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Cpr, certificati medici falsi: perquisizioni in 9 città, 8 indagati a Ravenna (open.online)

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La Procura di Ravenna, guidata dal pm Angela Scorza, ha disposto perquisizioni in nove città — Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese — nell'ambito di un'inchiesta su presunti certificati medici falsi rilasciati per impedire il trattenimento di stranieri nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Otto medici, in origine in servizio al reparto Malattie infettive dell'ospedale di Ravenna, risultano formalmente indagati per falso e interruzione di pubblico servizio; altri venti professionisti sono stati raggiunti dalle perquisizioni senza essere ancora iscritti nel registro degli indagati. Secondo l'accusa, tra settembre 2024 e gennaio 2026, su 64 migranti irregolari visitati in vista del trasferimento nei Cpr, 34 sarebbero stati dichiarati non idonei al trattenimento sulla base di certificazioni ritenute non veritiere. Tre medici sono già stati sospesi dalla professione per dieci mesi.

La reazione politica è arrivata prima ancora che l'inchiesta facesse il suo corso: Matteo Salvini ha chiesto la radiazione dall'albo e il risarcimento dei danni per i medici, «se riconosciuti colpevoli» — una clausola che nel titolo dei comunicati tende a scomparire. Galeazzo Bignami (Fratelli d'Italia) ha invece chiesto di accertare se si tratti di «un fenomeno più ampio e organizzato», anticipando una conclusione che spetterebbe solo ai magistrati.

Resta un nodo scomodo per tutti: il sistema dei Cpr affida a un certificato medico il potere di bloccare un rimpatrio, mettendo il camice tra il paziente e lo Stato. Se davvero qualcuno ha usato quel potere per aggirare le regole, il problema è nel controllo mancato per oltre un anno — non solo nei medici che l'avrebbero sfruttato.

https://www.open.online/2026/09/16/ravenna-medici-perquisizione-falsi-certificati-cpr/

Tag: certificati falsi cpr immigrazione Migranti sanità

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