Note di economia, politica e tecnologia

Russia al voto, ma il risultato ha già votato (apnews.com)

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La Russia vota per tre giorni per rinnovare i 450 seggi della Duma, nelle prime legislative dall'invasione su vasta scala dell'Ucraina. Russia Unita è data largamente favorita e lo spazio per un'opposizione significativa è stato ridotto da esclusioni, repressione e controllo istituzionale.

Le urne sono state aperte anche nei territori ucraini di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, annessi illegalmente da Mosca ma non interamente controllati. Kiev denuncia il voto come illegittimo: la scheda serve così anche a trasformare l'occupazione militare in normalità amministrativa.

Yabloko e il Partito comunista hanno denunciato ostacoli agli osservatori. Secondo Yabloko, una sua osservatrice è stata arrestata e ha perso conoscenza durante la detenzione. È un'accusa del partito, non una conclusione indipendente; ma il punto politico resta: quando competizione e controllo vengono compressi, l'elezione non misura il consenso, lo mette in scena.

https://apnews.com/article/7f10803a87456051be876c0c33375af8

Trump tratta il business con Putin, il Congresso vota nuove sanzioni (ansa.it)

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Il New York Times riporta che la Casa Bianca starebbe valutando accordi commerciali con la Russia — energia, investimenti e altri settori — da chiudere prima della fine della guerra in Ucraina. Secondo il quotidiano, gli inviati di Trump Steve Witkoff e Jared Kushner cercherebbero nuove leve per convincere Mosca a fermare il conflitto, mentre alcune sanzioni restano formalmente in vigore e il Congresso lavora a nuove misure contro il settore energetico russo.

All'interno della stessa amministrazione, riferisce ancora il Nyt, non mancano perplessità: alcuni funzionari temono che offrire incentivi economici a Mosca prima della fine della guerra indebolisca la pressione sul Cremlino. Nel frattempo il presidente ucraino Zelensky punta a incontrare Trump la prossima settimana a margine dell'Assemblea generale dell'Onu a New York; il ministro degli Esteri Sibiga indica come obiettivi minimi lo stop agli attacchi contro le infrastrutture energetiche e le rotte marittime.

Il risultato è un esecutivo che parla con due voci: da un lato prepara la riapertura degli affari con Mosca, dall'altro il suo stesso Congresso vota nuove sanzioni. Non è la prima volta che Washington muove su binari paralleli, ma farlo mentre Kiev sta ancora provando a ottenere la fine dei raid sulle proprie centrali elettriche rende la contraddizione più difficile da derubricare a semplice strategia negoziale.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/18/nyt-trump-valuta-accordi-commerciali-con-putin-prima-della-fine_8d407127-2c4e-4b8f-8dd8-0eac83dd896b.html

Pentagono verso il ritiro da 25mila soldati: la Nato lo scopre in tv (ansa.it)

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Il Pentagono starebbe valutando il ritiro di circa 25mila soldati dall'Europa, secondo quanto riportato da NBC News e ripreso da agenzie e testate italiane. Lo scenario più ampio arriverebbe fino a 40mila unità, quasi la metà del contingente statunitense sul continente: la riduzione più significativa dai tempi della Guerra Fredda. Tra i paesi coinvolti, oltre a Germania e Spagna, figura anche l'Italia, sede di basi strategiche Usa.

Il piano non è ancora una decisione: la raccomandazione finale del comandante supremo alleato in Europa, generale Alexus Grynkewich, arriverà al segretario alla Difesa Pete Hegseth entro il 6 novembre, prima di un eventuale passaggio a Donald Trump. Per ora nessuna conferma né smentita ufficiale da Pentagono, Casa Bianca o governo italiano: la notizia circola solo su fonti anonime del Dipartimento della Difesa.

Il tempismo, però, parla da sé. La possibile riduzione emerge proprio nei giorni in cui la tensione nel Baltico è ai massimi (caccia Nato contro un drone russo in Lituania, razzi di segnalazione russi contro un elicottero danese) e mentre Bruxelles annuncia altri 3,3 miliardi per Kiev e Roma chiede un inviato europeo unico sull'Ucraina "per rafforzare l'Europa". Se la sicurezza del continente dipende ancora da decisioni prese a Washington senza consultazione preventiva, tutto il discorso sull'autonomia strategica europea resta, appunto, solo un discorso.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/17/nbc-pentagono-valuta-di-ritirare-25.000-soldati-dalleuropa_7dd42f5f-8e9f-4487-aacf-2b4208d34a9d.html

Groenlandia, Trump non compra l'isola: allarga le basi (internazionale.it)

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Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia hanno raggiunto un'intesa politica per ampliare in modo significativo e permanente la presenza militare americana sull'isola artica. L'accordo manterrà la Groenlandia nel Regno di Danimarca, ne riconoscerà sovranità, integrità territoriale e diritto all'autodeterminazione, e impedirà basi o investimenti sensibili di Paesi avversari degli Stati Uniti.

Il testo dovrebbe essere firmato la prossima settimana all'Assemblea generale dell'ONU e richiede ancora passaggi parlamentari in Danimarca e Groenlandia. Restano da definire dimensioni, luoghi e costi del rafforzamento; Washington disponeva già di ampi diritti militari in base all'accordo del 1951.

Dopo mesi di minacce di acquisto e perfino di annessione, Trump non ottiene la proprietà dell'isola ma può presentare l'espansione strategica come vittoria. Copenaghen e Nuuk salvano la sovranità formalizzando una presenza che gli Stati Uniti avrebbero potuto negoziare senza la scenografia della coercizione. È un compromesso utile alla NATO e un precedente meno rassicurante per il modo in cui ci si è arrivati.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/19/exclusive-us-and-denmark-close-in-on-a-greenland-deal-sources-say

Le sanzioni a Mosca, la leva resta a Trump (internazionale.it)

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Donald Trump ha firmato il pacchetto di sanzioni contro la Russia approvato dal Congresso con ampie maggioranze bipartisan. La legge colpisce funzionari, finanza, difesa, settore energetico e reti della flotta ombra usate per aggirare le restrizioni sull'export petrolifero.

Il testo autorizza inoltre il presidente a imporre dazi fino al 100% ai grandi acquirenti di energia russa, tra cui Cina e India. Ma quei dazi non scattano automaticamente: Trump conserva margini per applicarli, modularli o concedere deroghe motivandole con l'interesse nazionale.

Il Congresso ha trasformato la pressione su Mosca in legge, ma ha lasciato alla Casa Bianca la mano sulla leva più esplosiva. Il risultato è insieme più duro e più discrezionale: una minaccia economica enorme la cui credibilità dipenderà meno dal testo firmato che dalla volontà di usarlo contro partner troppo importanti per essere trattati come semplici intermediari del Cremlino.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/19/trump-signs-russia-sanctions-bill-into-law

La Casa Bianca decide chi è stampa (apnews.com)

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Donald Trump ha annunciato il divieto immediato di accesso alla Casa Bianca per CNN, MS NOW e Politico, accusandole genericamente di pubblicare notizie false. Il presidente non ha indicato servizi specifici a fondamento della misura e ha promesso che altri media finiranno nella lista.

Il provvedimento può incidere anche sul tradizionale press pool televisivo che segue il presidente negli spazi non accessibili all'intero corpo stampa. Nel 2025 l'amministrazione aveva già limitato l'accesso dell'Associated Press per una scelta editoriale sul nome del Golfo del Messico, provocando una causa sul Primo emendamento.

Non è una disputa sul diritto del potere a contestare i giornali. È il potere che si assegna il diritto di selezionare i giornali ammessi a controllarlo. Quando «fake news» diventa il criterio del pass, la conferenza stampa smette di essere un luogo di verifica e rischia di diventare una platea scelta dal verificato.

https://apnews.com/article/bb675679fb10738a51bef90bde6c525a

Washington conta le truppe, l'Europa conta su Washington (marketscreener.com)

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Il Pentagono sta valutando scenari per ridurre la presenza militare statunitense in Europa di circa 25.000 uomini; secondo NBC, un'opzione arriverebbe fino a 40.000 sugli attuali 80.000. Germania, Italia e Spagna figurano tra i Paesi potenzialmente più interessati. Non è stata presa alcuna decisione definitiva.

La revisione, avviata a giugno, dovrebbe produrre le opzioni finali entro novembre. L'obiettivo dichiarato dell'amministrazione Trump è spingere gli alleati a sostenere una quota maggiore della propria difesa; il Congresso ha però previsto vincoli procedurali per tagli prolungati sotto determinate soglie.

L'Europa discute nuovi meccanismi contro sabotaggi, droni e pressione russa mentre Washington calcola quanto può ritirare. È la contraddizione strategica del momento: l'autonomia europea viene invocata come necessità, ma continua a essere organizzata come reazione alle scelte americane.

https://www.marketscreener.com/news/democratic-senator-calls-for-us-diplomats-to-help-guide-europe-troop-review-ce785bd3da8ff120

La guerra ibrida entra nei piani, non nei trattati (nampa.org)

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Emmanuel Macron ha chiesto al governo francese un piano per proteggere infrastrutture critiche e siti sensibili dell'industria della difesa da droni e cyberattacchi. Il presidente attribuisce alla Russia un'intensificazione della minaccia ibrida contro Francia ed Europa.

L'annuncio arriva due giorni dopo la proposta di Ursula von der Leyen per un meccanismo europeo simile all'articolo 4 della NATO: consultazione e risposta coordinata quando un episodio resta sotto la soglia dell'aggressione armata, ma minaccia comunque la sicurezza nazionale. Non è ancora uno scudo operativo comune, né prova automaticamente l'attribuzione russa di ogni incidente.

Il vuoto politico è proprio qui. Sabotaggi, intrusioni informatiche e droni sfruttano la distanza tra pace e guerra; l'Europa risponde preparando procedure per decidere quando quella distanza è stata abusata abbastanza. Il piano è necessario, ma arriva dopo che la zona grigia è diventata una strategia stabile.

https://www.nampa.org/text/23018993

Il caccia italiano colpito nella guerra che Roma osserva (ansa.it)

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Un Eurofighter F-2000 italiano è stato colpito durante gli attacchi notturni contro la base aerea di Ta'if, in Arabia Saudita. Il velivolo era a terra, in un'area decentrata; secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto non risultano militari italiani feriti né altri danni alle strutture usate dal contingente.

Il personale italiano si trova nella base nell'ambito dell'operazione Inherent Resolve. L'episodio arriva mentre gli Houthi intensificano missili e droni contro l'Arabia Saudita: Riad aveva già attribuito al gruppo yemenita un drone intercettato giovedì nella provincia di Ta'if, i cui frammenti hanno ucciso una persona e ne hanno ferite due. Non è stata però resa pubblica, al momento, un'attribuzione definitiva dell'attacco che ha danneggiato il caccia italiano.

La distinzione tra presenza, supporto e coinvolgimento resta fondamentale sul piano giuridico; sul piano materiale, intanto, una guerra regionale ha già raggiunto un mezzo dell'Aeronautica. È il limite della politica delle formule prudenti: possono contenere l'escalation nel linguaggio, non tenere i droni fuori dall'hangar.

https://www.ansa.it/english/news/2026/09/18/italian-eurofighter-hit-in-attack-on-air-base-in-saudi-arabia-says-crosetto_f29f03d2-d671-421d-a5aa-d9652565116d.html

Bab el-Mandeb, l'Italia va da sola: l'Europa unita è solo retorica (ansa.it)

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Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che la Marina Militare italiana scorterà autonomamente le navi mercantili nazionali nello stretto di Bab el-Mandeb, snodo cruciale tra Mar Rosso e Oceano Indiano ancora sotto la minaccia di droni e missili Houthi. La missione europea Aspides, lanciata nel 2024 per proteggere i traffici nell'area, è ridotta oggi a quattro navi — tra cui la fregata italiana Bergamini — a fronte di un impegno Ue progressivamente svuotato. Fonti militari parlano di un'Italia rimasta sola a difendere i propri interessi commerciali, mentre analisti come il generale Vincenzo Camporini denunciano i "tempi fin troppo lunghi" delle decisioni collettive europee.

La scelta arriva in evidente contrasto con la retorica del governo sulla necessità di un'Europa più coesa: solo poche ore prima, la stessa premier Giorgia Meloni dichiarava da Oslo che "un inviato europeo sull'Ucraina rafforzerebbe l'Europa", invocando proprio quella voce unica che Roma, di fronte a un'emergenza economica reale nel Mar Rosso, decide di bypassare senza troppi complimenti.

Bruxelles chiede pazienza e coordinamento quando si discute di dossier delicati come l'Ucraina, ma quando è in gioco il traffico commerciale italiano la stessa logica multilaterale diventa improvvisamente un lusso che Roma dichiara di non potersi più permettere.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/17/crosetto-navi-militari-italiane-a-bab-el-mandeb-per-ripristino-dei-traffici_5b0db8d7-6df3-4d2b-838c-9d5eca2fce0e.html