Hormuz, la tregua che spara (apnews.com)
0Gli Stati Uniti hanno colpito due lanciatori iraniani sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz: è la prima azione militare americana nota contro l’Iran dalla fine di luglio. Il Comando centrale sostiene che le Guardie rivoluzionarie stessero preparando razzi capaci di disseminare mine; Teheran conferma vittime e promette una risposta.
I fatti verificati finiscono qui. La motivazione preventiva è quella americana, non una prova indipendente; la minaccia di rappresaglia è quella iraniana, non ancora un’azione. Ma il dato politico è già evidente: la pausa nei combattimenti non era una tregua, era soltanto un intervallo deciso da chi conserva il diritto di premere il grilletto.
Washington dice di proteggere la libertà di navigazione nel passaggio energetico più delicato del mondo. Il problema è che ogni colpo sparato per difendere Hormuz rende Hormuz più pericoloso. È la contraddizione classica della deterrenza: promette stabilità mentre ne alza continuamente il prezzo.
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