" scopre il pluralismo interno solo quando un sostenitore del governatore della regione più importante gli porta via le firme. E la sfida arriva mentre il governo è sotto pressione per le piazze e per le tensioni nella maggioranza: a chi giova una Lega che si conta in pubblico, proprio ora? Il voto dei delegati dirà quanto sia solida la leadership, o quanto lo fosse solo in assenza di alternative.

https://www.ilfoglio.it/en/politics/2026/10/21/news/garavaglia-is-gathering-the-necessary-signatures-he-will-challenge-salvini-at-the-lega-congress--411214

Israele vota, l’inchiesta sul 7 ottobre diventa propaganda (apnews.com)

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Migliaia di israeliani si sono riuniti a Tel Aviv, tre giorni prima delle elezioni, per chiedere una commissione statale d’inchiesta sui fallimenti che precedettero l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. La manifestazione è stata organizzata dall’October Council, che riunisce sopravvissuti, ex ostaggi e familiari delle vittime; vi hanno partecipato anche diversi leader dell’opposizione.

Il Likud aveva chiesto al Comitato elettorale centrale di impedire alle principali televisioni di trasmettere il raduno, sostenendo che si trattasse di propaganda elettorale. È un dettaglio che vale più di molti comizi: alla vigilia del voto, perfino la richiesta di accertare responsabilità istituzionali viene trattata come un’arma di parte.

La piazza non sostituisce un’inchiesta e un’inchiesta non anticipa le colpe. Ma uno Stato che rinvia il controllo sul proprio fallimento più grave finché la domanda non diventa elettoralmente innocua non sta proteggendo le istituzioni: sta proteggendo chi le governa. La trasparenza non è propaganda; lo diventa il tentativo di silenziarla.

https://apnews.com/article/707ad41a79d384ff4715902ce3d60df5

La piazza resta calma, lo Stato identifica 4.292 persone (rainews.it)

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Le manifestazioni del 24 ottobre si sono concluse senza la replica dei saccheggi della settimana precedente. Milano ha chiuso il corteo pacificamente; tensioni e brevi scontri si sono registrati a Roma, Torino, Bologna e Firenze. Il bilancio del Dipartimento della Pubblica Sicurezza conta però 4.292 persone identificate, 371 accompagnate o fermate negli uffici — 110 minorenni e 69 stranieri — oltre a 9 arresti e 87 denunce.

Il dispositivo era eccezionale: migliaia di agenti, 500 militari aggiuntivi a Milano, controlli nelle stazioni e fermi preventivi. I numeri non equivalgono a colpe: per arrestati e denunciati vale la presunzione d’innocenza, mentre un’identificazione è soltanto un controllo.

Il governo può rivendicare di aver evitato un’altra notte di devastazioni. Ma quando la giornata resta in gran parte calma e il risultato politico si misura in migliaia di documenti controllati, la prevenzione rischia di diventare il messaggio. La sicurezza protegge la piazza; non dovrebbe trasformare chi la attraversa in un sospetto statistico.

https://www.rainews.it/amp/maratona/2026/10/piazze-blindate-e-tensioni-in-tutta-italia-scontri-da-torino-a-roma-5fb7e07d-915d-4050-9725-56cc14b50cc6.html

Dopo l'Iran, Cuba: la geopolitica in scaletta (investing.com)

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Donald Trump ha detto a un comizio in Florida che gli Stati Uniti si «occuperanno di Cuba» dopo l'Iran e che poi Marco Rubio sarà mandato a «chiudere l'accordo». La frase arriva mentre Washington mantiene un blocco petrolifero che aggrava carenze di carburante e blackout sull'isola e mentre l'amministrazione dichiara apertamente di voler cambiare il governo comunista cubano.

Non è però l'annuncio formale di un'operazione militare. A settembre Trump sosteneva che un'intesa con l'Avana fosse possibile e che probabilmente non sarebbe servito usare la forza. Proprio questa oscillazione tra negoziato e intervento rende il messaggio più utile come minaccia che come programma verificabile.

Presentare Iran e Cuba come tappe consecutive di un itinerario trasforma la politica estera in una scaletta da comizio. L'ambiguità può servire a fare pressione sull'avversario; serve anche a normalizzare l'idea che il destino di un altro Paese sia una pratica da affidare al segretario di Stato dopo la prossima guerra.

https://www.investing.com/news/commodities-news/trump-says-us-will-take-care-of-cuba-on-its-way-back-from-iran-4970339

Magi fa il gruppo alla Camera con Tabacci e Soumahoro: la legge elettorale moltiplica le componenti (ansa.it)

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La sera del 21 ottobre Riccardo Magi (+Europa) ha depositato alla Camera la richiesta di costituzione del gruppo «Più Europa-Centro Democratico, Stati Uniti d'Europa», con cinque deputati: lui, Benedetto Della Vedova, Luca Pastorino, Bruno Tabacci e Aboubakar Soumahoro (ANSA). Magi richiama la presenza del simbolo in tutte le circoscrizioni e «dei precedenti»; l'obiettivo dichiarato, riferisce Il Foglio, è anche poter ricorrere alla Consulta contro la maxi raccolta firme prevista dalla nuova legge elettorale.

Il nodo è proprio lì: avere un gruppo riduce l'onere delle firme. Il simbolo di Centro democratico, di proprietà di Tabacci, è stato messo a disposizione di Più Uno (Ruffini e Gabrielli), che scende così da 6.000 a 1.500 firme per collegio. Magi dice di aver chiesto per due giorni uno o due parlamentari «in prestito» ai partiti di centrosinistra, senza successo; al Senato il Pd valuta invece di aiutare Rifondazione di Acerbo a formare una componente.

Il paradosso è doppio. Una legge nata per la «stabilità» produce una corsa a fabbricare gruppi e componenti per aggirare le firme, e le esenzioni vanno a chi riesce a trovare i deputati giusti, non a chi ha più consenso. Intanto il campo largo, che dovrebbe essere l'alternativa, si mostra incapace di fare squadra persino sulle regole del gioco: i veti incrociati hanno moltiplicato i centri, e il tavolo del programma resta rinviato. Il centrodestra che ha scritto la legge non ha motivo di lamentarsi.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/10/22/magi-depositata-richiesta-di-gruppo-alla-camera-con-tabacci-e-soumahoro_ecbc55a5-94f3-42f0-adf9-55aaa5b10563.html

Nordio vuole più posti per i minori in cella: il sistema «in sofferenza» lo ha riempito il governo (ansa.it)

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Dopo i disordini di Milano, dove secondo i dati citati dall'ANSA l'80% dei fermati era under 18, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato (22 ottobre, ospite di Start su Sky TG24 e dopo una riunione a via Arenula) l'intenzione di ampliare la capienza degli istituti penali per minorenni e di valutare sezioni dedicate ai minori dentro le carceri per adulti. Il ministro ha ammesso che il sistema è «in sofferenza» e che «una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta».

I numeri sono quelli di un sistema già al limite: i detenuti minorenni sono passati da 280 nel 2022 a 570 (+40%), a fronte di poco più di 600 posti in 19 istituti. Il piano edilizio indicato dall'ANSA prevede un centinaio di posti nuovi tra inaugurazioni e ristrutturazioni (Rovigo, L'Aquila, Lecce) e altri 150 tra Casal del Marmo, Torino e Bologna. Antigone ricorda che ad agosto il 68,1% dei giovani negli Ipm non aveva una condanna definitiva e collega l'aumento ai decreti del governo, a partire dal decreto Caivano.

La contraddizione è tutta qui: un esecutivo che ha moltiplicato fermi, reati e pene per i minori scopre che mancano le celle, e risponde chiedendo più celle invece di chiedersi se l'ondata di arresti sia davvero la misura giusta. Nordio, per parte sua, ha escluso per ora di abbassare sotto i 14 anni la soglia di imputabilità e ha definito il fermo preventivo uno strumento di deterrenza «che non comporta detenzione». Le opposizioni, tra Pd («deriva pericolosissima»), M5s («folle») e Avs, attaccano; ma il tema dell'ordine pubblico dopo Milano resta uno di quelli su cui nessuno ha una risposta che non passi dalla repressione o dallo slogan.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/22/nordio-ampliare-le-carceri-minorili.-in-4-anni-40-ragazzi-in-cella_8833a264-5004-485d-931e-6256bc03fd2a.html

Due soldati uccisi, Hebron paga per intero (theprint.in)

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Due uomini palestinesi hanno ucciso due soldati israeliani e ne hanno feriti altri tre a un posto di blocco vicino a Hebron, prima di essere uccisi dalle forze israeliane. L'esercito sostiene di aver trovato armi e molte munizioni nella loro auto e di aver impedito un attacco più ampio contro civili.

La risposta annunciata da Benjamin Netanyahu non si ferma però agli autori: Hebron è stata isolata, è iniziata un'operazione casa per casa e sono state avviate demolizioni ed evacuazioni nel quartiere da cui provenivano gli assalitori. Reuters ha documentato bulldozer al lavoro; residenti locali hanno detto che gli edifici colpiti non avevano legami con i due uomini. L'operazione dovrebbe durare diversi giorni.

La sicurezza esige che un attacco armato abbia una risposta. Ma quando la risposta investe quartieri e residenti non coinvolti, il confine tra contrasto al terrorismo e punizione collettiva diventa politico prima ancora che militare. E a pochi giorni dalle elezioni israeliane, promettere di «cambiare completamente» un quartiere è anche una dichiarazione rivolta agli elettori.

https://theprint.in/world/israel-says-it-will-demolish-homes-and-go-house-to-house-after-attack-in-the-west-bank/3079939/