“Lo studio clinico che viene fatto per validare l’efficacia di un vaccino non ha la numerosità sufficiente per catturare tutta la variabilità genetica della popolazione. Ma ha la numerosità per calcolarne l’effetto protettivo”.
Così, ai nostri microfoni, il virologo e senatore Pd Andrea Crisanti, il giorno dopo che in un tribunale della Gran Bretagna, AstraZeneca ha ammesso che il vaccino anti-Covid, sviluppato con l’Università di Oxford, “in casi molto rari” può causare le trombosi mortali.
Astrazeneca, Crisanti a Notizie.com: “Processo trasparenti, altri vaccini sono stati ritirati e riaggiornati” (Ansa Foto) – notizie.com
La sindrome da trombosi con trombocitopenia causa coaguli di sangue e un basso numero di piastrine nel sangue. AstraZeneca è stata citata in giudizio in una class action. Stando alle accuse, il suo vaccino, Vaxzevria, avrebbe causato decine di morti e lesioni gravi.
Crisanti, in prima linea nella lotta contro il Covid-19 nel pieno dell’emergenza, ritiene che non ci sia nulla di preoccupante. Si tratta infatti del “risultato di un processo trasparente che viene fatto per tutti i vaccini”.
Crisanti in esclusiva: “Non è il primo vaccino che incontra problemi”
Quello sviluppato nei laboratori dell’Università di Oxford e in quelli di AstraZeneca, non è il primo vaccino “che incontra dei problemi. Quello del rotavirus ad esempio, è stato ritirato, poi riaggiornato. Sono cose che avvengono in continuazione per una ragione molto semplice – spiega Crisanti ai nostri microfoni – Lo studio clinico che viene fatto per validare l’efficacia di un vaccino, non ha la numerosità sufficiente per catturare tutta la variabilità genetica di una popolazione. Però ha la numerosità sufficiente per calcolare l’effetto protettivo”.
Il vaccino di Astrazeneca con l’azienda che ha ammesso che era difettoso (Ansa Notizie.com)
Il 15 marzo 2021, quando la pandemia era ancora in corso, l’Aifa decise di sospendere le somministrazioni del vaccino AstraZeneca in Italia in attesa di conoscerne i possibili effetti collaterali sulla coagulazione del sangue. Dopo alcuni giorni, il 19 marzo dello stesso anno, la somministrazione venne ripresa dopo i chiarimenti dell’Agenzia europea per i medicinali che su 20 milioni di vaccinazioni eseguite, riscontrò 25 casi sospetti.
Adesso potrebbero arrivare richieste di risarcimento da parte dei cittadini. Ma come funziona? “Dipende dalle clausole di malleva che gli Stati hanno dato ad AstraZeneca – spiega Crisanti – In genere quando vengono messi in commercio i vaccini per ragioni di sanità pubblica, la responsabilità viene trasferita all’organizzazione che distribuisce i vaccini ed essa non è più in capo alla società produttrice”.
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Covid, Astrazeneca ammette il rischio trombosi, Pregliasco a Notizie.com: “Era un fatto conosciuto”
AstraZeneca ha ammesso per la prima volta che esiste una correlazione tra la trombosi mortale e il suo vaccino anti-Covid.
Il colosso farmaceutico è stato citato in giudizio in una class action. Secondo i querelanti il suo vaccino avrebbe causato decine di morti e lesioni gravi. L’effetto collaterale ammesso nell’ambito di una causa in Gran Bretagna, prende il nome di Thrombosis with Thrombocytopenia Syndrome.
Covid, Astrazeneca ammette il rischio trombosi, Pregliasco a Notizie.com: “Era un fatto conosciuto” (Ansa Foto) – notizie.com
“In casi molto rari”, la sindrome causa coaguli di sangue e un basso numero di piastrine nel sangue. Il vaccino AstraZeneca è stato sviluppato con l’Università di Oxford ed è a vettore virale. Come si legge sul sito dell’Aifa, è stato realizzato usando una versione dell’adenovirus degli scimpanzè, che causa il raffreddore, modificato “per veicolare l’informazione genetica destinata a produrre la proteina Spike del virus SARS-CoV-2″.
Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo, direttore sanitario dell‘IRCCS Ospedale Galeazzi di Milano, quanto dichiarato da AstraZeneca in Tribunale, “era un dato già conosciuto. Le trombosi possono essere acquisite con grande frequenza tramite il Covid-19″.
In esclusiva ai nostri microfoni, il professore spiega che “in particolare i vaccini a vettore virale hanno una probabilità, seppur bassissima, di rischio trombosi. Compare nella scheda tecnica. È un fatto conosciuto”.
Pregliasco in esclusiva: “All’epoca tutti rischiavano la malattia grave”
Tuttavia, nel periodo dell’emergenza del Covid-19, il vaccino di AstraZeneca, il cui nome tecnico è Vaxzevria, è stato necessario. “In quei momenti la sua applicazione evidenziava – ed evidenzia a posteriori – l’opportunità del rischio-beneficio. All’epoca tutti rischiavano la malattia grave”.
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Il colosso farmaceutico è stato citato in giudizio in una class action. Secondo i querelanti il suo vaccino avrebbe causato decine di morti e lesioni gravi. L’effetto collaterale ammesso nell’ambito di una causa in Gran Bretagna, prende il nome di Thrombosis with Thrombocytopenia Syndrome.
Covid, Astrazeneca ammette il rischio trombosi, Pregliasco a Notizie.com: “Era un fatto conosciuto” (Ansa Foto) – notizie.com
“In casi molto rari”, la sindrome causa coaguli di sangue e un basso numero di piastrine nel sangue. Il vaccino AstraZeneca è stato sviluppato con l’Università di Oxford ed è a vettore virale. Come si legge sul sito dell’Aifa, è stato realizzato usando una versione dell’adenovirus degli scimpanzè, che causa il raffreddore, modificato “per veicolare l’informazione genetica destinata a produrre la proteina Spike del virus SARS-CoV-2″.
Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo, direttore sanitario dell‘IRCCS Ospedale Galeazzi di Milano, quanto dichiarato da AstraZeneca in Tribunale, “era un dato già conosciuto. Le trombosi possono essere acquisite con grande frequenza tramite il Covid-19″.
In esclusiva ai nostri microfoni, il professore spiega che “in particolare i vaccini a vettore virale hanno una probabilità, seppur bassissima, di rischio trombosi. Compare nella scheda tecnica. È un fatto conosciuto”.
Pregliasco in esclusiva: “All’epoca tutti rischiavano la malattia grave”
Tuttavia, nel periodo dell’emergenza del Covid-19, il vaccino di AstraZeneca, il cui nome tecnico è Vaxzevria, è stato necessario. “In quei momenti la sua applicazione evidenziava – ed evidenzia a posteriori – l’opportunità del rischio-beneficio. All’epoca tutti rischiavano la malattia grave”.
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Tajani: “Forza Italia leale al premier, ma…”
Antonio Tajani in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ conferma la propria lealtà al premier, ma ribadisce che c’è una differenza. I dettagli.
La campagna elettorale per le Europee è pronta ad entrare nel vivo. Nel centrodestra si apre una sfida nella sfida considerando che tra Lega e Forza Italia c’è in ballo il ruolo di secondo partito nel centrodestra. Inoltre, c’è molta curiosità di capire se la discesa in campo di Giorgia Meloni potrebbe portare le altre due forze a perdere voti.
Tajani conferma la lealtà da parte di Forza Italia al premier – Notizie.com – © Ansa
“Il nostro compito è quello di raccogliere voti fra Meloni e Schlein – ribadisce Antonio Tajani ai microfoni di Forza Italia – noi come partito siamo leali al presidente del Consiglio e al centrodestra, ma ci rivogliamo ad un elettorato completamente differente e questo è un elemento di forza della nostra coalizione“.
Moratti: “Ecco come vogliamo l’Europa”
Moratti correrà alle Europee con Forza Italia – Notizie.com – © Ansa
L’obiettivo da parte di Forza Italia è quindi quello di riuscire a raccogliere voti tra i cosiddetti moderati. Un traguardo non semplice, ma che il partito vuole raggiungere con le proprie idee. E queste sono svelate da Letizia Moratti in un’intervista ai microfoni de Il Sole 24 Ore.
L’ex sindaco di Milano e ministro sottolinea che “le prossime elezioni sono fondamentali per il futuro comune e per arrivare ad una svolta serve un’Europa unita, forte, meno ideologica e più attenta alla crescita. E in questo caso il Partito Popolare europeo rappresenta un argentine verso sovranisti e socialisti“.
Urbani conferma: “Forza Italia può arrivare al 10%”
Urbani sorpreso dal percorso di Forza Italia – Notizie.com – © Ansa
Prossime elezioni europee che potrebbero portare Forza Italia in doppia cifra. Pensiero condiviso anche dall’ex ministro Urbani e fondatore del partito di Silvio Berlusconi. Il professore in un’intervista a Il Tempo svela di essere sorpreso dalla sopravvivenza della forza politica dopo la morte del Cavaliere ed ora il 10% è davvero possibile. Naturalmente il cammino è lungo e i prossimi mesi saranno fondamentali per raggiungere l’obiettivo.
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La campagna elettorale per le Europee è pronta ad entrare nel vivo. Nel centrodestra si apre una sfida nella sfida considerando che tra Lega e Forza Italia c’è in ballo il ruolo di secondo partito nel centrodestra. Inoltre, c’è molta curiosità di capire se la discesa in campo di Giorgia Meloni potrebbe portare le altre due forze a perdere voti.
Tajani conferma la lealtà da parte di Forza Italia al premier – Notizie.com – © Ansa
“Il nostro compito è quello di raccogliere voti fra Meloni e Schlein – ribadisce Antonio Tajani ai microfoni di Forza Italia – noi come partito siamo leali al presidente del Consiglio e al centrodestra, ma ci rivogliamo ad un elettorato completamente differente e questo è un elemento di forza della nostra coalizione“.
Moratti: “Ecco come vogliamo l’Europa”
Moratti correrà alle Europee con Forza Italia – Notizie.com – © Ansa
L’obiettivo da parte di Forza Italia è quindi quello di riuscire a raccogliere voti tra i cosiddetti moderati. Un traguardo non semplice, ma che il partito vuole raggiungere con le proprie idee. E queste sono svelate da Letizia Moratti in un’intervista ai microfoni de Il Sole 24 Ore.
L’ex sindaco di Milano e ministro sottolinea che “le prossime elezioni sono fondamentali per il futuro comune e per arrivare ad una svolta serve un’Europa unita, forte, meno ideologica e più attenta alla crescita. E in questo caso il Partito Popolare europeo rappresenta un argentine verso sovranisti e socialisti“.
Urbani conferma: “Forza Italia può arrivare al 10%”
Urbani sorpreso dal percorso di Forza Italia – Notizie.com – © Ansa
Prossime elezioni europee che potrebbero portare Forza Italia in doppia cifra. Pensiero condiviso anche dall’ex ministro Urbani e fondatore del partito di Silvio Berlusconi. Il professore in un’intervista a Il Tempo svela di essere sorpreso dalla sopravvivenza della forza politica dopo la morte del Cavaliere ed ora il 10% è davvero possibile. Naturalmente il cammino è lungo e i prossimi mesi saranno fondamentali per raggiungere l’obiettivo.
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Europee, Borghi (Lega) a Notizie.com: “Confermo la mia candidatura e sto con Vannacci”
“Confermo la mia candidatura, ho firmato domenica”. Claudio Borghi correrà per le elezioni europee nelle liste della Lega.
Ai microfoni di Notizie.com, il senatore della Lega ha confermato che prenderà parte alla corsa elettorale che porterà alla formazione del nuovo Europarlamento. “Non potevo restare col dubbio di non aver fatto abbastanza”, dichiara. “A seguito di questo clima molto avvelenato, anche dal punto di vista mediatico, di fronte a un momento così importante come le prossime europee, non potevo tirarmi indietro. C’è una parte di persone che segue me specificamente, sentivo il dovere di giocare il tutto per tutto, anche se non è comodo. Non voglio avere rimpianti. In questi quasi dieci anni di politica attiva, ho sperimentato che in certi casi un voto è importantissimo. Ho deciso di dare l’esempio”.
Europee, Borghi (Lega) a Notizie.com: “Confermo la mia candidatura e sto con Vannacci” (Ansa Foto) – notizie.com
Quindi il leader del suo partito, la Lega, ha fatto male a non candidarsi in prima persona?
“No, ha fatto bene. In un sistema con preferenze, il leader di partito distorce il voto di tutti gli altri. Accentra preferenze e consenso, che però non servono per la composizione del nuovo Parlamento. Siccome è ministro, Matteo Salvini non sarebbe andato a Bruxelles. Lo stesso vale per Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Io non sono mai stato d’accordo, anche in passato, con le candidature dei leader”.
Europee, Vannacci a Notizie.com: “Mi candido per le mie figlie. Prima di decidere sono stato contattato da altre frange politiche” (Ansa Foto) – notizie.com
Ha fatto molto discutere la candidatura del generale Roberto Vannacci. Lei però, è uno di quelli che lo appoggiano.
“Non solo mi sono schierato a favore, mi sono aggiunto. Vannacci ha consensi, ha saputo imporsi nel dibattito, tutti parlano di lui. Condivide buona parte dei nostri obiettivi, specialmente nell’ottica europea”.
Qualche suo collega di partito però, ha dichiarato che la Lega e Vannacci non hanno sempre le stesse idee. Ad esempio sui diritti.
“Queste dichiarazioni sono state spesso titoli di giornale. Nessuno rispecchia in toto le idee di qualcuno, ognuno ha le sue. Se qualcuno fino a ieri non si sentiva sufficientemente rappresentato dalla Lega e ora si rappresenta in Vannacci, siamo contenti. Anche io ero un indipendente la prima volta che mi sono candidato con la Lega”.
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Ai microfoni di Notizie.com, il senatore della Lega ha confermato che prenderà parte alla corsa elettorale che porterà alla formazione del nuovo Europarlamento. “Non potevo restare col dubbio di non aver fatto abbastanza”, dichiara. “A seguito di questo clima molto avvelenato, anche dal punto di vista mediatico, di fronte a un momento così importante come le prossime europee, non potevo tirarmi indietro. C’è una parte di persone che segue me specificamente, sentivo il dovere di giocare il tutto per tutto, anche se non è comodo. Non voglio avere rimpianti. In questi quasi dieci anni di politica attiva, ho sperimentato che in certi casi un voto è importantissimo. Ho deciso di dare l’esempio”.
Europee, Borghi (Lega) a Notizie.com: “Confermo la mia candidatura e sto con Vannacci” (Ansa Foto) – notizie.com
Quindi il leader del suo partito, la Lega, ha fatto male a non candidarsi in prima persona?
“No, ha fatto bene. In un sistema con preferenze, il leader di partito distorce il voto di tutti gli altri. Accentra preferenze e consenso, che però non servono per la composizione del nuovo Parlamento. Siccome è ministro, Matteo Salvini non sarebbe andato a Bruxelles. Lo stesso vale per Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Io non sono mai stato d’accordo, anche in passato, con le candidature dei leader”.
Europee, Vannacci a Notizie.com: “Mi candido per le mie figlie. Prima di decidere sono stato contattato da altre frange politiche” (Ansa Foto) – notizie.com
Ha fatto molto discutere la candidatura del generale Roberto Vannacci. Lei però, è uno di quelli che lo appoggiano.
“Non solo mi sono schierato a favore, mi sono aggiunto. Vannacci ha consensi, ha saputo imporsi nel dibattito, tutti parlano di lui. Condivide buona parte dei nostri obiettivi, specialmente nell’ottica europea”.
Qualche suo collega di partito però, ha dichiarato che la Lega e Vannacci non hanno sempre le stesse idee. Ad esempio sui diritti.
“Queste dichiarazioni sono state spesso titoli di giornale. Nessuno rispecchia in toto le idee di qualcuno, ognuno ha le sue. Se qualcuno fino a ieri non si sentiva sufficientemente rappresentato dalla Lega e ora si rappresenta in Vannacci, siamo contenti. Anche io ero un indipendente la prima volta che mi sono candidato con la Lega”.
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Boccia avvisa il governo: “Non lo permetteremo”
Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato, in un’intervista a ‘La Stampa’ ritorna a attaccare duramente il governo. Ecco le sue parole.
L’incontro tra governo e sindacati alla vigilia del Primo Maggio non convince il centrosinistra. Francesco Boccia in un’intervista ai microfoni de La Stampa parla di un modo “per lavarsi la coscienza, visto che durante il resto dell’anno non c’è assolutamente dialogo“.
Francesco Boccia attacca duramente il governo – Notizie.com – © Ansa
Il capogruppo dem al Senato sottolinea come i numeri sul Def il governo li mantiene nascosti perché lo scorso anno le previsioni sono state smentite dai fatti. “Non vogliono dire la verità – sottolinea ancora Boccia – si entra al buio in una fase economia molto difficile visto che il Patto di stabilità è svantaggioso per il nostro Paese“.
“Pronti a fare barricate”
L’esponente dem promette barricate – Notizie.com – © Ansa
Boccia in questa intervista ribadisce che il Pd ha intenzione di fare barricate per non portare il governo a gestire il bilancio di Stato in modo autonomo. Per l’ex ministro l’esecutivo punta ad avere mani libere sulla spesa e dare al ministro dell’Economia il potere decisionale senza passare dal Parlamento.
Un qualcosa che al Partito Democratico non piace e per questo motivo si è al lavoro per evitarla. Boccia annuncia le barricate in Parlamento e magari anche manifestazioni in strada per protestare contro le scelte del governo dal punto di vista economico.
“Stanno nascondendo la verità”
Dure accuse di Boccia a questo governo – abruzzo.cityrumors.it – foto Ansa
L’esponente dem sottolinea anche che il governo si sta nascondendo la verità sulla situazione economica italiana e questo porterà “ad aumento dei tassi per vendere i titoli di Stato. Questo è il primo anno senza il pieno aiuto della Bce e dobbiamo rinnovare 230 milioni di titoli. Prevedo un periodo molto complicato e anche la possibilità di un ritorno al passato sull’accumulo di debito pubblico“.
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L’incontro tra governo e sindacati alla vigilia del Primo Maggio non convince il centrosinistra. Francesco Boccia in un’intervista ai microfoni de La Stampa parla di un modo “per lavarsi la coscienza, visto che durante il resto dell’anno non c’è assolutamente dialogo“.
Francesco Boccia attacca duramente il governo – Notizie.com – © Ansa
Il capogruppo dem al Senato sottolinea come i numeri sul Def il governo li mantiene nascosti perché lo scorso anno le previsioni sono state smentite dai fatti. “Non vogliono dire la verità – sottolinea ancora Boccia – si entra al buio in una fase economia molto difficile visto che il Patto di stabilità è svantaggioso per il nostro Paese“.
“Pronti a fare barricate”
L’esponente dem promette barricate – Notizie.com – © Ansa
Boccia in questa intervista ribadisce che il Pd ha intenzione di fare barricate per non portare il governo a gestire il bilancio di Stato in modo autonomo. Per l’ex ministro l’esecutivo punta ad avere mani libere sulla spesa e dare al ministro dell’Economia il potere decisionale senza passare dal Parlamento.
Un qualcosa che al Partito Democratico non piace e per questo motivo si è al lavoro per evitarla. Boccia annuncia le barricate in Parlamento e magari anche manifestazioni in strada per protestare contro le scelte del governo dal punto di vista economico.
“Stanno nascondendo la verità”
Dure accuse di Boccia a questo governo – abruzzo.cityrumors.it – foto Ansa
L’esponente dem sottolinea anche che il governo si sta nascondendo la verità sulla situazione economica italiana e questo porterà “ad aumento dei tassi per vendere i titoli di Stato. Questo è il primo anno senza il pieno aiuto della Bce e dobbiamo rinnovare 230 milioni di titoli. Prevedo un periodo molto complicato e anche la possibilità di un ritorno al passato sull’accumulo di debito pubblico“.
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Medio Oriente, il generale Camporini: “Ecco cosa dovrebbe fare Israele” [VIDEO]
Il generale Vincenzo Camporini, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare e della Difesa, in esclusiva ai nostri microfoni sulla situazione in Israele.
A margine della presentazione delle liste di Siamo Europei, il partito di Calenda, in vista delle prossime elezioni, il generale Vincenzo Camporini ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni.
Il generale Camporini in esclusiva ai nostri microfoni – Notizie.com – © Ansa
Generale Camporini, Calenda punta molto su di Lei alle Europee. La sua carriera è sotto gli occhi di tutti. Peraltro stiamo vivendo un momento estremamente delicato. Vorrei che mi inquadrasse questa fase politica rispetto a ciò che il mondo attende come decisioni.
“Viviamo una fase complicata dove l’uso della forza militare da ipotesi di scuola è diventata pratica quotidiana. Durante la Guerra Fredda c’era la forza veniva utilizzata solo dal punto di vista politica, ora è reale con tutte le conseguenze del caso. Per evitarle bisogna agire sul piano militare e quello della deterrenza. Se io sono forte è difficile che qualcuno venga ad aggredirmi. Se mostro delle debolezze, allora divento una preda“.
L’interrogativo più grosso in queste ultime ore è quando e come Israele deciderà rispondere all’Iran. Da un punto di vista strategico si è fatta un’idea?
“Dal punto di vista strategico Israele dovrebbe stare completamente fermo. Bisogna vedere se politicamente questo è accettabile da parte di Netanyahu. Io sono abbastanza pessimista da questo punto di vista. Le posizioni assunte da Biden sono un buon deterrente per far sì che questo incidente potrebbe essere finito. Se così non fosse, aspettiamo ulteriori eventi traumatici con conseguenze che non sono prevedibili“.
Camporini: “L’evoluzione di queste ultime settimane poteva essere prevista”
Camporini sulla guerra in Israele – Notizie.com – © Ansa
Chi diplomaticamente potrebbe far capire a Netanyahu che non è il caso di reagire?
“Tutti i Paesi amici di Israele dovrebbero dire a Netanyahu che la posizione di Biden è quella occidentale“.
E’ una fase nuova rispetto ai due dell’attacco all’Ucraina e a quello che è accaduto il 7 ottobre?
“Direi di sì, ma è una evoluzione che si poteva prevedere. Il problema è l’instabilità generalizzata in quell’area con un conflitto che dura da decenni per la supremazia regionale tra Iran e Pasi arabi“.
Intervista a cura della nostra inviata Luigia Luciani
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http://dlvr.it/T5dfmT
A margine della presentazione delle liste di Siamo Europei, il partito di Calenda, in vista delle prossime elezioni, il generale Vincenzo Camporini ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni.
Il generale Camporini in esclusiva ai nostri microfoni – Notizie.com – © Ansa
Generale Camporini, Calenda punta molto su di Lei alle Europee. La sua carriera è sotto gli occhi di tutti. Peraltro stiamo vivendo un momento estremamente delicato. Vorrei che mi inquadrasse questa fase politica rispetto a ciò che il mondo attende come decisioni.
“Viviamo una fase complicata dove l’uso della forza militare da ipotesi di scuola è diventata pratica quotidiana. Durante la Guerra Fredda c’era la forza veniva utilizzata solo dal punto di vista politica, ora è reale con tutte le conseguenze del caso. Per evitarle bisogna agire sul piano militare e quello della deterrenza. Se io sono forte è difficile che qualcuno venga ad aggredirmi. Se mostro delle debolezze, allora divento una preda“.
L’interrogativo più grosso in queste ultime ore è quando e come Israele deciderà rispondere all’Iran. Da un punto di vista strategico si è fatta un’idea?
“Dal punto di vista strategico Israele dovrebbe stare completamente fermo. Bisogna vedere se politicamente questo è accettabile da parte di Netanyahu. Io sono abbastanza pessimista da questo punto di vista. Le posizioni assunte da Biden sono un buon deterrente per far sì che questo incidente potrebbe essere finito. Se così non fosse, aspettiamo ulteriori eventi traumatici con conseguenze che non sono prevedibili“.
Camporini: “L’evoluzione di queste ultime settimane poteva essere prevista”
Camporini sulla guerra in Israele – Notizie.com – © Ansa
Chi diplomaticamente potrebbe far capire a Netanyahu che non è il caso di reagire?
“Tutti i Paesi amici di Israele dovrebbero dire a Netanyahu che la posizione di Biden è quella occidentale“.
E’ una fase nuova rispetto ai due dell’attacco all’Ucraina e a quello che è accaduto il 7 ottobre?
“Direi di sì, ma è una evoluzione che si poteva prevedere. Il problema è l’instabilità generalizzata in quell’area con un conflitto che dura da decenni per la supremazia regionale tra Iran e Pasi arabi“.
Intervista a cura della nostra inviata Luigia Luciani
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L’allarme dell’antiterrorismo: “Le nostre città sono un obiettivo”
Diego Parente, capo dell’antiterrorismo, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ conferma l’allerta per l’Italia e ribadisce la massima attenzione.
L’arresto a Roma di un combattente dell’Isis ha alzato ancora di più il livello di attenzione nel nostro Paese. A confermarlo è il capo dell’antiterrorismo in un’intervista ai microfoni del Corriere della Sera.
L’allarme dell’antiterrorismo sul nostro Paese – Notizie.com – © Ansa
Diego Parente sottolinea che le nostre città sono un obiettivo come gli altri Paesi e per questo motivo dal 7 ottobre l’allerta è massima. Il rischio, stando a quanto riferito dal capo dell’antiterrorismo, riguarda principalmente i possibili rigurgiti antisemiti, ma l’attenzione è rivolta anche a tutti quei giorni che rilanciano testi contro le donne e immaginano sparatorie a scuola. Insomma, una situazione davvero in bilico e che potrebbe degenerare da un momento all’altro.
In Italia massima allerta sul terrorismo
L’attenzione in Italia sul terrorismo resta alta – Notizie.com – © Ansa
Le parole di Parente confermano una certa attenzione in Italia per quanto riguarda il rischio di attentati. Lo scoppio del conflitto in Israele ha portato il nostro Paese ad alzare il livello di allerta. Come? Attraverso una importante e lunga attività di prevenzione per cercare di individuare la possibile presenza di terroristi in Italia.
E’ successo così qualche giorno fa con l’arresto del militante dell’Isis subito dopo il suo arrivo a Fiumicino. L’uomo stava prendendo il treno per Roma ed ora sono in corso tutte le indagini per capire se aveva intenzione di colpire oppure no. Di certo è un episodio che ha fatto alzare ancora l’attenzione.
Il rischio terrorismo in Europa
Le minacce dell’Isis in Europa aumentano – Notizie.com – © Ansa
L’allerta terrorismo è stata alzata in tutta Europa. Le minacce dell’Isis stanno aumentando e per questo motivo i governi non vogliono farsi cogliere impreparati da un possibile attacco. L’attività di prevenzione continuerà senza sosta anche nei prossimi giorni considerando che, almeno fino ad oggi, non si vede assolutamente la luce in fondo al tunnel.
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L’arresto a Roma di un combattente dell’Isis ha alzato ancora di più il livello di attenzione nel nostro Paese. A confermarlo è il capo dell’antiterrorismo in un’intervista ai microfoni del Corriere della Sera.
L’allarme dell’antiterrorismo sul nostro Paese – Notizie.com – © Ansa
Diego Parente sottolinea che le nostre città sono un obiettivo come gli altri Paesi e per questo motivo dal 7 ottobre l’allerta è massima. Il rischio, stando a quanto riferito dal capo dell’antiterrorismo, riguarda principalmente i possibili rigurgiti antisemiti, ma l’attenzione è rivolta anche a tutti quei giorni che rilanciano testi contro le donne e immaginano sparatorie a scuola. Insomma, una situazione davvero in bilico e che potrebbe degenerare da un momento all’altro.
In Italia massima allerta sul terrorismo
L’attenzione in Italia sul terrorismo resta alta – Notizie.com – © Ansa
Le parole di Parente confermano una certa attenzione in Italia per quanto riguarda il rischio di attentati. Lo scoppio del conflitto in Israele ha portato il nostro Paese ad alzare il livello di allerta. Come? Attraverso una importante e lunga attività di prevenzione per cercare di individuare la possibile presenza di terroristi in Italia.
E’ successo così qualche giorno fa con l’arresto del militante dell’Isis subito dopo il suo arrivo a Fiumicino. L’uomo stava prendendo il treno per Roma ed ora sono in corso tutte le indagini per capire se aveva intenzione di colpire oppure no. Di certo è un episodio che ha fatto alzare ancora l’attenzione.
Il rischio terrorismo in Europa
Le minacce dell’Isis in Europa aumentano – Notizie.com – © Ansa
L’allerta terrorismo è stata alzata in tutta Europa. Le minacce dell’Isis stanno aumentando e per questo motivo i governi non vogliono farsi cogliere impreparati da un possibile attacco. L’attività di prevenzione continuerà senza sosta anche nei prossimi giorni considerando che, almeno fino ad oggi, non si vede assolutamente la luce in fondo al tunnel.
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Atenei, sempre più alta la tensione: la proposta della Moratti
Nel corso di una intervista che ha rilasciato al quotidiano “La Stampa” è intervenuta l’esponente di Forza Italia, Letizia Moratti
Una situazione molto complicata quella che si sta vivendo attualmente negli atenei italiani. Lo sa benissimo Letizia Moratti che, nel corso di una intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa“, ha voluto fare il punto della situazione. Nella stessa ci ha tenuto a precisare che bisogna fare molta attenzione nel distinguere su quali siano le proteste pacifiste e le idee antisemite. Allo stesso tempo, però, precisa che è di fondamentale importanza che i luoghi di studio possano restare uno “strumento di pace“.
La candidata alle europee per Forza Italia, Letizia Moratti (Ansa Foto) Cityrumors.it
Lo ha fatto chiaramente capire l’attuale candidata alle europee per il partito Forza Italia. L’ex sindaco della città di Milano si è soffermata a lungo sulle tensioni che si stanno verificando, appunto, nelle università in merito al conflitto in Medio Oriente tra Israele ed Hamas. Queste sono alcune delle sue parole: “In più di una situazione sono venute a mancare sia la tolleranza che il rispetto della persona. Nessuno può permettersi di arrogarsi il diritto di togliere la parola. Soprattutto in un contesto importante come quello delle Università”.
Poi ha continuato dicendo: “Nessuno può modificare il pensiero di chi la vive in maniera diversa”. Sempre nell’intervista afferma di schierarsi dalla parte del ministro dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini. Quest’ultima, in più di una occasione, aveva dichiarato che bisogna assolutamente fermare chi tende a sfondare le vetrate e minaccia con qualsiasi tipo di violenza: la stessa che può essere sia di natura fisica che verbale.
Tensione atenei per conflitto Israele, la Moratti: “Bene posizione rettrice Bicocca”
Per la Moratti non ci sono assolutamente dubbi: le università devono considerarsi assolutamente come dei luoghi di dialogo e dei ponti per tutti. Tanto da precisare che moltissime università italiane, nel corso di questi anni, hanno collaborato con atenei di Paesi in cui determinati regimi sono totalmente lontani dai principi democratici.
La candidata alle europee per Forza Italia, Letizia Moratti (Ansa Foto) Cityrumors.it
In conclusione loda il comportamento della Iannantuoni e rivela: “Io penso che la ricerca scientifica, la cultura e l’arte non abbiano nulla a che vedere con le prese di posizioni tra le due parti in conflitto e che l’università non debba entrare in guerra. La rettrice della Bicocca e presidente della Conferenza dei rettori italiani, Giovanna Iannantuoni, ha fatto molto bene a confermare le collaborazioni sia con le università israeliane che con quelle palestinesi“.
L'articolo Atenei, sempre più alta la tensione: la proposta della Moratti proviene da Notizie.com.
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Una situazione molto complicata quella che si sta vivendo attualmente negli atenei italiani. Lo sa benissimo Letizia Moratti che, nel corso di una intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa“, ha voluto fare il punto della situazione. Nella stessa ci ha tenuto a precisare che bisogna fare molta attenzione nel distinguere su quali siano le proteste pacifiste e le idee antisemite. Allo stesso tempo, però, precisa che è di fondamentale importanza che i luoghi di studio possano restare uno “strumento di pace“.
La candidata alle europee per Forza Italia, Letizia Moratti (Ansa Foto) Cityrumors.it
Lo ha fatto chiaramente capire l’attuale candidata alle europee per il partito Forza Italia. L’ex sindaco della città di Milano si è soffermata a lungo sulle tensioni che si stanno verificando, appunto, nelle università in merito al conflitto in Medio Oriente tra Israele ed Hamas. Queste sono alcune delle sue parole: “In più di una situazione sono venute a mancare sia la tolleranza che il rispetto della persona. Nessuno può permettersi di arrogarsi il diritto di togliere la parola. Soprattutto in un contesto importante come quello delle Università”.
Poi ha continuato dicendo: “Nessuno può modificare il pensiero di chi la vive in maniera diversa”. Sempre nell’intervista afferma di schierarsi dalla parte del ministro dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini. Quest’ultima, in più di una occasione, aveva dichiarato che bisogna assolutamente fermare chi tende a sfondare le vetrate e minaccia con qualsiasi tipo di violenza: la stessa che può essere sia di natura fisica che verbale.
Tensione atenei per conflitto Israele, la Moratti: “Bene posizione rettrice Bicocca”
Per la Moratti non ci sono assolutamente dubbi: le università devono considerarsi assolutamente come dei luoghi di dialogo e dei ponti per tutti. Tanto da precisare che moltissime università italiane, nel corso di questi anni, hanno collaborato con atenei di Paesi in cui determinati regimi sono totalmente lontani dai principi democratici.
La candidata alle europee per Forza Italia, Letizia Moratti (Ansa Foto) Cityrumors.it
In conclusione loda il comportamento della Iannantuoni e rivela: “Io penso che la ricerca scientifica, la cultura e l’arte non abbiano nulla a che vedere con le prese di posizioni tra le due parti in conflitto e che l’università non debba entrare in guerra. La rettrice della Bicocca e presidente della Conferenza dei rettori italiani, Giovanna Iannantuoni, ha fatto molto bene a confermare le collaborazioni sia con le università israeliane che con quelle palestinesi“.
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Def, Conte-Schlein e caso Bari: gli ultimi aggiornamenti da Montecitorio
In diretta da Montecitorio la giornata politica di oggi: caso Bari, premierato, Conte-Schlein, def e le ultime novità, attraverso il racconto dei protagonisti.
Gli aggiornamenti in diretta da Montecitorio – Notizie.com – © Ansa
Interviste e video a cura della nostra inviata Luigia Luciani
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http://dlvr.it/T5JkTc
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Terrorismo, la polizia italiana arresta un esponente dell’Isis
Il suo nome è difficilissimo e lunghissimo, Ilkhomi Sayrakhmonzoda di 32 anni, ed ha la stessa nazionalità degli attentatori di Mosca
Si nascondeva e viaggiava da una parte all’altra dell’Europa. Era latitante da anni come terrorista dell’Isis, ricercato e colpito da un mandato internazionale anche, e forse soprattutto, per aver combattuto in Siria. Ebbene, è arrivato questa mattina 8 aprile in Italia, all’aeroporto di Fiumicino. Ed è stato subito riconosciuto, individuato e fermato. Si tratta di un membro attivo dell’Isis di nazionalità tagika e, quello che colpisce, è la stessa dei quattro arrestati in Russia dopo l’attentato che c’è stato al Crocus di Mosca.
Un gruppo di terroristi dell’Isis (X-Notizie.com)
Aveva diversi documenti e tra le diverse false identità con cui era solito muoversi, ne aveva una dell’Ucraina. Il suo nome è difficilissimo e lungo, ed è Ilkhomi Sayrakhmonzoda, il suo vero nome e la sua vera nazionalità è quella del Tagikistan, ed è stato arrestato in aeroporto a Fiumicino Leonardo Da Vinci direttamente dalla Digos e condotto alla Questura di Roma a San Vitale. Su di lui c’è un mandato di arresto internazionale a fini di estradizione “per essersi arruolato nelle fila dello stato islamico ed essere andato in Siria a combattere nel 2014. Lo stesso risulta essere un membro attivo dell’Isis”.
“Estrema delicatezza sullo scenario internazionale”
L’arresto del terrorista dell’Isis fermato a Fiumicino (Ansa Notizie.com)
L’operazione di che ha portato all’arresto del teminile terrorista tagiko, svolta dalla Digos capitolina insieme al coordinamento della Direzione centrale della polizia di prevenzione e il contributo della polizia di frontiera di Fiumicino, si inquadra – si legge in una nota diffusa dalla Questura di Roma – in un più ampio scenario di attività preventive a largo raggio poste in essere dalla Polizia di Stato e dalla Digos di Roma in particolare, anche in considerazione della estrema delicatezza dell’attuale scenario internazionale.
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http://dlvr.it/T5H3lh
Si nascondeva e viaggiava da una parte all’altra dell’Europa. Era latitante da anni come terrorista dell’Isis, ricercato e colpito da un mandato internazionale anche, e forse soprattutto, per aver combattuto in Siria. Ebbene, è arrivato questa mattina 8 aprile in Italia, all’aeroporto di Fiumicino. Ed è stato subito riconosciuto, individuato e fermato. Si tratta di un membro attivo dell’Isis di nazionalità tagika e, quello che colpisce, è la stessa dei quattro arrestati in Russia dopo l’attentato che c’è stato al Crocus di Mosca.
Un gruppo di terroristi dell’Isis (X-Notizie.com)
Aveva diversi documenti e tra le diverse false identità con cui era solito muoversi, ne aveva una dell’Ucraina. Il suo nome è difficilissimo e lungo, ed è Ilkhomi Sayrakhmonzoda, il suo vero nome e la sua vera nazionalità è quella del Tagikistan, ed è stato arrestato in aeroporto a Fiumicino Leonardo Da Vinci direttamente dalla Digos e condotto alla Questura di Roma a San Vitale. Su di lui c’è un mandato di arresto internazionale a fini di estradizione “per essersi arruolato nelle fila dello stato islamico ed essere andato in Siria a combattere nel 2014. Lo stesso risulta essere un membro attivo dell’Isis”.
“Estrema delicatezza sullo scenario internazionale”
L’arresto del terrorista dell’Isis fermato a Fiumicino (Ansa Notizie.com)
L’operazione di che ha portato all’arresto del teminile terrorista tagiko, svolta dalla Digos capitolina insieme al coordinamento della Direzione centrale della polizia di prevenzione e il contributo della polizia di frontiera di Fiumicino, si inquadra – si legge in una nota diffusa dalla Questura di Roma – in un più ampio scenario di attività preventive a largo raggio poste in essere dalla Polizia di Stato e dalla Digos di Roma in particolare, anche in considerazione della estrema delicatezza dell’attuale scenario internazionale.
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Guerra Israele, pronto attacco a Rafah: Netanyahu svela la data
Guerra Israele, pronto l’attacco in quel di Rafah: il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rivelato anche la data
Continua il conflitto in Israele, oramai arrivato al giorno numero 186. Le operazioni militari da parte dell’esercito non tendono assolutamente a finite. Non solo: l’operazione in quel di Rafah andrà avanti senza sosta. Non è affatto un mistero che la città, situata a Sud della Striscia di Gaza, sia entrata nel mirino dello Stato Ebraico. Le novità non sono affatto finite qui visto che, tramite un filmato, il premier del Paese Benjamin Netanyahu ha rivelato anche la data del possibile attacco dei militari israeliani.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu (Ansa Foto) Notizie.com
Allo stesso tempo ha precisato che non ci può assolutamente essere una vittoria su Hamas senza che si effettui questo tipo di operazione nella città meridionale. Queste sono state le parole di Netanyahu nel video: “Stiamo lavorando costantemente per raggiungere i nostri obiettivi prefissati. In primis per il rilascio di tutti i nostri ostaggi e la vittoria completa nel territorio di Hamas. Questo tipo di vittoria richiede l’ingresso a Rafah ed anche l’eliminazione dei battaglioni terroristici presenti”.
In ogni modo lo stesso premier israeliano ha confermato di aver ricevuto importanti aggiornamenti in merito al negoziato al Cairo. Il consiglio si svolgerà verso le ore 19. Una riunione che, a quanto pare, è stata anticipata in merito alle trattative sugli ostaggi.
Guerra Israele, pronto attacco a Rafah: Netanyahu afferma che c’è una data
Nella giornata di ieri il ministro della Difesa Yoay Gallant aveva annunciato che le truppe israeliane si erano ritirare dal sud di Gaza in merito ad una possibile operazione nella città di Rafah. Nel frattempo Israele ha ritirato tutte le truppe di terra dal sud di Gaza, tranne la Brigata Nahal, che rimane nel centro della Striscia.
Guerra Israele (Ansa Foto) Notizie.com
Il Capo di stato maggiore dell’Idf Herzi Halevi ha dichiarato in una conferenza stampa che l’operazione militare contro Hamas è lontana dall’essere conclusa. Nel frattempo il ministro per la Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir ha dichiarato che se Netanyahu non dovesse raggiungere i propri obiettivi nella guerra contro Hamas e, di conseguenza, senza portare avanti l’operazione militare rischierebbe seriamente di perdere l’incarico.
Netanyahu confirms Israel will move forward with the Rafah ‘operation’ or land grab after withdrawal from Khan Younis. The move comes after pressure from Ben Givir and other ‘pro-settler’ parties as part of his government coalition threatened to begin the process of removing him… pic.twitter.com/Iva1kRRt51
— Deep Barot (@deepbarot) April 9, 2024
Queste sono state alcune delle sue parole con un tweet: “Se il primo ministro decidesse di porre fine alla guerra senza un attacco esteso a Rafah per sconfiggere Hamas, non avrà il mandato per continuare a servire come primo ministro”.
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Continua il conflitto in Israele, oramai arrivato al giorno numero 186. Le operazioni militari da parte dell’esercito non tendono assolutamente a finite. Non solo: l’operazione in quel di Rafah andrà avanti senza sosta. Non è affatto un mistero che la città, situata a Sud della Striscia di Gaza, sia entrata nel mirino dello Stato Ebraico. Le novità non sono affatto finite qui visto che, tramite un filmato, il premier del Paese Benjamin Netanyahu ha rivelato anche la data del possibile attacco dei militari israeliani.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu (Ansa Foto) Notizie.com
Allo stesso tempo ha precisato che non ci può assolutamente essere una vittoria su Hamas senza che si effettui questo tipo di operazione nella città meridionale. Queste sono state le parole di Netanyahu nel video: “Stiamo lavorando costantemente per raggiungere i nostri obiettivi prefissati. In primis per il rilascio di tutti i nostri ostaggi e la vittoria completa nel territorio di Hamas. Questo tipo di vittoria richiede l’ingresso a Rafah ed anche l’eliminazione dei battaglioni terroristici presenti”.
In ogni modo lo stesso premier israeliano ha confermato di aver ricevuto importanti aggiornamenti in merito al negoziato al Cairo. Il consiglio si svolgerà verso le ore 19. Una riunione che, a quanto pare, è stata anticipata in merito alle trattative sugli ostaggi.
Guerra Israele, pronto attacco a Rafah: Netanyahu afferma che c’è una data
Nella giornata di ieri il ministro della Difesa Yoay Gallant aveva annunciato che le truppe israeliane si erano ritirare dal sud di Gaza in merito ad una possibile operazione nella città di Rafah. Nel frattempo Israele ha ritirato tutte le truppe di terra dal sud di Gaza, tranne la Brigata Nahal, che rimane nel centro della Striscia.
Guerra Israele (Ansa Foto) Notizie.com
Il Capo di stato maggiore dell’Idf Herzi Halevi ha dichiarato in una conferenza stampa che l’operazione militare contro Hamas è lontana dall’essere conclusa. Nel frattempo il ministro per la Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir ha dichiarato che se Netanyahu non dovesse raggiungere i propri obiettivi nella guerra contro Hamas e, di conseguenza, senza portare avanti l’operazione militare rischierebbe seriamente di perdere l’incarico.
Netanyahu confirms Israel will move forward with the Rafah ‘operation’ or land grab after withdrawal from Khan Younis. The move comes after pressure from Ben Givir and other ‘pro-settler’ parties as part of his government coalition threatened to begin the process of removing him… pic.twitter.com/Iva1kRRt51
— Deep Barot (@deepbarot) April 9, 2024
Queste sono state alcune delle sue parole con un tweet: “Se il primo ministro decidesse di porre fine alla guerra senza un attacco esteso a Rafah per sconfiggere Hamas, non avrà il mandato per continuare a servire come primo ministro”.
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Filma gonna di una liceale sulle scale mobili: arrestato poliziotto
Mentre una ragazza salive sulle scale mobili, un poliziotto ha deciso di registrare un filmato intimo inquadrando sotto la sua gonna
I poliziotti hanno il compito di rappresentare la legge, difendendone i valori e garantendone l’applicazione. Un lavoro arduo, duro, ma necessario per la tutela del singolo cittadino e di tutta la società. Un mestiere che, oltre al regolare svolgimento della propria mansione, prevede anche che chi lo svolge si presenti come esempio per gli altri. La polizia ha il dovere di mettersi in mostra come modello per gli altri, come riferimento da seguire per gli abitanti se voglio comportarsi nel modo corretto e previsto dalle leggi nazionali. Non è quindi permesso compiere un errore – di una certa gravità, ovviamente -, non è concesso lasciarsi andare a comportamenti che coincidano con l’abuso del proprio potere.
Un poliziotto al telefono – Notizie.com
Non sempre però questo è garantito. L’imperfezione dell’essere umano talvolta spinge anche loro a commettere degli sbagli. Quando, però, questi superano dei limiti invalicabili chiudere un occhio non è possibile e punirlo, per l’appunto a norma di legge, è l’unica strada perseguibile. In Italia è una situazione che spesso abbiamo affrontato, ma il nostro non è l’unico Paese in cui l’irrazionalità prende il dominio anche nella testa di chi indossa una divisa. Quanto accaduto lo scorso 14 marzo in Giappone – Nazione nota per la sua dedizione alle regole – è un esempio perfetto di quanto accennato.
La registrazione intima
Ci troviamo a Kyoto, città conosciuta in tutto il mondo per il celebre trattato sull’ambiente. Qui qualche giorno fa una pattuglia è intervenuto per arrestare un proprio collega quarantatreenne. Questo è stato accusato di aver filmato sotto la gonna di una liceale che si trovava sulle scale mobili della stazione Yoshikawa Minami, sulla linea JR Musashino. Mosso da un desiderio sessuale decisamente eccessivo Keita Nonaka, un sergente della stazione di polizia di Kasukabe, ha preso il suo cellulare non appena è passata la ragazza e ha registrato tutto ciò che di più intimo riusciva a intravedere.
Una donna attende il treno alla stazione – Notizie.com
A osservare dall’esterno la spiacevole scena è stato un passante che, resosi conto della gravità del fatto, ha subito chiamato le forze dell’ordine. Immediato è stato il loro intervento. Questi hanno messo le manette ai polsi di Nonaka e l’hanno portato in carcere. A incastrarlo, prima ancora che potesse confermare i suoi crimini – ammessi tutti nell’interrogatorio delle ore seguenti – sono state le prove sul suo smartphone. Visto l’arrivo dei colleghi, lo ha gettato non lontano da dove si trovava. Questo è stato rinvenuto setacciato dalle autorità che hanno trovato così la conferma di quanto denunciato.
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I poliziotti hanno il compito di rappresentare la legge, difendendone i valori e garantendone l’applicazione. Un lavoro arduo, duro, ma necessario per la tutela del singolo cittadino e di tutta la società. Un mestiere che, oltre al regolare svolgimento della propria mansione, prevede anche che chi lo svolge si presenti come esempio per gli altri. La polizia ha il dovere di mettersi in mostra come modello per gli altri, come riferimento da seguire per gli abitanti se voglio comportarsi nel modo corretto e previsto dalle leggi nazionali. Non è quindi permesso compiere un errore – di una certa gravità, ovviamente -, non è concesso lasciarsi andare a comportamenti che coincidano con l’abuso del proprio potere.
Un poliziotto al telefono – Notizie.com
Non sempre però questo è garantito. L’imperfezione dell’essere umano talvolta spinge anche loro a commettere degli sbagli. Quando, però, questi superano dei limiti invalicabili chiudere un occhio non è possibile e punirlo, per l’appunto a norma di legge, è l’unica strada perseguibile. In Italia è una situazione che spesso abbiamo affrontato, ma il nostro non è l’unico Paese in cui l’irrazionalità prende il dominio anche nella testa di chi indossa una divisa. Quanto accaduto lo scorso 14 marzo in Giappone – Nazione nota per la sua dedizione alle regole – è un esempio perfetto di quanto accennato.
La registrazione intima
Ci troviamo a Kyoto, città conosciuta in tutto il mondo per il celebre trattato sull’ambiente. Qui qualche giorno fa una pattuglia è intervenuto per arrestare un proprio collega quarantatreenne. Questo è stato accusato di aver filmato sotto la gonna di una liceale che si trovava sulle scale mobili della stazione Yoshikawa Minami, sulla linea JR Musashino. Mosso da un desiderio sessuale decisamente eccessivo Keita Nonaka, un sergente della stazione di polizia di Kasukabe, ha preso il suo cellulare non appena è passata la ragazza e ha registrato tutto ciò che di più intimo riusciva a intravedere.
Una donna attende il treno alla stazione – Notizie.com
A osservare dall’esterno la spiacevole scena è stato un passante che, resosi conto della gravità del fatto, ha subito chiamato le forze dell’ordine. Immediato è stato il loro intervento. Questi hanno messo le manette ai polsi di Nonaka e l’hanno portato in carcere. A incastrarlo, prima ancora che potesse confermare i suoi crimini – ammessi tutti nell’interrogatorio delle ore seguenti – sono state le prove sul suo smartphone. Visto l’arrivo dei colleghi, lo ha gettato non lontano da dove si trovava. Questo è stato rinvenuto setacciato dalle autorità che hanno trovato così la conferma di quanto denunciato.
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Cane scappa al padrone durante una passeggiata e morde 4 persone
Il padrone perde il controllo del cane che, dopo essere riuscito a fuggire, si fionda sulle persone intorno a lui
Il cane è il migliore amico dell’uomo, un animale fedele, sul quale si può – quasi – sempre contare e che per ogni famiglia diventa un vero e proprio membro. Quasi fosse un parente. Anche questo, però, necessita di controlli accurati, di un’attenzione particolare che sia in linea con le norme di ogni nazione. Il guinzaglio è sempre necessario, la museruola in alcune occasioni, oltre a tutta la prassi burocratica necessaria nel momento in cui si decide di aprirgli le porte della propria casa. Concetti fondamentali per la convivenza in società, ma che purtroppo spesso vengono trascurati e a farne le spese è lo stesso animale e chi ci sta intorno.
Un pitbull bianco e nero – Notizie.com
Non di rado sentiamo casi di cani che aggrediscono persone o altri elementi della propria specie. Fino a quando questi sono randagi l’unico modo in cui evitarlo è avere un alto livello di attenzione e non sempre basta. Se, però, sono appartenenti a un proprietario, la responsabilità è dello stesso che, noncurante, gli ha concesso una libertà eccessiva, oltre la legge. Una situazione analoga a quanto successo di recente in Giappone, quando la polizia si è trovata costretta a intervenire per fermare la furia di un cane fuggito dal controllo della propria padrona.
L’aggressione
L’episodio risale alla scorsa domenica, presso la città di Tochigi. Un uomo stava serenamente passeggiando con il suo cane, quando all’improvviso questo si è innervosito ed è riuscito a liberarsi dalla stretta del guinzaglio. Dopo esser scappato, ha prima morso alla mano sinistra di una ragazza venticinquenne che aveva tentato di bloccarlo per evitare che se la prendesse con il proprio cane. Poi si è fiondato con tutta la sua rabbia contro altri presenti. Oltre alla donna, le altre vittime sono tre uomini, con un’età compresa tra i 35 e i 50 anni, che nulla hanno potuto quando l’animale gli si è lanciato addosso.
Un pitbull al parco – Notizie.com
Fondamentale in questo caso è stato l’intervento delle forze dell’ordine lì vicine. Il fuggitivo è stato immediatamente catturato e solo dopo pochi minuti è arrivato anche il padrone che ha spiegato loro di non essere riuscito a trattenerlo. Nelle prossime ore sarà decretata sia la sorte del cane, sia quella dell’uomo che rischia di essere denunciato dalle persone vittime dell’attacco dell’animale. A quel punto starà al giudice decretare la pena in cui incapperà, qualora dovesse essere costretto a presentarsi davanti al tribunale. Quel che è certo è che la lezione è stata imparata e difficilmente lo rivedremo disattento mentre passeggia con il suo ‘amico’ a quattro zampe.
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Il cane è il migliore amico dell’uomo, un animale fedele, sul quale si può – quasi – sempre contare e che per ogni famiglia diventa un vero e proprio membro. Quasi fosse un parente. Anche questo, però, necessita di controlli accurati, di un’attenzione particolare che sia in linea con le norme di ogni nazione. Il guinzaglio è sempre necessario, la museruola in alcune occasioni, oltre a tutta la prassi burocratica necessaria nel momento in cui si decide di aprirgli le porte della propria casa. Concetti fondamentali per la convivenza in società, ma che purtroppo spesso vengono trascurati e a farne le spese è lo stesso animale e chi ci sta intorno.
Un pitbull bianco e nero – Notizie.com
Non di rado sentiamo casi di cani che aggrediscono persone o altri elementi della propria specie. Fino a quando questi sono randagi l’unico modo in cui evitarlo è avere un alto livello di attenzione e non sempre basta. Se, però, sono appartenenti a un proprietario, la responsabilità è dello stesso che, noncurante, gli ha concesso una libertà eccessiva, oltre la legge. Una situazione analoga a quanto successo di recente in Giappone, quando la polizia si è trovata costretta a intervenire per fermare la furia di un cane fuggito dal controllo della propria padrona.
L’aggressione
L’episodio risale alla scorsa domenica, presso la città di Tochigi. Un uomo stava serenamente passeggiando con il suo cane, quando all’improvviso questo si è innervosito ed è riuscito a liberarsi dalla stretta del guinzaglio. Dopo esser scappato, ha prima morso alla mano sinistra di una ragazza venticinquenne che aveva tentato di bloccarlo per evitare che se la prendesse con il proprio cane. Poi si è fiondato con tutta la sua rabbia contro altri presenti. Oltre alla donna, le altre vittime sono tre uomini, con un’età compresa tra i 35 e i 50 anni, che nulla hanno potuto quando l’animale gli si è lanciato addosso.
Un pitbull al parco – Notizie.com
Fondamentale in questo caso è stato l’intervento delle forze dell’ordine lì vicine. Il fuggitivo è stato immediatamente catturato e solo dopo pochi minuti è arrivato anche il padrone che ha spiegato loro di non essere riuscito a trattenerlo. Nelle prossime ore sarà decretata sia la sorte del cane, sia quella dell’uomo che rischia di essere denunciato dalle persone vittime dell’attacco dell’animale. A quel punto starà al giudice decretare la pena in cui incapperà, qualora dovesse essere costretto a presentarsi davanti al tribunale. Quel che è certo è che la lezione è stata imparata e difficilmente lo rivedremo disattento mentre passeggia con il suo ‘amico’ a quattro zampe.
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Cacicchi e capibastone, l’appello all’intesa di Bonelli (AVS) e Ciani (Pd) – VIDEO –
Cacicchi e capibastone: dopo l’attacco di Conte a Schlein, è tempo di disperati tentativi alla ricerca di un’intesa. Le parole di Angelo Bonelli (AVS), e Paolo Ciani (Pd)
E così fu che il campo largo si restrinse, ancora una volta. Almeno per questa porzione di strada che ci separa dalle europee di giugno.
Angelo Bonelli (Ansa Foto) Notizie.com
L’attacco di Giuseppe Conte ad Elly Schlein di restare fedele al suo impegno di “fare fuori” dal Partito Democratico “cacicchi e capibastone”, ha portato allo strappo di Bari. Il presidente del Movimento 5 Stelle infatti, in seguito alla nuova inchiesta sulla compravendita di voti, decide di rinunciare alle primarie con il Pd. Stessa scelta anche in Piemonte con la corsa in solitaria di Sarah Disabato. E lasciando la ‘prescelta’ dei Dem Gianna Pentenero al suo destino. Così, a meno di qualche altra sorpresa dell’ultim’ora, il presidente uscente del Piemonte Alberto Cirio dovrà vedersela con entrambe le candidate. E da queste “divisioni del centrosinistra”, osserva il deputato di FI Alessandro Cattaneo “il centrodestra non può che uscirne avvantaggiato”. Con la destra che ‘gongola’, ci hanno provato il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e il Dem Andrea Orlando a proporre ai due candidati baresi, Michele Laforgia e Vito Leccese, di trovare “una terza soluzione”.
Cacicchi e capibastone, l’appello all’intesa di Bonelli (AVS) e Ciani (Pd) – VIDEO –
Laforgia, sostenuto da SI, M5s e Italia Viva si è però mostrato piuttosto tranchant: “Un terzo nome temo che non esista”. “Cosa sta succedendo? – ha tagliato corto invece il candidato del Pd Vito Leccese – Che qualcuno sta usando la città di Bari per il proprio tornaconto elettorale”. Questa mattina, il risveglio dalle parti di Montecitorio è stato lento, assonnato e accaldato. Il sole di aprile sembra quello di un afoso luglio e i politici rientravano con calma verso il Parlamento. Gli impegni di deputati e senatori nei rispettivi territori aumentano. Le elezioni, amministrative ed europee, sono sempre più vicine: meglio coltivare il proprio bacino di appartenenza e assicurare voti a quei partiti, che gli hanno consentito di sedere su scranni fortunati e ben pagati. Ma tornando a dama, chi sono nel Pd i cacicchi e i capibastone? Come si esce, se si esce, dal problema delle correnti interne al partito. E ultimo, ma non ultimo, come si supera il corto circuito di Bari? Il campo largo, potrebbe tornare ad essere tale? Lo abbiamo chiesto a Paolo Ciani del Pd e ad Angelo Bonelli, deputato AVS.
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E così fu che il campo largo si restrinse, ancora una volta. Almeno per questa porzione di strada che ci separa dalle europee di giugno.
Angelo Bonelli (Ansa Foto) Notizie.com
L’attacco di Giuseppe Conte ad Elly Schlein di restare fedele al suo impegno di “fare fuori” dal Partito Democratico “cacicchi e capibastone”, ha portato allo strappo di Bari. Il presidente del Movimento 5 Stelle infatti, in seguito alla nuova inchiesta sulla compravendita di voti, decide di rinunciare alle primarie con il Pd. Stessa scelta anche in Piemonte con la corsa in solitaria di Sarah Disabato. E lasciando la ‘prescelta’ dei Dem Gianna Pentenero al suo destino. Così, a meno di qualche altra sorpresa dell’ultim’ora, il presidente uscente del Piemonte Alberto Cirio dovrà vedersela con entrambe le candidate. E da queste “divisioni del centrosinistra”, osserva il deputato di FI Alessandro Cattaneo “il centrodestra non può che uscirne avvantaggiato”. Con la destra che ‘gongola’, ci hanno provato il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e il Dem Andrea Orlando a proporre ai due candidati baresi, Michele Laforgia e Vito Leccese, di trovare “una terza soluzione”.
Cacicchi e capibastone, l’appello all’intesa di Bonelli (AVS) e Ciani (Pd) – VIDEO –
Laforgia, sostenuto da SI, M5s e Italia Viva si è però mostrato piuttosto tranchant: “Un terzo nome temo che non esista”. “Cosa sta succedendo? – ha tagliato corto invece il candidato del Pd Vito Leccese – Che qualcuno sta usando la città di Bari per il proprio tornaconto elettorale”. Questa mattina, il risveglio dalle parti di Montecitorio è stato lento, assonnato e accaldato. Il sole di aprile sembra quello di un afoso luglio e i politici rientravano con calma verso il Parlamento. Gli impegni di deputati e senatori nei rispettivi territori aumentano. Le elezioni, amministrative ed europee, sono sempre più vicine: meglio coltivare il proprio bacino di appartenenza e assicurare voti a quei partiti, che gli hanno consentito di sedere su scranni fortunati e ben pagati. Ma tornando a dama, chi sono nel Pd i cacicchi e i capibastone? Come si esce, se si esce, dal problema delle correnti interne al partito. E ultimo, ma non ultimo, come si supera il corto circuito di Bari? Il campo largo, potrebbe tornare ad essere tale? Lo abbiamo chiesto a Paolo Ciani del Pd e ad Angelo Bonelli, deputato AVS.
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Par condicio, Conte attacca Meloni: “Non possiamo permettere l’occupazione degli spazi televisivi della Rai da parte del Governo”
“Il principio del pluralismo dell’informazione è uno dei capisaldi della democrazia, per questo i tentativi di Giorgia Meloni e dei suoi sodali di calpestarlo suona allarmante”. Lo scrive su X il presidente del M5S, Giuseppe Conte
I venti europei soffiano forte. E l‘ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha capito perfettamente come condurre la campagna elettorale in vista del voto di giugno. Il caso Bari gli ha dato il là per picconare la presunta alleata di coalizione Elly Schlein, al punto tale che ci si chiede orami: ma il campo largo esiste ancora, al di là della Puglia o del Piemonte? Ma il leader del Movimento 5 Stelle, non dimentica di essere comunque all’opposizione e mette nel mirino il centrodestra che governa il Paese. Oggi infatti dai suoi profili social, l’attacco sferrato colpisce Giorgia Meloni. “Il principio del pluralismo dell’informazione è uno dei capisaldi della democrazia, per questo i tentativi di Giorgia Meloni e dei suoi sodali di calpestarlo suona allarmante. Domani andrà al voto in commissione di Vigilanza Rai la delibera sull’applicazione della par condicio in vista delle prossime europee e non possiamo permettere l’occupazione degli spazi televisivi della Rai da parte del Governo. È grave il tentativo della maggioranza di voler modificare la delibera per spianarsi la strada e garantire al governo di poter intervenire sulla tv pubblica camuffando gli spazi come ‘comunicazioni istituzionali’. Allo stesso modo non è accettabile la possibilità di trasformare la Rai in un megafono dei comizi in diretta di Giorgia Meloni, come peraltro già avvenuto in occasione delle elezioni comunali di Catania, senza le limitazioni della par condicio”.
Conte a Meloni, “Non possiamo permettere l’occupazione degli spazi televisivi della Rai da parte del Governo”
Giuseppe Conte attacca duramente il governo Meloni – Notizie.com – © Ansa
“Tutto questo avviene in un momento in cui a livello europeo il Media Freedom Act ci impone di voltare pagina superando l’attuale regolamentazione e recuperando la più autentica vocazione del servizio pubblico– prosegue Conte su X– Altri segnali della gravità della situazione non mancano: proprio in queste settimane un parlamentare della maggioranza Meloni, che già detiene diverse testate giornalistiche, sta cercando di acquisire a trattativa privata – da parte della principale azienda partecipata dallo Stato: l’Eni – la seconda agenzia di stampa nazionale, l’Agi. Sia chiaro: il Movimento 5 Stelle non consentirà un simile scempio della libertà di informazione e della stampa. Faremo di tutto, dentro e fuori la commissione di Vigilanza, per impedire al Governo e alla maggioranza di mettere in atto questo atto di insensibile arroganza”.
Conte contro Schlein, “Finirà trasformata dal Pd?”. E arriva la replica di Bonaccini
Le distanze tra Pd e M5s restano ampie – Notizie.com – © Ansa
E nel frattempo a che temperatura è il borsino dei rapporti Conte- Schlein, proprio per tornare al tema delle alleanze? Restando sempre a Giuseppe Conte, stamane in un’intervista al Corriere della Sera, il messaggio dell’ex capo del governo italiano si era così espresso: “Schlein cambi il Pd come aveva promesso, prima che il Pd cambi lei”. Messaggio chiaro, diretto, netto. Conte aveva anche ricordato che “se abbiamo fatto saltare le primarie del campo progressista dopo le inchieste e’ perche’ per noi la lotta contro la corruzione e l’illegalita’ e’ un patrimonio non negoziabile”. Per il leader M5s, infine, “le sorti dell’area del campo progressista non dipendono solo da noi, ma anche da quel che vorra’ fare Schlein. Vuole perseguire gli impegni presi con la comunita’ che l’ha investita segretaria, per trasformare il Pd? O finira’ trasformata dal Pd?”.
A Conte prova a replicare il presidente della Regione Emilia-Romagna e del Pd, Stefano Bonaccini, interpellato oggi a margine dell’assemblea di Confcooperative Emilia-Romagna a Bologna: “Ogni tanto c’è un po’ di imprevedibilità, vorrei che ogni protesto non fosse utile a dividerci. È vero che ci sono le elezioni europee e alle europee si vota col proporzionale, però anche in Europa è inutile girarci intorno: il giorno dopo il voto, bisogna fare un’alleanza che, ad esempio, eviti che la destra nazionalista ed estrema, che ha lavorato per demolire l’Europa, possa persino guidare l’Ue”. Prova a rilanciare quindi il presidente dem: “Bisognerebbe rimettere al centro proposte e programmi e su questo cercare di fare le alleanze giuste. Ci sono tante cose che ci uniscono, in generale: e parlo di tutti quelli che oggi sono alternativi alla destra, a questa destra di Meloni e di Salvini. Il Pd deve tenere comunque la schiena dritta e la testa alta”.
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http://dlvr.it/T5Dd1V
I venti europei soffiano forte. E l‘ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha capito perfettamente come condurre la campagna elettorale in vista del voto di giugno. Il caso Bari gli ha dato il là per picconare la presunta alleata di coalizione Elly Schlein, al punto tale che ci si chiede orami: ma il campo largo esiste ancora, al di là della Puglia o del Piemonte? Ma il leader del Movimento 5 Stelle, non dimentica di essere comunque all’opposizione e mette nel mirino il centrodestra che governa il Paese. Oggi infatti dai suoi profili social, l’attacco sferrato colpisce Giorgia Meloni. “Il principio del pluralismo dell’informazione è uno dei capisaldi della democrazia, per questo i tentativi di Giorgia Meloni e dei suoi sodali di calpestarlo suona allarmante. Domani andrà al voto in commissione di Vigilanza Rai la delibera sull’applicazione della par condicio in vista delle prossime europee e non possiamo permettere l’occupazione degli spazi televisivi della Rai da parte del Governo. È grave il tentativo della maggioranza di voler modificare la delibera per spianarsi la strada e garantire al governo di poter intervenire sulla tv pubblica camuffando gli spazi come ‘comunicazioni istituzionali’. Allo stesso modo non è accettabile la possibilità di trasformare la Rai in un megafono dei comizi in diretta di Giorgia Meloni, come peraltro già avvenuto in occasione delle elezioni comunali di Catania, senza le limitazioni della par condicio”.
Conte a Meloni, “Non possiamo permettere l’occupazione degli spazi televisivi della Rai da parte del Governo”
Giuseppe Conte attacca duramente il governo Meloni – Notizie.com – © Ansa
“Tutto questo avviene in un momento in cui a livello europeo il Media Freedom Act ci impone di voltare pagina superando l’attuale regolamentazione e recuperando la più autentica vocazione del servizio pubblico– prosegue Conte su X– Altri segnali della gravità della situazione non mancano: proprio in queste settimane un parlamentare della maggioranza Meloni, che già detiene diverse testate giornalistiche, sta cercando di acquisire a trattativa privata – da parte della principale azienda partecipata dallo Stato: l’Eni – la seconda agenzia di stampa nazionale, l’Agi. Sia chiaro: il Movimento 5 Stelle non consentirà un simile scempio della libertà di informazione e della stampa. Faremo di tutto, dentro e fuori la commissione di Vigilanza, per impedire al Governo e alla maggioranza di mettere in atto questo atto di insensibile arroganza”.
Conte contro Schlein, “Finirà trasformata dal Pd?”. E arriva la replica di Bonaccini
Le distanze tra Pd e M5s restano ampie – Notizie.com – © Ansa
E nel frattempo a che temperatura è il borsino dei rapporti Conte- Schlein, proprio per tornare al tema delle alleanze? Restando sempre a Giuseppe Conte, stamane in un’intervista al Corriere della Sera, il messaggio dell’ex capo del governo italiano si era così espresso: “Schlein cambi il Pd come aveva promesso, prima che il Pd cambi lei”. Messaggio chiaro, diretto, netto. Conte aveva anche ricordato che “se abbiamo fatto saltare le primarie del campo progressista dopo le inchieste e’ perche’ per noi la lotta contro la corruzione e l’illegalita’ e’ un patrimonio non negoziabile”. Per il leader M5s, infine, “le sorti dell’area del campo progressista non dipendono solo da noi, ma anche da quel che vorra’ fare Schlein. Vuole perseguire gli impegni presi con la comunita’ che l’ha investita segretaria, per trasformare il Pd? O finira’ trasformata dal Pd?”.
A Conte prova a replicare il presidente della Regione Emilia-Romagna e del Pd, Stefano Bonaccini, interpellato oggi a margine dell’assemblea di Confcooperative Emilia-Romagna a Bologna: “Ogni tanto c’è un po’ di imprevedibilità, vorrei che ogni protesto non fosse utile a dividerci. È vero che ci sono le elezioni europee e alle europee si vota col proporzionale, però anche in Europa è inutile girarci intorno: il giorno dopo il voto, bisogna fare un’alleanza che, ad esempio, eviti che la destra nazionalista ed estrema, che ha lavorato per demolire l’Europa, possa persino guidare l’Ue”. Prova a rilanciare quindi il presidente dem: “Bisognerebbe rimettere al centro proposte e programmi e su questo cercare di fare le alleanze giuste. Ci sono tante cose che ci uniscono, in generale: e parlo di tutti quelli che oggi sono alternativi alla destra, a questa destra di Meloni e di Salvini. Il Pd deve tenere comunque la schiena dritta e la testa alta”.
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Bertolaso: “A L’Aquila ho vinto la mia sfida”
In un’intervista al ‘Corriere della Sera’ Bertolaso ritorna sul terremoto dell’Aquila del 2009 e ammette di aver vinto la sua sfida. Ecco di cosa si tratta.
Sono ormai trascorsi 15 anni da quel terribile 6 aprile 2009. Una giornata che l’Abruzzo e L’Aquila non dimenticheranno mai. Un terremoto forte e che ha provocato la morte di 309 persone. Tra i primi ad arrivare in città Guido Bertolaso, che ai tempi era capo della Protezione Civile.
Bertolaso rivive il terremoto dell’Aquila – Notizie.com – © Ansa
Ed è proprio lui in un’intervista al Corriere della Sera a rivivere quei momenti e ad ammettere di avere vinto una sfida molto importante: ossia quella di evitare lo spopolamento della città. Per farlo ha deciso di puntare tutto sulle scuole. Una scommessa che ha avuto successo considerando che il numero degli abitanti non è assolutamente crollato. A differenza, invece, di quanto successo in altre situazioni simili.
Bertolaso e il ricordo del 2009
Bertolaso ricorda cosa è successo nel 2009 – Notizie.com – © Ansa
L’intervista è anche l’occasione per Bertolaso di ricordare anche quanto successo nel 2009. “Arriva all’alba – svela l’ex capo della Protezione Civile – vidi parecchi danni, ma anche vigili del fuoco e le autorità locali al lavoro per organizzare i soccorsi“.
Bertolaso ripercorre anche le sue scelte da commissario straordinario. La priorità era quella di dare un letto agli sfollati. Poi, come detto in precedenza, si è pensato anche al futuro cercando di evitare lo spopolamento. Una sfida vinta considerando quanto successo negli anni futuri.
“Porto L’Aquila nel cuore”
Bertolaso e il suo rapporto con la città dell’Aquila – Notizie.com – © Ansa
Un’esperienza che ha sicuramente segnato Bertolaso. Al quotidiano nazionale l’ex capo della Protezione Civile svela di ritornare molto spesso a L’Aquila sia per respirare l’aria della ripartenza, ma anche per ricordare quei momenti drammatici molto difficili da dimenticare. “Porto nel cuore la città“, l’ammissione dell’assessore al Welfare in Lombardia.
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http://dlvr.it/T5CspN
Sono ormai trascorsi 15 anni da quel terribile 6 aprile 2009. Una giornata che l’Abruzzo e L’Aquila non dimenticheranno mai. Un terremoto forte e che ha provocato la morte di 309 persone. Tra i primi ad arrivare in città Guido Bertolaso, che ai tempi era capo della Protezione Civile.
Bertolaso rivive il terremoto dell’Aquila – Notizie.com – © Ansa
Ed è proprio lui in un’intervista al Corriere della Sera a rivivere quei momenti e ad ammettere di avere vinto una sfida molto importante: ossia quella di evitare lo spopolamento della città. Per farlo ha deciso di puntare tutto sulle scuole. Una scommessa che ha avuto successo considerando che il numero degli abitanti non è assolutamente crollato. A differenza, invece, di quanto successo in altre situazioni simili.
Bertolaso e il ricordo del 2009
Bertolaso ricorda cosa è successo nel 2009 – Notizie.com – © Ansa
L’intervista è anche l’occasione per Bertolaso di ricordare anche quanto successo nel 2009. “Arriva all’alba – svela l’ex capo della Protezione Civile – vidi parecchi danni, ma anche vigili del fuoco e le autorità locali al lavoro per organizzare i soccorsi“.
Bertolaso ripercorre anche le sue scelte da commissario straordinario. La priorità era quella di dare un letto agli sfollati. Poi, come detto in precedenza, si è pensato anche al futuro cercando di evitare lo spopolamento. Una sfida vinta considerando quanto successo negli anni futuri.
“Porto L’Aquila nel cuore”
Bertolaso e il suo rapporto con la città dell’Aquila – Notizie.com – © Ansa
Un’esperienza che ha sicuramente segnato Bertolaso. Al quotidiano nazionale l’ex capo della Protezione Civile svela di ritornare molto spesso a L’Aquila sia per respirare l’aria della ripartenza, ma anche per ricordare quei momenti drammatici molto difficili da dimenticare. “Porto nel cuore la città“, l’ammissione dell’assessore al Welfare in Lombardia.
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Il Pd prova a rialzare la testa e si impone un “codice di autoregolamentazione”
Lo ha proposto e lo sta mettendo a punto il Commissario Dem per la Campania Misiani e avvisa: “Si può anche estendere”
Il Partito Democratico prova la svolta. L’ennesima, si direbbe, visto che almeno una volta ogni mese si tenta un guizzo per provare a rimettersi in cammino nel modo migliore. I guai e i dubbi che alcuni esponenti dei Dem stanno avendo con la giustizia impongono delle scelte e delle situazioni in cui bisogna agire, soprattutto avendo all’orizzonte le elezioni europee e le comunali, in alcuni casi anche le regionali. E così, per fare pulizia e per essere chiari, il Pd si impone un “codice di autoregolamentazione” per i candidati. A proporlo e già a metterlo a punto è il Commissario del Pd per la Campania, Antonio Misiani, insieme ai segretari provinciali Dem.
Caso Bari, il comizio di Elly Schlein: “Confermo a Leccese la fiducia e il supporto del Pd” (Ansa Notizie.com)
Un codice che impone delle regole per chi vuole candidarsi. E il 9 aprile verrà presentato per la prima volta in una riunione del partito regionale. Per il momento è solo per la Campania, ma si può estendere a tutte le regioni, e ci mancherebbe altro, verrebbe da dire. Ma non solo. Ben venga il codice o quello che sarà, ma forse era il caso di inserirlo prima una cosa del genere, non certo a pochi metri dall’elezioni e soprattutto avendo alle spalle situazioni giudiziarie tutto da chiarire ma che ci sono e che non sono una bella presentazione. “Queste regole rigide che intendiamo applicare ora in Campania a tutti i candidati delle prossime amministrative e che in parte erano già state sperimentate per le comunali a Napoli, potranno essere estese in ogni luogo dove potrebbe rendersi necessario”, le parole di Misiani
Nella bozza spunta il certificato pena per i candidati
Misiani (sinistra) esponente e dirigente del Pd, commissario per la Campania (Ansa Notizie.com)
E’ ancora tutto da preparare e stilare, ma nella bozza del ‘Codice di autoregolamentazione‘ ci sono varie richieste che si chiederanno al candidato che si presenta con il Pd che siano Europee, regionali e comunali. Tra queste, quello più importante è il certificato penale. E il partito regionale, in questo caso quello campano, dovrà acquisire ovviamente prima del termine della presentazione delle liste, non solo il curriculum, ma anche il casellario giudiziario e il certificato penale dei candidati “al fine di istruire adeguatamente l’approvazione delle liste secondo le modalità statutarie“.
Secondo quanto si apprende, l’applicazione in Campania di questo ‘Codice’ verrà affidata dal Pd al magistrato Franco Roberti, già Procuratore Nazionale Antimafia. E non poteva essere in altro modo visto tutto quello che sta succedendo nelle varie città e Regioni dove alcuni esponenti del Pd hanno commesso più di qualche errore.
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Il Partito Democratico prova la svolta. L’ennesima, si direbbe, visto che almeno una volta ogni mese si tenta un guizzo per provare a rimettersi in cammino nel modo migliore. I guai e i dubbi che alcuni esponenti dei Dem stanno avendo con la giustizia impongono delle scelte e delle situazioni in cui bisogna agire, soprattutto avendo all’orizzonte le elezioni europee e le comunali, in alcuni casi anche le regionali. E così, per fare pulizia e per essere chiari, il Pd si impone un “codice di autoregolamentazione” per i candidati. A proporlo e già a metterlo a punto è il Commissario del Pd per la Campania, Antonio Misiani, insieme ai segretari provinciali Dem.
Caso Bari, il comizio di Elly Schlein: “Confermo a Leccese la fiducia e il supporto del Pd” (Ansa Notizie.com)
Un codice che impone delle regole per chi vuole candidarsi. E il 9 aprile verrà presentato per la prima volta in una riunione del partito regionale. Per il momento è solo per la Campania, ma si può estendere a tutte le regioni, e ci mancherebbe altro, verrebbe da dire. Ma non solo. Ben venga il codice o quello che sarà, ma forse era il caso di inserirlo prima una cosa del genere, non certo a pochi metri dall’elezioni e soprattutto avendo alle spalle situazioni giudiziarie tutto da chiarire ma che ci sono e che non sono una bella presentazione. “Queste regole rigide che intendiamo applicare ora in Campania a tutti i candidati delle prossime amministrative e che in parte erano già state sperimentate per le comunali a Napoli, potranno essere estese in ogni luogo dove potrebbe rendersi necessario”, le parole di Misiani
Nella bozza spunta il certificato pena per i candidati
Misiani (sinistra) esponente e dirigente del Pd, commissario per la Campania (Ansa Notizie.com)
E’ ancora tutto da preparare e stilare, ma nella bozza del ‘Codice di autoregolamentazione‘ ci sono varie richieste che si chiederanno al candidato che si presenta con il Pd che siano Europee, regionali e comunali. Tra queste, quello più importante è il certificato penale. E il partito regionale, in questo caso quello campano, dovrà acquisire ovviamente prima del termine della presentazione delle liste, non solo il curriculum, ma anche il casellario giudiziario e il certificato penale dei candidati “al fine di istruire adeguatamente l’approvazione delle liste secondo le modalità statutarie“.
Secondo quanto si apprende, l’applicazione in Campania di questo ‘Codice’ verrà affidata dal Pd al magistrato Franco Roberti, già Procuratore Nazionale Antimafia. E non poteva essere in altro modo visto tutto quello che sta succedendo nelle varie città e Regioni dove alcuni esponenti del Pd hanno commesso più di qualche errore.
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Guardie francesi a sorveglianza di Buckingham Palace: il motivo
La sorveglianza di Buckingham Palace sarà presieduta per la prima volta nella sua storia dalla guardia francese
Pensando a Buckingham Palace – residenza ufficiale del sovrano del Regno Unito – non ci possono non venire in mente i membri della Guardia Reale. Questi soldati altissimi, immobili e con una divisa divenuta ormai simbolo di tutto il paese. La loro capacità nello stare fermi è una delle doti maggiormente ammirate dai visitatori che, allo stesso tempo, non vedono però l’ora di assistere allo spettacolare cambio della guardia. Una marcia ritmata, perfetta, verrebbe da dire robotica. Un’esibizione attesa con ansia dai presenti che si affollano davanti ai cancelli del palazzo. Uno spettacolo che, però, nella giornata di oggi avrà una particolarità.
Cambio della Guardia Reale a Buckingham Palace (Ansa Foto) – Notizie.com
Chiunque si trovi nei pressi della residenza di Carlo III, infatti, noterà che a presidiarla non saranno i soliti gendarmi, ma altri. Con colori e simboli diversi, questi appartengono Garde républicaine, polizia semimilitare francese. Anche questi sfileranno, insieme ai loro colleghi scozzesi, mentre una banda militare britannica li accompagnerà suonando gli inni nazionali di entrambi i paesi. Un numero diverso, forse anche più suggestivo proprio perché rappresenta un unicum nella storia. Si tratterà chiaramente di una presenza scenografica, simbolica, non concreta. Il controllo e la sicurezza del re sarà, infatti, riservata a quelle inglesi.
Il motivo
Ma qual è la ragione di questo cambiamento? Da dove nasce questa decisione? Le domande sono logiche e trovano la loro risposta nell’amicizia che da 120 anni lega l’Inghilterra e la Francia. “Sono estremamente orgoglioso di essere stato invitato a condividere questo momento con i nostri amici britannici” ha ammesso Guillaume Dewilde, comandante della quarta compagnia del secondo reggimento di fanteria. Sarà lui a guidare il cambio di guardia, in segno di fratellanza tra le due terre: “Siamo come fratelli. Celebrare questo momento insieme è un simbolo della forza del rapporto tra i nostri due Paesi“.
Garde républicaine (Ansa Foto) – Notizie.com
Uno spettacolo analogo, ovviamente, avverrà anche sul territorio francese. Qui i soldati britannici completeranno un programma simile sotto l’occhio vigile di Emmanuel Macron. Daranno il cambio ai colleghi presso il palazzo lavorativo del Presidente della Repubblica. E anche in questo caso si trattare di una prima volta storica. L’Eliseo non è mai stato, infatti, sorvegliato da una guardia straniera in tutta la sua storia. Si completerà così la celebrazione di un’alleanza che lega le due nazioni da più di un secolo, nel segno della pace e di un durevole rispetto reciproco. Sarà anche l’occasione, per chi sperava di godersi un ‘semplice’ cambio di guardia, di assistere invece a un evento storico e mai visto prima su questi due territori.
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Pensando a Buckingham Palace – residenza ufficiale del sovrano del Regno Unito – non ci possono non venire in mente i membri della Guardia Reale. Questi soldati altissimi, immobili e con una divisa divenuta ormai simbolo di tutto il paese. La loro capacità nello stare fermi è una delle doti maggiormente ammirate dai visitatori che, allo stesso tempo, non vedono però l’ora di assistere allo spettacolare cambio della guardia. Una marcia ritmata, perfetta, verrebbe da dire robotica. Un’esibizione attesa con ansia dai presenti che si affollano davanti ai cancelli del palazzo. Uno spettacolo che, però, nella giornata di oggi avrà una particolarità.
Cambio della Guardia Reale a Buckingham Palace (Ansa Foto) – Notizie.com
Chiunque si trovi nei pressi della residenza di Carlo III, infatti, noterà che a presidiarla non saranno i soliti gendarmi, ma altri. Con colori e simboli diversi, questi appartengono Garde républicaine, polizia semimilitare francese. Anche questi sfileranno, insieme ai loro colleghi scozzesi, mentre una banda militare britannica li accompagnerà suonando gli inni nazionali di entrambi i paesi. Un numero diverso, forse anche più suggestivo proprio perché rappresenta un unicum nella storia. Si tratterà chiaramente di una presenza scenografica, simbolica, non concreta. Il controllo e la sicurezza del re sarà, infatti, riservata a quelle inglesi.
Il motivo
Ma qual è la ragione di questo cambiamento? Da dove nasce questa decisione? Le domande sono logiche e trovano la loro risposta nell’amicizia che da 120 anni lega l’Inghilterra e la Francia. “Sono estremamente orgoglioso di essere stato invitato a condividere questo momento con i nostri amici britannici” ha ammesso Guillaume Dewilde, comandante della quarta compagnia del secondo reggimento di fanteria. Sarà lui a guidare il cambio di guardia, in segno di fratellanza tra le due terre: “Siamo come fratelli. Celebrare questo momento insieme è un simbolo della forza del rapporto tra i nostri due Paesi“.
Garde républicaine (Ansa Foto) – Notizie.com
Uno spettacolo analogo, ovviamente, avverrà anche sul territorio francese. Qui i soldati britannici completeranno un programma simile sotto l’occhio vigile di Emmanuel Macron. Daranno il cambio ai colleghi presso il palazzo lavorativo del Presidente della Repubblica. E anche in questo caso si trattare di una prima volta storica. L’Eliseo non è mai stato, infatti, sorvegliato da una guardia straniera in tutta la sua storia. Si completerà così la celebrazione di un’alleanza che lega le due nazioni da più di un secolo, nel segno della pace e di un durevole rispetto reciproco. Sarà anche l’occasione, per chi sperava di godersi un ‘semplice’ cambio di guardia, di assistere invece a un evento storico e mai visto prima su questi due territori.
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Altro show di van der Poel: è dominio alla Parigi-Roubaix
Mathieu van der Poel si conferma il più forte al mondo. Il campione del mondo domina la Parigi-Roubaix e porta a casa il secondo successo consecutivo.
Per la prima volta in carriera van der Poel riesce a fare l’accoppiata formata del Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix. Dopo il successo settimana scorsa in Belgio, il campione del mondo si ripete in Francia al termine di una corsa dominata.
Van der Poel domina la Parigi-Roubaix – Notizie.com – © Lapresse
Un successo che consente a van der Poel di salire a quota due nell’albo d’oro di una delle classiche più amate dagli appassionati e siamo certi che l’olandese non ha nessuna intenzione di fermarsi qui e il prossimo anno proverà il tris.
Van der Poel domina la Parigi-Roubaix
Van der Poel vince la solitaria la Roubaix – Notizie.com – © Lapresse
Possiamo parlare di dominio di van der Poel. L’olandese, grande favorito alla vigilia, sin da subito ha messo in chiaro le cose con i diretti rivali: è lui il campione in carica e da parte sua non c’è nessuna intenzione di lasciare il numero uno. Il campione del mondo, così, decide di fare una selezione nella prima parte di gara per evitare rischi e poi intorno ai -60 km rompe gli indugi e da quel momento è una gara solitaria fino al traguardo di Roubaix.
Nessuno è stato in grado di tenere il suo ritmo e gli altri si sono andati a giocare il podio. Secondo posto per il compagno di squadra di van der Poel Philipsen, bravo ad avere la meglio sull’altro grande favorito Pedersen in volata.
Tanta paura e nessuna gioia per gli italiani
Viviani lascia la Roubaix in ambulanza – Notizie.com – © Lapresse
Dopo il secondo posto di Mozzato al Fiandre, c’erano tante aspettative per gli italiani. I nostri ciclisti, però, non sono mai riusciti realmente a mettersi in mostra in questa corsa. L’unica cosa da segnalare per gli azzurri è la brutta caduta nella prima parte che ha tolto fuori dai giochi subito Viviani, Milan e Bettiol. Solo quest’ultimo è riuscito a proseguire la Parigi-Roubaix, ma ormai era molto complicato rientrare nei giochi. Per Jonathan il ritiro è avvenuto dopo pochi chilometri dalla ripartenza mentre Viviani è stato costretto ad abbandonare la gara in ambulanza. Le sue condizioni, comunque, non preoccupano.
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http://dlvr.it/T5Bn62
Per la prima volta in carriera van der Poel riesce a fare l’accoppiata formata del Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix. Dopo il successo settimana scorsa in Belgio, il campione del mondo si ripete in Francia al termine di una corsa dominata.
Van der Poel domina la Parigi-Roubaix – Notizie.com – © Lapresse
Un successo che consente a van der Poel di salire a quota due nell’albo d’oro di una delle classiche più amate dagli appassionati e siamo certi che l’olandese non ha nessuna intenzione di fermarsi qui e il prossimo anno proverà il tris.
Van der Poel domina la Parigi-Roubaix
Van der Poel vince la solitaria la Roubaix – Notizie.com – © Lapresse
Possiamo parlare di dominio di van der Poel. L’olandese, grande favorito alla vigilia, sin da subito ha messo in chiaro le cose con i diretti rivali: è lui il campione in carica e da parte sua non c’è nessuna intenzione di lasciare il numero uno. Il campione del mondo, così, decide di fare una selezione nella prima parte di gara per evitare rischi e poi intorno ai -60 km rompe gli indugi e da quel momento è una gara solitaria fino al traguardo di Roubaix.
Nessuno è stato in grado di tenere il suo ritmo e gli altri si sono andati a giocare il podio. Secondo posto per il compagno di squadra di van der Poel Philipsen, bravo ad avere la meglio sull’altro grande favorito Pedersen in volata.
Tanta paura e nessuna gioia per gli italiani
Viviani lascia la Roubaix in ambulanza – Notizie.com – © Lapresse
Dopo il secondo posto di Mozzato al Fiandre, c’erano tante aspettative per gli italiani. I nostri ciclisti, però, non sono mai riusciti realmente a mettersi in mostra in questa corsa. L’unica cosa da segnalare per gli azzurri è la brutta caduta nella prima parte che ha tolto fuori dai giochi subito Viviani, Milan e Bettiol. Solo quest’ultimo è riuscito a proseguire la Parigi-Roubaix, ma ormai era molto complicato rientrare nei giochi. Per Jonathan il ritiro è avvenuto dopo pochi chilometri dalla ripartenza mentre Viviani è stato costretto ad abbandonare la gara in ambulanza. Le sue condizioni, comunque, non preoccupano.
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Premierato, Casellati non ha dubbi: “Questo provvedimento ha un obiettivo”
Il ministro Casellati in un’intervista a ‘Il Giornale’ ritorna sul premierato e lancia un chiaro messaggio alle opposizioni: “Ecco l’obiettivo del provvedimento”.
Il premierato da qualche giorno è ritornato al centro del dibattito politico. Il governo nelle prossime settimane potrebbe accelerare sulla riforma per arrivare al via libera del Parlamento nel giro di poco tempo. E il ministro Casellati in un’intervista a Il Giornale spiega l’importanza di questa norma per il nostro Paese.
Il ministro Casellati si sofferma sul premierato – Notizie.com – © Ansa
La titolare delle Riforme ricorda come negli ultimi 13 anni l’Italia ha avuto otto premier e, quindi, l’obiettivo della riforma è quello di stabilizzare il Paese e provare a risolvere il problema dell’astensionismo. Naturalmente la strada è molto lunga per capire quali saranno gli effetti del provvedimento. Ma il governo ha chiare le idee e per questo motivo non pensa ad un passo indietro sul provvedimento nonostante le continue proteste da parte dell’opposizione.
Il messaggio della Casellati alle opposizioni
Il messaggio della Casellati alle opposizioni – Notizie.com – © Ansa
Il ministro Casellati in questa intervista lancia un chiaro messaggio alle opposizioni: “Loro hanno sempre messo muri, ma in questo caso trovo incoerente la posizione. Hanno sempre insistito perché abbandonassimo il presidenzialismo ed ora lo stanno rimpiangendo. In più loro hanno criticato una diminuzione del potere del Colle per poi proporre un tipo di politica alla tedesca“.
Insomma, il messaggio che è chiaro: il governo non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro sul premierato nonostante la posizione differente delle opposizioni.
La Casellati e la legge elettorale
Casellati e il tema della legge elettorale – Notizie.com – © Ansa
Per il ministro anche un breve commento sulla legge elettorale: “In questo momento è davvero prematuro parlare di questo provvedimento. Sto studiando la migliore norma per il nuovo assetto istituzionale“. Allo stesso tempo la Casellati ha garantito che dialogherà con tutti, anche le opposizioni per trovare la giusta soluzione ad una vicenda destinata ancora una volta a far molto discutere in politica.
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Il premierato da qualche giorno è ritornato al centro del dibattito politico. Il governo nelle prossime settimane potrebbe accelerare sulla riforma per arrivare al via libera del Parlamento nel giro di poco tempo. E il ministro Casellati in un’intervista a Il Giornale spiega l’importanza di questa norma per il nostro Paese.
Il ministro Casellati si sofferma sul premierato – Notizie.com – © Ansa
La titolare delle Riforme ricorda come negli ultimi 13 anni l’Italia ha avuto otto premier e, quindi, l’obiettivo della riforma è quello di stabilizzare il Paese e provare a risolvere il problema dell’astensionismo. Naturalmente la strada è molto lunga per capire quali saranno gli effetti del provvedimento. Ma il governo ha chiare le idee e per questo motivo non pensa ad un passo indietro sul provvedimento nonostante le continue proteste da parte dell’opposizione.
Il messaggio della Casellati alle opposizioni
Il messaggio della Casellati alle opposizioni – Notizie.com – © Ansa
Il ministro Casellati in questa intervista lancia un chiaro messaggio alle opposizioni: “Loro hanno sempre messo muri, ma in questo caso trovo incoerente la posizione. Hanno sempre insistito perché abbandonassimo il presidenzialismo ed ora lo stanno rimpiangendo. In più loro hanno criticato una diminuzione del potere del Colle per poi proporre un tipo di politica alla tedesca“.
Insomma, il messaggio che è chiaro: il governo non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro sul premierato nonostante la posizione differente delle opposizioni.
La Casellati e la legge elettorale
Casellati e il tema della legge elettorale – Notizie.com – © Ansa
Per il ministro anche un breve commento sulla legge elettorale: “In questo momento è davvero prematuro parlare di questo provvedimento. Sto studiando la migliore norma per il nuovo assetto istituzionale“. Allo stesso tempo la Casellati ha garantito che dialogherà con tutti, anche le opposizioni per trovare la giusta soluzione ad una vicenda destinata ancora una volta a far molto discutere in politica.
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DIRETTA Israele, c’è tensione per la risposta dell’Iran
DIRETTA Israele, tutti gli aggiornamenti in tempo reale in merito a quello che si sta verificando nel Paese del Medio Oriente e non, oramai arrivato al giorno numero 184 di conflitto
Una casa bombardata a Gaza dall’esercito israeliano (Ansa Notizie.com)
184mo giorno di conflitto in Israele. Segui con noi tutti gli aggiornamenti, in tempo reale, in merito a quello che si sta verificando nel Paese del Medio Oriente e non.
DIRETTA Israele, tutte le news in tempo reale
La gente che protesta contro Netanyahu (Ansa Notizie.com)
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Una casa bombardata a Gaza dall’esercito israeliano (Ansa Notizie.com)
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Mr Bean mette in vendita la sua auto (con solo 6mila km): costa un milione di euro
Volete salire a bordo dell’auto di Mr Bean? L’attore Rowan Atkinson ha messo in vendita la sua nuova auto appena usata
Quanti sono cresciuti ridendo dietro le avventure – e soprattutto sventure – di Mr. Bean? Quanti si ricordano di quella macchina verde con le strisce verticali nere, così tanto fedele all’amatissimo personaggio? Ecco, potete dimenticarvela. Sì, perché nella vita reale Rowan Atkinson – il celebre attore che veste i suoi panni – è un vero e proprio appassionato di auto di lusso. Spesso in Inghilterra si sente parlare del suo sfrecciare a bordo di questi gioielli, come nel 2011 quando però la sua corsa terminò con un incidente. Quella volta si trovava su una meravigliosa McLaren F1, rivenduta poco dopo – con 43.000 km percorsi – per l’esorbitante cifra di 9,3 milioni.
Rowan Atkinson durante una cerimonia (Ansa Foto) – Notizie.com
Atkinson, infatti, non solo ama acquistare queste vetture speciali, ma spesso dopo averle utilizzate tende a rivenderle al miglior offerente. Quello della McLaren F1 non è un caso isolato. Di recente, secondo quanto scrivono i media britannici, avrebbe messo in vendita una Lexus LFA esclusiva. Acquistata nel 2022, si trattava due anni fa di un’edizione limitata in Giappone che non aveva alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire. A distanza di poco tempo, e con soli 6 chilometri percorsi, ha deciso, però, di puntare verso altri obiettivi, motivo per cui è a caccia di un potenziale acquirente.
Le caratteristiche dell’auto
L’auto in questione ha caratteristiche a dir poco uniche. Pseudo-sportiva, può essere guidata tanto in città, quanto su pista. I suoi esterni bianchi la rendono elegantissima, mentre all’interno si alternano il rosso e il blu per una combinazione di colori assolutamente particolare. I materiali delle componenti sono eccezionali: tessuto e carrello in plastica rinforzata con fibra di carbonio (CFRP), valvola e silenziatore in titanio, freni in ceramica. Il motore Yamaha gli permette di vantare una potenza di 553 CV, garantendo massime prestazioni con una vettura dal peso minimo, ridotto anche dall’utilizzo di alluminio, magnesio e titanio per tutte le leghe.
Lexus LFA (Ansa Foto) – Notizie.com
Lanciato in velocità questo gioiello arriva a un minimo di 9.000 giri in soli 0,6 secondi, raggiungendo da 0 a 100 chilometri orari in 3,6. A dir poco impressionante. Numeri che ricordando quelli delle macchine di Formula 1, richiamate anche dal suono del motore. La Lexus, infatti, grazie al già citato scarico in titanio ha potuto replicare il suono dei motori della Formula 1. Un mezzo dalle incredibili eccezionalità che, proprio per questo, possiede un prezzo fuori dal normale. Stando a quanto riportano le agenzie, la cifra richiesta ad Atkinson è di 1.019.950 euro. Tutt’altro che abbordabile.
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Quanti sono cresciuti ridendo dietro le avventure – e soprattutto sventure – di Mr. Bean? Quanti si ricordano di quella macchina verde con le strisce verticali nere, così tanto fedele all’amatissimo personaggio? Ecco, potete dimenticarvela. Sì, perché nella vita reale Rowan Atkinson – il celebre attore che veste i suoi panni – è un vero e proprio appassionato di auto di lusso. Spesso in Inghilterra si sente parlare del suo sfrecciare a bordo di questi gioielli, come nel 2011 quando però la sua corsa terminò con un incidente. Quella volta si trovava su una meravigliosa McLaren F1, rivenduta poco dopo – con 43.000 km percorsi – per l’esorbitante cifra di 9,3 milioni.
Rowan Atkinson durante una cerimonia (Ansa Foto) – Notizie.com
Atkinson, infatti, non solo ama acquistare queste vetture speciali, ma spesso dopo averle utilizzate tende a rivenderle al miglior offerente. Quello della McLaren F1 non è un caso isolato. Di recente, secondo quanto scrivono i media britannici, avrebbe messo in vendita una Lexus LFA esclusiva. Acquistata nel 2022, si trattava due anni fa di un’edizione limitata in Giappone che non aveva alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire. A distanza di poco tempo, e con soli 6 chilometri percorsi, ha deciso, però, di puntare verso altri obiettivi, motivo per cui è a caccia di un potenziale acquirente.
Le caratteristiche dell’auto
L’auto in questione ha caratteristiche a dir poco uniche. Pseudo-sportiva, può essere guidata tanto in città, quanto su pista. I suoi esterni bianchi la rendono elegantissima, mentre all’interno si alternano il rosso e il blu per una combinazione di colori assolutamente particolare. I materiali delle componenti sono eccezionali: tessuto e carrello in plastica rinforzata con fibra di carbonio (CFRP), valvola e silenziatore in titanio, freni in ceramica. Il motore Yamaha gli permette di vantare una potenza di 553 CV, garantendo massime prestazioni con una vettura dal peso minimo, ridotto anche dall’utilizzo di alluminio, magnesio e titanio per tutte le leghe.
Lexus LFA (Ansa Foto) – Notizie.com
Lanciato in velocità questo gioiello arriva a un minimo di 9.000 giri in soli 0,6 secondi, raggiungendo da 0 a 100 chilometri orari in 3,6. A dir poco impressionante. Numeri che ricordando quelli delle macchine di Formula 1, richiamate anche dal suono del motore. La Lexus, infatti, grazie al già citato scarico in titanio ha potuto replicare il suono dei motori della Formula 1. Un mezzo dalle incredibili eccezionalità che, proprio per questo, possiede un prezzo fuori dal normale. Stando a quanto riportano le agenzie, la cifra richiesta ad Atkinson è di 1.019.950 euro. Tutt’altro che abbordabile.
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Incidente stradale per Gianni Petrucci e la moglie, il presidente è grave
Il numero uno del basket italiano ed ex presidente del Coni sarebbe finito in una scarpata mentre andava a Valmontone dove ha casa
Preoccupazione e timori. Il presidente della Federbasket Gianni Petrucci insieme alla moglie sono rimasti vittima di un incidente stradale nelle vicinanze di Roma. Non si conoscono ancora le dinamiche di quello che è successo, ma le sue condizioni sarebbero molto serie. Gianni Petrucci, presidente del basket italiano ed ex presidente del Coni, ha 79 anni, e con la sua macchina sarebbe andato a finire con la macchina in una scarpata mentre si stava recando a Valmontone dove ha una casa e dove spesso va nel week-end.
Il presidente del basket Gianni Petrucci (Ansa Notizie.com)
Il presidente è stato immediatamente soccorso e subito trasportato all’ospedale San Camillo di Roma, dove lo starebbero sottoponendo a una serie di esami. La moglie, è ricoverata all’ospedale di Tor Vergata: per lei solo contusioni.
IN AGGIORNAMENTO
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Preoccupazione e timori. Il presidente della Federbasket Gianni Petrucci insieme alla moglie sono rimasti vittima di un incidente stradale nelle vicinanze di Roma. Non si conoscono ancora le dinamiche di quello che è successo, ma le sue condizioni sarebbero molto serie. Gianni Petrucci, presidente del basket italiano ed ex presidente del Coni, ha 79 anni, e con la sua macchina sarebbe andato a finire con la macchina in una scarpata mentre si stava recando a Valmontone dove ha una casa e dove spesso va nel week-end.
Il presidente del basket Gianni Petrucci (Ansa Notizie.com)
Il presidente è stato immediatamente soccorso e subito trasportato all’ospedale San Camillo di Roma, dove lo starebbero sottoponendo a una serie di esami. La moglie, è ricoverata all’ospedale di Tor Vergata: per lei solo contusioni.
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Un terremoto nella Grande Mela, il giorno della paura
Sono stati fatti Controlli alle infrastrutture e alla rete metropolitana, in più sono stati bloccati gli aeroporti
Momenti di paura a New York. Un terremoto registrato in una delle città più importanti del mondo. Una scossa di magnitudo 4.8, non proprio così piccola, è stata avvertita nella Grande Mela, anche se prima di arrivare nella città dei grattacieli il sisma aveva colpito alcuni stati che sono sulla costa orientale, ovvero quello di New York, del Connecticut, del New Jersey, della Pennsylvania fino anche nel Delaware. Secondo alcuni scienziati e tecnici, l’epicentro è stato individuato nell’area di Lebanon, in New Jersey.
Il terremoto a New York con la terra che trema e la gente ha avuto paura (Ansa Notizie.com)
“Il mio team sta valutanto eventuali danni“, ha spiegato il Governatore dello Stato di New York. Anche il primo cittadino di New York Eric Adams non ha segnalato alcun danno nella città della Grande Mela. Ad essere informato costantemente anche il presidente Biden tanto che il suo staff sta controllando la situazione relativa al sisma. La Casa Bianca ha parlato con Phil Murphy, il governatore del New Jersey tanto che quest’ultimo ha spiegato che “il presidente ha detto che la sua amministrazione è in contatto con le autorità statali e locali”.
E’ stato avvertito anche all’Onu che ha interrotto il Consiglio di Sicurezza
Il terremoto a New York segnalato in diverse parti della città (Ansa Notizie.com)
Il terremoto ha perfino causato una piccola interruzione della riunione del Consiglio di Sicurezza, dove si stava parlando dell’ormai dannosa situazione che c’è in questo momento a Gaza. La Cnn ha fatto vedere video mostra come l’interno del Palazzo di Vetro ha tremato mentre il presidente di Save the Children Usa, Janti Soeripito, stava parlando ai membri del Consiglio che si guardano intorno percependo la scossa sismica.
Il terremoto ha portato anche delle conseguenze sul traffico aereo, considerato che ci sono stati alcuni ritardi per i voli che interessano gli aeroporti di New York (in particolare JFK), Philadelphia, Baltimore e Newark. Le scuole pubbliche a New York sono rimaste aperte, come hanno reso noto le autorità scolastiche su X, precisando che “non c’è bisogno che i genitori vadano a scuola” a riprendere i figli.
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Momenti di paura a New York. Un terremoto registrato in una delle città più importanti del mondo. Una scossa di magnitudo 4.8, non proprio così piccola, è stata avvertita nella Grande Mela, anche se prima di arrivare nella città dei grattacieli il sisma aveva colpito alcuni stati che sono sulla costa orientale, ovvero quello di New York, del Connecticut, del New Jersey, della Pennsylvania fino anche nel Delaware. Secondo alcuni scienziati e tecnici, l’epicentro è stato individuato nell’area di Lebanon, in New Jersey.
Il terremoto a New York con la terra che trema e la gente ha avuto paura (Ansa Notizie.com)
“Il mio team sta valutanto eventuali danni“, ha spiegato il Governatore dello Stato di New York. Anche il primo cittadino di New York Eric Adams non ha segnalato alcun danno nella città della Grande Mela. Ad essere informato costantemente anche il presidente Biden tanto che il suo staff sta controllando la situazione relativa al sisma. La Casa Bianca ha parlato con Phil Murphy, il governatore del New Jersey tanto che quest’ultimo ha spiegato che “il presidente ha detto che la sua amministrazione è in contatto con le autorità statali e locali”.
E’ stato avvertito anche all’Onu che ha interrotto il Consiglio di Sicurezza
Il terremoto a New York segnalato in diverse parti della città (Ansa Notizie.com)
Il terremoto ha perfino causato una piccola interruzione della riunione del Consiglio di Sicurezza, dove si stava parlando dell’ormai dannosa situazione che c’è in questo momento a Gaza. La Cnn ha fatto vedere video mostra come l’interno del Palazzo di Vetro ha tremato mentre il presidente di Save the Children Usa, Janti Soeripito, stava parlando ai membri del Consiglio che si guardano intorno percependo la scossa sismica.
Il terremoto ha portato anche delle conseguenze sul traffico aereo, considerato che ci sono stati alcuni ritardi per i voli che interessano gli aeroporti di New York (in particolare JFK), Philadelphia, Baltimore e Newark. Le scuole pubbliche a New York sono rimaste aperte, come hanno reso noto le autorità scolastiche su X, precisando che “non c’è bisogno che i genitori vadano a scuola” a riprendere i figli.
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Puglia, fine del campo largo, Pagano (Pd) a Notizie.com: “Decisione sbagliata del M5S. Andiamo avanti col nostro candidato”
Dopo la fine del campo largo del centrosinistra a Bari, il Pd è pronto per la campagna elettorale del suo candidato sindaco Vito Leccese.
Il terremoto giudiziario in Puglia che vede indagata l’assessora regionale Dem Anita Maurodinoia, che si è dimessa dopo l’accusa di corruzione elettorale, ha accelerato il processo della scelta del candidato sindaco. Il Movimento 5 Stelle infatti ha messo un punto al campo largo perché secondo Giuseppe Conte non ci sono più le condizioni per correre insieme.
Puglia, fine del campo largo, Pagano (Pd) a Notizie.com: “Decisione sbagliata del M5S. Andiamo avanti col nostro candidato” (Ansa Foto) – notizie.com
L’indagine della Procura ordinaria , che ha portato all’arresto ai domiciliari anche il marito di Maurodinoia, Sandro Cataldo, referente del Movimento politico Sud al centro e il sindaco di Triggiano Antonio Donatelli, ha convinto i grillini a non fare più le primarie del centrosinistra per scegliere un unico candidato sindaco.
Ubaldo (Pd) a Notizie.com: “A Bari comincia la nostra campagna elettorale”
“Ieri sera con Elly Schlein, con un’iniziativa in piazza Umberto a Bari, abbiamo presentato il nostro candidato sindaco, Vito Leccese, che prima era alle primarie e ora è ufficialmente candidato. Comincia la nostra campagna elettorale”. Così, ai microfoni di Notizie.com, il deputato Pd pugliese Ubaldo Pagano.
L’assessore Maurodinoia “ha fatto bene a dimettersi. Bisogna difendere le istituzioni che si rappresentano anche dal sospetto. Quando si viene attinti da indagini di qualsiasi natura, per tutelare la comunità che si rappresenta – in questo caso partito e Regione – è giusto fare un passo indietro in attesa che la magistratura faccia il suo corso”, ha aggiunto.
Ubaldo Pagano (Pd) (Foto di Facebook) – notizie.com
“La criminalità si combatte con più democrazia”
Tuttavia, Pagano è critico nei confronti del Movimento 5 Stelle: “La decisione e quella di Michele Laforgia di ritirarsi dalle primarie, è grave è inutile. I fenomeni criminali a qualsiasi latitudine si combattono con più democrazia, altrimenti il rischio vero è che essa si debba sospendere per evitare che qualche criminale possa inquinarla. Ritengo invece, che le persone perbene che hanno a cuore la cosa pubblica, siano molte di più e vanno valorizzate attraverso l’aumento dei processi democratici”.
La stoccata al governo: “In Puglia abbiamo fatto un passo indietro, loro con Santanché no”
Infine, una stoccata al governo sulla vicenda Santanché: “Riteniamo che quando ci sono fenomeni segnalati dalle autorità inquirenti, è giusto fare un passo indietro a tutela delle istituzioni che rappresentano. Noi in Puglia lo abbiamo fatto prontamente, ma non ha fatto lo stesso il governo nazionale. Peraltro qui siamo ancora nella fase delle indagini preliminari, in quel caso siamo molto più avanti e mi pare che il quadro accusatorio sia abbastanza cristallizzato”.
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Il terremoto giudiziario in Puglia che vede indagata l’assessora regionale Dem Anita Maurodinoia, che si è dimessa dopo l’accusa di corruzione elettorale, ha accelerato il processo della scelta del candidato sindaco. Il Movimento 5 Stelle infatti ha messo un punto al campo largo perché secondo Giuseppe Conte non ci sono più le condizioni per correre insieme.
Puglia, fine del campo largo, Pagano (Pd) a Notizie.com: “Decisione sbagliata del M5S. Andiamo avanti col nostro candidato” (Ansa Foto) – notizie.com
L’indagine della Procura ordinaria , che ha portato all’arresto ai domiciliari anche il marito di Maurodinoia, Sandro Cataldo, referente del Movimento politico Sud al centro e il sindaco di Triggiano Antonio Donatelli, ha convinto i grillini a non fare più le primarie del centrosinistra per scegliere un unico candidato sindaco.
Ubaldo (Pd) a Notizie.com: “A Bari comincia la nostra campagna elettorale”
“Ieri sera con Elly Schlein, con un’iniziativa in piazza Umberto a Bari, abbiamo presentato il nostro candidato sindaco, Vito Leccese, che prima era alle primarie e ora è ufficialmente candidato. Comincia la nostra campagna elettorale”. Così, ai microfoni di Notizie.com, il deputato Pd pugliese Ubaldo Pagano.
L’assessore Maurodinoia “ha fatto bene a dimettersi. Bisogna difendere le istituzioni che si rappresentano anche dal sospetto. Quando si viene attinti da indagini di qualsiasi natura, per tutelare la comunità che si rappresenta – in questo caso partito e Regione – è giusto fare un passo indietro in attesa che la magistratura faccia il suo corso”, ha aggiunto.
Ubaldo Pagano (Pd) (Foto di Facebook) – notizie.com
“La criminalità si combatte con più democrazia”
Tuttavia, Pagano è critico nei confronti del Movimento 5 Stelle: “La decisione e quella di Michele Laforgia di ritirarsi dalle primarie, è grave è inutile. I fenomeni criminali a qualsiasi latitudine si combattono con più democrazia, altrimenti il rischio vero è che essa si debba sospendere per evitare che qualche criminale possa inquinarla. Ritengo invece, che le persone perbene che hanno a cuore la cosa pubblica, siano molte di più e vanno valorizzate attraverso l’aumento dei processi democratici”.
La stoccata al governo: “In Puglia abbiamo fatto un passo indietro, loro con Santanché no”
Infine, una stoccata al governo sulla vicenda Santanché: “Riteniamo che quando ci sono fenomeni segnalati dalle autorità inquirenti, è giusto fare un passo indietro a tutela delle istituzioni che rappresentano. Noi in Puglia lo abbiamo fatto prontamente, ma non ha fatto lo stesso il governo nazionale. Peraltro qui siamo ancora nella fase delle indagini preliminari, in quel caso siamo molto più avanti e mi pare che il quadro accusatorio sia abbastanza cristallizzato”.
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Caso Bari, Misiani (Pd) attacca Conte: parole dure
E’ tensione tra Pd e M5s dopo il caso Bari. Misiani in un’intervista a ‘Il Secolo XIX’ ritorna ad attaccare in modo molto duro Giuseppe Conte.
E’ bastato il caso Bari per mettere in forte dubbio l’alleanza tra Pd e M5s. Nelle scorse settimane avevamo visto un riavvicinamento tra i due partiti, ma ora la tensione è ritornata molto alta. La scelta di Conte di chiudere all’accordo con i dem dopo le vicende giudiziarie riguardanti la giunta comunale non è stata assolutamente gradita dal Nazareno.
Misiani contro Conte – Notizie.com – © Ansa
A confermare questa visione sono proprio le parole di Antonio Misiani a Il Secolo XIX. L’esponente dem, oltre che responsabile economico della segreteria del partito, in questa intervista va ad attaccare duramente il leader pentastellato ribadendo la posizione del Pd sul voto proprio a Bari.
Misiani attacca Conte: “Comportamento sconcertante”
Misiani attacca duramente Conte – Notizie.com – © Ansa
“Comportamento sconcertante“, così definisce Misiani il passo indietro di Conte sul voto a Bari. L’esponente dem ricorda che le primarie rappresentano uno strumento di democrazia aperto a tutti gli elettori per cercare di costruire una alternativa alla destra.
Allo stesso tempo il responsabile economico della segreteria del Pd si augura che lo strappo possa essere ricucito e che si continui a lavorare “alle alleanze nelle altre città dove si va al voto a giugno. In Campania sono diversi gli accordi pronti ad essere chiusi“. Insomma, l’alleanza tra Pd e M5s a livello locale sembra continua ad andare avanti anche se la strada è assolutamente in salita.
Pd-M5s, le distanze restano
Le distanze tra Pd e M5s restano ampie – Notizie.com – © Ansa
Il caso Bari conferma come le distanze tra Pd e M5s, nonostante gli avvicinamenti delle scorse settimane, continuano ad esserci e sembra complicato costruire una alleanza duratura. A livello locale molto probabilmente si andrà avanti caso per caso. Ma dal punto di vista nazionale resta difficile dare vita ad una coalizione che possa contrastare la destra. I due partiti da tempo sono al lavoro per trovare una soluzione. La strada, però, è in salita.
L'articolo Caso Bari, Misiani (Pd) attacca Conte: parole dure proviene da Notizie.com.
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E’ bastato il caso Bari per mettere in forte dubbio l’alleanza tra Pd e M5s. Nelle scorse settimane avevamo visto un riavvicinamento tra i due partiti, ma ora la tensione è ritornata molto alta. La scelta di Conte di chiudere all’accordo con i dem dopo le vicende giudiziarie riguardanti la giunta comunale non è stata assolutamente gradita dal Nazareno.
Misiani contro Conte – Notizie.com – © Ansa
A confermare questa visione sono proprio le parole di Antonio Misiani a Il Secolo XIX. L’esponente dem, oltre che responsabile economico della segreteria del partito, in questa intervista va ad attaccare duramente il leader pentastellato ribadendo la posizione del Pd sul voto proprio a Bari.
Misiani attacca Conte: “Comportamento sconcertante”
Misiani attacca duramente Conte – Notizie.com – © Ansa
“Comportamento sconcertante“, così definisce Misiani il passo indietro di Conte sul voto a Bari. L’esponente dem ricorda che le primarie rappresentano uno strumento di democrazia aperto a tutti gli elettori per cercare di costruire una alternativa alla destra.
Allo stesso tempo il responsabile economico della segreteria del Pd si augura che lo strappo possa essere ricucito e che si continui a lavorare “alle alleanze nelle altre città dove si va al voto a giugno. In Campania sono diversi gli accordi pronti ad essere chiusi“. Insomma, l’alleanza tra Pd e M5s a livello locale sembra continua ad andare avanti anche se la strada è assolutamente in salita.
Pd-M5s, le distanze restano
Le distanze tra Pd e M5s restano ampie – Notizie.com – © Ansa
Il caso Bari conferma come le distanze tra Pd e M5s, nonostante gli avvicinamenti delle scorse settimane, continuano ad esserci e sembra complicato costruire una alleanza duratura. A livello locale molto probabilmente si andrà avanti caso per caso. Ma dal punto di vista nazionale resta difficile dare vita ad una coalizione che possa contrastare la destra. I due partiti da tempo sono al lavoro per trovare una soluzione. La strada, però, è in salita.
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Figuraccia tremenda del tuffatore olimpico davanti al presidente Macron – VIDEO
Un campione pluripremiato di tuffi si rende protagonista di una brutta figuraccia davanti al Presidente della Repubblica francese
La Francia quest’estate sarà patria dello sport. Dal 24 luglio all’11 agosto a Parigi si svolgeranno le tanto attese e seguite olimpiadi. Le discipline sportive più importanti si uniranno sotto la bandiera del proprio paese, pronto a difenderlo e a portarlo in gloria all’ombra della fiaccola olimpica. Una tradizione storica, la celebrazione della nascita di questo mondo, risalente all’antica Grecia e che ancora oggi è luogo di grande passione, gioia e insegnamento. Ospitare un evento come questo significa essere per poche settimane al centro del globo. Tutto dev’essere perfetto, impeccabile e accogliente per i milioni di appassionati che partiranno alla volta della città.
Il tuffatore Alexis Jandard in azione (Ansa Foto) – Notizie.com
Da anni la Capitale francese ha iniziato a preparare il proprio vestito migliore, in attesa del giorno d’inizio. Gli ultimi preparativi sono ormai alle fasi finali e il Presidente della Repubblica Emmanuel Macron non vede l’ora di tagliare il ‘nastro’ per aprire le porte della propria nazione. In tal senso, sono già iniziate le prime inaugurazioni delle strutture. Il numero uno francese sta cercando di prendere parte a ogni apertura e proprio qualche tre giorni fa ha assistito a quella della piscina che sarà destinata ai tuffi. Consci della sua presenza gli organizzatori avevano organizzato uno spettacolo in grande stile, ma le cose sono andate molto diversamente rispetto a quanto si aspettavano.
Una figuraccia ‘olimpionica’
L’incarico di guidare lo show era stato assegnato ad Alexis Jandard. Pluripremiato a livello europeo e mondiale, già partecipante alle Olimpiadi del 2020 a Tokyo, era lui che avrebbe dovuto fare il primo tuffo in acqua. Ma un piccolo imprevisto ha rovinato tutto. Proprio nel suo più alto momento di gloria, quello in cui avrebbe dovuto mostrare le sue qualità davanti ai membri più considerevoli della classe politica nazionale, è scivolato. Come si evince dal video – che ha già fatto il giro del mondo – nella fase di preparazione al tuffo un piede è slittato, facendolo cadere di schiena sul trampolino e successivamente nella vasca.
Il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron (Ansa Foto) – Notizie.com 20240405
Un’esibizione inguardabile che, però, si è conclusa tra le grandi risate di tutte.
“I fell in front of the President, I fell in front of the whole of France!”
French Olympic diver Alexis Jandard reacts to his fall during the inauguration of the Olympic Games’ aquatic centre, as President Emmanuel Macron watched on 🔗
https://t.co/7p1AVqhIKp pic.twitter.com/bu6pEmnsXX
— Sky News (@SkyNews) April 4, 2024
Al termine della cerimonia Jandard ha mostrato in una foto i segni della caduta – graffi e lividi – pria di commentare così l’accaduto ai microfoni di RMC Sport: “Non è giusto. È la prima volta che mi succede. Ovviamente mi sarebbe piaciuto che tutto fosse andato perfettamente, dalla A alla Z. È logico che queste immagini ora faranno il giro del mondo. Sembra ridicolo quel che è successo (ride, ndr). Non è stato il momento migliore, con il presidente a guardarmi. Ora tutti ne parleranno. Speriamo che almeno possa essere positivo per attirare l’attenzione verso il nostro sport“.
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La Francia quest’estate sarà patria dello sport. Dal 24 luglio all’11 agosto a Parigi si svolgeranno le tanto attese e seguite olimpiadi. Le discipline sportive più importanti si uniranno sotto la bandiera del proprio paese, pronto a difenderlo e a portarlo in gloria all’ombra della fiaccola olimpica. Una tradizione storica, la celebrazione della nascita di questo mondo, risalente all’antica Grecia e che ancora oggi è luogo di grande passione, gioia e insegnamento. Ospitare un evento come questo significa essere per poche settimane al centro del globo. Tutto dev’essere perfetto, impeccabile e accogliente per i milioni di appassionati che partiranno alla volta della città.
Il tuffatore Alexis Jandard in azione (Ansa Foto) – Notizie.com
Da anni la Capitale francese ha iniziato a preparare il proprio vestito migliore, in attesa del giorno d’inizio. Gli ultimi preparativi sono ormai alle fasi finali e il Presidente della Repubblica Emmanuel Macron non vede l’ora di tagliare il ‘nastro’ per aprire le porte della propria nazione. In tal senso, sono già iniziate le prime inaugurazioni delle strutture. Il numero uno francese sta cercando di prendere parte a ogni apertura e proprio qualche tre giorni fa ha assistito a quella della piscina che sarà destinata ai tuffi. Consci della sua presenza gli organizzatori avevano organizzato uno spettacolo in grande stile, ma le cose sono andate molto diversamente rispetto a quanto si aspettavano.
Una figuraccia ‘olimpionica’
L’incarico di guidare lo show era stato assegnato ad Alexis Jandard. Pluripremiato a livello europeo e mondiale, già partecipante alle Olimpiadi del 2020 a Tokyo, era lui che avrebbe dovuto fare il primo tuffo in acqua. Ma un piccolo imprevisto ha rovinato tutto. Proprio nel suo più alto momento di gloria, quello in cui avrebbe dovuto mostrare le sue qualità davanti ai membri più considerevoli della classe politica nazionale, è scivolato. Come si evince dal video – che ha già fatto il giro del mondo – nella fase di preparazione al tuffo un piede è slittato, facendolo cadere di schiena sul trampolino e successivamente nella vasca.
Il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron (Ansa Foto) – Notizie.com 20240405
Un’esibizione inguardabile che, però, si è conclusa tra le grandi risate di tutte.
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Al termine della cerimonia Jandard ha mostrato in una foto i segni della caduta – graffi e lividi – pria di commentare così l’accaduto ai microfoni di RMC Sport: “Non è giusto. È la prima volta che mi succede. Ovviamente mi sarebbe piaciuto che tutto fosse andato perfettamente, dalla A alla Z. È logico che queste immagini ora faranno il giro del mondo. Sembra ridicolo quel che è successo (ride, ndr). Non è stato il momento migliore, con il presidente a guardarmi. Ora tutti ne parleranno. Speriamo che almeno possa essere positivo per attirare l’attenzione verso il nostro sport“.
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Venti di guerra in Europa: il dibattito sulla pace nel mondo dell’imprenditoria e della politica
“La libertà dalla guerra non è un dono dal cielo. Va conquistata e difesa”.
Sono le parole di Marco Tronchetti Provera, il numero uno di Pirelli, in un’intervista a il Giornale: “Non ho mai vissuto una situazione a rischio come quella attuale. Temo si possa arrivare a compromettere le tutele conquistate con fatica nel secolo breve”.
Venti di guerra in Europa: il dibattito sulla pace nel mondo dell’imprenditoria e della politica (Ansa Foto) – notizie.com
L’Europa e i rapporti con la Cina
Il ruolo di Confindustria, aggiunge, dovrebbe essere cercare di capire cosa accade a Bruxelles e come poter interagire con il governo, le istituzioni e le altre associazioni industriali europee: “L’Europa ha perso competitività nei confronti di Cina e Stati Uniti anche perché abbiamo un serio problema di approvvigionamenti delle materie prime e siamo fortemente carenti sul fronte delle nuove tecnologie, in particolare in rema di intelligenza artificiale”.
Per questa ragione, spiega Tronchetti, è necessario interloquire perché tutti portino un loro contributo. Tra gli interlocutori dovrà esserci anche la Cina: “Purché gestito nel rispetto delle regole europee, ogni investimento cinese è benvenuto”.
Il numero uno di Pirelli interviene anche sulle elezioni europee, che saranno importanti per il futuro dell’Unione: “Quale sia lo schieramento politico che prevarrà, mi aspetto che si prenda atto di uno scenario globale che noi stiamo subendo e sul quale non possiamo incidere. Basta vedere il nostro ruolo di fronte alle due guerre che si stanno combattendo sull’uscio di casa”.
Com’è cambiato lo scenario dalla caduta del Muro di Berlino
Tronchetti parla di uno scenario mutato: “In questi anni abbiamo avuto la fortuna di vivere sotto l’ombrello americano e non abbiamo colto che con la caduta del muro di Berlino non era finita la storia, ma ne era iniziata una nuova”. Il valore dell’Europa stava cambiando perché anche lo scenario stava cambiando.
E adesso, spiega, “non ho mai vissuto una situazione come quella attuale. La debolezza dell’Europa, il non completamento dell’integrazione, temo possano arrivare a compromettere le tutele conquistate con fatica nel secolo breve, minando alla base una storia di democrazia, che è un patrimonio universale”.
Riccardo Molinari: “Noi filo-Putin? Contano i voti in Aula”
Riccardo Molinari: “Noi filo-Putin? Contano i voti in Aula” (Ansa Foto) – notizie.com
Sui venti di guerra interviene, sempre su il Giornale, anche Riccardo Molinari, a due giorni dalla sfiducia di Matteo Salvini: “Noi filo Putin? Contano i voti in Aula”.
“L’opposizione ha commesso un grande errore. Volevano dimostrare le contraddizioni della maggioranza e hanno fatto emergere quelle del campo largo”, si difende il leghista, dopo la bocciatura della mozione di sfiducia al leader della Lega.
Molinari ritorna anche sulle accuse di essere filo-russi: “La Lega ha sempre votato a favore dell’aiuto all’Ucraina contro l’aggressione russa”, e aggiunge: “Il centrodestra può dividersi su questioni contingenti, ma sui grandi valori si ritrova sempre”.
L’accordo tra Lega e il partito di Putin: “Mai avuto dubbi sulla difesa del diritto internazionale”
Nell’intervista a il Giornale, Riccardo Molinari ritorna sull’accordo con il partito di Putin risalente al 2017: “L’accordo è del 2017. Tutti i Paesi europei cercavano di normalizzare i rapporti per ragioni economiche, tanche che nel 2018 la Russia rientra nel Consiglio d’Europa. Quando c’è stata l’aggressione all’Ucraina è caduto il prerequisito dell’accordo, ovvero l’esistenza delle relazioni bilaterali tra i due Paesi. Non abbiamo mai avuto dubbi sulla difesa del diritto internazionale. Forse avremmo dovuto dirlo in maniera più chiara, ma contano i fatti e i voti parlamentari”.
Negli ultimi giorni il dibattito sulle guerre si è spostato anche nelle Università. Alcuni Atenei infatti hanno chiesto di fermare i bandi di ricerca con Israele. La proposta ha scatenato molte polemiche anche politiche, a partire dalla ministra dell’Università.
Letizia Moratti: “Boicottare le università israeliane allontana la pace”
Letizia Moratti (Ansa Foto) – notizie.com
In un’intervista a Il Foglio, è intervenuta anche Letizia Moratti (FI): “Boicottare le università israeliane è sbagliato – ha dichiarato l’ex ministra – allontana la pace”.
“L’università è e deve essere uno strumento di pace. Il boicottaggio non è una soluzione e la ricerca non può diventare terreno di scontro. Tanto più in un contesto così delicato, segnato da conflitti e tensioni”.
Moratti aggiunge: “Le Università hanno sempre collaborato anche con Stati dove ci sono regimi e dittature, credo che la ricerca scientifica non abbia nulla a che vedere con le prese di posizione tra due parti in conflitto e debba rimanere neutrale”.
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Sono le parole di Marco Tronchetti Provera, il numero uno di Pirelli, in un’intervista a il Giornale: “Non ho mai vissuto una situazione a rischio come quella attuale. Temo si possa arrivare a compromettere le tutele conquistate con fatica nel secolo breve”.
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L’Europa e i rapporti con la Cina
Il ruolo di Confindustria, aggiunge, dovrebbe essere cercare di capire cosa accade a Bruxelles e come poter interagire con il governo, le istituzioni e le altre associazioni industriali europee: “L’Europa ha perso competitività nei confronti di Cina e Stati Uniti anche perché abbiamo un serio problema di approvvigionamenti delle materie prime e siamo fortemente carenti sul fronte delle nuove tecnologie, in particolare in rema di intelligenza artificiale”.
Per questa ragione, spiega Tronchetti, è necessario interloquire perché tutti portino un loro contributo. Tra gli interlocutori dovrà esserci anche la Cina: “Purché gestito nel rispetto delle regole europee, ogni investimento cinese è benvenuto”.
Il numero uno di Pirelli interviene anche sulle elezioni europee, che saranno importanti per il futuro dell’Unione: “Quale sia lo schieramento politico che prevarrà, mi aspetto che si prenda atto di uno scenario globale che noi stiamo subendo e sul quale non possiamo incidere. Basta vedere il nostro ruolo di fronte alle due guerre che si stanno combattendo sull’uscio di casa”.
Com’è cambiato lo scenario dalla caduta del Muro di Berlino
Tronchetti parla di uno scenario mutato: “In questi anni abbiamo avuto la fortuna di vivere sotto l’ombrello americano e non abbiamo colto che con la caduta del muro di Berlino non era finita la storia, ma ne era iniziata una nuova”. Il valore dell’Europa stava cambiando perché anche lo scenario stava cambiando.
E adesso, spiega, “non ho mai vissuto una situazione come quella attuale. La debolezza dell’Europa, il non completamento dell’integrazione, temo possano arrivare a compromettere le tutele conquistate con fatica nel secolo breve, minando alla base una storia di democrazia, che è un patrimonio universale”.
Riccardo Molinari: “Noi filo-Putin? Contano i voti in Aula”
Riccardo Molinari: “Noi filo-Putin? Contano i voti in Aula” (Ansa Foto) – notizie.com
Sui venti di guerra interviene, sempre su il Giornale, anche Riccardo Molinari, a due giorni dalla sfiducia di Matteo Salvini: “Noi filo Putin? Contano i voti in Aula”.
“L’opposizione ha commesso un grande errore. Volevano dimostrare le contraddizioni della maggioranza e hanno fatto emergere quelle del campo largo”, si difende il leghista, dopo la bocciatura della mozione di sfiducia al leader della Lega.
Molinari ritorna anche sulle accuse di essere filo-russi: “La Lega ha sempre votato a favore dell’aiuto all’Ucraina contro l’aggressione russa”, e aggiunge: “Il centrodestra può dividersi su questioni contingenti, ma sui grandi valori si ritrova sempre”.
L’accordo tra Lega e il partito di Putin: “Mai avuto dubbi sulla difesa del diritto internazionale”
Nell’intervista a il Giornale, Riccardo Molinari ritorna sull’accordo con il partito di Putin risalente al 2017: “L’accordo è del 2017. Tutti i Paesi europei cercavano di normalizzare i rapporti per ragioni economiche, tanche che nel 2018 la Russia rientra nel Consiglio d’Europa. Quando c’è stata l’aggressione all’Ucraina è caduto il prerequisito dell’accordo, ovvero l’esistenza delle relazioni bilaterali tra i due Paesi. Non abbiamo mai avuto dubbi sulla difesa del diritto internazionale. Forse avremmo dovuto dirlo in maniera più chiara, ma contano i fatti e i voti parlamentari”.
Negli ultimi giorni il dibattito sulle guerre si è spostato anche nelle Università. Alcuni Atenei infatti hanno chiesto di fermare i bandi di ricerca con Israele. La proposta ha scatenato molte polemiche anche politiche, a partire dalla ministra dell’Università.
Letizia Moratti: “Boicottare le università israeliane allontana la pace”
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In un’intervista a Il Foglio, è intervenuta anche Letizia Moratti (FI): “Boicottare le università israeliane è sbagliato – ha dichiarato l’ex ministra – allontana la pace”.
“L’università è e deve essere uno strumento di pace. Il boicottaggio non è una soluzione e la ricerca non può diventare terreno di scontro. Tanto più in un contesto così delicato, segnato da conflitti e tensioni”.
Moratti aggiunge: “Le Università hanno sempre collaborato anche con Stati dove ci sono regimi e dittature, credo che la ricerca scientifica non abbia nulla a che vedere con le prese di posizione tra due parti in conflitto e debba rimanere neutrale”.
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Altobelli: “Immobile è uno degli attaccanti più forti della Serie A. E sul derby…”
Alessandro Altobelli, ex attaccante della Nazionale oltre che di Inter e Juventus, in esclusiva ai nostri microfoni sul momento di Immobile e sul derby.
Momento non facile per Ciro Immobile. Le prestazioni faticano ad arrivare e le critiche non mancano. La nostra redazione ha contattato in esclusiva Alessandro Altobelli per parlare del momento dell’attaccante della Lazio e anche del derby in programma domani, sabato 6 aprile, alle ore 18.
Altobelli parla di Immobile e non solo – Notizie.com – © Ansa
Alessandro Altobelli, momento non facile per Immobile. Le prestazioni faticano ad arrivare e le critiche non mancano. Come si fa ad uscire da una situazione simile?
“Mi permetto di fare i complimenti ad Immobile per la sua carriera, i gol e le classifiche dei cannonieri vinte. Sono rimasto deluso dalla contestazione e dal momento in cui è stato messo in panchina come una scartina. E’ ancora un attaccante forte, se ha la piena fiducia del tecnico può fare bene. In Serie A è uno dei più forti e faccio fatica a vederlo fuori dai titolari“.
Secondo Lei il derby può essere la partita per la svolta per Immobile?
“Lazio-Roma è un derby molto sentito come quello di Milano. Sicuramente la vittoria conterà tanto sia per la classifica che per i singoli giocatori. Su Immobile bisogna capire quali sono le scelte della società e allenatore. Se per loro l’addio è certo, allora il gol in questa partita varrebbe per i punti e non per il futuro. Se, invece, vogliono delle conferme sarebbe bello se magari riuscisse a segnare“.
Si parla di un passaggio di Immobile all’Inter. Potrebbe essere il nome giusto per in nerazzurri?
“Chi va all’Inter in questo momento trova terreno fertile. Non c’è un giocatore che non rende. Quindi posso dire solo una cosa: magari“.
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Momento non facile per Ciro Immobile. Le prestazioni faticano ad arrivare e le critiche non mancano. La nostra redazione ha contattato in esclusiva Alessandro Altobelli per parlare del momento dell’attaccante della Lazio e anche del derby in programma domani, sabato 6 aprile, alle ore 18.
Altobelli parla di Immobile e non solo – Notizie.com – © Ansa
Alessandro Altobelli, momento non facile per Immobile. Le prestazioni faticano ad arrivare e le critiche non mancano. Come si fa ad uscire da una situazione simile?
“Mi permetto di fare i complimenti ad Immobile per la sua carriera, i gol e le classifiche dei cannonieri vinte. Sono rimasto deluso dalla contestazione e dal momento in cui è stato messo in panchina come una scartina. E’ ancora un attaccante forte, se ha la piena fiducia del tecnico può fare bene. In Serie A è uno dei più forti e faccio fatica a vederlo fuori dai titolari“.
Secondo Lei il derby può essere la partita per la svolta per Immobile?
“Lazio-Roma è un derby molto sentito come quello di Milano. Sicuramente la vittoria conterà tanto sia per la classifica che per i singoli giocatori. Su Immobile bisogna capire quali sono le scelte della società e allenatore. Se per loro l’addio è certo, allora il gol in questa partita varrebbe per i punti e non per il futuro. Se, invece, vogliono delle conferme sarebbe bello se magari riuscisse a segnare“.
Si parla di un passaggio di Immobile all’Inter. Potrebbe essere il nome giusto per in nerazzurri?
“Chi va all’Inter in questo momento trova terreno fertile. Non c’è un giocatore che non rende. Quindi posso dire solo una cosa: magari“.
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Caos Bari, Gemmato: “Assurdo quello che sta accadendo, servono risposte”
Caos Bari, in merito a quanto sta accadendo nel capoluogo pugliese sono arrivate le dichiarazioni del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato
Momenti di puro caos e confusione quelli che si stanno verificando, nelle ultime settimane, in quel di Bari. Basti pensare che nella giornata di ieri sono stati effettuati una decina di arresti per “corruzione elettorale”. Con tanto di dimissioni dell’assessora ai trasporti della Regione Puglia, Anita Maurodinoia. Senza dimenticare il sindaco del capoluogo pugliese, Antonio Decaro, nel mirino delle critiche. Così come il governatore della Puglia, Michele Emiliano.
Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato (Ansa Foto) Cityrumors.it
In merito a quanto sta accadendo sono arrivate alcune considerazioni da parte di Marcello Gemmato. L’attuale sottosegretario alla Salute è intervenuto ai microfoni di ‘SkyTg24’ dove ha provato a fare il punto della situazione. Afferma che, quanto sta accadendo a Bari, è un qualcosa di veramente “surreale” e che non aveva mai visto sino ad ora. Dal punto di vista della politica decisamente di meno. Ed è per questo motivo che ha voluto rivolgere un appello sia allo stesso Decaro che Emiliano: ovvero che possano rispondere quanto prima a quello che sta accadendo nella città di Bari.
Caos Bari, Gemmato: “Tutti sospettavano? C’è sconcerto”
Un chiaro messaggio, quindi, al mondo del centrosinistra di intervenire e fare chiarezza. La cosa che più lo sorprende, però, è che in molti sospettavano e che nessuno ha detto niente. “C’è sconcerto nell’apprendere tutto questo. Un qualcosa che noi, in passato, abbiamo anche denunciato, ovvero quella dell’esistenza di una corruttela tra parti della politica. In particolar modo del Partito Democratico in alcune competizioni elettorali“.
Antonio Decaro e Michele Emiliano (Ansa Foto) Cityrumors.it
Come annunciato in precedenza, in merito a questa inchiesta, sono arrivate le dimissioni da parte dell’assessore Maurodinoia. La stessa che, secondo Gemmato, aveva partecipato alle elezioni di Decaro prendendo 6.300 voti di preferenza. “Per cercare di dare un parametro io nelle precedenti elezioni ero stato eletto al comune con 1000 voti di preferenza. Lui ha preso sei volte tanto“.
Una vicenda che è nel mirino da parte della pubblica opinione e del ministero dell’Interno. Soprattutto dopo i più di cento arresti ed una settantina di indagati. Nel mirino anche una delle più grandi ed importanti società municipalizzate in Puglia, ovvero l’Amtab. Le accuse del sottosegretario sono gravi: “All’interno i clan determinavano le assunzioni ed i pagamenti dei posteggi durante i grandi eventi con tanto di riunioni. Una realtà surreale“.
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Momenti di puro caos e confusione quelli che si stanno verificando, nelle ultime settimane, in quel di Bari. Basti pensare che nella giornata di ieri sono stati effettuati una decina di arresti per “corruzione elettorale”. Con tanto di dimissioni dell’assessora ai trasporti della Regione Puglia, Anita Maurodinoia. Senza dimenticare il sindaco del capoluogo pugliese, Antonio Decaro, nel mirino delle critiche. Così come il governatore della Puglia, Michele Emiliano.
Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato (Ansa Foto) Cityrumors.it
In merito a quanto sta accadendo sono arrivate alcune considerazioni da parte di Marcello Gemmato. L’attuale sottosegretario alla Salute è intervenuto ai microfoni di ‘SkyTg24’ dove ha provato a fare il punto della situazione. Afferma che, quanto sta accadendo a Bari, è un qualcosa di veramente “surreale” e che non aveva mai visto sino ad ora. Dal punto di vista della politica decisamente di meno. Ed è per questo motivo che ha voluto rivolgere un appello sia allo stesso Decaro che Emiliano: ovvero che possano rispondere quanto prima a quello che sta accadendo nella città di Bari.
Caos Bari, Gemmato: “Tutti sospettavano? C’è sconcerto”
Un chiaro messaggio, quindi, al mondo del centrosinistra di intervenire e fare chiarezza. La cosa che più lo sorprende, però, è che in molti sospettavano e che nessuno ha detto niente. “C’è sconcerto nell’apprendere tutto questo. Un qualcosa che noi, in passato, abbiamo anche denunciato, ovvero quella dell’esistenza di una corruttela tra parti della politica. In particolar modo del Partito Democratico in alcune competizioni elettorali“.
Antonio Decaro e Michele Emiliano (Ansa Foto) Cityrumors.it
Come annunciato in precedenza, in merito a questa inchiesta, sono arrivate le dimissioni da parte dell’assessore Maurodinoia. La stessa che, secondo Gemmato, aveva partecipato alle elezioni di Decaro prendendo 6.300 voti di preferenza. “Per cercare di dare un parametro io nelle precedenti elezioni ero stato eletto al comune con 1000 voti di preferenza. Lui ha preso sei volte tanto“.
Una vicenda che è nel mirino da parte della pubblica opinione e del ministero dell’Interno. Soprattutto dopo i più di cento arresti ed una settantina di indagati. Nel mirino anche una delle più grandi ed importanti società municipalizzate in Puglia, ovvero l’Amtab. Le accuse del sottosegretario sono gravi: “All’interno i clan determinavano le assunzioni ed i pagamenti dei posteggi durante i grandi eventi con tanto di riunioni. Una realtà surreale“.
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Influenza aviaria, è allarme: “Peggio del Covid”
Influenza aviaria, è allarme: secondo quanto riportato dall’esperto pare che possa essere addirittura molto peggio del Covid
Se non si tratta di un vero e proprio allarme allora poco ci manca. Fatto sta, però, che l’influenza aviaria inizia a fare davvero paura. Soprattutto dopo che negli Stati Uniti D’America, precisamente nel Texas, è stata effettuata la scoperta di un raro caso umano affetto da influenza aviaria. Una possibile pandemia del genere potrebbe risultare addirittura peggio del Covid: ben 100 volte superiore il virus che, purtroppo, abbiamo conosciuto agli inizi del 2020.
Influenza aviaria (Ansa Foto) Notizie.com
A riportare il tutto ci hanno pensato una serie di esperti americani che hanno voluto fare il punto della situazione. L’influenza aviaria H5N1 si è diffusa in maniera rapida e veloce quando è stato rinvenuto un nuovo ceppo quattro anni fa tanto da colpire gli uccelli selvatici in ogni stato. Proprio come il pollame commerciale e gli allevamenti da cortile. Adesso, però, questo sintomo è stato rinvenuto anche nei mammiferi con allevamenti di bovini in quattro Stati che sono stati colpiti.
USA, primo caso di influenza aviaria nell’uomo: è allarme
Non solo: nella giornata di lunedì 1 aprile è stato annunciato che un lavoratore del settore lattiero-caseario in Texas ha contratto il virus. Come annunciato dal dottor Suresh Kuchipudi, ricercatore sull’influenza aviaria di Pittsburgh, in una intervista al ‘Daily Mail‘, ha fatto sapere che adesso ci si sta avvicinando sempre di più a questo virus che potrebbe causare una pandemia. Lo stesso che può infettare mammiferi come l’uomo.
Influenza aviaria (Ansa Foto) Notizie.com
Lo stesso John Fulton, consulente dell’industria farmaceutica per i vaccini e fondatore della canadese BioNiagara, si è dichiarato molto preoccupato. Addirittura afferma che il virus può essere 100 volte peggiore del Covid: “Potrebbe esserlo se mutasse e mantenesse il suo alto tasso di mortalità. Una volta che sarà mutato per infettare gli esseri umani, possiamo solo sperare che il tasso di mortalità non sia alto“.
Gli ultimi dati dell’Oms parano chiaro: il 52% delle persone che hanno contratto l’H5N1 dal 2003 sono morte. Il Covid uccide meno dello 0,1% delle persone infettate, anche se all’inizio della pandemia il tasso di mortalità era quasi del 20%. Quali sono i sintomi dell’influenza aviaria? Tosse, dolori muscolari e febbre. Altri potrebbero sviluppare una polmonite grave.
Colui che è stato infettato nel Texas ha avuto, come unico sintomo, arrossamento degli occhi. In questo momento si trova in isolamento e si sta curando con un farmaco antivirale. Gli USA, intanto, sono preoccupati e cercano di mantenere la situazione sotto controllo, anche se non è affatto facile.
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Se non si tratta di un vero e proprio allarme allora poco ci manca. Fatto sta, però, che l’influenza aviaria inizia a fare davvero paura. Soprattutto dopo che negli Stati Uniti D’America, precisamente nel Texas, è stata effettuata la scoperta di un raro caso umano affetto da influenza aviaria. Una possibile pandemia del genere potrebbe risultare addirittura peggio del Covid: ben 100 volte superiore il virus che, purtroppo, abbiamo conosciuto agli inizi del 2020.
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A riportare il tutto ci hanno pensato una serie di esperti americani che hanno voluto fare il punto della situazione. L’influenza aviaria H5N1 si è diffusa in maniera rapida e veloce quando è stato rinvenuto un nuovo ceppo quattro anni fa tanto da colpire gli uccelli selvatici in ogni stato. Proprio come il pollame commerciale e gli allevamenti da cortile. Adesso, però, questo sintomo è stato rinvenuto anche nei mammiferi con allevamenti di bovini in quattro Stati che sono stati colpiti.
USA, primo caso di influenza aviaria nell’uomo: è allarme
Non solo: nella giornata di lunedì 1 aprile è stato annunciato che un lavoratore del settore lattiero-caseario in Texas ha contratto il virus. Come annunciato dal dottor Suresh Kuchipudi, ricercatore sull’influenza aviaria di Pittsburgh, in una intervista al ‘Daily Mail‘, ha fatto sapere che adesso ci si sta avvicinando sempre di più a questo virus che potrebbe causare una pandemia. Lo stesso che può infettare mammiferi come l’uomo.
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Lo stesso John Fulton, consulente dell’industria farmaceutica per i vaccini e fondatore della canadese BioNiagara, si è dichiarato molto preoccupato. Addirittura afferma che il virus può essere 100 volte peggiore del Covid: “Potrebbe esserlo se mutasse e mantenesse il suo alto tasso di mortalità. Una volta che sarà mutato per infettare gli esseri umani, possiamo solo sperare che il tasso di mortalità non sia alto“.
Gli ultimi dati dell’Oms parano chiaro: il 52% delle persone che hanno contratto l’H5N1 dal 2003 sono morte. Il Covid uccide meno dello 0,1% delle persone infettate, anche se all’inizio della pandemia il tasso di mortalità era quasi del 20%. Quali sono i sintomi dell’influenza aviaria? Tosse, dolori muscolari e febbre. Altri potrebbero sviluppare una polmonite grave.
Colui che è stato infettato nel Texas ha avuto, come unico sintomo, arrossamento degli occhi. In questo momento si trova in isolamento e si sta curando con un farmaco antivirale. Gli USA, intanto, sono preoccupati e cercano di mantenere la situazione sotto controllo, anche se non è affatto facile.
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Tentativo di rapimento finisce in dramma: ucciso calciatore 24enne
Un ragazzo e un calciatore che sognava di diventare grande perde la vita dopo un rapimento di un gruppo di criminali
Luke Fleurs era uno dei calciatori più interessanti nel panorama sudafricano. Nato nel 2000, vantava già tre presenze con la selezione olimpica nei giochi Olimpici di Tokyo 2021 e sperava presto di poter fare il grande salto nella nazionale maggiore. Difensore centrale roccioso e agile, in carriera ha sempre giocato in patria, vestendo le maglie prima dell’Ubuntu Cape Town, poi del SuperSport Utd e di recente si era trasferito nel Kaizer Chiefs. È qui che avrebbe voluto costruire il suo futuro nel calcio, riuscendo magari a conquistare anche i suoi primi trofei. Le cose, però, per lui sono andate diversamente e un incidente non ha solo stroncato i suoi sogni, ma la sua vita.
Pallone da calcio – Notizie.com
Tutto sembrerebbe essere accaduto presso un sobborgo di Johannesburg, città dominante del Sudafrica. Il ragazzo si trovava in macchina quando un gruppo di criminali lo ha avvicinato. Questi hanno provato a estrarlo dalla vettura con l’obiettivo di rubargliela, ma Luke con il suo carattere combattivo che lo contraddistingueva anche in campo, ha tentato in ogni modo di difendersi. Una scelta che ha pagato caro. Uno dei rapinatori ha estratto una pistola e gli ha sparato, uccidendolo sul colpo e fuggendo via a bordo del veicolo. Un episodio drammatico che sta facendo il giro del mondo, lasciando un nodo in gola a chiunque ci si imbatta.
Dall’incontro con Puyol al sogno Nazionale
“Sì, è vero, Luke Fleurs è stato ucciso a colpi di arma da fuoco durante un rapimento“ ha confermato un informatore ai microfoni dell’emittente irlandese Sunday World. Raccontando delle sue aspirazioni, dei suoi obiettivi e dei traguardi raggiunti che lo avevano fatto impazzire di gioia. Dalle prime convocazioni con i grandi del Sudafrica – senza mai però giocare – fino all’incontro con il suo grandissimo idolo e modello d’ispirazione, Carles Puyol. Sul proprio profilo Instagram, a conferma di ciò, il post che aveva pubblicato in un giorno così speciale.
Scarpini di calcio – Notizie.com
Lui abbracciato all’ex capitano di Spagna e Barcellona e un messaggio sottostante: “È stato un grande privilegio incontrare questa leggenda il giorno del mio compleanno. Quando ero bambino, era uno dei giocatori che ammiravo e lo ammiro ancora perché, quando l’ho incontrato, si è sentito così onorato“. Si spengono così i sogni di un giovane calciatore che non voleva far altro che continuare sulla strada che aveva intrapreso, ricordato così anche da una delle sue ex società: “Siamo rattristati nell’apprendere della scomparsa del difensore dei Kaizer Chiefs Luke Fleurs. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Fleurs, agli amici e alla più ampia comunità calcistica sudafricana durante questo momento difficile“.
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Luke Fleurs era uno dei calciatori più interessanti nel panorama sudafricano. Nato nel 2000, vantava già tre presenze con la selezione olimpica nei giochi Olimpici di Tokyo 2021 e sperava presto di poter fare il grande salto nella nazionale maggiore. Difensore centrale roccioso e agile, in carriera ha sempre giocato in patria, vestendo le maglie prima dell’Ubuntu Cape Town, poi del SuperSport Utd e di recente si era trasferito nel Kaizer Chiefs. È qui che avrebbe voluto costruire il suo futuro nel calcio, riuscendo magari a conquistare anche i suoi primi trofei. Le cose, però, per lui sono andate diversamente e un incidente non ha solo stroncato i suoi sogni, ma la sua vita.
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Tutto sembrerebbe essere accaduto presso un sobborgo di Johannesburg, città dominante del Sudafrica. Il ragazzo si trovava in macchina quando un gruppo di criminali lo ha avvicinato. Questi hanno provato a estrarlo dalla vettura con l’obiettivo di rubargliela, ma Luke con il suo carattere combattivo che lo contraddistingueva anche in campo, ha tentato in ogni modo di difendersi. Una scelta che ha pagato caro. Uno dei rapinatori ha estratto una pistola e gli ha sparato, uccidendolo sul colpo e fuggendo via a bordo del veicolo. Un episodio drammatico che sta facendo il giro del mondo, lasciando un nodo in gola a chiunque ci si imbatta.
Dall’incontro con Puyol al sogno Nazionale
“Sì, è vero, Luke Fleurs è stato ucciso a colpi di arma da fuoco durante un rapimento“ ha confermato un informatore ai microfoni dell’emittente irlandese Sunday World. Raccontando delle sue aspirazioni, dei suoi obiettivi e dei traguardi raggiunti che lo avevano fatto impazzire di gioia. Dalle prime convocazioni con i grandi del Sudafrica – senza mai però giocare – fino all’incontro con il suo grandissimo idolo e modello d’ispirazione, Carles Puyol. Sul proprio profilo Instagram, a conferma di ciò, il post che aveva pubblicato in un giorno così speciale.
Scarpini di calcio – Notizie.com
Lui abbracciato all’ex capitano di Spagna e Barcellona e un messaggio sottostante: “È stato un grande privilegio incontrare questa leggenda il giorno del mio compleanno. Quando ero bambino, era uno dei giocatori che ammiravo e lo ammiro ancora perché, quando l’ho incontrato, si è sentito così onorato“. Si spengono così i sogni di un giovane calciatore che non voleva far altro che continuare sulla strada che aveva intrapreso, ricordato così anche da una delle sue ex società: “Siamo rattristati nell’apprendere della scomparsa del difensore dei Kaizer Chiefs Luke Fleurs. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Fleurs, agli amici e alla più ampia comunità calcistica sudafricana durante questo momento difficile“.
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