Note di economia, politica e tecnologia

Vannacci e Salvini, la stretta di mano che non scioglie il gelo nel centrodestra (adnkronos.com)

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A Cernobbio, sul finale del Forum Teha, Roberto Vannacci stringe la mano a Matteo Salvini e al ministro Pichetto Fratin. Il generale la definisce "una stretta di mano tra gentiluomini, come è giusto che sia"; le cronache la raccontano invece come fredda e formale. Tra le due versioni — cordialità istituzionale o distanza appena mascherata — c'è tutta la distanza tra la comunicazione politica e i fatti.

Il gesto arriva mentre Vannacci, ormai leader di Futuro Nazionale, prosegue nella sua traiettoria di autonomia dalla Lega che lo ha lanciato, e mentre a Cernobbio piovono critiche sulle sue posizioni, comprese quelle di un ex premier come Mario Monti. Nel frattempo, dal campo opposto, Elly Schlein liquida la vicenda con una battuta — "i problemi della destra li lascio alla destra" — che le permette di non entrare nel merito dei nodi del centrodestra e di spostare l'attenzione sui conti del governo.

Il vero tema, che la stretta di mano fotografa senza risolvere, è se il centrodestra italiano stia gestendo una fisiologica dialettica interna o una frattura destinata ad allargarsi in vista delle prossime scadenze elettorali. Le smorfie diplomatiche a favore di telecamera raramente bastano a nasconderla.

https://www.adnkronos.com/economia/salvini-vannacci-stretta-mano-cernobbio-video_1qIuuJZ7n3QV4jhaNSSpZ6

AfD al 44% in Sassonia-Anhalt: il muro di Merz crolla da solo (ansa.it)

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L'Alternative für Deutschland conquista il 44,2% dei consensi in Sassonia-Anhalt, doppiando la CDU crollata al 18%, mentre l'affluenza sfiora l'80%. Non è un incidente isolato: è la certificazione che la strategia della "Brandmauer" — il muro di contenimento eretto da tutto l'arco costituzionale tedesco contro l'estrema destra — non ha fermato nulla, ha solo rimandato il conto.

Il paradosso è che a rendere possibile l'ascesa di Weidel e Siegmund non è stata l'assenza di argini, ma la loro rigidità: più i partiti tradizionali hanno insistito sull'isolamento politico dell'AfD invece che su una competizione di proposte, più hanno trasformato ogni voto per l'estrema destra in un gesto di protesta contro l'establishment. Ora la CDU di Sven Schulze ammette di non avere più "il mandato per governare", mentre Sahra Wagenknecht, con il suo BSW appeso alla soglia di sbarramento, si dice già pronta a trattare con chi fino a ieri era tabù.

Le elezioni del 20 settembre a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore diranno se si tratta di un caso locale dell'Est o dell'anteprima di uno spostamento strutturale dell'elettorato tedesco. Merz, che aveva promesso di "dimezzare" l'AfD, si ritrova invece a doverne gestire il raddoppio.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/06/elezioni-in-germania-exit-poll-ard-in-sassonia-anhalt-afd-trionfa-con_243aead0-87e3-4c0c-aebc-18a1cdcd76be.html

Malvinas, il petrolio mette Milei contro i suoi amici (argentina.gob.ar)

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Il governo argentino ha annunciato una denuncia penale contro Navitas Petroleum e altre società accusate di operare senza autorizzazione argentina nella Cuenca Malvinas Norte. Le licenze sono state concesse dall’amministrazione britannica delle Falkland/Malvinas, territorio controllato da Londra e rivendicato da Buenos Aires.

Nel mirino c’è il progetto offshore Sea Lion, sviluppato dall’israeliana Navitas con la britannica Rockhopper e destinato, secondo i piani, a produrre petrolio dal 2028. La controversia sulla sovranità torna così a essere anche una contesa molto concreta su licenze, barili e accesso al mercato argentino.

La contraddizione politica è evidente: Milei ha costruito la propria diplomazia sull’allineamento con Stati Uniti e Israele, ma sulle Malvinas finisce per colpire interessi israeliani e sfidare Londra. Quando entra in scena il petrolio, perfino le amicizie ideologiche scoprono rapidamente i propri confini.

https://www.argentina.gob.ar/noticias/comunicado-oficial-numero-160

Kiev, il procuratore lascia mentre l’anticorruzione bussa (internazionale.it)

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Il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko ha presentato le dimissioni definendole una «decisione politica» e sostenendo di non voler vedere la carica trasformata in uno strumento di scontro. La richiesta dovrà essere accettata dal presidente e dal parlamento.

Il passo indietro arriva dopo l’indagine di NABU e SAPO su una presunta rete che avrebbe protetto call center fraudolenti, nella quale è accusato un alto funzionario della procura. Kravchenko nega ogni coinvolgimento; l’agenzia anticorruzione, infatti, non lo ha formalmente indicato come responsabile.

È proprio questa distanza tra ciò che è provato e ciò che pesa politicamente a rendere il caso significativo. In un Paese in guerra, l’indipendenza delle istituzioni non è un lusso da rinviare alla pace: è il banco di prova che distingue la difesa dello Stato dalla difesa del potere.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/08/ukraine-s-prosecutor-general-submits-resignation-citing-political-conflict

Ventuno ordigni sotto la rete elettrica tedesca (medienservice.sachsen.de)

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Il Landeskriminalamt della Sassonia ha annunciato il ritrovamento e il disinnesco di altri nove ordigni artigianali presso linee ad alta tensione vicino alla sottostazione di Graustein. Con i dispositivi già scoperti nella regione, il totale sale a ventuno. Non sono stati segnalati danni alla rete né pericoli attuali per la popolazione.

Le autorità indagano per sospetta sabotaggio anticostituzionale e cercano un uomo collegato a una serie di azioni contro infrastrutture elettriche in più Länder. Il movente e gli eventuali collegamenti tra tutti gli episodi restano oggetto d’indagine: attribuire oggi la regia a un gruppo o a una potenza straniera sarebbe andare oltre i fatti disponibili.

La lezione politica, però, è già visibile. L’Europa discute di sicurezza energetica quasi soltanto in termini di forniture e prezzi, mentre la rete fisica resta esposta a strumenti rudimentali. Ventuno ordigni disinnescati non sono soltanto un successo di polizia: sono ventuno promemoria sulla fragilità dell’infrastruttura.

https://www.medienservice.sachsen.de/medien/news/1099792

Libano, il cessate il fuoco che continua a uccidere (internazionale.it)

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L’agenzia statale libanese riferisce che i raid israeliani della notte su Kfar Reman hanno ucciso almeno undici persone, tra cui due bambini e due soccorritori. Un edificio residenziale sarebbe stato colpito da aerei da guerra; un secondo attacco con drone avrebbe centrato un’auto. Al momento delle prime notizie non risultava un commento specifico dell’esercito israeliano su questi raid.

Il giorno precedente Israele aveva dichiarato di colpire il sud del Libano in risposta al lancio di droni di Hezbollah contro i suoi militari. Ma il cessate il fuoco di giugno, pur avendo ridotto la violenza, non ha fermato bombardamenti, occupazione e demolizioni nella fascia meridionale.

Il fatto verificato è il nuovo bilancio di vittime attribuito alle autorità libanesi; l’interpretazione politica è che una tregua incapace di proteggere civili e soccorritori stia diventando soprattutto una formula diplomatica. La guerra abbassa il volume nei comunicati e continua a parlare con le bombe.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/07/israeli-strikes-on-southern-lebanese-town-kill-11-state-news-agency-says

Bombe su Teheran, bolletta all'Europa: il conto di una guerra non sua (ansa.it)

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Il prezzo del gas apre in forte rialzo sui mercati europei dopo i nuovi raid statunitensi in Iran, con i future Ttf di Amsterdam, benchmark del metano nel Vecchio Continente, che salgono del 2,76% a quasi 74 euro al megawattora. In parallelo cresce anche il petrolio, mentre gli analisti tornano a segnalare il rischio di nuove interruzioni nell'area del Golfo.

È l'ennesima dimostrazione plastica di quanto la sicurezza energetica europea dipenda da decisioni prese a Washington e Teheran, non a Bruxelles: ogni escalation militare in Medio Oriente si scarica quasi in tempo reale sulle bollette dei consumatori del continente, che della crisi non discutono ma pagano comunque il conto.

Per ora nessun governo europeo ha preso pubblicamente posizione sui raid statunitensi: un silenzio che pesa quanto una dichiarazione ufficiale, e che racconta bene quanto l'autonomia strategica europea resti, ancora una volta, più uno slogan da vertice che una politica reale.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/07/il-gas-apre-in-forte-rialzo-dopo-gli-attacchi-usa-in-iran_f2657ce4-fdbb-44e4-8077-11ee4dc84d06.html

AfD al 44% in Sassonia-Anhalt: vince chi nessuno vuole far governare (ansa.it)

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In Sassonia-Anhalt l'AfD si ferma poco sotto la maggioranza assoluta, ma resta comunque la forza più votata con quasi il 44% dei consensi, mentre il candidato Ulrich Siegmund rivendica di aver "già scritto la storia". La CDU, che guidava il governo regionale, crolla a circa il 17-18%, dimezzata rispetto al 2021, e con lei si affievolisce il mito dell'argine moderato nell'est della Germania.

Il paradosso è servito: la CDU esclude ogni intesa con l'estrema destra, ma non dispone né dei numeri né di un'alleanza credibile per costruire una maggioranza alternativa. Il cordone sanitario resiste sulla carta, mentre nella pratica lascia la regione in un vuoto di governo che rischia di alimentare proprio la narrazione anti-establishment su cui l'AfD ha costruito il proprio consenso.

Nel mezzo si inserisce il BSW di Sahra Wagenknecht, che si propone come ago della bilancia e non esclude un dialogo con l'AfD pur negando una coalizione. L'affluenza record, vicina al 78%, certifica che il problema non è il disinteresse degli elettori, ma la distanza crescente tra ciò che chiedono e ciò che i partiti tradizionali offrono.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/06/elezioni-in-germania-exit-poll-ard-in-sassonia-anhalt-afd-trionfa-con_243aead0-87e3-4c0c-aebc-18a1cdcd76be.html

AfD raddoppia, il cordone sanitario non basta più (wahlergebnisse.sachsen-anhalt.de)

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Le proiezioni ARD, basate sugli exit poll e su gran parte dello scrutinio, assegnano all’AfD circa il 44% in Sassonia-Anhalt: più del doppio del 20,8% raccolto nel 2021. La CDU, che guidava il Land, precipita intorno al 18%. Il risultato definitivo arriverà a scrutinio concluso, ma la dimensione politica della frana è già difficilmente reversibile.

L’AfD dovrebbe restare appena sotto la maggioranza assoluta dei seggi. Gli altri partiti continuano a escludere accordi con una formazione che l’intelligence regionale classifica come estremista di destra; la stessa AfD contesta quella definizione. Il cordone sanitario può quindi impedirle di governare, ma non cancella il fatto che quasi un elettore su due l’abbia scelta.

Qui sta la contraddizione: isolare l’estrema destra nelle istituzioni è una scelta legittima, scambiare l’isolamento per una strategia politica è un errore. Se CDU e socialdemocratici rispondono al voto soltanto con nuove geometrie parlamentari, il muro resterà in piedi mentre il terreno sotto di esso continuerà a cedere.

https://wahlergebnisse.sachsen-anhalt.de/wahlen/lt26/erg_land.html

Mosca, nona missione di Witkoff e Kushner da Putin: tregua di tre giorni, pace lontana (ansa.it)

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Steve Witkoff e Jared Kushner tornano al Cremlino per la nona volta in pochi mesi, portando a Vladimir Putin la proposta di pace di Donald Trump sulla guerra in Ucraina. L'incontro di venerdì 5 settembre, durato circa tre ore, si chiude con un risultato modesto: una tregua reciproca di tre giorni sugli attacchi aerei, con Mosca che sospende i raid su Kiev e Kiev che sospende quelli su Mosca fino a martedì. Putin parla di una trattativa "non semplice" e chiede agli inviati di riferire la propria gratitudine a Trump per l'iniziativa.

Il contenuto politico più interessante arriva dalle dichiarazioni di contorno: il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov avverte che Mosca non rinuncerà facilmente alle pretese territoriali e che la situazione sul campo non starebbe girando a favore di Kiev, mentre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov invita a "non affrettare le cose". Parole che ridimensionano l'entusiasmo con cui l'incontro viene raccontato come un passo verso la pace.

Colpisce che il canale scelto da Washington per negoziare la fine di una guerra non passi dal Dipartimento di Stato ma da due uomini legati personalmente a Trump, un immobiliarista e il genero del presidente, senza un mandato diplomatico tradizionale. Una scelta che solleva interrogativi sulla trasparenza del processo, tanto più che lo stesso giorno, a migliaia di chilometri di distanza, i Pasdaran iraniani rivendicano attacchi contro imbarcazioni legate agli Stati Uniti in risposta a raid americani nello stretto di Hormuz: la "pace" negoziata a Mosca convive con fronti di guerra che restano aperti altrove, a conferma che la diplomazia degli inviati informali resta, per ora, più teatro che sostanza.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/05/conclusi-dopo-3-ore-i-colloqui-di-putin-con-witkoff-e-kushner_e7292a34-fd3f-4bc9-abc6-cc024bf4c1d9.html