Note di economia, politica e tecnologia

Stabilicum, il Senato dice sì: sparisce la parità di genere nei capilista (ansa.it)

0

Il Senato ha approvato il 15 settembre lo Stabilicum, la nuova legge elettorale che sostituirà il Rosatellum: 113 sì, 71 no, due astenuti. Il testo introduce un premio di maggioranza per la coalizione che supera il 42% (fino a 70 deputati e 35 senatori in più), preferenze limitate a tre nomi e capilista bloccati. Ora torna alla Camera, dove il voto finale è atteso entro il 28 settembre.

Tra le modifiche approvate c'è la cancellazione dell'obbligo di parità di genere per i capilista, mentre resta il tetto del 60% per genere nel resto delle liste. Un dettaglio che le opposizioni — Pd, M5s, Avs e Italia Viva, con cartelli "No alla legge truffa" in Aula — hanno usato per accusare la maggioranza di ridurre la presenza femminile proprio nei posti più sicuri. Francesco Boccia (Pd) ha parlato di una legge "fatta per paura di perdere"; Matteo Renzi ha bollato la soglia del 42% come antidemocratica.

La maggioranza, con Lega e Udc in prima fila, rivendica la riforma come garanzia di stabilità e governabilità. Ma è proprio nel nome della stabilità che si toglie una tutela sulla rappresentanza di genere che nessuno, nemmeno tra i promotori del testo, aveva mai messo pubblicamente in discussione prima d'ora.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/15/via-libera-del-senato-alla-legge-elettorale-ora-torna-alla_4cbd1ef1-7d19-4d50-85aa-c9859de9677b.html

La guerra ombra arriva a Washington (justice.gov)

0

Il Dipartimento di Giustizia americano ha incriminato cinque persone che, secondo l’accusa, avrebbero lavorato per i servizi russi in una rete di sorveglianza, omicidi su commissione e sabotaggi. Nell’episodio più recente, un residente negli Stati Uniti sarebbe stato reclutato per pedinare un dissidente russo e poi avrebbe rifiutato 40 mila dollari per farlo «sparire». Gli imputati restano latitanti e le contestazioni, è bene ricordarlo, devono ancora essere provate in tribunale.

La novità politica non è la scoperta dello spionaggio, ma il salto di scala attribuito alla rete: eliminare oppositori e colpire infrastrutture nei Paesi schierati con l’Ucraina. Se l’impianto accusatorio reggerà, la distinzione rassicurante tra guerra al fronte e normalità nelle capitali occidentali sarà sempre più una finzione amministrativa.

Washington presenta il caso come una minaccia sventata; Mosca non ha risposto nell’immediato e in passato ha negato operazioni analoghe all’estero. Tra propaganda e contropropaganda resta però un dato concreto: l’accusa è depositata, i cinque sono fuori portata e la guerra ibrida continua a prosperare proprio nello spazio dove tutti possono negare tutto.

https://www.justice.gov/opa/pr/members-russian-intelligence-services-network-charged-conspiring-finance-terrorism-and

Moldova, i droni passano mentre Zelensky transita (moldova1.md)

0

Due droni russi hanno violato lo spazio aereo moldavo il 14 settembre, secondo le autorità di Chișinău, mentre erano in corso attacchi contro la regione ucraina di Odessa. L’episodio segue quello dell’8 settembre, quando l’allarme e la temporanea chiusura dei cieli ritardarono la partenza dell’aereo di Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino sostiene che Mosca abbia ripetuto le incursioni sapendo del suo transito; questa intenzionalità, però, non è stata dimostrata in modo indipendente e una fonte del suo stesso ufficio ha definito esagerata la versione di un quasi impatto.

La distinzione non assolve nessuno: droni impiegati nella guerra russa hanno attraversato più volte il territorio di un Paese non belligerante, costringendo l’aviazione civile a fermarsi. Ma trasformare la coincidenza in attentato senza prove indebolirebbe proprio la denuncia più solida. La Moldova non deve dimostrare che Zelensky fosse il bersaglio per rivendicare ciò che i fatti già mostrano: la sua sovranità aerea viene violata come se fosse uno spazio vuoto tra Russia e NATO.

https://www.moldova1.md/p/85298/russian-drones-detected-in-moldova-s-airspace-two-at-palanca-and-cioburciu

Drone abbattuto in Lituania, razzi russi contro un elicottero danese: il Baltico è già in tensione (ansa.it)

0

Nella notte tra il 14 e il 15 settembre caccia della Nato hanno abbattuto un drone che aveva violato lo spazio aereo lituano, precipitato in una zona rurale vicino al lago di Kaunas. Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha annunciato l'intercettazione su X, sottolineando che "la Nato resta vigile, impegnata e pronta" — parole dello stesso tenore usate un mese fa dopo un episodio analogo in Estonia, il primo abbattimento di un drone straniero nei cieli baltici dall'invasione russa dell'Ucraina.

Nelle stesse ore, secondo quanto riportato da Ansa, una fregata russa ha lanciato due bengala sfiorando un elicottero militare danese, in un episodio separato ma collocato nello stesso quadrante di tensione. Le autorità baltiche ed europee sospettano che Mosca dirotti deliberatamente droni verso i territori Nato durante le proprie incursioni contro obiettivi ucraini vicino San Pietroburgo, usando lo spazio aereo alleato come valvola di sfogo a basso rischio politico.

Il copione si ripete: un episodio isolato, una dichiarazione di fermezza, nessuna escalation concreta dichiarata. Ma la frequenza con cui questi "incidenti" si accumulano — l'Estonia a maggio, ora Lituania e Danimarca nello stesso giorno — racconta più una strategia che una serie di errori, mentre la risposta Nato, sempre proporzionata e mai risolutiva, comincia a somigliare a un rituale piuttosto che a una deterrenza.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/15/caccia-della-nato-abbattono-un-drone-sopra-la-lituania_0009593d-6491-408a-9480-af07927ee5a8.html

Salvini incontra gli imprenditori pro-Russia: l'ambasciatore di Mosca applaude, il governo tace (ansa.it)

0

Il 15 settembre Matteo Salvini ha incontrato a Milano, tramite l'associazione Gim Unimpresa, un gruppo di imprenditori italiani che operano in Russia. Al centro dell'incontro le circa 300 aziende italiane ancora presenti nel paese, strette dalle sanzioni imposte dopo l'invasione dell'Ucraina. Il vicepremier ha ribadito la linea leghista: la guerra si risolve "con la diplomazia, non con le armi", e ha auspicato un ritorno ai rapporti commerciali, sportivi e accademici con Mosca a conflitto concluso.

A fare da cassa di risonanza è arrivato, quasi in tempo reale, il commento dell'ambasciatore russo a Roma Alexei Paramonov, che ha salutato l'incontro come "il ritorno dell'establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso", lamentando un crollo del 90% dell'interscambio bilaterale e invitando il governo a riconsiderare le sanzioni. Che un ministro della Repubblica diventi, senza volerlo, il megafono della diplomazia russa a Roma è un dettaglio che meriterebbe più attenzione di quanta ne abbia ricevuta.

Il contrasto interno alla maggioranza resta il punto più interessante: mentre Salvini apre ai rapporti con Mosca, la premier Meloni ha da poco difeso il sostegno militare a Kiev come questione di interesse nazionale, e Tajani si è limitato a confermare la linea "di sempre" senza commentare l'iniziativa del collega. Un governo che parla con due voci sulla stessa guerra, mentre l'ambasciata russa incassa il momento mediatico gratis.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/15/lambasciatore-russo-lincontro-tra-salvini-e-imprese-in-russia-indica-il-ritorno-al-realismo_6bba0641-6681-4357-8291-75490a7652f5.html

Gedser, due razzi e una distanza troppo corta (forsvaret.dk)

0

Una fregata russa ha lanciato due razzi di segnalazione verso un elicottero Fennec dell’aeronautica danese impegnato a fotografare la nave in acque internazionali al largo di Gedser. Il Comando della difesa danese riferisce che uno dei razzi è passato a breve distanza dall’elicottero; non risultano feriti o danni. Si trattava di dispositivi pirotecnici usati normalmente come segnale in mare, non di missili, ma la traiettoria conta più dell’etichetta.

Mosca può presentare il gesto come un avvertimento e Copenaghen come una provocazione: entrambe le definizioni descrivono un incontro militare in cui il margine d’errore è stato deliberatamente ristretto. Nel Baltico la deterrenza viene ormai misurata in metri. Il problema è che basta una manovra interpretata male perché una dimostrazione di nervi diventi qualcosa che nessuno aveva dichiarato di volere.

https://www.forsvaret.dk/da/nyheder/2026/forsvarets-helikopter-beskudt-med-flares-fra-russisk-fregat/

Lituania, la NATO abbatte un drone senza bandiera (internazionale.it)

0

Un caccia della NATO ha abbattuto nella notte un drone entrato nello spazio aereo lituano, vicino a Pratkūnai, nell’area di Kaunas. Secondo il centro nazionale lituano per la gestione delle crisi, il velivolo sarebbe probabilmente arrivato dalla Bielorussia; la sua provenienza e il suo operatore, però, non sono ancora stati determinati. Attribuirlo oggi alla Russia o all’Ucraina significherebbe trasformare un’indagine aperta in propaganda pronta all’uso.

Il fatto politico resta anche senza una bandiera sul relitto: nei cieli baltici la guerra non è più soltanto osservata oltre confine, ma intercettata sopra il territorio NATO. L’abbattimento dimostra prontezza; la ripetizione di sconfinamenti mostra invece quanto sia sottile la distanza tra errore di rotta, disturbo elettronico e incidente capace di produrre un’escalation prima ancora di avere un colpevole.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/15/nato-fighter-shoots-down-drone-in-lithuania

Columbia, la neutralità finisce in tribunale (apnews.com)

0

Mahmoud Khalil e altri esponenti del Palestine Working Group hanno citato in giudizio la Columbia University, accusandola di non averli protetti da minacce, diffusione di dati personali e molestie, e di averli invece colpiti con procedimenti disciplinari. La causa sostiene che questa “indifferenza deliberata” abbia contribuito anche al clima che precedette l’arresto di Khalil da parte dell’immigrazione statunitense. Sono accuse ancora da provare in tribunale; Columbia non ha commentato il merito e afferma di voler garantire sicurezza e protezione dalle discriminazioni a tutta la comunità universitaria.

Il caso va oltre il singolo campus. Quando un’università modifica regole e disciplina sotto la pressione simultanea del governo, dei finanziatori e delle piazze, la neutralità istituzionale rischia di diventare il nome elegante della parte più forte. La causa stabilirà eventuali responsabilità giuridiche; il problema politico è già visibile: la tutela della libertà accademica vale poco se cambia intensità a seconda di chi sta parlando.

https://apnews.com/article/222bc1f0c8cd74c19f6bdc76dfd0b0de

Cardiff, tre nazioni presentano il conto a Westminster (gov.scot)

0

I leader nazionalisti di Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno firmato a Cardiff un accordo comune sul diritto all’autodeterminazione, chiedendo a Londra di preparare e facilitare il cambiamento costituzionale. John Swinney, Rhun ap Iorwerth e Michelle O’Neill hanno agito anche come capi dei rispettivi partiti: non è un atto che scioglie il Regno Unito, ma un coordinamento politico senza precedenti tra SNP, Plaid Cymru e Sinn Féin.

Il punto debole dell’Unione non è una dichiarazione solenne: è che Westminster continua a rivendicare l’ultima parola su comunità che chiedono di decidere da sole. Le tre nazioni hanno percorsi giuridici e consensi diversi, quindi l’indipendenza non è dietro l’angolo. Ma quando tre governi periferici parlano la stessa lingua costituzionale, liquidare tutto come folklore separatista significa ignorare la crepa finché non diventa confine.

https://www.gov.scot/news/cardiff-agreement-cytundeb-caerdydd-signed/

Trump Jr., il regalo di nozze arriva da Mosca (propublica.org)

0

Un’inchiesta di ProPublica documenta che Umar Kremlev, oligarca vicino a Vladimir Putin e presidente dell’International Boxing Association, ha sostenuto una parte rilevante dei festeggiamenti alle Bahamas per le nozze di Donald Trump Jr. e Bettina Anderson. La coppia ha confermato che Kremlev ha ospitato due serate successive al matrimonio, definendole un generoso regalo di un amico.

Non è la prova di uno scambio politico, e presentarla così sarebbe propaganda. È però un problema di trasparenza evidente: mentre la Casa Bianca tratta con Mosca sulla guerra in Ucraina, la famiglia del presidente accetta benefici privati da una figura legata al Cremlino. Chiamarlo “regalo tra amici” non scioglie il conflitto d’interessi; descrive precisamente il meccanismo che dovrebbe imporre domande pubbliche.

https://www.propublica.org/article/donald-trump-jr-wedding-bankrolled-russian-oligarch-umar-kremlev-putin