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Ceuta, Meloni e Sánchez litigano e il Marocco resta a guardare (ilpost.it)

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Da settimane Roma e Madrid si accusano a vicenda sulla crisi migratoria di Ceuta, dove tra fine luglio e inizio agosto decine di migliaia di persone hanno attraversato il confine dal Marocco verso l'exclave spagnola. Meloni ha sospeso Schengen con la Spagna, promosso una lettera di 22 paesi contro Madrid e lasciato che Tajani accusasse Sánchez di "essersela cercata" con la regolarizzazione di quasi un milione di migranti. Sánchez ha risposto parlando di "reti russe e israeliane" dietro la disinformazione sulla crisi, tirando in ballo persino "un'internazionale dell'ultradestra".

Nel derby a distanza tra i due premier, il grande assente è proprio chi ha in mano le leve del controllo di frontiera: il governo marocchino, che secondo più ricostruzioni avrebbe allentato i controlli proprio nei giorni della crisi, senza che né Roma né Madrid trovino conveniente dirlo apertamente. Fa comodo a entrambi: a Sánchez per non compromettere i rapporti con Rabat, a Meloni per costruire un nemico europeo più utile elettoralmente di un partner nordafricano.

Il tutto avviene tre anni dopo Lampedusa, quando fu proprio Meloni a chiedere solidarietà europea davanti a un afflusso analogo. Cambia il ruolo, cambia la retorica: ieri vittima di un'emergenza continentale, oggi accusatrice di chi la subisce. Una coerenza che sopravvive solo finché a raccontarla è chi la esercita.

https://www.ilpost.it/2026/08/04/meloni-sanchez-ceuta/

Tag: Ceuta Marocco Meloni Migranti Sanchez Schengen

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