Note di economia, politica e tecnologia

Tutto quello che si vorrebbe dire ma che non si può dire

Politica

Regeni, una sentenza senza imputati (tgcom24.mediaset.it)

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La Corte d’Assise di Roma ha condannato in primo grado a dieci anni tre dei quattro agenti dei servizi egiziani imputati nel processo per Giulio Regeni; il quarto è stato assolto. È il primo verdetto nel merito dopo oltre dieci anni, diversi arresti procedurali e l’intervento della Corte costituzionale che ha consentito di celebrare il processo nonostante l’assenza degli accusati.

La sentenza rompe finalmente il muro dell’impossibilità giudiziaria, ma non quello politico. Gli imputati non sono mai comparsi e l’Egitto non ha fornito la collaborazione necessaria neppure per notificare gli atti. Roma ha ottenuto un pronunciamento; il Cairo conserva uomini, informazioni e potere di interdizione.

È la contraddizione che resta sul tavolo: si può pronunciare giustizia senza poterla eseguire, mentre i rapporti diplomatici ed economici continuano. Il verdetto conta. Ma misura anche quanto costa, in sovranità reale, chiedere verità a un alleato che può permettersi di non rispondere.

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/omicidio-giulio-regeni-tre-007-egiziani-condannati-10-anni-carcere_117087193-202602k.shtml

Ddl antisemitismo, il Pd si riscopre no: Fiano minaccia l'addio da Auschwitz (ilfoglio.it)

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Emanuele Fiano, ex deputato dem e presidente di Sinistra per Israele, ha scritto da Auschwitz — dove partecipa a un'assemblea internazionale — per annunciare che il voto contrario del Pd al ddl antisemitismo è per lui "un confine invalicabile", lasciando intendere un possibile addio al partito. Il testo, che recepisce la definizione IHRA di antisemitismo, non introduce reati né pene specifiche e salvaguarda esplicitamente la critica politica a Israele: eppure il 23 settembre, dopo quattro ore di assemblea interna, il gruppo dem alla Camera ha votato contro, con la componente pro-Pal (Scotto, Boldrini, Salis tra gli altri) che ha prevalso sui riformisti critici guidati da Fassino.

A rendere la vicenda più scivolosa è la memoria corta del partito: nel 2017 Elly Schlein firmò al Parlamento europeo una risoluzione che chiedeva agli Stati di adottare e applicare proprio la definizione IHRA, e negli anni dei governi Conte II e Draghi il Pd ebbe un ruolo di primo piano nell'adozione di quella stessa definizione come base della Strategia nazionale contro l'antisemitismo. Passare dal promuoverla al bocciarla, senza una spiegazione che tenga, è il tipo di incoerenza che un partito paga più cara quando a segnalarla è uno dei suoi.

La frattura arriva pochi mesi dopo che il Senato aveva già dato un primo via libera al provvedimento a inizio marzo, con lo stesso Pd diviso al proprio interno mentre M5s e Avs votavano compatti contro. Il nodo IHRA, evidentemente, non si è chiuso: si è solo spostato di ramo del Parlamento, e di ferita interna.

https://www.ilfoglio.it/politica/2026/09/28/news/la-frattura-sul-ddl-antisemitismo-pronto-a-lasciare-il-pd-ci-scrive-emanuele-fiano--408857

Sussidi ai genitori dei "maranza": FdI scopre la responsabilità, ma solo quella altrui (adnkronos.com)

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Il senatore di Fratelli d'Italia Matteo Gelmetti ha depositato a Palazzo Madama un disegno di legge che, in caso di condanna di un minore a una pena detentiva di almeno un anno, autorizza i Comuni a sospendere per i genitori i "benefici comunali non essenziali" — contributi, agevolazioni, utilità premiali — per tutta la durata della condanna. Il testo prevede anche un percorso di responsabilizzazione familiare fino a dodici mesi proposto dai servizi sociali, esclude il recupero di somme già incassate e richiede una procedura in contraddittorio con almeno trenta giorni per le osservazioni dei genitori.

Il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami ha però subito annunciato una proposta parallela per rendere la revoca automatica anziché discrezionale, cortocircuitando in un colpo solo le garanzie procedurali che lo stesso ddl si dà. È il paradosso di una misura che nasce con paletti pensati per non somigliare a una sanzione collettiva — niente diritti fondamentali, niente prestazioni statali, contraddittorio obbligatorio — e che il partito che l'ha scritta prova subito a irrigidire nella direzione opposta.

Resta il nodo di fondo: si tratta di responsabilità genitoriale reale o di una pena che colpisce per interposta persona un nucleo familiare già segnato da un procedimento penale minorile? Il testo, depositato il 18 settembre e ancora in attesa di assegnazione alle commissioni, avrà tempo per essere discusso — ma la fretta di Bignami nel volerlo già più duro dice qualcosa sull'uso che se ne vuole fare.

https://www.adnkronos.com/politica/sussidi-famiglie-maranza-minori-condannati-disegno-legge_5ADIWXZRsFFFxmZPjOaSgQ

Il deepfake si vieta con un appello (videoembed.ansa.it)

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Dopo la foto di Matilde Siracusano alterata con l’intelligenza artificiale e rilanciata da Roberto Vannacci, Alberto Barachini chiede a maggioranza e opposizione di non usare volti e voci manipolati durante le campagne elettorali. Forza Italia, assicura, rinuncerà a farlo.

Il problema è proprio qui: davanti a uno strumento capace di falsificare l’immagine di un avversario mentre gli elettori stanno votando, la risposta immediata resta un impegno volontario. La politica celebra il reato di deepfake già introdotto, ma scopre che la tutela penale successiva non ripara una competizione già contaminata.

Un codice d’onore è utile soltanto a chi ha già deciso di comportarsi onestamente. Per gli altri servono regole elettorali chiare, obblighi di etichettatura e rimedi rapidi: altrimenti il falso corre in tempo reale e la democrazia arriva, forse, con la sentenza.

https://videoembed.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/27/barachini-fi-sul-caso-siracusano-no-allia-in-campagna-elettorale_42efc124-5cb4-48d3-b710-3b4f9327d72a.html

Il price cap di Eni è politica in outsourcing (figisc.it)

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Dal 28 settembre Eni limiterà per trenta giorni il prezzo dei carburanti Enilive a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio. L’azienda collega l’iniziativa all’agevolazione fiscale sulle accise; Figisc-Confcommercio avverte però che la mossa può mettere fuori mercato i gestori non protetti da una grande compagnia.

Per gli automobilisti il risparmio è concreto. Ma il quadro politico è curioso: il governo riduce il sostegno generale sulle accise, una società controllata dallo Stato interviene sulla propria rete e i partiti rivendicano il risultato come vittoria del mercato.

Se il sollievo dipende dalla forza finanziaria di un singolo operatore, non è una politica dei prezzi: è politica in outsourcing. Resta da vedere se nascerà vera concorrenza o se, finiti i trenta giorni, resteranno soltanto distributori indipendenti più deboli e un nuovo annuncio da celebrare.

https://www.figisc.it/blog/2026/09/26/qualche-riflessione-a-caldo-sul-price-cap-di-eni/

Scuola, il decreto perde i denti: il Quirinale cancella l'allontanamento dei minori (ansa.it)

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Il Consiglio dei ministri del 24 settembre ha varato il decreto scuola con tre misure: il divieto di volto coperto (multe da 200 a 1.000 euro, estese ai genitori se il trasgressore è minorenne), il tetto al 30% di studenti stranieri per classe nella primaria e nella secondaria, e l'obbligo per i genitori con difficoltà di lingua di seguire corsi gratuiti di italiano. La bozza iniziale però si spingeva oltre: prevedeva il "collocamento del minore fuori dalla famiglia" per i genitori inadempienti, citava esplicitamente burqa e niqab nel divieto di volto coperto e vietava alle madri col velo integrale di partecipare ai colloqui scolastici.

Il presidente Mattarella, impegnato a Torino proprio il giorno del Consiglio dei ministri, ha chiesto modifiche sostanziali prima della firma definitiva: fuori l'ipotesi di allontanamento dei figli dalle famiglie, fuori i riferimenti espliciti a burqa e niqab, dentro esenzioni per anziani, malati, disabili e badanti e un criterio di "prossimità" geografica pensato per non violare il diritto costituzionale all'istruzione. Il governo ha accolto, si legge, "la maggior parte" dei rilievi arrivati dal Colle.

Resta la domanda di fondo: un esecutivo che si presenta come garante del "buonsenso" ha avuto bisogno dell'intervento riservato del Quirinale per accorgersi che togliere i figli a famiglie povere di italiano è incostituzionale. La stretta identitaria resta, il tetto al 30% pure; la parte più muscolare, quella buona per i titoli dei giornali amici, è sparita nel giro di poche ore, senza che nessuno al governo lo ammetta apertamente.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/24/la-bozza-del-decreto-scuola-multe-fino-a-1.000-euro-per-il-burqa_39a231c7-1897-4df4-bfd9-a0e0bb8f798b.html

La giustizia esemplare non è giustizia (video.corriere.it)

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Antonio Tajani, parlando al “Villaggio della legalità” a Roma, ha chiesto ai magistrati più rigidità nella convalida degli arresti. Per spiegarsi ha usato una formula che nella storia italiana pesa parecchio: “colpirne uno per educarne cento”.

Il disagio delle forze dell’ordine davanti a chi torna rapidamente libero può essere reale. Ma la custodia cautelare non è un premio per il turno faticoso degli agenti, né una punizione dimostrativa: ogni limitazione della libertà deve dipendere dalla legge e dalle circostanze del singolo caso.

Quando un vicepremier trasforma il giudice nel responsabile politico della sicurezza, il bersaglio si sposta dal funzionamento delle norme all’indipendenza di chi deve applicarle. La legalità non si rafforza chiedendo sentenze pedagogiche: si indebolisce proprio nel momento in cui la si usa come slogan.

https://video.corriere.it/politica/tajani-ai-magistrati-sulla-convalida-degli-arresti-colpirne-uno-per-educarne-cento/74a5e219-f091-49e1-8180-6805e1e20xlk

Il verde senza prove diventa pubblicità ingannevole (gazzettaufficiale.it)

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Dal 27 settembre si applicano anche in Italia le nuove regole europee contro il greenwashing. Espressioni generiche come “verde” o “rispettoso dell’ambiente” non potranno più vivere di sola grafica: chi le usa dovrà dimostrare prestazioni ambientali riconosciute. Nel mirino entrano anche i marchi di sostenibilità non certificati e le promesse climatiche fondate soltanto sulla compensazione delle emissioni.

È una norma di buon senso, arrivata dopo anni in cui la sostenibilità è stata trattata come un reparto del marketing. Il problema non era la mancanza di slogan ecologici, ma l’abbondanza di slogan impossibili da verificare.

Adesso la differenza la faranno i controlli. Una legge che vieta il verde immaginario serve soltanto se chi lo vende rischia davvero più di quanto guadagna raccontandolo.

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/sg

Crescere dello 0,8% e chiamarlo resilienza (ansa.it)

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Moody’s ha alzato allo 0,8% la stima di crescita italiana per il 2026 e definisce il Paese “resiliente” allo shock energetico. Prevede inoltre un deficit al 3% e un debito pubblico fermo intorno al 138% del Pil nel 2026 e nel 2027. È una fotografia meno cupa del previsto, non un decollo.

La parola resilienza è diventata il modo elegante per festeggiare il fatto che l’economia non sia caduta. Ma una crescita sotto l’1%, con un debito enorme e interessi destinati a pesare di più, lascia pochissimo spazio alla retorica del successo.

Il dato politico sta qui: si può rivendicare la tenuta dei conti, oppure ammettere che l’Italia continua a confondere la stabilità con l’immobilità. Moody’s certifica che il pavimento regge; non che sia stato costruito un piano superiore.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/09/25/moodys-italia-resiliente-a-shock-energia-questanno-pil-08_84306d2a-f8c6-462b-9347-ab0f655f9d1b.html

Benzina, il tetto lo mette Eni. Tajani: «Meglio il mercato, non gli extraprofitti» (ilfoglio.it)

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Da giovedì 28 settembre, per un mese (con possibile proroga fino a fine anno), Eni fisserà tramite Enilive un tetto ai prezzi dei carburanti: 1,99 euro al litro per la benzina, 2,19 per il gasolio, circa 17 centesimi sotto la media di mercato. Palazzo Chigi ha subito applaudito, parlando di un "lodevole atto di attenzione all'Italia".

Il vicepremier Antonio Tajani (Forza Italia) ha usato l'occasione per una stoccata neanche troppo velata al collega di governo Matteo Salvini: "Questa è la strada che preferiamo: responsabilità, collaborazione e mercato, non interventi dirigisti o nuove tassazioni costruite attorno al concetto degli extraprofitti". Un modo elegante per ricordare che la tassa sugli extraprofitti energetici, cavallo di battaglia leghista rispolverato più volte negli ultimi mesi, resta lettera morta.

Il paradosso è che il governo si prende il merito di una decisione presa da un'azienda quotata, per giunta a poche settimane da un appuntamento elettorale, come se il libero mercato avesse improvvisamente scoperto la sensibilità sociale che l'esecutivo non riesce a imporre per legge. Resta da vedere se il tetto durerà più della finestra che lo ha ispirato, e se la prossima volta che i prezzi torneranno a salire il "mercato" di Tajani sarà ancora la soluzione, o si tornerà a discutere di extraprofitti.

https://www.ilfoglio.it/politica/2026/09/25/news/eni-si-mette-il-tetto-al-prezzo-del-carburante-per-un-mese-la-frecciata-di-tajani-a-salvini-questa-e-la-strada-non-gli-extraprofitti--408783