Note di economia, politica e tecnologia

Spread ai massimi dal 2025: il governo sorride, i mercati meno (ansa.it)

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Il differenziale BTP-Bund ha toccato i 126 punti in apertura il 2 ottobre, ai massimi da aprile 2025 (ANSA), con il rendimento decennale intorno al 4,7%. Sky TG24 parla di punte anche più alte durante la seduta, ma i dati intraday sono ballerini: conta la tendenza, non il singolo numero.

Il contesto è esterno: tensioni in Medio Oriente, petrolio vicino ai 100 dollari, attese di nuovi rialzi dei tassi e un debito francese ai massimi di rendimento dal 2002. L'Italia non è sola, e chi grida all'emergenza per fare opposizione dimentica che parte del movimento arriva da Parigi.

Ma anche la narrativa opposta, quella della "solidità" rivendicata dal governo, regge finché i mercati sono calmi. Con un debito elevato, ogni punto di spread in più è una tassa sulla spesa pubblica futura, e nessuna maggioranza, di qualunque colore, può chiamarsene fuori.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/10/02/lo-spread-btp-bund-prosegue-corsa-in-avvio-tocca-i-126-punti_f44036e2-d75d-4b68-874b-b84fb621c124.html

Bardella, i messaggi del 2013 e il processo mediatico preventivo (it.euronews.com)

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Mediapart ha pubblicato il 28 settembre presunti messaggi privati attribuiti a Jordan Bardella, risalenti all'estate 2013, con stereotipi antisemiti sulle banche e sul "dominio" ebraico. Il leader del Rassemblement National nega tutto, parla di "falsi grossolani" e annuncia querela per diffamazione; Marine Le Pen li definisce una manipolazione. Macron, da parte sua, ha condannato frasi "orribili e inaccettabili".

Il punto è che al momento a parlare è soprattutto la politica: l'autenticità dei messaggi è contestata e Bardella all'epoca aveva 17-18 anni. Se fossero veri, la "de-demonizzazione" del partito ne uscirebbe a pezzi; se fossero falsi, la reazione a catena di condanne preventive dimostrerebbe quanto basti un'inchiesta giornalistica per innescare un linciaggio.

Le contraddizioni sono per tutti. L'estrema destra francese invoca la guerra totale contro i media quando le conviene, ma pretende fiducia sulla parola; il presidente si indigna su materiale ancora da accertare; e la stampa dovrebbe ricordare che l'indignazione non è una prova. Sarà la magistratura, non il talk show, a dire cosa è autentico.

https://it.euronews.com/2026/09/30/bardella-replica-a-macron-sulle-accuse-di-antisemitismo

La casa dura sedici ore (efe.com)

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Il Congresso spagnolo ha bocciato entrambi i decreti con cui il governo Sánchez aveva risposto alle proteste per la casa. Il primo, respinto per 178 voti a 172, conteneva tra l’altro il divieto di sfratto per le persone vulnerabili; il secondo, affondato con 184 no e 166 sì, prevedeva il rinnovo automatico dei contratti in scadenza ed è rimasto in vigore appena sedici ore. Decisivi i voti contrari di PP, Vox e Junts.

Tre giorni fa il governo aveva presentato quelle misure come lo scudo urgente contro l’emergenza abitativa. Oggi lo scudo non esiste più e la maggioranza nemmeno: Junts contesta il contenuto dei decreti, la destra li respinge e gli inquilini tornano al punto di partenza. La lezione è brutale: una tutela annunciata senza i voti per sostenerla può produrre un titolo, non una politica.

https://efe.com/espana/2026-10-02/decretos-vivienda-congreso-votacion/

Ecco Christa Pike (noblogs.it)

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Prima di morire, implorò di poter abbracciare sua madre. Oggi ha 50 anni e lo Stato teneterà di giustiziarla la notte del 30 settembre 2026 per l’efferato omicidio commesso insieme al suo fidanzato 32 anni fa. Questo tentativo fallisce e lascia Christa in gravissime condizioni in ospedale.
La causa principale del fallimento delle due iniezioni letali, è quella che non si sia trovata correttamente la vena o che questa sia scoppiata. Il pentobarbital è un barbiturico.
Con una frazione minima della dose del protocollo, una persona smette già di respirare. Se il farmaco arriva al sangue, non c’è modo normale di sopravvivere.
Inoltre, il pentobarbital è molto alcalino: fuori dalla vena, brucia. Brucia all’infinito.
Questo coincide con quanto riportato dai testimoni.

https://noblogs.it/milleparole/ecco-christa-pike

Spread a 126 punti: il mercato manda un promemoria, la politica cambia canale (ansa.it)

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Lo spread tra Btp e Bund ha toccato i 126 punti base in apertura il 2 ottobre, massimi da aprile 2025, dopo aver chiuso il giorno prima a 118. Secondo l'ANSA il rendimento del decennale italiano è al 4,69%. L'agenzia riporta i numeri senza attribuire il rialzo a cause specifiche, e conviene non farlo al posto suo: dietro il movimento possono esserci fattori internazionali sui mercati obbligazionari come questioni interne.

Proprio per questo il dibattito sarà prevedibile. Il governo rivendicherà la solidità dei conti e la fiducia degli investitori, l'opposizione parlerà di credibilità perduta. Entrambe le narrazioni si adattano ai numeri, quando i numeri salgono o scendono, e nessuna regge senza dati sulle cause.

Una cosa però è certa: il differenziale è il termometro che la politica italiana ricorda soltanto quando la febbre sale. Con una manovra in arrivo e la legge elettorale a occupare l'agenda parlamentare, il costo del debito rischia di essere il tema meno discusso e il più pagato.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/10/02/lo-spread-btp-bund-prosegue-corsa-in-avvio-tocca-i-126-punti_f44036e2-d75d-4b68-874b-b84fb621c124.html

Legge elettorale: tre fiducie e voto segreto, la maggioranza non si fida di se stessa (ilfattoquotidiano.it)

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Alla Camera la riforma elettorale procede a colpi di fiducia: tre voti sugli articoli 1, 2 e 3, con Giorgia Meloni che pretende la presenza obbligatoria dei parlamentari di maggioranza. Il voto finale, a scrutinio segreto, è atteso tra il 7 e l'8 ottobre. Secondo Il Fatto Quotidiano, il timore nasce dai circa 30 deputati della coalizione che a luglio votarono contro le indicazioni di partito.

La contraddizione è evidente: si chiede agli italiani di credere in una legge che dovrebbe garantire stabilità, mentre la maggioranza che la propone deve sorvegliare i propri banchi, blindare la tribuna stampa e agitare lo spettro del voto anticipato. Una stabilità invocata per legge e non ottenuta con i numeri, né con la coesione.

Ma anche l'opposizione ha il suo bagaglio di incoerenze. Riccardo Magi (+Europa) ha avviato lo sciopero della fame contro quello che chiama un "colpo di mano": la soglia di firme per le nuove liste salirebbe da 1.500 ad almeno 6.000 per collegio, circa 450.000 in tutto. Rilievo serio, ma resta da capire dove fosse il fronte anti-soglie quando i partiti maggiori scrivevano regole analoghe a proprio vantaggio. Le regole del gioco cambiano sempre, a seconda di chi le cambia.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/30/legge-elettorale-camera-voti-fiducia-allerta-governo-stretta-vedette-magi-sciopero-fame-notizie/8523351/

Bardella e la crepa nella «dédiabolisation» (mediapart.fr)

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Mediapart ha pubblicato le schermate di messaggi antisemiti attribuiti a Jordan Bardella e ha spiegato di averne verificato autenticità e provenienza incrociando due fonti indipendenti, dati di Meta e un accertamento giudiziario. Il presidente del Rassemblement National nega tutto, parla di montaggi e annuncia nuove azioni legali. Al momento, dunque, resta una contestazione aperta: documenti e metodo rivendicati dal giornale contro la smentita dell’interessato.

Il punto politico supera però il giallo digitale. Il RN ha costruito la propria normalizzazione promettendo di aver reciso il passato antisemita del Front National; ora reagisce serrando i ranghi attorno al dirigente indicato da Marine Le Pen come futuro primo ministro. Quando la «dédiabolisation» incontra una prova scomoda, il test non è lo slogan contro l’odio: è la disponibilità a verificare i fatti senza trasformare ogni inchiesta in un complotto elettorale.

https://www.mediapart.fr/journal/politique/011026/ecrits-antisemites-de-bardella-la-demonstration-en-video

Kaliningrad entra nella frase nucleare (apnews.com)

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Vladimir Putin ha avvertito che, in caso di attacco diretto a Kaliningrad o ad altri territori russi, entrerebbe “inevitabilmente e immediatamente” nell’agenda l’impiego di tutte le armi disponibili. Il presidente non ha pronunciato la parola nucleare, ma il giorno prima una nota diplomatica russa alla NATO aveva esplicitamente incluso le armi atomiche tra le possibili risposte a un tentativo di isolare l’exclave baltica.

Mosca sostiene di avere informazioni su un possibile blocco aeronavale occidentale; la NATO nega intenzioni offensive e Mark Rutte liquida la minaccia come inutile, ricordando che la Russia non potrebbe vincere uno scontro con l’Alleanza. Il fatto verificato è quindi una minaccia condizionata, non l’esistenza accertata di un piano NATO per tagliare fuori Kaliningrad.

È proprio questa asimmetria a rendere la vicenda pericolosa: uno scenario non dimostrato viene usato per rendere pubblicamente pensabile la risposta nucleare. La deterrenza dovrebbe impedire la guerra; quando diventa una rubrica quotidiana di dichiarazioni, rischia di trasformare ogni esercitazione, errore radar o provocazione in una prova generale dell’escalation.

https://apnews.com/article/aff3356bf202ba72507f02fd1fafcede

La scuola francese presenta il conto in piazza (apnews.com)

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Le proteste degli studenti delle superiori francesi hanno coinvolto 356 scuole e portato a 625 fermi in una sola giornata, secondo il ministero dell’Interno. Ottantatré agenti e gendarmi sono rimasti feriti; il ministro dell’Istruzione riferisce decine di feriti complessivi. Il movimento, nato nella regione parigina, si è esteso mentre gli studenti chiedono più docenti, classi meno affollate, edifici dignitosi e orari sostenibili.

La violenza non rende meno reali quelle richieste, né le richieste assolvono chi incendia e aggredisce. Ma il governo ha scelto soprattutto il lessico dell’ordine pubblico, mentre Macron accusa la sinistra radicale di legittimare gli scontri e Mélenchon denuncia la repressione. La scuola diventa così materiale da campagna presidenziale prima ancora che oggetto di politica scolastica.

Quando centinaia di licei si bloccano, ridurre tutto agli infiltrati è comodo quanto attribuire ogni arresto a una rivolta spontanea. I numeri dicono due cose insieme: la protesta ha superato la soglia della testimonianza e lo Stato ha risposto contando fermati e feriti più rapidamente di insegnanti mancanti e aule sovraffollate.

https://apnews.com/article/7afcf9f3f078303f2ea00db13200b1aa

Due governi, due idee di casa (rtp.pt)

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Il Parlamento portoghese ha approvato in prima lettura la riforma degli affitti del governo di centrodestra: procedure di sfratto più rapide e fine dei limiti ai canoni nei nuovi contratti, nella speranza che una maggiore libertà per i proprietari riporti immobili sul mercato. Tutta la sinistra ha votato contro; l’astensione di Chega è arrivata dopo un accordo con il PSD per riscrivere alcune tutele in commissione.

Il voto arriva un giorno dopo la scelta opposta della Spagna, che ha prorogato fino al 2030 la protezione dagli sfratti per gli inquilini vulnerabili e rafforzato i vincoli su affitti stagionali e per stanze. La stessa emergenza abitativa produce così due ricette confinanti: Madrid protegge chi è già dentro, Lisbona prova a convincere chi tiene le case fuori dal mercato.

Entrambe promettono più offerta e meno precarietà; entrambe scaricano il rischio sul lato che protegge meno. Il testo portoghese può ancora cambiare, e proprio l’accordo dell’ultimo minuto con Chega dimostra che la vera legge non è quella annunciata: è quella che sopravviverà alla commissione.

https://www.rtp.pt/noticias/politica/parlamento-aprova-nova-lei-do-arrendamento-com-abstencao-do-chega_e1768638