Il Congresso sanziona, Trump sospende (whitehouse.gov)
0Donald Trump ha sospeso l’applicazione di parti decisive della nuova legge statunitense sulle sanzioni a Russia e Iran, due giorni prima dell’entrata in vigore. L’ordine presidenziale invoca l’«interesse nazionale» e usa il potere di deroga previsto dalla stessa norma approvata dal Congresso con un consenso bipartisan.
La contraddizione istituzionale è limpida: deputati e senatori costruiscono pressione economica su Mosca, la Casa Bianca apre la valvola prima ancora che il meccanismo inizi a funzionare. Repubblicani e democratici protestano insieme, ma per ora non emerge una via rapida per rovesciare la decisione. Intanto Putin incassa un vantaggio concreto senza una concessione pubblica equivalente.
Dopo l’accordo sul diesel russo, la sospensione delle sanzioni non sembra più un’eccezione energetica ma una linea politica. Chiamarla diplomazia non basta: se le leve vengono allentate prima del negoziato, il tavolo resta, ma la pressione cambia lato.
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