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Accordo Italia-Albania, De Luca (Pd) a Notizie.com: “L’ennesimo spot, anche la Commissione Ue aspetta chiarimenti”

L’accordo Italia-Albania è “l‘ennesimo spot. Una soluzione propagandistica che nella sostanza si rivela inefficace impraticabile, pericoloso e illegale”. 


Piero De Luca, capogruppo per il Pd della Commissione politiche europee alla Camera, in esclusiva a Notizie.com critica fortemente il patto sui migranti stipulato tra Roma e Tirana, del quale la Commissione europea è stata informata ma ha chiesto chiarimenti. “Gli stessi che chiediamo noi”, spiega.
Accordo Italia-Albania, De Luca (Pd) a Notizie.com: “L’ennesimo spot, anche la Commissione Ue aspetta chiarimenti” (Ansa Foto) – notizie.com


L’accordo è “inefficace perché ci sono enormi difficoltà dal punto di vista pratico e organizzativo. Cosa vuol dire gestire un centro sottoposto alla giurisdizione italiana in un territorio extra-Ue? Com’è possibile configurare una struttura del genere? A chi dovranno essere inviate le richieste di riconoscimento di protezione internazionale, alla prefettura italiana, al Ministero dell’Interno o alle autorità albanesi?”. 


E ancora: “Chi si occuperà di identificare le persone che vengono accolte? Chi, addirittura, provvederà a separare bambini da madri, padri e genitori? Cosa succede se al termine del periodo previsto a qualcuno non viene riconosciuto lo status di protezione internazionale? Chi si occuperà dei rimpatri e dove andranno queste persone? Dove andranno i rifugiati?”. 


I rischi per il diritto internazionale




Secondo De Luca sono tante le questioni aperte e “rischiano di creare un corto circuito internazionale e rendere irrealizzabili questi centri che dovrebbero avere una capienza di 36mila persone all’anno. Ogni migrante dovrebbe restarci circa un mese, senza tutele o garanzie rispetto ai tempi di verifica delle richieste”.
Piero De Luca (Pd) (Ansa Foto) – notizie.com


La questione, aggiunge il deputato Dem, riguarda anche il diritto internazionale: “Se a tutto questo aggiungiamo i rischi di violazione evidenti e palesi non solo delle norme internazionali dei diritti umani, ma anche dell’articolo 33 della Convenzione di Ginevra sul divieto di respingimento di masse in mare. Divieto questo, per cui siamo già stati condannati nel 2012 dalla Corte di Strasburgo”. 


Onorevole, quindi il patto Italia-Albania secondo lei non ha niente a che vedere con la solidarietà?

“Non c’è nessun tipo di solidarietà. Questa soluzione rischia di rivelarsi un fallimento totale, di creare più danni che benefici, di costare il doppio all’Italia e di mettere a rischio i diritti di persone che dovrebbero comunque essere accolte e le cui pratiche dovrebbero essere gestite. Seppur con condizioni e modalità differenti, è il bis del tentativo di accordo con la Tunisia che è fallito, come sono falliti i negoziati in Europa, dove le risposte vanno date”;


Ma il governo ha fatto più volte riferimento all’obiettivo di fermare nei Paesi di partenza gli arrivi illegali. Questo accordo non va anche in questo senso?

“Noi riteniamo che le risposte vadano date, cercate, create e costruite a Bruxelles. Non possono più scaricare le responsabilità su altri. Dicevano che sarebbero andati a battere i pugni sui tavoli, ma in realtà non si stanno neppure sedendo per ottenere la modifica del regolamento di Dublino o la redistribuzione e la solidarietà tra gli Stati europei, perché trovano la resistenza di Paesi che poi sono i loro principali alleati. Sono in difficoltà e il fallimento delle politiche si palesa con gli sbarchi che sono raddoppiati: siamo a 150mila rispetto all’anno precedente. Al di là dei proclami, della propaganda dei porti chiusi e dei blocchi navali o della rincorsa ai trafficanti di esseri umani, la verità è che non sono stati in grado di cambiare verso alle politiche europee“;
Sbarco a Lampedusa (Ansa Foto) – notizie.com


Anche lei si chiede cosa ci guadagni il premier albanese Edi Rama con questo accordo?

“Io parto dalla buona fede del primo ministro albanese. L’Albania è candidata all’adesione nell’Ue e sta rispondendo a una serie di raccomandazioni specifiche proprio sulle politiche migratorie. Noi ci auguriamo che possa aderirvi quanto prima ma non so se questa scelta consenta di fare passi avanti. Inviterei tutti alla prudenza e a muoversi in un quadro comune e di intesa con le istituzione Ue. La stessa Commissione ha chiesto all’Italia dei dettagli e pare preoccupata. Siamo tutti in attesa di leggere il documento ufficiale”;


La Commissione Ue era stata informata dell’accordo.

“Ha ricevuto una notifica formale poco prima, ma non conosce i contenuti concreti. Ha chiesto chiarimenti come abbiamo fatto noi. Al di là dei proclami e delle dichiarazioni che stiamo ascoltando in queste ore, siamo in attesa di leggere un documento ufficiale. Al momento ci sembra che non ci sia una soluzione strutturale e compatibile con il rispetto dei diritti internazionali e neppure efficace dal punto di vista della gestione delle politiche migratorie. Sarebbe una soluzione estemporanea che non risolverebbe il problema ma porterebbe tanti rischi di violazione dei diritti internazionali”.


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