La scuola francese presenta il conto in piazza (apnews.com)
0Le proteste degli studenti delle superiori francesi hanno coinvolto 356 scuole e portato a 625 fermi in una sola giornata, secondo il ministero dell’Interno. Ottantatré agenti e gendarmi sono rimasti feriti; il ministro dell’Istruzione riferisce decine di feriti complessivi. Il movimento, nato nella regione parigina, si è esteso mentre gli studenti chiedono più docenti, classi meno affollate, edifici dignitosi e orari sostenibili.
La violenza non rende meno reali quelle richieste, né le richieste assolvono chi incendia e aggredisce. Ma il governo ha scelto soprattutto il lessico dell’ordine pubblico, mentre Macron accusa la sinistra radicale di legittimare gli scontri e Mélenchon denuncia la repressione. La scuola diventa così materiale da campagna presidenziale prima ancora che oggetto di politica scolastica.
Quando centinaia di licei si bloccano, ridurre tutto agli infiltrati è comodo quanto attribuire ogni arresto a una rivolta spontanea. I numeri dicono due cose insieme: la protesta ha superato la soglia della testimonianza e lo Stato ha risposto contando fermati e feriti più rapidamente di insegnanti mancanti e aule sovraffollate.