Vance: "La politica Usa non è subordinata a Israele". Netanyahu avvisato (gazzettadelsud.it)
0Il vicepresidente Usa JD Vance ha dichiarato, il 16 settembre a New York durante una conferenza organizzata da All-In Podcast, che Washington «non può permettere» che la propria strategia in Medio Oriente sia «subordinata allo Stato di Israele». Vance ha paragonato l'alleanza con Israele a quella con la Nato, sostenendo che nessun patto dovrebbe dettare in toto la politica estera americana, e ha ribadito che l'amministrazione Trump è pronta a divergere pubblicamente da Netanyahu quando lo riterrà necessario. Ha comunque definito Israele un «socio importante» sul piano militare e d'intelligence. Le dichiarazioni arrivano a circa un mese dalle elezioni israeliane.
È una frase che suona come una correzione di rotta rispetto alla linea di sostegno incondizionato più volte rivendicata dalla destra americana negli ultimi anni, e arriva dallo stesso schieramento politico che quella linea l'ha costruita. Il tempismo — a ridosso del voto israeliano — lascia aperta la domanda se si tratti di un principio di politica estera o di un messaggio calcolato per gli elettori, sia americani sia israeliani.
Per ora restano parole: Vance non ha annunciato alcuna misura concreta, e la stessa amministrazione continua a fornire sostegno militare e diplomatico a Israele su altri fronti regionali. La distanza tra la retorica dell'"America First" e i fatti sul terreno è, almeno per ora, tutta da dimostrare.
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