Militari in partito con Vannacci: la neutralità delle armi finisce in Procura (ansa.it)
0La Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo su un gruppo di militari in servizio che avrebbero assunto ruoli di dirigenza e propaganda all'interno di Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci. L'indagine nasce da un esposto del Sindacato dei Militari Italiani, depositato il 2 settembre, e punta a verificare se la partecipazione attiva alla vita di un movimento politico da parte di chi porta le stellette violi i doveri di lealtà, neutralità e imparzialità previsti per le Forze Armate.
Il nodo giuridico non è affatto scontato, e proprio questo rende la vicenda interessante. Nessuna norma penale vieta espressamente a un militare in servizio di avere un ruolo in un partito; a stabilire che si tratti comunque di una violazione è stata una sentenza del Consiglio di Stato del 2017, mentre pronunce del 2011 e del 2016 erano arrivate a conclusioni opposte. L'avvocato di Vannacci, Giorgio Carta, ha buon gioco a ricordare che la giurisprudenza amministrativa non è unanime, e che al massimo si parla di un illecito disciplinare, non di reato.
Resta però una contraddizione che in queste ore quasi nessuno affronta di petto: la neutralità delle Forze Armate è un principio costituzionale pensato per restare sopra le parti, non un dettaglio da chiarire in tribunale dopo che un generale ha già fondato un partito portandosi dietro simpatizzanti in uniforme. Che l'attenzione istituzionale sia arrivata solo dopo un esposto sindacale e alcuni articoli di stampa estera dice più sulla reattività delle istituzioni italiane che sulla reale gravità dei fatti.
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