Il mandato d'arresto per Netanyahu che nessuno eseguirà (ansa.it)
0La Turchia ha chiesto all'Interpol un red notice contro Netanyahu per il caso Flotilla di maggio, quando la marina israeliana intercettò circa 430 attivisti su 50 imbarcazioni dirette a Gaza, portandoli a Ktziot prima dell'espulsione. Le accuse — crimini contro l'umanità, genocidio, tortura — sono pesanti sulla carta, ma gli stessi statuti dell'Interpol vietano di processare notifiche a sfondo politico, e nessun analista si aspetta che l'organizzazione dia seguito a un mandato contro un capo di governo in carica.
Netanyahu ha risposto con toni speculari, bollando Erdogan come un "dittatore antisemita" che "occupa metà di Cipro" e "incarcera un numero record di giornalisti e oppositori" — accusa non priva di fondamento, visto il primato turco nella classifica mondiale dei reporter dietro le sbarre. Il risultato è uno scambio in cui ciascuno usa il diritto internazionale come clava retorica contro l'altro, senza che nessuno dei due Paesi accetti di sottoporsi realmente al giudizio di un tribunale terzo.
Resta il caso Flotilla in sé, che meriterebbe un accertamento indipendente sui fatti di maggio più che un derby di comunicati tra Ankara e Gerusalemme. Ma finché la giustizia internazionale funziona a targhe alterne — invocata contro i nemici, ignorata per i propri conti in sospeso — resterà quello che è già oggi: uno strumento di propaganda bilaterale più che di accertamento della verità.
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