Scuola, il decreto perde i denti: il Quirinale cancella l'allontanamento dei minori (ansa.it)
0Il Consiglio dei ministri del 24 settembre ha varato il decreto scuola con tre misure: il divieto di volto coperto (multe da 200 a 1.000 euro, estese ai genitori se il trasgressore è minorenne), il tetto al 30% di studenti stranieri per classe nella primaria e nella secondaria, e l'obbligo per i genitori con difficoltà di lingua di seguire corsi gratuiti di italiano. La bozza iniziale però si spingeva oltre: prevedeva il "collocamento del minore fuori dalla famiglia" per i genitori inadempienti, citava esplicitamente burqa e niqab nel divieto di volto coperto e vietava alle madri col velo integrale di partecipare ai colloqui scolastici.
Il presidente Mattarella, impegnato a Torino proprio il giorno del Consiglio dei ministri, ha chiesto modifiche sostanziali prima della firma definitiva: fuori l'ipotesi di allontanamento dei figli dalle famiglie, fuori i riferimenti espliciti a burqa e niqab, dentro esenzioni per anziani, malati, disabili e badanti e un criterio di "prossimità" geografica pensato per non violare il diritto costituzionale all'istruzione. Il governo ha accolto, si legge, "la maggior parte" dei rilievi arrivati dal Colle.
Resta la domanda di fondo: un esecutivo che si presenta come garante del "buonsenso" ha avuto bisogno dell'intervento riservato del Quirinale per accorgersi che togliere i figli a famiglie povere di italiano è incostituzionale. La stretta identitaria resta, il tetto al 30% pure; la parte più muscolare, quella buona per i titoli dei giornali amici, è sparita nel giro di poche ore, senza che nessuno al governo lo ammetta apertamente.
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