Teheran trasforma le sanzioni in bersagli (apnews.com)
0Il nuovo capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha avvertito i Paesi vicini: chi parteciperà alla pressione economica annunciata dagli Stati Uniti sarà considerato un nemico. Teheran minaccia di colpirne gli interessi e le rotte petrolifere alternative allo Stretto di Hormuz.
Washington promette un «D-Day economico» contro l’Iran; Teheran risponde traducendo le sanzioni in possibili bersagli militari. È la consueta escalation per delega: le grandi potenze fissano il campo di battaglia, mentre ai Paesi della regione viene chiesto di scegliere una parte sapendo che qualunque scelta può trasformarli in obiettivi.
Le sanzioni non sono un gesto neutro e spesso scaricano sui civili il costo della pressione politica. Ma dichiarare nemico chiunque le applichi cancella deliberatamente la distanza tra dissenso, coercizione economica e guerra. Quando ogni rapporto commerciale diventa un atto ostile, la diplomazia non fallisce soltanto: viene resa materialmente pericolosa.
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