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Infarto e ictus, scoperti i meccanismi che li accelerano: ecco a cosa fare attenzione

Alcuni stati mentali possono accelerare la comparsa dei fattori di rischio tradizionali per infarto e ictus: cosa c’è da sapere


Prevenire infarti ed ictus dipende anche dalla capacità di gestire le emozioni. A ribadirlo è uno studio che verrà presentato tra qualche giorno da un giovane ricercatore italiano, Giovanni Civieri, del Centro ricerche di Imaging Cardiovascolare del Massachusetts General Hospital e dell’Università di Harvard a Boston al congresso dell’American Heart Association, in programma a Philadelphia (Usa) dall’11 al 13 novembre.
Infarto e ictus, i meccanismi che li accelerano – Notizie.com (PixaBay)



“Sebbene sia noto che la depressione e l’ansia aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, come  l’infarto e l’ictus, non si conosceva completamente il meccanismo sottostante – spiega l’autore principale dello studio, Giovanni Civieri – Nel nostro studio, abbiamo identificato un meccanismo che sembra spiegare in gran parte il legame tra questi fattori psicologici e le malattie cardiovascolari”.


Malattie cardiovascolari, mai sottovalutare l’aspetto psicologico




Lo studio che verrà presentato a breve ha spiegato che depressione e ansia possono accelerare l’insorgenza dei fattori di rischio di infarto e ictus e quindi aumentano il rischio di un evento cardiovascolare grave di circa il 35%. Inoltre, le persone più  sensibili allo stress sviluppano più velocemente fattori di rischio cardiovascolare. La ricerca si è basata su dati relativi a 71.262 adulti con un’età media di 49 anni, raccolti dal dicembre 2010 al dicembre 2020.


È emerso che i partecipanti con diagnosi di ansia o depressione hanno sviluppato un nuovo fattore di rischio in media sei mesi prima rispetto alle persone senza disturbi di salute mentale. Inoltre si è visto che le persone con una maggiore predisposizione allo stress sviluppano il primo fattore di rischio cardiovascolare in media 1,5 anni prima rispetto a quelli senza predisposizione.
Infarto e ictus, attenzione a ansia, depressione e stress – Notizie.com (PixaBay)


“Sviluppare fattori di rischio cardiovascolare più di sei mesi prima, nell’arco di cinque anni, è molto significativo –  sottolinea Civieri – Questo studio dimostra che i medici dovrebbero essere consapevoli del fatto che problemi di salute psicologica, come depressione e ansia, non influisce solo sullo stato mentale del paziente, ma può anche influire sulla sua salute fisica e sul rischio di malattie cardiache”. In definitiva i risultati sottolineano l’importanza di effettuare screening per i fattori di rischio cardiovascolare tra le persone con depressione e ansia.


Al congresso dei cardiologi americani , inoltre, verrà presentato anche un altro studio dell’Università del Texas che esplora gli effetti cumulativi dello stress sul cuore e sul cervello.



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