Diego Pellegrino, portavoce dell’Associazione Reseller e Trader dell’energia, in esclusiva ai nostri microfoni sulla fine del mercato tutelato.
Nei giorni scorsi il governo ha dato il via libera alla fine del mercato tutelato e al passaggio a quello libero. Ma cosa cambia per gli italiani? Lo abbiamo chiesto a Diego Pellegrino, portavoce dell’Associazione Reseller e Trader dell’energia.
Diego Pellegrino in esclusiva ai nostri microfoni – Notizie.com – Foto Facebook
Diego Pellegrino, cosa cambia per gli italiani con la fine del mercato tutelato?
“Per prima cosa bisogna dire che quello libero esiste da tantissimi anni. Poi bisogna spiegare che mercato tutelato non significa tutelare anche il prezzo. Anzi, gli italiani che hanno avuto la vera tutela sono proprio quelli che hanno scelto il mercato libero e, quindi, il prezzo fisso. Poco fa ho fatto una prova: sono andato sul portale per vedere le differenze e ho trovato una settantina di offerte migliori per il libero rispetto a quello tutelato. In più nelle scorse settimane alcune società ci hanno chiesto di fare un confronto tra i due. Dobbiamo dire che non sono paragonabili perché ci sono cose differente. Ma, basandoci sui numeri tra ottobre 2022 e settembre 2023, con il mercato libero si è avuto un risparmio del 35%“.
Come avverrà il passaggio?
“In due modalità differenti. Per quanto riguarda il gas non ci sarà nessun trauma. Il fornitore continuerà ad essere sempre lo stesso con una tariffa differente e definita dall’autorità. Sarà diverso, invece, per la parte elettrica. Qui, come successo con le microimprese, l’autorità sta organizzando delle aste dove 19 operatori proveranno ad aggiudicarsi determinati lotti di clienti“.
Pellegrino: “Perché non cambiare subito?”
Diego Pellegrino, portavoce dell’Associazione Reseller e Trader dell’energia – Foto Facebook
Secondo Lei potrebbe essere più conveniente fare il passaggio prima di quello automatico?
“Siccome sono presenti già offerte migliorative perché non cambiare. In questo momento abbiamo un italiano su tre nel mercato tutelato. Secondo me è un problema di pigrizia mentale o di scarsa informazione. Ricordo che non c’è nessun vincolo. Se non si è sodisfatti, il mese successivo si può cambiare“.
Quindi in queste settimane si dovrebbe dare il via ad una campagna per informare gli italiani?
“Esattamente. Io sto ascoltando tutte le televisioni e le radio e mi dispiace molto quando esponenti dei governi precedenti chiedono una proroga per informare i cittadini. Ricordo che questo passaggio l’Europa lo ha chiesto dal 2017 e quindi mi domando: cosa hanno fatto loro in questi anni?”
Cosa cambia per le aziende?
“Anche loro hanno la famosa possibilità di scelta. Inoltre, le grandi hanno sempre preferito lavorare con il prezzo fisso“.
Vista il contesto geopolitico incerto e l’instabilità dei prezzi, possiamo parlare di momento giusto per il cambio?
“Assolutamente sì. Il mercato tutelato non ha contenuto la volatilità dei mercati degli ultimi due anni. Anzi dal 2021 è il libero che consente di risparmiare agli italiani“.
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Dramma in città, uomo trovato morto in casa: ipotesi omicidio
Dramma in città dove il corpo, senza vita, di un uomo è stato rivenuto nella sua abitazione: la prima ipotesi che avanza è quella di un omicidio
Una città intera completamente sotto shock per via del terribile episodio di cronaca che sta sconvolgendo una intera comunità. Ci troviamo a Firenze dove è stato rinvenuto il corpo, senza vita, di un uomo nella sua abitazione. Secondo quanto riportato dalle ultime informazioni pare che si tratti di un 72enne iraniano. Il suo nome era Safaei Chaikar Kiomars. Quest’ultimo è stato trovato con un sacchetto in testa e con le mani legate. La prima ipotesi che avanza da parte delle forze dell’ordine è che si tratta, appunto, di un omicidio.
Uomo trovato morto in casa (Ansa Foto) Notizie.com
Ad accorgersi del corpo è stato un parente della vittima che ha immediatamente chiamato la polizia. L’abitazione si trova al sesto piano di via de Pinedo. Il corpo è stato ritrovato steso sul pavimento. L’abitazione è stata messa completamente a soqquadro da parte degli agenti. Sul posto ci sono attualmente gli uomini della squadra mobile, la scientifica e quelli dell’autorità giudiziaria che hanno avviato le prime indagini del caso. Per il momento, però, non è esclusa alcuna ipotesi.
Firenze, uomo ritrovato senza vita in casa: ipotesi omicidio
Il tutto è accaduto subito dopo pranzo con l’allarme lanciato dal parente del 72enne iraniano. A quanto pare si tratterebbe proprio del fratello della vittima. Quest’ultimo, infatti, non ha dovuto mancato bussare alla porta visto che la stessa era aperta. Una volta entrato dentro l’appartamento ha visionato la drammatica scena. Ed è per questo motivo che la prima ipotesi che spunta porta proprio a quella dell’omicidio. L’abitazione si trova in una strada parallela a viale Guidoni.
Uomo trovato morto in casa (Ansa Foto) Notizie.com
A pochi passi dal polo universitario di Novoli e del palazzo di Giustizia. Nel frattempo arrivano alcune informazioni della vittima. A quanto pare era un venditore ambulante di bigiotteria e viveva da solo. Il procuratore capo di Firenze, Filippo Spiezia, ha fatto sapere che nella scena del crimine ci sono molte tracce utili e che il possibile omicidio è avvenuto in maniera molto violenta. Per avere risposte in merito bisogna solamente attendere il responso del medico legale.
La scientifica continua ad effettuare alcuni importanti rilievi. Non è assolutamente da escludere che l’omicidio possa essersi verificato nelle prime ore della mattinata di questo giovedì 30 novembre. Il cadavere non è stato ancora rimosso. Partite le prime indagini sui contatti e le frequentazioni dell’iraniano. Nel frattempo sono state ascoltate diverse persone molto vicine alla vittima.
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Una città intera completamente sotto shock per via del terribile episodio di cronaca che sta sconvolgendo una intera comunità. Ci troviamo a Firenze dove è stato rinvenuto il corpo, senza vita, di un uomo nella sua abitazione. Secondo quanto riportato dalle ultime informazioni pare che si tratti di un 72enne iraniano. Il suo nome era Safaei Chaikar Kiomars. Quest’ultimo è stato trovato con un sacchetto in testa e con le mani legate. La prima ipotesi che avanza da parte delle forze dell’ordine è che si tratta, appunto, di un omicidio.
Uomo trovato morto in casa (Ansa Foto) Notizie.com
Ad accorgersi del corpo è stato un parente della vittima che ha immediatamente chiamato la polizia. L’abitazione si trova al sesto piano di via de Pinedo. Il corpo è stato ritrovato steso sul pavimento. L’abitazione è stata messa completamente a soqquadro da parte degli agenti. Sul posto ci sono attualmente gli uomini della squadra mobile, la scientifica e quelli dell’autorità giudiziaria che hanno avviato le prime indagini del caso. Per il momento, però, non è esclusa alcuna ipotesi.
Firenze, uomo ritrovato senza vita in casa: ipotesi omicidio
Il tutto è accaduto subito dopo pranzo con l’allarme lanciato dal parente del 72enne iraniano. A quanto pare si tratterebbe proprio del fratello della vittima. Quest’ultimo, infatti, non ha dovuto mancato bussare alla porta visto che la stessa era aperta. Una volta entrato dentro l’appartamento ha visionato la drammatica scena. Ed è per questo motivo che la prima ipotesi che spunta porta proprio a quella dell’omicidio. L’abitazione si trova in una strada parallela a viale Guidoni.
Uomo trovato morto in casa (Ansa Foto) Notizie.com
A pochi passi dal polo universitario di Novoli e del palazzo di Giustizia. Nel frattempo arrivano alcune informazioni della vittima. A quanto pare era un venditore ambulante di bigiotteria e viveva da solo. Il procuratore capo di Firenze, Filippo Spiezia, ha fatto sapere che nella scena del crimine ci sono molte tracce utili e che il possibile omicidio è avvenuto in maniera molto violenta. Per avere risposte in merito bisogna solamente attendere il responso del medico legale.
La scientifica continua ad effettuare alcuni importanti rilievi. Non è assolutamente da escludere che l’omicidio possa essersi verificato nelle prime ore della mattinata di questo giovedì 30 novembre. Il cadavere non è stato ancora rimosso. Partite le prime indagini sui contatti e le frequentazioni dell’iraniano. Nel frattempo sono state ascoltate diverse persone molto vicine alla vittima.
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Eataly, l’eccellenza enogastronomia nel cuore di Roma: aperto il nuovo store alla stazione Termini
Oggi la presentazione in anteprima di Eataly Roma Termini. Show cooking e light lunch: tutti i dettagli dello store
L’alta qualità della cucina italiana arriva in orario nel cuore di Roma. Eataly, realtà unica che valorizza l’eccellenza enogastronomica nostrana nel mondo, apre uno store di 700 metri quadri all’interno della stazione Termini, la più grande d’Italia e tra le più grandi in Europa. Caffetteria, banco della pizza, un’area mercato con i prodotti tipici del made in Italy e oltre 200 i posti a disposizione (di cui 100 a sedere) per i passeggeri che transitano nello scalo capitolino e per gli amanti delle specialità made in Italy.
Eataly, aperto il nuovo store alla stazione Termini – Notizie.com
Il nuovo punto vendita si trova nella terrazza al primo piano, visibile sia dall’atrio d’ingresso sia dalla ex “galleria gommata” trasformata in moderna area di servizi dalla riqualificazione – curata da Grandi Stazioni Retail – che ha restituito alla stazione il fascino di un tempo, e gode di un affaccio su Piazza dei Cinquecento e sull’atrio storico, entrambi delimitati da luminose vetrate. “Aprire Eataly a Termini ci consente di avvicinarci a moltissimi viaggiatori che transitano o persone che lavorano nella più importante stazione d’Italia e in prossimità – spiega Andrea Cipolloni, CEO Group Eataly -. Abbiamo condensato in questo format tutta la qualità della nostra ristorazione in modo tale da poter offrire un servizio destinato a chi cerca un punto di riferimento per l’enogastronomia italiana caratterizzato dalla nostra selezione accurata di materie prime e dalla nostra attenzione ai processi di lavorazione. Pensiamo anche che questo nuovo punto vendita possa essere un ottimo biglietto da visita per il nostro importante flagship store di Roma Ostiense”. Un’esperienza gastronomica completa nel centro della Città Eterna e che porta a 50 il totale degli store nel mondo.
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L’alta qualità della cucina italiana arriva in orario nel cuore di Roma. Eataly, realtà unica che valorizza l’eccellenza enogastronomica nostrana nel mondo, apre uno store di 700 metri quadri all’interno della stazione Termini, la più grande d’Italia e tra le più grandi in Europa. Caffetteria, banco della pizza, un’area mercato con i prodotti tipici del made in Italy e oltre 200 i posti a disposizione (di cui 100 a sedere) per i passeggeri che transitano nello scalo capitolino e per gli amanti delle specialità made in Italy.
Eataly, aperto il nuovo store alla stazione Termini – Notizie.com
Il nuovo punto vendita si trova nella terrazza al primo piano, visibile sia dall’atrio d’ingresso sia dalla ex “galleria gommata” trasformata in moderna area di servizi dalla riqualificazione – curata da Grandi Stazioni Retail – che ha restituito alla stazione il fascino di un tempo, e gode di un affaccio su Piazza dei Cinquecento e sull’atrio storico, entrambi delimitati da luminose vetrate. “Aprire Eataly a Termini ci consente di avvicinarci a moltissimi viaggiatori che transitano o persone che lavorano nella più importante stazione d’Italia e in prossimità – spiega Andrea Cipolloni, CEO Group Eataly -. Abbiamo condensato in questo format tutta la qualità della nostra ristorazione in modo tale da poter offrire un servizio destinato a chi cerca un punto di riferimento per l’enogastronomia italiana caratterizzato dalla nostra selezione accurata di materie prime e dalla nostra attenzione ai processi di lavorazione. Pensiamo anche che questo nuovo punto vendita possa essere un ottimo biglietto da visita per il nostro importante flagship store di Roma Ostiense”. Un’esperienza gastronomica completa nel centro della Città Eterna e che porta a 50 il totale degli store nel mondo.
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Terremoto nei Verdi, Evi dà la dimissioni e punta dito contro Bonelli
Terremoto nei Verdi, Eleonora Evi decide di farsi da parte e di rassegnare le dimissioni: dito puntato contro Angelo Bonelli
Se non si tratta di un vero e proprio “terremoto politico” allora poco ci manca. Fatto sta che, però, le ultime notizie che arrivano direttamente da Europa Verde parlano fin troppo chiaro. Eleonora Evi ha deciso di salutare tutti e di rassegnare le dimissioni. Senza, però, lanciare qualche polemica. In particolar modo contro Angelo Bonelli, ma di questo ne parleremo poco più avanti. La nativa di Milano, nel momento dell’addio, ha dichiarato che non ha alcuna intenzione di fare la “marionetta del pinkwashing“.
Eleonora Evi si dimette dai Verdi (Ansa Foto) Notizie.com
Lo ha fatto con un messaggio che ha pubblicato sui social network e che non ha bisogno affatto di alcun tipo di presentazione. Non sarà più la co-portavoce del partito. Un incarico che, a dire il vero, si era ridotto sempre di più a livello di potere, Tanto è vero che ha parlato di “mera carica di facciata“. Accuse a dir poco pesantissime e che non sono affatto passate inosservate.
Queste le parole della Evi: “Rassegno le mie dimissioni da co-portavoce, pur restando fermamente convinta della necessità di un progetto ecologista italiano coraggioso e contemporaneo, e non l’ennesimo partito personale e patriarcale“. Una stoccata non da poco nei confronti dei vertici alti di Europa Verde. Ovviamente c’è stato qualcosa che non le andava più. Insomma, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Verdi, Evi si dimette e attacca Bonelli: “Partito patriarcale”
Un post che ha continuato in questo modo: “Dopo le politiche 2022 qualcosa ha scatenato un cortocircuito quasi indecifrabile. Improvvisamente i vecchi dirigenti hanno iniziato a fare muro contro di me, e questo perché avevo idee diverse e pretendevo, da co-portavoce nazionale, di essere a conoscenza, ad esempio, delle decisioni politiche sulle liste, sulle alleanze e sulle strategie della campagna elettorale“.
Il deputato di Europa Verde, Angelo Bonelli (Ansa Foto) Notizie.com
Poi ha continuato dicendo: “Da questo momento, quando ho espresso posizioni o visioni non allineate a quelle della dirigenza durante le riunioni della Direzione Nazionale e pubblicamente, sono stata accusata di ingratitudine nei confronti della famiglia verde che mi aveva accolta e offerto uno scranno in Parlamento. Nel corso di questo ultimo anno, la mia figura è stata sempre più oscurata e così, di fatto, è stato annullato il ruolo della co-portavoce femminile del partito, sul piano politico e comunicativo“.
In conclusione, nel suo sfogo, ha voluto puntare il dito proprio contro Angelo Bonelli. Lo stesso che, però, ha replicato in questo modo: “Avere divergenze politiche ci sta, è pacifico, avviene in tutti i partiti. Per esempio, noi abbiamo votato per l’alleanza europea che riconferma Avs, lei no, ma questo è un partito con parità di genere e che ha al suo interno delle donne eccezionali, come Luana Zanella, solo per citarne una“.
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Se non si tratta di un vero e proprio “terremoto politico” allora poco ci manca. Fatto sta che, però, le ultime notizie che arrivano direttamente da Europa Verde parlano fin troppo chiaro. Eleonora Evi ha deciso di salutare tutti e di rassegnare le dimissioni. Senza, però, lanciare qualche polemica. In particolar modo contro Angelo Bonelli, ma di questo ne parleremo poco più avanti. La nativa di Milano, nel momento dell’addio, ha dichiarato che non ha alcuna intenzione di fare la “marionetta del pinkwashing“.
Eleonora Evi si dimette dai Verdi (Ansa Foto) Notizie.com
Lo ha fatto con un messaggio che ha pubblicato sui social network e che non ha bisogno affatto di alcun tipo di presentazione. Non sarà più la co-portavoce del partito. Un incarico che, a dire il vero, si era ridotto sempre di più a livello di potere, Tanto è vero che ha parlato di “mera carica di facciata“. Accuse a dir poco pesantissime e che non sono affatto passate inosservate.
Queste le parole della Evi: “Rassegno le mie dimissioni da co-portavoce, pur restando fermamente convinta della necessità di un progetto ecologista italiano coraggioso e contemporaneo, e non l’ennesimo partito personale e patriarcale“. Una stoccata non da poco nei confronti dei vertici alti di Europa Verde. Ovviamente c’è stato qualcosa che non le andava più. Insomma, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Verdi, Evi si dimette e attacca Bonelli: “Partito patriarcale”
Un post che ha continuato in questo modo: “Dopo le politiche 2022 qualcosa ha scatenato un cortocircuito quasi indecifrabile. Improvvisamente i vecchi dirigenti hanno iniziato a fare muro contro di me, e questo perché avevo idee diverse e pretendevo, da co-portavoce nazionale, di essere a conoscenza, ad esempio, delle decisioni politiche sulle liste, sulle alleanze e sulle strategie della campagna elettorale“.
Il deputato di Europa Verde, Angelo Bonelli (Ansa Foto) Notizie.com
Poi ha continuato dicendo: “Da questo momento, quando ho espresso posizioni o visioni non allineate a quelle della dirigenza durante le riunioni della Direzione Nazionale e pubblicamente, sono stata accusata di ingratitudine nei confronti della famiglia verde che mi aveva accolta e offerto uno scranno in Parlamento. Nel corso di questo ultimo anno, la mia figura è stata sempre più oscurata e così, di fatto, è stato annullato il ruolo della co-portavoce femminile del partito, sul piano politico e comunicativo“.
In conclusione, nel suo sfogo, ha voluto puntare il dito proprio contro Angelo Bonelli. Lo stesso che, però, ha replicato in questo modo: “Avere divergenze politiche ci sta, è pacifico, avviene in tutti i partiti. Per esempio, noi abbiamo votato per l’alleanza europea che riconferma Avs, lei no, ma questo è un partito con parità di genere e che ha al suo interno delle donne eccezionali, come Luana Zanella, solo per citarne una“.
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Generale Tricarico: “Kissinger era di levatura mondiale, oggi in giro personagetti…”
L’ex Capo di Stato Maggiore dell’Areonautica militare italiana rimpiange la scomparsa del politico americano e a Notizie.com dice: “Gente come lui ha cambiato la storia e risolto tante situazioni intricate”
“Kissinger? Persona di livello eccezionale, mente acuta e sopraffina, non stai tutti quegli anni sull’onda se non hai capacità al di fuori della norma“. Parole importanti per definire e ricordare Henry Kissinger, l’ex Segretario di Stato americano e non solo. A presentarlo e ricordarlo con tutti gli onori a Notizie.com è il generale ed ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica italiana Leonardo Tricarico. Nella sua lunga vita e carriera politica, Kissinger è stato dietro a presidente degli Stati Uniti come Ford e Nixon, ma anche a tanti altri presidenti americani seppur non ricoprisse incarichi ufficiali. “Non l’ho conosciuto – ha spiegato Tricarico – ma nell’ambiente militare italiano e non solo il suo nome è qualcosa di importante. Che io ricordi, non c’è cosa intricata che non abbia fatto in modo di risolvere o quanto meno fare comunque qualcosa per provare a risolvere la situazione che aveva davanti“.
Henry Kissinger e Angela Merkel durante un convegno a Berlino (Ansa Notizie.com)
Una stima immensa dal militare, e non è facile che il generale Tricarico sia così positivo ed entusiasta di una personaggio di politica internazionale, a maggior ragione di nazionalità americana, tanto che a Notizie.com afferma: “Giudico quello che ho visto e quello che so, personaggi come Kissinger non ci sono da un pezzo, è stato un uomo di levatura mondiale, non ce ne sono più come lui, mi dispiace, ma in giro ci sono tanti personaggetti che non hanno la minima idea di come si possano risolvere vicende delicate e intricate come lo sono il Medio Oriente ad esempio, non è facile, lo so, ma ricordo che Kissinger rendeva semplici cose incredibilmente complicate. E questo lo fanno le persone straordinarie“.
“Oggi c’è una grande e drammatica carenza di persone come Kissinger”
Il generale Tricarico, ai tempi in cui era Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica italiana (Ansa Notizie.com)
Per Leonardo Tricarico, che ne ha viste davvero tante nella sua lunga carriera militare, uomini come il politico americano “scarseggiano”, tanto che a Notizie.com ribadisce un concetto: “C’è una carenza di uomini speciali come lo era Henry Kissinger, in giro ci sono tante personagetti che purtroppo sono abbastanza divisi tra loro e non sono aiutati dalle situazioni internazionali, né fanno qualcosa per mettersi nelle condizioni di risolvere vicende difficile. Ed è un peccato perché nel mondo in cui viviamo adesso, ci sarebbe un disperato bisogno di questa persone, che avevano una statura fuori dal normale. Siamo in uno scenario in cui si fa fatica a governare e soprattutto a mettere a fuoco decisioni illuminate e dare un seguito concreto alle decisioni prese. Ecco, questo, a mio parere faceva Henry Kissinger“
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“Kissinger? Persona di livello eccezionale, mente acuta e sopraffina, non stai tutti quegli anni sull’onda se non hai capacità al di fuori della norma“. Parole importanti per definire e ricordare Henry Kissinger, l’ex Segretario di Stato americano e non solo. A presentarlo e ricordarlo con tutti gli onori a Notizie.com è il generale ed ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica italiana Leonardo Tricarico. Nella sua lunga vita e carriera politica, Kissinger è stato dietro a presidente degli Stati Uniti come Ford e Nixon, ma anche a tanti altri presidenti americani seppur non ricoprisse incarichi ufficiali. “Non l’ho conosciuto – ha spiegato Tricarico – ma nell’ambiente militare italiano e non solo il suo nome è qualcosa di importante. Che io ricordi, non c’è cosa intricata che non abbia fatto in modo di risolvere o quanto meno fare comunque qualcosa per provare a risolvere la situazione che aveva davanti“.
Henry Kissinger e Angela Merkel durante un convegno a Berlino (Ansa Notizie.com)
Una stima immensa dal militare, e non è facile che il generale Tricarico sia così positivo ed entusiasta di una personaggio di politica internazionale, a maggior ragione di nazionalità americana, tanto che a Notizie.com afferma: “Giudico quello che ho visto e quello che so, personaggi come Kissinger non ci sono da un pezzo, è stato un uomo di levatura mondiale, non ce ne sono più come lui, mi dispiace, ma in giro ci sono tanti personaggetti che non hanno la minima idea di come si possano risolvere vicende delicate e intricate come lo sono il Medio Oriente ad esempio, non è facile, lo so, ma ricordo che Kissinger rendeva semplici cose incredibilmente complicate. E questo lo fanno le persone straordinarie“.
“Oggi c’è una grande e drammatica carenza di persone come Kissinger”
Il generale Tricarico, ai tempi in cui era Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica italiana (Ansa Notizie.com)
Per Leonardo Tricarico, che ne ha viste davvero tante nella sua lunga carriera militare, uomini come il politico americano “scarseggiano”, tanto che a Notizie.com ribadisce un concetto: “C’è una carenza di uomini speciali come lo era Henry Kissinger, in giro ci sono tante personagetti che purtroppo sono abbastanza divisi tra loro e non sono aiutati dalle situazioni internazionali, né fanno qualcosa per mettersi nelle condizioni di risolvere vicende difficile. Ed è un peccato perché nel mondo in cui viviamo adesso, ci sarebbe un disperato bisogno di questa persone, che avevano una statura fuori dal normale. Siamo in uno scenario in cui si fa fatica a governare e soprattutto a mettere a fuoco decisioni illuminate e dare un seguito concreto alle decisioni prese. Ecco, questo, a mio parere faceva Henry Kissinger“
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Auto va fuori strada e finisce in un canale, niente da fare per due persone
Un terribile incidente stradale si è verificato nel cuore della notte, un’auto è finita fuori strada e successivamente in un canale: due le persone che hanno perso la vita
Sono a dir poco drammatiche le notizie che arrivano dal nord Italia. Ci troviamo ad Ormelle (in provincia di Treviso), precisamente in via Roma dove nel cuore della notte c’è stato un incidente mortale. Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che due persone hanno perso la vita. Mentre altre due sono rimaste ferite gravemente in un incidente stradale. Sul posto sono arrivate le forze dell’ordine che hanno avviato le prime indagini del caso.
Ambulanza (Ansa Foto) Notizie.com
Anche i vigili del fuoco per recuperare i corpi delle due vittime. L’auto in questione è una Audi A3. Alla guida un ragazzo di 27 anni, di origine indiana (e che abitava nella provincia trevigiana). A bordo della stessa erano presenti altre tre persone. A quanto pare la vettura è uscita di strada ed è finita nel canale di scolo parallelo alla carreggiata. Alcune auto, che transitavano in quel momento, non hanno perso altro tempo ed hanno chiamato sia i carabinieri che, appunto, i vigili del fuoco.
Treviso, drammatico incidente stradale nella notte: due vittime
Per il conducente ed uno dei passeggeri non c’è stato assolutamente nulla da fare visto che sono deceduti sul colpo. Le altre due persone sono state trasportate nell’ospedale di Treviso. Proprio dal nosocomio fanno sapere che le loro condizioni sono molto gravi e sono ricoverati attualmente in “codice rosso“. Nel frattempo le salme delle due vittime sono state portate all’ospedale di Oderzo dove sono arrivati i familiari, ancora sotto shock ed increduli per quanto accaduto.
Incidente stradale nella notte in provincia di Treviso (Ansa Foto) Notizie.com
Purtroppo non si tratta affatto del primo episodio di incidente mortale che si verifica nel trevigiano visto che, già in passato, ci sono state altre dinamiche del genere. Come riportato in precedenza i militari dell’arma si stanno accertando su come sia stato possibile tutto questo. Non è da escludere che possano essere utilizzate telecamere di videosorveglianza della zona. Per il momento tutte le ipotesi restano aperte.
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Sono a dir poco drammatiche le notizie che arrivano dal nord Italia. Ci troviamo ad Ormelle (in provincia di Treviso), precisamente in via Roma dove nel cuore della notte c’è stato un incidente mortale. Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che due persone hanno perso la vita. Mentre altre due sono rimaste ferite gravemente in un incidente stradale. Sul posto sono arrivate le forze dell’ordine che hanno avviato le prime indagini del caso.
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Anche i vigili del fuoco per recuperare i corpi delle due vittime. L’auto in questione è una Audi A3. Alla guida un ragazzo di 27 anni, di origine indiana (e che abitava nella provincia trevigiana). A bordo della stessa erano presenti altre tre persone. A quanto pare la vettura è uscita di strada ed è finita nel canale di scolo parallelo alla carreggiata. Alcune auto, che transitavano in quel momento, non hanno perso altro tempo ed hanno chiamato sia i carabinieri che, appunto, i vigili del fuoco.
Treviso, drammatico incidente stradale nella notte: due vittime
Per il conducente ed uno dei passeggeri non c’è stato assolutamente nulla da fare visto che sono deceduti sul colpo. Le altre due persone sono state trasportate nell’ospedale di Treviso. Proprio dal nosocomio fanno sapere che le loro condizioni sono molto gravi e sono ricoverati attualmente in “codice rosso“. Nel frattempo le salme delle due vittime sono state portate all’ospedale di Oderzo dove sono arrivati i familiari, ancora sotto shock ed increduli per quanto accaduto.
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Purtroppo non si tratta affatto del primo episodio di incidente mortale che si verifica nel trevigiano visto che, già in passato, ci sono state altre dinamiche del genere. Come riportato in precedenza i militari dell’arma si stanno accertando su come sia stato possibile tutto questo. Non è da escludere che possano essere utilizzate telecamere di videosorveglianza della zona. Per il momento tutte le ipotesi restano aperte.
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Manifestazione Pd, Schlein attacca ancora la Meloni: “Ha fallito”
In una intervista che ha rilasciato al quotidiano “La Repubblica” è intervenuta la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein
Oggi è il grande giorno per il Partito Democratico che scende in piazza del Popolo, a Roma, per manifestare contro il governo e non solo. Anche per quello che sta accadendo in Medio Oriente ed in Ucraina. In prima fila, ovviamente, non può mancare la segretaria Elly Schlein. A poche ore da questo importante appuntamento l’italo-svizzera ha rilasciato una intervista alla ‘Repubblica‘. Tanti sono i temi che ha voluto affrontare al noto quotidiano.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein (Ansa Foto) Notizie.com
Come quello della Legge di Bilancio, premierato, guerra, terrorismo, liberazione ostaggi Hamas ed anche della Meloni. Queste sono alcune delle sue dichiarazioni: “Abbiamo lanciato la manifestazione con lo slogan “per un futuro più giusto” per le persone e per il pianeta. Quello che tiene insieme tutto è l’idea di eguaglianza e la difesa dei più deboli. Siamo in piazza la giustizia sociale contro la precarietà e lo sfruttamento. Basta alle discriminazioni contro le donne, migranti e Lgbtq+“.
Sul taglio del cuneo ha rivelato: “Non aumenta di un euro i salari nel 2024. E’ uno spot per le Europee. Questa manovra è iniqua e colpisce tutte le generazioni. Le nonne e i nonni sulle pensioni e la sanità, colpisce le madri e i padri aumentando le tasse sui pannolini, sui prodotti per la prima infanzia e assorbenti. Non solo, colpisce anche le figlie e i figli. Siamo l’unico paese dell’Ocse in cui i redditi famigliari sono diminuiti e il governo non fa nulla per il caro vita, per il caro energia e il caro bollette“.
Manifestazione Pd, Schlein: “Costruiamo alternativa a governo Meloni”
Per quanto riguarda il fisco, invece, la segretaria del Pd ha ribadito: “Il governo ha adottato misure che strizzano l’occhio a chi evade e non a chi le tasse le paga. Tra questi proprio i pensionati. Premierato? E’ un fumogeno lanciato da Meloni per distrarre dalle promesse tradite sul terreno economico e sociale. Indebolisce il Parlamento e intacca le prerogative del Presidente della Repubblica. La democrazia non può risolversi nella acclamazione del capo ogni 5 anni. La destra ha sempre sognato di smantellare la Repubblica e non è andata bene“.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein (Ansa Foto) Notizie.com
In conclusione si è voluta soffermare proprio sulla premier Meloni: “Inutile ricordarlo, ma ha fallito. Noi del Pd sentiamo la responsabilità di costruire un’alternativa credibile e vincente. Dobbiamo unire le forze ma sui temi concreti. Progetto di alleanza tra conservatori e popolari contro il Pse in Europa? La sua è una idea naufragata ancor prima di partire. Noi offriamo come perno di una grande alleanza politica per poter battere le destre“.
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Oggi è il grande giorno per il Partito Democratico che scende in piazza del Popolo, a Roma, per manifestare contro il governo e non solo. Anche per quello che sta accadendo in Medio Oriente ed in Ucraina. In prima fila, ovviamente, non può mancare la segretaria Elly Schlein. A poche ore da questo importante appuntamento l’italo-svizzera ha rilasciato una intervista alla ‘Repubblica‘. Tanti sono i temi che ha voluto affrontare al noto quotidiano.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein (Ansa Foto) Notizie.com
Come quello della Legge di Bilancio, premierato, guerra, terrorismo, liberazione ostaggi Hamas ed anche della Meloni. Queste sono alcune delle sue dichiarazioni: “Abbiamo lanciato la manifestazione con lo slogan “per un futuro più giusto” per le persone e per il pianeta. Quello che tiene insieme tutto è l’idea di eguaglianza e la difesa dei più deboli. Siamo in piazza la giustizia sociale contro la precarietà e lo sfruttamento. Basta alle discriminazioni contro le donne, migranti e Lgbtq+“.
Sul taglio del cuneo ha rivelato: “Non aumenta di un euro i salari nel 2024. E’ uno spot per le Europee. Questa manovra è iniqua e colpisce tutte le generazioni. Le nonne e i nonni sulle pensioni e la sanità, colpisce le madri e i padri aumentando le tasse sui pannolini, sui prodotti per la prima infanzia e assorbenti. Non solo, colpisce anche le figlie e i figli. Siamo l’unico paese dell’Ocse in cui i redditi famigliari sono diminuiti e il governo non fa nulla per il caro vita, per il caro energia e il caro bollette“.
Manifestazione Pd, Schlein: “Costruiamo alternativa a governo Meloni”
Per quanto riguarda il fisco, invece, la segretaria del Pd ha ribadito: “Il governo ha adottato misure che strizzano l’occhio a chi evade e non a chi le tasse le paga. Tra questi proprio i pensionati. Premierato? E’ un fumogeno lanciato da Meloni per distrarre dalle promesse tradite sul terreno economico e sociale. Indebolisce il Parlamento e intacca le prerogative del Presidente della Repubblica. La democrazia non può risolversi nella acclamazione del capo ogni 5 anni. La destra ha sempre sognato di smantellare la Repubblica e non è andata bene“.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein (Ansa Foto) Notizie.com
In conclusione si è voluta soffermare proprio sulla premier Meloni: “Inutile ricordarlo, ma ha fallito. Noi del Pd sentiamo la responsabilità di costruire un’alternativa credibile e vincente. Dobbiamo unire le forze ma sui temi concreti. Progetto di alleanza tra conservatori e popolari contro il Pse in Europa? La sua è una idea naufragata ancor prima di partire. Noi offriamo come perno di una grande alleanza politica per poter battere le destre“.
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Fitch Ratings, sorride l’Italia: importanti novità in arrivo
Fitch Ratings, sorride il nostro Paese: ci sono moltissime novità in arrivo. Gli ultimi aggiornamenti
Nelle ultime ore Fitch ha confermato il “Long-Term Foreign-Currency Issuer Default Rating (IDR)” nei confronti del nostro Paese direttamente a “BBB” con un outlook stabile. Nella nota diramata, infatti, è stato comunicato che il rating dell’Italia è sostenuto dalla sua economia ampia. Non solo: diversificata e ad alto valore aggiunto, dall’appartenenza all’Eurozona e dalla solidità delle istituzioni. Non è finita qui visto che questo tipo di caratteristiche creditizie sono bilanciate da fondamentali macroeconomici e fiscali deboli.
Fitch Ratings (Ansa Foto) Notizie.com
Soprattutto per quanto riguarda un debito pubblico molto elevato ed anche da una politica fiscale che è stata definita poco rigorosa. Il tutto, ovviamente, dopo lo scoppio della pandemia da Covid. Ed anche da un potenziale di crescita economica ridotto ed anche da un contesto di rendimenti più elevati.
Fitch Ratings, outlook stabile: il comunicato
Questo il comunicato ufficiale da parte della società: “L’outlook stabile riflette la proiezione di Fitch di una stabilizzazione del debito pubblico/PIL negli ultimi anni delle nostre previsioni, vicino al livello di fine 2022, un’attesa ripresa nell’esecuzione dei progetti finanziati dall’Unione europea che forniscono un moderato sostegno alla crescita, e la continua ampia stabilità della coalizione, che limita il rischio politico più marcato.
Fitch Ratings (Ansa Foto) Notizie.com
Tuttavia, il significativo allentamento degli obiettivi fiscali ha indebolito il percorso di aggiustamento del deficit, con i rischi associati di un aumento dei rendimenti sulle nuove emissioni di debito e di non conformità alle norme fiscali dell’Unione europea“. Secondo le ultime proiezioni da parte della stessa Fitch pare che l’inflazione italiana ad ottobre è scesa anche in maniera brusca dell’1,8%. E’ pronta ad attestarsi, nella media, al 2,9% nel 2024 e al 2,1% nel 2025.
In conclusione c’è stato anche un importante riferimento al governo guidato da Giorgia Meloni: “Il sostegno loro ha retto e la sua maggioranza parlamentare è più stabile di quella di molte amministrazioni precedenti, offrendo una piattaforma per una pianificazione economica e fiscale di medio termine. Non solo: devono anche far fronte a una notevole pressione politica per mantenere le sue promesse elettorali, il che pesa sulle prospettive di un maggiore consolidamento, come dimostra l’attuale pressione della coalizione sulle misure di riforma delle pensioni“.
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Nelle ultime ore Fitch ha confermato il “Long-Term Foreign-Currency Issuer Default Rating (IDR)” nei confronti del nostro Paese direttamente a “BBB” con un outlook stabile. Nella nota diramata, infatti, è stato comunicato che il rating dell’Italia è sostenuto dalla sua economia ampia. Non solo: diversificata e ad alto valore aggiunto, dall’appartenenza all’Eurozona e dalla solidità delle istituzioni. Non è finita qui visto che questo tipo di caratteristiche creditizie sono bilanciate da fondamentali macroeconomici e fiscali deboli.
Fitch Ratings (Ansa Foto) Notizie.com
Soprattutto per quanto riguarda un debito pubblico molto elevato ed anche da una politica fiscale che è stata definita poco rigorosa. Il tutto, ovviamente, dopo lo scoppio della pandemia da Covid. Ed anche da un potenziale di crescita economica ridotto ed anche da un contesto di rendimenti più elevati.
Fitch Ratings, outlook stabile: il comunicato
Questo il comunicato ufficiale da parte della società: “L’outlook stabile riflette la proiezione di Fitch di una stabilizzazione del debito pubblico/PIL negli ultimi anni delle nostre previsioni, vicino al livello di fine 2022, un’attesa ripresa nell’esecuzione dei progetti finanziati dall’Unione europea che forniscono un moderato sostegno alla crescita, e la continua ampia stabilità della coalizione, che limita il rischio politico più marcato.
Fitch Ratings (Ansa Foto) Notizie.com
Tuttavia, il significativo allentamento degli obiettivi fiscali ha indebolito il percorso di aggiustamento del deficit, con i rischi associati di un aumento dei rendimenti sulle nuove emissioni di debito e di non conformità alle norme fiscali dell’Unione europea“. Secondo le ultime proiezioni da parte della stessa Fitch pare che l’inflazione italiana ad ottobre è scesa anche in maniera brusca dell’1,8%. E’ pronta ad attestarsi, nella media, al 2,9% nel 2024 e al 2,1% nel 2025.
In conclusione c’è stato anche un importante riferimento al governo guidato da Giorgia Meloni: “Il sostegno loro ha retto e la sua maggioranza parlamentare è più stabile di quella di molte amministrazioni precedenti, offrendo una piattaforma per una pianificazione economica e fiscale di medio termine. Non solo: devono anche far fronte a una notevole pressione politica per mantenere le sue promesse elettorali, il che pesa sulle prospettive di un maggiore consolidamento, come dimostra l’attuale pressione della coalizione sulle misure di riforma delle pensioni“.
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Premier League, calciatore si ferma “per problemi di salute mentale”
Una storia davvero molto particolare e che tutti nel mondo del calcio sperano si possa risolvere nel migliore di modi e prima possibile
La salute mentale dei calciatori è un tema di cui si parla ancora troppo poco. Nonostante la vita lussuosa, ricca e apparentemente tranquilla, per molti tutto questo può essere e diventare un vero e proprio incubo. La testa, infatti, va di pari passo con il corpo, e senza la giusta condizione non si riesce a performare al meglio. Ne è un esempio la storia recente di Dele Alli, che ha da poco giocato al Besiktas in Turchia, e che ha avuto un passato piuttosto glorioso in Premier League, tra le fila del Tottenham e dell’Everton.
Lyle Foster ha ammesso di soffrire di depressione (Ansa) – Notizie.com
Non molto tempo fa è stato protagonista di un’intervista a 360 gradi, in cui ha raccontato tutti i suoi problemi di salute mentale che l’hanno distrutto e frenato nella sua ascesa. L’ultima vicenda che ha fatto il giro di tutti i media è quella di Lyle Foster, giocatore del Burnley. Ha infatti deciso di prendersi del tempo lontano dal terreno di gioco per affrontare i problemi di salute mentale di cui soffre da tempo. Il club, che milita nella massima serie del calcio inglese, dopo aver conquistato la promozione lo scorso anno, ha confermato che il calciatore si trova attualmente in cura da alcuni specialisti e che lo aiuteranno con tutto ciò di cui ha bisogno.
La storia di Lyle Foster
“A nome di Lyle Foster e della sua famiglia, ci è stato chiesto di fornire un aggiornamento sulla sua malattia. Lyle ci ha recentemente fatto sapere che continua a lottare con la sua salute mentale e ci ha chiesto aiuto“, questo è il comunicato ufficiale del Burnley, che ha spiegato la situazione. “È nelle mani di specialisti, che gli danno l’aiuto e le cure di cui ha bisogno per guarire. Con l’amore e il sostegno della sua famiglia e di tutti a Burnley, faremo tutto il possibile per farlo stare meglio“, ha aggiunto il club dei Clarets.
Il giocatore del Burnley Lyle Foster (Ansa) – Notizie.com
L’attaccante sudafricano, che già parlava della sua depressione nel luglio di quest’anno, in questa stagione ha giocato solamente otto partite con la maglia del Burnley, segnando comunque tre gol e fornendo due assist. È sbarcato in Inghilterra proprio quest’estate dal Westerlo, in Belgio, dove ha dato grande prova di sé nelle ultime due annate. Agli inizi della sua carriera ha fatto anche parte del settore giovanile del Monaco, in Francia. Si tratta di uno dei migliori vivai del mondo che ha portato a far esordire con i professionisti, tra gli altri, anche Kylian Mbappé.
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La salute mentale dei calciatori è un tema di cui si parla ancora troppo poco. Nonostante la vita lussuosa, ricca e apparentemente tranquilla, per molti tutto questo può essere e diventare un vero e proprio incubo. La testa, infatti, va di pari passo con il corpo, e senza la giusta condizione non si riesce a performare al meglio. Ne è un esempio la storia recente di Dele Alli, che ha da poco giocato al Besiktas in Turchia, e che ha avuto un passato piuttosto glorioso in Premier League, tra le fila del Tottenham e dell’Everton.
Lyle Foster ha ammesso di soffrire di depressione (Ansa) – Notizie.com
Non molto tempo fa è stato protagonista di un’intervista a 360 gradi, in cui ha raccontato tutti i suoi problemi di salute mentale che l’hanno distrutto e frenato nella sua ascesa. L’ultima vicenda che ha fatto il giro di tutti i media è quella di Lyle Foster, giocatore del Burnley. Ha infatti deciso di prendersi del tempo lontano dal terreno di gioco per affrontare i problemi di salute mentale di cui soffre da tempo. Il club, che milita nella massima serie del calcio inglese, dopo aver conquistato la promozione lo scorso anno, ha confermato che il calciatore si trova attualmente in cura da alcuni specialisti e che lo aiuteranno con tutto ciò di cui ha bisogno.
La storia di Lyle Foster
“A nome di Lyle Foster e della sua famiglia, ci è stato chiesto di fornire un aggiornamento sulla sua malattia. Lyle ci ha recentemente fatto sapere che continua a lottare con la sua salute mentale e ci ha chiesto aiuto“, questo è il comunicato ufficiale del Burnley, che ha spiegato la situazione. “È nelle mani di specialisti, che gli danno l’aiuto e le cure di cui ha bisogno per guarire. Con l’amore e il sostegno della sua famiglia e di tutti a Burnley, faremo tutto il possibile per farlo stare meglio“, ha aggiunto il club dei Clarets.
Il giocatore del Burnley Lyle Foster (Ansa) – Notizie.com
L’attaccante sudafricano, che già parlava della sua depressione nel luglio di quest’anno, in questa stagione ha giocato solamente otto partite con la maglia del Burnley, segnando comunque tre gol e fornendo due assist. È sbarcato in Inghilterra proprio quest’estate dal Westerlo, in Belgio, dove ha dato grande prova di sé nelle ultime due annate. Agli inizi della sua carriera ha fatto anche parte del settore giovanile del Monaco, in Francia. Si tratta di uno dei migliori vivai del mondo che ha portato a far esordire con i professionisti, tra gli altri, anche Kylian Mbappé.
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Pd, Gribaudo non si arrende: “Cerchiamo alternativa a Meloni”
Partito Democratico, Chiara Gribaudo non si arrende e punta ad una alternativa valida alla Meloni: di questo e molto altro ne ha parlato al ‘Manifesto’
Quella di domani è una grande giornata per il Partito Democratico che scenderà in piazza, a Roma, per la manifestazione indetta da mesi. In prima linea ci sarà anche la vicepresidente Chiara Gribaudo. A meno di 24 ore da quello che accadrà l’esponente dei dem ne ha voluto parlare in una lunga intervista che ha concesso al ‘Manifesto‘. Alla domanda su quale sia il motivo principale per cui si recheranno in piazza del Popolo la risposta non si è fatta assolutamente attendere.
La vicepresidente del Partito Democratico, Chiara Gribaudo (Ansa Foto) Notizie.com
Queste sono alcune delle sue parole rilasciate al noto quotidiano: “Noi scendiamo in piazza per dire che vogliamo un paese diverso da quello che ci ritroviamo dopo un anno di governo Meloni. Sindacati e associazioni hanno già fatto sentire la loro voce, ora tocca a noi: l’opposizione deve uscire dai palazzi, vogliamo condividere la battaglia contro la manovra e contro i tagli alla sanità con la nostra comunità e con chi vuole darci una mano“.
Poi ha continuato dicendo: “Il Pd per cambiare ha bisogno di una intelligenza diffusa, c’è una larga parte di Italia che fa fatica, non solo i più deboli ma anche il ceto medio che è penalizzato dai tagli alla sanità e alla scuola. Stiamo facendo il nostro percorso, ora è nelle condizioni di mandare messaggi chiari, di essere una forza realmente popolare capace di riannodare i fili con chi ha smesso di credere nella politica“.
Pd, Gribaudo: “Schlein condanna i massacri di civili a Gaza”
Si è trattato anche uno dei temi di questi giorni come il conflitto in Medio Oriente. La posizione del partito in questione non è cambiata affatto: “Tutto il PD è unito nel chiedere la pace. Siamo per una soluzione che preveda due popoli e due stati. Schlein ha alzato i toni nel condannare i massacri di civili a Gaza. A pagare il prezzo non possono essere civili inermi, soprattutto bambini. Usa, Ue e paesi arabi moderati devono lavorare per arrivare a una soluzione politica“.
La vicepresidente del Partito Democratico, Chiara Gribaudo (Ansa Foto) Notizie.com
In conclusione si è soffermata a discutere della premier Giorgia Meloni. Anche quella di domani sarà una occasione di mostrare il loro dissenso nelle sue decisioni: “Nel mondo progressista e di sinistra c’è una sensibilità sul tema dell’uomo solo al comando, ci sono ancora anticorpi diffusi, nonostante i tentativi della destra di riscrivere la storia. Se si parla di stravolgimento della Costituzione, di riduzione dei poteri del Quirinale, il nostro popolo è pronto a mobilitarsi. Vogliamo costruire una alternativa alla premier“.
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Quella di domani è una grande giornata per il Partito Democratico che scenderà in piazza, a Roma, per la manifestazione indetta da mesi. In prima linea ci sarà anche la vicepresidente Chiara Gribaudo. A meno di 24 ore da quello che accadrà l’esponente dei dem ne ha voluto parlare in una lunga intervista che ha concesso al ‘Manifesto‘. Alla domanda su quale sia il motivo principale per cui si recheranno in piazza del Popolo la risposta non si è fatta assolutamente attendere.
La vicepresidente del Partito Democratico, Chiara Gribaudo (Ansa Foto) Notizie.com
Queste sono alcune delle sue parole rilasciate al noto quotidiano: “Noi scendiamo in piazza per dire che vogliamo un paese diverso da quello che ci ritroviamo dopo un anno di governo Meloni. Sindacati e associazioni hanno già fatto sentire la loro voce, ora tocca a noi: l’opposizione deve uscire dai palazzi, vogliamo condividere la battaglia contro la manovra e contro i tagli alla sanità con la nostra comunità e con chi vuole darci una mano“.
Poi ha continuato dicendo: “Il Pd per cambiare ha bisogno di una intelligenza diffusa, c’è una larga parte di Italia che fa fatica, non solo i più deboli ma anche il ceto medio che è penalizzato dai tagli alla sanità e alla scuola. Stiamo facendo il nostro percorso, ora è nelle condizioni di mandare messaggi chiari, di essere una forza realmente popolare capace di riannodare i fili con chi ha smesso di credere nella politica“.
Pd, Gribaudo: “Schlein condanna i massacri di civili a Gaza”
Si è trattato anche uno dei temi di questi giorni come il conflitto in Medio Oriente. La posizione del partito in questione non è cambiata affatto: “Tutto il PD è unito nel chiedere la pace. Siamo per una soluzione che preveda due popoli e due stati. Schlein ha alzato i toni nel condannare i massacri di civili a Gaza. A pagare il prezzo non possono essere civili inermi, soprattutto bambini. Usa, Ue e paesi arabi moderati devono lavorare per arrivare a una soluzione politica“.
La vicepresidente del Partito Democratico, Chiara Gribaudo (Ansa Foto) Notizie.com
In conclusione si è soffermata a discutere della premier Giorgia Meloni. Anche quella di domani sarà una occasione di mostrare il loro dissenso nelle sue decisioni: “Nel mondo progressista e di sinistra c’è una sensibilità sul tema dell’uomo solo al comando, ci sono ancora anticorpi diffusi, nonostante i tentativi della destra di riscrivere la storia. Se si parla di stravolgimento della Costituzione, di riduzione dei poteri del Quirinale, il nostro popolo è pronto a mobilitarsi. Vogliamo costruire una alternativa alla premier“.
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“Ho rotto polsi ai portieri e fatto svenire un mio ex compagno”
L’ex calciatore di Serie A, 43 anni, aveva un tiro potentissimo. Ha parlato in esclusiva a Notizie.com: non ha ancora appeso gli scarpini al chiodo.
Il sogno che diventa realtà. Gli occhi che mostrano il punto in cui sei arrivato, che non avresti mai pensato di raggiungere. “Ho capito di avercela fatta quando mi sono trovato Francesco Totti di fronte, è stato prima di un Livorno-Roma…”. Emerson Ramos Borges, 10 stagioni dopo, non ha ancora appeso gli scarpini al chiodo e continua a giocare a calcio, in quella che è diventata la sua casa: la Sardegna.
Emerson Borges aveva un tiro potentissimo (Ansa Foto) – Notizie.com
Centrocampista della Nuorese, ha fatto parlare di sé soprattutto durante l’esperienza al Livorno, squadra con la quale è riuscito a raggiungere la Serie A dopo tantissimi anni di gavetta. “Quando ho visto Totti ho pensato di aver realizzato il sogno mio e di tutti quei ragazzi che ho incontrato durante il lungo percorso, in Serie C e anche nelle serie dilettantistiche. È stata un’emozione incredibile, davanti agli occhi mi è passata l’intera vita e tutte le partite giocate nelle categorie inferiori. Una sensazione bellissima”, ha raccontato in esclusiva a Notizie.com.
“Ho visto Totti e realizzato il mio sogno”
Emerson Borges ha parlato di Totti: “L’ho visto e ho pensato di avercela fatta” (Ansa Foto) – Notizie.com
Il suo tiro faceva invidia ai fuoriclasse del campionato italiano. “In carriera ho rotto diversi polsi ai portieri avversari, ho fratturato nasi, una volta ho fatto svenire un mio ex compagno che si era messo in barriera. Gliel’avevo detto: ‘Non metterti in barriera…’. Non mi ha ascoltato, ho chiuso gli occhi e tirato il più forte possibile. Ho colpito proprio lui ed è svenuto. L’ho preso in pieno…”. Emerson specifica i suoi specialisti preferiti dalla distanza: “Roberto Carlos naturalmente era qualcosa di unico, anche lui pensa che avrà fatto svenire qualcuno (ride, ndr). Poi dico Marcelinho Carioca, ex giocatore del Corinthians. Aveva un tiro formidabile. Non posso dimenticare però Juninho Pernambucano e Andrea Pirlo, che ho visto da vicino. Era veramente impressionante”.
Emerson Borges con la maglia del Livorno (Ansa Foto) – Notizie.com
Emerson ha scalato le categorie, conosce pregi e difetti del calcio italiano: “Purtroppo in Italia si punta poco sui calciatori che giocano nelle serie inferiori. È molto più facile pescare all’estero giocatori che hanno procuratori alle spalle, che quindi sul trasferimento ci guadagnano. Ci sono alcuni ragazzi che giocano in B per una vita e non hanno mai un’occasione. Io per la Nuorese giro la Sardegna alla ricerca di ragazzi di talento, bisogna alimentare il loro sogno. In Italia, invece, spesso ai giovani si toglie proprio la possibilità di sognare”.
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Il sogno che diventa realtà. Gli occhi che mostrano il punto in cui sei arrivato, che non avresti mai pensato di raggiungere. “Ho capito di avercela fatta quando mi sono trovato Francesco Totti di fronte, è stato prima di un Livorno-Roma…”. Emerson Ramos Borges, 10 stagioni dopo, non ha ancora appeso gli scarpini al chiodo e continua a giocare a calcio, in quella che è diventata la sua casa: la Sardegna.
Emerson Borges aveva un tiro potentissimo (Ansa Foto) – Notizie.com
Centrocampista della Nuorese, ha fatto parlare di sé soprattutto durante l’esperienza al Livorno, squadra con la quale è riuscito a raggiungere la Serie A dopo tantissimi anni di gavetta. “Quando ho visto Totti ho pensato di aver realizzato il sogno mio e di tutti quei ragazzi che ho incontrato durante il lungo percorso, in Serie C e anche nelle serie dilettantistiche. È stata un’emozione incredibile, davanti agli occhi mi è passata l’intera vita e tutte le partite giocate nelle categorie inferiori. Una sensazione bellissima”, ha raccontato in esclusiva a Notizie.com.
“Ho visto Totti e realizzato il mio sogno”
Emerson Borges ha parlato di Totti: “L’ho visto e ho pensato di avercela fatta” (Ansa Foto) – Notizie.com
Il suo tiro faceva invidia ai fuoriclasse del campionato italiano. “In carriera ho rotto diversi polsi ai portieri avversari, ho fratturato nasi, una volta ho fatto svenire un mio ex compagno che si era messo in barriera. Gliel’avevo detto: ‘Non metterti in barriera…’. Non mi ha ascoltato, ho chiuso gli occhi e tirato il più forte possibile. Ho colpito proprio lui ed è svenuto. L’ho preso in pieno…”. Emerson specifica i suoi specialisti preferiti dalla distanza: “Roberto Carlos naturalmente era qualcosa di unico, anche lui pensa che avrà fatto svenire qualcuno (ride, ndr). Poi dico Marcelinho Carioca, ex giocatore del Corinthians. Aveva un tiro formidabile. Non posso dimenticare però Juninho Pernambucano e Andrea Pirlo, che ho visto da vicino. Era veramente impressionante”.
Emerson Borges con la maglia del Livorno (Ansa Foto) – Notizie.com
Emerson ha scalato le categorie, conosce pregi e difetti del calcio italiano: “Purtroppo in Italia si punta poco sui calciatori che giocano nelle serie inferiori. È molto più facile pescare all’estero giocatori che hanno procuratori alle spalle, che quindi sul trasferimento ci guadagnano. Ci sono alcuni ragazzi che giocano in B per una vita e non hanno mai un’occasione. Io per la Nuorese giro la Sardegna alla ricerca di ragazzi di talento, bisogna alimentare il loro sogno. In Italia, invece, spesso ai giovani si toglie proprio la possibilità di sognare”.
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Geronimo La Russa, nuova avventura: “Mio padre non voleva”
In una intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’ è intervenuto il figlio di Ignazio La Russa, Geronimo, da poco nominato per una carica importante
Non sono assolutamente mancate le polemiche e le critiche in merito alla sua nomina nel consiglio di amministrazione del teatro ‘Piccolo‘ di Milano. Geronimo La Russa ci mette la faccia e risponde a coloro che hanno sollevato questo polverone. Lo ha fatto rilasciando una intervista ai microfoni del ‘Corriere della Sera‘ in cui ci ha tenuto a fare il punto della situazione. Queste sono alcune delle sue parole: “Ho un cognome importante, lo so, ma ho anche 43 anni.
Geronimo La Russa (Ansa Foto) Notizie.com
Cosa devo fare? Devo annientare la mia vita e le mie passioni e aspettare il giorno in cui mio padre non darà più fastidio a nessuno?“. E’ un fiume in piena l’attuale numero uno di Aci. In merito alle dichiarazioni da parte del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha ribadito: “Sono più a un atto dovuto del sindaco di una giunta di sinistra che ad altro. Io lotto per un mondo che non abbia preconcetti“. Poi si è ricordato che fu proprio il primo cittadino a nominarlo nel consiglio di amministrazione di M4 (linea della metropolitana).
Geronimo La Russa, sulla nomina precisa: “Mio padre Ignazio non è intervenuto”
Poi ha continuato dicendo: “Ho notato la composizione di vari cda di istituzioni culturali, sicuramente tutte persone bravissime, ma tanti nomi di politici o ex politici di sinistra. Perché La Russa non va bene, e altri sì?“. Altro che “aiuto” dal padre per una sua nomina. Anzi: “E’ successo esattamente il contrario. Vorrebbe che mi dedicassi solo a mandare avanti lo studio legale perché è quello che mi dà da vivere. Altro che incarichi e poltronifici. Sono fake news“.
Geronimo La Russa (Ansa Foto) Notizie.com
Anche perché ha precisato: “A prescindere dallo studio legale, c’è l’Aci dove sono stato eletto e non nominato e una società privata con l’amica Barbara Berlusconi che conosco da 20 anni e con i suoi fratelli. E sottolineo che nessuno ricorda che l’incarico al Piccolo è gratuito. L’unica nomina remunerata è quella in M4 avuta dal sindaco“.
In conclusione ribadisce: “Se avessi voluto ruoli chiave avrei fatto delle scelte di vita diverse e ora magari sarei in politica. Parentopoli? Queste accuse mi fanno sorridere. Ci tengo a coltivare le mie passioni e aiutare il prossimo“.
L'articolo Geronimo La Russa, nuova avventura: “Mio padre non voleva” proviene da Notizie.com.
http://dlvr.it/SyfkHj
Non sono assolutamente mancate le polemiche e le critiche in merito alla sua nomina nel consiglio di amministrazione del teatro ‘Piccolo‘ di Milano. Geronimo La Russa ci mette la faccia e risponde a coloro che hanno sollevato questo polverone. Lo ha fatto rilasciando una intervista ai microfoni del ‘Corriere della Sera‘ in cui ci ha tenuto a fare il punto della situazione. Queste sono alcune delle sue parole: “Ho un cognome importante, lo so, ma ho anche 43 anni.
Geronimo La Russa (Ansa Foto) Notizie.com
Cosa devo fare? Devo annientare la mia vita e le mie passioni e aspettare il giorno in cui mio padre non darà più fastidio a nessuno?“. E’ un fiume in piena l’attuale numero uno di Aci. In merito alle dichiarazioni da parte del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha ribadito: “Sono più a un atto dovuto del sindaco di una giunta di sinistra che ad altro. Io lotto per un mondo che non abbia preconcetti“. Poi si è ricordato che fu proprio il primo cittadino a nominarlo nel consiglio di amministrazione di M4 (linea della metropolitana).
Geronimo La Russa, sulla nomina precisa: “Mio padre Ignazio non è intervenuto”
Poi ha continuato dicendo: “Ho notato la composizione di vari cda di istituzioni culturali, sicuramente tutte persone bravissime, ma tanti nomi di politici o ex politici di sinistra. Perché La Russa non va bene, e altri sì?“. Altro che “aiuto” dal padre per una sua nomina. Anzi: “E’ successo esattamente il contrario. Vorrebbe che mi dedicassi solo a mandare avanti lo studio legale perché è quello che mi dà da vivere. Altro che incarichi e poltronifici. Sono fake news“.
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Anche perché ha precisato: “A prescindere dallo studio legale, c’è l’Aci dove sono stato eletto e non nominato e una società privata con l’amica Barbara Berlusconi che conosco da 20 anni e con i suoi fratelli. E sottolineo che nessuno ricorda che l’incarico al Piccolo è gratuito. L’unica nomina remunerata è quella in M4 avuta dal sindaco“.
In conclusione ribadisce: “Se avessi voluto ruoli chiave avrei fatto delle scelte di vita diverse e ora magari sarei in politica. Parentopoli? Queste accuse mi fanno sorridere. Ci tengo a coltivare le mie passioni e aiutare il prossimo“.
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Matteo Ricci sicuro: “Alle Europee ci sarà una grande sorpresa”
Matteo Ricci, esponente del Pd e sindaco di Pesaro, in un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’ svela che alle prossime Europee ci sarà una grande sorpresa.
Nel giorno dell’uscita del suo libro Pane e politica Matteo Ricci rilascia una lunga intervista a Il Fatto Quotidiano e affronta diversi temi tra cui anche il futuro del ‘suo’ Pd: “Bisogna tornare ad essere un partito popolare e ascoltare la gente, soprattutto quella in periferia. Questo non significa assolutamente essere populisti, ma raccontare in maniera semplice la complessità del mondo in cui viviamo“.
Il sindaco Ricci sulle prossime Europee e non solo – Notizie.com – © Ansa
Per il sindaco di Pesaro un passaggio anche su Elly Schlein: “Lei ha davanti una sfida non semplice da vincere perché tenere unito il Pd non è affatto facile. Deve fidarsi di chi ha lavorato nei territori e di chi ama il partito. Solo in questo modo potranno arrivare i risultati“.
Ricci apre al M5s
Ricci non chiude la porta al M5s – Notizie.com – © Ansa
Matteo Ricci è sempre stato tra coloro che hanno spinto ad una alleanza con i pentastellati e lo conferma anche in questa intervista: “Io credo molto in questo percorso e sono certo che Renzi ha fatto cadere il governo perché vedeva una prospettiva politica, che lui ha deciso di interrompere a causa di idee diverse“.
Un accordo che potrebbe portare dei risultati già alle prossime Europee: “Se si fanno le cose fatte bene, allora potrebbe esserci un risultato inatteso. Con i 5Stelle sono molto le cose in comune che quelle che ci dividono. Io sono per una competizione cooperativa, cosa che avvantaggia entrambi“.
“A Firenze il Pd è molto forte”
Ricci sul ruolo del Pd a Firenze – Notizie.com – © Ansa
Nonostante questa apertura, non mancano le divergenze tra i due partiti. “Il Pd a Firenze è molto forte – spiega Ricci soffermandosi sulla decisione di Conte di candidare per il ruolo di sindaco Tommaso Montanari – spesso arriviamo anche sopra il 30%. Non si può pensare che un partito così forte nel territorio non abbia a disposizione una classe dirigente per guidare la città. Proprio per questo motivo prima ho parlato di competizione cooperativa. Bisogna lavorare con le nostre diversità“.
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Nel giorno dell’uscita del suo libro Pane e politica Matteo Ricci rilascia una lunga intervista a Il Fatto Quotidiano e affronta diversi temi tra cui anche il futuro del ‘suo’ Pd: “Bisogna tornare ad essere un partito popolare e ascoltare la gente, soprattutto quella in periferia. Questo non significa assolutamente essere populisti, ma raccontare in maniera semplice la complessità del mondo in cui viviamo“.
Il sindaco Ricci sulle prossime Europee e non solo – Notizie.com – © Ansa
Per il sindaco di Pesaro un passaggio anche su Elly Schlein: “Lei ha davanti una sfida non semplice da vincere perché tenere unito il Pd non è affatto facile. Deve fidarsi di chi ha lavorato nei territori e di chi ama il partito. Solo in questo modo potranno arrivare i risultati“.
Ricci apre al M5s
Ricci non chiude la porta al M5s – Notizie.com – © Ansa
Matteo Ricci è sempre stato tra coloro che hanno spinto ad una alleanza con i pentastellati e lo conferma anche in questa intervista: “Io credo molto in questo percorso e sono certo che Renzi ha fatto cadere il governo perché vedeva una prospettiva politica, che lui ha deciso di interrompere a causa di idee diverse“.
Un accordo che potrebbe portare dei risultati già alle prossime Europee: “Se si fanno le cose fatte bene, allora potrebbe esserci un risultato inatteso. Con i 5Stelle sono molto le cose in comune che quelle che ci dividono. Io sono per una competizione cooperativa, cosa che avvantaggia entrambi“.
“A Firenze il Pd è molto forte”
Ricci sul ruolo del Pd a Firenze – Notizie.com – © Ansa
Nonostante questa apertura, non mancano le divergenze tra i due partiti. “Il Pd a Firenze è molto forte – spiega Ricci soffermandosi sulla decisione di Conte di candidare per il ruolo di sindaco Tommaso Montanari – spesso arriviamo anche sopra il 30%. Non si può pensare che un partito così forte nel territorio non abbia a disposizione una classe dirigente per guidare la città. Proprio per questo motivo prima ho parlato di competizione cooperativa. Bisogna lavorare con le nostre diversità“.
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Conference League, Cukaricki-Fiorentina, le pagelle, Nzola su rigore basta e avanza, viola primi in classifica
La formazione di Italiano vince 1-0 e riesce a ottenere la seconda vittoria consecutiva del girone senza soffrire più di tanto
Vittoria ottenuta col minimo sforzo. Non una bella Fiorentina, ma efficace che batte il Cukaricki per 1-0 con una rete segnata da Nzola su calcio di rigore.
Nzola della Fiorentina viene festeggiato dopo il gol su rigore al Cukaricki (Ansa Notizie.com)
Per il giocatore della Fiorentina è la prima rete stagionale e in Europa della sua carriera. Ora la squadra di Italiano dopo aver inseguito tanto è prima in classifica col destino nelle proprie mani.
Tabellino e pagelle
Cukaricki (4-3-3): Filipovic 6,5; Nikcevic 6, Vranjes 5 (68′ Jovanovic 5,5), Kovacevic 6, Tosic 6; Stankovic 5,5, Sissoko 6, Kovac 5 (86′ Singh ng); Ivanovic 5,5 (68′ Cvetkovic 6) , Adetunji 6, Ndiaye 5,5 (80′ Miladinovic ng). A disposizione: Belis, Samurovic, Rogan, Stojanovic,, La. Stojanovic, Arsovic,. All.: Matic
Fiorentina (4-3-3): Christensen 6; Pierozzi 6, Milenkovic 5,5, Ranieri 6,5, Biraghi 6 (55′ Parisi 6); Lopez, Bonaventura 5,5, Duncan 6 (55′ Mandragora 5,5 84′ Arthur ng); Sottil 6, Nzola 6 (70′ Kouame 5,5), Ikone 5,5 (55′ Brekalo). A disposizione: Terracciano, Comuzzo, Martinez Quarta, Gonzalez, Infantino, Mina, Barak. All.: Italiano
Arbitro: Schroder (Ger) 6
Marcatori: 8′ Nzola su rigore
Note: Spettatori 10.000 circa. Ammoniti 7′ Ndiaye, 40′ Adetunji, 44′ Biraghi, 83′ Parisi, 94′ Singh
Recupero: pt 4′, st 6′
I Top
Il momento in cui Nzola segna il rigore (Ansa Notizie.com)
NZOLA In verità non fa una gran partita, ma ha il merito di presentarsi sul dischetto e segnare la rete che sblocca la partita. E’ il suo primo gol in Europa, chissà che possa servire a sbloccarlo in maniera definitiva, visto che il suo avvio di stagione è stato deludente.
MAXIME LOPEZ Uno dei pochi che si salva in una partita strana. Mette ordine e dà i tempi giusti ai suoi compagni. Sempre nel posto giusto, nel momento giusto.
RANIERI E’ giovane, ma non sembra per come si muove in campo. E’ vero che davanti non ha giocatori che lo possono impensierire ma gioca con grande autorevolezza.
I Flop
Andrea Sottil durante un’azione in Fiorentina Cukaricki (Ansa Notizie.com)
IKONE‘ La Fiorentina vince anche quando c’è lui in campo, ma per le sue doti tecniche potrebbe fare di più anche per permettere ai suoi compagni di mettere al sicuro il risultato.
VRANJES Un po’ troppo disordinato e il problema vero che la Fiorentina non ne approfitta, soprattutto Bonaventura e anche lo stesso Ikonè.
BONAVENTURA Ha un paio di occasioni ma non riesce a concretizzarle come sa fare, soprattutto una nel secondo tempo dove da posizione favorevole manda il pallone dalla parte opposta da dove è la porta.
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Vittoria ottenuta col minimo sforzo. Non una bella Fiorentina, ma efficace che batte il Cukaricki per 1-0 con una rete segnata da Nzola su calcio di rigore.
Nzola della Fiorentina viene festeggiato dopo il gol su rigore al Cukaricki (Ansa Notizie.com)
Per il giocatore della Fiorentina è la prima rete stagionale e in Europa della sua carriera. Ora la squadra di Italiano dopo aver inseguito tanto è prima in classifica col destino nelle proprie mani.
Tabellino e pagelle
Cukaricki (4-3-3): Filipovic 6,5; Nikcevic 6, Vranjes 5 (68′ Jovanovic 5,5), Kovacevic 6, Tosic 6; Stankovic 5,5, Sissoko 6, Kovac 5 (86′ Singh ng); Ivanovic 5,5 (68′ Cvetkovic 6) , Adetunji 6, Ndiaye 5,5 (80′ Miladinovic ng). A disposizione: Belis, Samurovic, Rogan, Stojanovic,, La. Stojanovic, Arsovic,. All.: Matic
Fiorentina (4-3-3): Christensen 6; Pierozzi 6, Milenkovic 5,5, Ranieri 6,5, Biraghi 6 (55′ Parisi 6); Lopez, Bonaventura 5,5, Duncan 6 (55′ Mandragora 5,5 84′ Arthur ng); Sottil 6, Nzola 6 (70′ Kouame 5,5), Ikone 5,5 (55′ Brekalo). A disposizione: Terracciano, Comuzzo, Martinez Quarta, Gonzalez, Infantino, Mina, Barak. All.: Italiano
Arbitro: Schroder (Ger) 6
Marcatori: 8′ Nzola su rigore
Note: Spettatori 10.000 circa. Ammoniti 7′ Ndiaye, 40′ Adetunji, 44′ Biraghi, 83′ Parisi, 94′ Singh
Recupero: pt 4′, st 6′
I Top
Il momento in cui Nzola segna il rigore (Ansa Notizie.com)
NZOLA In verità non fa una gran partita, ma ha il merito di presentarsi sul dischetto e segnare la rete che sblocca la partita. E’ il suo primo gol in Europa, chissà che possa servire a sbloccarlo in maniera definitiva, visto che il suo avvio di stagione è stato deludente.
MAXIME LOPEZ Uno dei pochi che si salva in una partita strana. Mette ordine e dà i tempi giusti ai suoi compagni. Sempre nel posto giusto, nel momento giusto.
RANIERI E’ giovane, ma non sembra per come si muove in campo. E’ vero che davanti non ha giocatori che lo possono impensierire ma gioca con grande autorevolezza.
I Flop
Andrea Sottil durante un’azione in Fiorentina Cukaricki (Ansa Notizie.com)
IKONE‘ La Fiorentina vince anche quando c’è lui in campo, ma per le sue doti tecniche potrebbe fare di più anche per permettere ai suoi compagni di mettere al sicuro il risultato.
VRANJES Un po’ troppo disordinato e il problema vero che la Fiorentina non ne approfitta, soprattutto Bonaventura e anche lo stesso Ikonè.
BONAVENTURA Ha un paio di occasioni ma non riesce a concretizzarle come sa fare, soprattutto una nel secondo tempo dove da posizione favorevole manda il pallone dalla parte opposta da dove è la porta.
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Europa League, brutta Roma va ko a Praga: i top e flop del match
Europa League, si è concluso da poco il match che ha visto impegnata la Roma di José Mourinho, in trasferta, contro i cechi dello Slavia Praga
La Roma esce sconfitta dal freddissimo match di Praga contro lo Slavia e con una posizione in meno in classifica. Un primo tempo che è stato letteralmente dominato da parte dei padroni di casa che, in più di una occasione, ha cercato la via della rete. Anche se la difesa giallorossa è stata molto attenta (ed a tratti fortunata) visto che non sono riusciti a trovare la via della rete. Una Roma che, nei primi 45 minuti, è apparsa molto molle e fragile in ogni parte del campo. Anche perché non ha effettuato un solo tiro nello specchio della porta.
Slavia Praga-Roma (Foto LaPresse) Notizie.com
I cechi partono forte anche all’inizio del secondo tempo ed alla fine arriva il gol che porta la firma di Jurecka. Il trequartista approfitta di un errore da parte della difesa giallorossa apparsa disattente: non è bastata una ottima parata di Svilar in precedenza. Ad un quarto d’ora dalla fine arriva la rete del 2-0 con Masopust che trova l’angolino con un tiro dalla distanza dove l’estremo difensore giallorosso non può mai arrivarci.
Da segnalare un episodio molto particolare: Van Buren viene ammonito ancor prima di entrare visto che l’arbitro non gli aveva dato l’ok per il suo ingresso. Una sconfitta che cambia i piani della Roma che scivola al secondo posto, a pari punti proprio con lo Slavia. Per potersi qualificare dovrà aspettare la prossima gara ed, ovviamente, vincere.
Il tabellino e le pagelle di Slavia Praga-Roma 2-0
Slavia Praga-Roma (Foto LaPresse) Notizie.com
MARCATORI: 50′ Jurecka, 74′ Masopust (SP)
SLAVIA PRAGA (3-4-1-2): Mandous 6; Masopust 7 (78′ Vlcek s.v.), Ogbu 6, Holes 6; Doudera 6.5, Zafeiris 6 (78′ Sevcik s.v.), Dorley 6.5 (89′ Van Buren 5.5), Bofil 6; Jurecka 7 (87′ Wallem s.v.); Chytil 5.5 (96′ Hromada s.v.), Provod 6. All.: Trpisovsky
ROMA (3-5-2): Svilar 6, Mancini 5.5, LIorente 5.5 (77′ Renato Sanches s.v.), N’Dicka 6.5; Celik 6, Bove 5.5, Paredes 5 (84′ Joao Costa), Aouar 5 (46′ Cristante 5.5), El Shaarawy 5 (46′ Karsdrop 5.5); Belotti 4.5 (68′ Dybala 6), Lukaku 5. All.; Mourinho
AMMONITI: Masopust, Sevcik, Van Buren (SP), Parades, Ndicka (R)
RECUPERO: 1′ p.t., 7′ s.t.
I top e flop
JURECKA: A prescindere dal gol realizzato, uno dei migliori in campo della sua squadra. Corre avanti ed indietro, si fa per quattro ed alla fine timbra anche il cartellino.
NDICKA: Probabilmente uno dei migliori della sua squadra. Imposta bene e quando ha l’occasione riesce a mettere in difficoltà gli attaccanti avversari. Macchiata solo da un giallo preso nel recupero del secondo tempo.
Slavia Praga-Roma (Foto LaPresse) Notizie.com
AOUAR: Partita anomala per il centrocampista francese che è apparso molto impacciato. Per nulla padrone del centrocampo. Molti palloni e contrasti persi. Tanto è vero che Mourinho lo lascia negli spogliatoi all’inizio della ripresa.
EL SHAARAWY: Stesso discorso per quanto riguarda l’ex Lione. Il ‘Faraone’ è stato uno degli spettatori in campo della partita. Nessuna azione degna di nota. Anche per lui doccia anticipata rispetto ai compagni di squadra.
BELOTTI: Sbaglia tutto quello che c’è da fare. E non che il suo compagno di reparto Lukaku abbia fatto meglio.
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La Roma esce sconfitta dal freddissimo match di Praga contro lo Slavia e con una posizione in meno in classifica. Un primo tempo che è stato letteralmente dominato da parte dei padroni di casa che, in più di una occasione, ha cercato la via della rete. Anche se la difesa giallorossa è stata molto attenta (ed a tratti fortunata) visto che non sono riusciti a trovare la via della rete. Una Roma che, nei primi 45 minuti, è apparsa molto molle e fragile in ogni parte del campo. Anche perché non ha effettuato un solo tiro nello specchio della porta.
Slavia Praga-Roma (Foto LaPresse) Notizie.com
I cechi partono forte anche all’inizio del secondo tempo ed alla fine arriva il gol che porta la firma di Jurecka. Il trequartista approfitta di un errore da parte della difesa giallorossa apparsa disattente: non è bastata una ottima parata di Svilar in precedenza. Ad un quarto d’ora dalla fine arriva la rete del 2-0 con Masopust che trova l’angolino con un tiro dalla distanza dove l’estremo difensore giallorosso non può mai arrivarci.
Da segnalare un episodio molto particolare: Van Buren viene ammonito ancor prima di entrare visto che l’arbitro non gli aveva dato l’ok per il suo ingresso. Una sconfitta che cambia i piani della Roma che scivola al secondo posto, a pari punti proprio con lo Slavia. Per potersi qualificare dovrà aspettare la prossima gara ed, ovviamente, vincere.
Il tabellino e le pagelle di Slavia Praga-Roma 2-0
Slavia Praga-Roma (Foto LaPresse) Notizie.com
MARCATORI: 50′ Jurecka, 74′ Masopust (SP)
SLAVIA PRAGA (3-4-1-2): Mandous 6; Masopust 7 (78′ Vlcek s.v.), Ogbu 6, Holes 6; Doudera 6.5, Zafeiris 6 (78′ Sevcik s.v.), Dorley 6.5 (89′ Van Buren 5.5), Bofil 6; Jurecka 7 (87′ Wallem s.v.); Chytil 5.5 (96′ Hromada s.v.), Provod 6. All.: Trpisovsky
ROMA (3-5-2): Svilar 6, Mancini 5.5, LIorente 5.5 (77′ Renato Sanches s.v.), N’Dicka 6.5; Celik 6, Bove 5.5, Paredes 5 (84′ Joao Costa), Aouar 5 (46′ Cristante 5.5), El Shaarawy 5 (46′ Karsdrop 5.5); Belotti 4.5 (68′ Dybala 6), Lukaku 5. All.; Mourinho
AMMONITI: Masopust, Sevcik, Van Buren (SP), Parades, Ndicka (R)
RECUPERO: 1′ p.t., 7′ s.t.
I top e flop
JURECKA: A prescindere dal gol realizzato, uno dei migliori in campo della sua squadra. Corre avanti ed indietro, si fa per quattro ed alla fine timbra anche il cartellino.
NDICKA: Probabilmente uno dei migliori della sua squadra. Imposta bene e quando ha l’occasione riesce a mettere in difficoltà gli attaccanti avversari. Macchiata solo da un giallo preso nel recupero del secondo tempo.
Slavia Praga-Roma (Foto LaPresse) Notizie.com
AOUAR: Partita anomala per il centrocampista francese che è apparso molto impacciato. Per nulla padrone del centrocampo. Molti palloni e contrasti persi. Tanto è vero che Mourinho lo lascia negli spogliatoi all’inizio della ripresa.
EL SHAARAWY: Stesso discorso per quanto riguarda l’ex Lione. Il ‘Faraone’ è stato uno degli spettatori in campo della partita. Nessuna azione degna di nota. Anche per lui doccia anticipata rispetto ai compagni di squadra.
BELOTTI: Sbaglia tutto quello che c’è da fare. E non che il suo compagno di reparto Lukaku abbia fatto meglio.
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Dalle riforme costituzionali ai migranti: la giornata politica in diretta [VIDEO]
In diretta dalla Camera dei deputati la giornata politica di oggi: riforme costituzionali, migranti e le ultime novità, attraverso il racconto dei protagonisti.
Riforme costituzionali. Si parte dal Senato. Opposizioni sul piede di guerra. E pure tra la maggioranza, al di là delle dichiarazioni ufficiali, c’è malumore. Almeno tra i parlamentari della Camera.
Gli aggiornamenti in diretta da Montecitorio – Notizie.com – © Ansa
Video e interviste a cura della nostra inviata Luigia Luciani
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Riforme costituzionali. Si parte dal Senato. Opposizioni sul piede di guerra. E pure tra la maggioranza, al di là delle dichiarazioni ufficiali, c’è malumore. Almeno tra i parlamentari della Camera.
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Migranti, obiettivo dell’Italia chiaro: spunta l’ipotesi Tunisia
Migranti, il governo italiano ha in mente un obiettivo molto chiaro: spunta anche l’ipotesi che porta alla Tunisia
Non cessano assolutamente gli sbarchi nel nostro Paese. Proprio pochi giorni fa, in quel di Lampedusa, un nuovo arrivo di migranti. Il tutto dopo che tra Italia ed Albania è stato firmato un importante accordo che riguardano proprio loro. Lo stesso che, però, ha scatenato delle polemiche e critiche non indifferenti. Il “Patto di Tirana” inizia a prendere forma. In cosa consiste? Un mese nei centri, poi la decisione: richiedere l’asilo in Europa oppure optare per il rimpatrio.
Migranti (Ansa Foto) Notizie.com
A scendere in mare ci saranno: Guardia di Finanza, Guardia Costiera e la Marina italiana. Per quanto riguarda le Ong, invece, non ci sarà più posto. L’accordo che ha visto le firme della premier Giorgia Meloni e del suo omologo albanese Edi Rama sta iniziando a raccogliere i primi consensi. Il Commissariato per il vicinato, Oliver Varhelyi, ha parlato di un “accordo interessante“. Di questo la presidente del Consiglio ne ha parlato anche alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.
Migranti, spunta l’idea di un centro hotspot in Tunisia
A quanto pare il governo punta a dei centri nella zona del Nord Africa. Non solo: spunta anche l’idea che porterebbe ad un hotspot proprio in Tunisia. Per quanto riguarda, appunto, questo accordo spuntano anche i primi dettagli. Almeno 3mila migranti al mese. Due centri in un Paese extra-Ue, l’Albania, per identificarli e verificare chi ha diritto all’asilo e chi invece deve essere rimpatriato. Altro che esperimento, quello imposto e fortemente voluto dalla Meloni è pronto a diventare un vero e proprio metodo.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (Ansa Foto) Notizie.com
In merito a questo patto da Palazzo Chigi hanno voluto smentire che i due vicepremier, Matteo Salvini ed Antonio Tajani, siano rimasti fuori da tutto. La maggioranza ha provato a fare un primo bilancio. Proprio il leader della Lega ci ha tenuto a ribadire che si tratta di un accordo che può risultare utile. Mentre anche il ministro del Lavoro, Matteo Piantedosi, ha affermato che può risultare “innovativo”. Come riportato in precedenza gli occhi sono tutti fissati sulla Tunisia.
Anche se non sembra essere facile come previsto. In primis ne bisogna discutere con il presidente magrebino Kais Saied, se è intenzionato o meno ad avviare una trattativa. Anche se questo “modello Albania” potrebbe iniziare a prendere forma anche altrove.
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Non cessano assolutamente gli sbarchi nel nostro Paese. Proprio pochi giorni fa, in quel di Lampedusa, un nuovo arrivo di migranti. Il tutto dopo che tra Italia ed Albania è stato firmato un importante accordo che riguardano proprio loro. Lo stesso che, però, ha scatenato delle polemiche e critiche non indifferenti. Il “Patto di Tirana” inizia a prendere forma. In cosa consiste? Un mese nei centri, poi la decisione: richiedere l’asilo in Europa oppure optare per il rimpatrio.
Migranti (Ansa Foto) Notizie.com
A scendere in mare ci saranno: Guardia di Finanza, Guardia Costiera e la Marina italiana. Per quanto riguarda le Ong, invece, non ci sarà più posto. L’accordo che ha visto le firme della premier Giorgia Meloni e del suo omologo albanese Edi Rama sta iniziando a raccogliere i primi consensi. Il Commissariato per il vicinato, Oliver Varhelyi, ha parlato di un “accordo interessante“. Di questo la presidente del Consiglio ne ha parlato anche alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.
Migranti, spunta l’idea di un centro hotspot in Tunisia
A quanto pare il governo punta a dei centri nella zona del Nord Africa. Non solo: spunta anche l’idea che porterebbe ad un hotspot proprio in Tunisia. Per quanto riguarda, appunto, questo accordo spuntano anche i primi dettagli. Almeno 3mila migranti al mese. Due centri in un Paese extra-Ue, l’Albania, per identificarli e verificare chi ha diritto all’asilo e chi invece deve essere rimpatriato. Altro che esperimento, quello imposto e fortemente voluto dalla Meloni è pronto a diventare un vero e proprio metodo.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (Ansa Foto) Notizie.com
In merito a questo patto da Palazzo Chigi hanno voluto smentire che i due vicepremier, Matteo Salvini ed Antonio Tajani, siano rimasti fuori da tutto. La maggioranza ha provato a fare un primo bilancio. Proprio il leader della Lega ci ha tenuto a ribadire che si tratta di un accordo che può risultare utile. Mentre anche il ministro del Lavoro, Matteo Piantedosi, ha affermato che può risultare “innovativo”. Come riportato in precedenza gli occhi sono tutti fissati sulla Tunisia.
Anche se non sembra essere facile come previsto. In primis ne bisogna discutere con il presidente magrebino Kais Saied, se è intenzionato o meno ad avviare una trattativa. Anche se questo “modello Albania” potrebbe iniziare a prendere forma anche altrove.
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Vespa la storia di un mito italiano, Marcello Albanesi a Notizie.com: “La svolta con Billy Wilder”
La Vespa è senza dubbio uno dei simboli del nostro paese, lo ha analizzato molto bene Marcello Albanesi nel suo Vespa La storia di un mito italiano libro edito da Diarkos Editore.
Abbiamo avuto il piacere di intervistare l’autore che ci ha raccontato diversi aneddoti e momenti interessanti legati proprio al mondo di questa straordinaria motoretta utilitaria leggera.
Marcello Albanesi, Vespa La storia di un mito italiano (ANSA) Notizie.com
Lasciamo parlare Marcello Albanesi.
Perché la Vespa è un mito?
La “motoretta utilitaria leggera”, quando debuttò nell’aprile del 1946 ebbe un riscontro molto poco omogeneo tanto dalla stampa che dagli addetti ai lavori. La Vespa nonostante la curiosità che anche aveva avuto ai suoi esordi non riuscì a imporsi subito e la Piaggio si ritrovò con alcune centinaia di modelli in magazzino. Questo andamento negativo durò per qualche anno fino a quando, agli inizi degli anni ’50, Billy Wilder non venne a Roma per girare quello che diventerà, da subito, uno dei suoi capolavori: Roman Holiday (Vacanze Romane). Il film prevedeva -come da sceneggiatura- alcune scene in esterno con i due protagonisti, Audrey Hepburn e Gregory Peck, in giro per il centro di Roma con la botticella (il tipico carro romano trainato dal cavallo). Invece… al posto del tradizionale mezzo romano venne impiegata per quelle stesse scene la Vespa (nuovo modello, che differiva da quello originario, più perfezionato e con degli accessori in più, come il cavalletto). La fortuna dello scooter Piaggio, dunque, è strettamente legata al successo mondiale del film, che valse anche il primo e unico Oscar all’attrice protagonista. Il cinema fu il mezzo pubblicitario per eccellenza che lanciò a livello internazionale la Vespa. Questo successo non si è mai esaurito, magari ha avuto dei periodi di calo, ma ha sempre accompagnato ovunque nel mondo il nome di Vespa, che oggi è un brand a sé che fa parte del Gruppo Piaggio. L’essere stato il miglior prodotto al momento giusto è alla base del suo successo. Questo è bene ricordarlo, perché non è vero quello che spesse volte si dice o si legge riguardo le origini della Vespa. Non è stata il frutto di una felice intuizione di Enrico Piaggio e di Corradino D’Ascanio (l’ingegnere che l’inventò). La sua genesi è molto più arzigogolata, contorta. La sua storia è molto più affascinante, per alcuni versi, di quanto si voglia ammettere e si narri normalmente.
Come nasce l’idea di questo libro?
La casa editrice Diarkos è specializzata essenzialmente in monografie, è una piccola ma importante realtà editoriale. E’ stata lei a propormi, in mezzo ad altri temi, quello della storia della Vespa. Per correttezza, devo confessare che non essendo nemmeno un vespista e neanche un esperto di motori, meno che mai delle due-ruote, ho trovato che questa poteva essere una bella sfida -per me- da affrontare. Quindi è stato un libro su commissione. Tuttavia l’ho scritto con grande entusiasmo e passione, soprattutto il mio essere completamente estraneo alla tematica, mi ha permesso di avere uno sguardo oggettivo tale da poter scandagliare a fondo, senza pregiudizi o tifoserie di parte, le sua vera storia. Un progetto nato per caso ma che ha dato dei risultati, per me, davvero eccezionali.
Cosa rappresenta questo brand all’estero?
Ancora oggi, nonostante le varie vicissitudini aziendali intercorse nel tempo, Vespa è lo scooter più venduto (e ambito) al mondo. Vespa rappresenta essenzialmente il made in Italy e in particolare è diventato un sinonimo di Italia, del bel-Paese, di originalità, di creatività e di bellezza. Tuttora la maggior parte dei grandi film (ma non solo) mostrano scene in cui uno dei personaggi se guida uno scooter, questo è quasi sempre una Vespa Piaggio. Questo fenomeno è noto come product placement, una sorta di pubblicità occulta per intenderci. Mi piace qui ricordare solo alcuni ultimi casi: “Luca” il primo cartoon firmato Disney e ambientato interamente in Italia è imperniato tutto proprio sulla Vespa. “Cruella”, il prequel de La carica dei 101, vede in alcune scene proprio la Vespa come mezzo ambito di locomozione. Dunque nel mondo Vespa continua a essere pubblicizzata (senza pubblicità) e continua a mantenere il suo status quasi di sex symbol delle due ruote.
Come mai la Piaggio poi in seguito non è riuscita a ripetersi sotto questo punto di vista?
Questa domanda dovrebbe essere posta a qualche dirigente della Vespa, più che me. Pensando a una risposta la prima cosa che mi è venuta in mente è stata, in realtà, una sorta di paragone. Ho pensato a quei cantanti che hanno scalato le vette del successo con un solo brano, il loro nome è ancorato a quel pezzo musicale e non sono mai riuscito a essere noti per un’altra canzone. Ecco, chissà, forse c’è qualcosa di simile anche per la Vespa?!
Vespa la storia di un mito italiano (Notizie.com)
Perché dovremmo leggere il suo libro?
Ci sono diverse ragioni per cui leggere il mio libro “Vespa. Storia di un mito italiano”. Innanzitutto perché è frutto di una lunga ricerca attraverso la quale ho ricostruito la vera storia dello scooter senza accontentarmi della narrazione ufficiale e tanto diffusa. Pertanto, chi volesse conoscere qualcosa in più e di vero, troverebbe il pane per i suoi denti. E ancora, è un libro che non dimentica la dimensione storica, lo sfondo sociale in cui Vespa nasce. Perché è scritto in modo che chiunque possa capire quello di cui parlo, motori compresi (e io, come detto sopra sono una negazione totale su questo argomento). Ecco, questo mio continuo pensare a tutti e non solo agli appassionati, ai fanclub. Infine, perché come molte volte mi è stato detto, è sì una monografia, ma si legge (anzi, si divora) come fosse un romanzo. Una volta iniziato è impossibile interromperne la lettura.
Sta lavorando a qualcosa di nuovo?
Sto attualmente finendo la stesura di quello che sarà il mio quinto libro. Questo, che dovrebbe uscire poco prima di Natale, sarà una mia antologia, una raccolta di racconti alcuni già editi e altri nuovi. “Strappi di vita”, questo è il titolo, sarà pubblicato (come gli altri due romanzi: “La panchina. Liberi di amare”- di cui esiste anche la versione inglese e quella spagnola- e “Martin. Per sempre insieme”) in auto-publishing con Amazon. E non posso, a questo punto, però non citare anche la mia seconda monografia uscita sempre con Diarkos, “Gucci. Un impero del made in Italy”. Inoltre sto lavorando al mio terzo romanzo di cui però non vorrei dire nulla, essendo ancora in fieri. Tutti i mie libri sono disponibili su Amazon e le mie monografie, distribuite Mondadori, anche in qualsiasi libreria su tutto il territorio nazionale.
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Abbiamo avuto il piacere di intervistare l’autore che ci ha raccontato diversi aneddoti e momenti interessanti legati proprio al mondo di questa straordinaria motoretta utilitaria leggera.
Marcello Albanesi, Vespa La storia di un mito italiano (ANSA) Notizie.com
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Perché la Vespa è un mito?
La “motoretta utilitaria leggera”, quando debuttò nell’aprile del 1946 ebbe un riscontro molto poco omogeneo tanto dalla stampa che dagli addetti ai lavori. La Vespa nonostante la curiosità che anche aveva avuto ai suoi esordi non riuscì a imporsi subito e la Piaggio si ritrovò con alcune centinaia di modelli in magazzino. Questo andamento negativo durò per qualche anno fino a quando, agli inizi degli anni ’50, Billy Wilder non venne a Roma per girare quello che diventerà, da subito, uno dei suoi capolavori: Roman Holiday (Vacanze Romane). Il film prevedeva -come da sceneggiatura- alcune scene in esterno con i due protagonisti, Audrey Hepburn e Gregory Peck, in giro per il centro di Roma con la botticella (il tipico carro romano trainato dal cavallo). Invece… al posto del tradizionale mezzo romano venne impiegata per quelle stesse scene la Vespa (nuovo modello, che differiva da quello originario, più perfezionato e con degli accessori in più, come il cavalletto). La fortuna dello scooter Piaggio, dunque, è strettamente legata al successo mondiale del film, che valse anche il primo e unico Oscar all’attrice protagonista. Il cinema fu il mezzo pubblicitario per eccellenza che lanciò a livello internazionale la Vespa. Questo successo non si è mai esaurito, magari ha avuto dei periodi di calo, ma ha sempre accompagnato ovunque nel mondo il nome di Vespa, che oggi è un brand a sé che fa parte del Gruppo Piaggio. L’essere stato il miglior prodotto al momento giusto è alla base del suo successo. Questo è bene ricordarlo, perché non è vero quello che spesse volte si dice o si legge riguardo le origini della Vespa. Non è stata il frutto di una felice intuizione di Enrico Piaggio e di Corradino D’Ascanio (l’ingegnere che l’inventò). La sua genesi è molto più arzigogolata, contorta. La sua storia è molto più affascinante, per alcuni versi, di quanto si voglia ammettere e si narri normalmente.
Come nasce l’idea di questo libro?
La casa editrice Diarkos è specializzata essenzialmente in monografie, è una piccola ma importante realtà editoriale. E’ stata lei a propormi, in mezzo ad altri temi, quello della storia della Vespa. Per correttezza, devo confessare che non essendo nemmeno un vespista e neanche un esperto di motori, meno che mai delle due-ruote, ho trovato che questa poteva essere una bella sfida -per me- da affrontare. Quindi è stato un libro su commissione. Tuttavia l’ho scritto con grande entusiasmo e passione, soprattutto il mio essere completamente estraneo alla tematica, mi ha permesso di avere uno sguardo oggettivo tale da poter scandagliare a fondo, senza pregiudizi o tifoserie di parte, le sua vera storia. Un progetto nato per caso ma che ha dato dei risultati, per me, davvero eccezionali.
Cosa rappresenta questo brand all’estero?
Ancora oggi, nonostante le varie vicissitudini aziendali intercorse nel tempo, Vespa è lo scooter più venduto (e ambito) al mondo. Vespa rappresenta essenzialmente il made in Italy e in particolare è diventato un sinonimo di Italia, del bel-Paese, di originalità, di creatività e di bellezza. Tuttora la maggior parte dei grandi film (ma non solo) mostrano scene in cui uno dei personaggi se guida uno scooter, questo è quasi sempre una Vespa Piaggio. Questo fenomeno è noto come product placement, una sorta di pubblicità occulta per intenderci. Mi piace qui ricordare solo alcuni ultimi casi: “Luca” il primo cartoon firmato Disney e ambientato interamente in Italia è imperniato tutto proprio sulla Vespa. “Cruella”, il prequel de La carica dei 101, vede in alcune scene proprio la Vespa come mezzo ambito di locomozione. Dunque nel mondo Vespa continua a essere pubblicizzata (senza pubblicità) e continua a mantenere il suo status quasi di sex symbol delle due ruote.
Come mai la Piaggio poi in seguito non è riuscita a ripetersi sotto questo punto di vista?
Questa domanda dovrebbe essere posta a qualche dirigente della Vespa, più che me. Pensando a una risposta la prima cosa che mi è venuta in mente è stata, in realtà, una sorta di paragone. Ho pensato a quei cantanti che hanno scalato le vette del successo con un solo brano, il loro nome è ancorato a quel pezzo musicale e non sono mai riuscito a essere noti per un’altra canzone. Ecco, chissà, forse c’è qualcosa di simile anche per la Vespa?!
Vespa la storia di un mito italiano (Notizie.com)
Perché dovremmo leggere il suo libro?
Ci sono diverse ragioni per cui leggere il mio libro “Vespa. Storia di un mito italiano”. Innanzitutto perché è frutto di una lunga ricerca attraverso la quale ho ricostruito la vera storia dello scooter senza accontentarmi della narrazione ufficiale e tanto diffusa. Pertanto, chi volesse conoscere qualcosa in più e di vero, troverebbe il pane per i suoi denti. E ancora, è un libro che non dimentica la dimensione storica, lo sfondo sociale in cui Vespa nasce. Perché è scritto in modo che chiunque possa capire quello di cui parlo, motori compresi (e io, come detto sopra sono una negazione totale su questo argomento). Ecco, questo mio continuo pensare a tutti e non solo agli appassionati, ai fanclub. Infine, perché come molte volte mi è stato detto, è sì una monografia, ma si legge (anzi, si divora) come fosse un romanzo. Una volta iniziato è impossibile interromperne la lettura.
Sta lavorando a qualcosa di nuovo?
Sto attualmente finendo la stesura di quello che sarà il mio quinto libro. Questo, che dovrebbe uscire poco prima di Natale, sarà una mia antologia, una raccolta di racconti alcuni già editi e altri nuovi. “Strappi di vita”, questo è il titolo, sarà pubblicato (come gli altri due romanzi: “La panchina. Liberi di amare”- di cui esiste anche la versione inglese e quella spagnola- e “Martin. Per sempre insieme”) in auto-publishing con Amazon. E non posso, a questo punto, però non citare anche la mia seconda monografia uscita sempre con Diarkos, “Gucci. Un impero del made in Italy”. Inoltre sto lavorando al mio terzo romanzo di cui però non vorrei dire nulla, essendo ancora in fieri. Tutti i mie libri sono disponibili su Amazon e le mie monografie, distribuite Mondadori, anche in qualsiasi libreria su tutto il territorio nazionale.
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Infarto e ictus, scoperti i meccanismi che li accelerano: ecco a cosa fare attenzione
Alcuni stati mentali possono accelerare la comparsa dei fattori di rischio tradizionali per infarto e ictus: cosa c’è da sapere
Prevenire infarti ed ictus dipende anche dalla capacità di gestire le emozioni. A ribadirlo è uno studio che verrà presentato tra qualche giorno da un giovane ricercatore italiano, Giovanni Civieri, del Centro ricerche di Imaging Cardiovascolare del Massachusetts General Hospital e dell’Università di Harvard a Boston al congresso dell’American Heart Association, in programma a Philadelphia (Usa) dall’11 al 13 novembre.
Infarto e ictus, i meccanismi che li accelerano – Notizie.com (PixaBay)
“Sebbene sia noto che la depressione e l’ansia aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, come l’infarto e l’ictus, non si conosceva completamente il meccanismo sottostante – spiega l’autore principale dello studio, Giovanni Civieri – Nel nostro studio, abbiamo identificato un meccanismo che sembra spiegare in gran parte il legame tra questi fattori psicologici e le malattie cardiovascolari”.
Malattie cardiovascolari, mai sottovalutare l’aspetto psicologico
Lo studio che verrà presentato a breve ha spiegato che depressione e ansia possono accelerare l’insorgenza dei fattori di rischio di infarto e ictus e quindi aumentano il rischio di un evento cardiovascolare grave di circa il 35%. Inoltre, le persone più sensibili allo stress sviluppano più velocemente fattori di rischio cardiovascolare. La ricerca si è basata su dati relativi a 71.262 adulti con un’età media di 49 anni, raccolti dal dicembre 2010 al dicembre 2020.
È emerso che i partecipanti con diagnosi di ansia o depressione hanno sviluppato un nuovo fattore di rischio in media sei mesi prima rispetto alle persone senza disturbi di salute mentale. Inoltre si è visto che le persone con una maggiore predisposizione allo stress sviluppano il primo fattore di rischio cardiovascolare in media 1,5 anni prima rispetto a quelli senza predisposizione.
Infarto e ictus, attenzione a ansia, depressione e stress – Notizie.com (PixaBay)
“Sviluppare fattori di rischio cardiovascolare più di sei mesi prima, nell’arco di cinque anni, è molto significativo – sottolinea Civieri – Questo studio dimostra che i medici dovrebbero essere consapevoli del fatto che problemi di salute psicologica, come depressione e ansia, non influisce solo sullo stato mentale del paziente, ma può anche influire sulla sua salute fisica e sul rischio di malattie cardiache”. In definitiva i risultati sottolineano l’importanza di effettuare screening per i fattori di rischio cardiovascolare tra le persone con depressione e ansia.
Al congresso dei cardiologi americani , inoltre, verrà presentato anche un altro studio dell’Università del Texas che esplora gli effetti cumulativi dello stress sul cuore e sul cervello.
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Prevenire infarti ed ictus dipende anche dalla capacità di gestire le emozioni. A ribadirlo è uno studio che verrà presentato tra qualche giorno da un giovane ricercatore italiano, Giovanni Civieri, del Centro ricerche di Imaging Cardiovascolare del Massachusetts General Hospital e dell’Università di Harvard a Boston al congresso dell’American Heart Association, in programma a Philadelphia (Usa) dall’11 al 13 novembre.
Infarto e ictus, i meccanismi che li accelerano – Notizie.com (PixaBay)
“Sebbene sia noto che la depressione e l’ansia aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, come l’infarto e l’ictus, non si conosceva completamente il meccanismo sottostante – spiega l’autore principale dello studio, Giovanni Civieri – Nel nostro studio, abbiamo identificato un meccanismo che sembra spiegare in gran parte il legame tra questi fattori psicologici e le malattie cardiovascolari”.
Malattie cardiovascolari, mai sottovalutare l’aspetto psicologico
Lo studio che verrà presentato a breve ha spiegato che depressione e ansia possono accelerare l’insorgenza dei fattori di rischio di infarto e ictus e quindi aumentano il rischio di un evento cardiovascolare grave di circa il 35%. Inoltre, le persone più sensibili allo stress sviluppano più velocemente fattori di rischio cardiovascolare. La ricerca si è basata su dati relativi a 71.262 adulti con un’età media di 49 anni, raccolti dal dicembre 2010 al dicembre 2020.
È emerso che i partecipanti con diagnosi di ansia o depressione hanno sviluppato un nuovo fattore di rischio in media sei mesi prima rispetto alle persone senza disturbi di salute mentale. Inoltre si è visto che le persone con una maggiore predisposizione allo stress sviluppano il primo fattore di rischio cardiovascolare in media 1,5 anni prima rispetto a quelli senza predisposizione.
Infarto e ictus, attenzione a ansia, depressione e stress – Notizie.com (PixaBay)
“Sviluppare fattori di rischio cardiovascolare più di sei mesi prima, nell’arco di cinque anni, è molto significativo – sottolinea Civieri – Questo studio dimostra che i medici dovrebbero essere consapevoli del fatto che problemi di salute psicologica, come depressione e ansia, non influisce solo sullo stato mentale del paziente, ma può anche influire sulla sua salute fisica e sul rischio di malattie cardiache”. In definitiva i risultati sottolineano l’importanza di effettuare screening per i fattori di rischio cardiovascolare tra le persone con depressione e ansia.
Al congresso dei cardiologi americani , inoltre, verrà presentato anche un altro studio dell’Università del Texas che esplora gli effetti cumulativi dello stress sul cuore e sul cervello.
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Galli Della Loggia: “Meloni sia più cauta sul Premierato”
L’editorialista del Cor Sera e storico avvisa il presidente del Consiglio che sta imboccando la stessa strada presa da Renzi anni fa
Più passano i giorni, più non c’è alcuna possibilità che la riforma sul Premier eletto dai cittadini direttamente possa avere delle convergenze. Eppure il governo corre e va avanti, anche se il dialogo con le opposizioni dovrebbe essere più concentrato e più serrato, almeno e soprattutto, se non proprio solo, su questo tema. A sostenerlo è lo storico ed editorialista del Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia che ha registrato da ogni parte approvazione da parte del centrodestra e dissenso dalla parte contraria. Totale dissenso e con poca voglia di ragionare se le cose restano così come sono.
Il premier Giorgia Meloni in una seduta del Parlamento (Ansa Notizie.com)
Ci sono tante critiche che vengono mosse alla presidente del Consiglio che comunque va avanti a testa bassa su una riforma che vuole portare in Parlamento. “C’è qualcosa che sfugge, qualcosa di precipitoso e irragionevole”, osserva Galli Della Loggia e riprende il filo di un ragionamento fatto a voce alta: “L’esigenza di rafforzare l’esecutivo è sacrosanta, ma una revisione costituzionale sarebbe meglio farla concordandola a monte con l’opposizione, come metodo per il presente e come strategia per il futuro. A mio avviso sarebbe stato più opportuno e utile discuterla con i partiti di centrosinistra ancora prima di andare in Aula”.
“Il rischio di finire come Renzi è troppo alto…”
Ernesto Galli Della Loggia è molto critico sul modus operandi della nuova Riforma sul Premierato (Ansa Notizie.com)
Quello che stona in questa situazione, cerca di far capire lo storico è che comunque la strada venga portata avanti, costi quel che costi e in tema di riforma non si ragiona in questo modo. La riforma sul premierato “l’ho fatta”, “spero di avere il consenso in Parlamento”, ma comunque la “consegno agli italiani”, il ragionamento che fa Galli Della Loggia che poi osserva e fa il paragone con Matteo Renzi che, conscio dell’allora consenso popolare, decise di proseguire e poi cadere, ammettendo la sconfitta.
Meloni invece ha già detto che non farà lo stesso percorso di Renzi perché, se dovesse andare male, lei non si dimetterebbe in nessun caso e questo, spiega, Galli Della Loggia stona un po’ e lo riporta: “A volte un capo politico può sbagliare, e in questo momento Meloni sente la riforma come una priorità, al punto da investire sull’obiettivo con tutta se stessa, nonostante la delicatezza della materia, mettendosi così sulla buona strada per commettere lo stesso errore di Matteo Renzi“. E ma il punto è proprio questo anche perché “se la consultazione non va bene, si viene in qualche modo sconfessati dal corpo elettorale chiamato a decidere su un punto fondamentale del programma con cui si è stati eletti, appunto. E si è politicamente obbligati ad ammettere la sconfitta, per non smentire se stessi”.
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Più passano i giorni, più non c’è alcuna possibilità che la riforma sul Premier eletto dai cittadini direttamente possa avere delle convergenze. Eppure il governo corre e va avanti, anche se il dialogo con le opposizioni dovrebbe essere più concentrato e più serrato, almeno e soprattutto, se non proprio solo, su questo tema. A sostenerlo è lo storico ed editorialista del Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia che ha registrato da ogni parte approvazione da parte del centrodestra e dissenso dalla parte contraria. Totale dissenso e con poca voglia di ragionare se le cose restano così come sono.
Il premier Giorgia Meloni in una seduta del Parlamento (Ansa Notizie.com)
Ci sono tante critiche che vengono mosse alla presidente del Consiglio che comunque va avanti a testa bassa su una riforma che vuole portare in Parlamento. “C’è qualcosa che sfugge, qualcosa di precipitoso e irragionevole”, osserva Galli Della Loggia e riprende il filo di un ragionamento fatto a voce alta: “L’esigenza di rafforzare l’esecutivo è sacrosanta, ma una revisione costituzionale sarebbe meglio farla concordandola a monte con l’opposizione, come metodo per il presente e come strategia per il futuro. A mio avviso sarebbe stato più opportuno e utile discuterla con i partiti di centrosinistra ancora prima di andare in Aula”.
“Il rischio di finire come Renzi è troppo alto…”
Ernesto Galli Della Loggia è molto critico sul modus operandi della nuova Riforma sul Premierato (Ansa Notizie.com)
Quello che stona in questa situazione, cerca di far capire lo storico è che comunque la strada venga portata avanti, costi quel che costi e in tema di riforma non si ragiona in questo modo. La riforma sul premierato “l’ho fatta”, “spero di avere il consenso in Parlamento”, ma comunque la “consegno agli italiani”, il ragionamento che fa Galli Della Loggia che poi osserva e fa il paragone con Matteo Renzi che, conscio dell’allora consenso popolare, decise di proseguire e poi cadere, ammettendo la sconfitta.
Meloni invece ha già detto che non farà lo stesso percorso di Renzi perché, se dovesse andare male, lei non si dimetterebbe in nessun caso e questo, spiega, Galli Della Loggia stona un po’ e lo riporta: “A volte un capo politico può sbagliare, e in questo momento Meloni sente la riforma come una priorità, al punto da investire sull’obiettivo con tutta se stessa, nonostante la delicatezza della materia, mettendosi così sulla buona strada per commettere lo stesso errore di Matteo Renzi“. E ma il punto è proprio questo anche perché “se la consultazione non va bene, si viene in qualche modo sconfessati dal corpo elettorale chiamato a decidere su un punto fondamentale del programma con cui si è stati eletti, appunto. E si è politicamente obbligati ad ammettere la sconfitta, per non smentire se stessi”.
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Baldelli (Geopolitica.info): “Bomba atomica su Gaza? Vi dico che…”
Pietro Baldelli, analista di Geopolitica.info, in esclusiva ai nostri microfoni: “Ecco perché gli Stati Uniti hanno detto no alla richiesta di Netanyahu”.
Nei giorni scorsi un ministro israeliano ha aperto alla possibilità di una bomba atomica su Gaza. La nostra redazione ha contattato Pietro Baldelli, analista di Geopolitica.info, per analizzare con lui meglio queste dichiarazioni.
Una immagine di Gaza durante la guerra – Notizie.com – © Ansa
Pietro Baldelli, esiste davvero il rischio dell’utilizzo della bomba atomica su Gaza?
“Assolutamente no. Il ministro che lo ha detto, tra l’altro sospeso subito dopo le dichiarazioni, non fa parte di quelli che si occupano in prima linea della guerra. Inoltre, dobbiamo ricordare che la politica nucleare di Israele viene definita dell’ambiguità. E’ l’unico Paese, infatti, che presuntamente detiene la bomba atomica, ma non ha mai dichiarato o smentito il possesso. Bisogna anche dire che per il governo israeliano l’arma nucleare è considerata come opzione di ultima istanza e si dovrà usare solo in caso di rischio di cancellazione dello Stato d’Israele. E’ stata discussa negli anni ’60 e ’70. Ora lo scenario è completamente diverso“.
Baldelli: “Vi spiego lo scontro Netanyahu-Biden”
Scontro a distanza tra Biden e Netanyahu – Notizie.com – © Ansa
Come possiamo giudicare, invece, lo scontro tra Netanyahu e Washington?
“Partirei dalle parole di Netanyahu. Lui dice che Israele è pronta ad assumersi la responsabilità sulla Striscia. In questo momento non vedrei questa dichiarazione come una volontà di ritornare ad occupare quel territorio. Le sue parole potrebbero inserirsi in uno scenario in cui Paesi arabi si assumono la ricostruzione della Striscia con una copertura magari militare israeliana. Vorrebbe dire uno scenario molto simile a quello della Cisgiordania di oggi: Israele mantiene le postazioni militari e la gestione dei civili viene affidata ad altri. In più dobbiamo ricordare che nel 2005 Netanyahu votò contro l’uscita da Gaza decisa da Sharon, ma la sua opposizione era per il metodo utilizzato e non in termini politico-ideologici“.
E che interpretazione possiamo dare al no di Washington?
“E’ evidente che l’amministrazione Biden sostenga fortemente la soluzione a due Stati e in questo momento devono anche evitare di creare un fronte israeliano a favore di una nuova occupazione. Inoltre, il motivo è anche quello di rassicurare da un lato i propri alleati arabi per non portare ad irrigidire la propria posizione su Israele e dall’altro disinnescare la possibilità che i nemici di Israele possano giustificare un proprio ingresso in guerra“.
La guerra come sta procedendo?
“Io mi soffermerei su due aspetti. Una novità operativa sul campo di battaglia è l’estrema efficacia dell’incursione di terra delle forze armate israeliane. In questo momento hanno accerchiato Gaza City e la mossa potrebbe preludere all’ingresso in città e alla guerra urbana per debellare la presenza di Hamas. In più non sottovaluterei quando detto da Nasrallah. Hezbollah non ha nessuna intenzione di voler intervenire nel conflitto e, quindi, le parole del segretario generale allontano l’ipotesi di un conflitto regionale“.
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Nei giorni scorsi un ministro israeliano ha aperto alla possibilità di una bomba atomica su Gaza. La nostra redazione ha contattato Pietro Baldelli, analista di Geopolitica.info, per analizzare con lui meglio queste dichiarazioni.
Una immagine di Gaza durante la guerra – Notizie.com – © Ansa
Pietro Baldelli, esiste davvero il rischio dell’utilizzo della bomba atomica su Gaza?
“Assolutamente no. Il ministro che lo ha detto, tra l’altro sospeso subito dopo le dichiarazioni, non fa parte di quelli che si occupano in prima linea della guerra. Inoltre, dobbiamo ricordare che la politica nucleare di Israele viene definita dell’ambiguità. E’ l’unico Paese, infatti, che presuntamente detiene la bomba atomica, ma non ha mai dichiarato o smentito il possesso. Bisogna anche dire che per il governo israeliano l’arma nucleare è considerata come opzione di ultima istanza e si dovrà usare solo in caso di rischio di cancellazione dello Stato d’Israele. E’ stata discussa negli anni ’60 e ’70. Ora lo scenario è completamente diverso“.
Baldelli: “Vi spiego lo scontro Netanyahu-Biden”
Scontro a distanza tra Biden e Netanyahu – Notizie.com – © Ansa
Come possiamo giudicare, invece, lo scontro tra Netanyahu e Washington?
“Partirei dalle parole di Netanyahu. Lui dice che Israele è pronta ad assumersi la responsabilità sulla Striscia. In questo momento non vedrei questa dichiarazione come una volontà di ritornare ad occupare quel territorio. Le sue parole potrebbero inserirsi in uno scenario in cui Paesi arabi si assumono la ricostruzione della Striscia con una copertura magari militare israeliana. Vorrebbe dire uno scenario molto simile a quello della Cisgiordania di oggi: Israele mantiene le postazioni militari e la gestione dei civili viene affidata ad altri. In più dobbiamo ricordare che nel 2005 Netanyahu votò contro l’uscita da Gaza decisa da Sharon, ma la sua opposizione era per il metodo utilizzato e non in termini politico-ideologici“.
E che interpretazione possiamo dare al no di Washington?
“E’ evidente che l’amministrazione Biden sostenga fortemente la soluzione a due Stati e in questo momento devono anche evitare di creare un fronte israeliano a favore di una nuova occupazione. Inoltre, il motivo è anche quello di rassicurare da un lato i propri alleati arabi per non portare ad irrigidire la propria posizione su Israele e dall’altro disinnescare la possibilità che i nemici di Israele possano giustificare un proprio ingresso in guerra“.
La guerra come sta procedendo?
“Io mi soffermerei su due aspetti. Una novità operativa sul campo di battaglia è l’estrema efficacia dell’incursione di terra delle forze armate israeliane. In questo momento hanno accerchiato Gaza City e la mossa potrebbe preludere all’ingresso in città e alla guerra urbana per debellare la presenza di Hamas. In più non sottovaluterei quando detto da Nasrallah. Hezbollah non ha nessuna intenzione di voler intervenire nel conflitto e, quindi, le parole del segretario generale allontano l’ipotesi di un conflitto regionale“.
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Accordo Italia-Albania, De Luca (Pd) a Notizie.com: “L’ennesimo spot, anche la Commissione Ue aspetta chiarimenti”
L’accordo Italia-Albania è “l‘ennesimo spot. Una soluzione propagandistica che nella sostanza si rivela inefficace impraticabile, pericoloso e illegale”.
Piero De Luca, capogruppo per il Pd della Commissione politiche europee alla Camera, in esclusiva a Notizie.com critica fortemente il patto sui migranti stipulato tra Roma e Tirana, del quale la Commissione europea è stata informata ma ha chiesto chiarimenti. “Gli stessi che chiediamo noi”, spiega.
Accordo Italia-Albania, De Luca (Pd) a Notizie.com: “L’ennesimo spot, anche la Commissione Ue aspetta chiarimenti” (Ansa Foto) – notizie.com
L’accordo è “inefficace perché ci sono enormi difficoltà dal punto di vista pratico e organizzativo. Cosa vuol dire gestire un centro sottoposto alla giurisdizione italiana in un territorio extra-Ue? Com’è possibile configurare una struttura del genere? A chi dovranno essere inviate le richieste di riconoscimento di protezione internazionale, alla prefettura italiana, al Ministero dell’Interno o alle autorità albanesi?”.
E ancora: “Chi si occuperà di identificare le persone che vengono accolte? Chi, addirittura, provvederà a separare bambini da madri, padri e genitori? Cosa succede se al termine del periodo previsto a qualcuno non viene riconosciuto lo status di protezione internazionale? Chi si occuperà dei rimpatri e dove andranno queste persone? Dove andranno i rifugiati?”.
I rischi per il diritto internazionale
Secondo De Luca sono tante le questioni aperte e “rischiano di creare un corto circuito internazionale e rendere irrealizzabili questi centri che dovrebbero avere una capienza di 36mila persone all’anno. Ogni migrante dovrebbe restarci circa un mese, senza tutele o garanzie rispetto ai tempi di verifica delle richieste”.
Piero De Luca (Pd) (Ansa Foto) – notizie.com
La questione, aggiunge il deputato Dem, riguarda anche il diritto internazionale: “Se a tutto questo aggiungiamo i rischi di violazione evidenti e palesi non solo delle norme internazionali dei diritti umani, ma anche dell’articolo 33 della Convenzione di Ginevra sul divieto di respingimento di masse in mare. Divieto questo, per cui siamo già stati condannati nel 2012 dalla Corte di Strasburgo”.
Onorevole, quindi il patto Italia-Albania secondo lei non ha niente a che vedere con la solidarietà?
“Non c’è nessun tipo di solidarietà. Questa soluzione rischia di rivelarsi un fallimento totale, di creare più danni che benefici, di costare il doppio all’Italia e di mettere a rischio i diritti di persone che dovrebbero comunque essere accolte e le cui pratiche dovrebbero essere gestite. Seppur con condizioni e modalità differenti, è il bis del tentativo di accordo con la Tunisia che è fallito, come sono falliti i negoziati in Europa, dove le risposte vanno date”;
Ma il governo ha fatto più volte riferimento all’obiettivo di fermare nei Paesi di partenza gli arrivi illegali. Questo accordo non va anche in questo senso?
“Noi riteniamo che le risposte vadano date, cercate, create e costruite a Bruxelles. Non possono più scaricare le responsabilità su altri. Dicevano che sarebbero andati a battere i pugni sui tavoli, ma in realtà non si stanno neppure sedendo per ottenere la modifica del regolamento di Dublino o la redistribuzione e la solidarietà tra gli Stati europei, perché trovano la resistenza di Paesi che poi sono i loro principali alleati. Sono in difficoltà e il fallimento delle politiche si palesa con gli sbarchi che sono raddoppiati: siamo a 150mila rispetto all’anno precedente. Al di là dei proclami, della propaganda dei porti chiusi e dei blocchi navali o della rincorsa ai trafficanti di esseri umani, la verità è che non sono stati in grado di cambiare verso alle politiche europee“;
Sbarco a Lampedusa (Ansa Foto) – notizie.com
Anche lei si chiede cosa ci guadagni il premier albanese Edi Rama con questo accordo?
“Io parto dalla buona fede del primo ministro albanese. L’Albania è candidata all’adesione nell’Ue e sta rispondendo a una serie di raccomandazioni specifiche proprio sulle politiche migratorie. Noi ci auguriamo che possa aderirvi quanto prima ma non so se questa scelta consenta di fare passi avanti. Inviterei tutti alla prudenza e a muoversi in un quadro comune e di intesa con le istituzione Ue. La stessa Commissione ha chiesto all’Italia dei dettagli e pare preoccupata. Siamo tutti in attesa di leggere il documento ufficiale”;
La Commissione Ue era stata informata dell’accordo.
“Ha ricevuto una notifica formale poco prima, ma non conosce i contenuti concreti. Ha chiesto chiarimenti come abbiamo fatto noi. Al di là dei proclami e delle dichiarazioni che stiamo ascoltando in queste ore, siamo in attesa di leggere un documento ufficiale. Al momento ci sembra che non ci sia una soluzione strutturale e compatibile con il rispetto dei diritti internazionali e neppure efficace dal punto di vista della gestione delle politiche migratorie. Sarebbe una soluzione estemporanea che non risolverebbe il problema ma porterebbe tanti rischi di violazione dei diritti internazionali”.
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Piero De Luca, capogruppo per il Pd della Commissione politiche europee alla Camera, in esclusiva a Notizie.com critica fortemente il patto sui migranti stipulato tra Roma e Tirana, del quale la Commissione europea è stata informata ma ha chiesto chiarimenti. “Gli stessi che chiediamo noi”, spiega.
Accordo Italia-Albania, De Luca (Pd) a Notizie.com: “L’ennesimo spot, anche la Commissione Ue aspetta chiarimenti” (Ansa Foto) – notizie.com
L’accordo è “inefficace perché ci sono enormi difficoltà dal punto di vista pratico e organizzativo. Cosa vuol dire gestire un centro sottoposto alla giurisdizione italiana in un territorio extra-Ue? Com’è possibile configurare una struttura del genere? A chi dovranno essere inviate le richieste di riconoscimento di protezione internazionale, alla prefettura italiana, al Ministero dell’Interno o alle autorità albanesi?”.
E ancora: “Chi si occuperà di identificare le persone che vengono accolte? Chi, addirittura, provvederà a separare bambini da madri, padri e genitori? Cosa succede se al termine del periodo previsto a qualcuno non viene riconosciuto lo status di protezione internazionale? Chi si occuperà dei rimpatri e dove andranno queste persone? Dove andranno i rifugiati?”.
I rischi per il diritto internazionale
Secondo De Luca sono tante le questioni aperte e “rischiano di creare un corto circuito internazionale e rendere irrealizzabili questi centri che dovrebbero avere una capienza di 36mila persone all’anno. Ogni migrante dovrebbe restarci circa un mese, senza tutele o garanzie rispetto ai tempi di verifica delle richieste”.
Piero De Luca (Pd) (Ansa Foto) – notizie.com
La questione, aggiunge il deputato Dem, riguarda anche il diritto internazionale: “Se a tutto questo aggiungiamo i rischi di violazione evidenti e palesi non solo delle norme internazionali dei diritti umani, ma anche dell’articolo 33 della Convenzione di Ginevra sul divieto di respingimento di masse in mare. Divieto questo, per cui siamo già stati condannati nel 2012 dalla Corte di Strasburgo”.
Onorevole, quindi il patto Italia-Albania secondo lei non ha niente a che vedere con la solidarietà?
“Non c’è nessun tipo di solidarietà. Questa soluzione rischia di rivelarsi un fallimento totale, di creare più danni che benefici, di costare il doppio all’Italia e di mettere a rischio i diritti di persone che dovrebbero comunque essere accolte e le cui pratiche dovrebbero essere gestite. Seppur con condizioni e modalità differenti, è il bis del tentativo di accordo con la Tunisia che è fallito, come sono falliti i negoziati in Europa, dove le risposte vanno date”;
Ma il governo ha fatto più volte riferimento all’obiettivo di fermare nei Paesi di partenza gli arrivi illegali. Questo accordo non va anche in questo senso?
“Noi riteniamo che le risposte vadano date, cercate, create e costruite a Bruxelles. Non possono più scaricare le responsabilità su altri. Dicevano che sarebbero andati a battere i pugni sui tavoli, ma in realtà non si stanno neppure sedendo per ottenere la modifica del regolamento di Dublino o la redistribuzione e la solidarietà tra gli Stati europei, perché trovano la resistenza di Paesi che poi sono i loro principali alleati. Sono in difficoltà e il fallimento delle politiche si palesa con gli sbarchi che sono raddoppiati: siamo a 150mila rispetto all’anno precedente. Al di là dei proclami, della propaganda dei porti chiusi e dei blocchi navali o della rincorsa ai trafficanti di esseri umani, la verità è che non sono stati in grado di cambiare verso alle politiche europee“;
Sbarco a Lampedusa (Ansa Foto) – notizie.com
Anche lei si chiede cosa ci guadagni il premier albanese Edi Rama con questo accordo?
“Io parto dalla buona fede del primo ministro albanese. L’Albania è candidata all’adesione nell’Ue e sta rispondendo a una serie di raccomandazioni specifiche proprio sulle politiche migratorie. Noi ci auguriamo che possa aderirvi quanto prima ma non so se questa scelta consenta di fare passi avanti. Inviterei tutti alla prudenza e a muoversi in un quadro comune e di intesa con le istituzione Ue. La stessa Commissione ha chiesto all’Italia dei dettagli e pare preoccupata. Siamo tutti in attesa di leggere il documento ufficiale”;
La Commissione Ue era stata informata dell’accordo.
“Ha ricevuto una notifica formale poco prima, ma non conosce i contenuti concreti. Ha chiesto chiarimenti come abbiamo fatto noi. Al di là dei proclami e delle dichiarazioni che stiamo ascoltando in queste ore, siamo in attesa di leggere un documento ufficiale. Al momento ci sembra che non ci sia una soluzione strutturale e compatibile con il rispetto dei diritti internazionali e neppure efficace dal punto di vista della gestione delle politiche migratorie. Sarebbe una soluzione estemporanea che non risolverebbe il problema ma porterebbe tanti rischi di violazione dei diritti internazionali”.
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Marina Berlusconi, il suo pensiero sulla Meloni e il ricordo di Silvio
Marina Berlusconi, figlia del ‘Cavaliere’, ha rilasciato una intervista ai microfoni del giornalista Bruno Vespa nel suo libro e riportato dal quotidiano “Il Giornale”
Una volta e per tutte Marina Berlusconi ha voluto chiudere tutte le polemiche che si erano create in questo periodo. Ovvero le stesse che vedevano come protagonista Giorgia Meloni. In una intervista rilasciata nel libro di Bruno Vespa, “Il rancore e la Speranza” e riportata dal ‘Giornale‘ la figlia del ‘Cavaliere‘ ci ha tenuto a ribadire e ad esprimere il proprio pensiero nei confronti della leader di Fratelli d’Italia. Come già annunciato in altre occasioni, la numero uno di Fininvest e Mondadori ha espresso un giudizio positivo sulla premier.
Queste sono alcune delle sue parole: “Stimo molto Giorgia Meloni. La trovo capace, coerente e concreta. La apprezzo sul piano politico e la apprezzo molto come donna, ancor più in questi giorni. Per quanto riguarda il governo ho condiviso varie scelte di palazzo Chigi, a cominciare dalla grande attenzione verso la politica estera in nome di sani e sacrosanti principi atlantici ed europeisti“.
Marina Berlusconi (Ansa Foto) Notizie.com
Sempre in riferimento alla presidente del Consiglio ha aggiunto: “Quando mio padre è scomparso, ho sentito la sua vicinanza alla nostra famiglia, e di questo le sono grata. . In questo momento il mondo sta vivendo una fase drammatica, nella quale è la nostra stessa identità, liberale e democratica, a trovarsi sotto attacco“.
Il riferimento è più che chiaro, ovvero ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente: “Queste aggressioni ne sono la dimostrazione più evidente e più atroce. Apprezzo la cautela e il senso di responsabilità con cui questo esecutivo sta gestendo i conti pubblici. Ci sono state alcune mosse che non mi sono piaciute e non l’ho mai nascosto. Anche perché il governo si è ritrovato a dover fronteggiare una situazione macroeconomica complicatissima. Senza dimenticare i vari bonus edilizi“.
Marina Berlusconi e il ricordo del padre: “Uomo affamato di vita”
Dal punto di vista politico, in particolar modo il ruolo di Forza Italia rimasto orfano del suo leader, ha aggiunto: “Sono convinta che l’Italia avrà sempre bisogno di una forza liberale come questo partito. Ora che mio padre non c’è più spetta a Forza Italia andare avanti con le proprie gambe. Cosa farà la nostra famiglia? Gli resteremo vicini. Un conto è la politica, un altro le imprese“.
Non poteva mancare un suo ricordo per il padre: “Silvio Berlusconi era un uomo affamato di vita: per lui la cosa più importante è sempre stata amare ed essere amato. In definitiva, è stato un uomo eccezionale, al quale oggi persino i principali avversari riconoscono doti eccezionali“.
Marina Berlusconi (Ansa Foto) Notizie.com
Poi ha continuato dicendo: “E’ stato un quadro talmente immenso che non esistono cornici che possano contenerlo. Non esistono, cioè, parole per raccontarlo. Di certo è stato un papà meraviglioso; un imprenditore geniale e innovativo in qualsiasi campo si sia impegnato; un politico coraggioso e lungimirante, capace di grandi successi e di rimonte spettacolari dopo le sconfitte“.
In conclusione ha aggiunto: “E’ stato un uomo eccezionale. Basti pensare che i principali avversari, oggi, riconoscono doti eccezionali. E’ stato molto amato ed anche molto avversato. A me ha insegnato il bello della vita. E ha lasciato ricordi dolcissimi che porterò sempre nel mio cuore“.
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http://dlvr.it/SyYTkD
Una volta e per tutte Marina Berlusconi ha voluto chiudere tutte le polemiche che si erano create in questo periodo. Ovvero le stesse che vedevano come protagonista Giorgia Meloni. In una intervista rilasciata nel libro di Bruno Vespa, “Il rancore e la Speranza” e riportata dal ‘Giornale‘ la figlia del ‘Cavaliere‘ ci ha tenuto a ribadire e ad esprimere il proprio pensiero nei confronti della leader di Fratelli d’Italia. Come già annunciato in altre occasioni, la numero uno di Fininvest e Mondadori ha espresso un giudizio positivo sulla premier.
Queste sono alcune delle sue parole: “Stimo molto Giorgia Meloni. La trovo capace, coerente e concreta. La apprezzo sul piano politico e la apprezzo molto come donna, ancor più in questi giorni. Per quanto riguarda il governo ho condiviso varie scelte di palazzo Chigi, a cominciare dalla grande attenzione verso la politica estera in nome di sani e sacrosanti principi atlantici ed europeisti“.
Marina Berlusconi (Ansa Foto) Notizie.com
Sempre in riferimento alla presidente del Consiglio ha aggiunto: “Quando mio padre è scomparso, ho sentito la sua vicinanza alla nostra famiglia, e di questo le sono grata. . In questo momento il mondo sta vivendo una fase drammatica, nella quale è la nostra stessa identità, liberale e democratica, a trovarsi sotto attacco“.
Il riferimento è più che chiaro, ovvero ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente: “Queste aggressioni ne sono la dimostrazione più evidente e più atroce. Apprezzo la cautela e il senso di responsabilità con cui questo esecutivo sta gestendo i conti pubblici. Ci sono state alcune mosse che non mi sono piaciute e non l’ho mai nascosto. Anche perché il governo si è ritrovato a dover fronteggiare una situazione macroeconomica complicatissima. Senza dimenticare i vari bonus edilizi“.
Marina Berlusconi e il ricordo del padre: “Uomo affamato di vita”
Dal punto di vista politico, in particolar modo il ruolo di Forza Italia rimasto orfano del suo leader, ha aggiunto: “Sono convinta che l’Italia avrà sempre bisogno di una forza liberale come questo partito. Ora che mio padre non c’è più spetta a Forza Italia andare avanti con le proprie gambe. Cosa farà la nostra famiglia? Gli resteremo vicini. Un conto è la politica, un altro le imprese“.
Non poteva mancare un suo ricordo per il padre: “Silvio Berlusconi era un uomo affamato di vita: per lui la cosa più importante è sempre stata amare ed essere amato. In definitiva, è stato un uomo eccezionale, al quale oggi persino i principali avversari riconoscono doti eccezionali“.
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Poi ha continuato dicendo: “E’ stato un quadro talmente immenso che non esistono cornici che possano contenerlo. Non esistono, cioè, parole per raccontarlo. Di certo è stato un papà meraviglioso; un imprenditore geniale e innovativo in qualsiasi campo si sia impegnato; un politico coraggioso e lungimirante, capace di grandi successi e di rimonte spettacolari dopo le sconfitte“.
In conclusione ha aggiunto: “E’ stato un uomo eccezionale. Basti pensare che i principali avversari, oggi, riconoscono doti eccezionali. E’ stato molto amato ed anche molto avversato. A me ha insegnato il bello della vita. E ha lasciato ricordi dolcissimi che porterò sempre nel mio cuore“.
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Accordo Italia-Albania, Giglio Vigna (Lega) a Notizie.com: “Tirana dà una lezione di solidarietà a tanti Paesi Ue”
“L’accordo tra Italia e Albania sui migranti è una lezione a Bruxelles e agli Stati membri che non vogliono prendersi una quota di migranti, nonostante l’enorme pressione in questo periodo storico sulle coste del Mediterraneo”.
Parla senza mezzi termini ai microfoni di Notizie.com il leghista Alessandro Giglio Vigna, presidente della commissione Politiche Ue alla Camera, sottolineando il senso di responsabilità di Tirana ad aiutare l’Italia nell’accoglienza dei migranti e allo stesso tempo puntando il dito verso l’Europa: “Siamo contenti perché in questa fase la pressione migratoria è altissima. Possiamo dire che l’Albania ha capito lo spirito europeo della solidarietà e sta facendo quello che Bruxelles non fa o dice di fare ma poi non porta a compimento”.
Accordo Italia-Albania, Giglio Vigna (Lega) a Notizie.com: “Tirana dà una lezione di solidarietà a tanti Paesi Ue” (Ansa Foto/Facebook) notizie.com
“Non starei a fare le pulci a questo accordo”
Alle opposizioni che parlano di “deportazione” e di accordi “presa in giro”, Giglio Vigna risponde: “Facciamo un distinguo tra richiedenti asilo e migranti clandestini. Non conosciamo ancora i termini esatti dell’accordo. Per il momento conosciamo il quadro nel suo insieme. La Lega da sempre dice che chi ha diritto di asilo deve entrare nel nostro Paese. Collochiamo in un altro Paese, addirittura extracomunitario, una quota di migranti che poi saranno gestiti dalle autorità italiane. E non è solo una questione di costi, ma anche di pressione migratoria, un tema di sicurezza. La pressione migratoria da Sahel e Nord Africa in questo momento è troppa e il fatto che l’Albania tenda una mano all’Italia è positivo, non starei a fare le pulci a questo accordo. Ovvio che l’Italia dovrà fare la sua parte, ci mancherebbe altro”.
Alessandro Giglio Vigna (Lega) (Foto di Facebook) – notizie.com
“Noi sempre stati favorevoli all’ingresso dell’Albania in Europa”
Tutti in queste ora si stanno chiedendo quale sia il tornaconto di Tirana in questo accordo, al di là della solidarietà. Mentre il premier albanese Edi Rama parla solo di solidarietà, resta il fatto che tendere la mano a un Paese europeo lo avvicini di più all’Europa: “L’Italia e L’Albania sono legate dalla storia, da interessi strategici forti. Siamo i primi partner commerciali di Tirana – conclude Giglio Vigna – e ci lega anche la cultura. Questo ha fatto sì che la posizione dell’Italia sull’ingresso dell’Albania in Europa sia scontata. E questo accordo ci fa capire come Tirana interpreti in modo corretto lo spirito europeo. Ed è una lezione ai Paesi Ue che non interpretano lo stesso spirito di solidarietà”.
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Parla senza mezzi termini ai microfoni di Notizie.com il leghista Alessandro Giglio Vigna, presidente della commissione Politiche Ue alla Camera, sottolineando il senso di responsabilità di Tirana ad aiutare l’Italia nell’accoglienza dei migranti e allo stesso tempo puntando il dito verso l’Europa: “Siamo contenti perché in questa fase la pressione migratoria è altissima. Possiamo dire che l’Albania ha capito lo spirito europeo della solidarietà e sta facendo quello che Bruxelles non fa o dice di fare ma poi non porta a compimento”.
Accordo Italia-Albania, Giglio Vigna (Lega) a Notizie.com: “Tirana dà una lezione di solidarietà a tanti Paesi Ue” (Ansa Foto/Facebook) notizie.com
“Non starei a fare le pulci a questo accordo”
Alle opposizioni che parlano di “deportazione” e di accordi “presa in giro”, Giglio Vigna risponde: “Facciamo un distinguo tra richiedenti asilo e migranti clandestini. Non conosciamo ancora i termini esatti dell’accordo. Per il momento conosciamo il quadro nel suo insieme. La Lega da sempre dice che chi ha diritto di asilo deve entrare nel nostro Paese. Collochiamo in un altro Paese, addirittura extracomunitario, una quota di migranti che poi saranno gestiti dalle autorità italiane. E non è solo una questione di costi, ma anche di pressione migratoria, un tema di sicurezza. La pressione migratoria da Sahel e Nord Africa in questo momento è troppa e il fatto che l’Albania tenda una mano all’Italia è positivo, non starei a fare le pulci a questo accordo. Ovvio che l’Italia dovrà fare la sua parte, ci mancherebbe altro”.
Alessandro Giglio Vigna (Lega) (Foto di Facebook) – notizie.com
“Noi sempre stati favorevoli all’ingresso dell’Albania in Europa”
Tutti in queste ora si stanno chiedendo quale sia il tornaconto di Tirana in questo accordo, al di là della solidarietà. Mentre il premier albanese Edi Rama parla solo di solidarietà, resta il fatto che tendere la mano a un Paese europeo lo avvicini di più all’Europa: “L’Italia e L’Albania sono legate dalla storia, da interessi strategici forti. Siamo i primi partner commerciali di Tirana – conclude Giglio Vigna – e ci lega anche la cultura. Questo ha fatto sì che la posizione dell’Italia sull’ingresso dell’Albania in Europa sia scontata. E questo accordo ci fa capire come Tirana interpreti in modo corretto lo spirito europeo. Ed è una lezione ai Paesi Ue che non interpretano lo stesso spirito di solidarietà”.
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Maltempo Toscana, finiscono le speranze: ritrovato altro cadavere
Maltempo Toscana, finiscono le speranze di ritrovarlo vivo: arriva la drammatica notizia
La Toscana è nuovamente alle prese con il maltempo che, in questi ultimi giorni, ha messo completamente in ginocchio l’intera regione. Provocando moltissimi danni e, soprattutto, vittime. Purtroppo, però, proprio nelle ultime ore è arrivata un’altra drammatica notizia. Non si avevano più notizie di un uomo che aveva fatto perdere completamente le tracce. Le speranze di poterlo trovare vivo, con il passare dei giorni, diminuivano sempre di più.
Maltempo Toscana (Ansa Foto) Notizie.com
I vigili del fuoco, che non hanno mai smesso di lavorare ed effettuare ricerche, hanno ritrovato il cadavere di Antonio Tumolo. L’anziano aveva 84 anni ed è stato ritrovato nei pressi di un vivaio di Iolo. Era lui l’ultimo disperso di questo maltempo che si è abbattuto sulla Toscana. Secondo quanto riportato dai parenti e conoscenti pare che, proprio quel maledetto 2 novembre, l’uomo stesse tornando a casa. In questo caso aumenta, vertiginosamente, il numero delle vittime.
Maltempo Toscana, le vittime aumentano ad 8: ritrovato corpo Antonio Tumolo
Con Antonio Tumolo sono diventate 8 le persone che hanno perso la vita in questo maltempo. L’uomo, come riportato in precedenza, stava ritornando nella propria abitazione dopo aver effettuato una visita in uno studio medico. Poi è stato travolto da una montagna di fango ed acqua che non gli ha lasciato alcuno scampo. Precisamente nella zona di Galceti. Costeggiato da un fosso dove affluiscono le acque del torrente Bardena, corso d’acqua esondato giovedì scorso nella frazione di Figline.
Maltempo Toscana (Ansa Foto) Notizie.com
Il giorno dopo i carabinieri avevano ritrovato la vettura del pensionato. Ricerche che non si erano mai interrotte fino a quando non è stata diramata la drammatica notizia. Anche il governatore e commissario di questa emergenza, Eugenio Giani, non ha potuto fare altro che porgere le più sentite condoglianze alle vittime di coloro che hanno perso i propri cari in questa terribile vicenda che non ha sconvolto una regione, ma un Paese intero.
Nella giornata di oggi è prevista “allerta arancione” in queste regioni: Emilia Romagna, Lombardia, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania e Umbria. Tra la giornata di oggi e quella di domani verrà annunciato lo stato di emergenza regionale in Liguria. Nel frattempo, come annunciato dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sono in arrivo i primi 100 milioni di euro per le azione maggiormente colpite da questa alluvione.
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http://dlvr.it/SyXjyF
La Toscana è nuovamente alle prese con il maltempo che, in questi ultimi giorni, ha messo completamente in ginocchio l’intera regione. Provocando moltissimi danni e, soprattutto, vittime. Purtroppo, però, proprio nelle ultime ore è arrivata un’altra drammatica notizia. Non si avevano più notizie di un uomo che aveva fatto perdere completamente le tracce. Le speranze di poterlo trovare vivo, con il passare dei giorni, diminuivano sempre di più.
Maltempo Toscana (Ansa Foto) Notizie.com
I vigili del fuoco, che non hanno mai smesso di lavorare ed effettuare ricerche, hanno ritrovato il cadavere di Antonio Tumolo. L’anziano aveva 84 anni ed è stato ritrovato nei pressi di un vivaio di Iolo. Era lui l’ultimo disperso di questo maltempo che si è abbattuto sulla Toscana. Secondo quanto riportato dai parenti e conoscenti pare che, proprio quel maledetto 2 novembre, l’uomo stesse tornando a casa. In questo caso aumenta, vertiginosamente, il numero delle vittime.
Maltempo Toscana, le vittime aumentano ad 8: ritrovato corpo Antonio Tumolo
Con Antonio Tumolo sono diventate 8 le persone che hanno perso la vita in questo maltempo. L’uomo, come riportato in precedenza, stava ritornando nella propria abitazione dopo aver effettuato una visita in uno studio medico. Poi è stato travolto da una montagna di fango ed acqua che non gli ha lasciato alcuno scampo. Precisamente nella zona di Galceti. Costeggiato da un fosso dove affluiscono le acque del torrente Bardena, corso d’acqua esondato giovedì scorso nella frazione di Figline.
Maltempo Toscana (Ansa Foto) Notizie.com
Il giorno dopo i carabinieri avevano ritrovato la vettura del pensionato. Ricerche che non si erano mai interrotte fino a quando non è stata diramata la drammatica notizia. Anche il governatore e commissario di questa emergenza, Eugenio Giani, non ha potuto fare altro che porgere le più sentite condoglianze alle vittime di coloro che hanno perso i propri cari in questa terribile vicenda che non ha sconvolto una regione, ma un Paese intero.
Nella giornata di oggi è prevista “allerta arancione” in queste regioni: Emilia Romagna, Lombardia, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania e Umbria. Tra la giornata di oggi e quella di domani verrà annunciato lo stato di emergenza regionale in Liguria. Nel frattempo, come annunciato dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sono in arrivo i primi 100 milioni di euro per le azione maggiormente colpite da questa alluvione.
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Manovra, Gardini: “Ecco le richieste di Confcooperative”
Maurizio Gardini in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ parla di manovra, salario minimo e della posizione di Confcooperative su questi due provvedimenti.
Manovra e salario minimo. Sono questi i due temi affrontati da Maurizio Gardini in un’intervista al Corriere della Sera. Per quanto riguarda la legge di Bilancio, il presidente di Confcommercio conferma che si tratta di “un provvedimento che nasce in una situazione complessa viste le poche opportunità e risorse, cosa che metterebbe in difficoltà ogni esecutivo“.
Maurizio Gardini intervistato su manovra e salario minimo – Notizie.com – © Ansa
“Il governo si è trovato costretto a dover mettere in campo misure che hanno come obiettivo quello di tenere sotto controllo il debito pubblico e non aumentarlo, come è successo in questi ultimi anni“, aggiunge ancora Gardini.
“Ecco le richieste di Confcooperative”
Le richieste di Confcooperative sulla manovra – Notizie.com – © Ansa
Da oggi si inizia con le audizioni in Parlamento e Gardini spiega quali saranno le richieste di Confcooperative: “Per prima cosa va reso strutturale il taglio del cuneo fiscale e ampliata la platea perché ormai sono troppi i lavoratori che soffrono di una tassazione pesante. In più sulle pensioni, almeno per noi, la flessibilità in uscita dovrebbe essere legata a quella in entrata portando a delle assunzioni. Negli ultimi anni stiamo registrando solamente esodi“.
Per il numero di Confcooperative vanno anche incrementate “le risorse del regime speciale di revisione prezzi per gli appalti pubblici. Chiediamo anche l’abolizione della plastic tax. L’impostazione non aiuta la transizione delle imprese e dei consumi. Confindustria dice che per imprese non c’è niente? E’ vero, c’è poco e siamo preoccupati per il costo dell’energia come quello del denaro. Italia in recessione? Il rischio è concreto“.
“Salario minimo? Preferisco parlare di salario giusto”
Gardini sul salario minimo – Notizie.com – © Ansa
Sul salario minimo Gardini sottolinea che “in questo caso bisogna guardare a tutte le voci che lo compongono e non solo il minimo tabellare. Ma anche il trattamento economico complessivo con tutti i ratei che compongono il costo orario. Quindi io parlerei di salario giusto. Secondo noi la soluzione è rappresentata dalla contrattazione sana, anche magari con una dialettica accesa. Ma solo in questo caso, agganciandosi alla produttività, possono rilanciarsi i salari“.
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http://dlvr.it/SyVsVB
Manovra e salario minimo. Sono questi i due temi affrontati da Maurizio Gardini in un’intervista al Corriere della Sera. Per quanto riguarda la legge di Bilancio, il presidente di Confcommercio conferma che si tratta di “un provvedimento che nasce in una situazione complessa viste le poche opportunità e risorse, cosa che metterebbe in difficoltà ogni esecutivo“.
Maurizio Gardini intervistato su manovra e salario minimo – Notizie.com – © Ansa
“Il governo si è trovato costretto a dover mettere in campo misure che hanno come obiettivo quello di tenere sotto controllo il debito pubblico e non aumentarlo, come è successo in questi ultimi anni“, aggiunge ancora Gardini.
“Ecco le richieste di Confcooperative”
Le richieste di Confcooperative sulla manovra – Notizie.com – © Ansa
Da oggi si inizia con le audizioni in Parlamento e Gardini spiega quali saranno le richieste di Confcooperative: “Per prima cosa va reso strutturale il taglio del cuneo fiscale e ampliata la platea perché ormai sono troppi i lavoratori che soffrono di una tassazione pesante. In più sulle pensioni, almeno per noi, la flessibilità in uscita dovrebbe essere legata a quella in entrata portando a delle assunzioni. Negli ultimi anni stiamo registrando solamente esodi“.
Per il numero di Confcooperative vanno anche incrementate “le risorse del regime speciale di revisione prezzi per gli appalti pubblici. Chiediamo anche l’abolizione della plastic tax. L’impostazione non aiuta la transizione delle imprese e dei consumi. Confindustria dice che per imprese non c’è niente? E’ vero, c’è poco e siamo preoccupati per il costo dell’energia come quello del denaro. Italia in recessione? Il rischio è concreto“.
“Salario minimo? Preferisco parlare di salario giusto”
Gardini sul salario minimo – Notizie.com – © Ansa
Sul salario minimo Gardini sottolinea che “in questo caso bisogna guardare a tutte le voci che lo compongono e non solo il minimo tabellare. Ma anche il trattamento economico complessivo con tutti i ratei che compongono il costo orario. Quindi io parlerei di salario giusto. Secondo noi la soluzione è rappresentata dalla contrattazione sana, anche magari con una dialettica accesa. Ma solo in questo caso, agganciandosi alla produttività, possono rilanciarsi i salari“.
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Magia Cristiano Ronaldo: finta e bomba all’incrocio dei pali! – VIDEO
Il portoghese ha sbloccato il risultato nella sfida del campionato saudita tra l’Al-Nassr e l’Al-Khaleej: ha ricevuto palla e mandato a vuoto un avversario prima di infilarla sotto al sette
Un gol dei suoi: tirando da fuori, spaccando la porta. Cristiano Ronaldo protagonista nel campionato saudita, ha caricato la conclusione dai 20 metri e lo stadio intero al momento della sua celebre esultanza, accompagnato dall’ovazione del pubblico presente.
Cristiano Ronaldo esulta dopo il gol che ha sbloccato il risultato nell’ultima partita di campionato dell’Al-Nassr (Ansa Foto) – Notizie.com
Il gesto tecnico ha lasciato a bocca aperta durante il match della Saudi Pro League tra il suo Al-Nassr e l’Al-Khaleej, vinto 2-0 dalla squadra del portoghese. Per lui si è trattato del 16esimo gol stagionale in 15 partite giocate con il club di Riad, al conto vanno aggiunti anche 9 assist.
Sensational 🔥
Feeling.. Atmosphere.. GOAT. pic.twitter.com/WOAPtWh934
— AlNassr FC (@AlNassrFC_EN) November 4, 2023
Secondo posto in classifica dietro soltanto all’Al Hilal di Koulibaly, Milinkovic e Mitrovic. CR7 sta provando ad aiutare i compagni a centrare la rimonta e anche a fare strada nella Champions asiatica (al momento è stato dominato il girone eliminatorio).
Il favore ricambiato con Laporte: 2-0 ed esultanza accompagnata dal suono dei tifosi
Cristiano Ronaldo è al secondo posto della classifica del campionato saudita con l’Al-Nassr (Ansa Foto) – Notizie.com
Cristiano Ronaldo si è fatto notare soprattutto per il gol che ha sbloccato il risultato nel primo tempo. Un vero capolavoro dalla distanza: l’ex Juve e Real Madrid ha ricevuto palla al limite dell’area da Aymeric Laporte, poi – dopo una finta con cui ha mandato a vuoto l’avversario più vicino – ha fiondato il pallone all’incrocio dei pali. Tentativo forte e preciso che non ha lasciato scampo al portiere.
🚨🚨| GOAL: GREAT GOAL FROM RONALDO!!!
pic.twitter.com/SucAXpDFAq
— CentreGoals. (@centregoals) November 4, 2023
L’attaccante nella ripresa ha poi ricambiato il favore a Laporte servendolo per il 2-0 conclusivo. Per Cristiano Ronaldo, nell’anno solare, la quota complessiva ora è di 44 gol in 48 partite disputate tra club e Nazionale. Vuole continuare ad accumulare timbri e prodezze, a 38 non si è ancora stancato.
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Un gol dei suoi: tirando da fuori, spaccando la porta. Cristiano Ronaldo protagonista nel campionato saudita, ha caricato la conclusione dai 20 metri e lo stadio intero al momento della sua celebre esultanza, accompagnato dall’ovazione del pubblico presente.
Cristiano Ronaldo esulta dopo il gol che ha sbloccato il risultato nell’ultima partita di campionato dell’Al-Nassr (Ansa Foto) – Notizie.com
Il gesto tecnico ha lasciato a bocca aperta durante il match della Saudi Pro League tra il suo Al-Nassr e l’Al-Khaleej, vinto 2-0 dalla squadra del portoghese. Per lui si è trattato del 16esimo gol stagionale in 15 partite giocate con il club di Riad, al conto vanno aggiunti anche 9 assist.
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Secondo posto in classifica dietro soltanto all’Al Hilal di Koulibaly, Milinkovic e Mitrovic. CR7 sta provando ad aiutare i compagni a centrare la rimonta e anche a fare strada nella Champions asiatica (al momento è stato dominato il girone eliminatorio).
Il favore ricambiato con Laporte: 2-0 ed esultanza accompagnata dal suono dei tifosi
Cristiano Ronaldo è al secondo posto della classifica del campionato saudita con l’Al-Nassr (Ansa Foto) – Notizie.com
Cristiano Ronaldo si è fatto notare soprattutto per il gol che ha sbloccato il risultato nel primo tempo. Un vero capolavoro dalla distanza: l’ex Juve e Real Madrid ha ricevuto palla al limite dell’area da Aymeric Laporte, poi – dopo una finta con cui ha mandato a vuoto l’avversario più vicino – ha fiondato il pallone all’incrocio dei pali. Tentativo forte e preciso che non ha lasciato scampo al portiere.
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L’attaccante nella ripresa ha poi ricambiato il favore a Laporte servendolo per il 2-0 conclusivo. Per Cristiano Ronaldo, nell’anno solare, la quota complessiva ora è di 44 gol in 48 partite disputate tra club e Nazionale. Vuole continuare ad accumulare timbri e prodezze, a 38 non si è ancora stancato.
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Migranti, accordo Italia-Albania: Meloni spera in modello Ue
Migranti, in merito all’accordo che è stato trovato tra Italia ed Albania sono arrivate le considerazioni di Giorgia Meloni. La premier ne ha parlato in una intervista al ‘Messaggero’
Quella di ieri è stata una giornata a dir poco storica quella che ha visto come protagonista il nostro Paese e l’Albania. E’ stato firmato, infatti, un accordo per quanto riguarda i migranti. L’obiettivo del nostro Paese è quello di “dirottare” i flussi migratori irregolari e accogliere in Europa solamente quelli che hanno necessità di protezione internazionale. La premier, a quanto pare, spera che questo accordo possa diventare un modello per i Paesi dell’Unione Europea.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (Ansa Foto) Notizie.com
Nei due Cpr si parla di almeno 39mila migranti l’anno. Tanto è vero che ha parlato di questo, e molto altro ancora, in una intervista che ha rilasciato al quotidiano “Il Messaggero“. Queste sono alcune delle sue parole in merito: “L’accordo con l’Albania sui centri di accoglienza per i migranti può diventare modello per l’Ue. Ovvero un modello di collaborazione tra Paesi UE e Paesi extra-UE sul fronte della gestione dei flussi migratori“.
Una intesa, quella raggiunta con l’Albania, che punta a rafforzare “il partenariato strategico tra Italia e Albania“. Allo stesso tempo questo accordo pone tre obiettivi fondamentali. Il primo è quello di cercare di contrastare il traffico di esseri umani, prevenire i flussi migratori irregolari e accogliere in Europa solo chi ha davvero diritto alla protezione internazionale.
Migranti, accordo Italia-Albania: c’è intesa per 39mila migranti l’anno
A partire dalla primavera del prossimo anno, infatti, i migranti salvati nel Mediterraneo (dalle navi italiane) verranno portato in Albania. Questo è l’accordo che è stato firmato da Giorgia Meloni ed il primo ministro estero, Edi Rama, nella giornata di ieri a Palazzo Chigi. L’obiettivo è quello di dissuadere le partenze e il traffico di esseri umani. Senza dimenticare anche l’alleggerimento dell’hotspot di Lampedusa, in più di una occasione al collasso.
Edi Rama e Giorgia Meloni (Ansa Foto) Notizie.com
La premier ha spiegato che si è trattato di un accordo che è stato discusso ed, allo stesso tempo, chiuso a Ferragosto. Proprio quando i due leader si sono incontrati in vacanza nella villa albanese del premier Rama. Una svolta storica non solo per l’Italia, ma per il resto dell’Unione Europea.
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Quella di ieri è stata una giornata a dir poco storica quella che ha visto come protagonista il nostro Paese e l’Albania. E’ stato firmato, infatti, un accordo per quanto riguarda i migranti. L’obiettivo del nostro Paese è quello di “dirottare” i flussi migratori irregolari e accogliere in Europa solamente quelli che hanno necessità di protezione internazionale. La premier, a quanto pare, spera che questo accordo possa diventare un modello per i Paesi dell’Unione Europea.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (Ansa Foto) Notizie.com
Nei due Cpr si parla di almeno 39mila migranti l’anno. Tanto è vero che ha parlato di questo, e molto altro ancora, in una intervista che ha rilasciato al quotidiano “Il Messaggero“. Queste sono alcune delle sue parole in merito: “L’accordo con l’Albania sui centri di accoglienza per i migranti può diventare modello per l’Ue. Ovvero un modello di collaborazione tra Paesi UE e Paesi extra-UE sul fronte della gestione dei flussi migratori“.
Una intesa, quella raggiunta con l’Albania, che punta a rafforzare “il partenariato strategico tra Italia e Albania“. Allo stesso tempo questo accordo pone tre obiettivi fondamentali. Il primo è quello di cercare di contrastare il traffico di esseri umani, prevenire i flussi migratori irregolari e accogliere in Europa solo chi ha davvero diritto alla protezione internazionale.
Migranti, accordo Italia-Albania: c’è intesa per 39mila migranti l’anno
A partire dalla primavera del prossimo anno, infatti, i migranti salvati nel Mediterraneo (dalle navi italiane) verranno portato in Albania. Questo è l’accordo che è stato firmato da Giorgia Meloni ed il primo ministro estero, Edi Rama, nella giornata di ieri a Palazzo Chigi. L’obiettivo è quello di dissuadere le partenze e il traffico di esseri umani. Senza dimenticare anche l’alleggerimento dell’hotspot di Lampedusa, in più di una occasione al collasso.
Edi Rama e Giorgia Meloni (Ansa Foto) Notizie.com
La premier ha spiegato che si è trattato di un accordo che è stato discusso ed, allo stesso tempo, chiuso a Ferragosto. Proprio quando i due leader si sono incontrati in vacanza nella villa albanese del premier Rama. Una svolta storica non solo per l’Italia, ma per il resto dell’Unione Europea.
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