La natalità finisce in lista d’attesa (istat.it)
0In Italia ci sono 31,6 posti nei servizi educativi per la prima infanzia ogni cento bambini sotto i tre anni. Non significa che tutti gli altri abbiano presentato domanda e siano stati respinti, ma fotografa una capacità strutturale inferiore persino al livello essenziale del 33% da garantire entro il 2027. Nel Sud e nelle Isole, Sardegna esclusa, la copertura resta sotto il 20%.
La politica invoca più nascite come se la demografia dipendesse da una campagna pubblicitaria. Poi offre alle famiglie un servizio che cambia radicalmente con il codice postale: al Centro la copertura supera il 40%, mentre in molte aree meridionali non arriva alla metà. Il primo federalismo italiano è quello dell’infanzia.
C’è anche un paradosso nei numeri: la media migliora in parte perché diminuiscono i bambini, e quasi quattro nuovi posti su cinque arrivano dal privato. Il Paese celebra ogni decimale di crescita mentre restringe il denominatore e trasferisce il costo sulle famiglie. Se il nido resta un privilegio territoriale ed economico, parlare di natalità significa commentare il problema evitando accuratamente di governarlo.
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