La sanità cresce, il diritto si restringe (press.gimbe.org)
0Il Fondo sanitario nazionale sale in cifra assoluta, ma destina alla salute una quota più piccola della ricchezza prodotta. Il nono rapporto GIMBE stima così 18,8 miliardi di finanziamento in meno tra il 2023 e il 2026 rispetto allo scenario in cui fosse rimasto costante il rapporto tra Fondo e PIL del 2022. È una stima controfattuale, non un taglio scritto in un solo decreto: proprio per questo è politicamente più comoda da nascondere.
Nel frattempo 5,8 milioni di persone hanno rinunciato nel 2024 ad almeno una visita o un esame e nel 2025 le famiglie hanno pagato di tasca propria 42,4 miliardi. La sanità pubblica non viene abolita: viene lasciata abbastanza in piedi da chiamarsi ancora universale, ma abbastanza debole da premiare chi può pagare e far aspettare gli altri.
La disputa sui miliardi nominali serve a poco se il risultato concreto è un diritto condizionato dal reddito e dal CAP. Quando l’accesso alle cure dipende dal portafoglio, il definanziamento smette di essere una voce di bilancio e diventa selezione sociale.
https://press.gimbe.org/press/comunicati/comunicato.it-IT.html?id=501
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