Note di economia, politica e tecnologia

Tutto quello che si vorrebbe dire ma che non si può dire

Politica

Affitti brevi, la proprietà viene prima della città (mit.gov.it)

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Il governo italiano prepara una linea di forte opposizione al nuovo quadro europeo sugli affitti brevi. Il ministro Tommaso Foti chiede che le misure restino facoltative per gli Stati; il ministero delle Infrastrutture rivendica invece la «piena libertà della proprietà privata» dopo un incontro con Confedilizia.

La proposta europea non imporrebbe un divieto generalizzato: offrirebbe a città e regioni criteri comuni per introdurre limiti proporzionati nelle aree sottoposte a forte pressione abitativa. Secondo Federalberghi, sarebbero gli enti locali a decidere se intervenire; i territori senza emergenza potrebbero non applicare restrizioni.

La contraddizione è politica prima che giuridica. Il governo dice di voler affrontare il caro-casa, ma contesta lo strumento che darebbe ai comuni più colpiti la possibilità di riequilibrare turismo e residenza. La proprietà viene difesa come libertà assoluta; il diritto di abitare, invece, resta un piano decennale e una promessa futura.

https://mit.gov.it/comunicazione/news/casa-incontro-al-mit-con-confedilizia

Zes al Nord, la Lega scopre che Urso ha detto sì senza un euro (ilsussidiario.net)

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L'Istat ha confermato il 22 settembre che il rapporto deficit/Pil 2025 resta al 3,1%, mantenendo l'Italia sotto procedura d'infrazione Ue. Un dato tecnico che in pochi giorni si è tradotto in un problema molto concreto per Palazzo Chigi: rifinanziare il credito d'imposta della Zes unica costa circa 4 miliardi nei prossimi tre anni, mentre Transizione 5.0 ha già bruciato sei miliardi con richieste di ulteriore estensione. In un bilancio così stretto, qualcosa deve saltare.

A farne le spese rischia di essere proprio la promessa più politicamente sensibile di questa fase: estendere al Nord gli stessi vantaggi fiscali di cui gode il Mezzogiorno. Il governatore leghista Attilio Fontana lo ha messo nero su bianco, accusando il ministro Urso di "prendere in giro" le regioni settentrionali: sì all'estensione della Zes, ma senza il credito d'imposta vero, che resta appannaggio del Sud, e con in cambio solo semplificazioni burocratiche.

È lo stesso governo che ha costruito parte del proprio consenso al Nord sulla promessa di pari trattamento, e che si professa rigoroso sui conti pubblici salvo restare, per l'ennesimo anno, sotto procedura d'infrazione Ue. Tra i due corni del problema — meno spesa per rispettare Bruxelles o più incentivi per accontentare Lega e Confindustria del Nord — la quadratura dei conti rischia di scontentare tutti, a partire dagli alleati di maggioranza.

https://www.ilsussidiario.net/news/zes-nord-fontana-urso-mi-prende-in-giro-dice-si-ma-senza-soldi-confindustria-con-la-lega-cosa-succede/2983144/

Fine vita, lo Stato arriva solo per impugnare (demetra.regione.emilia-romagna.it)

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Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge dell’Emilia-Romagna sul suicidio medicalmente assistito. Palazzo Chigi sostiene che la Regione abbia invaso competenze statali e che la norma non garantisca in modo adeguato un percorso personalizzato di cure palliative prima dell’accesso alla procedura.

La legge regionale dichiara invece di limitarsi all’organizzazione sanitaria necessaria ad applicare le sentenze della Consulta: commissioni di valutazione, verifica dei requisiti e modalità operative. Non introduce un diritto generale al suicidio assistito, ma prova a rendere praticabile il perimetro già tracciato dai giudici costituzionali.

La questione giuridica sarà decisa dalla Consulta. Quella politica è già visibile: lo Stato rivendica la competenza esclusiva su una materia che il Parlamento continua a non disciplinare organicamente. Il vuoto legislativo resta, ma quando una Regione tenta di riempirne almeno la parte procedurale il governo ritrova improvvisamente l’urgenza di intervenire — con un ricorso.

https://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?ev=1&urn=er%3Aassemblealegislativa%3Alegge%3A2026%3B10

Non pagare Irpef non significa evadere (itinerariprevidenziali.it)

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Il nuovo rapporto di Itinerari Previdenziali mostra che il 18,78% dei contribuenti — circa otto milioni di persone con redditi dichiarati da 35 mila euro in su — versa il 65% dell’Irpef. Su 42,8 milioni di dichiaranti, 34,1 milioni hanno pagato almeno un euro d’imposta; circa 24,8 milioni di italiani non dichiarano redditi o versano poco o nulla di imposte dirette.

I numeri descrivono una forte concentrazione del gettito e pongono un problema reale di salari bassi, occupazione e sostenibilità del welfare. Ma non dimostrano che “il 50% evade”: non pagare Irpef perché non si ha reddito imponibile, si è fiscalmente a carico o si rientra nelle soglie di esenzione non equivale a nascondere redditi al fisco. Lo stesso centro studi precisa che i dati non si spiegano con la sola evasione.

Trasformare la metà che non versa Irpef nella metà che evade è una scorciatoia utile alla polemica, non all’analisi. Il sistema fiscale può essere squilibrato senza che ogni incapiente sia un frodatore: confondere povertà ed evasione rende il dibattito più rumoroso e le soluzioni meno credibili.

https://www.itinerariprevidenziali.it/il-punto/redistribuzione-senza-reciprocita/

Cadoneghe, il sindaco si improvvisa esaminatore: cittadinanza rinviata (tgcom24.mediaset.it)

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Il 21 settembre, durante una seduta ordinaria di naturalizzazione, il sindaco di Cadoneghe (Padova) Marco Schiesaro ha interrotto il giuramento di una donna di origine marocchina, in Italia da quindici anni e sposata con un cittadino italiano. Alla domanda "come ti chiami?" la donna non avrebbe risposto in italiano; il marito ha provato a rispondere per lei, ma il sindaco ha rifiutato l'aiuto e rinviato l'atto, disponendo "tutte le verifiche necessarie" prima di procedere. Nella stessa mattinata altre tre persone hanno ottenuto la cittadinanza senza intoppi.

Schiesaro ha difeso la scelta sui social, spiegando che diventare cittadini italiani "significa entrare a pieno titolo nella nostra comunità" e che la conoscenza della lingua è condizione per lavorare, capire diritti e doveri, partecipare alla vita civica. Il caso torna ora in Prefettura, chiamata a stabilire se il sindaco avesse titolo per bloccare in autonomia un atto la cui procedura è normata dalla legge sulla cittadinanza. Alcune testate, riportando la vicenda, hanno titolato che la legge non prevederebbe verifiche estemporanee della lingua in quella sede.

Il nodo, al di là del singolo caso, è la distanza tra il gesto plateale di un amministratore locale - che intercetta bene il clima del dibattito nazionale sull'immigrazione - e i margini che la normativa gli lascia davvero. Se la Prefettura darà ragione a Schiesaro, il precedente potrebbe estendersi ad altri Comuni; se lo smentirà, resterà l'ennesimo caso di una cerimonia istituzionale trasformata in palcoscenico politico.

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/cadoneghe-padova-sindaco-marco-schiesaro-nega-cittadinanza_116872481-202602k.shtml

Il ritorno dell’atomo, con i dettagli rinviati (senato.it)

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Il Senato ha approvato in via definitiva la legge delega sul nucleare sostenibile, già votata dalla Camera. Il governo avrà dodici mesi per scrivere uno o più decreti sull’intero ciclo: produzione di energia, combustibile, autorizzazioni, smantellamento degli impianti, rifiuti radioattivi, ricerca e fusione.

Non è ancora il via libera a una centrale specifica, ma è la scelta politica che rende nuovamente possibile costruirne il quadro normativo. Il Parlamento decide la direzione; costi, controlli, localizzazioni e architettura operativa vengono spostati nella fase dei decreti delegati.

Sul nucleare il dettaglio non è una nota tecnica: è il luogo dove si misurano sicurezza, consenso dei territori e rischio finanziario. Il ritorno dell’atomo comincia così con una certezza politica e molte decisioni sostanziali ancora affidate al governo.

https://www.senato.it/show-doc?id=0&idoggetto=0&leg=19&part=doc_dc-ressten_rs-ddltit_sdddddl1924ecdagimdens&tipodoc=hotresaula

Gonna corta, gonna lunga, gonna via: il centrodestra si supera da solo (ansa.it)

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Bastavano pochi giorni perché la gaffe di Antonio Tajani sulla «gonna lunga» — la metafora con cui il vicepremier aveva paragonato la scelta del partito a quella della moglie ideale — si trasformasse in un caso politico più ampio. Interpellato su Sky Tg24 il 22 settembre, Roberto Vannacci ha scelto di non prendere le distanze ma di rilanciare: «Tra una donna con la gonna lunga e una con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna». Un modo di chiudere la polemica che l'ha solo riaperta.

La risposta è arrivata in Senato: senatrici di Pd, Italia Viva, Avs, M5s e del gruppo Autonomie si sono presentate in gonna nella Sala Transatlantica come gesto simbolico. «È un gesto di libertà, per dire che siamo libere di vestirci come vogliamo», ha spiegato Raffaella Paita (Iv). Per Simona Malpezzi (Pd) le parole dei due ministri rivelano «un patriarcato intrinseco e inconsapevole», mentre Valeria Valente (Pd) ha chiesto direttamente se Giorgia Meloni sia disposta a «pagare qualche prezzo» al femminismo condannando con chiarezza le uscite dei suoi alleati.

Resta il paradosso di fondo: Tajani, dopo le critiche, aveva rivendicato «il massimo rispetto» per le donne; il suo alleato di governo ha risposto con una battuta ancora più oggettificante invece di prenderne le distanze. E sul silenzio di palazzo Chigi, per ora, nessuna risposta è arrivata.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/22/vannacci-gonna-corta-o-gonna-lunga-una-donna-la-preferisco-sempre-senza_8d6e269c-0fd8-478a-9ec2-87fa4901a974.html

Scuola, tetto al 30% di stranieri: il decreto c'è, il piano per applicarlo no (dire.it)

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Il governo prepara un decreto che introduce un tetto del 30% di studenti non comunitari con gravi difficoltà di comprensione dell'italiano per ogni classe, accompagnato da corsi obbligatori di lingua per i genitori. Ad annunciarlo è la premier Giorgia Meloni, mentre il testo tecnico porta la firma del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Restano esclusi dal computo gli studenti comunitari e chi, pur straniero, è nato o cresciuto in Italia e parla già la lingua.

I numeri che accompagnano l'annuncio raccontano una realtà più sfumata dello slogan: su 8 milioni di studenti, sono 931mila quelli con cittadinanza non italiana (11,6%), e circa due terzi sono nati in Italia. La concentrazione è tutta al Nord — il 65% del totale, con la Lombardia da sola a un quarto — cioè proprio nelle regioni dove il governo, e in particolare la Lega, raccoglie più consenso.

Sul come applicarlo, però, il decreto lascia più domande che risposte: nelle aree a maggiore concentrazione i presidi dovrebbero redistribuire gli alunni tra sezioni diverse e, se non basta, trasferirli in altre scuole del territorio. L'Associazione nazionale presidi, per voce del presidente Antonello Giannelli, ha già messo in dubbio la fattibilità pratica della norma, ricordando che le scuole "devono accogliere gli studenti residenti nel territorio". Il testo definitivo, e con esso la data di entrata in vigore, dipenderà da quanto uscirà dal Consiglio dei ministri.

https://www.dire.it/21-09-2026/1268454-stranieri-in-classe-pronto-il-decreto-col-limite-del-30-le-nuove-regole-e-la-mappa-delle-citta/

Lega, congresso a sorpresa: Salvini chiede fiducia e avverte i dissidenti (ansa.it)

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Dal palco di Pontida, Matteo Salvini ha sorpreso anche i suoi collaboratori più stretti annunciando la convocazione di un congresso straordinario della Lega per ottobre. La formula scelta è quella del plebiscito: "Chiederò la fiducia della mia famiglia per alzata di mano", ha detto, prima di convocare per il giorno successivo il consiglio federale che dovrà decidere se il congresso sarà elettivo o soltanto programmatico.

L'annuncio arriva al culmine di mesi di pressioni da parte dei governatori del Nord — Fontana, Fedriga, Fugatti — che chiedono un partito più marcatamente federalista, e di frizioni interne emerse nello stesso raduno, dove ai cori "Matteo Matteo" si sono contrapposti quelli per Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e voce dei cosiddetti "frondisti". Romeo ha incassato l'annuncio dicendo di non aspettarselo, rimandando ogni discussione su un'eventuale candidatura alternativa "ai prossimi giorni".

Resta la contraddizione di fondo: Salvini presenta la convocazione come un gesto di apertura e di "marcia compatta", ma la accompagna con un avvertimento esplicito — "la prima voce fuori posto fa un favore solo alla sinistra" — che restringe lo spazio del dissenso interno proprio mentre chiede un voto di fiducia plebiscitario. Un congresso elettivo, inoltre, gioca a suo favore: la macchina dei delegati fedeli rende improbabile qualsiasi sfida reale alla leadership.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/20/lega-la-mossa-di-salvini-a-pontida-congresso-straordinario-a-ottobre_f7eadbe5-25a0-4754-a303-b2aae6c72b05.html

Minerali critici, l'Italia entra nella filiera americana (esteri.it)

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Antonio Tajani e Marco Rubio hanno firmato a New York un memorandum sui minerali critici. L’intesa crea un gruppo tecnico Italia-Stati Uniti e prevede scambio di informazioni, investimenti pubblici e privati, collaborazione su estrazione, lavorazione, riciclo e meccanismi di prezzo. La Farnesina precisa che il patto affianca quello già concluso tra Unione europea e Washington.

La parola d’ordine è sicurezza delle forniture; il bersaglio non dichiarato ma evidente è la dipendenza dalla Cina per terre rare e materiali indispensabili a semiconduttori, intelligenza artificiale e industria militare. L’Italia porta competenze manifatturiere e di riciclo, ma lega un altro pezzo della propria politica industriale all’architettura strategica statunitense.

Diversificare è necessario. Chiamare “mercato alternativo” una filiera costruita da governi, sussidi e prezzi concordati è però più geopolitica che libero scambio. Pechino ha trasformato i minerali in potere; l’Occidente risponde facendo lo stesso, mentre Roma presenta l’allineamento come semplice cooperazione tecnica.

https://www.esteri.it/en/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2026/09/tajani-e-rubio-firmano-a-new-york-lintesa-sui-minerali-critici/