Un doppio terribile incidente mortale nelle strade italiane, sinistri che si sono verificati nelle ultime ore: purtroppo ci sono delle vittime
Le notizie che arrivano dal Sud sono a dir poco drammatiche. In due differenti città ci sono stati altrettanti incidenti mortali. Il primo si è verificato nella serata di ieri sulla strada che collega Trani e Corato (in provincia di Bari). Purtroppo il bilancio è tragico: sono almeno due le persone che hanno perso la vita ed altre tre sono rimaste ferite in maniera molto grave. Ad essere rimasti uccisi i due conducenti delle rispettive automobili. Si tratta di un 37enne e di un uomo di 82.
Doppio terribile incidente mortale nelle ultime ore (Ansa Foto) Notizie.com
Lo scontro tra le due vetture è stato a dir poco violento. A bordo della prima auto viaggiava la moglie della vittima (anche lei stessa età del compagno), il figlio della coppia ed un nipote (1 e 6 anni) che sono rimasti feriti. In merito a questo incidente è rimasta coinvolta anche una terza auto: gli occupanti della stessa sono rimasti feriti in maniera lieve con qualche contusione, non sono in pericolo di vita.
Incidenti mortali a Trani ed Acireale, ci sono delle vittime
L’altro terribile incidente si è verificato nel territorio di Acireale. Vittima una giovane ragazza di soli 18 anni. La vittima, nativa di Taormina ma residente a Calatabiano, è morta la scorsa notte. Un incidente che si è verificato sulla 114. Nel terribile impatto che ha visto come protagonisti una Peugeot 206 e un furgone che trasportava pesce sono rimaste ferite cinque persone. Subito è scattato l’allarme con l’arrivo del 118. Il personale medico, però, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Doppio terribile incidente mortale nelle ultime ore (Ansa Foto) Notizie.com
Sono stati del tutto inutili i tentativi di poterla rianimare. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri che hanno avviato le prime indagini e rilievi del caso. Le persone rimaste ferite sono state portate negli ospedali di Acireale e Catania. La vittima viaggiava nell’auto insieme ad altre tre persone (tutte sue coetanee). Mentre nel furgoncino erano presenti due persone.
Secondo quanto riportato dalle ultime indiscrezioni pare che la vettura della giovane avesse invaso la corsia opposta scontrandosi con il furgone. Anche in questo caso l’impatto è stato terribile. Non sono state rese note le generalità della 18enne morta.
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Tivoli, incendio all’ospedale: cosa ha provocato il rogo? Il punto sulle indagini
Una tragedia tutta da chiarire, quella che ha colpito l’ospedale di Tivoli dopo le 23 di venerdì 8 dicembre. 3 le vittime del rogo, danni ingenti al pronto soccorso e ad altre parti del nosocomio. Si indaga per omicidio plurimo colposo e incendio colposo. Si cercano le cause che hanno fatto divampare le fiamme
Dopo il fuoco, dopo il fumo inalato che è costato la vita a 3 persone, dopo la notte di paura e angoscia che ha colpito il popoloso comune di Tivoli alle porte della Capitale, dopo ore ed ore di lavoro duro per domare le fiamme che hanno avvolto l’ospedale della cittadina, ora è il tempo di fare chiarezza e capire davvero cosa abbia scaturito il rogo e come mai sia riuscito a dilagare tanto facilmente.
Incendio ospedale Tivoli, a che punto sono le indagini?, foto Ansa
I primi rilievi hanno permesso di appurare alcuni elementi cardine per la ricostruzione. Le fiamme all’ospedale San Giovanni Evangelista sono partite dall’esterno, dal retro della struttura, come ha spiegato il procuratore capo Francesco Menditto parlando dell’incendio nella struttura sanitaria e come ha anche sottolineato ai nostri microfoni il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti nell’intervista esclusiva, che ci ha rilasciato alla fine della giornata di ieri.
Tivoli, incendio all’ospedale: cosa ha provocato il rogo? Il punto sulle indagini
Incendio all’ospedale di Tivoli
3 anziani pazienti hanno perso la vita nella tragica vicenda: si tratta di un uomo di 86 anni e di due donne, una di 84 anni e l’altra di 86 anni.
Due delle vittime secondo quanto è trapelato fino a questo momento, sono morte durante le operazioni di soccorso, mentre la terza persona sarebbe morta deceduta il trasporto. “Nessuno è morto tra le fiamme”, ha spiegato Menditto. Ma ulteriori dettagli verranno svelati dall’autopsia sui corpi, prevista per domani. “Una delle tre vittime era ricoverata in medicina di urgenza e due in medicina generale”, ha aggiunto il procuratore, spiegando che “alcune aree di interesse per le indagini sono state sequestrate”. Sull’incendio è stato ovviamente aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Le indagini sono condotte dalla polizia e coordinate dalla procura di Tivoli. Ma sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i militari dell’Arma, e la polizia scientifica. Tutte le le immagini delle telecamere interessate alla zona, sono state sequestrate per dettagliare meglio l’accaduto.
Ma cosa ha provocato il rogo? Da dove è partito l’incendio? Le fiamme sono divampate da rifiuti sanitari stoccati all’esterno delle mura perimetrali, ma comunque sempre all’interno dell’edificio ospedaliero. Il fuoco poi si è inoltrato dentro la struttura, fino ad arrivare in pronto soccorso. Qui il fumo ha invaso tutto. “Abbiamo acquisito numerose immagini dall’impianto di videosorveglianza – ha spiegato il procuratore Menditto – da cui abbiamo un quadro chiaro su quanto accaduto e che ci permettono di escludere al momento il dolo”. “Cercheremo di capire quali sono le cause e trovare le soluzioni”, aveva aggiunto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, arrivato ieri mattina a Tivoli. Alla domanda se il sistema antincendio abbia funzionato, Rocca aveva spiegato: “Dobbiamo capire quello che è accaduto e come si sono propagate le fiamme. La polizia scientifica darà l’esito e le valutazioni per capire quale sia la natura e cosa sia successo”.
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Dopo il fuoco, dopo il fumo inalato che è costato la vita a 3 persone, dopo la notte di paura e angoscia che ha colpito il popoloso comune di Tivoli alle porte della Capitale, dopo ore ed ore di lavoro duro per domare le fiamme che hanno avvolto l’ospedale della cittadina, ora è il tempo di fare chiarezza e capire davvero cosa abbia scaturito il rogo e come mai sia riuscito a dilagare tanto facilmente.
Incendio ospedale Tivoli, a che punto sono le indagini?, foto Ansa
I primi rilievi hanno permesso di appurare alcuni elementi cardine per la ricostruzione. Le fiamme all’ospedale San Giovanni Evangelista sono partite dall’esterno, dal retro della struttura, come ha spiegato il procuratore capo Francesco Menditto parlando dell’incendio nella struttura sanitaria e come ha anche sottolineato ai nostri microfoni il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti nell’intervista esclusiva, che ci ha rilasciato alla fine della giornata di ieri.
Tivoli, incendio all’ospedale: cosa ha provocato il rogo? Il punto sulle indagini
Incendio all’ospedale di Tivoli
3 anziani pazienti hanno perso la vita nella tragica vicenda: si tratta di un uomo di 86 anni e di due donne, una di 84 anni e l’altra di 86 anni.
Due delle vittime secondo quanto è trapelato fino a questo momento, sono morte durante le operazioni di soccorso, mentre la terza persona sarebbe morta deceduta il trasporto. “Nessuno è morto tra le fiamme”, ha spiegato Menditto. Ma ulteriori dettagli verranno svelati dall’autopsia sui corpi, prevista per domani. “Una delle tre vittime era ricoverata in medicina di urgenza e due in medicina generale”, ha aggiunto il procuratore, spiegando che “alcune aree di interesse per le indagini sono state sequestrate”. Sull’incendio è stato ovviamente aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Le indagini sono condotte dalla polizia e coordinate dalla procura di Tivoli. Ma sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i militari dell’Arma, e la polizia scientifica. Tutte le le immagini delle telecamere interessate alla zona, sono state sequestrate per dettagliare meglio l’accaduto.
Ma cosa ha provocato il rogo? Da dove è partito l’incendio? Le fiamme sono divampate da rifiuti sanitari stoccati all’esterno delle mura perimetrali, ma comunque sempre all’interno dell’edificio ospedaliero. Il fuoco poi si è inoltrato dentro la struttura, fino ad arrivare in pronto soccorso. Qui il fumo ha invaso tutto. “Abbiamo acquisito numerose immagini dall’impianto di videosorveglianza – ha spiegato il procuratore Menditto – da cui abbiamo un quadro chiaro su quanto accaduto e che ci permettono di escludere al momento il dolo”. “Cercheremo di capire quali sono le cause e trovare le soluzioni”, aveva aggiunto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, arrivato ieri mattina a Tivoli. Alla domanda se il sistema antincendio abbia funzionato, Rocca aveva spiegato: “Dobbiamo capire quello che è accaduto e come si sono propagate le fiamme. La polizia scientifica darà l’esito e le valutazioni per capire quale sia la natura e cosa sia successo”.
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Polemiche in città, distrutto carro armato ‘pacifista’ di Natale
Non sono assolutamente mancate le polemiche in città dopo che è stato distrutto il carro armato ‘pacifista’ di Babbo Natale
L’obiettivo di Lorenzo Lunati, creatore di questa opera d’arte, era quello di trasmettere un messaggio di pace. Anche se non per tutti è stato così. Anzi. c’è decisamente chi è andato oltre ed ha ben pensato di distruggere comunque una opera d’arte. Oramai a Modena non si sta parlando d’altro se non della distruzione di un carro armato molto particolare. Ovvero quello ‘pacifista‘ di Babbo Natale. L’opera è stata danneggiata dopo che da qualche giorno era stata messa in esposizione in piazza XX settembre.
Carro armato pacifista (Foto Facebook) Notizie.com
Il tutto contornato da alberi di Natale, luci, presepe e tutto l’occorrente per rendere magico il periodo natalizio. Ed invece qualcuno ha distrutto volontariamente il carro amato (con la ‘r’ volutamente cancellata). Successivamente è stato identificato da parte della Questura. Non sono assolutamente mancate le polemiche in merito a questa opera d’arte, ma arrivare addirittura a distruggerlo ce ne vuole. Una scelta, quella di esporla, che non ha messo d’accordo tutti.
Modena, distrutto il carro a(r)mato pacifista di Natale: polemiche
L’uomo in questione, secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali, si sarebbe aggrappato al “cannone” causando una crespa. Subito sono intervenuti gli agenti che lo hanno portato in Questura e posto sotto interrogatorio. Non si tratta affatto del primo episodio del genere che fa discutere la città di Modena. Basti pensare che due anni fa fece molto scalpore il ‘Babbo Natale in tutù’. In quella occasione, per il centrodestra, era davvero troppo visto che avevano pensato ad una figura natalizia effeminata.
Carro armato pacifista (Foto Facebook) Notizie.com
In questo carro armato (carro amato) ci sono dei pacchi dono che tendono a rappresentare i Paesi che si trovano oggi in guerra. Non solo Ucraina ed Israele, ma a tantissimi conflitti che ci sono nel mondo e che molto probabilmente nessuno neanche sa. Una opera d’arte che si è trasformata anche in una questione politica lo locale.
In primis Fratelli d’Italia ha mostrato il proprio dissenso a tutto questo grazie alle parole da parte del presidente Ferdinando Pulitanò ed anche dal presidente cittadino Luca Negrini. Questi ultimi hanno definito il tutto come una scelta davvero “infelice”.
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L’obiettivo di Lorenzo Lunati, creatore di questa opera d’arte, era quello di trasmettere un messaggio di pace. Anche se non per tutti è stato così. Anzi. c’è decisamente chi è andato oltre ed ha ben pensato di distruggere comunque una opera d’arte. Oramai a Modena non si sta parlando d’altro se non della distruzione di un carro armato molto particolare. Ovvero quello ‘pacifista‘ di Babbo Natale. L’opera è stata danneggiata dopo che da qualche giorno era stata messa in esposizione in piazza XX settembre.
Carro armato pacifista (Foto Facebook) Notizie.com
Il tutto contornato da alberi di Natale, luci, presepe e tutto l’occorrente per rendere magico il periodo natalizio. Ed invece qualcuno ha distrutto volontariamente il carro amato (con la ‘r’ volutamente cancellata). Successivamente è stato identificato da parte della Questura. Non sono assolutamente mancate le polemiche in merito a questa opera d’arte, ma arrivare addirittura a distruggerlo ce ne vuole. Una scelta, quella di esporla, che non ha messo d’accordo tutti.
Modena, distrutto il carro a(r)mato pacifista di Natale: polemiche
L’uomo in questione, secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali, si sarebbe aggrappato al “cannone” causando una crespa. Subito sono intervenuti gli agenti che lo hanno portato in Questura e posto sotto interrogatorio. Non si tratta affatto del primo episodio del genere che fa discutere la città di Modena. Basti pensare che due anni fa fece molto scalpore il ‘Babbo Natale in tutù’. In quella occasione, per il centrodestra, era davvero troppo visto che avevano pensato ad una figura natalizia effeminata.
Carro armato pacifista (Foto Facebook) Notizie.com
In questo carro armato (carro amato) ci sono dei pacchi dono che tendono a rappresentare i Paesi che si trovano oggi in guerra. Non solo Ucraina ed Israele, ma a tantissimi conflitti che ci sono nel mondo e che molto probabilmente nessuno neanche sa. Una opera d’arte che si è trasformata anche in una questione politica lo locale.
In primis Fratelli d’Italia ha mostrato il proprio dissenso a tutto questo grazie alle parole da parte del presidente Ferdinando Pulitanò ed anche dal presidente cittadino Luca Negrini. Questi ultimi hanno definito il tutto come una scelta davvero “infelice”.
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Molesta e palpeggia due ragazze al cinema, interviene la polizia
Molesta e palpeggia due ragazze al cinema, interviene la polizia che lo arresta: sotto shock le vittime
Una serata che, fino a quel momento, sembrava tranquilla si stava per trasformare in un vero e proprio incubo. Ed a dire il vero per due ragazze lo è stato visto che hanno vissuto attimi che difficilmente potranno mai dimenticare. Ci troviamo a Perugia, all’interno di un noto cinema della città umbra, dove due ragazze appunto hanno subito violenza sessuale da parte di un uomo.
Violenza sessuale al cinema (Pixabay Foto) Notizie.com
Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che quest’ultimo fosse in evidente stato di ebbrezza. In due momenti diversi avrebbe insistito e costretto le due ragazze a cambiare il posto. Con tanto di molestie e palpeggiamenti. Troppo per le due vittime ed anche per il resto delle persone che si trovavano in quel posto.
Perugia, palpeggia e molesta due ragazze al cinema: arrestato 40enne
Immediato l’allarme con l’arrivo da parte della polizia che è intervenuta. Alla vista delle forze dell’ordine l’uomo avrebbe iniziato a spingerli e strattonarli (con tanto di minacce di morte). Con una certa difficoltà gli agenti sono riusciti a bloccarlo e, successivamente, arrestarlo. La ragazza ha raccontato di essere stata avvicinata dall’uomo mentre stava guardando il film.
Violenza sessuale al cinema (Pixabay Foto) Notizie.com
Approfittandone del buio. Lo stesso racconto arriva da parte dell’altra vittima. Per il molestatore (un 40enne) si sono aperte inevitabilmente le porte del carcere di Capanne. Ora è in attesa dell’udienza di convalida. Le accuse nei suoi confronti sono gravi visto che si para di violenza sessuale e resistenza a Pubblico Ufficiale.
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Una serata che, fino a quel momento, sembrava tranquilla si stava per trasformare in un vero e proprio incubo. Ed a dire il vero per due ragazze lo è stato visto che hanno vissuto attimi che difficilmente potranno mai dimenticare. Ci troviamo a Perugia, all’interno di un noto cinema della città umbra, dove due ragazze appunto hanno subito violenza sessuale da parte di un uomo.
Violenza sessuale al cinema (Pixabay Foto) Notizie.com
Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che quest’ultimo fosse in evidente stato di ebbrezza. In due momenti diversi avrebbe insistito e costretto le due ragazze a cambiare il posto. Con tanto di molestie e palpeggiamenti. Troppo per le due vittime ed anche per il resto delle persone che si trovavano in quel posto.
Perugia, palpeggia e molesta due ragazze al cinema: arrestato 40enne
Immediato l’allarme con l’arrivo da parte della polizia che è intervenuta. Alla vista delle forze dell’ordine l’uomo avrebbe iniziato a spingerli e strattonarli (con tanto di minacce di morte). Con una certa difficoltà gli agenti sono riusciti a bloccarlo e, successivamente, arrestarlo. La ragazza ha raccontato di essere stata avvicinata dall’uomo mentre stava guardando il film.
Violenza sessuale al cinema (Pixabay Foto) Notizie.com
Approfittandone del buio. Lo stesso racconto arriva da parte dell’altra vittima. Per il molestatore (un 40enne) si sono aperte inevitabilmente le porte del carcere di Capanne. Ora è in attesa dell’udienza di convalida. Le accuse nei suoi confronti sono gravi visto che si para di violenza sessuale e resistenza a Pubblico Ufficiale.
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Morte Regeni, svolta in arrivo: l’annuncio dei genitori di Giulio
Sono ormai trascorsi quasi otto anni dalla morte di Giulio Regeni e la svolta sembra essere molto vicina. L’annuncio dei genitori in un’intervista a ‘La Repubblica’.
A gennaio saranno otto anni dalla morte di Giulio Regeni e la svolta sembra essere molto vicina. A confermarlo sono i genitori in una intervista a La Repubblica. “Finalmente il processo potrà iniziare – sottolineano Paola e Claudio dopo il rinvio a giudizio dei tre agenti della National security egiziana del 4 dicembre scorso – lo abbiamo sempre sperato ed ora le verità è più vicina“.
I genitori confermano che la verità per Giulio è vicina – Notizie.com – © Ansa
“In questi anni abbiamo avuto alti e bassi – confermano i due – ma anche momenti di sconforto e e di speranza. Alla fine, però, è prevalsala volontà di andare avanti e continuare a lottare per arrivare alla verità e alla giustizia per Giulio“.
“Ci aspettiamo un processo giusto”
I genitori si aspettano un processo giusto – Notizie.com – © Ansa
I genitori del nostro connazionale confidano di aspettarsi “un processo giusto che stabilisca la responsabilità sulle torture e l’uccisione di Giulio. Ma ci aspettiamo anche che la politica stia dalla parte dei cittadini che chiedono l’applicazione dei principi costituzionali e la tutela dei diritti costituzionali e universale“.
Nonostante questo, alcuni Comuni stanno togliendo gli striscioni per Giulio. “Su questo siamo molto rammaricati – confermano Paola e Claudio – nostro figlio ha subìto tutto il male del mondo e la tortura è un crimine contro l’intera umanità. Al Sisi? Se viene a Roma per consegnarci gli effetti personali di Giulio siamo disponibili ad incontrarlo. Non ci siamo mai sottratti a nulla“.
“Verità vicina, ma percorso ancora tortuoso”
Per i genitori di Giulio il percorso potrà essere tortuoso – Notizie.com – © Ansa
I genitori di Giulio sperano di arrivare in tempi brevi alla verità, ma sono anche consapevoli che il percorso “potrebbe essere ancora molto tortuoso. Soprattutto in questa fase non possiamo permetterci di fermarci o distrazioni. Continuiamo a rivendicare il diritto alla verità per nostro figlio, per noi, ma anche per tutti“.
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http://dlvr.it/SzyQ9T
A gennaio saranno otto anni dalla morte di Giulio Regeni e la svolta sembra essere molto vicina. A confermarlo sono i genitori in una intervista a La Repubblica. “Finalmente il processo potrà iniziare – sottolineano Paola e Claudio dopo il rinvio a giudizio dei tre agenti della National security egiziana del 4 dicembre scorso – lo abbiamo sempre sperato ed ora le verità è più vicina“.
I genitori confermano che la verità per Giulio è vicina – Notizie.com – © Ansa
“In questi anni abbiamo avuto alti e bassi – confermano i due – ma anche momenti di sconforto e e di speranza. Alla fine, però, è prevalsala volontà di andare avanti e continuare a lottare per arrivare alla verità e alla giustizia per Giulio“.
“Ci aspettiamo un processo giusto”
I genitori si aspettano un processo giusto – Notizie.com – © Ansa
I genitori del nostro connazionale confidano di aspettarsi “un processo giusto che stabilisca la responsabilità sulle torture e l’uccisione di Giulio. Ma ci aspettiamo anche che la politica stia dalla parte dei cittadini che chiedono l’applicazione dei principi costituzionali e la tutela dei diritti costituzionali e universale“.
Nonostante questo, alcuni Comuni stanno togliendo gli striscioni per Giulio. “Su questo siamo molto rammaricati – confermano Paola e Claudio – nostro figlio ha subìto tutto il male del mondo e la tortura è un crimine contro l’intera umanità. Al Sisi? Se viene a Roma per consegnarci gli effetti personali di Giulio siamo disponibili ad incontrarlo. Non ci siamo mai sottratti a nulla“.
“Verità vicina, ma percorso ancora tortuoso”
Per i genitori di Giulio il percorso potrà essere tortuoso – Notizie.com – © Ansa
I genitori di Giulio sperano di arrivare in tempi brevi alla verità, ma sono anche consapevoli che il percorso “potrebbe essere ancora molto tortuoso. Soprattutto in questa fase non possiamo permetterci di fermarci o distrazioni. Continuiamo a rivendicare il diritto alla verità per nostro figlio, per noi, ma anche per tutti“.
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Anna Paola Concia: “Che ferocia da destra e anche sinistra…”
L’attivista e figura di spicco Lgbt parla e spiega le sue motivazioni sul dietrofront di Valditara
E’ andata via dall’Italia, lo fa spesso perché in Germania c’è la moglie, ma stavolta Anna Paola Concia lascia il suo paese con un pizzico d’amarezza in più. Era stata scelta dal ministro Valditara per dirigere, insieme ad altre due persone, il progetto “Educare alle relazioni” da portare nelle scuole e per contrastare la violenza sulle donne, ma il suo nome e la sua candidatura ha creato polemiche a non finire e il dietrofront del ministro in appena due giorni le ha lasciato tantissima amarezza e al quotidiano La Repubblica ha spiegato: “Mi ha chiamato Valditara, con lui abbiamo un rapporto di stima, era dispiaciuto. Una minoranza silenziosa di destra e di sinistra ha alzato un muro“.
Anna Paolo Concia l’attivista Lgbt (Ansa Notizie.com)
Una candidatura, la sua, che ha creato polemiche infinite da destra fino anche a sinistra, lei che era stata parlamentare del Pd e comunque, Anna Paola Concia, resta una donna di sinistra. “A destra evidentemente non sopportavano una donna lesbica e femminista in questo ruolo. Anche a sinistra non piace il fatto che io sia una donna del dialogo, ho sempre costruito ponti e non muri, non ho pregiudizi, è una delle ragioni per cui non sono più in Parlamento“.
“Sono dispiaciuta perché mi ero messo a disposizione di una richiesta sincera”
Il ministro Giuseppe Valditara ha dovuto fare dietrofront su Anna Concia (Ansa Notizie.com)
Tante, troppe pressioni per il ministro Valditara: “Sì, lo hanno sottoposto a pressioni tremende che non poteva eludere“. Qualcuno rimprovera al primo dirigente del dicastero dell’Istruzione una mancanza di coraggio: “Non so, ci sono stata in un partito e so che è complicato, magari ti mettono di fronte ad un aut aut. Come era nato tutto? Da sette anni ho portato nel nostro Paese Didacta Italia, lo spin off di Didacta in Germania, l’evento più importante del mondo sulla formazione degli insegnanti. A marzo hanno partecipato 30 mila insegnanti italiani. Il ministero è il mio partner principale in questo lavoro, abbiamo un rapporto consolidato“.
Nessuno però, a quanto dice la stessa Concia, e lei sostiene anche da parte di Valditara, si sarebbe mai aspettato una reazione così veemente da parte di entrambe le parti politiche, da destra e sinistra: “No e neanche lui, una roba così feroce no. Per fortuna sono una signora di 60 anni, strutturata, con una moglie meravigliosa. Sono dispiaciuta perché mi ero messo a disposizione di una richiesta sincera, per il Paese, per dare una mano e una risposta a questa ennesima tragedia che è stata il femminicidio di Giulia Cecchettin“. Anche la moglie di Anna Concia è rimasta sbalordita da tutta questa cattiveria: “Zerman e suor Alfieri? Sì, poverine, pure loro erano sconcertate. Ci hanno criticato a prescindere, hanno giudicato le nostre persone. Che poi mica andavamo noi nelle scuole a parlare“
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E’ andata via dall’Italia, lo fa spesso perché in Germania c’è la moglie, ma stavolta Anna Paola Concia lascia il suo paese con un pizzico d’amarezza in più. Era stata scelta dal ministro Valditara per dirigere, insieme ad altre due persone, il progetto “Educare alle relazioni” da portare nelle scuole e per contrastare la violenza sulle donne, ma il suo nome e la sua candidatura ha creato polemiche a non finire e il dietrofront del ministro in appena due giorni le ha lasciato tantissima amarezza e al quotidiano La Repubblica ha spiegato: “Mi ha chiamato Valditara, con lui abbiamo un rapporto di stima, era dispiaciuto. Una minoranza silenziosa di destra e di sinistra ha alzato un muro“.
Anna Paolo Concia l’attivista Lgbt (Ansa Notizie.com)
Una candidatura, la sua, che ha creato polemiche infinite da destra fino anche a sinistra, lei che era stata parlamentare del Pd e comunque, Anna Paola Concia, resta una donna di sinistra. “A destra evidentemente non sopportavano una donna lesbica e femminista in questo ruolo. Anche a sinistra non piace il fatto che io sia una donna del dialogo, ho sempre costruito ponti e non muri, non ho pregiudizi, è una delle ragioni per cui non sono più in Parlamento“.
“Sono dispiaciuta perché mi ero messo a disposizione di una richiesta sincera”
Il ministro Giuseppe Valditara ha dovuto fare dietrofront su Anna Concia (Ansa Notizie.com)
Tante, troppe pressioni per il ministro Valditara: “Sì, lo hanno sottoposto a pressioni tremende che non poteva eludere“. Qualcuno rimprovera al primo dirigente del dicastero dell’Istruzione una mancanza di coraggio: “Non so, ci sono stata in un partito e so che è complicato, magari ti mettono di fronte ad un aut aut. Come era nato tutto? Da sette anni ho portato nel nostro Paese Didacta Italia, lo spin off di Didacta in Germania, l’evento più importante del mondo sulla formazione degli insegnanti. A marzo hanno partecipato 30 mila insegnanti italiani. Il ministero è il mio partner principale in questo lavoro, abbiamo un rapporto consolidato“.
Nessuno però, a quanto dice la stessa Concia, e lei sostiene anche da parte di Valditara, si sarebbe mai aspettato una reazione così veemente da parte di entrambe le parti politiche, da destra e sinistra: “No e neanche lui, una roba così feroce no. Per fortuna sono una signora di 60 anni, strutturata, con una moglie meravigliosa. Sono dispiaciuta perché mi ero messo a disposizione di una richiesta sincera, per il Paese, per dare una mano e una risposta a questa ennesima tragedia che è stata il femminicidio di Giulia Cecchettin“. Anche la moglie di Anna Concia è rimasta sbalordita da tutta questa cattiveria: “Zerman e suor Alfieri? Sì, poverine, pure loro erano sconcertate. Ci hanno criticato a prescindere, hanno giudicato le nostre persone. Che poi mica andavamo noi nelle scuole a parlare“
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Terribile incendio in ospedale, bilancio tragico: aperta indagine
Un terribile incendio quello che si è verificato all’interno di un ospedale, il bilancio è a dir poco tragico: nel frattempo è stata aperta una indagine
Le notizie che arrivano direttamente da Tivoli sono a dir poco terribili. Nel cuore della notte si è verificato un terribile incendio nel noto ospedale ‘San Giovanni Evangelista‘. Purtroppo il bilancio è gravissimo visto che i morti sono saliti a quattro. Le fiamme hanno fatto il loro giro per tutto il piano -2. Purtroppo per alcuni pazienti non c’è stato assolutamente nulla da fare. Successivamente il rogo avrebbe raggiunto anche il pronto soccorso e, successivamente, la terapia intensiva.
Incendio ospedale a Tivoli (Ansa Foto) Notizie.com
Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che siano stati più di 200 i pazienti e personale che sono stati evacuati. Il tutto grazie all’aiuto delle autoscale. Tra i presenti anche bambini, neonati e alcuni ricoverati nel reparto Covid. Subito sono state fornite le coperte per i pazienti considerati meno gravi. Le persone sono state trasferire nella palestra con tanto di brandine. Il Pronto Soccorso è stato immediatamente chiuso. Questo è quello che ha raccontato il primo cittadino di Tivoli, Giuseppe Proietti.
Tivoli, incendio in ospedale: quattro morti, Procura apre indagine
Come riportato in precedenza, però, il numero delle vittime è di quattro persone. Si tratta di due uomini (76 e 86 anni) e di due donne (84 e 86). Resta ancora da capire se qualcuno di loro fosse già morto all’interno della struttura o che abbia perso la vita per via dell’incendio. Fatto sta che le fiamme si sono estese in un niente e la situazione è diventata catastrofica per tutti. Subito è scattato l’allarme con le chiamate ai vigili del fuoco ed ai carabinieri.
Incendio ospedale a Tivoli (Ansa Foto) Notizie.com
#Tivoli #Roma, intervento #vigilidelfuoco dalle 23 di ieri per un incendio nell’ospedale San Giovanni Evangelista. Evacuata la struttura, anche con l’ausilio delle autoscale. Sono 4 le vittime accertate. Fiamme spente, operazioni in corso [#9dicembre 5:25] pic.twitter.com/ryxVfcYQ8e
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) December 9, 2023
Proprio i militati dell’arma hanno avviato le prime indagini. Si sta cercando di capire se il tutto sia nato dall’esplosione di una caldaia al piano -3 (dove si trovavano i rifiuti speciali) oppure bisogna fare ricerche sul piano -2. La zona più danneggiata è quella che affaccia su Via Roma. Tanto è vero che la strada è stata chiusa al traffico per permettere il transito dei mezzi pesanti. Anche la Procura di Tivoli ha deciso di aprire una indagine. Non solo: è stato dato anche il “via libera” per quanto riguarda l‘autopsia sui quattro corpi, per cercare di capire le cause del decesso.
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Le notizie che arrivano direttamente da Tivoli sono a dir poco terribili. Nel cuore della notte si è verificato un terribile incendio nel noto ospedale ‘San Giovanni Evangelista‘. Purtroppo il bilancio è gravissimo visto che i morti sono saliti a quattro. Le fiamme hanno fatto il loro giro per tutto il piano -2. Purtroppo per alcuni pazienti non c’è stato assolutamente nulla da fare. Successivamente il rogo avrebbe raggiunto anche il pronto soccorso e, successivamente, la terapia intensiva.
Incendio ospedale a Tivoli (Ansa Foto) Notizie.com
Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che siano stati più di 200 i pazienti e personale che sono stati evacuati. Il tutto grazie all’aiuto delle autoscale. Tra i presenti anche bambini, neonati e alcuni ricoverati nel reparto Covid. Subito sono state fornite le coperte per i pazienti considerati meno gravi. Le persone sono state trasferire nella palestra con tanto di brandine. Il Pronto Soccorso è stato immediatamente chiuso. Questo è quello che ha raccontato il primo cittadino di Tivoli, Giuseppe Proietti.
Tivoli, incendio in ospedale: quattro morti, Procura apre indagine
Come riportato in precedenza, però, il numero delle vittime è di quattro persone. Si tratta di due uomini (76 e 86 anni) e di due donne (84 e 86). Resta ancora da capire se qualcuno di loro fosse già morto all’interno della struttura o che abbia perso la vita per via dell’incendio. Fatto sta che le fiamme si sono estese in un niente e la situazione è diventata catastrofica per tutti. Subito è scattato l’allarme con le chiamate ai vigili del fuoco ed ai carabinieri.
Incendio ospedale a Tivoli (Ansa Foto) Notizie.com
#Tivoli #Roma, intervento #vigilidelfuoco dalle 23 di ieri per un incendio nell’ospedale San Giovanni Evangelista. Evacuata la struttura, anche con l’ausilio delle autoscale. Sono 4 le vittime accertate. Fiamme spente, operazioni in corso [#9dicembre 5:25] pic.twitter.com/ryxVfcYQ8e
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) December 9, 2023
Proprio i militati dell’arma hanno avviato le prime indagini. Si sta cercando di capire se il tutto sia nato dall’esplosione di una caldaia al piano -3 (dove si trovavano i rifiuti speciali) oppure bisogna fare ricerche sul piano -2. La zona più danneggiata è quella che affaccia su Via Roma. Tanto è vero che la strada è stata chiusa al traffico per permettere il transito dei mezzi pesanti. Anche la Procura di Tivoli ha deciso di aprire una indagine. Non solo: è stato dato anche il “via libera” per quanto riguarda l‘autopsia sui quattro corpi, per cercare di capire le cause del decesso.
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DIRETTA Israele, pesante attacco di Erdogan: “Fa terrorismo di Stato”
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DIRETTA Ucraina, Putin si ricandida in Russia: “Non c’è scelta”
DIRETTA Ucraina, tutti gli aggiornamenti in tempo reale in merito a quello che si sta verificando nel Paese europeo orientale e non, oramai arrivato al giorno numero 654 di conflitto
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