Il Capitano non si tocca (i fischi arrivano da Napoli) (ansa.it)
0Alla Versiliana, il senatore Massimiliano Romeo e il governatore lombardo Attilio Fontana hanno rimesso in discussione la leadership di Matteo Salvini, proponendo una "gestione di squadra" con Luca Zaia e i governatori più radicati sul territorio. Romeo ha fissato un ultimatum politico: prima di Pontida, il 20 settembre, "deve esserci l'occasione per trovare una soluzione insieme". Nel mirino, la deriva del partito "sempre più schiacciato sulla destra" e sondaggi che lo stesso Fontana definisce "impietosi".
A rispondere non sono stati i vertici del Carroccio, ma tre militanti arrivati da Napoli e Firenze, che hanno interrotto l'incontro con fischietti e cartelli gridando "il Capitano non si tocca". Un dettaglio che si commenta da solo: la fronda contro Salvini nasce nel cuore dell'ala nordista e identitaria del partito, mentre a difenderlo con più foga sono militanti del Sud — la stessa base elettorale che la vecchia Lega Nord considerava, nella migliore delle ipotesi, un problema da gestire.
Romeo e Fontana insistono che non si tratti di "una lotta contro Salvini", ma di restituire al partito "quella capacità che l'ha sempre portata a essere determinante". Formula elegante per dire, senza dirlo, che la strategia salviniana — identitaria, nazionale, sempre più sovrapponibile a quella di Fratelli d'Italia — starebbe erodendo l'identità originaria del Carroccio. Il redde rationem, se ci sarà, è fissato per il pratone di Pontida: il luogo dove la Lega racconta da sempre se stessa come comunità, proprio mentre fatica a spiegare chi sia davvero.
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