Tranquilli: erano gli infiltrati.
Repubblica pubblica alcuni messaggi provenienti da una chat interna legata a Futuro Nazionale, il movimento del generale Roberto Vannacci.
Dentro, secondo quanto riportato dal giornale, ci sarebbe un po’ di tutto.
Insulti agli ebrei.
Gente che invoca lo sterminio degli arabi.
Nostalgici del Terzo Reich.
Elogi a Hitler.
Discorsi sulle “azioni di forza”.
E poi gli immancabili messaggi di fedeltà:
“Agli ordini del generale”.
Una roba talmente sopra le righe che verrebbe spontaneo pensare a una caricatura della sinistra sui vannacciani.
E infatti arriva la spiegazione.
Erano infiltrati.
Perfetto.
Prendiamola per buona.
Quindi qualcuno sarebbe riuscito a entrare in una chat frequentata da centinaia di persone dell’ambiente di Futuro Nazionale, mettersi a inneggiare a Hitler, insultare gli ebrei e parlare di stermini senza che apparentemente scattasse immediatamente un:
“Scusate, ma chi è questo nazista?”
Anzi.
Bisogna aspettare Repubblica per scoprire che nella chat ci sono gli infiltrati.
Curioso.
Perché se entro nella chat del circolo bocciofilo e comincio a spiegare che bisogna restaurare il Terzo Reich, probabilmente non riesco neanche a finire il messaggio prima che qualcuno mi accompagni virtualmente alla porta.
Qui invece sarebbero tutti agenti provocatori.
A questo punto la domanda diventa interessante.
Quanti infiltrati servono perché un infiltrato smetta di essere un infiltrato e diventi semplicemente parte del gruppo?
Perché delle due l’una.
O quei messaggi rappresentano davvero persone che gravitano attorno a Futuro Nazionale.
Oppure Futuro Nazionale ha un problema di controllo interno talmente grande che centinaia di militanti e dirigenti possono ritrovarsi in mezzo a provocatori neonazisti senza accorgersene.
Non so quale delle due versioni sia più rassicurante.
Forse c’è anche una terza possibilità.
Gli infiltrati erano così bravi che si erano infiltrati pure tra gli infiltrati.
Attendiamo che il generale faccia l’appello.