Sudafrica, il visto diventa una sentenza politica (investing.com)
0Washington ha annunciato restrizioni sui visti per cittadini stranieri ritenuti responsabili delle politiche sudafricane che, secondo l’amministrazione Trump, favoriscono espropri senza indennizzo, discriminazioni razziali o istigazione alla violenza contro le minoranze. Il provvedimento non è un bando generale e non indica pubblicamente i destinatari: affida al segretario di Stato il potere di decidere chi rappresenti un problema di politica estera.
Pretoria respinge da tempo il racconto della persecuzione dei bianchi e sostiene che la riforma fondiaria serva a correggere disuguaglianze prodotte da colonialismo e apartheid. La disputa non riguarda quindi soltanto i visti: gli Stati Uniti stanno usando l’accesso al proprio territorio per certificare una lettura politica della società sudafricana, senza aspettare una verifica internazionale condivisa.
Il paradosso è notevole. Un’amministrazione che denuncia le politiche razziali trasforma una controversia storica e costituzionale interna a un altro Paese in un criterio discrezionale d’ingresso. Le sanzioni personali possono essere legittime; diventano propaganda quando l’elenco resta invisibile e l’accusa precede la prova.
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