Russia, la pace ammessa solo in collegio (marketscreener.com)
0Polina Lermant, 24 anni, distribuisce a Mosca volantini che invitano a «votare per la pace» mentre alle sue spalle scorrono annunci per l’arruolamento. È candidata in un collegio uninominale per Yabloko, l’unico partito registrato che si oppone apertamente alla guerra in Ucraina. La sua candidatura compare negli elenchi del partito, ma la lista federale di Yabloko è stata esclusa dalle elezioni dalla Corte suprema russa.
Il pluralismo sopravvive così in formato tascabile: qualche candidato locale resta sulla scheda, mentre la forza nazionale che propone cessate il fuoco e negoziati viene rimossa. Nel frattempo due dirigenti del partito, Lev Shlosberg e Maxim Kruglov, sono stati condannati a lunghe pene detentive per dichiarazioni e contenuti contro la guerra. Lermant dice di temere la stessa sorte.
Le elezioni iniziano venerdì e Russia Unita è largamente favorita. Il punto non è se una candidata ventiquattrenne possa rovesciare il sistema, ma perché un sistema tanto sicuro della propria maggioranza debba restringere fino a questo punto lo spazio di chi pronuncia la parola pace.
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