Salvini rilancia: «Stop a soldi e armi a Kiev». Il governo risponde che la linea non cambia (lapresse.it)
0Dal palco del congresso straordinario della Lega, che lo ha riconfermato segretario, Matteo Salvini ha detto che l'Italia «non può continuare a mandare soldi e armi all'Ucraina» e che porterà questa posizione in Consiglio dei ministri, dove entro il 31 dicembre va rinnovato il decreto che autorizza gli aiuti a Kiev. La replica degli alleati è stata immediata: Antonio Tajani ha ribadito che l'Italia «è dalla parte dell'Ucraina» e che il prossimo pacchetto militare è già pronto, Guido Crosetto che la linea «non può cambiare» perché è un impegno preso in sede internazionale, europea e Nato. Fonti di Palazzo Chigi parlano di posizione invariata.
Il problema è che il vicepremier chiede al governo di cambiare politica estera restando nel governo che quella politica la firma. Se la Lega fosse davvero convinta, il percorso coerente sarebbe votare contro in Cdm o aprire una crisi; più probabile, come già in passato, è che la posizione serva soprattutto a posizionare il partito, anche perché a destra Vannacci incalza e minaccia di votare contro il decreto. Salvini d'altra parte aveva già detto cose simili nel 2024 e nel 2025 senza che la linea dell'esecutivo si muovesse di un millimetro.
Ma anche la compattezza del resto della maggioranza ha un lato curioso: Tajani e Crosetto rivendicano continuità mentre da settimane lo stesso governo ammette che il sostegno a Kiev è poco popolare nel Paese. Sulla guerra più impopolare della legislatura il confronto resta dentro i vertici di partito, e il Parlamento, che dovrebbe decidere, in questo schema tende a fare da spettatore.
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