Note di economia, politica e tecnologia

Il price cap di Eni è politica in outsourcing (figisc.it)

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Dal 28 settembre Eni limiterà per trenta giorni il prezzo dei carburanti Enilive a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio. L’azienda collega l’iniziativa all’agevolazione fiscale sulle accise; Figisc-Confcommercio avverte però che la mossa può mettere fuori mercato i gestori non protetti da una grande compagnia.

Per gli automobilisti il risparmio è concreto. Ma il quadro politico è curioso: il governo riduce il sostegno generale sulle accise, una società controllata dallo Stato interviene sulla propria rete e i partiti rivendicano il risultato come vittoria del mercato.

Se il sollievo dipende dalla forza finanziaria di un singolo operatore, non è una politica dei prezzi: è politica in outsourcing. Resta da vedere se nascerà vera concorrenza o se, finiti i trenta giorni, resteranno soltanto distributori indipendenti più deboli e un nuovo annuncio da celebrare.

https://www.figisc.it/blog/2026/09/26/qualche-riflessione-a-caldo-sul-price-cap-di-eni/

Iran, Trump respinge la tregua: i raid aspettano solo il voto di midterm (ansa.it)

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L'Iran ha proposto una tregua di sette giorni per riaprire lo Stretto di Hormuz e avviare negoziati sul nucleare, in cambio della rimozione del blocco navale statunitense, dello sblocco degli asset congelati e della fine delle sanzioni petrolifere. Donald Trump ha respinto la proposta: "Hanno presentato un piano, l'ho rifiutato", ha dichiarato, convinto che la pressione economica della campagna "Operation Economic Outcast" costringerà Teheran a cedere senza contropartite.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e confermato da agenzie e testate italiane, Trump starebbe valutando la ripresa dei bombardamenti sull'Iran non subito, ma dopo le elezioni di midterm di novembre, quando avrebbe "le mani più libere" e l'iniziativa militare non peserebbe sulle urne. Nel frattempo la Casa Bianca continua a chiedere pubblicamente la riapertura di Hormuz, snodo cruciale per i prezzi del petrolio globale, riservandosi però la stessa mano dura che dice di voler evitare.

Il calendario elettorale come variabile di una decisione bellica non è un dettaglio da poco: significa che la data dei prossimi raid non dipende solo da Teheran, ma anche dal calcolo elettorale di Washington. Un promemoria di quanto la retorica sulla sicurezza internazionale finisca spesso per intrecciarsi con quella, più prosaica, del consenso interno.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/26/trump-dice-no-al-piano-iraniano-e-pensa-a-nuovi-raid-dopo-le-midterm_4c47d3f5-794e-47cd-bd5b-d91596797e92.html

Scuola, il decreto perde i denti: il Quirinale cancella l'allontanamento dei minori (ansa.it)

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Il Consiglio dei ministri del 24 settembre ha varato il decreto scuola con tre misure: il divieto di volto coperto (multe da 200 a 1.000 euro, estese ai genitori se il trasgressore è minorenne), il tetto al 30% di studenti stranieri per classe nella primaria e nella secondaria, e l'obbligo per i genitori con difficoltà di lingua di seguire corsi gratuiti di italiano. La bozza iniziale però si spingeva oltre: prevedeva il "collocamento del minore fuori dalla famiglia" per i genitori inadempienti, citava esplicitamente burqa e niqab nel divieto di volto coperto e vietava alle madri col velo integrale di partecipare ai colloqui scolastici.

Il presidente Mattarella, impegnato a Torino proprio il giorno del Consiglio dei ministri, ha chiesto modifiche sostanziali prima della firma definitiva: fuori l'ipotesi di allontanamento dei figli dalle famiglie, fuori i riferimenti espliciti a burqa e niqab, dentro esenzioni per anziani, malati, disabili e badanti e un criterio di "prossimità" geografica pensato per non violare il diritto costituzionale all'istruzione. Il governo ha accolto, si legge, "la maggior parte" dei rilievi arrivati dal Colle.

Resta la domanda di fondo: un esecutivo che si presenta come garante del "buonsenso" ha avuto bisogno dell'intervento riservato del Quirinale per accorgersi che togliere i figli a famiglie povere di italiano è incostituzionale. La stretta identitaria resta, il tetto al 30% pure; la parte più muscolare, quella buona per i titoli dei giornali amici, è sparita nel giro di poche ore, senza che nessuno al governo lo ammetta apertamente.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/24/la-bozza-del-decreto-scuola-multe-fino-a-1.000-euro-per-il-burqa_39a231c7-1897-4df4-bfd9-a0e0bb8f798b.html

La giustizia esemplare non è giustizia (video.corriere.it)

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Antonio Tajani, parlando al “Villaggio della legalità” a Roma, ha chiesto ai magistrati più rigidità nella convalida degli arresti. Per spiegarsi ha usato una formula che nella storia italiana pesa parecchio: “colpirne uno per educarne cento”.

Il disagio delle forze dell’ordine davanti a chi torna rapidamente libero può essere reale. Ma la custodia cautelare non è un premio per il turno faticoso degli agenti, né una punizione dimostrativa: ogni limitazione della libertà deve dipendere dalla legge e dalle circostanze del singolo caso.

Quando un vicepremier trasforma il giudice nel responsabile politico della sicurezza, il bersaglio si sposta dal funzionamento delle norme all’indipendenza di chi deve applicarle. La legalità non si rafforza chiedendo sentenze pedagogiche: si indebolisce proprio nel momento in cui la si usa come slogan.

https://video.corriere.it/politica/tajani-ai-magistrati-sulla-convalida-degli-arresti-colpirne-uno-per-educarne-cento/74a5e219-f091-49e1-8180-6805e1e20xlk

Il verde senza prove diventa pubblicità ingannevole (gazzettaufficiale.it)

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Dal 27 settembre si applicano anche in Italia le nuove regole europee contro il greenwashing. Espressioni generiche come “verde” o “rispettoso dell’ambiente” non potranno più vivere di sola grafica: chi le usa dovrà dimostrare prestazioni ambientali riconosciute. Nel mirino entrano anche i marchi di sostenibilità non certificati e le promesse climatiche fondate soltanto sulla compensazione delle emissioni.

È una norma di buon senso, arrivata dopo anni in cui la sostenibilità è stata trattata come un reparto del marketing. Il problema non era la mancanza di slogan ecologici, ma l’abbondanza di slogan impossibili da verificare.

Adesso la differenza la faranno i controlli. Una legge che vieta il verde immaginario serve soltanto se chi lo vende rischia davvero più di quanto guadagna raccontandolo.

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/sg

Crescere dello 0,8% e chiamarlo resilienza (ansa.it)

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Moody’s ha alzato allo 0,8% la stima di crescita italiana per il 2026 e definisce il Paese “resiliente” allo shock energetico. Prevede inoltre un deficit al 3% e un debito pubblico fermo intorno al 138% del Pil nel 2026 e nel 2027. È una fotografia meno cupa del previsto, non un decollo.

La parola resilienza è diventata il modo elegante per festeggiare il fatto che l’economia non sia caduta. Ma una crescita sotto l’1%, con un debito enorme e interessi destinati a pesare di più, lascia pochissimo spazio alla retorica del successo.

Il dato politico sta qui: si può rivendicare la tenuta dei conti, oppure ammettere che l’Italia continua a confondere la stabilità con l’immobilità. Moody’s certifica che il pavimento regge; non che sia stato costruito un piano superiore.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/09/25/moodys-italia-resiliente-a-shock-energia-questanno-pil-08_84306d2a-f8c6-462b-9347-ab0f655f9d1b.html

Raid su Mosca, Putin frena sui negoziati ma assicura: nessuna ostilità con l'Europa (ansa.it)

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Il 25 settembre, giorno delle elezioni per la Duma, l'Ucraina ha lanciato quello che diverse agenzie definiscono un attacco "massiccio" contro Mosca. La risposta di Vladimir Putin è arrivata in serata: la Russia era pronta a riprendere i negoziati con Kiev, ma dopo i raid "valuteremo con attenzione quali passi intraprendere", aggiungendo che ogni decisione sarà presa "basandoci sugli interessi della Russia".

Nello stesso intervento Putin ha voluto rassicurare l'Europa: "Non ci stiamo preparando ad alcun tipo di ostilità con l'Europa, non abbiamo piani del genere", smentendo così i timori di un'escalation imminente contro la Nato, rilanciati nei giorni scorsi da diverse cancellerie europee. Resta aperta, senza impegno definitivo, anche la partecipazione russa al summit Apec di Shenzhen a metà novembre.

Il copione è ormai familiare: ogni gesto ucraino diventa il pretesto per congelare un negoziato che il Cremlino presenta come sempre a un passo dalla ripartenza, mentre la rassicurazione all'Europa arriva puntuale ogni volta che la tensione rischia di salire troppo. Difficile stabilire quanto sia calcolo negoziale e quanto genuina cautela: ma la sequenza minaccia-rassicurazione si ripete con una regolarità che dovrebbe insospettire chi la prende sempre alla lettera, a Mosca come a Bruxelles.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/25/putin-eravamo-pronti-a-riprendere-i-negoziati-ma-dopo-raid-ucraini-ci-rifletteremo_e620c030-a447-47d9-8e39-57884e1164d0.html

Benzina, il tetto lo mette Eni. Tajani: «Meglio il mercato, non gli extraprofitti» (ilfoglio.it)

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Da giovedì 28 settembre, per un mese (con possibile proroga fino a fine anno), Eni fisserà tramite Enilive un tetto ai prezzi dei carburanti: 1,99 euro al litro per la benzina, 2,19 per il gasolio, circa 17 centesimi sotto la media di mercato. Palazzo Chigi ha subito applaudito, parlando di un "lodevole atto di attenzione all'Italia".

Il vicepremier Antonio Tajani (Forza Italia) ha usato l'occasione per una stoccata neanche troppo velata al collega di governo Matteo Salvini: "Questa è la strada che preferiamo: responsabilità, collaborazione e mercato, non interventi dirigisti o nuove tassazioni costruite attorno al concetto degli extraprofitti". Un modo elegante per ricordare che la tassa sugli extraprofitti energetici, cavallo di battaglia leghista rispolverato più volte negli ultimi mesi, resta lettera morta.

Il paradosso è che il governo si prende il merito di una decisione presa da un'azienda quotata, per giunta a poche settimane da un appuntamento elettorale, come se il libero mercato avesse improvvisamente scoperto la sensibilità sociale che l'esecutivo non riesce a imporre per legge. Resta da vedere se il tetto durerà più della finestra che lo ha ispirato, e se la prossima volta che i prezzi torneranno a salire il "mercato" di Tajani sarà ancora la soluzione, o si tornerà a discutere di extraprofitti.

https://www.ilfoglio.it/politica/2026/09/25/news/eni-si-mette-il-tetto-al-prezzo-del-carburante-per-un-mese-la-frecciata-di-tajani-a-salvini-questa-e-la-strada-non-gli-extraprofitti--408783

Affitti brevi, la proprietà viene prima della città (mit.gov.it)

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Il governo italiano prepara una linea di forte opposizione al nuovo quadro europeo sugli affitti brevi. Il ministro Tommaso Foti chiede che le misure restino facoltative per gli Stati; il ministero delle Infrastrutture rivendica invece la «piena libertà della proprietà privata» dopo un incontro con Confedilizia.

La proposta europea non imporrebbe un divieto generalizzato: offrirebbe a città e regioni criteri comuni per introdurre limiti proporzionati nelle aree sottoposte a forte pressione abitativa. Secondo Federalberghi, sarebbero gli enti locali a decidere se intervenire; i territori senza emergenza potrebbero non applicare restrizioni.

La contraddizione è politica prima che giuridica. Il governo dice di voler affrontare il caro-casa, ma contesta lo strumento che darebbe ai comuni più colpiti la possibilità di riequilibrare turismo e residenza. La proprietà viene difesa come libertà assoluta; il diritto di abitare, invece, resta un piano decennale e una promessa futura.

https://mit.gov.it/comunicazione/news/casa-incontro-al-mit-con-confedilizia

Zes al Nord, la Lega scopre che Urso ha detto sì senza un euro (ilsussidiario.net)

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L'Istat ha confermato il 22 settembre che il rapporto deficit/Pil 2025 resta al 3,1%, mantenendo l'Italia sotto procedura d'infrazione Ue. Un dato tecnico che in pochi giorni si è tradotto in un problema molto concreto per Palazzo Chigi: rifinanziare il credito d'imposta della Zes unica costa circa 4 miliardi nei prossimi tre anni, mentre Transizione 5.0 ha già bruciato sei miliardi con richieste di ulteriore estensione. In un bilancio così stretto, qualcosa deve saltare.

A farne le spese rischia di essere proprio la promessa più politicamente sensibile di questa fase: estendere al Nord gli stessi vantaggi fiscali di cui gode il Mezzogiorno. Il governatore leghista Attilio Fontana lo ha messo nero su bianco, accusando il ministro Urso di "prendere in giro" le regioni settentrionali: sì all'estensione della Zes, ma senza il credito d'imposta vero, che resta appannaggio del Sud, e con in cambio solo semplificazioni burocratiche.

È lo stesso governo che ha costruito parte del proprio consenso al Nord sulla promessa di pari trattamento, e che si professa rigoroso sui conti pubblici salvo restare, per l'ennesimo anno, sotto procedura d'infrazione Ue. Tra i due corni del problema — meno spesa per rispettare Bruxelles o più incentivi per accontentare Lega e Confindustria del Nord — la quadratura dei conti rischia di scontentare tutti, a partire dagli alleati di maggioranza.

https://www.ilsussidiario.net/news/zes-nord-fontana-urso-mi-prende-in-giro-dice-si-ma-senza-soldi-confindustria-con-la-lega-cosa-succede/2983144/