Gonna corta, gonna lunga, gonna via: il centrodestra si supera da solo (ansa.it)
0Bastavano pochi giorni perché la gaffe di Antonio Tajani sulla «gonna lunga» — la metafora con cui il vicepremier aveva paragonato la scelta del partito a quella della moglie ideale — si trasformasse in un caso politico più ampio. Interpellato su Sky Tg24 il 22 settembre, Roberto Vannacci ha scelto di non prendere le distanze ma di rilanciare: «Tra una donna con la gonna lunga e una con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna». Un modo di chiudere la polemica che l'ha solo riaperta.
La risposta è arrivata in Senato: senatrici di Pd, Italia Viva, Avs, M5s e del gruppo Autonomie si sono presentate in gonna nella Sala Transatlantica come gesto simbolico. «È un gesto di libertà, per dire che siamo libere di vestirci come vogliamo», ha spiegato Raffaella Paita (Iv). Per Simona Malpezzi (Pd) le parole dei due ministri rivelano «un patriarcato intrinseco e inconsapevole», mentre Valeria Valente (Pd) ha chiesto direttamente se Giorgia Meloni sia disposta a «pagare qualche prezzo» al femminismo condannando con chiarezza le uscite dei suoi alleati.
Resta il paradosso di fondo: Tajani, dopo le critiche, aveva rivendicato «il massimo rispetto» per le donne; il suo alleato di governo ha risposto con una battuta ancora più oggettificante invece di prenderne le distanze. E sul silenzio di palazzo Chigi, per ora, nessuna risposta è arrivata.
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