Note di economia, politica e tecnologia

Mosca avvisa le ambasciate, Kiev promette le raffinerie (internazionale.it)

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Il ministero degli Esteri russo ha invitato cittadini stranieri e personale diplomatico a lasciare l’Ucraina, annunciando che proseguiranno gli attacchi su Kiev e altre città. Nelle stesse ore Volodymyr Zelensky ha detto a Reuters che l’Ucraina intensificherà i raid contro le raffinerie russe, sostenendo che Mosca abbia adottato una nuova dottrina per ampliare gli obiettivi civili in vista dell’inverno. L’esistenza e il contenuto dei documenti citati da Kiev non sono stati verificati indipendentemente.

L’escalation ormai viene comunicata come una corrispondenza ufficiale: Mosca presenta un avvertimento che somiglia a una minaccia; Kiev risponde indicando l’infrastruttura energetica che intende colpire. Entrambe le parti negano di prendere di mira i civili, mentre ponti, reti e città diventano il campo concreto della pressione militare.

La guerra entra così nella sua burocrazia più sinistra: prima si annuncia il prossimo gradino, poi lo si chiama ritorsione. Il lessico resta difensivo; la traiettoria, invece, va in una sola direzione.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/10/03/russia-pledges-to-continue-massive-strikes-on-kyiv-urges-foreign-diplomats-to-leave-city

Vilnius chiude per un oggetto che forse non c’era (lrt.lt)

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Un contatto radar interpretato come possibile drone in arrivo dalla direzione della Bielorussia ha fatto scattare l’allerta in Lituania: caccia della missione NATO in volo e aeroporto di Vilnius fermo per meno di un’ora. Poi il segnale è sparito e l’allarme è rientrato. Le autorità cercano l’oggetto, ma ammettono che potrebbe essere stato un drone, un’anomalia o perfino uno stormo di uccelli.

Il punto non è deridere la precauzione. È misurare quanto la guerra abbia assottigliato il confine tra sicurezza e paralisi: basta una traccia ambigua per interrompere il traffico civile e mobilitare l’Alleanza. La risposta rapida rassicura; l’incertezza che la innesca dovrebbe inquietare altrettanto.

Nel Baltico l’allarme non è più un’eccezione, ma una procedura. E quando la procedura diventa quotidiana, il rischio è duplice: reagire troppo tardi alla minaccia vera o troppo spesso a quella immaginata.

https://www.lrt.lt/naujienos/lietuvoje/2/3053200/oro-pavojus-atsauktas-radaruose-matyto-signalo-dingimo-vieta-bus-papildomai-apziureta

Il deficit si divide tra bollette e armi (ansa.it)

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica e la relazione con cui chiede al Parlamento uno scostamento fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-2028. Il margine viene diviso a metà fra sicurezza energetica e difesa: 0,3% del Pil per ciascuna voce in ognuno dei due anni. Il voto parlamentare, a maggioranza assoluta, è previsto il 13 ottobre.

La relazione indica per l’energia sostegni a famiglie, studenti, imprese e pubbliche amministrazioni, oltre a rinnovabili e decarbonizzazione; per la difesa prevede personale, operatività e programmi pluriennali. Intanto il deficit programmatico sale al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028, mentre il debito rinvia la discesa. Il compromesso politico è limpido: per affrontare insieme bollette e riarmo si chiede flessibilità sui conti, ma il conto resta pubblico e le promesse della manovra diventano più strette.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/10/02/via-libera-del-consiglio-dei-ministri-al-dpfp-e-a-scostamento-per-energia_8463ed4f-c10a-459f-8be8-a56ee2f0b01a.html

Spread ai massimi dal 2025: il governo sorride, i mercati meno (ansa.it)

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Il differenziale BTP-Bund ha toccato i 126 punti in apertura il 2 ottobre, ai massimi da aprile 2025 (ANSA), con il rendimento decennale intorno al 4,7%. Sky TG24 parla di punte anche più alte durante la seduta, ma i dati intraday sono ballerini: conta la tendenza, non il singolo numero.

Il contesto è esterno: tensioni in Medio Oriente, petrolio vicino ai 100 dollari, attese di nuovi rialzi dei tassi e un debito francese ai massimi di rendimento dal 2002. L'Italia non è sola, e chi grida all'emergenza per fare opposizione dimentica che parte del movimento arriva da Parigi.

Ma anche la narrativa opposta, quella della "solidità" rivendicata dal governo, regge finché i mercati sono calmi. Con un debito elevato, ogni punto di spread in più è una tassa sulla spesa pubblica futura, e nessuna maggioranza, di qualunque colore, può chiamarsene fuori.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/10/02/lo-spread-btp-bund-prosegue-corsa-in-avvio-tocca-i-126-punti_f44036e2-d75d-4b68-874b-b84fb621c124.html

Bardella, i messaggi del 2013 e il processo mediatico preventivo (it.euronews.com)

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Mediapart ha pubblicato il 28 settembre presunti messaggi privati attribuiti a Jordan Bardella, risalenti all'estate 2013, con stereotipi antisemiti sulle banche e sul "dominio" ebraico. Il leader del Rassemblement National nega tutto, parla di "falsi grossolani" e annuncia querela per diffamazione; Marine Le Pen li definisce una manipolazione. Macron, da parte sua, ha condannato frasi "orribili e inaccettabili".

Il punto è che al momento a parlare è soprattutto la politica: l'autenticità dei messaggi è contestata e Bardella all'epoca aveva 17-18 anni. Se fossero veri, la "de-demonizzazione" del partito ne uscirebbe a pezzi; se fossero falsi, la reazione a catena di condanne preventive dimostrerebbe quanto basti un'inchiesta giornalistica per innescare un linciaggio.

Le contraddizioni sono per tutti. L'estrema destra francese invoca la guerra totale contro i media quando le conviene, ma pretende fiducia sulla parola; il presidente si indigna su materiale ancora da accertare; e la stampa dovrebbe ricordare che l'indignazione non è una prova. Sarà la magistratura, non il talk show, a dire cosa è autentico.

https://it.euronews.com/2026/09/30/bardella-replica-a-macron-sulle-accuse-di-antisemitismo

La casa dura sedici ore (efe.com)

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Il Congresso spagnolo ha bocciato entrambi i decreti con cui il governo Sánchez aveva risposto alle proteste per la casa. Il primo, respinto per 178 voti a 172, conteneva tra l’altro il divieto di sfratto per le persone vulnerabili; il secondo, affondato con 184 no e 166 sì, prevedeva il rinnovo automatico dei contratti in scadenza ed è rimasto in vigore appena sedici ore. Decisivi i voti contrari di PP, Vox e Junts.

Tre giorni fa il governo aveva presentato quelle misure come lo scudo urgente contro l’emergenza abitativa. Oggi lo scudo non esiste più e la maggioranza nemmeno: Junts contesta il contenuto dei decreti, la destra li respinge e gli inquilini tornano al punto di partenza. La lezione è brutale: una tutela annunciata senza i voti per sostenerla può produrre un titolo, non una politica.

https://efe.com/espana/2026-10-02/decretos-vivienda-congreso-votacion/

Ecco Christa Pike (noblogs.it)

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Prima di morire, implorò di poter abbracciare sua madre. Oggi ha 50 anni e lo Stato teneterà di giustiziarla la notte del 30 settembre 2026 per l’efferato omicidio commesso insieme al suo fidanzato 32 anni fa. Questo tentativo fallisce e lascia Christa in gravissime condizioni in ospedale.
La causa principale del fallimento delle due iniezioni letali, è quella che non si sia trovata correttamente la vena o che questa sia scoppiata. Il pentobarbital è un barbiturico.
Con una frazione minima della dose del protocollo, una persona smette già di respirare. Se il farmaco arriva al sangue, non c’è modo normale di sopravvivere.
Inoltre, il pentobarbital è molto alcalino: fuori dalla vena, brucia. Brucia all’infinito.
Questo coincide con quanto riportato dai testimoni.

https://noblogs.it/milleparole/ecco-christa-pike

Spread a 126 punti: il mercato manda un promemoria, la politica cambia canale (ansa.it)

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Lo spread tra Btp e Bund ha toccato i 126 punti base in apertura il 2 ottobre, massimi da aprile 2025, dopo aver chiuso il giorno prima a 118. Secondo l'ANSA il rendimento del decennale italiano è al 4,69%. L'agenzia riporta i numeri senza attribuire il rialzo a cause specifiche, e conviene non farlo al posto suo: dietro il movimento possono esserci fattori internazionali sui mercati obbligazionari come questioni interne.

Proprio per questo il dibattito sarà prevedibile. Il governo rivendicherà la solidità dei conti e la fiducia degli investitori, l'opposizione parlerà di credibilità perduta. Entrambe le narrazioni si adattano ai numeri, quando i numeri salgono o scendono, e nessuna regge senza dati sulle cause.

Una cosa però è certa: il differenziale è il termometro che la politica italiana ricorda soltanto quando la febbre sale. Con una manovra in arrivo e la legge elettorale a occupare l'agenda parlamentare, il costo del debito rischia di essere il tema meno discusso e il più pagato.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/10/02/lo-spread-btp-bund-prosegue-corsa-in-avvio-tocca-i-126-punti_f44036e2-d75d-4b68-874b-b84fb621c124.html

Legge elettorale: tre fiducie e voto segreto, la maggioranza non si fida di se stessa (ilfattoquotidiano.it)

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Alla Camera la riforma elettorale procede a colpi di fiducia: tre voti sugli articoli 1, 2 e 3, con Giorgia Meloni che pretende la presenza obbligatoria dei parlamentari di maggioranza. Il voto finale, a scrutinio segreto, è atteso tra il 7 e l'8 ottobre. Secondo Il Fatto Quotidiano, il timore nasce dai circa 30 deputati della coalizione che a luglio votarono contro le indicazioni di partito.

La contraddizione è evidente: si chiede agli italiani di credere in una legge che dovrebbe garantire stabilità, mentre la maggioranza che la propone deve sorvegliare i propri banchi, blindare la tribuna stampa e agitare lo spettro del voto anticipato. Una stabilità invocata per legge e non ottenuta con i numeri, né con la coesione.

Ma anche l'opposizione ha il suo bagaglio di incoerenze. Riccardo Magi (+Europa) ha avviato lo sciopero della fame contro quello che chiama un "colpo di mano": la soglia di firme per le nuove liste salirebbe da 1.500 ad almeno 6.000 per collegio, circa 450.000 in tutto. Rilievo serio, ma resta da capire dove fosse il fronte anti-soglie quando i partiti maggiori scrivevano regole analoghe a proprio vantaggio. Le regole del gioco cambiano sempre, a seconda di chi le cambia.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/30/legge-elettorale-camera-voti-fiducia-allerta-governo-stretta-vedette-magi-sciopero-fame-notizie/8523351/

Bardella e la crepa nella «dédiabolisation» (mediapart.fr)

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Mediapart ha pubblicato le schermate di messaggi antisemiti attribuiti a Jordan Bardella e ha spiegato di averne verificato autenticità e provenienza incrociando due fonti indipendenti, dati di Meta e un accertamento giudiziario. Il presidente del Rassemblement National nega tutto, parla di montaggi e annuncia nuove azioni legali. Al momento, dunque, resta una contestazione aperta: documenti e metodo rivendicati dal giornale contro la smentita dell’interessato.

Il punto politico supera però il giallo digitale. Il RN ha costruito la propria normalizzazione promettendo di aver reciso il passato antisemita del Front National; ora reagisce serrando i ranghi attorno al dirigente indicato da Marine Le Pen come futuro primo ministro. Quando la «dédiabolisation» incontra una prova scomoda, il test non è lo slogan contro l’odio: è la disponibilità a verificare i fatti senza trasformare ogni inchiesta in un complotto elettorale.

https://www.mediapart.fr/journal/politique/011026/ecrits-antisemites-de-bardella-la-demonstration-en-video