Note di economia, politica e tecnologia

Abitudini, diritti, vita in rete

Società

Macron riscrive il divieto bocciato (elysee.fr)

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Emmanuel Macron ha annunciato l’avvio di un nuovo disegno di legge per vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni. È il secondo tentativo: Parlamento e Senato avevano già approvato il divieto a luglio, ma il Consiglio costituzionale lo ha censurato ad agosto perché imponeva una limitazione sproporzionata alla libertà di espressione e comunicazione degli adolescenti.

Il problema che la politica vuole affrontare è reale: algoritmi, dipendenza e contenuti dannosi non diventano innocui perché l’utente è minorenne. Ma una buona intenzione non rende automaticamente costituzionale una proibizione generale, né risolve da sola il nodo della verifica dell’età e della raccolta dei dati necessari a farla rispettare.

Macron promette ora una formulazione “giuridicamente robusta”. È il banco di prova: proteggere i minori senza trattarli come cittadini privi di diritti e senza trasformare ogni adulto in un utente obbligato a identificarsi. Altrimenti la sicurezza dei ragazzi diventa il titolo, mentre il conto in libertà e privacy resta scritto in piccolo.

https://www.elysee.fr/emmanuel-macron/2026/04/16/reunion-sur-la-majorite-numerique-pour-acceder-aux-reseaux-sociaux

Bruxelles apre la porta ai limiti sugli affitti brevi (housing.ec.europa.eu)

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La Commissione europea ha proposto l’Affordable Housing Act, un regolamento che introduce un quadro comune per individuare le aree sotto stress abitativo. In quelle zone, Stati e comuni potranno giustificare con maggiore certezza giuridica misure mirate su affitti brevi, seconde case e immobili non destinati alla residenza principale.

Bruxelles non impone divieti automatici: saranno le autorità locali a decidere se intervenire, dimostrando che le misure sono necessarie, proporzionate e fondate sui dati. Alla proposta legislativa si affianca una raccomandazione per aumentare l’offerta di alloggi sociali, studenteschi e a prezzi accessibili. Il testo deve ora affrontare l’iter europeo.

È un cambio di prospettiva: il mercato unico non viene più trattato come un lasciapassare assoluto quando il turismo espelle i residenti dai quartieri. Ma la nuova cornice servirà soltanto se città e governi avranno il coraggio di usarla; una definizione europea di “emergenza casa” non costruisce da sola una casa in più.

https://housing.ec.europa.eu/european-affordable-housing-plan/affordable-housing-act_en

Maria Chindamo, dieci anni dopo si cercano ancora le prove (rainews.it)

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La Dda di Catanzaro ha iscritto otto nuove persone nel procedimento sull’omicidio di Maria Chindamo, l’imprenditrice scomparsa a Limbadi nel 2016. Sono stati disposti accertamenti biologici e dattiloscopici su reperti sequestrati negli anni, tra cui veicoli, scarpe, mozziconi e una fresa agricola; gli esami del Ris inizieranno il 14 settembre.

Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora da provare in giudizio, il delitto sarebbe stato premeditato e commesso anche per agevolare la cosca Mancuso. Gli otto sono indagati a vario titolo: l’avviso di garanzia consente loro di partecipare agli accertamenti irripetibili e non equivale a una condanna. In un procedimento separato è già a processo Salvatore Ascone, che respinge le accuse.

Dieci anni dopo, lo Stato torna a interrogare sangue, impronte e oggetti perché il corpo di Maria non è mai stato ritrovato. È il ritardo più crudele della giustizia nei territori di mafia: quando la verità arriva, se arriva, deve prima attraversare anni di silenzi, paura e prove consumate dal tempo.

https://www.rainews.it/amp/tgr/calabria/articoli/2026/09/otto-nuovi-indagati-per-lomicidio-di-maria-chindamo-e6ab6ceb-4ed9-4194-a700-db5979bc0ec4.html

Metodo Hamer, il prezzo delle cure senza prove (rainews.it)

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Secondo i periti nominati dalla Corte d’Assise di Vicenza, Francesco Gianello, morto a 14 anni per un osteosarcoma nel 2024, avrebbe potuto salvarsi con i protocolli chemioterapici e chirurgici disponibili. I genitori, che si erano affidati anche a pratiche riconducibili al cosiddetto metodo Hamer, sono imputati per omicidio volontario con dolo eventuale.

La relazione peritale appartiene al processo, non è ancora una sentenza. La difesa contesta il nesso causale tra le scelte dei genitori e la morte del ragazzo, mentre i consulenti del tribunale sostengono che il ritardo abbia compromesso possibilità concrete di guarigione.

Qui la retorica della «libertà di cura» incontra il suo limite più duro: un minore non sceglie alla pari con gli adulti che decidono per lui. Quando una terapia senza prove sostituisce cure validate, il dubbio non resta una convinzione privata; può diventare un danno irreversibile.

https://www.rainews.it/tgr/veneto/articoli/2026/09/francesco-gianello-morto-tumore-14-anni-processo-genitori-periti-poteva-essere-salvato-cure-riconosciute-17e83cc8-870b-4667-b9a2-f9216d790fed.html

L’ultimo pacco, l’ultimo contratto (rainews.it)

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Pasquale Andriotta, corriere di 42 anni impiegato nell’appalto BRT di Piacenza-Caorso, è morto dopo un arresto cardiaco mentre effettuava una consegna. Era l’ultimo giorno del suo contratto a termine. Nelle stesse ore i colleghi scioperavano contro carichi crescenti, carenza di personale e turni giudicati insostenibili.

Non è accertato che le condizioni di lavoro abbiano causato il malore: stabilirlo spetta agli accertamenti, e trasformare una coincidenza drammatica in una sentenza sarebbe scorretto. È invece accertato il contesto che il sindacato chiede di verificare: quanti lavoratori fossero in servizio, quante consegne fossero state assegnate e quali precauzioni fossero state adottate con il caldo.

La logistica ci ha abituati a considerare normale che tutto arrivi subito. Meno visibile è la catena di appalti, contratti brevi e turni che rende possibile quella puntualità. Prima di celebrare l’efficienza dell’ultimo miglio, sarebbe il caso di sapere quanto pesa su chi lo percorre.

https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/articoli/2026/08/piacenza-corriere-muore-a-42-anni-durante-una-consegna-2ea6385b-d7ce-4896-8d9e-8b5a5ce1de3e.html

La demografia non si governa per decreto (istat.it)

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Le nuove proiezioni dell’Istat stimano che la popolazione italiana scenderà da 58,9 milioni nel 2025 a 55 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080. Non è una profezia puntuale: è lo scenario mediano di un modello soggetto a incertezza. Ma la direzione del calo compare in tutti gli scenari considerati dall’istituto.

Cambieranno anche le famiglie: aumenteranno le persone sole, mentre nel 2050 le coppie con figli saranno meno numerose di quelle senza figli. Dietro il numero nazionale ci sono conseguenze molto concrete per lavoro, pensioni, sanità, scuola e assistenza.

La politica risponde da anni con bonus, ministeri ribattezzati e appelli alla natalità. L’Istat ricorda brutalmente che la demografia non obbedisce agli slogan: se lavoro, casa, servizi e tempi di cura rendono costoso costruire una famiglia, nessun decreto può ordinare ai cittadini di farla. Il problema non è convincere gli italiani a produrre figli per il welfare; è rendere il Paese abitabile per chi dovrebbe sostenerlo.

https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-delle-famiglie-e-delle-forze-di-lavoro-base-1-1-2025/

Due ore al giorno, diciassette miliardi dopo (ag.ny.gov)

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Meta ha raggiunto con una coalizione bipartisan di procuratori generali statunitensi un accordo, ancora soggetto all’approvazione del tribunale, sulle accuse di aver progettato Facebook e Instagram per trattenere e danneggiare i minori. Pagherà almeno 12,1 miliardi di dollari, fino a 17,1 se anche altri grandi social accetteranno tutele analoghe.

L’intesa impone verifiche dell’età, un massimo di due ore al giorno per gli utenti sotto i 18 anni, blocco notturno, limiti alle notifiche e la possibilità di scegliere un feed cronologico. Sono misure che per anni le piattaforme hanno presentato come difficili, inefficaci o incompatibili con la libertà degli utenti. Diventano improvvisamente praticabili quando entra in aula il modello di business.

La cifra è enorme, ma il punto non è la multa. È l’ammissione istituzionale che il design non è neutrale: scorrimento infinito, notifiche e raccomandazioni sono scelte industriali, non fenomeni naturali. Ora serviranno controlli indipendenti, perché una protezione scritta nel patteggiamento vale soltanto quanto la capacità di verificarla.

https://ag.ny.gov/press-release/2026/attorney-general-james-secures-171-billion-and-groundbreaking-reforms-meta

La difterite torna dove la fiducia arretra (rainews.it)

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A Palermo almeno dieci familiari della bambina di quattro anni morta nei giorni scorsi sono risultati positivi ai tamponi per la difterite. L’Asp sta ricostruendo la catena dei contatti; per il decesso, attribuito dai primi esami a una sospetta difterite, restano attesi gli accertamenti definitivi dell’Istituto superiore di sanità e dell’autopsia. La piccola non era vaccinata.

Il caso individuale è una tragedia, non un tribunale social. Il dato pubblico, però, non consente consolazioni: in Sicilia il ciclo di base contro difterite, tetano, pertosse e polio copriva l’85,13% dei bambini nati nel 2022 entro i due anni, contro il 94,46% nazionale e sotto la soglia del 95% indicata per una protezione collettiva robusta.

Quando una malattia diventa rara, il successo del vaccino finisce paradossalmente per rendere invisibile il rischio. Poi il rischio riappare e le istituzioni rispondono con appelli, scorte e indagini epidemiologiche. La prevenzione non può funzionare soltanto dopo il funerale: servono dati territoriali tempestivi, recupero attivo dei non vaccinati e una comunicazione capace di arrivare prima della paura.

https://www.rainews.it/amp/articoli/2026/08/difterite-a-palermo-una-decina-di-positivi-tra-i-familiari-della-bambina-morta-c71ad5f8-ed3a-4560-a0e5-34f216b9f43a.html

La natalità finisce in lista d’attesa (istat.it)

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In Italia ci sono 31,6 posti nei servizi educativi per la prima infanzia ogni cento bambini sotto i tre anni. Non significa che tutti gli altri abbiano presentato domanda e siano stati respinti, ma fotografa una capacità strutturale inferiore persino al livello essenziale del 33% da garantire entro il 2027. Nel Sud e nelle Isole, Sardegna esclusa, la copertura resta sotto il 20%.

La politica invoca più nascite come se la demografia dipendesse da una campagna pubblicitaria. Poi offre alle famiglie un servizio che cambia radicalmente con il codice postale: al Centro la copertura supera il 40%, mentre in molte aree meridionali non arriva alla metà. Il primo federalismo italiano è quello dell’infanzia.

C’è anche un paradosso nei numeri: la media migliora in parte perché diminuiscono i bambini, e quasi quattro nuovi posti su cinque arrivano dal privato. Il Paese celebra ogni decimale di crescita mentre restringe il denominatore e trasferisce il costo sulle famiglie. Se il nido resta un privilegio territoriale ed economico, parlare di natalità significa commentare il problema evitando accuratamente di governarlo.

https://www.istat.it/comunicato-stampa/offerta-di-nidi-e-servizi-integrativi-per-la-prima-infanzia-anno-educativo-2023-2024/

Un corpo nel ghetto, lo Stato fuori campo (videoembed.ansa.it)

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Sadam Houssain, bracciante pachistano di 32 anni scomparso il 4 agosto, è stato trovato morto nel bagagliaio della propria auto vicino al ghetto di Borgo Mezzanone, nel Foggiano. Il corpo era in avanzato stato di decomposizione; gli investigatori ipotizzano un omicidio, ma saranno l’autopsia e le indagini a stabilire causa e responsabilità.

Non sappiamo ancora chi lo abbia ucciso né perché, e trasformare un’ipotesi investigativa in una sentenza sul caporalato sarebbe scorretto. Sappiamo però dove viveva: in una baraccopoli che le istituzioni descrivono da anni come un luogo in cui sicurezza e dignità restano precarie, mentre migliaia di lavoratori indispensabili all’agricoltura rimangono ai margini dei servizi e della cittadinanza reale.

La politica scopre questi insediamenti quando bruciano, quando arriva uno sgombero o quando emerge un cadavere. Poi l’emergenza passa e il sistema resta: braccia necessarie nei campi, persone superflue fuori. L’inchiesta deve trovare il responsabile della morte di Houssain; lo Stato dovrebbe spiegare perché, prima di quella morte, la sua vita poteva restare così facilmente fuori campo.

https://videoembed.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/08/23/trovato-morto-il-bracciante-scomparso-a-foggia-ipotesi-omicidio_bf4f2b04-6343-4b05-a700-2fcb0177bf14.html