Un’annata per certi versi entusiasmante quella appena trascorsa della musica internazionale, dove abbiamo visto diventare quasi fenomeni sociali le tournee di alcune grandi star della musica
Per raccontare il 2023 in musica non possiamo non partire da Taylor Swift. La pop star statunitense assunta a icona mondiale, grazie anche a un tour che non smette di emozionare ed entusiasmare le folle oceaniche che si recano ai suoi concerti in tutti gli angoli del mondo. Tour che va avanti da un anno e mezzo e nel 2024 toccherà anche Milano in Italia per una serie di concerti ovviamente già sold out.
Taylor Swift un fenomeno sociale – Notizie.com
Anche il mondo della musica a un certo punto si è tinto di rosa con l’uscita del film Barbie, un fenomeno globale che oltre ad avere un cast di grandi attori ha avuto anche una colonna sonora d’eccezione: Barbie The Album. Una raccolta dei brani che accompagnano la storia della bambola più famosa del mondo, a cui hanno lavorato alcune tra le più affermate star del mondo della musica pop come Dua Lipa e Billie Eilish.
Un anno in musica
E mentre il tempo scorre, i momenti si vivono e i ricordi si collezionano, accompagnati dalla colonna sonora di quel particolare momento. Un altro anno è giunto al capolinea con il suono della freschezza di alcuni nuovi giovani artisti mista però all’ormai più che affermata maturità di altri che hanno già segnato indelebilmente la storia della musica. La colonna sonora di questo 2023 ha le voci più diverse a seconda di mode e tendenze che si sono appropriate del palcoscenico in questi lunghi dodici mesi e come al solito sono le piattaforme streaming a decretare il successo o meno di quel cantante o di quella canzone. Taylor Swift guida la classifica degli artisti più ascoltati nel 2023 con 25 miliardi di stream su Spotify, la cantante statunitense è attualmente impegnata con il suo The Eras Tour e il prossimo anno farà tappa anche in Italia. “You’re Losing Me” è il suo singolo più recente: pubblicato a fine novembre, vanta già grandi numeri quanto a riproduzioni. Un film concerto diventato già cult, una tournee che macina numeri record da più di un anno, la ripubblicazione dei suoi album più famosi a causa della nota controversia con il suo primo produttore che ha portato tutti i cosiddetti “Taylor.s version” in cima alle classifiche dei più venduti anche dopo decenni dalla prima pubblicazione e la copertina di Time che l’ha incoronata “Personaggio dell’anno”, hanno trasformato la Swift in un fenomeno sociale mondiale in grado di spostare il pil delle città toccate dai suoi concerti.
Beyoncè record di Grammy – Notizie.com
Beyoncè e le altre
Il desiderio di essere unica, la numero uno, la sola, è quel che muove Beyoncé. Nel 2023 è entrata nella storia dei Grammy quale artista più premiata di sempre e ha realizzato il tour più ambizioso della sua carriera, portando negli stadi di mezzo mondo la celebrazione della cultura black di “Renaissance”. Nel 2010, per la prima volta sia Beyoncé sia la Swift sono state candidate al titolo di album dell’anno ai Grammy, rispettivamente per I Am… Sasha Fierce e Fearless. A distanza di 13 anni possiamo dire che sono in assoluto le due più grandi star mondiali della musica attuale, le degne eredi di fenomeni musicali come Madonna o Whitney Houston, tenendo conto di come si è evoluto il mondo sia dal punto di vista culturale sia dal punto di vista tecnologico e di come i giovani delle nuove generazioni possono ascoltare oggi la musica.
Il prestigioso magazine “Variety” ha incoronato “What Was I Made For?“, canzone tratta dalla colonna sonora del film Barbie, come il miglior tema cinematografico della storia, ponendo quindi anche Billie Eilish su un virtuale podio delle icone musicale dell’anno.
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Decaro si proietta in avanti: “Il Pd deve parlare a tutti”
Il Sindaco di Bari parla a Repubblica e spiega le sue idee su cosa dovrebbero fare i Dem, ma anche sul terzo mandato
E’ uno degli uomini del momento, almeno a sinistra. Parla chiaro, senza fronzoli e, cosa più importante, ha seguito, appeal e feeling con la gente. Per ora, pare e dicono, solo con la sua gente, ma in tanti sono convinti che potrebbe fare molto di più anche a livello nazionale, soprattutto per come si propone e per quello che dice. Lui è Antonio Decaro, sindaco di Bari, una città non facile, ma il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti. Non è un caso che sia stato già votato per ben due volte. E su questo, mentre parla a Repubblica, racconta un aneddoto sul terzo mandato di cui tanto si sta parlando: “Non passerà. Durante un dibattito un parlamentare del mio partito disse che è giusto il ricambio. Andai su wikipedia, vidi che era all’ottavo mandato in parlamento. Così gli dissi: “Allora il ricambio cominciate a farlo voi…”“.
Il Sindaco di Bari Antonio Decaro (Ansa Notizie.com)
Ora tutti si stanno preparando alle prossime elezioni europee, Decaro non è il solo, ma anche lui ha le sue idee sul Mes, sul Pnrr, sui balneari e anche, non potrebbe essere altrimenti, sul salario minimo: “In campagna elettorale si confronteranno due visioni diverse. Una populista, che vede l’Europa come un nemico che crea problemi, ed è quella di gran parte della maggioranza. L’altra è quella più progressista, che vede nell’Europa il luogo dove risolvere tante questioni, richiamandosi alla visione di Altiero Spinelli e David Sassoli. Se vogliamo che l’Italia conti a livello internazionale la scelta è evidente“.
“Schlein? Non c’è mai stata una chiusura ai riformisti”
Un’immagine di qualche anno fa con Matteo Renzi e Antonio Decaro (Ansa Notizie.com)
In tanti, dopo l’esperienza con l’Anci, sperano e vedono per Decaro un ruolo a livello politico nazionale, lui non ci pensa e un po’ glissa, anche se non nasconde una certa ambizione, non a scalare posizioni, ma a tentare di fare le cose per bene: “In questi anni ho avuto un unico obiettivo: restituire dignità ai sindaci, il terminale più esposto della Repubblica, come dice Mattarella. Se avessi interpretato questo ruolo come trampolino di lancio personale non avrei saputo conquistarmi la fiducia dei sindaci. Questo non vuol dire non aver fatto politica: in tante occasioni siamo stati in contraddittorio con i governi, per difendere i cittadini e le comunità italiane”.
Qualche parola anche su Elly Schlein, il nuovo che avanza, anche se con tanti alti e bassi, ma su di lei da parte di Decaro, legato a Bonaccini da tempo, prima ancora con Renzi, non c’è una posizione e alcuna preclusione anzi: “Non c’è mai stata una chiusura ai riformisti, da parte sua, così come non c’è oggi un partito diviso in due fazioni: mentre la segretaria è stata eletta, Stefano Bonaccini diventava presidente del partito. Tra me ed Elly, poi, c’è un rapporto personale e politico antico, che ho mantenuto anche quando lei non stava nel partito democratico”.
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http://dlvr.it/T0pZbq
E’ uno degli uomini del momento, almeno a sinistra. Parla chiaro, senza fronzoli e, cosa più importante, ha seguito, appeal e feeling con la gente. Per ora, pare e dicono, solo con la sua gente, ma in tanti sono convinti che potrebbe fare molto di più anche a livello nazionale, soprattutto per come si propone e per quello che dice. Lui è Antonio Decaro, sindaco di Bari, una città non facile, ma il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti. Non è un caso che sia stato già votato per ben due volte. E su questo, mentre parla a Repubblica, racconta un aneddoto sul terzo mandato di cui tanto si sta parlando: “Non passerà. Durante un dibattito un parlamentare del mio partito disse che è giusto il ricambio. Andai su wikipedia, vidi che era all’ottavo mandato in parlamento. Così gli dissi: “Allora il ricambio cominciate a farlo voi…”“.
Il Sindaco di Bari Antonio Decaro (Ansa Notizie.com)
Ora tutti si stanno preparando alle prossime elezioni europee, Decaro non è il solo, ma anche lui ha le sue idee sul Mes, sul Pnrr, sui balneari e anche, non potrebbe essere altrimenti, sul salario minimo: “In campagna elettorale si confronteranno due visioni diverse. Una populista, che vede l’Europa come un nemico che crea problemi, ed è quella di gran parte della maggioranza. L’altra è quella più progressista, che vede nell’Europa il luogo dove risolvere tante questioni, richiamandosi alla visione di Altiero Spinelli e David Sassoli. Se vogliamo che l’Italia conti a livello internazionale la scelta è evidente“.
“Schlein? Non c’è mai stata una chiusura ai riformisti”
Un’immagine di qualche anno fa con Matteo Renzi e Antonio Decaro (Ansa Notizie.com)
In tanti, dopo l’esperienza con l’Anci, sperano e vedono per Decaro un ruolo a livello politico nazionale, lui non ci pensa e un po’ glissa, anche se non nasconde una certa ambizione, non a scalare posizioni, ma a tentare di fare le cose per bene: “In questi anni ho avuto un unico obiettivo: restituire dignità ai sindaci, il terminale più esposto della Repubblica, come dice Mattarella. Se avessi interpretato questo ruolo come trampolino di lancio personale non avrei saputo conquistarmi la fiducia dei sindaci. Questo non vuol dire non aver fatto politica: in tante occasioni siamo stati in contraddittorio con i governi, per difendere i cittadini e le comunità italiane”.
Qualche parola anche su Elly Schlein, il nuovo che avanza, anche se con tanti alti e bassi, ma su di lei da parte di Decaro, legato a Bonaccini da tempo, prima ancora con Renzi, non c’è una posizione e alcuna preclusione anzi: “Non c’è mai stata una chiusura ai riformisti, da parte sua, così come non c’è oggi un partito diviso in due fazioni: mentre la segretaria è stata eletta, Stefano Bonaccini diventava presidente del partito. Tra me ed Elly, poi, c’è un rapporto personale e politico antico, che ho mantenuto anche quando lei non stava nel partito democratico”.
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De Palma: “Lo Stato salvi Ilva e rilevi maggioranza”
Il segretario generale del sindacato della Fiom parla al CorSera e avvisa: “Mittal non vuole investire sul polo siderurgico di Taranto”
Ilva, un affare di Stato. Volente o nolente. Parole, promesse, garanzie, tutto andato in fumo, ma non da adesso da anni. Ancora riecheggiano le parole dell’allora Ministro Calenda che si vantava di aver risolto la situazione del polo siderurgico di Taranto, ora a distanza di anni tutto ritorna indietro, come se fosse un gioco dell’oca. E, come spesso succede, le promesse dei politici a tanti lavoratori restano e sono carta straccia. E in tutti i sensi. Ma non è stato solo Calenda, prima di lui altri e anche altri dopo di lui. Ora si è al punto di partenza, con Ilva che è sospeso come sempre, un tira e molla snervante per tanti lavoratori. E le loro responsabilità le hanno anche i i sindacati, sia ben chiaro.
Un gruppo di operai dell’Ilva che protestano davanti al Parlamento (Ansa Notizie.com)
Uno di loro, Michele De Palma, segretario della Fiom-Cigl, cerca di spiegare e portare avanti una sua idea, che poi non è proprio una trovata geniale, ma tant’è. “È stato un anno duro per i metalmeccanici Abbiamo provato a difendere l’occupazione in situazioni sempre più complesse, da Ilva a Stellantis. Alcune battaglie hanno raggiunto gli obiettivi, penso alla reindustrializzazione di Marelli a Crevalcore o alla Whirlpool a Napoli o alla Gkn con la revoca dei licenziamenti, ma restano tante vertenze che ci preoccupano”.
“Lo Stato salvi Ilva, Mittal non ha alcun interesse a farlo”
Il segretario della Fiom-Cigl Michele De Palma (Ansa Notizie.com)
Ilva è una delle maggiori aziende a livello nazionale riguardo all’acciaio e alla siderurgia. Un polo importante, ma spesso dimenticato per quanta importanza ricopre e potrebbe ricoprire. La storia recente in sintesi da parte di De Palma: “Nell’incontro a Palazzo Chigi c’è stato scontro. A detta del Governo gli scenari sono tre: Mittal mette le risorse per la ripartenza degli impianti; l’amministrazione straordinaria; lo Stato che si riprende la maggioranza della società, come chiediamo noi“.
Motivo? Ed è lo stesso segretario della Fiom-Cigl che lo spiega con chiarezza: “Perché Mittal non ha voluto investire nell’azienda e siamo arrivati a una situazione disastrosa da tutti i punti di vista, con 20mila posti di lavoro, indotto compreso, a rischio. Inoltre, un Paese senza la siderurgia è un Paese che sceglie di fare a meno dell’industria e questo non possiamo permettercelo. Pensiamo solo all’acciaio che serve per la produzione automobilistica“.
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Ilva, un affare di Stato. Volente o nolente. Parole, promesse, garanzie, tutto andato in fumo, ma non da adesso da anni. Ancora riecheggiano le parole dell’allora Ministro Calenda che si vantava di aver risolto la situazione del polo siderurgico di Taranto, ora a distanza di anni tutto ritorna indietro, come se fosse un gioco dell’oca. E, come spesso succede, le promesse dei politici a tanti lavoratori restano e sono carta straccia. E in tutti i sensi. Ma non è stato solo Calenda, prima di lui altri e anche altri dopo di lui. Ora si è al punto di partenza, con Ilva che è sospeso come sempre, un tira e molla snervante per tanti lavoratori. E le loro responsabilità le hanno anche i i sindacati, sia ben chiaro.
Un gruppo di operai dell’Ilva che protestano davanti al Parlamento (Ansa Notizie.com)
Uno di loro, Michele De Palma, segretario della Fiom-Cigl, cerca di spiegare e portare avanti una sua idea, che poi non è proprio una trovata geniale, ma tant’è. “È stato un anno duro per i metalmeccanici Abbiamo provato a difendere l’occupazione in situazioni sempre più complesse, da Ilva a Stellantis. Alcune battaglie hanno raggiunto gli obiettivi, penso alla reindustrializzazione di Marelli a Crevalcore o alla Whirlpool a Napoli o alla Gkn con la revoca dei licenziamenti, ma restano tante vertenze che ci preoccupano”.
“Lo Stato salvi Ilva, Mittal non ha alcun interesse a farlo”
Il segretario della Fiom-Cigl Michele De Palma (Ansa Notizie.com)
Ilva è una delle maggiori aziende a livello nazionale riguardo all’acciaio e alla siderurgia. Un polo importante, ma spesso dimenticato per quanta importanza ricopre e potrebbe ricoprire. La storia recente in sintesi da parte di De Palma: “Nell’incontro a Palazzo Chigi c’è stato scontro. A detta del Governo gli scenari sono tre: Mittal mette le risorse per la ripartenza degli impianti; l’amministrazione straordinaria; lo Stato che si riprende la maggioranza della società, come chiediamo noi“.
Motivo? Ed è lo stesso segretario della Fiom-Cigl che lo spiega con chiarezza: “Perché Mittal non ha voluto investire nell’azienda e siamo arrivati a una situazione disastrosa da tutti i punti di vista, con 20mila posti di lavoro, indotto compreso, a rischio. Inoltre, un Paese senza la siderurgia è un Paese che sceglie di fare a meno dell’industria e questo non possiamo permettercelo. Pensiamo solo all’acciaio che serve per la produzione automobilistica“.
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2023, un anno di sport: dal trionfo in Coppa Davis ai successi di Bagnaia e Tamberi
Le magie di Sinner, le pieghe di Bagnaia, i salti di Tamberi, ma anche le squadre italiane di calcio comunque protagoniste di tre finali europee, sono i simboli di un’altra annata straordinaria per lo sport azzurro
Lo scudetto del Napoli 33 anni dopo l’ultima impresa di Maradona e compagni e la Coppa Davis all’Italia 47 anni dopo la prima e unica insalatiera vinta da Panatta e gli altri moschettieri azzurri. Il nuovo trionfo di Pecco Bagnaia che lo consacra tra i più grandi di sempre, perchè ripetersi è la cosa più difficile nello sport, o l’ennesimo salto nella leggenda di Gimbo Tamberi capace di vincere tutti gli ori a disposizione di un atleta nella sua specialità. Tante sono state le fotografie e le storie che nel 2023 hanno scandito il grande stato di salute del nostro sport in attesa delle Olimpiadi del 2024 a Parigi.
Lo storico trionfo in Coppa-Davis – Notizie.com –
Un anno di sport che ha regalato come sempre immagini destinate a diventare leggendarie, ma che va anche ricordato perchè ci hanno lasciato due figure importanti del calcio a noi molto care. Il 6 gennaio 2023 a Londra, a 58 anni, si spegne Gianluca Vialli, ex di Juve e Samp, ma anche capo delegazione dell’Italia nell’Europeo vinto nel 2021. Un dramma che ha colpito in maniera trasversale tutti gli appassionati di calcio e non solo e che è arrivato pochi giorni dopo la morte di un altro grande dello sport mondiale come Pelè.
Un anno di trionfi azzurri
Come sempre è stato un anno di alti e bassi, momenti belli e momenti brutti, di trionfi e di delusioni nello sport italiano quello appena trascorso. Un anno però che ha dimostrato ancora una volta come il talento e l’organizzazione possano superare qualsiasi ostacolo e regalare momenti indimenticabili. Sicuramente l’ascesa di Jannik Sinner ha letteralmente infiammato non soltanto tutti gli appassionati di tennis. Gli ultimi mesi del tennista altoatesino sono stati a dir poco mostruosi con imprese e partite memorabili, che resteranno a lungo negli occhi degli italiani. E lo straordinario, impensabile e imprevedibile trionfo dell’Italia in Coppa Davis, guidata e trascinata proprio dal tennista altoatesino, insieme a Sonego, Musetti, Bolelli e Arnaldi ha riportato alla mente immagini oramai sbiadite. Il secondo successo nella massima manifestazione a squadre di tennis, 47 anni dopo l’impresa mitica di Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli in Cile. È stato un anno ricco di successi anche nell’atletica, dove la vittoria del Campionato europeo a squadre ha confermato quanto quello dell’atletica leggera in Italia sia un movimento ben avviato e ricco di numerosi talenti, impreziosita dall’impresa straordinaria di Gianmarco Tamberi capace di vincere nel salto in alto l’ultimo oro che mancava nella sua bacheca ineguagliabile, quello mondiale.
🥇 𝐔 𝐍 𝐈 𝐓 𝐀 𝐋 𝐈 𝐀 𝐍 𝐎 𝐕 𝐄 𝐑 𝐎
Gianmarco Tamberi campione del mondo! #Budapest2023
Foto Francesca Grana/FIDAL pic.twitter.com/MgWp0oP1db
— Atletica Italiana (@atleticaitalia) August 22, 2023
Altri trionfi in serie
Il Motorsport ha regalato sensazioni opposte. Mentre la Ferrari insegue ancora quella competitività che le spetterebbe di diritto, un Mondiale prima dominato, poi quasi perso e alla fine portato a casa all’ultima gara, quell0 riconquistato da Francesco Bagnaia. Il 2023 della MotoGP si chiude con il secondo titolo della carriera in classe regina di “Pecco”, capace di vivere una stagione da protagonista assoluto nel bene e nel male. Gli sport invernali hanno regalato ancora una volta grandi soddisfazioni. Nella 47esima edizione dei Mondiali, Federica Brignone ha conquistato la prima storica medaglia d’oro azzurra in una rassegna iridata nella combinata femminile di Méribel e, qualche giorno dopo, l’Italia ha vinto un’altra medaglia d’oro con Marta Bassino nel SuperG. Ma soprattutto sia Federica Brignone che Sofia Goggia hanno ricominciato la stagione agonistica con tante vittorie in serie, nel segno di una rivalità che non può che far crescere l’intero movimento.
Bagnaia due volte Campione del Mondo – Notizie.com -.
Trionfi sfiorati
L’Italia ha vinto tanto in questa annata appena conclusa dello sport, ma più volte è andata vicina al trionfo, e arrivare secondi non può essere mai considerata una vera e propria sconfitta. Come non considerare una rinascita dopo anni difficili le tre finali conquistate dalle squadre italiane di calcio nelle massime competizioni europee per club. L‘Inter in finale di Champions League, la Roma in Europa League e la Fiorentina in Conference League, anche se tutte e tre sconfitte sul campo, hanno dato un chiaro segnale al calcio europeo. Anche la medaglia d’argento ai campionati europei conquistata dalla Nazionale maschile di pallavolo Campione del Mondo in carica, sconfitta in finale dalla Polonia, va comunque considerato un grande traguardo. Un europeo giocato in casa quello disputato dalla Nazionale di Ferdinando “Fefè” De Giorgi che ha saputo riempire di un entusiasmo dilagante ogni palazzo delle sport dove è stata chiamata a giocare, segno di una passione mai sopita per il volley.
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Lo scudetto del Napoli 33 anni dopo l’ultima impresa di Maradona e compagni e la Coppa Davis all’Italia 47 anni dopo la prima e unica insalatiera vinta da Panatta e gli altri moschettieri azzurri. Il nuovo trionfo di Pecco Bagnaia che lo consacra tra i più grandi di sempre, perchè ripetersi è la cosa più difficile nello sport, o l’ennesimo salto nella leggenda di Gimbo Tamberi capace di vincere tutti gli ori a disposizione di un atleta nella sua specialità. Tante sono state le fotografie e le storie che nel 2023 hanno scandito il grande stato di salute del nostro sport in attesa delle Olimpiadi del 2024 a Parigi.
Lo storico trionfo in Coppa-Davis – Notizie.com –
Un anno di sport che ha regalato come sempre immagini destinate a diventare leggendarie, ma che va anche ricordato perchè ci hanno lasciato due figure importanti del calcio a noi molto care. Il 6 gennaio 2023 a Londra, a 58 anni, si spegne Gianluca Vialli, ex di Juve e Samp, ma anche capo delegazione dell’Italia nell’Europeo vinto nel 2021. Un dramma che ha colpito in maniera trasversale tutti gli appassionati di calcio e non solo e che è arrivato pochi giorni dopo la morte di un altro grande dello sport mondiale come Pelè.
Un anno di trionfi azzurri
Come sempre è stato un anno di alti e bassi, momenti belli e momenti brutti, di trionfi e di delusioni nello sport italiano quello appena trascorso. Un anno però che ha dimostrato ancora una volta come il talento e l’organizzazione possano superare qualsiasi ostacolo e regalare momenti indimenticabili. Sicuramente l’ascesa di Jannik Sinner ha letteralmente infiammato non soltanto tutti gli appassionati di tennis. Gli ultimi mesi del tennista altoatesino sono stati a dir poco mostruosi con imprese e partite memorabili, che resteranno a lungo negli occhi degli italiani. E lo straordinario, impensabile e imprevedibile trionfo dell’Italia in Coppa Davis, guidata e trascinata proprio dal tennista altoatesino, insieme a Sonego, Musetti, Bolelli e Arnaldi ha riportato alla mente immagini oramai sbiadite. Il secondo successo nella massima manifestazione a squadre di tennis, 47 anni dopo l’impresa mitica di Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli in Cile. È stato un anno ricco di successi anche nell’atletica, dove la vittoria del Campionato europeo a squadre ha confermato quanto quello dell’atletica leggera in Italia sia un movimento ben avviato e ricco di numerosi talenti, impreziosita dall’impresa straordinaria di Gianmarco Tamberi capace di vincere nel salto in alto l’ultimo oro che mancava nella sua bacheca ineguagliabile, quello mondiale.
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Gianmarco Tamberi campione del mondo! #Budapest2023
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Altri trionfi in serie
Il Motorsport ha regalato sensazioni opposte. Mentre la Ferrari insegue ancora quella competitività che le spetterebbe di diritto, un Mondiale prima dominato, poi quasi perso e alla fine portato a casa all’ultima gara, quell0 riconquistato da Francesco Bagnaia. Il 2023 della MotoGP si chiude con il secondo titolo della carriera in classe regina di “Pecco”, capace di vivere una stagione da protagonista assoluto nel bene e nel male. Gli sport invernali hanno regalato ancora una volta grandi soddisfazioni. Nella 47esima edizione dei Mondiali, Federica Brignone ha conquistato la prima storica medaglia d’oro azzurra in una rassegna iridata nella combinata femminile di Méribel e, qualche giorno dopo, l’Italia ha vinto un’altra medaglia d’oro con Marta Bassino nel SuperG. Ma soprattutto sia Federica Brignone che Sofia Goggia hanno ricominciato la stagione agonistica con tante vittorie in serie, nel segno di una rivalità che non può che far crescere l’intero movimento.
Bagnaia due volte Campione del Mondo – Notizie.com -.
Trionfi sfiorati
L’Italia ha vinto tanto in questa annata appena conclusa dello sport, ma più volte è andata vicina al trionfo, e arrivare secondi non può essere mai considerata una vera e propria sconfitta. Come non considerare una rinascita dopo anni difficili le tre finali conquistate dalle squadre italiane di calcio nelle massime competizioni europee per club. L‘Inter in finale di Champions League, la Roma in Europa League e la Fiorentina in Conference League, anche se tutte e tre sconfitte sul campo, hanno dato un chiaro segnale al calcio europeo. Anche la medaglia d’argento ai campionati europei conquistata dalla Nazionale maschile di pallavolo Campione del Mondo in carica, sconfitta in finale dalla Polonia, va comunque considerato un grande traguardo. Un europeo giocato in casa quello disputato dalla Nazionale di Ferdinando “Fefè” De Giorgi che ha saputo riempire di un entusiasmo dilagante ogni palazzo delle sport dove è stata chiamata a giocare, segno di una passione mai sopita per il volley.
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Mulè (Fi): “Bisogna indagare sulle trame di Napolitano”
Giorgio Mulè, esponente di Forza Italia, in un’intervista a ‘La Verità’ ritorna sulla rivelazione di Ingroia e sulle parole di Napolitano su Berlusconi.
Stanno facendo molto discutere le parole di Ingroia sulle presunte dichiarazioni di Napolitano si Berlusconi. In particolare, l’ex Capo dello Stato si vantò di aver denigrato il Cavaliere con la Merkel. “In Parlamento è stata depositata una proposta per istituire una commissione d’inchiesta sull’uso politico della giustizia – spiega Mulè in un’intervista a La Verità – questa vicenda delle intercettazioni di Napolitano appartiene esattamente all’oggetto su quale questa commissione dovrebbe fare delle verifiche“.
Giorgio Mulè sulle rivelazioni su Napolitano – Notizie.com – © Ansa
“Per questo motivo mi auguro che venga istituita al più presto la Commissione – continua l’esponente di Forza Italia – senza avere paura di nulla. Perché la verità non deve preoccupare nessuno“.
“Ecco cosa ci dicono le intercettazioni”
Mulè e il significato delle intercettazioni – Notizie.com – © Ansa
Mulè sottolinea come le intercettazioni “rivelano le telefonate del Capo dello Stato con Mancino. Nei suoi confronti, cito esattamente le parole dell’articolo, scrivemmo che gli sarebbero state riservate da parte di Napolitano parole poco benevole con il ricorso a metafore assai lontane dal linguaggio proprio alla sua carica. A Berlusconi sarebbe stata addebitata la responsabilità di aver appannato l’immagine internazionale dell’Italia al punto di tirare un sospiro di sollievo per l’uscita di scena del Cavaliere da Palazzo Chigi“.
“Nel 2012 la Procura smentì immediatamente queste parole – aggiunte l’esponente forzista – ma alla fine la verità esce fuori. Dopo undici anni sappiamo che non solo era vero quanto scritto, ma era addirittura riduttivo rispetto al contenuto delle intercettazioni“.
“Lo ribattezzerei come il Napolitano-gate”
Mulè: “Lo ribattezzerei il Napolitano-gate” – Notizie.com – © Ansa
Mulè si sofferma anche sull’ipotesi di un Ingroia dalla stessa parte di Forza Italia nell’indagine del 2012 non portata a termine: “Questo lo scopriremo solo indagando. Io tutto questo, se fossi ancora il direttore di Panorama, lo ribattezzerei come il Napolitano-gate“.
L'articolo Mulè (Fi): “Bisogna indagare sulle trame di Napolitano” proviene da Notizie.com.
http://dlvr.it/T0pZ9S
Stanno facendo molto discutere le parole di Ingroia sulle presunte dichiarazioni di Napolitano si Berlusconi. In particolare, l’ex Capo dello Stato si vantò di aver denigrato il Cavaliere con la Merkel. “In Parlamento è stata depositata una proposta per istituire una commissione d’inchiesta sull’uso politico della giustizia – spiega Mulè in un’intervista a La Verità – questa vicenda delle intercettazioni di Napolitano appartiene esattamente all’oggetto su quale questa commissione dovrebbe fare delle verifiche“.
Giorgio Mulè sulle rivelazioni su Napolitano – Notizie.com – © Ansa
“Per questo motivo mi auguro che venga istituita al più presto la Commissione – continua l’esponente di Forza Italia – senza avere paura di nulla. Perché la verità non deve preoccupare nessuno“.
“Ecco cosa ci dicono le intercettazioni”
Mulè e il significato delle intercettazioni – Notizie.com – © Ansa
Mulè sottolinea come le intercettazioni “rivelano le telefonate del Capo dello Stato con Mancino. Nei suoi confronti, cito esattamente le parole dell’articolo, scrivemmo che gli sarebbero state riservate da parte di Napolitano parole poco benevole con il ricorso a metafore assai lontane dal linguaggio proprio alla sua carica. A Berlusconi sarebbe stata addebitata la responsabilità di aver appannato l’immagine internazionale dell’Italia al punto di tirare un sospiro di sollievo per l’uscita di scena del Cavaliere da Palazzo Chigi“.
“Nel 2012 la Procura smentì immediatamente queste parole – aggiunte l’esponente forzista – ma alla fine la verità esce fuori. Dopo undici anni sappiamo che non solo era vero quanto scritto, ma era addirittura riduttivo rispetto al contenuto delle intercettazioni“.
“Lo ribattezzerei come il Napolitano-gate”
Mulè: “Lo ribattezzerei il Napolitano-gate” – Notizie.com – © Ansa
Mulè si sofferma anche sull’ipotesi di un Ingroia dalla stessa parte di Forza Italia nell’indagine del 2012 non portata a termine: “Questo lo scopriremo solo indagando. Io tutto questo, se fossi ancora il direttore di Panorama, lo ribattezzerei come il Napolitano-gate“.
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La Manovra è legge, prof Sapelli a Notizie.com: “Mancano investimenti e coraggio sul fisco”
Per la prima volta dopo anni la Legge di bilancio è stata approvata senza il voto di fiducia.
Lo ha ricordato ieri alla Camera anche il capogruppo di Fratelli D’Italia Tommaso Foti, sottolineando come questo sia “un riconoscimento all’attività svolta, con l’opposizione che ha presentato un numero limitato di emendamenti”.
Dopo una corsa contro il tempo per allontanare l’ipotesi dell’esercizio provvisorio, i deputati italiani ieri hanno licenziato la Manovra 2024 senza il voto di fiducia: “È molto positivo, soprattutto se la si accompagna al rifiuto del Mes, che sarà ricordato per decenni come un atto di coraggio e di svolta nella politica economica italiana nei confronti del pilota automatico dell’Ue, che va assolutamente abolito attraverso una Costituzione europea”, dichiara in esclusiva a Notizie.com l’economista Giulio Sapelli, commentando la Legge di Bilancio.
Legge di Bilancio, intervista all’economista Giulio Sapelli (Ansa Foto) – notizie.com
Sapelli: “Giusto limitare gli emendamenti per la Legge di bilancio”
Il professore non reputa negativa la richiesta del governo di limitare gli emendamenti. Al contrario, ritiene che sia stata “una posizione giusta, nonostante ciò che dice l’opposizione. Per anni, un’ampia serie di intellettuali, tra cui anche io, abbiamo pensato che si dovesse ritenere positivo approvare la Finanziaria come legge a sé, non dando la possibilità di emendamenti”.
“Manovra soffre il peso del Superbonus”
Secondo Sapelli, la Manovra economica 2024 ha dei punti negativi: “Ha come fine quello di sorreggere soprattutto i redditi medio-bassi, ma soffre del peso enorme del Superbonus”.
I lati negativi della Legge di bilancio
Giulio Sapelli (Ansa Foto) – notizie.com
Ma “avrebbe dovuto essere più coraggiosa nella riforma del fisco e manca di investimenti. Nonostante il voto coraggioso del Mes sul quale concordo pienamente, il Patto di stabilità lascia un po’ di respiro e la grande occasione che abbiamo per l’unificazione delle zes (zone economiche speciali ndr.) la Manovra continua ad essere iniqua. Avrebbe dovuto in ogni modo, cercando tra le pieghe del bilancio, trovare più soldi per gli investimenti”.
Ilva: “Non si può lasciare l’Italia senza”
Un altro punto dolente secondo l’esperto è l’Ilva: “Non si può lasciare l’Italia senza un’acciaieria come l’Ilva. Le uniche vie percorribili sono o concludere l’accordo rapidamente o la nazionalizzazione”.
Foti cita il Manifesto futurista, Sapelli: “Spero conosca anche Leopardi”
Alla Camera, il presidente dei deputati di Fdi Tommaso Foti ha citato il Manifesto futurista: “Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle”. Una nota di colore dopo settimane di lavoro serrato per licenziare la Legge di bilancio, che ha fatto il giro del web. “Mi sembra che sia la legittima soddisfazione di un capogruppo che vede il suo partito e la sua cultura avere un peso così rilevante per il destino dello Stato – conclude Sapelli – spero che non conosca solo i futuristi, ma anche Leopardi, Pascoli e Carducci”.
L'articolo La Manovra è legge, prof Sapelli a Notizie.com: “Mancano investimenti e coraggio sul fisco” proviene da Notizie.com.
http://dlvr.it/T0n2qS
Lo ha ricordato ieri alla Camera anche il capogruppo di Fratelli D’Italia Tommaso Foti, sottolineando come questo sia “un riconoscimento all’attività svolta, con l’opposizione che ha presentato un numero limitato di emendamenti”.
Dopo una corsa contro il tempo per allontanare l’ipotesi dell’esercizio provvisorio, i deputati italiani ieri hanno licenziato la Manovra 2024 senza il voto di fiducia: “È molto positivo, soprattutto se la si accompagna al rifiuto del Mes, che sarà ricordato per decenni come un atto di coraggio e di svolta nella politica economica italiana nei confronti del pilota automatico dell’Ue, che va assolutamente abolito attraverso una Costituzione europea”, dichiara in esclusiva a Notizie.com l’economista Giulio Sapelli, commentando la Legge di Bilancio.
Legge di Bilancio, intervista all’economista Giulio Sapelli (Ansa Foto) – notizie.com
Sapelli: “Giusto limitare gli emendamenti per la Legge di bilancio”
Il professore non reputa negativa la richiesta del governo di limitare gli emendamenti. Al contrario, ritiene che sia stata “una posizione giusta, nonostante ciò che dice l’opposizione. Per anni, un’ampia serie di intellettuali, tra cui anche io, abbiamo pensato che si dovesse ritenere positivo approvare la Finanziaria come legge a sé, non dando la possibilità di emendamenti”.
“Manovra soffre il peso del Superbonus”
Secondo Sapelli, la Manovra economica 2024 ha dei punti negativi: “Ha come fine quello di sorreggere soprattutto i redditi medio-bassi, ma soffre del peso enorme del Superbonus”.
I lati negativi della Legge di bilancio
Giulio Sapelli (Ansa Foto) – notizie.com
Ma “avrebbe dovuto essere più coraggiosa nella riforma del fisco e manca di investimenti. Nonostante il voto coraggioso del Mes sul quale concordo pienamente, il Patto di stabilità lascia un po’ di respiro e la grande occasione che abbiamo per l’unificazione delle zes (zone economiche speciali ndr.) la Manovra continua ad essere iniqua. Avrebbe dovuto in ogni modo, cercando tra le pieghe del bilancio, trovare più soldi per gli investimenti”.
Ilva: “Non si può lasciare l’Italia senza”
Un altro punto dolente secondo l’esperto è l’Ilva: “Non si può lasciare l’Italia senza un’acciaieria come l’Ilva. Le uniche vie percorribili sono o concludere l’accordo rapidamente o la nazionalizzazione”.
Foti cita il Manifesto futurista, Sapelli: “Spero conosca anche Leopardi”
Alla Camera, il presidente dei deputati di Fdi Tommaso Foti ha citato il Manifesto futurista: “Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle”. Una nota di colore dopo settimane di lavoro serrato per licenziare la Legge di bilancio, che ha fatto il giro del web. “Mi sembra che sia la legittima soddisfazione di un capogruppo che vede il suo partito e la sua cultura avere un peso così rilevante per il destino dello Stato – conclude Sapelli – spero che non conosca solo i futuristi, ma anche Leopardi, Pascoli e Carducci”.
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Atalanta torna a vincere, basta Lookman: Lecce ko, top e flop
Serie A, da pochi istanti si è concluso il match valido per la 18ma giornata di campionato che ha visto scendere in campo Atalanta e Lecce
Il 2023 si conclude nel migliore dei modi per l’Atalanta che conquista una vittoria importante e che la porta (almeno momentaneamente) al sesto posto in classifica. Il Lecce esce nuovamente sconfitto al ‘Gewiss Stadium‘. Anche se il match non è stato per nulla spettacolare. Soprattutto nel primo tempo dove di azioni concrete ce ne sono state pochissime. Le due squadre non si fanno male e chiudono la prima frazione di gioco con lo stesso risultato in cui era iniziato l’incontro.
Atalanta-Lecce (Foto LaPresse) Notizie.com
Nella ripresa, però, qualcosa è cambiato. Soprattutto in favore della squadra di casa che ha trovato la rete del vantaggio con il ritrovato Adama Lookman. Nel finale Carnesecchi salva i suoi con un grande intervento su Oudin.
Il tabellino e le pagelle di Atalanta-Lecce 1-0
MARCATORI: 58′ Lookman (A)
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7; De Roon 6, Djimsiti 6, Kolasinac 6.5; Zappacosta 5.5 (64′ Zortea), Pasalic 6, Ederson 6, Ruggeri 6 (92′ Holm s.v.); Koopmeiners 6 (83′ Adopo s.v.), Lookman 7 (92′ Miranchuk s.v.); Scamacca 5.5 (64′ Muriel 6). All. Gasperini 6
LECCE (4-3-3): Falcone 6; Gendrey 6 (83′ Venuti s.v.), Baschirotto 6, Touba 6, Gallo 6; Rafia 6 (72′ Gonzalez 6), Ramadani 5.5, Kaba 5.5; Strefezza 5 (83′ Listkowski s.v.), Krstovic (77′ Piccoli s.v.), Oudin 5.5. All. D’Aversa 5.
Atalanta-Lecce (Foto LaPresse) Notizie.com
AMMONITI: Zappacosta, Holm (A), Ramadani, Oudin (L)
RECUPERO: 1′ p.t., 4′ s.t.
ARBITRO: Manganiello 6
I top e flop del match
LOOKMAN: A prescindere dal gol una prestazione superlativa dell’attaccante che ha messo, in più di una occasione, in difficoltà la difesa avversaria. Che possa essere ritornato quello della passata stagione? I tifosi della ‘Dea’ se lo augurano di cuore.
CARNESECCHI: Non una partita impegnativa per l’estremo difensore orobico, ma una menzione va data a lui. Nei minuti finali salva i suoi con un grande intervento su Oudin. Un fenomeno.
KOLASINAC: Davvero ispirato il terzino ex Arsenal autore di una prestazione convincente, con interventi puliti ed ordinati.
Atalanta-Lecce (Foto LaPresse) Notizie.com
ZAPPACOSTA: Uno dei peggiori in campo della ‘Dea’. Si fa anche ammonire per un intervento in ritardo nei confronti dell’avversario. Nel secondo tempo Gasperini lo sostituisce.
SCAMACCA: Ci si aspetta sempre molto da lui. Per un attaccante che non fa gol è un qualcosa che davvero non si riesce ad accettare. Anche per lui sostituzione.
STREFEZZA: Prova incolore dell’attaccante che dovrebbe fare la differenza nel team salentino. A prescindere dalla rete annullata (per giusto fuorigioco), il nulla assoluto.
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Il 2023 si conclude nel migliore dei modi per l’Atalanta che conquista una vittoria importante e che la porta (almeno momentaneamente) al sesto posto in classifica. Il Lecce esce nuovamente sconfitto al ‘Gewiss Stadium‘. Anche se il match non è stato per nulla spettacolare. Soprattutto nel primo tempo dove di azioni concrete ce ne sono state pochissime. Le due squadre non si fanno male e chiudono la prima frazione di gioco con lo stesso risultato in cui era iniziato l’incontro.
Atalanta-Lecce (Foto LaPresse) Notizie.com
Nella ripresa, però, qualcosa è cambiato. Soprattutto in favore della squadra di casa che ha trovato la rete del vantaggio con il ritrovato Adama Lookman. Nel finale Carnesecchi salva i suoi con un grande intervento su Oudin.
Il tabellino e le pagelle di Atalanta-Lecce 1-0
MARCATORI: 58′ Lookman (A)
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7; De Roon 6, Djimsiti 6, Kolasinac 6.5; Zappacosta 5.5 (64′ Zortea), Pasalic 6, Ederson 6, Ruggeri 6 (92′ Holm s.v.); Koopmeiners 6 (83′ Adopo s.v.), Lookman 7 (92′ Miranchuk s.v.); Scamacca 5.5 (64′ Muriel 6). All. Gasperini 6
LECCE (4-3-3): Falcone 6; Gendrey 6 (83′ Venuti s.v.), Baschirotto 6, Touba 6, Gallo 6; Rafia 6 (72′ Gonzalez 6), Ramadani 5.5, Kaba 5.5; Strefezza 5 (83′ Listkowski s.v.), Krstovic (77′ Piccoli s.v.), Oudin 5.5. All. D’Aversa 5.
Atalanta-Lecce (Foto LaPresse) Notizie.com
AMMONITI: Zappacosta, Holm (A), Ramadani, Oudin (L)
RECUPERO: 1′ p.t., 4′ s.t.
ARBITRO: Manganiello 6
I top e flop del match
LOOKMAN: A prescindere dal gol una prestazione superlativa dell’attaccante che ha messo, in più di una occasione, in difficoltà la difesa avversaria. Che possa essere ritornato quello della passata stagione? I tifosi della ‘Dea’ se lo augurano di cuore.
CARNESECCHI: Non una partita impegnativa per l’estremo difensore orobico, ma una menzione va data a lui. Nei minuti finali salva i suoi con un grande intervento su Oudin. Un fenomeno.
KOLASINAC: Davvero ispirato il terzino ex Arsenal autore di una prestazione convincente, con interventi puliti ed ordinati.
Atalanta-Lecce (Foto LaPresse) Notizie.com
ZAPPACOSTA: Uno dei peggiori in campo della ‘Dea’. Si fa anche ammonire per un intervento in ritardo nei confronti dell’avversario. Nel secondo tempo Gasperini lo sostituisce.
SCAMACCA: Ci si aspetta sempre molto da lui. Per un attaccante che non fa gol è un qualcosa che davvero non si riesce ad accettare. Anche per lui sostituzione.
STREFEZZA: Prova incolore dell’attaccante che dovrebbe fare la differenza nel team salentino. A prescindere dalla rete annullata (per giusto fuorigioco), il nulla assoluto.
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Paragone addio a Italiexit: “Ho chiuso con la politica”
L’ex deputato dei Cinquestelle che aveva fondato un partito tornerà a fare il giornalista: “Senza soldi non si canta messa”
Ci aveva creduto tanto. Si era speso parecchio per il partito che aveva fondato, ma dopo tante battaglie e tante rinunce, alla fine Gianluigi Paragone ha dato le sue “dimissioni irrevocabili” da segretario di Italexit, il partito che era contro l’Europa e tutto quello che rappresentava dal punto di vista economico. Il giornalista ed ex deputato aveva fondato il partito tre anni fa, tanto che alle del 2022 aveva preso poco meno del 2% dei voti, restando fuori dal Parlamento. Addio quindi alla politica e a tutto quello che ne consegue: “Quando si esce dal Parlamento diventa una scelta. Era una sfida impossibile: un partito nuovo che si reggeva sulle mie spalle. Eppure da soli siamo arrivati al 2%“, dice con tono affranto Paragone a La Stampa.
Gianluigi Paragone ex segretario del partito Italiaexit (Ansa Notizie.com)
Dice di non essersi pentito, Paragone di aver scelto questa strada a suo tempo, anzi per lui è stata una vera remissione economica, ma l’ha fatto perché ci credeva tanto e voleva andare avanti con le sue idee, ma niente, non è servito a granché: “Se sono pentito? Rifarei tutto, è stata un’avventura entusiasmante“. E chi l’ha sempre accusato di aver fatto i soldi con questo ingresso in politica, quasi si arrabbia: “Scherza? Basta guardare il mio 740 prima dell’entrata in politica. Guadagnavo più da giornalista”. E probabilmente, quello tornerà a fare anzi lo fa già adesso, scrivendo per Libero e il Tempo.
“Siamo nati come partito del dissenso, ora quello spazio non c’è più…”
Il momento in cui Gianluigi Paragone parlava da segretario di Italiexit (Ansa Notizie.com)
Una scelta dolorosa, quella di Gianluigi Paragone, per come ne parla, ma anche liberatoria per tutto quello che è successo in quest’ultimo anno e mezzo, da quando ci sono state le elezioni e il suo partito e lui stesso è rimasto fuori dal Parlamento. “Quando ho detto dell’addio? Venerdì sera, in direzione. Online perché non possiamo pagare il viaggio a tutti. Iscritti? Qualche centinaio. Certo, fuori dalle competizioni elettorali l’entusiasmo scende. È un partito fortemente leaderista, come tutti ormai”.
Le parole non sono state molte, anzi poche ed espresse in maniera molto chiara, anche se è stata una sorpresa per tutti a quanto pare: “Il motivo dell’addio? Siamo nati come partito del “dissenso” , sull’onda euroscettica e delle proteste contro il Green pass. Ora quello spazio nel centrodestra non c’è più“. Le reazioni sono state di gran dispiacere, anche perché tanti si sono aggregati a questo partito proprio perché c’era lui, un giornalista affermato e comunque un ex deputato battagliero: “Sono dispiaciuti. Abbiamo fatto una traversata epica, ne siamo orgogliosi, non c’è dissapore. È il tempo della vita che cambia, ora tocca a loro la prova di maturità“. E infine sul motivo del perché proprio adesso lascia tutto e tutti e Paragone è sincero come non mai: “Senza soldi non si cantano messe. E poi alla vigilia della Europee questa maggioranza ha votato contro il Mes, qualcosa di simbolico. Una decisione pesantissima, un atto ostile nei confronti dell’Europa. Devo riconoscere un grande coraggio a FdI e alle Lega“.
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http://dlvr.it/T0n2Tj
Ci aveva creduto tanto. Si era speso parecchio per il partito che aveva fondato, ma dopo tante battaglie e tante rinunce, alla fine Gianluigi Paragone ha dato le sue “dimissioni irrevocabili” da segretario di Italexit, il partito che era contro l’Europa e tutto quello che rappresentava dal punto di vista economico. Il giornalista ed ex deputato aveva fondato il partito tre anni fa, tanto che alle del 2022 aveva preso poco meno del 2% dei voti, restando fuori dal Parlamento. Addio quindi alla politica e a tutto quello che ne consegue: “Quando si esce dal Parlamento diventa una scelta. Era una sfida impossibile: un partito nuovo che si reggeva sulle mie spalle. Eppure da soli siamo arrivati al 2%“, dice con tono affranto Paragone a La Stampa.
Gianluigi Paragone ex segretario del partito Italiaexit (Ansa Notizie.com)
Dice di non essersi pentito, Paragone di aver scelto questa strada a suo tempo, anzi per lui è stata una vera remissione economica, ma l’ha fatto perché ci credeva tanto e voleva andare avanti con le sue idee, ma niente, non è servito a granché: “Se sono pentito? Rifarei tutto, è stata un’avventura entusiasmante“. E chi l’ha sempre accusato di aver fatto i soldi con questo ingresso in politica, quasi si arrabbia: “Scherza? Basta guardare il mio 740 prima dell’entrata in politica. Guadagnavo più da giornalista”. E probabilmente, quello tornerà a fare anzi lo fa già adesso, scrivendo per Libero e il Tempo.
“Siamo nati come partito del dissenso, ora quello spazio non c’è più…”
Il momento in cui Gianluigi Paragone parlava da segretario di Italiexit (Ansa Notizie.com)
Una scelta dolorosa, quella di Gianluigi Paragone, per come ne parla, ma anche liberatoria per tutto quello che è successo in quest’ultimo anno e mezzo, da quando ci sono state le elezioni e il suo partito e lui stesso è rimasto fuori dal Parlamento. “Quando ho detto dell’addio? Venerdì sera, in direzione. Online perché non possiamo pagare il viaggio a tutti. Iscritti? Qualche centinaio. Certo, fuori dalle competizioni elettorali l’entusiasmo scende. È un partito fortemente leaderista, come tutti ormai”.
Le parole non sono state molte, anzi poche ed espresse in maniera molto chiara, anche se è stata una sorpresa per tutti a quanto pare: “Il motivo dell’addio? Siamo nati come partito del “dissenso” , sull’onda euroscettica e delle proteste contro il Green pass. Ora quello spazio nel centrodestra non c’è più“. Le reazioni sono state di gran dispiacere, anche perché tanti si sono aggregati a questo partito proprio perché c’era lui, un giornalista affermato e comunque un ex deputato battagliero: “Sono dispiaciuti. Abbiamo fatto una traversata epica, ne siamo orgogliosi, non c’è dissapore. È il tempo della vita che cambia, ora tocca a loro la prova di maturità“. E infine sul motivo del perché proprio adesso lascia tutto e tutti e Paragone è sincero come non mai: “Senza soldi non si cantano messe. E poi alla vigilia della Europee questa maggioranza ha votato contro il Mes, qualcosa di simbolico. Una decisione pesantissima, un atto ostile nei confronti dell’Europa. Devo riconoscere un grande coraggio a FdI e alle Lega“.
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Azione, Costa: “Con mia norma nessun bavaglio all’informazione”
Il senatore di ‘Azione’, Enrico Costa, ha rilasciato una intervista ai microfoni del quotidiano “L’Unità” in cui si è soffermato sulla sua norma
Per Enrico Costa non ci sono assolutamente dubbi: il tema che riguarda l’emendamento può essere considerato il miglior bilanciamento possibile per cercare di garantire il diritto all’informazione. Ovviamente con l’obiettivo di salvaguardare la presunzione di innocenza. Lo ha ribadito nel corso di una intervista che ha rilasciato ai microfoni del quotidiano “L’Unità”. Nel corso della stessa il senatore del partito ‘Azione‘ si è soffermato anche su altro.
Il senatore di Azione, Enrico Costa (Ansa Foto) Notizie.com
Proprio Costa, per chi non lo sapesse, è colui che ha firmato la norma tanto discussa. La stessa che, come riportato dai giornalisti, è stata definita come la nuova “legge bavaglio“. Proprio quest’ultima, infatti, è stata approvata in prima lettura alla Camera. La stessa che tende a proibire la pubblicazione del testo delle ordinanze di custodia cautelare.
Azione, Costa: “Apprezzo le parole di Santalucia”
Sempre nel corso dell’intervista si è voluto soffermare anche sulle ultime dichiarazioni che ha rilasciato il numero uno dell’Anm, Giuseppe Santalucia. Parole che, lo stesso Costa, ha apprezzato moltissimo e lo ha spiegato in questo modo: “Le sue dichiarazioni rappresentato una ricostruzione corretta“.
Il senatore di Azione, Enrico Costa (Ansa Foto) Notizie.com
Sempre soffermandosi su Santalucia ha dichiarato: “A differenza di altri suoi colleghi posso dire che Santalucia ha ammesso che il contenuto delle ordinanze potranno continuare ad essere rese pubbliche. Anche perché c’era una diversa disciplina. In questo caso, infatti, ne ha spiegato anche le sue ragioni”.
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http://dlvr.it/T0n2NP
Per Enrico Costa non ci sono assolutamente dubbi: il tema che riguarda l’emendamento può essere considerato il miglior bilanciamento possibile per cercare di garantire il diritto all’informazione. Ovviamente con l’obiettivo di salvaguardare la presunzione di innocenza. Lo ha ribadito nel corso di una intervista che ha rilasciato ai microfoni del quotidiano “L’Unità”. Nel corso della stessa il senatore del partito ‘Azione‘ si è soffermato anche su altro.
Il senatore di Azione, Enrico Costa (Ansa Foto) Notizie.com
Proprio Costa, per chi non lo sapesse, è colui che ha firmato la norma tanto discussa. La stessa che, come riportato dai giornalisti, è stata definita come la nuova “legge bavaglio“. Proprio quest’ultima, infatti, è stata approvata in prima lettura alla Camera. La stessa che tende a proibire la pubblicazione del testo delle ordinanze di custodia cautelare.
Azione, Costa: “Apprezzo le parole di Santalucia”
Sempre nel corso dell’intervista si è voluto soffermare anche sulle ultime dichiarazioni che ha rilasciato il numero uno dell’Anm, Giuseppe Santalucia. Parole che, lo stesso Costa, ha apprezzato moltissimo e lo ha spiegato in questo modo: “Le sue dichiarazioni rappresentato una ricostruzione corretta“.
Il senatore di Azione, Enrico Costa (Ansa Foto) Notizie.com
Sempre soffermandosi su Santalucia ha dichiarato: “A differenza di altri suoi colleghi posso dire che Santalucia ha ammesso che il contenuto delle ordinanze potranno continuare ad essere rese pubbliche. Anche perché c’era una diversa disciplina. In questo caso, infatti, ne ha spiegato anche le sue ragioni”.
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Doppio terribile incidente nelle ultime ore, sangue sulle strade italiane
Un doppio terribile incidente mortale nelle strade italiane, sinistri che si sono verificati nelle ultime ore: purtroppo ci sono delle vittime
Le notizie che arrivano dal Sud sono a dir poco drammatiche. In due differenti città ci sono stati altrettanti incidenti mortali. Il primo si è verificato nella serata di ieri sulla strada che collega Trani e Corato (in provincia di Bari). Purtroppo il bilancio è tragico: sono almeno due le persone che hanno perso la vita ed altre tre sono rimaste ferite in maniera molto grave. Ad essere rimasti uccisi i due conducenti delle rispettive automobili. Si tratta di un 37enne e di un uomo di 82.
Doppio terribile incidente mortale nelle ultime ore (Ansa Foto) Notizie.com
Lo scontro tra le due vetture è stato a dir poco violento. A bordo della prima auto viaggiava la moglie della vittima (anche lei stessa età del compagno), il figlio della coppia ed un nipote (1 e 6 anni) che sono rimasti feriti. In merito a questo incidente è rimasta coinvolta anche una terza auto: gli occupanti della stessa sono rimasti feriti in maniera lieve con qualche contusione, non sono in pericolo di vita.
Incidenti mortali a Trani ed Acireale, ci sono delle vittime
L’altro terribile incidente si è verificato nel territorio di Acireale. Vittima una giovane ragazza di soli 18 anni. La vittima, nativa di Taormina ma residente a Calatabiano, è morta la scorsa notte. Un incidente che si è verificato sulla 114. Nel terribile impatto che ha visto come protagonisti una Peugeot 206 e un furgone che trasportava pesce sono rimaste ferite cinque persone. Subito è scattato l’allarme con l’arrivo del 118. Il personale medico, però, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Doppio terribile incidente mortale nelle ultime ore (Ansa Foto) Notizie.com
Sono stati del tutto inutili i tentativi di poterla rianimare. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri che hanno avviato le prime indagini e rilievi del caso. Le persone rimaste ferite sono state portate negli ospedali di Acireale e Catania. La vittima viaggiava nell’auto insieme ad altre tre persone (tutte sue coetanee). Mentre nel furgoncino erano presenti due persone.
Secondo quanto riportato dalle ultime indiscrezioni pare che la vettura della giovane avesse invaso la corsia opposta scontrandosi con il furgone. Anche in questo caso l’impatto è stato terribile. Non sono state rese note le generalità della 18enne morta.
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Le notizie che arrivano dal Sud sono a dir poco drammatiche. In due differenti città ci sono stati altrettanti incidenti mortali. Il primo si è verificato nella serata di ieri sulla strada che collega Trani e Corato (in provincia di Bari). Purtroppo il bilancio è tragico: sono almeno due le persone che hanno perso la vita ed altre tre sono rimaste ferite in maniera molto grave. Ad essere rimasti uccisi i due conducenti delle rispettive automobili. Si tratta di un 37enne e di un uomo di 82.
Doppio terribile incidente mortale nelle ultime ore (Ansa Foto) Notizie.com
Lo scontro tra le due vetture è stato a dir poco violento. A bordo della prima auto viaggiava la moglie della vittima (anche lei stessa età del compagno), il figlio della coppia ed un nipote (1 e 6 anni) che sono rimasti feriti. In merito a questo incidente è rimasta coinvolta anche una terza auto: gli occupanti della stessa sono rimasti feriti in maniera lieve con qualche contusione, non sono in pericolo di vita.
Incidenti mortali a Trani ed Acireale, ci sono delle vittime
L’altro terribile incidente si è verificato nel territorio di Acireale. Vittima una giovane ragazza di soli 18 anni. La vittima, nativa di Taormina ma residente a Calatabiano, è morta la scorsa notte. Un incidente che si è verificato sulla 114. Nel terribile impatto che ha visto come protagonisti una Peugeot 206 e un furgone che trasportava pesce sono rimaste ferite cinque persone. Subito è scattato l’allarme con l’arrivo del 118. Il personale medico, però, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Doppio terribile incidente mortale nelle ultime ore (Ansa Foto) Notizie.com
Sono stati del tutto inutili i tentativi di poterla rianimare. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri che hanno avviato le prime indagini e rilievi del caso. Le persone rimaste ferite sono state portate negli ospedali di Acireale e Catania. La vittima viaggiava nell’auto insieme ad altre tre persone (tutte sue coetanee). Mentre nel furgoncino erano presenti due persone.
Secondo quanto riportato dalle ultime indiscrezioni pare che la vettura della giovane avesse invaso la corsia opposta scontrandosi con il furgone. Anche in questo caso l’impatto è stato terribile. Non sono state rese note le generalità della 18enne morta.
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Tivoli, incendio all’ospedale: cosa ha provocato il rogo? Il punto sulle indagini
Una tragedia tutta da chiarire, quella che ha colpito l’ospedale di Tivoli dopo le 23 di venerdì 8 dicembre. 3 le vittime del rogo, danni ingenti al pronto soccorso e ad altre parti del nosocomio. Si indaga per omicidio plurimo colposo e incendio colposo. Si cercano le cause che hanno fatto divampare le fiamme
Dopo il fuoco, dopo il fumo inalato che è costato la vita a 3 persone, dopo la notte di paura e angoscia che ha colpito il popoloso comune di Tivoli alle porte della Capitale, dopo ore ed ore di lavoro duro per domare le fiamme che hanno avvolto l’ospedale della cittadina, ora è il tempo di fare chiarezza e capire davvero cosa abbia scaturito il rogo e come mai sia riuscito a dilagare tanto facilmente.
Incendio ospedale Tivoli, a che punto sono le indagini?, foto Ansa
I primi rilievi hanno permesso di appurare alcuni elementi cardine per la ricostruzione. Le fiamme all’ospedale San Giovanni Evangelista sono partite dall’esterno, dal retro della struttura, come ha spiegato il procuratore capo Francesco Menditto parlando dell’incendio nella struttura sanitaria e come ha anche sottolineato ai nostri microfoni il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti nell’intervista esclusiva, che ci ha rilasciato alla fine della giornata di ieri.
Tivoli, incendio all’ospedale: cosa ha provocato il rogo? Il punto sulle indagini
Incendio all’ospedale di Tivoli
3 anziani pazienti hanno perso la vita nella tragica vicenda: si tratta di un uomo di 86 anni e di due donne, una di 84 anni e l’altra di 86 anni.
Due delle vittime secondo quanto è trapelato fino a questo momento, sono morte durante le operazioni di soccorso, mentre la terza persona sarebbe morta deceduta il trasporto. “Nessuno è morto tra le fiamme”, ha spiegato Menditto. Ma ulteriori dettagli verranno svelati dall’autopsia sui corpi, prevista per domani. “Una delle tre vittime era ricoverata in medicina di urgenza e due in medicina generale”, ha aggiunto il procuratore, spiegando che “alcune aree di interesse per le indagini sono state sequestrate”. Sull’incendio è stato ovviamente aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Le indagini sono condotte dalla polizia e coordinate dalla procura di Tivoli. Ma sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i militari dell’Arma, e la polizia scientifica. Tutte le le immagini delle telecamere interessate alla zona, sono state sequestrate per dettagliare meglio l’accaduto.
Ma cosa ha provocato il rogo? Da dove è partito l’incendio? Le fiamme sono divampate da rifiuti sanitari stoccati all’esterno delle mura perimetrali, ma comunque sempre all’interno dell’edificio ospedaliero. Il fuoco poi si è inoltrato dentro la struttura, fino ad arrivare in pronto soccorso. Qui il fumo ha invaso tutto. “Abbiamo acquisito numerose immagini dall’impianto di videosorveglianza – ha spiegato il procuratore Menditto – da cui abbiamo un quadro chiaro su quanto accaduto e che ci permettono di escludere al momento il dolo”. “Cercheremo di capire quali sono le cause e trovare le soluzioni”, aveva aggiunto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, arrivato ieri mattina a Tivoli. Alla domanda se il sistema antincendio abbia funzionato, Rocca aveva spiegato: “Dobbiamo capire quello che è accaduto e come si sono propagate le fiamme. La polizia scientifica darà l’esito e le valutazioni per capire quale sia la natura e cosa sia successo”.
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Dopo il fuoco, dopo il fumo inalato che è costato la vita a 3 persone, dopo la notte di paura e angoscia che ha colpito il popoloso comune di Tivoli alle porte della Capitale, dopo ore ed ore di lavoro duro per domare le fiamme che hanno avvolto l’ospedale della cittadina, ora è il tempo di fare chiarezza e capire davvero cosa abbia scaturito il rogo e come mai sia riuscito a dilagare tanto facilmente.
Incendio ospedale Tivoli, a che punto sono le indagini?, foto Ansa
I primi rilievi hanno permesso di appurare alcuni elementi cardine per la ricostruzione. Le fiamme all’ospedale San Giovanni Evangelista sono partite dall’esterno, dal retro della struttura, come ha spiegato il procuratore capo Francesco Menditto parlando dell’incendio nella struttura sanitaria e come ha anche sottolineato ai nostri microfoni il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti nell’intervista esclusiva, che ci ha rilasciato alla fine della giornata di ieri.
Tivoli, incendio all’ospedale: cosa ha provocato il rogo? Il punto sulle indagini
Incendio all’ospedale di Tivoli
3 anziani pazienti hanno perso la vita nella tragica vicenda: si tratta di un uomo di 86 anni e di due donne, una di 84 anni e l’altra di 86 anni.
Due delle vittime secondo quanto è trapelato fino a questo momento, sono morte durante le operazioni di soccorso, mentre la terza persona sarebbe morta deceduta il trasporto. “Nessuno è morto tra le fiamme”, ha spiegato Menditto. Ma ulteriori dettagli verranno svelati dall’autopsia sui corpi, prevista per domani. “Una delle tre vittime era ricoverata in medicina di urgenza e due in medicina generale”, ha aggiunto il procuratore, spiegando che “alcune aree di interesse per le indagini sono state sequestrate”. Sull’incendio è stato ovviamente aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Le indagini sono condotte dalla polizia e coordinate dalla procura di Tivoli. Ma sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i militari dell’Arma, e la polizia scientifica. Tutte le le immagini delle telecamere interessate alla zona, sono state sequestrate per dettagliare meglio l’accaduto.
Ma cosa ha provocato il rogo? Da dove è partito l’incendio? Le fiamme sono divampate da rifiuti sanitari stoccati all’esterno delle mura perimetrali, ma comunque sempre all’interno dell’edificio ospedaliero. Il fuoco poi si è inoltrato dentro la struttura, fino ad arrivare in pronto soccorso. Qui il fumo ha invaso tutto. “Abbiamo acquisito numerose immagini dall’impianto di videosorveglianza – ha spiegato il procuratore Menditto – da cui abbiamo un quadro chiaro su quanto accaduto e che ci permettono di escludere al momento il dolo”. “Cercheremo di capire quali sono le cause e trovare le soluzioni”, aveva aggiunto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, arrivato ieri mattina a Tivoli. Alla domanda se il sistema antincendio abbia funzionato, Rocca aveva spiegato: “Dobbiamo capire quello che è accaduto e come si sono propagate le fiamme. La polizia scientifica darà l’esito e le valutazioni per capire quale sia la natura e cosa sia successo”.
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Polemiche in città, distrutto carro armato ‘pacifista’ di Natale
Non sono assolutamente mancate le polemiche in città dopo che è stato distrutto il carro armato ‘pacifista’ di Babbo Natale
L’obiettivo di Lorenzo Lunati, creatore di questa opera d’arte, era quello di trasmettere un messaggio di pace. Anche se non per tutti è stato così. Anzi. c’è decisamente chi è andato oltre ed ha ben pensato di distruggere comunque una opera d’arte. Oramai a Modena non si sta parlando d’altro se non della distruzione di un carro armato molto particolare. Ovvero quello ‘pacifista‘ di Babbo Natale. L’opera è stata danneggiata dopo che da qualche giorno era stata messa in esposizione in piazza XX settembre.
Carro armato pacifista (Foto Facebook) Notizie.com
Il tutto contornato da alberi di Natale, luci, presepe e tutto l’occorrente per rendere magico il periodo natalizio. Ed invece qualcuno ha distrutto volontariamente il carro amato (con la ‘r’ volutamente cancellata). Successivamente è stato identificato da parte della Questura. Non sono assolutamente mancate le polemiche in merito a questa opera d’arte, ma arrivare addirittura a distruggerlo ce ne vuole. Una scelta, quella di esporla, che non ha messo d’accordo tutti.
Modena, distrutto il carro a(r)mato pacifista di Natale: polemiche
L’uomo in questione, secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali, si sarebbe aggrappato al “cannone” causando una crespa. Subito sono intervenuti gli agenti che lo hanno portato in Questura e posto sotto interrogatorio. Non si tratta affatto del primo episodio del genere che fa discutere la città di Modena. Basti pensare che due anni fa fece molto scalpore il ‘Babbo Natale in tutù’. In quella occasione, per il centrodestra, era davvero troppo visto che avevano pensato ad una figura natalizia effeminata.
Carro armato pacifista (Foto Facebook) Notizie.com
In questo carro armato (carro amato) ci sono dei pacchi dono che tendono a rappresentare i Paesi che si trovano oggi in guerra. Non solo Ucraina ed Israele, ma a tantissimi conflitti che ci sono nel mondo e che molto probabilmente nessuno neanche sa. Una opera d’arte che si è trasformata anche in una questione politica lo locale.
In primis Fratelli d’Italia ha mostrato il proprio dissenso a tutto questo grazie alle parole da parte del presidente Ferdinando Pulitanò ed anche dal presidente cittadino Luca Negrini. Questi ultimi hanno definito il tutto come una scelta davvero “infelice”.
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L’obiettivo di Lorenzo Lunati, creatore di questa opera d’arte, era quello di trasmettere un messaggio di pace. Anche se non per tutti è stato così. Anzi. c’è decisamente chi è andato oltre ed ha ben pensato di distruggere comunque una opera d’arte. Oramai a Modena non si sta parlando d’altro se non della distruzione di un carro armato molto particolare. Ovvero quello ‘pacifista‘ di Babbo Natale. L’opera è stata danneggiata dopo che da qualche giorno era stata messa in esposizione in piazza XX settembre.
Carro armato pacifista (Foto Facebook) Notizie.com
Il tutto contornato da alberi di Natale, luci, presepe e tutto l’occorrente per rendere magico il periodo natalizio. Ed invece qualcuno ha distrutto volontariamente il carro amato (con la ‘r’ volutamente cancellata). Successivamente è stato identificato da parte della Questura. Non sono assolutamente mancate le polemiche in merito a questa opera d’arte, ma arrivare addirittura a distruggerlo ce ne vuole. Una scelta, quella di esporla, che non ha messo d’accordo tutti.
Modena, distrutto il carro a(r)mato pacifista di Natale: polemiche
L’uomo in questione, secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali, si sarebbe aggrappato al “cannone” causando una crespa. Subito sono intervenuti gli agenti che lo hanno portato in Questura e posto sotto interrogatorio. Non si tratta affatto del primo episodio del genere che fa discutere la città di Modena. Basti pensare che due anni fa fece molto scalpore il ‘Babbo Natale in tutù’. In quella occasione, per il centrodestra, era davvero troppo visto che avevano pensato ad una figura natalizia effeminata.
Carro armato pacifista (Foto Facebook) Notizie.com
In questo carro armato (carro amato) ci sono dei pacchi dono che tendono a rappresentare i Paesi che si trovano oggi in guerra. Non solo Ucraina ed Israele, ma a tantissimi conflitti che ci sono nel mondo e che molto probabilmente nessuno neanche sa. Una opera d’arte che si è trasformata anche in una questione politica lo locale.
In primis Fratelli d’Italia ha mostrato il proprio dissenso a tutto questo grazie alle parole da parte del presidente Ferdinando Pulitanò ed anche dal presidente cittadino Luca Negrini. Questi ultimi hanno definito il tutto come una scelta davvero “infelice”.
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Molesta e palpeggia due ragazze al cinema, interviene la polizia
Molesta e palpeggia due ragazze al cinema, interviene la polizia che lo arresta: sotto shock le vittime
Una serata che, fino a quel momento, sembrava tranquilla si stava per trasformare in un vero e proprio incubo. Ed a dire il vero per due ragazze lo è stato visto che hanno vissuto attimi che difficilmente potranno mai dimenticare. Ci troviamo a Perugia, all’interno di un noto cinema della città umbra, dove due ragazze appunto hanno subito violenza sessuale da parte di un uomo.
Violenza sessuale al cinema (Pixabay Foto) Notizie.com
Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che quest’ultimo fosse in evidente stato di ebbrezza. In due momenti diversi avrebbe insistito e costretto le due ragazze a cambiare il posto. Con tanto di molestie e palpeggiamenti. Troppo per le due vittime ed anche per il resto delle persone che si trovavano in quel posto.
Perugia, palpeggia e molesta due ragazze al cinema: arrestato 40enne
Immediato l’allarme con l’arrivo da parte della polizia che è intervenuta. Alla vista delle forze dell’ordine l’uomo avrebbe iniziato a spingerli e strattonarli (con tanto di minacce di morte). Con una certa difficoltà gli agenti sono riusciti a bloccarlo e, successivamente, arrestarlo. La ragazza ha raccontato di essere stata avvicinata dall’uomo mentre stava guardando il film.
Violenza sessuale al cinema (Pixabay Foto) Notizie.com
Approfittandone del buio. Lo stesso racconto arriva da parte dell’altra vittima. Per il molestatore (un 40enne) si sono aperte inevitabilmente le porte del carcere di Capanne. Ora è in attesa dell’udienza di convalida. Le accuse nei suoi confronti sono gravi visto che si para di violenza sessuale e resistenza a Pubblico Ufficiale.
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Una serata che, fino a quel momento, sembrava tranquilla si stava per trasformare in un vero e proprio incubo. Ed a dire il vero per due ragazze lo è stato visto che hanno vissuto attimi che difficilmente potranno mai dimenticare. Ci troviamo a Perugia, all’interno di un noto cinema della città umbra, dove due ragazze appunto hanno subito violenza sessuale da parte di un uomo.
Violenza sessuale al cinema (Pixabay Foto) Notizie.com
Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che quest’ultimo fosse in evidente stato di ebbrezza. In due momenti diversi avrebbe insistito e costretto le due ragazze a cambiare il posto. Con tanto di molestie e palpeggiamenti. Troppo per le due vittime ed anche per il resto delle persone che si trovavano in quel posto.
Perugia, palpeggia e molesta due ragazze al cinema: arrestato 40enne
Immediato l’allarme con l’arrivo da parte della polizia che è intervenuta. Alla vista delle forze dell’ordine l’uomo avrebbe iniziato a spingerli e strattonarli (con tanto di minacce di morte). Con una certa difficoltà gli agenti sono riusciti a bloccarlo e, successivamente, arrestarlo. La ragazza ha raccontato di essere stata avvicinata dall’uomo mentre stava guardando il film.
Violenza sessuale al cinema (Pixabay Foto) Notizie.com
Approfittandone del buio. Lo stesso racconto arriva da parte dell’altra vittima. Per il molestatore (un 40enne) si sono aperte inevitabilmente le porte del carcere di Capanne. Ora è in attesa dell’udienza di convalida. Le accuse nei suoi confronti sono gravi visto che si para di violenza sessuale e resistenza a Pubblico Ufficiale.
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Morte Regeni, svolta in arrivo: l’annuncio dei genitori di Giulio
Sono ormai trascorsi quasi otto anni dalla morte di Giulio Regeni e la svolta sembra essere molto vicina. L’annuncio dei genitori in un’intervista a ‘La Repubblica’.
A gennaio saranno otto anni dalla morte di Giulio Regeni e la svolta sembra essere molto vicina. A confermarlo sono i genitori in una intervista a La Repubblica. “Finalmente il processo potrà iniziare – sottolineano Paola e Claudio dopo il rinvio a giudizio dei tre agenti della National security egiziana del 4 dicembre scorso – lo abbiamo sempre sperato ed ora le verità è più vicina“.
I genitori confermano che la verità per Giulio è vicina – Notizie.com – © Ansa
“In questi anni abbiamo avuto alti e bassi – confermano i due – ma anche momenti di sconforto e e di speranza. Alla fine, però, è prevalsala volontà di andare avanti e continuare a lottare per arrivare alla verità e alla giustizia per Giulio“.
“Ci aspettiamo un processo giusto”
I genitori si aspettano un processo giusto – Notizie.com – © Ansa
I genitori del nostro connazionale confidano di aspettarsi “un processo giusto che stabilisca la responsabilità sulle torture e l’uccisione di Giulio. Ma ci aspettiamo anche che la politica stia dalla parte dei cittadini che chiedono l’applicazione dei principi costituzionali e la tutela dei diritti costituzionali e universale“.
Nonostante questo, alcuni Comuni stanno togliendo gli striscioni per Giulio. “Su questo siamo molto rammaricati – confermano Paola e Claudio – nostro figlio ha subìto tutto il male del mondo e la tortura è un crimine contro l’intera umanità. Al Sisi? Se viene a Roma per consegnarci gli effetti personali di Giulio siamo disponibili ad incontrarlo. Non ci siamo mai sottratti a nulla“.
“Verità vicina, ma percorso ancora tortuoso”
Per i genitori di Giulio il percorso potrà essere tortuoso – Notizie.com – © Ansa
I genitori di Giulio sperano di arrivare in tempi brevi alla verità, ma sono anche consapevoli che il percorso “potrebbe essere ancora molto tortuoso. Soprattutto in questa fase non possiamo permetterci di fermarci o distrazioni. Continuiamo a rivendicare il diritto alla verità per nostro figlio, per noi, ma anche per tutti“.
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A gennaio saranno otto anni dalla morte di Giulio Regeni e la svolta sembra essere molto vicina. A confermarlo sono i genitori in una intervista a La Repubblica. “Finalmente il processo potrà iniziare – sottolineano Paola e Claudio dopo il rinvio a giudizio dei tre agenti della National security egiziana del 4 dicembre scorso – lo abbiamo sempre sperato ed ora le verità è più vicina“.
I genitori confermano che la verità per Giulio è vicina – Notizie.com – © Ansa
“In questi anni abbiamo avuto alti e bassi – confermano i due – ma anche momenti di sconforto e e di speranza. Alla fine, però, è prevalsala volontà di andare avanti e continuare a lottare per arrivare alla verità e alla giustizia per Giulio“.
“Ci aspettiamo un processo giusto”
I genitori si aspettano un processo giusto – Notizie.com – © Ansa
I genitori del nostro connazionale confidano di aspettarsi “un processo giusto che stabilisca la responsabilità sulle torture e l’uccisione di Giulio. Ma ci aspettiamo anche che la politica stia dalla parte dei cittadini che chiedono l’applicazione dei principi costituzionali e la tutela dei diritti costituzionali e universale“.
Nonostante questo, alcuni Comuni stanno togliendo gli striscioni per Giulio. “Su questo siamo molto rammaricati – confermano Paola e Claudio – nostro figlio ha subìto tutto il male del mondo e la tortura è un crimine contro l’intera umanità. Al Sisi? Se viene a Roma per consegnarci gli effetti personali di Giulio siamo disponibili ad incontrarlo. Non ci siamo mai sottratti a nulla“.
“Verità vicina, ma percorso ancora tortuoso”
Per i genitori di Giulio il percorso potrà essere tortuoso – Notizie.com – © Ansa
I genitori di Giulio sperano di arrivare in tempi brevi alla verità, ma sono anche consapevoli che il percorso “potrebbe essere ancora molto tortuoso. Soprattutto in questa fase non possiamo permetterci di fermarci o distrazioni. Continuiamo a rivendicare il diritto alla verità per nostro figlio, per noi, ma anche per tutti“.
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Anna Paola Concia: “Che ferocia da destra e anche sinistra…”
L’attivista e figura di spicco Lgbt parla e spiega le sue motivazioni sul dietrofront di Valditara
E’ andata via dall’Italia, lo fa spesso perché in Germania c’è la moglie, ma stavolta Anna Paola Concia lascia il suo paese con un pizzico d’amarezza in più. Era stata scelta dal ministro Valditara per dirigere, insieme ad altre due persone, il progetto “Educare alle relazioni” da portare nelle scuole e per contrastare la violenza sulle donne, ma il suo nome e la sua candidatura ha creato polemiche a non finire e il dietrofront del ministro in appena due giorni le ha lasciato tantissima amarezza e al quotidiano La Repubblica ha spiegato: “Mi ha chiamato Valditara, con lui abbiamo un rapporto di stima, era dispiaciuto. Una minoranza silenziosa di destra e di sinistra ha alzato un muro“.
Anna Paolo Concia l’attivista Lgbt (Ansa Notizie.com)
Una candidatura, la sua, che ha creato polemiche infinite da destra fino anche a sinistra, lei che era stata parlamentare del Pd e comunque, Anna Paola Concia, resta una donna di sinistra. “A destra evidentemente non sopportavano una donna lesbica e femminista in questo ruolo. Anche a sinistra non piace il fatto che io sia una donna del dialogo, ho sempre costruito ponti e non muri, non ho pregiudizi, è una delle ragioni per cui non sono più in Parlamento“.
“Sono dispiaciuta perché mi ero messo a disposizione di una richiesta sincera”
Il ministro Giuseppe Valditara ha dovuto fare dietrofront su Anna Concia (Ansa Notizie.com)
Tante, troppe pressioni per il ministro Valditara: “Sì, lo hanno sottoposto a pressioni tremende che non poteva eludere“. Qualcuno rimprovera al primo dirigente del dicastero dell’Istruzione una mancanza di coraggio: “Non so, ci sono stata in un partito e so che è complicato, magari ti mettono di fronte ad un aut aut. Come era nato tutto? Da sette anni ho portato nel nostro Paese Didacta Italia, lo spin off di Didacta in Germania, l’evento più importante del mondo sulla formazione degli insegnanti. A marzo hanno partecipato 30 mila insegnanti italiani. Il ministero è il mio partner principale in questo lavoro, abbiamo un rapporto consolidato“.
Nessuno però, a quanto dice la stessa Concia, e lei sostiene anche da parte di Valditara, si sarebbe mai aspettato una reazione così veemente da parte di entrambe le parti politiche, da destra e sinistra: “No e neanche lui, una roba così feroce no. Per fortuna sono una signora di 60 anni, strutturata, con una moglie meravigliosa. Sono dispiaciuta perché mi ero messo a disposizione di una richiesta sincera, per il Paese, per dare una mano e una risposta a questa ennesima tragedia che è stata il femminicidio di Giulia Cecchettin“. Anche la moglie di Anna Concia è rimasta sbalordita da tutta questa cattiveria: “Zerman e suor Alfieri? Sì, poverine, pure loro erano sconcertate. Ci hanno criticato a prescindere, hanno giudicato le nostre persone. Che poi mica andavamo noi nelle scuole a parlare“
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E’ andata via dall’Italia, lo fa spesso perché in Germania c’è la moglie, ma stavolta Anna Paola Concia lascia il suo paese con un pizzico d’amarezza in più. Era stata scelta dal ministro Valditara per dirigere, insieme ad altre due persone, il progetto “Educare alle relazioni” da portare nelle scuole e per contrastare la violenza sulle donne, ma il suo nome e la sua candidatura ha creato polemiche a non finire e il dietrofront del ministro in appena due giorni le ha lasciato tantissima amarezza e al quotidiano La Repubblica ha spiegato: “Mi ha chiamato Valditara, con lui abbiamo un rapporto di stima, era dispiaciuto. Una minoranza silenziosa di destra e di sinistra ha alzato un muro“.
Anna Paolo Concia l’attivista Lgbt (Ansa Notizie.com)
Una candidatura, la sua, che ha creato polemiche infinite da destra fino anche a sinistra, lei che era stata parlamentare del Pd e comunque, Anna Paola Concia, resta una donna di sinistra. “A destra evidentemente non sopportavano una donna lesbica e femminista in questo ruolo. Anche a sinistra non piace il fatto che io sia una donna del dialogo, ho sempre costruito ponti e non muri, non ho pregiudizi, è una delle ragioni per cui non sono più in Parlamento“.
“Sono dispiaciuta perché mi ero messo a disposizione di una richiesta sincera”
Il ministro Giuseppe Valditara ha dovuto fare dietrofront su Anna Concia (Ansa Notizie.com)
Tante, troppe pressioni per il ministro Valditara: “Sì, lo hanno sottoposto a pressioni tremende che non poteva eludere“. Qualcuno rimprovera al primo dirigente del dicastero dell’Istruzione una mancanza di coraggio: “Non so, ci sono stata in un partito e so che è complicato, magari ti mettono di fronte ad un aut aut. Come era nato tutto? Da sette anni ho portato nel nostro Paese Didacta Italia, lo spin off di Didacta in Germania, l’evento più importante del mondo sulla formazione degli insegnanti. A marzo hanno partecipato 30 mila insegnanti italiani. Il ministero è il mio partner principale in questo lavoro, abbiamo un rapporto consolidato“.
Nessuno però, a quanto dice la stessa Concia, e lei sostiene anche da parte di Valditara, si sarebbe mai aspettato una reazione così veemente da parte di entrambe le parti politiche, da destra e sinistra: “No e neanche lui, una roba così feroce no. Per fortuna sono una signora di 60 anni, strutturata, con una moglie meravigliosa. Sono dispiaciuta perché mi ero messo a disposizione di una richiesta sincera, per il Paese, per dare una mano e una risposta a questa ennesima tragedia che è stata il femminicidio di Giulia Cecchettin“. Anche la moglie di Anna Concia è rimasta sbalordita da tutta questa cattiveria: “Zerman e suor Alfieri? Sì, poverine, pure loro erano sconcertate. Ci hanno criticato a prescindere, hanno giudicato le nostre persone. Che poi mica andavamo noi nelle scuole a parlare“
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Terribile incendio in ospedale, bilancio tragico: aperta indagine
Un terribile incendio quello che si è verificato all’interno di un ospedale, il bilancio è a dir poco tragico: nel frattempo è stata aperta una indagine
Le notizie che arrivano direttamente da Tivoli sono a dir poco terribili. Nel cuore della notte si è verificato un terribile incendio nel noto ospedale ‘San Giovanni Evangelista‘. Purtroppo il bilancio è gravissimo visto che i morti sono saliti a quattro. Le fiamme hanno fatto il loro giro per tutto il piano -2. Purtroppo per alcuni pazienti non c’è stato assolutamente nulla da fare. Successivamente il rogo avrebbe raggiunto anche il pronto soccorso e, successivamente, la terapia intensiva.
Incendio ospedale a Tivoli (Ansa Foto) Notizie.com
Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che siano stati più di 200 i pazienti e personale che sono stati evacuati. Il tutto grazie all’aiuto delle autoscale. Tra i presenti anche bambini, neonati e alcuni ricoverati nel reparto Covid. Subito sono state fornite le coperte per i pazienti considerati meno gravi. Le persone sono state trasferire nella palestra con tanto di brandine. Il Pronto Soccorso è stato immediatamente chiuso. Questo è quello che ha raccontato il primo cittadino di Tivoli, Giuseppe Proietti.
Tivoli, incendio in ospedale: quattro morti, Procura apre indagine
Come riportato in precedenza, però, il numero delle vittime è di quattro persone. Si tratta di due uomini (76 e 86 anni) e di due donne (84 e 86). Resta ancora da capire se qualcuno di loro fosse già morto all’interno della struttura o che abbia perso la vita per via dell’incendio. Fatto sta che le fiamme si sono estese in un niente e la situazione è diventata catastrofica per tutti. Subito è scattato l’allarme con le chiamate ai vigili del fuoco ed ai carabinieri.
Incendio ospedale a Tivoli (Ansa Foto) Notizie.com
#Tivoli #Roma, intervento #vigilidelfuoco dalle 23 di ieri per un incendio nell’ospedale San Giovanni Evangelista. Evacuata la struttura, anche con l’ausilio delle autoscale. Sono 4 le vittime accertate. Fiamme spente, operazioni in corso [#9dicembre 5:25] pic.twitter.com/ryxVfcYQ8e
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) December 9, 2023
Proprio i militati dell’arma hanno avviato le prime indagini. Si sta cercando di capire se il tutto sia nato dall’esplosione di una caldaia al piano -3 (dove si trovavano i rifiuti speciali) oppure bisogna fare ricerche sul piano -2. La zona più danneggiata è quella che affaccia su Via Roma. Tanto è vero che la strada è stata chiusa al traffico per permettere il transito dei mezzi pesanti. Anche la Procura di Tivoli ha deciso di aprire una indagine. Non solo: è stato dato anche il “via libera” per quanto riguarda l‘autopsia sui quattro corpi, per cercare di capire le cause del decesso.
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Le notizie che arrivano direttamente da Tivoli sono a dir poco terribili. Nel cuore della notte si è verificato un terribile incendio nel noto ospedale ‘San Giovanni Evangelista‘. Purtroppo il bilancio è gravissimo visto che i morti sono saliti a quattro. Le fiamme hanno fatto il loro giro per tutto il piano -2. Purtroppo per alcuni pazienti non c’è stato assolutamente nulla da fare. Successivamente il rogo avrebbe raggiunto anche il pronto soccorso e, successivamente, la terapia intensiva.
Incendio ospedale a Tivoli (Ansa Foto) Notizie.com
Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che siano stati più di 200 i pazienti e personale che sono stati evacuati. Il tutto grazie all’aiuto delle autoscale. Tra i presenti anche bambini, neonati e alcuni ricoverati nel reparto Covid. Subito sono state fornite le coperte per i pazienti considerati meno gravi. Le persone sono state trasferire nella palestra con tanto di brandine. Il Pronto Soccorso è stato immediatamente chiuso. Questo è quello che ha raccontato il primo cittadino di Tivoli, Giuseppe Proietti.
Tivoli, incendio in ospedale: quattro morti, Procura apre indagine
Come riportato in precedenza, però, il numero delle vittime è di quattro persone. Si tratta di due uomini (76 e 86 anni) e di due donne (84 e 86). Resta ancora da capire se qualcuno di loro fosse già morto all’interno della struttura o che abbia perso la vita per via dell’incendio. Fatto sta che le fiamme si sono estese in un niente e la situazione è diventata catastrofica per tutti. Subito è scattato l’allarme con le chiamate ai vigili del fuoco ed ai carabinieri.
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Proprio i militati dell’arma hanno avviato le prime indagini. Si sta cercando di capire se il tutto sia nato dall’esplosione di una caldaia al piano -3 (dove si trovavano i rifiuti speciali) oppure bisogna fare ricerche sul piano -2. La zona più danneggiata è quella che affaccia su Via Roma. Tanto è vero che la strada è stata chiusa al traffico per permettere il transito dei mezzi pesanti. Anche la Procura di Tivoli ha deciso di aprire una indagine. Non solo: è stato dato anche il “via libera” per quanto riguarda l‘autopsia sui quattro corpi, per cercare di capire le cause del decesso.
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DIRETTA Israele, pesante attacco di Erdogan: “Fa terrorismo di Stato”
DIRETTA Israele, tutti gli aggiornamenti in tempo reale in merito a quello che si sta verificando nel Paese del Medio Oriente e non, oramai arrivato al giorno numero 64 di conflitto
Guerra Israele (Ansa Foto) Notizie.com
64mo giorno di conflitto in Israele. Segui con noi tutti gli aggiornamenti, in tempo reale, in merito a quello che si sta verificando nel Paese del Medio Oriente e non.
DIRETTA Israele, tutte le news in tempo reale
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DIRETTA Ucraina, Putin si ricandida in Russia: “Non c’è scelta”
DIRETTA Ucraina, tutti gli aggiornamenti in tempo reale in merito a quello che si sta verificando nel Paese europeo orientale e non, oramai arrivato al giorno numero 654 di conflitto
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Vizzardelli e quell’urlo alla Scala: “Quel palco mi inquietava…”
Parla il giornalista che ha gridato “Viva l’Italia antifascista” poco dopo l’Inno di Mameli e prima che cominciasse l’opera
Il suo gesto ha fatto discutere. Quell’urlo di Marco Vizzardelli, 65 anni, giornalista, alla Scala di Milano, subito dopo l’Inno di Mameli e quel grido “Viva l’Italia antifascista” che ha spezzato la monotonia di un momento classico e che nessuno si aspettava. Una cosa singolare, anche se non è che abbia detto parole offensive o insulti, ma quanto basta per finire nell’occhio del ciclone. “Non ho gridato come mio solito, l’ho detto ad alta voce. Mi inquietava la composizione del palco con Segre messa in mezzo e mi sono chiesto cosa fare. Ero sulla sinistra in Prima galleria e in Seconda, prima dell’Inno, uno che conosco ha urlato “No al fascismo”. Alla fine dell’Inno, con moto istintivo ho detto “Viva l’Italia antifascista”“.
Il presidente Mattarella alla Scala di Milano mentre c’è l’Inno di Mameli (Ansa Notizie.com)
Un grido durante gli applausi per l’Inno che non è stato sommerso dal rumore ma si è sentito benissimo, talmente bene che tutti si sono girati verso la sua posizione e vedere chi mai fosse stato ad urlare quella frase così naturale, ma così strana in quel momento, che poi strana non dovrebbe mai essere, ma tant’è. Ed è lo stesso Vizzardelli che racconta al CorSera: “A metà del primo atto si è avvicinato uno e ho capito che era un poliziotto in borghese. Finito l’atto si è palesato e mi ha chiesto le generalità, ma io me ne sono andato. Allora mi hanno raggiunto nel foyer quattro della Digos e mi hanno ricordato che non dare le generalità è reato. Ho detto che sarebbe stato reato se avessi detto “Viva l’Italia fascista”.
“La Digos è stata cordiale, La Russa ha reagito meglio di Salvini”
Il giornalista Marco Vizzardelli (Facebook Notizie.com)
Il racconto di Vizzardelli non si ferma qui e riparte, con quanto avvenuto subito dopo il suo urlo: “E’ arrivata la polizia, questi hanno sorriso e poi abbiamo fotografato la carta di identità con il mio telefonino, perché il loro funzionava male, e gliela ho inviata. C’è stata cordialità, ma mi è parso sconcertante”.
Le reazioni di Salvini e La Russa sono state diverse e quasi opposte a quello che ha fatto il giornalista subito dopo l’Inno di Mameli. Il leader della Lega ha detto che alla Scala non si “sbraita” mentre il presidente del Senato ha ammesso di non aver sentito nulla a proposito. Per Vizzardelli sono reazioni opposte e divertenti: “La Russa da uomo spiritoso ha reagito meglio di Salvini. Io non posso ammettere nel 2023 alcunché che abbia a che fare col fascismo, busti di Mussolini e cose del genere. Quanto al leader della Lega non credo che sia nato con idee politiche di destra, ma non sopporto un minimo odore di razzismo. Magari lui non lo è, ma lo appare nei fatti, lo fa apparire proprio lui nei fatti, nella sua comunicazione, basta vedere come aveva commentato la vittoria di Mahmood a Sanremo“.
L'articolo Vizzardelli e quell’urlo alla Scala: “Quel palco mi inquietava…” proviene da Notizie.com.
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Il suo gesto ha fatto discutere. Quell’urlo di Marco Vizzardelli, 65 anni, giornalista, alla Scala di Milano, subito dopo l’Inno di Mameli e quel grido “Viva l’Italia antifascista” che ha spezzato la monotonia di un momento classico e che nessuno si aspettava. Una cosa singolare, anche se non è che abbia detto parole offensive o insulti, ma quanto basta per finire nell’occhio del ciclone. “Non ho gridato come mio solito, l’ho detto ad alta voce. Mi inquietava la composizione del palco con Segre messa in mezzo e mi sono chiesto cosa fare. Ero sulla sinistra in Prima galleria e in Seconda, prima dell’Inno, uno che conosco ha urlato “No al fascismo”. Alla fine dell’Inno, con moto istintivo ho detto “Viva l’Italia antifascista”“.
Il presidente Mattarella alla Scala di Milano mentre c’è l’Inno di Mameli (Ansa Notizie.com)
Un grido durante gli applausi per l’Inno che non è stato sommerso dal rumore ma si è sentito benissimo, talmente bene che tutti si sono girati verso la sua posizione e vedere chi mai fosse stato ad urlare quella frase così naturale, ma così strana in quel momento, che poi strana non dovrebbe mai essere, ma tant’è. Ed è lo stesso Vizzardelli che racconta al CorSera: “A metà del primo atto si è avvicinato uno e ho capito che era un poliziotto in borghese. Finito l’atto si è palesato e mi ha chiesto le generalità, ma io me ne sono andato. Allora mi hanno raggiunto nel foyer quattro della Digos e mi hanno ricordato che non dare le generalità è reato. Ho detto che sarebbe stato reato se avessi detto “Viva l’Italia fascista”.
“La Digos è stata cordiale, La Russa ha reagito meglio di Salvini”
Il giornalista Marco Vizzardelli (Facebook Notizie.com)
Il racconto di Vizzardelli non si ferma qui e riparte, con quanto avvenuto subito dopo il suo urlo: “E’ arrivata la polizia, questi hanno sorriso e poi abbiamo fotografato la carta di identità con il mio telefonino, perché il loro funzionava male, e gliela ho inviata. C’è stata cordialità, ma mi è parso sconcertante”.
Le reazioni di Salvini e La Russa sono state diverse e quasi opposte a quello che ha fatto il giornalista subito dopo l’Inno di Mameli. Il leader della Lega ha detto che alla Scala non si “sbraita” mentre il presidente del Senato ha ammesso di non aver sentito nulla a proposito. Per Vizzardelli sono reazioni opposte e divertenti: “La Russa da uomo spiritoso ha reagito meglio di Salvini. Io non posso ammettere nel 2023 alcunché che abbia a che fare col fascismo, busti di Mussolini e cose del genere. Quanto al leader della Lega non credo che sia nato con idee politiche di destra, ma non sopporto un minimo odore di razzismo. Magari lui non lo è, ma lo appare nei fatti, lo fa apparire proprio lui nei fatti, nella sua comunicazione, basta vedere come aveva commentato la vittoria di Mahmood a Sanremo“.
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Lupi su Draghi: “Massima stima, ma non lo tiriamo per la giacchetta”
In una intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica” è intervenuto il numero uno del partito ‘Noi per l’Italia’, Maurizio Lupi
Maurizio Lupi a tutto tondo. Tantissimi gli argomenti che ha trattato in una intervista alla ‘Repubblica‘. Anche quello relativo all’ex presidente del Consiglio, Mario Draghi. In particolar modo ad un suo possibile ruolo nella commissione europea. A dire il vero non ne è così convinto lo stesso Lupi. Quest’ultimo, ci ha tenuto a precisare, è un grandissimo estimatore del banchiere ma allo stesso tempo non lo vede adatto per ricoprire questo importante incarico.
Il numero uno di ‘Noi per l’Italia’, Maurizio Lupi (Ansa Foto) Notizie.com
Queste sono alcune delle sue parole a riguardo: “La stima che la comunità internazionale ha nei confronti di Mario Draghi non è assolutamente messa in discussione. Anche perché lo dimostra l’importante incarico ricevuto dalla presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen. Allo stesso tempo, però, direi di non tirare la giacchetta all’ex premier. Non sono così convinto che una sua guida alla commissione europea possa rendergli un buon servizio“.
Lupi su Draghi: “Alla guida della commissione europea? Potrebbe essere trappola”
Anzi, c’è molto di più: questo suo nuovo e possibile incarico potrebbe trasformarsi in una vera e propria trappola nei confronti dello stesso Draghi. Ovviamente la domanda su chi potesse mettergli il bastone tra le ruote non si è fatta attendere. Così come anche per la risposta: “L’interesse a sparigliare il gioco, fino a questo momento, ce l’ha il numero uno della Francia: Emmanuel Macron. Di certo non Draghi. Il presidente francese ha qualche difficoltà interna, il suo obiettivo è quello di ritornare ad essere protagonista.
Il numero uno di ‘Noi per l’Italia’, Maurizio Lupi (Ansa Foto) Notizie.com
Ora io glielo auguro da popolare, ma da popolare spero che i liberali possano avere un risultato importante ma credo che il nostro obiettivo deve essere un altro. Quale? Dobbiamo consolidare l’asse che c’è tra Ppe e Conservatori. Questi ultimi, insieme ai liberali, possono avere una maggioranza in vista del prossimo parlamento europeo. Continuo a credere che questa formula possa prevalere sul voto. E che, allo stesso tempo, siamo in condizione di replicare lo schema del centrodestra italiano“.
In conclusione gli è stato anche chiesto se l’attuale premier, Giorgia Meloni, preferisca che uno come Mario Draghi svolta un altro ruolo, come quello del presidente del Consiglio europeo: “A dire il vero non lo so cosa preferisce Giorgia. Anche perché non gliel’ho chiesto“.
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Maurizio Lupi a tutto tondo. Tantissimi gli argomenti che ha trattato in una intervista alla ‘Repubblica‘. Anche quello relativo all’ex presidente del Consiglio, Mario Draghi. In particolar modo ad un suo possibile ruolo nella commissione europea. A dire il vero non ne è così convinto lo stesso Lupi. Quest’ultimo, ci ha tenuto a precisare, è un grandissimo estimatore del banchiere ma allo stesso tempo non lo vede adatto per ricoprire questo importante incarico.
Il numero uno di ‘Noi per l’Italia’, Maurizio Lupi (Ansa Foto) Notizie.com
Queste sono alcune delle sue parole a riguardo: “La stima che la comunità internazionale ha nei confronti di Mario Draghi non è assolutamente messa in discussione. Anche perché lo dimostra l’importante incarico ricevuto dalla presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen. Allo stesso tempo, però, direi di non tirare la giacchetta all’ex premier. Non sono così convinto che una sua guida alla commissione europea possa rendergli un buon servizio“.
Lupi su Draghi: “Alla guida della commissione europea? Potrebbe essere trappola”
Anzi, c’è molto di più: questo suo nuovo e possibile incarico potrebbe trasformarsi in una vera e propria trappola nei confronti dello stesso Draghi. Ovviamente la domanda su chi potesse mettergli il bastone tra le ruote non si è fatta attendere. Così come anche per la risposta: “L’interesse a sparigliare il gioco, fino a questo momento, ce l’ha il numero uno della Francia: Emmanuel Macron. Di certo non Draghi. Il presidente francese ha qualche difficoltà interna, il suo obiettivo è quello di ritornare ad essere protagonista.
Il numero uno di ‘Noi per l’Italia’, Maurizio Lupi (Ansa Foto) Notizie.com
Ora io glielo auguro da popolare, ma da popolare spero che i liberali possano avere un risultato importante ma credo che il nostro obiettivo deve essere un altro. Quale? Dobbiamo consolidare l’asse che c’è tra Ppe e Conservatori. Questi ultimi, insieme ai liberali, possono avere una maggioranza in vista del prossimo parlamento europeo. Continuo a credere che questa formula possa prevalere sul voto. E che, allo stesso tempo, siamo in condizione di replicare lo schema del centrodestra italiano“.
In conclusione gli è stato anche chiesto se l’attuale premier, Giorgia Meloni, preferisca che uno come Mario Draghi svolta un altro ruolo, come quello del presidente del Consiglio europeo: “A dire il vero non lo so cosa preferisce Giorgia. Anche perché non gliel’ho chiesto“.
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Ragazza scomparsa, genitori ed amici lanciano allarme: “Aiutateci”
Ragazza scomparsa nelle ultime ore, non si hanno più sue notizie: l’appello da parte di genitori ed amici sui social per ritrovarla
Dalla giornata di ieri pomeriggio, giovedì 7 dicembre, non si hanno più notizie di una ragazza, sparita completamente nel nulla. Il suo nome è Claudia Giannetto, studentessa dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Si sono perse completamente le sue tracce precisamente dalle ore 14:30, nella zona universitaria partenopea tra Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli. In forte stato di agitazione genitori ed amici della giovane che, sui social network, hanno rivolto un appello a tutti.
Claudia Giannetto, ragazza scomparsa nelle ultime ore (Foto Facebook) Notizie.com
La notizia della sua scomparsa ha iniziato a circolare già nel tardo pomeriggio. Questo è quanto hanno scritto i suoi parenti in rete: “Al momento della scomparsa, indossava un tailleur blu, degli stivali neri e un cappotto nero“. Originaria di Giugliano (provincia di Napoli). Amici e parenti rivolgono un appello: “A chiunque l’abbia vista in zona università o a Giugliano si metta in contatto con noi”.
Napoli, ragazza scomparsa: di Claudia Giannetto non si hanno più notizie
Secondo le ultime indiscrezioni pare che la ragazza abbia detto di trovarsi nelle zone universitarie poiché in procinto di laurearsi. Non solo: avrebbe dovuto discutere la tesi proprio nella giornata di ieri. A Napoli si era recata con i suoi genitori che, ad un certo punto, non l’hanno più vista. Da quel momento sono partite incessanti le chiamate ed i messaggi sul suo cellulare, ma senza ottenere alcun tipo di risposta.
Claudia Giannetto, ragazza scomparsa nelle ultime ore (Foto Facebook) Notizie.com
Nel frattempo anche una docente dell’ateneo, Fabiana Sciarelli, ordinaria di Economia e Gestione delle Imprese, ha voluto postare sui social l’appello che è stato lanciato dai suoi familiari. La stessa professoressa ha aggiunto che la studentessa, a dire il vero, non stava effettivamente per laurearsi: “Per fornire notizie su Claudia alla famiglia, è possibile contattare suo cugino Federico al 3385816447“.
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Dalla giornata di ieri pomeriggio, giovedì 7 dicembre, non si hanno più notizie di una ragazza, sparita completamente nel nulla. Il suo nome è Claudia Giannetto, studentessa dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Si sono perse completamente le sue tracce precisamente dalle ore 14:30, nella zona universitaria partenopea tra Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli. In forte stato di agitazione genitori ed amici della giovane che, sui social network, hanno rivolto un appello a tutti.
Claudia Giannetto, ragazza scomparsa nelle ultime ore (Foto Facebook) Notizie.com
La notizia della sua scomparsa ha iniziato a circolare già nel tardo pomeriggio. Questo è quanto hanno scritto i suoi parenti in rete: “Al momento della scomparsa, indossava un tailleur blu, degli stivali neri e un cappotto nero“. Originaria di Giugliano (provincia di Napoli). Amici e parenti rivolgono un appello: “A chiunque l’abbia vista in zona università o a Giugliano si metta in contatto con noi”.
Napoli, ragazza scomparsa: di Claudia Giannetto non si hanno più notizie
Secondo le ultime indiscrezioni pare che la ragazza abbia detto di trovarsi nelle zone universitarie poiché in procinto di laurearsi. Non solo: avrebbe dovuto discutere la tesi proprio nella giornata di ieri. A Napoli si era recata con i suoi genitori che, ad un certo punto, non l’hanno più vista. Da quel momento sono partite incessanti le chiamate ed i messaggi sul suo cellulare, ma senza ottenere alcun tipo di risposta.
Claudia Giannetto, ragazza scomparsa nelle ultime ore (Foto Facebook) Notizie.com
Nel frattempo anche una docente dell’ateneo, Fabiana Sciarelli, ordinaria di Economia e Gestione delle Imprese, ha voluto postare sui social l’appello che è stato lanciato dai suoi familiari. La stessa professoressa ha aggiunto che la studentessa, a dire il vero, non stava effettivamente per laurearsi: “Per fornire notizie su Claudia alla famiglia, è possibile contattare suo cugino Federico al 3385816447“.
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Rapina in pieno giorno, momenti di panico per una coppia
Una rapina in pieno giorno subita da una coppia nella loro abitazione: non sono affatto mancati momenti di panic
Il tutto si è verificato nella prima mattinata di ieri, giovedì 7 dicembre, verso le ore 10 del mattino. Vittima una coppia di anziani che ha vissuto attimi che difficilmente potrà mai dimenticare. Una rapina nella loro abitazione. Ci troviamo ad Ostia (provincia di Roma). Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che i banditi abbiano atteso il marito al portone, fino a seguirlo nella sua abitazione. La vittima, un uomo di 74 anni, è stato subito circondato dai malviventi.
Rapina in pieno giorno per una coppia (Pixabay Foto) Notizie.com
Questi ultimi, armati di pistola, gli hanno intimato di entrare nell’abitazione e di chiuderla a chiave. All’intero della stessa erano presenti la moglie (stessa età del marito) ed una collaboratrice domestica che si trovava in bagno. Momenti di puro terrore per i tre. Proprio come se stessero vivendo la scena di un film visto che, successivamente, sono stati anche imbavagliati e sequestrati dei loro cellulari, in modo tale che non potessero chiamare aiuto.
Ostia (Roma), coppia rapinata come in un film: momenti di panico
I rapinatori erano con il volto coperto. Si cerca di capire se si trattano di stranieri oppure italiani. Fatto sta che, dopo essersi assicurati di aver chiuso dentro una stanza la coppia e la collaboratrice, hanno iniziato a rovistare ovunque. I malviventi hanno portato via di tutti: dai soldi fino ad arrivare ai gioielli, passando per oggetti preziosi. Il valore della merce rubata si avvicina ai 700mila euro. Dopo essersi resi conti che i rapinatori avevano finito e abbandonato l’abitazione, i tre sono riusciti a liberarsi ed hanno chiamato aiuto.
Carabinieri (Pixabay Foto) Notizie.com
Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno, sin da subito, avviato le prime indagini del caso. La donna è ancora sotto shock per quello che ha vissuto. Il marito ha raccontato il tutto ai militari dell’arma. Adesso è partita la caccia alla banda dei rapinatori che, ovviamente, ha fatto perdere le proprie tracce. Non si tratta affatto del primo episodio che si verifica nella Capitale e nelle province. Soprattutto in questo periodo natalizio dove il numero di rapine è aumentato in maniera vertiginosa.
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Il tutto si è verificato nella prima mattinata di ieri, giovedì 7 dicembre, verso le ore 10 del mattino. Vittima una coppia di anziani che ha vissuto attimi che difficilmente potrà mai dimenticare. Una rapina nella loro abitazione. Ci troviamo ad Ostia (provincia di Roma). Secondo quanto riportato da alcune fonti e media locali pare che i banditi abbiano atteso il marito al portone, fino a seguirlo nella sua abitazione. La vittima, un uomo di 74 anni, è stato subito circondato dai malviventi.
Rapina in pieno giorno per una coppia (Pixabay Foto) Notizie.com
Questi ultimi, armati di pistola, gli hanno intimato di entrare nell’abitazione e di chiuderla a chiave. All’intero della stessa erano presenti la moglie (stessa età del marito) ed una collaboratrice domestica che si trovava in bagno. Momenti di puro terrore per i tre. Proprio come se stessero vivendo la scena di un film visto che, successivamente, sono stati anche imbavagliati e sequestrati dei loro cellulari, in modo tale che non potessero chiamare aiuto.
Ostia (Roma), coppia rapinata come in un film: momenti di panico
I rapinatori erano con il volto coperto. Si cerca di capire se si trattano di stranieri oppure italiani. Fatto sta che, dopo essersi assicurati di aver chiuso dentro una stanza la coppia e la collaboratrice, hanno iniziato a rovistare ovunque. I malviventi hanno portato via di tutti: dai soldi fino ad arrivare ai gioielli, passando per oggetti preziosi. Il valore della merce rubata si avvicina ai 700mila euro. Dopo essersi resi conti che i rapinatori avevano finito e abbandonato l’abitazione, i tre sono riusciti a liberarsi ed hanno chiamato aiuto.
Carabinieri (Pixabay Foto) Notizie.com
Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno, sin da subito, avviato le prime indagini del caso. La donna è ancora sotto shock per quello che ha vissuto. Il marito ha raccontato il tutto ai militari dell’arma. Adesso è partita la caccia alla banda dei rapinatori che, ovviamente, ha fatto perdere le proprie tracce. Non si tratta affatto del primo episodio che si verifica nella Capitale e nelle province. Soprattutto in questo periodo natalizio dove il numero di rapine è aumentato in maniera vertiginosa.
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DIRETTA Israele, decine combattenti Hamas si arrendono
DIRETTA Israele, segui con noi tutti gli aggiornamenti in tempo reale in merito a quello che si sta verificando nel Paese del Medio Oriente e non, oramai arrivato al giorno numero 63 di conflitto
Guerra Ucraina (Ansa Foto) Notizie.com
63mo giorno di conflitto. Segui con noi tutti gli aggiornamenti, in tempo reale, in merito a quello che si sta verificando nel Paese del Medio Oriente e non.
DIRETTA Israele, tutte le news in tempo reale
Guerra Israele (Ansa Foto) Notizie.com
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Natale, tempo di vacanze: le mete preferite dagli italiani
Il Natale è ormai alle porte e per gli italiani è tempo di iniziare a preparare la valigia per qualche giorno di vacanza. Ma quali sono le mete preferite? Ve le sveliamo noi.
Il conto alla rovescia è ormai iniziato: con l’arrivo del weekend dell’Immacolata gli italiani si preparano a qualche giorno di vacanza in vista del prossimo Natale. Dopo anni complicati anche a causa della pandemia, il turismo è ormai tornato alla normalità e questo periodo consentirà anche all’economia di ripartire.
Ecco quali sono le mete preferite dagli italiani per le vacanze natalizie – Notizie.com
Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, saranno diversi gli italiani a trascorrere questo periodo natalizio in vacanza nonostante l’aumento dei prezzi. Il rincaro maggiore è stato registrato sui voli, che in questo periodo hanno registrato un aumento del 20% rispetto alla scorsa annata.
Vacanze natalizie, le mete preferite degli italiani
New York tra le mete preferite degli italiani – Notizie.com
Ma quali sono le mete preferite degli italiani? Una indagine condotta dalla nostra redazione ha evidenziato come molti dei nostri connazionali hanno scelto posti esteri per trascorrere sia Natale che Capodanno. Tra i luoghi più ambiti ci sono naturalmente New York, Dubai, Giappone, Sharm el Sheik e Maldive, ma a sorpresa sono presenti anche Capo Verde e Giamaica. Due mete assolutamente inedite rispetto agli anni precedenti.
A differenza dello scorso anno, l’inizio di dicembre è stato più freddo e, quindi, tra le mete più ambite ritornano anche luoghi di montagna per trascorrere il periodo natalizio sulla neve. Tra i luoghi più scelti dai nostri connazionali ci sono anche Roccaraso, Trentino e Courmayer. Infine, c’è chi ha deciso di passare questi giorni nelle capitali europee.
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http://dlvr.it/SztnRx
Il conto alla rovescia è ormai iniziato: con l’arrivo del weekend dell’Immacolata gli italiani si preparano a qualche giorno di vacanza in vista del prossimo Natale. Dopo anni complicati anche a causa della pandemia, il turismo è ormai tornato alla normalità e questo periodo consentirà anche all’economia di ripartire.
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Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, saranno diversi gli italiani a trascorrere questo periodo natalizio in vacanza nonostante l’aumento dei prezzi. Il rincaro maggiore è stato registrato sui voli, che in questo periodo hanno registrato un aumento del 20% rispetto alla scorsa annata.
Vacanze natalizie, le mete preferite degli italiani
New York tra le mete preferite degli italiani – Notizie.com
Ma quali sono le mete preferite degli italiani? Una indagine condotta dalla nostra redazione ha evidenziato come molti dei nostri connazionali hanno scelto posti esteri per trascorrere sia Natale che Capodanno. Tra i luoghi più ambiti ci sono naturalmente New York, Dubai, Giappone, Sharm el Sheik e Maldive, ma a sorpresa sono presenti anche Capo Verde e Giamaica. Due mete assolutamente inedite rispetto agli anni precedenti.
A differenza dello scorso anno, l’inizio di dicembre è stato più freddo e, quindi, tra le mete più ambite ritornano anche luoghi di montagna per trascorrere il periodo natalizio sulla neve. Tra i luoghi più scelti dai nostri connazionali ci sono anche Roccaraso, Trentino e Courmayer. Infine, c’è chi ha deciso di passare questi giorni nelle capitali europee.
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Ue, fumata nera su riforma: Gentiloni resta ottimista
Unione Europea, nessun accordo trovato per quanto riguarda la riforma: allo stesso tempo, operò, Paolo Gentiloni si è mostrato molto ottimista
Niente da fare per i Paesi membri appartenenti all’Unione Europea in merito alla riforma sul patto di stabilità. Ci sono stati una serie di tentativi per cercare di trovare un accordo anche nella notte, dopo quasi otto ore di negoziati. Alla fine, però, la fumata che è uscita era di colore nera. Allo stesso tempo, però, il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ha mostrato fiducia. Tanto da affermare che, in ogni caso, sono stati fatti degli importanti passi in avanti, anche se la missione non è del tutto compiuta.
Paolo Gentiloni (Ansa Foto) Notizie.com
Non è da escludere che nei prossimi giorni possano continuare a lavorare alla ricerca di una intesa. “Serve equilibrio necessario, tra la stabilità e lo spazio per la crescita e per gli investimenti venga mantenuto. Sono ottimista che sia possibile e che nei prossimi giorni, continuando a lavorare, ci si possa arrivare. Tra l’altro oggi nella riunione dell’Ecofin verrà approvata la revisione di 13 Pnnr, tra cui quello italiano: sarà una spinta per continuare a lavorare e accelerare l’attuazione dei piani di ripresa, che sono parte di questa importante necessità di rafforzare gli investimenti“.
Ue, nessun accordo sulla riforma: Gentiloni ottimista
Per lo stesso ex presidente del Consiglio un accordo, poco prima della fine dell’anno, si può facilmente trovare. Poi ha continuato dicendo: “Nella lunga discussione non ho visto nessuno con l’intenzione di uccidere il negoziato. Bisogna ancora finalizzare le discussioni: non ci sono solo aspetti tecnici, ma anche altri problemi. Si tratterà di una questione di giorni”.
Nessun accordo su riforma (Ansa Foto) Notizie.com
Alcune fonti dell’Unione Europea fanno sapere: “La presidenza spagnola ha messo sul tavolo un nuovo testo di compromesso. Ci sono stati molti progressi. Si tratta di un negoziato difficile. C’è la volontà di chiudere un accordo, ma deve essere ancora fatto del lavoro. Servono una valutazione giuridica e consultazioni sulla nostra proposta, che non è stato possibile concludere stanotte. Gli elementi per un accordo ci sono, serve un lavoro finale sulla redazione giuridica del testo e sulla calibrazione“.
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Niente da fare per i Paesi membri appartenenti all’Unione Europea in merito alla riforma sul patto di stabilità. Ci sono stati una serie di tentativi per cercare di trovare un accordo anche nella notte, dopo quasi otto ore di negoziati. Alla fine, però, la fumata che è uscita era di colore nera. Allo stesso tempo, però, il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ha mostrato fiducia. Tanto da affermare che, in ogni caso, sono stati fatti degli importanti passi in avanti, anche se la missione non è del tutto compiuta.
Paolo Gentiloni (Ansa Foto) Notizie.com
Non è da escludere che nei prossimi giorni possano continuare a lavorare alla ricerca di una intesa. “Serve equilibrio necessario, tra la stabilità e lo spazio per la crescita e per gli investimenti venga mantenuto. Sono ottimista che sia possibile e che nei prossimi giorni, continuando a lavorare, ci si possa arrivare. Tra l’altro oggi nella riunione dell’Ecofin verrà approvata la revisione di 13 Pnnr, tra cui quello italiano: sarà una spinta per continuare a lavorare e accelerare l’attuazione dei piani di ripresa, che sono parte di questa importante necessità di rafforzare gli investimenti“.
Ue, nessun accordo sulla riforma: Gentiloni ottimista
Per lo stesso ex presidente del Consiglio un accordo, poco prima della fine dell’anno, si può facilmente trovare. Poi ha continuato dicendo: “Nella lunga discussione non ho visto nessuno con l’intenzione di uccidere il negoziato. Bisogna ancora finalizzare le discussioni: non ci sono solo aspetti tecnici, ma anche altri problemi. Si tratterà di una questione di giorni”.
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Alcune fonti dell’Unione Europea fanno sapere: “La presidenza spagnola ha messo sul tavolo un nuovo testo di compromesso. Ci sono stati molti progressi. Si tratta di un negoziato difficile. C’è la volontà di chiudere un accordo, ma deve essere ancora fatto del lavoro. Servono una valutazione giuridica e consultazioni sulla nostra proposta, che non è stato possibile concludere stanotte. Gli elementi per un accordo ci sono, serve un lavoro finale sulla redazione giuridica del testo e sulla calibrazione“.
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Juventus, caso Pogba: la richiesta della Procura antidoping
Possibile svolta per il caso Pogba. E’ arrivata poco fa la richiesta da parte della Procura antidoping ed ora si attende la decisione del Tribunale.
La carriera di Pogba sembra essere arrivata ad un bivio: il calciatore, infatti, ha deciso di non patteggiare la squalifica per doping e questo apre la strada ad un lungo processo oltre che ad una stangata. Vedremo quale alla fine sarà la sentenza del Tribunale e se la scelta fatta dal francese pagherà oppure no.
La richiesta della Procura per Paul Pogba – Notizie.com – © Lapresse
Le prime notizie, però, non fanno sperare per il meglio. La Procura antidoping, infatti, ha chiesto il massimo della pena per il centrocampista e, in caso di conferma, la carriera potrebbe essere terminata.
La richiesta della Procura per Pogba
Pogba rischia una squalifica di quattro anni – Notizie.com – © Lapresse
Quattro anni di squalifica. E’ questa la richiesta avanzata dalla Procura antidoping per Pogba. Nei giorni scorsi si era ipotizzato un patteggiamento da parte del calciatore per avere una pena dimezzata, ma alla fine il calciatore avrebbe rifiutato questa proposta decidendo di andare a processo e provare a dimostrare la sua innocenza.
Una scelta rischiosa considerando che non è da escludere che si arrivi ad una squalifica di quattro anni. La richiesta è stata avanzata dalla Procura ed ora la palla passa ai giudici. Se confermata possiamo dire che la carriera del transalpino è quasi compromessa considerando che rientrerebbe a disposizione a 34 anni. Lui proverà a dimostrare di non aver preso volontariamente il testosterone sintetico. Un passaggio fondamentale per avere certezza della pena.
La Juventus aspetta
La Juventus potrebbe optare per la rescissione del contratto – Notizie.com – © Lapresse
Il caso Pogba viene seguito da vicino anche dalla Juventus. I bianconeri hanno dato fino a questo momento il massimo sostegno al calciatore, ma con una squalifica di quattro anni ritorna in auge la possibilità di una rescissione contrattuale. Nessuna decisione è stata presa e quasi certamente si attenderà la sentenza definitiva prima di fare una scelta definitiva.
La situazione è in continuo aggiornamento e per Pogba il rischio è quello di dire addio alla sua carriera da professionista in anticipo per la positività al doping. Le prossime settimane in questo senso saranno fondamentali.
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La carriera di Pogba sembra essere arrivata ad un bivio: il calciatore, infatti, ha deciso di non patteggiare la squalifica per doping e questo apre la strada ad un lungo processo oltre che ad una stangata. Vedremo quale alla fine sarà la sentenza del Tribunale e se la scelta fatta dal francese pagherà oppure no.
La richiesta della Procura per Paul Pogba – Notizie.com – © Lapresse
Le prime notizie, però, non fanno sperare per il meglio. La Procura antidoping, infatti, ha chiesto il massimo della pena per il centrocampista e, in caso di conferma, la carriera potrebbe essere terminata.
La richiesta della Procura per Pogba
Pogba rischia una squalifica di quattro anni – Notizie.com – © Lapresse
Quattro anni di squalifica. E’ questa la richiesta avanzata dalla Procura antidoping per Pogba. Nei giorni scorsi si era ipotizzato un patteggiamento da parte del calciatore per avere una pena dimezzata, ma alla fine il calciatore avrebbe rifiutato questa proposta decidendo di andare a processo e provare a dimostrare la sua innocenza.
Una scelta rischiosa considerando che non è da escludere che si arrivi ad una squalifica di quattro anni. La richiesta è stata avanzata dalla Procura ed ora la palla passa ai giudici. Se confermata possiamo dire che la carriera del transalpino è quasi compromessa considerando che rientrerebbe a disposizione a 34 anni. Lui proverà a dimostrare di non aver preso volontariamente il testosterone sintetico. Un passaggio fondamentale per avere certezza della pena.
La Juventus aspetta
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Il caso Pogba viene seguito da vicino anche dalla Juventus. I bianconeri hanno dato fino a questo momento il massimo sostegno al calciatore, ma con una squalifica di quattro anni ritorna in auge la possibilità di una rescissione contrattuale. Nessuna decisione è stata presa e quasi certamente si attenderà la sentenza definitiva prima di fare una scelta definitiva.
La situazione è in continuo aggiornamento e per Pogba il rischio è quello di dire addio alla sua carriera da professionista in anticipo per la positività al doping. Le prossime settimane in questo senso saranno fondamentali.
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Tria: “Ecco da cosa è decisa la sostenibilità del debito”
Giovanni Tria, ex ministro dell’Economia, in un’intervista a Class Cnbc fa il punto della situazione per quanto riguarda il debito italiano.
E’ un Giovanni Tria che in un’intervista a Class Cnbc, riportata da Milano Finanza, fa il punto sulla situazione economica in Italia ricordando che “la sostenibilità del debito è decisa dai mercati e non dalle regole europee oppure dal comportamento del nostro Paese. Di certo sul nuovo Patto di stabilità si può percorrere la strada del negoziato, ma la trattativa si farebbe comunque di fronte agli investitori istituzionali“.
Il pensiero di Tria sull’economia italiana – Notizie.com – © Ansa
“In questo momento il punto fondamentale resta la credibilità – sottolinea ancora l’ex ministro dell’Economia – noi possiamo investire in deroga quanto vogliamo, ma non si risolverebbe la questione. Bisogna anche dire che i mercati internazionali stanno dando fiducia al nostro governo e questo consente di avere forza anche nel negoziato europeo. Però dobbiamo esporci solo all’interno di un percorso virtuoso“.
Il pensiero di Tria sulla manovra
La posizione di Tria sulla manovra – Notizie.com – © Ansa
Giovanni Tria in questa intervista fa il punto anche sulla manovra: “La vedo con visione. Bisognava dare l’impressione del controllo della finanza pubblica e il governo ha affrontato una fortissima spinta al deficit, condizionata dal Superbonus e da altre cose. Non è un provvedimento con una politica espansiva, ma si è deciso di mettere in campo una buona forma di contenimento e forse gli spazi per agire erano pochi“.
“Si poteva anche essere più coraggiosi – sottolinea ancora l’ex ministro – ma si deve sempre dichiarare con correttezza quello che si fa e per quali scopi. Solo in questo modo si può creare una credibilità“.
“L’Italia non può chiedere solo la flessibilità”
Tria sul Patto di stabilità – Notizie.com – © Ansa
Secondo quanto sottolineato da Tria, “l’Europa deve creare una politica di indirizzo degli investimenti e l’Italia in questo negoziato non può rivendicare solo maggiore flessibilità solidare per fare più debito. E non si deve rischiare di gettare ombre sulla sostenibilità del nostro debito. La richiesta di deroghe e concessioni potrebbe danneggiare la nostra credibilità“.
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http://dlvr.it/SzrtRc
E’ un Giovanni Tria che in un’intervista a Class Cnbc, riportata da Milano Finanza, fa il punto sulla situazione economica in Italia ricordando che “la sostenibilità del debito è decisa dai mercati e non dalle regole europee oppure dal comportamento del nostro Paese. Di certo sul nuovo Patto di stabilità si può percorrere la strada del negoziato, ma la trattativa si farebbe comunque di fronte agli investitori istituzionali“.
Il pensiero di Tria sull’economia italiana – Notizie.com – © Ansa
“In questo momento il punto fondamentale resta la credibilità – sottolinea ancora l’ex ministro dell’Economia – noi possiamo investire in deroga quanto vogliamo, ma non si risolverebbe la questione. Bisogna anche dire che i mercati internazionali stanno dando fiducia al nostro governo e questo consente di avere forza anche nel negoziato europeo. Però dobbiamo esporci solo all’interno di un percorso virtuoso“.
Il pensiero di Tria sulla manovra
La posizione di Tria sulla manovra – Notizie.com – © Ansa
Giovanni Tria in questa intervista fa il punto anche sulla manovra: “La vedo con visione. Bisognava dare l’impressione del controllo della finanza pubblica e il governo ha affrontato una fortissima spinta al deficit, condizionata dal Superbonus e da altre cose. Non è un provvedimento con una politica espansiva, ma si è deciso di mettere in campo una buona forma di contenimento e forse gli spazi per agire erano pochi“.
“Si poteva anche essere più coraggiosi – sottolinea ancora l’ex ministro – ma si deve sempre dichiarare con correttezza quello che si fa e per quali scopi. Solo in questo modo si può creare una credibilità“.
“L’Italia non può chiedere solo la flessibilità”
Tria sul Patto di stabilità – Notizie.com – © Ansa
Secondo quanto sottolineato da Tria, “l’Europa deve creare una politica di indirizzo degli investimenti e l’Italia in questo negoziato non può rivendicare solo maggiore flessibilità solidare per fare più debito. E non si deve rischiare di gettare ombre sulla sostenibilità del nostro debito. La richiesta di deroghe e concessioni potrebbe danneggiare la nostra credibilità“.
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‘Giù dai tacchi’ di Luisa Belletti: la recensione del libro
Recensione a cura di Ilaria Solazzo. “Giù dai tacchi” scritto da Luisa Belletti per la casa editrice Bertoni e pubblicato il 28 giugno 2022.
“Sei giovane, sei bella, la vita ti sorride. Hai piani e progetti per il futuro, hai incontrato l’amore. Tutto sembra perfetto. Insomma, un’esistenza “sui tacchi a spillo”. Poi arriva lei, la malattia, il mostro malefico che ti butta “giù dai tacchi”. E inizia il calvario. Ma stavolta il “mostro” ha fatto male i conti, ha incontrato una tipa tosta, ben decisa a non arrendersi, a non lasciare nulla di intentato. Luisa, nella sua quotidiana lotta, conta due preziosi alleati: il suo amore Riccardo e la cavalla Ciccina. E proprio il rapporto straordinario che instaura con l’animale rappresenta una delle chiavi di volta della sua nuova vita. Un’esperienza incredibile che Luisa e la sua associazione hanno voluto proporre anche agli altri, a chi vive periodi di disagio e di malattia”. Queste le parole con cui viene presentato ufficialmente “Giù dai tacchi” scritto da Luisa Belletti per la casa editrice Bertoni e pubblicato il 28 giugno 2022.
‘Giù dai tacchi’ di Luisa Belletti – Notizie.com
146 pagine egregiamente scritte che accompagnano il lettore, una dopo l’altra, in un viaggio straordinario. L’affascinante vicenda genera un legame speciale tra i lettori e la scrittrice, che inevitabilmente, a sua insaputa diviene un nuovo membro di ogni famiglia. Luisa dona al pubblico una storia di ordinaria straordinarietà che si legge velocemente e con coinvolgimento, perlomeno per me è stato così: avevo voglia di scoprire nel dettaglio ogni ‘sfumatura’ dell’abile penna della Belletti. L’autrice, cresciuta a Longiano, un paese sulle colline alle spalle della riviera romagnola, grazie alla sua famiglia, ha potuto trascorrere l’infanzia a stretto contatto con la natura, accompagnata quotidianamente dalla presenza calda e rassicurante dei vari animali. Appassionata di arte e discipline umanistiche, negli anni ha avuto modo di approfondire costantemente i suoi studi sul piano olistico e spirituale, rafforzata in questo percorso da una forte esperienza personale. Da sempre impegnata in attività di volontariato unisce il suo amore per i cavalli al desiderio di aiutare il prossimo, sviluppando una propria filosofia e un particolare approccio, apprezzato da diverse realtà italiane del settore. Questo suo progetto editoriale, firmato Bertoni Editore, è una “esplosione” di emozioni.
‘Giù dai tacchi’ di Luisa Belletti – Notizie.com
Ogni singolo capitolo nutre mente e cuore, donando preziosi insegnamenti a chiunque. Va detto che il dramma di dover affrontare una malattia improvvisa è un’esperienza profondamente destabilizzante che può colpire ogni aspetto della vita di una persona. In un istante, la prospettiva del futuro può trasformarsi, dando vita a una serie di emozioni intense e spesso contrastanti. Bisogna fare i conti con il senso di shock e di incredulità di fronte alla notizia. La malattia improvvisa si abbatte come un fulmine a ciel sereno, sconvolgendo la routine quotidiana e mettendo in discussione le sicurezze precedentemente acquisite. La paura dell’ignoto diventa un compagno costante, alimentato dalla consapevolezza che la vita, in un attimo, può prendere una piega imprevista. La malattia, ahimè, non colpisce solo il corpo, ma anche la mente e lo spirito. La lotta contro il dolore fisico si accompagna spesso a una battaglia emotiva, con alti e bassi che possono sfidare la forza interiore. Frustrazione e rabbia possono emergere, insieme alla tristezza per la perdita di una salute che prima si dava per scontata. L’improvvisa malattia, purtroppo, non colpisce mai solo il paziente, ma anche tutti coloro che ha intorno. La famiglia e gli amici possono trovarsi impreparati e costretti a fare i conti con la vulnerabilità della vita. L’empatia e il sostegno diventano fondamentali, ma allo stesso tempo possono emergere tensioni e preoccupazioni legate al futuro.
La ricerca di risposte diventa una parte essenziale del percorso. I medici sono guide preziose in un viaggio incerto… il percorso terapeutico può essere lungo e faticoso. Nel mezzo di questa tempesta emotiva, emergono spesso storie di resilienza straordinaria. Le persone ammalate improvvisamente si ritrovano a riscrivere il significato di forza interiore e coraggio, come è successo proprio a Luisa Belletti. La scrittrice, dovendo fare i conti con la malattia, ha trovato risorse nascoste, connessioni più profonde con gli altri e una rinnovata consapevolezza della fragilità dell’esistenza. Il dolore l’ha portata ad una riflessione più profonda sul proprio essere.
‘Giù dai tacchi’ di Luisa Belletti – Notizie.com
In quei frangenti, le priorità cambiano, e si apprezza la bellezza dei momenti quotidiani. Il dramma di affrontare una malattia improvvisa può, in ultima analisi, rivelarsi una lezione di vita, insegnando la gratitudine per la salute e la forza di fronte alle avversità. All’inizio del libro, l’autrice augura a chiunque di trovare in quelle pagine conforto, motivazione, fiducia e speranza, insieme alla certezza che nessuno è mai completamente solo. Un meraviglioso viaggio che guida al desiderio di bene, che allarga lo sguardo del cuore alle persone che incontriamo permettendoci di sentirne veramente l’essenza. La trama della storia narrata pare colmarsi di significati e di profondità: essere e apparire, pubblico e privato, verità e menzogna, immoralità e coscienza, egocentrismo e senso famigliare, opportunismo e senso dell’amicizia, amore e indifferenza.
L’autrice porta il lettore a riflettere sul proprio ‘io’. Insegna a pesare le cose importanti, a rivedere sotto un altro punto di vista la quotidianità nella sua unicità. Le sue parole possono spostare il cuore e la mente dei lettori, stimolare riflessioni profonde e promuovere la comprensione tra le persone. Il suo lascito letterario diventa una testimonianza indelebile del talento e della capacità di connettersi con l’umanità. La Belletti non ha dimostrato di essere solo una brava scrittrice ma ha meritato di essere considerata un’osservatrice appassionata del mondo e una narratrice abile che ha saputo donare vita alle parole. La sua eredità si perpetua attraverso le generazioni, ispirando nuovi scrittori a coltivare il dono della scrittura con passione e dedizione.
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“Sei giovane, sei bella, la vita ti sorride. Hai piani e progetti per il futuro, hai incontrato l’amore. Tutto sembra perfetto. Insomma, un’esistenza “sui tacchi a spillo”. Poi arriva lei, la malattia, il mostro malefico che ti butta “giù dai tacchi”. E inizia il calvario. Ma stavolta il “mostro” ha fatto male i conti, ha incontrato una tipa tosta, ben decisa a non arrendersi, a non lasciare nulla di intentato. Luisa, nella sua quotidiana lotta, conta due preziosi alleati: il suo amore Riccardo e la cavalla Ciccina. E proprio il rapporto straordinario che instaura con l’animale rappresenta una delle chiavi di volta della sua nuova vita. Un’esperienza incredibile che Luisa e la sua associazione hanno voluto proporre anche agli altri, a chi vive periodi di disagio e di malattia”. Queste le parole con cui viene presentato ufficialmente “Giù dai tacchi” scritto da Luisa Belletti per la casa editrice Bertoni e pubblicato il 28 giugno 2022.
‘Giù dai tacchi’ di Luisa Belletti – Notizie.com
146 pagine egregiamente scritte che accompagnano il lettore, una dopo l’altra, in un viaggio straordinario. L’affascinante vicenda genera un legame speciale tra i lettori e la scrittrice, che inevitabilmente, a sua insaputa diviene un nuovo membro di ogni famiglia. Luisa dona al pubblico una storia di ordinaria straordinarietà che si legge velocemente e con coinvolgimento, perlomeno per me è stato così: avevo voglia di scoprire nel dettaglio ogni ‘sfumatura’ dell’abile penna della Belletti. L’autrice, cresciuta a Longiano, un paese sulle colline alle spalle della riviera romagnola, grazie alla sua famiglia, ha potuto trascorrere l’infanzia a stretto contatto con la natura, accompagnata quotidianamente dalla presenza calda e rassicurante dei vari animali. Appassionata di arte e discipline umanistiche, negli anni ha avuto modo di approfondire costantemente i suoi studi sul piano olistico e spirituale, rafforzata in questo percorso da una forte esperienza personale. Da sempre impegnata in attività di volontariato unisce il suo amore per i cavalli al desiderio di aiutare il prossimo, sviluppando una propria filosofia e un particolare approccio, apprezzato da diverse realtà italiane del settore. Questo suo progetto editoriale, firmato Bertoni Editore, è una “esplosione” di emozioni.
‘Giù dai tacchi’ di Luisa Belletti – Notizie.com
Ogni singolo capitolo nutre mente e cuore, donando preziosi insegnamenti a chiunque. Va detto che il dramma di dover affrontare una malattia improvvisa è un’esperienza profondamente destabilizzante che può colpire ogni aspetto della vita di una persona. In un istante, la prospettiva del futuro può trasformarsi, dando vita a una serie di emozioni intense e spesso contrastanti. Bisogna fare i conti con il senso di shock e di incredulità di fronte alla notizia. La malattia improvvisa si abbatte come un fulmine a ciel sereno, sconvolgendo la routine quotidiana e mettendo in discussione le sicurezze precedentemente acquisite. La paura dell’ignoto diventa un compagno costante, alimentato dalla consapevolezza che la vita, in un attimo, può prendere una piega imprevista. La malattia, ahimè, non colpisce solo il corpo, ma anche la mente e lo spirito. La lotta contro il dolore fisico si accompagna spesso a una battaglia emotiva, con alti e bassi che possono sfidare la forza interiore. Frustrazione e rabbia possono emergere, insieme alla tristezza per la perdita di una salute che prima si dava per scontata. L’improvvisa malattia, purtroppo, non colpisce mai solo il paziente, ma anche tutti coloro che ha intorno. La famiglia e gli amici possono trovarsi impreparati e costretti a fare i conti con la vulnerabilità della vita. L’empatia e il sostegno diventano fondamentali, ma allo stesso tempo possono emergere tensioni e preoccupazioni legate al futuro.
La ricerca di risposte diventa una parte essenziale del percorso. I medici sono guide preziose in un viaggio incerto… il percorso terapeutico può essere lungo e faticoso. Nel mezzo di questa tempesta emotiva, emergono spesso storie di resilienza straordinaria. Le persone ammalate improvvisamente si ritrovano a riscrivere il significato di forza interiore e coraggio, come è successo proprio a Luisa Belletti. La scrittrice, dovendo fare i conti con la malattia, ha trovato risorse nascoste, connessioni più profonde con gli altri e una rinnovata consapevolezza della fragilità dell’esistenza. Il dolore l’ha portata ad una riflessione più profonda sul proprio essere.
‘Giù dai tacchi’ di Luisa Belletti – Notizie.com
In quei frangenti, le priorità cambiano, e si apprezza la bellezza dei momenti quotidiani. Il dramma di affrontare una malattia improvvisa può, in ultima analisi, rivelarsi una lezione di vita, insegnando la gratitudine per la salute e la forza di fronte alle avversità. All’inizio del libro, l’autrice augura a chiunque di trovare in quelle pagine conforto, motivazione, fiducia e speranza, insieme alla certezza che nessuno è mai completamente solo. Un meraviglioso viaggio che guida al desiderio di bene, che allarga lo sguardo del cuore alle persone che incontriamo permettendoci di sentirne veramente l’essenza. La trama della storia narrata pare colmarsi di significati e di profondità: essere e apparire, pubblico e privato, verità e menzogna, immoralità e coscienza, egocentrismo e senso famigliare, opportunismo e senso dell’amicizia, amore e indifferenza.
L’autrice porta il lettore a riflettere sul proprio ‘io’. Insegna a pesare le cose importanti, a rivedere sotto un altro punto di vista la quotidianità nella sua unicità. Le sue parole possono spostare il cuore e la mente dei lettori, stimolare riflessioni profonde e promuovere la comprensione tra le persone. Il suo lascito letterario diventa una testimonianza indelebile del talento e della capacità di connettersi con l’umanità. La Belletti non ha dimostrato di essere solo una brava scrittrice ma ha meritato di essere considerata un’osservatrice appassionata del mondo e una narratrice abile che ha saputo donare vita alle parole. La sua eredità si perpetua attraverso le generazioni, ispirando nuovi scrittori a coltivare il dono della scrittura con passione e dedizione.
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“Lautaro Martinez mi ricorda Batistuta”: il paragone dell’ex attaccante divide
“Seguo il capitano dell’Inter da quando era al Racing Club, è un calciatore incredibile”, ha detto a Notizie.com. Poi su Pioli: “Ha dimostrato di essere un grande allenatore, merita fiducia”
Guida la classifica marcatori dell’attuale Serie A, 12 gol in 14 partite. Trascina leader essendone diventato capitano e leader assoluto. Se lo gode Simone Inzaghi, uno come Lautaro Martinez. Non si limita a segnare: si sacrifica, apre gli spazi ai compagni, si spreme per il collettivo più che nella ricerca per le soddisfazioni personali.
La foto di Gabriel Omar Batistuta e Lautaro Martinez (Ansa Foto) – Notizie.com
“Di tutto il campionato, dovessi scegliere un partner in attacco, prenderei sicuramente Lautaro”: parole di Mattia Graffiedi, ex attaccante di Cesena e Milan (tra le tante), in esclusiva a Notizie.com. “Sono milanista, però lo devo ammettere: è un calciatore incredibile. Lo seguivo già in Argentina ai tempi del Racing Club, è un grande giocatore e non solo per le qualità tecniche. Mi ricordava Batistuta. In campo fa veramente la differenza. Io in attacco con lui? Magari ci avessi giocato. Nella mia carriera sono sempre stato quello a muoversi di più davanti, giocavo con Bucchi, Riganò, tanti altri centravanti puri. Io correvo e loro segnavano. Chi gioca con Lautaro riceve una grossa mano anche da questo punto di vista”.
Graffiedi difende Pioli: “Ha dimostrato già di essere un top, merita più fiducia”
Mattia Graffiedi ha parlato a Notizie.com (Ansa Foto) – Notizie.com
Graffiedi, ora allenatore, ha difeso poi Stefano Pioli, criticatissimo in questo inizio di stagione: “L’allenatore forte si vede nei momenti di difficoltà. In alcune squadre, quando le cose vanno bene, le cose viaggiano da sole. A meno che uno non provi a inventarsi qualcosa di particolare… Vedi Garcia al Napoli, avrebbe potuto sfruttare di più l’eredità lasciata da Spalletti. Io sono un estimatore di Pioli, sono sicuro che uscirà dal momento di difficoltà, è competente e anche una grandissima persona“.
Stefano Pioli è stato difeso da Mattia Graffiedi: “Lui è un top e una grandissima persona” (Ansa Foto) – Notizie.com
Il tecnico rossonero è stato messo in discussione più volte: “Ha avuto tanti infortuni che hanno condizionato, lui ha già dimostrato di essere un allenatore di livello”, ha concluso Graffiedi. “L’anno scorso gli davano del matto perché aveva cambiato modulo, quest’anno ha giocato una partita con 2 punte e doveva essere già esonerato. Rimetterà a posto la situazione. Senza 3-4 giocatori, è chiaro, il Milan non è però la squadra che può competere per altissimi livelli”.
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http://dlvr.it/SzrL3K
Guida la classifica marcatori dell’attuale Serie A, 12 gol in 14 partite. Trascina leader essendone diventato capitano e leader assoluto. Se lo gode Simone Inzaghi, uno come Lautaro Martinez. Non si limita a segnare: si sacrifica, apre gli spazi ai compagni, si spreme per il collettivo più che nella ricerca per le soddisfazioni personali.
La foto di Gabriel Omar Batistuta e Lautaro Martinez (Ansa Foto) – Notizie.com
“Di tutto il campionato, dovessi scegliere un partner in attacco, prenderei sicuramente Lautaro”: parole di Mattia Graffiedi, ex attaccante di Cesena e Milan (tra le tante), in esclusiva a Notizie.com. “Sono milanista, però lo devo ammettere: è un calciatore incredibile. Lo seguivo già in Argentina ai tempi del Racing Club, è un grande giocatore e non solo per le qualità tecniche. Mi ricordava Batistuta. In campo fa veramente la differenza. Io in attacco con lui? Magari ci avessi giocato. Nella mia carriera sono sempre stato quello a muoversi di più davanti, giocavo con Bucchi, Riganò, tanti altri centravanti puri. Io correvo e loro segnavano. Chi gioca con Lautaro riceve una grossa mano anche da questo punto di vista”.
Graffiedi difende Pioli: “Ha dimostrato già di essere un top, merita più fiducia”
Mattia Graffiedi ha parlato a Notizie.com (Ansa Foto) – Notizie.com
Graffiedi, ora allenatore, ha difeso poi Stefano Pioli, criticatissimo in questo inizio di stagione: “L’allenatore forte si vede nei momenti di difficoltà. In alcune squadre, quando le cose vanno bene, le cose viaggiano da sole. A meno che uno non provi a inventarsi qualcosa di particolare… Vedi Garcia al Napoli, avrebbe potuto sfruttare di più l’eredità lasciata da Spalletti. Io sono un estimatore di Pioli, sono sicuro che uscirà dal momento di difficoltà, è competente e anche una grandissima persona“.
Stefano Pioli è stato difeso da Mattia Graffiedi: “Lui è un top e una grandissima persona” (Ansa Foto) – Notizie.com
Il tecnico rossonero è stato messo in discussione più volte: “Ha avuto tanti infortuni che hanno condizionato, lui ha già dimostrato di essere un allenatore di livello”, ha concluso Graffiedi. “L’anno scorso gli davano del matto perché aveva cambiato modulo, quest’anno ha giocato una partita con 2 punte e doveva essere già esonerato. Rimetterà a posto la situazione. Senza 3-4 giocatori, è chiaro, il Milan non è però la squadra che può competere per altissimi livelli”.
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“Io coltivo”: flash mob per la coltivazione domestica della cannabis
L’associazione “Meglio Legale”, ha realizzato una manifestazione davanti a Montecitorio, nonostante l’esplicito divieto della Questura di Roma
Piazza Montecitorio. Questa mattina Flash Mob “Io coltivo”, organizzato dall’associazione Meglio Legale per il lancio di una Proposta di Legge d’iniziativa popolare per la coltivazione domestica della cannabis, proprio come sta avvenendo in questi giorni in Germania. La manifestazione serve a lanciare la raccolta firme. L’obiettivo è quello di raccogliere 50.000 sottoscrizioni così come previsto dalla legge.
Il flash mob organizzato davanti a Montecitorio – Notizie.com
La manifestazione si è svolta nonostante la Questura di Roma abbia notificato ad Antonella Soldo, che l’ha organizzata, un esplicito divieto: “un divieto incomprensibile” per i sostenitori che hanno deciso di presentarsi ugualmente nonostante la disobbedienza alla disposizione del questore potrebbe rientrare nell’articolo 650 del codice penale e nell’articolo 18 del TULPS (con pena il carcere fino a 6 mesi o un’ammenda fino a 413 euro).
Ma perché questa proposta di legge di iniziativa popolare? Quali sono le motivazioni che hanno spinto organizzatori e politici ad essere in piazza oggi? Ecco le dichiarazioni dei protagonisti…
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http://dlvr.it/SzrKkH
Piazza Montecitorio. Questa mattina Flash Mob “Io coltivo”, organizzato dall’associazione Meglio Legale per il lancio di una Proposta di Legge d’iniziativa popolare per la coltivazione domestica della cannabis, proprio come sta avvenendo in questi giorni in Germania. La manifestazione serve a lanciare la raccolta firme. L’obiettivo è quello di raccogliere 50.000 sottoscrizioni così come previsto dalla legge.
Il flash mob organizzato davanti a Montecitorio – Notizie.com
La manifestazione si è svolta nonostante la Questura di Roma abbia notificato ad Antonella Soldo, che l’ha organizzata, un esplicito divieto: “un divieto incomprensibile” per i sostenitori che hanno deciso di presentarsi ugualmente nonostante la disobbedienza alla disposizione del questore potrebbe rientrare nell’articolo 650 del codice penale e nell’articolo 18 del TULPS (con pena il carcere fino a 6 mesi o un’ammenda fino a 413 euro).
Ma perché questa proposta di legge di iniziativa popolare? Quali sono le motivazioni che hanno spinto organizzatori e politici ad essere in piazza oggi? Ecco le dichiarazioni dei protagonisti…
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Il direttore Leijtens a Meloni: “Su accordo con Albania nessun aiuto…”
Il numero uno di Frontex, l’Agenzia europea di guardia costiera e frontiera, non può collaborare con l’Italia sui rimpatri con i vicini albanesi
Frontex alza le mani anzi, se ne guarda bene d’intervenire sul famoso accordo tra Italia e Albania sulla migrazione. E annuncia che non potrà dare il suo supporto al governo italiano sulle operazioni di rimpatrio dei migranti “irregolari” che verranno portati nei centri sulla costa albanese. A dirlo è il numero uno dell’Agenzia europea Hans Leijtes che si occupa dei rimpatri e di operare sulle frontiere e sulle coste dei paesi extra–Ue: “Anche se siamo attivi in Albania, non potremo aiutare l’Italia con i rimpatri da lì perché non ci è consentito farlo da Paesi extra-Ue“.
Ursula von Der Leyen con alle sue spalle il numero uno di Frontex Hans Leijtens (Ansa Notizie.com)
Una doccia fredda per il Belpaese e per l’accordo che Meloni e Rama, il primo ministro albanese, hanno trovato non meno di due mesi fa circa e lo dice al quotidiano la Stampa. Hans Leijtens sarà a Roma per un’audizione in Parlamento e probabilmente spiegherà questa situazione al governo, Di sicuro un problema in più, da non sottovalutare. Il problema non è di poco conto ed è esclusivamente legislativo, anche perché chi ottiene il diritto d’asilo nei centri “italiani” sul territorio albanese, secondo quanto si apprende dalla Ue, “rischia di essere escluso dal meccanismo europeo di ridistribuzione che verrà introdotto con il nuovo Patto migrazione e asilo”.
“Frontex continuerà a fare del suo meglio”
La firma tra Italia e Albania con Rama e Meloni per il patto sull’immigrazione (Ansa Notizie.com)
Per l’Italia e per la Meloni, ma anche per Rama l’intesa siglata potrebbe non essere agevolata anzi contrastata ancora di più. L’ex generale olandese Leijtens, ora a capo di Frontex, dove si è insediato il 1° marzo di quest’anno, proprio tre giorni dopo il naufragio di Cutro che costò la vita ad almeno 94 migranti. L’inchiesta su quella tragedia è ancora in corso, ma il numero uno di Frontex, nonostante non fosse ancora entrato, sottolinea che l’Agenzia non commise alcun errore: “La tragedia che si è verificata è profondamente spiacevole e ogni singola vita persa è un doloroso promemoria della dura realtà in mare. Tuttavia, alla luce di quanto sapevamo in quel momento, le nostre azioni sono state corrette e conformi a tutti i protocolli”.
Hans Leijtens, inoltre, garantisce che “Frontex continuerà a fare del suo meglio per comprendere e rispondere alle situazioni nel miglior modo possibile, e a lavorare instancabilmente per salvare vite umane“. E ci mancherebbe, visto che è il suo lavoro e obiettivo principale.
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http://dlvr.it/Szp7CR
Frontex alza le mani anzi, se ne guarda bene d’intervenire sul famoso accordo tra Italia e Albania sulla migrazione. E annuncia che non potrà dare il suo supporto al governo italiano sulle operazioni di rimpatrio dei migranti “irregolari” che verranno portati nei centri sulla costa albanese. A dirlo è il numero uno dell’Agenzia europea Hans Leijtes che si occupa dei rimpatri e di operare sulle frontiere e sulle coste dei paesi extra–Ue: “Anche se siamo attivi in Albania, non potremo aiutare l’Italia con i rimpatri da lì perché non ci è consentito farlo da Paesi extra-Ue“.
Ursula von Der Leyen con alle sue spalle il numero uno di Frontex Hans Leijtens (Ansa Notizie.com)
Una doccia fredda per il Belpaese e per l’accordo che Meloni e Rama, il primo ministro albanese, hanno trovato non meno di due mesi fa circa e lo dice al quotidiano la Stampa. Hans Leijtens sarà a Roma per un’audizione in Parlamento e probabilmente spiegherà questa situazione al governo, Di sicuro un problema in più, da non sottovalutare. Il problema non è di poco conto ed è esclusivamente legislativo, anche perché chi ottiene il diritto d’asilo nei centri “italiani” sul territorio albanese, secondo quanto si apprende dalla Ue, “rischia di essere escluso dal meccanismo europeo di ridistribuzione che verrà introdotto con il nuovo Patto migrazione e asilo”.
“Frontex continuerà a fare del suo meglio”
La firma tra Italia e Albania con Rama e Meloni per il patto sull’immigrazione (Ansa Notizie.com)
Per l’Italia e per la Meloni, ma anche per Rama l’intesa siglata potrebbe non essere agevolata anzi contrastata ancora di più. L’ex generale olandese Leijtens, ora a capo di Frontex, dove si è insediato il 1° marzo di quest’anno, proprio tre giorni dopo il naufragio di Cutro che costò la vita ad almeno 94 migranti. L’inchiesta su quella tragedia è ancora in corso, ma il numero uno di Frontex, nonostante non fosse ancora entrato, sottolinea che l’Agenzia non commise alcun errore: “La tragedia che si è verificata è profondamente spiacevole e ogni singola vita persa è un doloroso promemoria della dura realtà in mare. Tuttavia, alla luce di quanto sapevamo in quel momento, le nostre azioni sono state corrette e conformi a tutti i protocolli”.
Hans Leijtens, inoltre, garantisce che “Frontex continuerà a fare del suo meglio per comprendere e rispondere alle situazioni nel miglior modo possibile, e a lavorare instancabilmente per salvare vite umane“. E ci mancherebbe, visto che è il suo lavoro e obiettivo principale.
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