Note di economia, politica e tecnologia

Serbia, Vučić cambia scheda per restare al comando (internazionale.it)

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Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha sciolto il parlamento e convocato elezioni anticipate per il 25 ottobre. Il voto arriva dopo quasi due anni di proteste, nate dal crollo della pensilina della stazione di Novi Sad che uccise sedici persone e diventate una contestazione più ampia contro corruzione e gestione del potere.

Vučić non può candidarsi per un altro mandato presidenziale e ha dichiarato di voler puntare alla carica di primo ministro. Il suo partito presenta il passaggio come una verifica democratica; oppositori e movimento studentesco lo leggono come il tentativo di trasferire il centro del potere senza cederlo.

Le urne diranno quale interpretazione regge. Intanto la Serbia offre una lezione familiare: quando un leader domina istituzioni e comunicazione, perfino un’elezione anticipata può essere insieme una concessione alla protesta e lo strumento con cui neutralizzarla.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/09/serbia-s-president-vucic-dissolves-parliament-ahead-of-snap-elections

Vannacci prof di polizia a Torino: il Viminale fa marcia indietro (fanpage.it)

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Il sindacato Fsp Polizia di Stato aveva invitato l'europarlamentare Roberto Vannacci a tenere una lezione sull'"insicurezza urbana" il 18 settembre nella Questura di Torino. Fin qui, nulla di anomalo: politici e sindacalisti tengono spesso interventi ai margini di eventi di categoria. Il problema è che la Questura aveva trasformato l'incontro in un vero corso di aggiornamento professionale, con tanto di esonero dal servizio per gli agenti partecipanti, crediti formativi e saluti istituzionali del questore Massimo Gambino.

A quel punto sono arrivate le proteste: il sindacato Silp Cgil ha ricordato che un leader di partito non può certificare la formazione tecnico-professionale delle forze dell'ordine, richiamando l'articolo 98 della Costituzione sul servizio esclusivo alla Nazione. Pd e Verdi-Sinistra hanno presentato interrogazioni parlamentari al ministro dell'Interno Piantedosi, il M5S ha chiesto scuse pubbliche e c'è chi ha depositato un esposto per la destituzione di Vannacci dal grado di generale.

Il Viminale, di fronte al polverone, ha fatto retromarcia: azzerati i crediti formativi e il coinvolgimento ufficiale della Questura, l'evento torna a essere una "normalissima assemblea sindacale", con partecipazione volontaria e fuori servizio. Resta la domanda di fondo, che riguarda tutti gli attori in campo: quanto la crescita di consenso di Vannacci, ormai accreditato attorno all'8% nei sondaggi, stia già condizionando i comportamenti delle istituzioni, ben oltre il caso specifico di una locandina sbagliata.

https://www.fanpage.it/politica/vannacci-fa-il-professore-a-un-corso-di-aggiornamento-per-poliziotti-le-opposizioni-piantedosi-spieghi/

Cisgiordania, 12 Paesi bloccano il commercio con i coloni. L'Italia resta a guardare (ilfattoquotidiano.it)

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Dodici Paesi occidentali - tra cui Regno Unito, Francia, Canada, Spagna e Polonia - hanno firmato una dichiarazione congiunta che blocca l'importazione di merci prodotte negli insediamenti israeliani in Cisgiordania. L'annuncio, dato l'8 settembre dal ministro degli Esteri britannico Ed Miliband alla Camera dei Comuni, punta il dito contro il "progetto E1" e le violenze dei coloni contro la popolazione palestinese. Il ministro francese Jean-Noël Barrot ha parlato apertamente di una Cisgiordania "sull'orlo dell'esplosione".

Tra i firmatari non c'è l'Italia, che si aggiunge così alla lista - già affollata - dei governi europei che preferiscono la linea della non belligeranza diplomatica. Una scelta che il governo Meloni giustifica con l'equilibrismo atlantista, ma che stride con la retorica sui "valori occidentali" spesa ogni volta che conviene, e che rende via via più difficile per Roma presentarsi come interlocutore credibile sul dossier mediorientale.

Resta da vedere quanto le sanzioni commerciali - misura più simbolica che sostanziale, vista la marginalità del peso economico degli insediamenti - riusciranno davvero a incidere sulla politica di Netanyahu, finora imperturbabile di fronte a pressioni ben più dure. Ma la contraddizione politica è già servita: dodici governi occidentali, alleati di Israele, che sanzionano formalmente una parte del territorio che Israele stesso amministra.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/08/colonie-israeliane-cisgiordania-sanzioni-commerciali-notizie/8500561/

Trump trasforma i dazi in embargo selettivo (apnews.com)

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Gli Stati Uniti vieteranno dal 29 settembre l’importazione dal Canada di latticini, gran parte delle bevande alcoliche e motociclette di grossa cilindrata. La misura arriva nello stesso giorno in cui Ottawa ha attivato controdazi, tra il 15 e il 50 per cento, su circa 20 miliardi di dollari di prodotti statunitensi.

Non è la chiusura totale delle frontiere commerciali suggerita da qualche titolo: è un embargo mirato su settori scelti per massimizzare pressione economica e visibilità politica. Ma il salto dai dazi al divieto d’importazione alza comunque il livello dello scontro fra due economie costruite per decenni come un unico spazio produttivo.

La promessa protezionista era difendere l’industria nazionale. Il risultato, per ora, è una catena di ritorsioni in cui ogni governo vende la propria escalation come risposta obbligata a quella altrui. Nel commercio nordamericano, l’alleato è diventato un concorrente da punire.

https://apnews.com/article/a5fbb50d1c30327ae813482556a37ac3

Ex Ilva, 2.500 licenziamenti messi in pausa (rainews.it)

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Le imprese dell’indotto dell’ex Ilva hanno sospeso le procedure di licenziamento collettivo che coinvolgono circa 2.500 lavoratori. La decisione, sollecitata dal governo durante un incontro a Palazzo Chigi, resterà in vigore almeno fino alla pronuncia della Corte d’Appello di Milano sulla richiesta di fermare la chiusura dell’area a caldo.

È una tregua, non una soluzione. La sorte dei posti di lavoro resta legata a una decisione giudiziaria nata dalle carenze ambientali degli impianti, mentre il piano industriale promesso continua a vivere soprattutto al futuro: forni elettrici, DRI, acciaio verde.

Taranto viene ancora costretta dentro il solito ricatto tra salute e occupazione, come se dopo anni di decreti e tavoli fosse una calamità naturale. Mettere in pausa le lettere evita il precipizio immediato; non colma il vuoto politico che lo ha reso possibile.

https://www.rainews.it/articoli/2026/09/-ex-ilva-le-imprese-al-governo-ok-alla-sospensione-dei-licenziamenti-dellindotto-1ab9ae5a-df51-4f9f-9470-86a2f974e865.html

Metodo Hamer, il prezzo delle cure senza prove (rainews.it)

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Secondo i periti nominati dalla Corte d’Assise di Vicenza, Francesco Gianello, morto a 14 anni per un osteosarcoma nel 2024, avrebbe potuto salvarsi con i protocolli chemioterapici e chirurgici disponibili. I genitori, che si erano affidati anche a pratiche riconducibili al cosiddetto metodo Hamer, sono imputati per omicidio volontario con dolo eventuale.

La relazione peritale appartiene al processo, non è ancora una sentenza. La difesa contesta il nesso causale tra le scelte dei genitori e la morte del ragazzo, mentre i consulenti del tribunale sostengono che il ritardo abbia compromesso possibilità concrete di guarigione.

Qui la retorica della «libertà di cura» incontra il suo limite più duro: un minore non sceglie alla pari con gli adulti che decidono per lui. Quando una terapia senza prove sostituisce cure validate, il dubbio non resta una convinzione privata; può diventare un danno irreversibile.

https://www.rainews.it/tgr/veneto/articoli/2026/09/francesco-gianello-morto-tumore-14-anni-processo-genitori-periti-poteva-essere-salvato-cure-riconosciute-17e83cc8-870b-4667-b9a2-f9216d790fed.html

Budapest caccia Mosca: dieci diplomatici alla porta (apnews.com)

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L’Ungheria ha ordinato a dieci membri della missione diplomatica russa di lasciare il Paese. La ministra degli Esteri Anita Orbán ha parlato di attività «inaccettabili» ai sensi della Convenzione di Vienna, senza precisarne la natura; Mosca promette una risposta «dura e dolorosa».

Il gesto non equivale alla rottura delle relazioni diplomatiche, come Budapest stessa ha puntualizzato. Segna però una discontinuità vistosa rispetto ai sedici anni di Viktor Orbán, durante i quali l’Ungheria aveva coltivato rapporti privilegiati con il Cremlino e frenato più volte le iniziative europee contro la Russia.

È presto per dichiarare chiusa quell’epoca, ma dieci espulsioni non sono una sfumatura lessicale. La sovranità che ieri serviva a bloccare Bruxelles oggi viene invocata per contenere Mosca: stessa parola, indirizzo politico opposto.

https://apnews.com/article/5e8d90957d8b990a8cb3dbd7185a4794

Londra prepara il bando ai prodotti delle colonie (gov.uk)

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Il Regno Unito ha annunciato che introdurrà misure nazionali per vietare il commercio di beni provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. La scelta è parte di una dichiarazione con altri undici governi europei e nordamericani contro l’espansione delle colonie e il progetto E1.

Il provvedimento non riguarda tutti i prodotti israeliani: distingue esplicitamente Israele entro i confini del 1967 dagli insediamenti che Londra considera illegali secondo il diritto internazionale. È una distinzione giuridica prima ancora che commerciale, e proprio per questo politicamente scomoda.

Per anni molte capitali hanno difeso la soluzione dei due Stati mentre accettavano che i fatti sul terreno la consumassero. Un divieto mirato non rovescia quella dinamica, ma almeno prova a dare un costo materiale a ciò che finora riceveva soprattutto comunicati di condanna.

https://www.gov.uk/government/news/joint-foreign-ministers-statement-on-the-two-state-solution

Vannacci e Salvini, la stretta di mano che non scioglie il gelo nel centrodestra (adnkronos.com)

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A Cernobbio, sul finale del Forum Teha, Roberto Vannacci stringe la mano a Matteo Salvini e al ministro Pichetto Fratin. Il generale la definisce "una stretta di mano tra gentiluomini, come è giusto che sia"; le cronache la raccontano invece come fredda e formale. Tra le due versioni — cordialità istituzionale o distanza appena mascherata — c'è tutta la distanza tra la comunicazione politica e i fatti.

Il gesto arriva mentre Vannacci, ormai leader di Futuro Nazionale, prosegue nella sua traiettoria di autonomia dalla Lega che lo ha lanciato, e mentre a Cernobbio piovono critiche sulle sue posizioni, comprese quelle di un ex premier come Mario Monti. Nel frattempo, dal campo opposto, Elly Schlein liquida la vicenda con una battuta — "i problemi della destra li lascio alla destra" — che le permette di non entrare nel merito dei nodi del centrodestra e di spostare l'attenzione sui conti del governo.

Il vero tema, che la stretta di mano fotografa senza risolvere, è se il centrodestra italiano stia gestendo una fisiologica dialettica interna o una frattura destinata ad allargarsi in vista delle prossime scadenze elettorali. Le smorfie diplomatiche a favore di telecamera raramente bastano a nasconderla.

https://www.adnkronos.com/economia/salvini-vannacci-stretta-mano-cernobbio-video_1qIuuJZ7n3QV4jhaNSSpZ6

AfD al 44% in Sassonia-Anhalt: il muro di Merz crolla da solo (ansa.it)

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L'Alternative für Deutschland conquista il 44,2% dei consensi in Sassonia-Anhalt, doppiando la CDU crollata al 18%, mentre l'affluenza sfiora l'80%. Non è un incidente isolato: è la certificazione che la strategia della "Brandmauer" — il muro di contenimento eretto da tutto l'arco costituzionale tedesco contro l'estrema destra — non ha fermato nulla, ha solo rimandato il conto.

Il paradosso è che a rendere possibile l'ascesa di Weidel e Siegmund non è stata l'assenza di argini, ma la loro rigidità: più i partiti tradizionali hanno insistito sull'isolamento politico dell'AfD invece che su una competizione di proposte, più hanno trasformato ogni voto per l'estrema destra in un gesto di protesta contro l'establishment. Ora la CDU di Sven Schulze ammette di non avere più "il mandato per governare", mentre Sahra Wagenknecht, con il suo BSW appeso alla soglia di sbarramento, si dice già pronta a trattare con chi fino a ieri era tabù.

Le elezioni del 20 settembre a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore diranno se si tratta di un caso locale dell'Est o dell'anteprima di uno spostamento strutturale dell'elettorato tedesco. Merz, che aveva promesso di "dimezzare" l'AfD, si ritrova invece a doverne gestire il raddoppio.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/06/elezioni-in-germania-exit-poll-ard-in-sassonia-anhalt-afd-trionfa-con_243aead0-87e3-4c0c-aebc-18a1cdcd76be.html