Note di economia, politica e tecnologia

Suppletive a Reggio Calabria: vince il centrodestra, perde la partecipazione (tg24.sky.it)

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Il centrodestra tiene il seggio di Cannizzaro, ma la vera notizia delle suppletive di Reggio Calabria è l'affluenza: il 22,34%, contro il 49,40% di quattro anni fa. Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia, vince con circa il 52%; Francesco Benedetto, per il campo largo, si ferma intorno al 36%; Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale (Vannacci), sfiora il 10%.

Giorgia Meloni rivendica la vittoria: il centrodestra "si conferma unito" e batte il "campo larghissimo". Il dato però è più fragile del comunicato. Le suppletive sono un voto anomalo e si vincono con pochi elettori, ma un seggio assegnato a meno di un cittadino su quattro difficilmente fa da test nazionale, per chi vince come per chi perde. E l'unità celebrata ha una crepa visibile: la lista vannacciana, nata da una scissione a destra, ha comunque preso una quota a due cifre nel collegio.

Anche l'opposizione ha poco da esultare. Il 36% conferma un perimetro largo ma non abbastanza competitivo, in un collegio dove il centrosinistra non ha mai davvero sfidato l'avversario. Il vero sconfitto è chi non ha votato: un'astensione che, se diventa la norma, rende ogni maggioranza più piccola di quanto dichiari.

https://tg24.sky.it/politica/2026/09/28/suppletive-reggio-calabria-locri-camera-risultati

La propaganda di Trump la pagano i contribuenti (apnews.com)

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La Casa Bianca ha finanziato con denaro pubblico tre spot televisivi che celebrano Donald Trump, per una spesa vicina a 1,5 milioni di dollari. L’ultimo riprende quasi integralmente un video della campagna presidenziale del 2024, eliminando il marchio elettorale e aggiungendo la scritta: “Pagato dal governo degli Stati Uniti”.

L’amministrazione li definisce annunci di servizio pubblico. Ma lo spot rivendica risultati politici, attacca nemici ideologici e torna in onda a poche settimane dalle elezioni di metà mandato. Le contestazioni non arrivano soltanto dai democratici e dalle associazioni civiche: anche il leader repubblicano del Senato John Thune ha detto che non dovrebbe essere finanziato dai contribuenti.

Il passaggio è semplice e pericoloso: la comunicazione istituzionale smette di informare e comincia a fare campagna per chi controlla l’istituzione. Quando il governo compra il culto del proprio capo con i soldi dei cittadini, chiamarlo “servizio pubblico” è già parte della propaganda.

https://apnews.com/article/26ae03010d78221d1d93b06c0818d06d

Il crocifisso non rende cristiana l’estrema destra (vaticannews.va)

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Sul volo di ritorno dalla Francia, Leone XIV ha parlato della crescita dell’estrema destra in Germania e della sua saldatura con una particolare forma di religiosità. Quella miscela, ha detto, non rappresenta un’autentica espressione del cristianesimo: il Vangelo non riguarda odio e divisione, ma comprensione, compassione e accompagnamento.

È una distinzione che la politica identitaria preferisce lasciare sfocata. Simboli cristiani, presepi e richiami alle radici vengono esibiti come certificati morali, anche quando servono a tracciare confini tra persone degne e indesiderabili. Ma un simbolo religioso usato come manganello culturale resta un manganello, non diventa Vangelo.

Il Papa non ha indicato un singolo partito da mettere all’indice: ha contestato la pretesa più comoda, quella di trasformare il cristianesimo in una vernice per l’estremismo. È una critica teologica, ma il bersaglio politico è chiarissimo.

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-09/papa-leone-xiv-intervista-viaggio-apostolico-aereo-francia.html

Roscioli vince, gli elettori spariscono (corrieredellacalabria.it)

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Fabio Roscioli ha vinto le suppletive della Camera nel collegio Reggio Calabria-Locri con il 51,02%. Frank Benedetto si è fermato al 36,6%, mentre Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, alla prima prova con il proprio simbolo, ha ottenuto il 10,94%.

Il dato politico più pesante, però, non è nella graduatoria: ha votato appena il 22,34% degli aventi diritto, 77.165 persone su 345.486. Il centrodestra conquista legittimamente il seggio, ma lo fa in un collegio dove quasi otto elettori su dieci hanno lasciato la scheda agli altri.

I partiti possono festeggiare percentuali e primati di nicchia. Resta una Camera che si riempie mentre i seggi elettorali si svuotano. Quando l’astensione diventa maggioranza assoluta, chiamarla soltanto disaffezione serve soprattutto a non chiedersi chi abbia smesso di rappresentare chi.

https://www.corrieredellacalabria.it/2026/09/28/suppletive-reggio-calabria-vittoria-di-roscioli-eletto-alla-camera-con-il-5102/

Regeni, una sentenza senza imputati (tgcom24.mediaset.it)

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La Corte d’Assise di Roma ha condannato in primo grado a dieci anni tre dei quattro agenti dei servizi egiziani imputati nel processo per Giulio Regeni; il quarto è stato assolto. È il primo verdetto nel merito dopo oltre dieci anni, diversi arresti procedurali e l’intervento della Corte costituzionale che ha consentito di celebrare il processo nonostante l’assenza degli accusati.

La sentenza rompe finalmente il muro dell’impossibilità giudiziaria, ma non quello politico. Gli imputati non sono mai comparsi e l’Egitto non ha fornito la collaborazione necessaria neppure per notificare gli atti. Roma ha ottenuto un pronunciamento; il Cairo conserva uomini, informazioni e potere di interdizione.

È la contraddizione che resta sul tavolo: si può pronunciare giustizia senza poterla eseguire, mentre i rapporti diplomatici ed economici continuano. Il verdetto conta. Ma misura anche quanto costa, in sovranità reale, chiedere verità a un alleato che può permettersi di non rispondere.

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/omicidio-giulio-regeni-tre-007-egiziani-condannati-10-anni-carcere_117087193-202602k.shtml

Ddl antisemitismo, il Pd si riscopre no: Fiano minaccia l'addio da Auschwitz (ilfoglio.it)

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Emanuele Fiano, ex deputato dem e presidente di Sinistra per Israele, ha scritto da Auschwitz — dove partecipa a un'assemblea internazionale — per annunciare che il voto contrario del Pd al ddl antisemitismo è per lui "un confine invalicabile", lasciando intendere un possibile addio al partito. Il testo, che recepisce la definizione IHRA di antisemitismo, non introduce reati né pene specifiche e salvaguarda esplicitamente la critica politica a Israele: eppure il 23 settembre, dopo quattro ore di assemblea interna, il gruppo dem alla Camera ha votato contro, con la componente pro-Pal (Scotto, Boldrini, Salis tra gli altri) che ha prevalso sui riformisti critici guidati da Fassino.

A rendere la vicenda più scivolosa è la memoria corta del partito: nel 2017 Elly Schlein firmò al Parlamento europeo una risoluzione che chiedeva agli Stati di adottare e applicare proprio la definizione IHRA, e negli anni dei governi Conte II e Draghi il Pd ebbe un ruolo di primo piano nell'adozione di quella stessa definizione come base della Strategia nazionale contro l'antisemitismo. Passare dal promuoverla al bocciarla, senza una spiegazione che tenga, è il tipo di incoerenza che un partito paga più cara quando a segnalarla è uno dei suoi.

La frattura arriva pochi mesi dopo che il Senato aveva già dato un primo via libera al provvedimento a inizio marzo, con lo stesso Pd diviso al proprio interno mentre M5s e Avs votavano compatti contro. Il nodo IHRA, evidentemente, non si è chiuso: si è solo spostato di ramo del Parlamento, e di ferita interna.

https://www.ilfoglio.it/politica/2026/09/28/news/la-frattura-sul-ddl-antisemitismo-pronto-a-lasciare-il-pd-ci-scrive-emanuele-fiano--408857

Sussidi ai genitori dei "maranza": FdI scopre la responsabilità, ma solo quella altrui (adnkronos.com)

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Il senatore di Fratelli d'Italia Matteo Gelmetti ha depositato a Palazzo Madama un disegno di legge che, in caso di condanna di un minore a una pena detentiva di almeno un anno, autorizza i Comuni a sospendere per i genitori i "benefici comunali non essenziali" — contributi, agevolazioni, utilità premiali — per tutta la durata della condanna. Il testo prevede anche un percorso di responsabilizzazione familiare fino a dodici mesi proposto dai servizi sociali, esclude il recupero di somme già incassate e richiede una procedura in contraddittorio con almeno trenta giorni per le osservazioni dei genitori.

Il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami ha però subito annunciato una proposta parallela per rendere la revoca automatica anziché discrezionale, cortocircuitando in un colpo solo le garanzie procedurali che lo stesso ddl si dà. È il paradosso di una misura che nasce con paletti pensati per non somigliare a una sanzione collettiva — niente diritti fondamentali, niente prestazioni statali, contraddittorio obbligatorio — e che il partito che l'ha scritta prova subito a irrigidire nella direzione opposta.

Resta il nodo di fondo: si tratta di responsabilità genitoriale reale o di una pena che colpisce per interposta persona un nucleo familiare già segnato da un procedimento penale minorile? Il testo, depositato il 18 settembre e ancora in attesa di assegnazione alle commissioni, avrà tempo per essere discusso — ma la fretta di Bignami nel volerlo già più duro dice qualcosa sull'uso che se ne vuole fare.

https://www.adnkronos.com/politica/sussidi-famiglie-maranza-minori-condannati-disegno-legge_5ADIWXZRsFFFxmZPjOaSgQ

Il deepfake si vieta con un appello (videoembed.ansa.it)

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Dopo la foto di Matilde Siracusano alterata con l’intelligenza artificiale e rilanciata da Roberto Vannacci, Alberto Barachini chiede a maggioranza e opposizione di non usare volti e voci manipolati durante le campagne elettorali. Forza Italia, assicura, rinuncerà a farlo.

Il problema è proprio qui: davanti a uno strumento capace di falsificare l’immagine di un avversario mentre gli elettori stanno votando, la risposta immediata resta un impegno volontario. La politica celebra il reato di deepfake già introdotto, ma scopre che la tutela penale successiva non ripara una competizione già contaminata.

Un codice d’onore è utile soltanto a chi ha già deciso di comportarsi onestamente. Per gli altri servono regole elettorali chiare, obblighi di etichettatura e rimedi rapidi: altrimenti il falso corre in tempo reale e la democrazia arriva, forse, con la sentenza.

https://videoembed.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/27/barachini-fi-sul-caso-siracusano-no-allia-in-campagna-elettorale_42efc124-5cb4-48d3-b710-3b4f9327d72a.html

Due prigionieri, un segreto e una crepa tra alleati (president.gov.ua)

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Volodymyr Zelensky ha annunciato all’Onu che l’Ucraina ha trasferito in Corea del Sud due soldati nordcoreani catturati. Seul sostiene che la divulgazione abbia violato un accordo di riservatezza pensato per proteggere i militari e le loro famiglie; una fonte della presidenza ucraina ha invece negato che quell’accordo esistesse.

Il trasferimento è confermato. L’intesa segreta, no: su questo le versioni dei due governi sono opposte. Ed è proprio la disputa a mostrare quanto i prigionieri siano diventati anche materiale diplomatico, stretto fra propaganda di guerra, sicurezza personale e rapporti tra alleati.

Zelensky voleva dimostrare all’Onu che Mosca internazionalizza il conflitto arruolando nordcoreani. Seul voleva evitare che quella prova diventasse pubblica. Quando la comunicazione politica entra in collisione con la protezione delle persone, il segreto smette di essere un dettaglio e diventa parte della guerra.

https://www.president.gov.ua/en/news/zvernennya-prezidenta-na-zagalnih-debatah-generalnoyi-asambl-106573

Il price cap di Eni è politica in outsourcing (figisc.it)

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Dal 28 settembre Eni limiterà per trenta giorni il prezzo dei carburanti Enilive a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio. L’azienda collega l’iniziativa all’agevolazione fiscale sulle accise; Figisc-Confcommercio avverte però che la mossa può mettere fuori mercato i gestori non protetti da una grande compagnia.

Per gli automobilisti il risparmio è concreto. Ma il quadro politico è curioso: il governo riduce il sostegno generale sulle accise, una società controllata dallo Stato interviene sulla propria rete e i partiti rivendicano il risultato come vittoria del mercato.

Se il sollievo dipende dalla forza finanziaria di un singolo operatore, non è una politica dei prezzi: è politica in outsourcing. Resta da vedere se nascerà vera concorrenza o se, finiti i trenta giorni, resteranno soltanto distributori indipendenti più deboli e un nuovo annuncio da celebrare.

https://www.figisc.it/blog/2026/09/26/qualche-riflessione-a-caldo-sul-price-cap-di-eni/