Il libero scambio finisce alla dogana di Trump (apnews.com)
0Stati Uniti e Canada non hanno chiuso l’accordo commerciale annunciato appena tre giorni fa. Washington ha quindi fatto scattare dazi aggiuntivi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di prodotti canadesi; Ottawa ha promesso una risposta equivalente. Le misure colpiscono una quota limitata dell’export canadese, ma aprono una frattura tutt’altro che simbolica tra due economie costruite per funzionare insieme.
Il paradosso è ormai il metodo: si annuncia l’intesa prima di averla firmata, poi si presenta il fallimento del negoziato come prova di forza. Per imporre le tariffe, la Casa Bianca ha rispolverato una norma del 1930, nata mentre l’economia mondiale precipitava nella Grande Depressione. Più che una politica industriale, sembra archeologia economica usata come manganello diplomatico.
I dazi vengono venduti come punizione contro il Canada, ma saranno pagati anche da imprese e consumatori americani. Quando perfino il vicino più integrato diventa un bersaglio, il messaggio agli altri alleati è semplice: con Washington gli accordi valgono fino al prossimo ultimatum.
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