La guerra all’Iran passa da una banca turca (ofac.treasury.gov)
0Il Tesoro statunitense ha sanzionato la Golden Global Yatirim Bankasi e due società collegate con sede in Turchia, accusandole di aver offerto servizi finanziari a entità iraniane e di aver agevolato il trasferimento dei proventi del petrolio dalla Cina verso la Turchia, dove sarebbero stati convertiti in contanti e oro. Le accuse sono dell’amministrazione americana; non equivalgono a una sentenza.
La misura rientra nell’“Operation Economic Outcast”, la campagna con cui Washington promette nuove sanzioni secondarie per isolare economicamente Teheran. Una licenza generale concede tempo per chiudere le operazioni con i soggetti colpiti: prima si blocca il circuito, poi si consente un’uscita ordinata.
Il dettaglio politico è la geografia. Per stringere l’Iran, gli Stati Uniti colpiscono una banca in Turchia, alleato NATO, usando l’accesso al dollaro come leva extraterritoriale. La chiamano pressione diplomatica, ma è una forma di guerra economica che trasferisce costi e obbedienza anche ai Paesi amici: l’ordine internazionale, quando passa dalle banche, somiglia molto al potere di chi controlla il conto.
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