Il segretario generale del sindacato della Fiom parla al CorSera e avvisa: “Mittal non vuole investire sul polo siderurgico di Taranto”
Ilva, un affare di Stato. Volente o nolente. Parole, promesse, garanzie, tutto andato in fumo, ma non da adesso da anni. Ancora riecheggiano le parole dell’allora Ministro Calenda che si vantava di aver risolto la situazione del polo siderurgico di Taranto, ora a distanza di anni tutto ritorna indietro, come se fosse un gioco dell’oca. E, come spesso succede, le promesse dei politici a tanti lavoratori restano e sono carta straccia. E in tutti i sensi. Ma non è stato solo Calenda, prima di lui altri e anche altri dopo di lui. Ora si è al punto di partenza, con Ilva che è sospeso come sempre, un tira e molla snervante per tanti lavoratori. E le loro responsabilità le hanno anche i i sindacati, sia ben chiaro.
Un gruppo di operai dell’Ilva che protestano davanti al Parlamento (Ansa Notizie.com)
Uno di loro, Michele De Palma, segretario della Fiom-Cigl, cerca di spiegare e portare avanti una sua idea, che poi non è proprio una trovata geniale, ma tant’è. “È stato un anno duro per i metalmeccanici Abbiamo provato a difendere l’occupazione in situazioni sempre più complesse, da Ilva a Stellantis. Alcune battaglie hanno raggiunto gli obiettivi, penso alla reindustrializzazione di Marelli a Crevalcore o alla Whirlpool a Napoli o alla Gkn con la revoca dei licenziamenti, ma restano tante vertenze che ci preoccupano”.
“Lo Stato salvi Ilva, Mittal non ha alcun interesse a farlo”
Il segretario della Fiom-Cigl Michele De Palma (Ansa Notizie.com)
Ilva è una delle maggiori aziende a livello nazionale riguardo all’acciaio e alla siderurgia. Un polo importante, ma spesso dimenticato per quanta importanza ricopre e potrebbe ricoprire. La storia recente in sintesi da parte di De Palma: “Nell’incontro a Palazzo Chigi c’è stato scontro. A detta del Governo gli scenari sono tre: Mittal mette le risorse per la ripartenza degli impianti; l’amministrazione straordinaria; lo Stato che si riprende la maggioranza della società, come chiediamo noi“.
Motivo? Ed è lo stesso segretario della Fiom-Cigl che lo spiega con chiarezza: “Perché Mittal non ha voluto investire nell’azienda e siamo arrivati a una situazione disastrosa da tutti i punti di vista, con 20mila posti di lavoro, indotto compreso, a rischio. Inoltre, un Paese senza la siderurgia è un Paese che sceglie di fare a meno dell’industria e questo non possiamo permettercelo. Pensiamo solo all’acciaio che serve per la produzione automobilistica“.
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2023, un anno di sport: dal trionfo in Coppa Davis ai successi di Bagnaia e Tamberi
Le magie di Sinner, le pieghe di Bagnaia, i salti di Tamberi, ma anche le squadre italiane di calcio comunque protagoniste di tre finali europee, sono i simboli di un’altra annata straordinaria per lo sport azzurro
Lo scudetto del Napoli 33 anni dopo l’ultima impresa di Maradona e compagni e la Coppa Davis all’Italia 47 anni dopo la prima e unica insalatiera vinta da Panatta e gli altri moschettieri azzurri. Il nuovo trionfo di Pecco Bagnaia che lo consacra tra i più grandi di sempre, perchè ripetersi è la cosa più difficile nello sport, o l’ennesimo salto nella leggenda di Gimbo Tamberi capace di vincere tutti gli ori a disposizione di un atleta nella sua specialità. Tante sono state le fotografie e le storie che nel 2023 hanno scandito il grande stato di salute del nostro sport in attesa delle Olimpiadi del 2024 a Parigi.
Lo storico trionfo in Coppa-Davis – Notizie.com –
Un anno di sport che ha regalato come sempre immagini destinate a diventare leggendarie, ma che va anche ricordato perchè ci hanno lasciato due figure importanti del calcio a noi molto care. Il 6 gennaio 2023 a Londra, a 58 anni, si spegne Gianluca Vialli, ex di Juve e Samp, ma anche capo delegazione dell’Italia nell’Europeo vinto nel 2021. Un dramma che ha colpito in maniera trasversale tutti gli appassionati di calcio e non solo e che è arrivato pochi giorni dopo la morte di un altro grande dello sport mondiale come Pelè.
Un anno di trionfi azzurri
Come sempre è stato un anno di alti e bassi, momenti belli e momenti brutti, di trionfi e di delusioni nello sport italiano quello appena trascorso. Un anno però che ha dimostrato ancora una volta come il talento e l’organizzazione possano superare qualsiasi ostacolo e regalare momenti indimenticabili. Sicuramente l’ascesa di Jannik Sinner ha letteralmente infiammato non soltanto tutti gli appassionati di tennis. Gli ultimi mesi del tennista altoatesino sono stati a dir poco mostruosi con imprese e partite memorabili, che resteranno a lungo negli occhi degli italiani. E lo straordinario, impensabile e imprevedibile trionfo dell’Italia in Coppa Davis, guidata e trascinata proprio dal tennista altoatesino, insieme a Sonego, Musetti, Bolelli e Arnaldi ha riportato alla mente immagini oramai sbiadite. Il secondo successo nella massima manifestazione a squadre di tennis, 47 anni dopo l’impresa mitica di Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli in Cile. È stato un anno ricco di successi anche nell’atletica, dove la vittoria del Campionato europeo a squadre ha confermato quanto quello dell’atletica leggera in Italia sia un movimento ben avviato e ricco di numerosi talenti, impreziosita dall’impresa straordinaria di Gianmarco Tamberi capace di vincere nel salto in alto l’ultimo oro che mancava nella sua bacheca ineguagliabile, quello mondiale.
🥇 𝐔 𝐍 𝐈 𝐓 𝐀 𝐋 𝐈 𝐀 𝐍 𝐎 𝐕 𝐄 𝐑 𝐎
Gianmarco Tamberi campione del mondo! #Budapest2023
Foto Francesca Grana/FIDAL pic.twitter.com/MgWp0oP1db
— Atletica Italiana (@atleticaitalia) August 22, 2023
Altri trionfi in serie
Il Motorsport ha regalato sensazioni opposte. Mentre la Ferrari insegue ancora quella competitività che le spetterebbe di diritto, un Mondiale prima dominato, poi quasi perso e alla fine portato a casa all’ultima gara, quell0 riconquistato da Francesco Bagnaia. Il 2023 della MotoGP si chiude con il secondo titolo della carriera in classe regina di “Pecco”, capace di vivere una stagione da protagonista assoluto nel bene e nel male. Gli sport invernali hanno regalato ancora una volta grandi soddisfazioni. Nella 47esima edizione dei Mondiali, Federica Brignone ha conquistato la prima storica medaglia d’oro azzurra in una rassegna iridata nella combinata femminile di Méribel e, qualche giorno dopo, l’Italia ha vinto un’altra medaglia d’oro con Marta Bassino nel SuperG. Ma soprattutto sia Federica Brignone che Sofia Goggia hanno ricominciato la stagione agonistica con tante vittorie in serie, nel segno di una rivalità che non può che far crescere l’intero movimento.
Bagnaia due volte Campione del Mondo – Notizie.com -.
Trionfi sfiorati
L’Italia ha vinto tanto in questa annata appena conclusa dello sport, ma più volte è andata vicina al trionfo, e arrivare secondi non può essere mai considerata una vera e propria sconfitta. Come non considerare una rinascita dopo anni difficili le tre finali conquistate dalle squadre italiane di calcio nelle massime competizioni europee per club. L‘Inter in finale di Champions League, la Roma in Europa League e la Fiorentina in Conference League, anche se tutte e tre sconfitte sul campo, hanno dato un chiaro segnale al calcio europeo. Anche la medaglia d’argento ai campionati europei conquistata dalla Nazionale maschile di pallavolo Campione del Mondo in carica, sconfitta in finale dalla Polonia, va comunque considerato un grande traguardo. Un europeo giocato in casa quello disputato dalla Nazionale di Ferdinando “Fefè” De Giorgi che ha saputo riempire di un entusiasmo dilagante ogni palazzo delle sport dove è stata chiamata a giocare, segno di una passione mai sopita per il volley.
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Lo scudetto del Napoli 33 anni dopo l’ultima impresa di Maradona e compagni e la Coppa Davis all’Italia 47 anni dopo la prima e unica insalatiera vinta da Panatta e gli altri moschettieri azzurri. Il nuovo trionfo di Pecco Bagnaia che lo consacra tra i più grandi di sempre, perchè ripetersi è la cosa più difficile nello sport, o l’ennesimo salto nella leggenda di Gimbo Tamberi capace di vincere tutti gli ori a disposizione di un atleta nella sua specialità. Tante sono state le fotografie e le storie che nel 2023 hanno scandito il grande stato di salute del nostro sport in attesa delle Olimpiadi del 2024 a Parigi.
Lo storico trionfo in Coppa-Davis – Notizie.com –
Un anno di sport che ha regalato come sempre immagini destinate a diventare leggendarie, ma che va anche ricordato perchè ci hanno lasciato due figure importanti del calcio a noi molto care. Il 6 gennaio 2023 a Londra, a 58 anni, si spegne Gianluca Vialli, ex di Juve e Samp, ma anche capo delegazione dell’Italia nell’Europeo vinto nel 2021. Un dramma che ha colpito in maniera trasversale tutti gli appassionati di calcio e non solo e che è arrivato pochi giorni dopo la morte di un altro grande dello sport mondiale come Pelè.
Un anno di trionfi azzurri
Come sempre è stato un anno di alti e bassi, momenti belli e momenti brutti, di trionfi e di delusioni nello sport italiano quello appena trascorso. Un anno però che ha dimostrato ancora una volta come il talento e l’organizzazione possano superare qualsiasi ostacolo e regalare momenti indimenticabili. Sicuramente l’ascesa di Jannik Sinner ha letteralmente infiammato non soltanto tutti gli appassionati di tennis. Gli ultimi mesi del tennista altoatesino sono stati a dir poco mostruosi con imprese e partite memorabili, che resteranno a lungo negli occhi degli italiani. E lo straordinario, impensabile e imprevedibile trionfo dell’Italia in Coppa Davis, guidata e trascinata proprio dal tennista altoatesino, insieme a Sonego, Musetti, Bolelli e Arnaldi ha riportato alla mente immagini oramai sbiadite. Il secondo successo nella massima manifestazione a squadre di tennis, 47 anni dopo l’impresa mitica di Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli in Cile. È stato un anno ricco di successi anche nell’atletica, dove la vittoria del Campionato europeo a squadre ha confermato quanto quello dell’atletica leggera in Italia sia un movimento ben avviato e ricco di numerosi talenti, impreziosita dall’impresa straordinaria di Gianmarco Tamberi capace di vincere nel salto in alto l’ultimo oro che mancava nella sua bacheca ineguagliabile, quello mondiale.
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Gianmarco Tamberi campione del mondo! #Budapest2023
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Altri trionfi in serie
Il Motorsport ha regalato sensazioni opposte. Mentre la Ferrari insegue ancora quella competitività che le spetterebbe di diritto, un Mondiale prima dominato, poi quasi perso e alla fine portato a casa all’ultima gara, quell0 riconquistato da Francesco Bagnaia. Il 2023 della MotoGP si chiude con il secondo titolo della carriera in classe regina di “Pecco”, capace di vivere una stagione da protagonista assoluto nel bene e nel male. Gli sport invernali hanno regalato ancora una volta grandi soddisfazioni. Nella 47esima edizione dei Mondiali, Federica Brignone ha conquistato la prima storica medaglia d’oro azzurra in una rassegna iridata nella combinata femminile di Méribel e, qualche giorno dopo, l’Italia ha vinto un’altra medaglia d’oro con Marta Bassino nel SuperG. Ma soprattutto sia Federica Brignone che Sofia Goggia hanno ricominciato la stagione agonistica con tante vittorie in serie, nel segno di una rivalità che non può che far crescere l’intero movimento.
Bagnaia due volte Campione del Mondo – Notizie.com -.
Trionfi sfiorati
L’Italia ha vinto tanto in questa annata appena conclusa dello sport, ma più volte è andata vicina al trionfo, e arrivare secondi non può essere mai considerata una vera e propria sconfitta. Come non considerare una rinascita dopo anni difficili le tre finali conquistate dalle squadre italiane di calcio nelle massime competizioni europee per club. L‘Inter in finale di Champions League, la Roma in Europa League e la Fiorentina in Conference League, anche se tutte e tre sconfitte sul campo, hanno dato un chiaro segnale al calcio europeo. Anche la medaglia d’argento ai campionati europei conquistata dalla Nazionale maschile di pallavolo Campione del Mondo in carica, sconfitta in finale dalla Polonia, va comunque considerato un grande traguardo. Un europeo giocato in casa quello disputato dalla Nazionale di Ferdinando “Fefè” De Giorgi che ha saputo riempire di un entusiasmo dilagante ogni palazzo delle sport dove è stata chiamata a giocare, segno di una passione mai sopita per il volley.
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Mulè (Fi): “Bisogna indagare sulle trame di Napolitano”
Giorgio Mulè, esponente di Forza Italia, in un’intervista a ‘La Verità’ ritorna sulla rivelazione di Ingroia e sulle parole di Napolitano su Berlusconi.
Stanno facendo molto discutere le parole di Ingroia sulle presunte dichiarazioni di Napolitano si Berlusconi. In particolare, l’ex Capo dello Stato si vantò di aver denigrato il Cavaliere con la Merkel. “In Parlamento è stata depositata una proposta per istituire una commissione d’inchiesta sull’uso politico della giustizia – spiega Mulè in un’intervista a La Verità – questa vicenda delle intercettazioni di Napolitano appartiene esattamente all’oggetto su quale questa commissione dovrebbe fare delle verifiche“.
Giorgio Mulè sulle rivelazioni su Napolitano – Notizie.com – © Ansa
“Per questo motivo mi auguro che venga istituita al più presto la Commissione – continua l’esponente di Forza Italia – senza avere paura di nulla. Perché la verità non deve preoccupare nessuno“.
“Ecco cosa ci dicono le intercettazioni”
Mulè e il significato delle intercettazioni – Notizie.com – © Ansa
Mulè sottolinea come le intercettazioni “rivelano le telefonate del Capo dello Stato con Mancino. Nei suoi confronti, cito esattamente le parole dell’articolo, scrivemmo che gli sarebbero state riservate da parte di Napolitano parole poco benevole con il ricorso a metafore assai lontane dal linguaggio proprio alla sua carica. A Berlusconi sarebbe stata addebitata la responsabilità di aver appannato l’immagine internazionale dell’Italia al punto di tirare un sospiro di sollievo per l’uscita di scena del Cavaliere da Palazzo Chigi“.
“Nel 2012 la Procura smentì immediatamente queste parole – aggiunte l’esponente forzista – ma alla fine la verità esce fuori. Dopo undici anni sappiamo che non solo era vero quanto scritto, ma era addirittura riduttivo rispetto al contenuto delle intercettazioni“.
“Lo ribattezzerei come il Napolitano-gate”
Mulè: “Lo ribattezzerei il Napolitano-gate” – Notizie.com – © Ansa
Mulè si sofferma anche sull’ipotesi di un Ingroia dalla stessa parte di Forza Italia nell’indagine del 2012 non portata a termine: “Questo lo scopriremo solo indagando. Io tutto questo, se fossi ancora il direttore di Panorama, lo ribattezzerei come il Napolitano-gate“.
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Stanno facendo molto discutere le parole di Ingroia sulle presunte dichiarazioni di Napolitano si Berlusconi. In particolare, l’ex Capo dello Stato si vantò di aver denigrato il Cavaliere con la Merkel. “In Parlamento è stata depositata una proposta per istituire una commissione d’inchiesta sull’uso politico della giustizia – spiega Mulè in un’intervista a La Verità – questa vicenda delle intercettazioni di Napolitano appartiene esattamente all’oggetto su quale questa commissione dovrebbe fare delle verifiche“.
Giorgio Mulè sulle rivelazioni su Napolitano – Notizie.com – © Ansa
“Per questo motivo mi auguro che venga istituita al più presto la Commissione – continua l’esponente di Forza Italia – senza avere paura di nulla. Perché la verità non deve preoccupare nessuno“.
“Ecco cosa ci dicono le intercettazioni”
Mulè e il significato delle intercettazioni – Notizie.com – © Ansa
Mulè sottolinea come le intercettazioni “rivelano le telefonate del Capo dello Stato con Mancino. Nei suoi confronti, cito esattamente le parole dell’articolo, scrivemmo che gli sarebbero state riservate da parte di Napolitano parole poco benevole con il ricorso a metafore assai lontane dal linguaggio proprio alla sua carica. A Berlusconi sarebbe stata addebitata la responsabilità di aver appannato l’immagine internazionale dell’Italia al punto di tirare un sospiro di sollievo per l’uscita di scena del Cavaliere da Palazzo Chigi“.
“Nel 2012 la Procura smentì immediatamente queste parole – aggiunte l’esponente forzista – ma alla fine la verità esce fuori. Dopo undici anni sappiamo che non solo era vero quanto scritto, ma era addirittura riduttivo rispetto al contenuto delle intercettazioni“.
“Lo ribattezzerei come il Napolitano-gate”
Mulè: “Lo ribattezzerei il Napolitano-gate” – Notizie.com – © Ansa
Mulè si sofferma anche sull’ipotesi di un Ingroia dalla stessa parte di Forza Italia nell’indagine del 2012 non portata a termine: “Questo lo scopriremo solo indagando. Io tutto questo, se fossi ancora il direttore di Panorama, lo ribattezzerei come il Napolitano-gate“.
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La Manovra è legge, prof Sapelli a Notizie.com: “Mancano investimenti e coraggio sul fisco”
Per la prima volta dopo anni la Legge di bilancio è stata approvata senza il voto di fiducia.
Lo ha ricordato ieri alla Camera anche il capogruppo di Fratelli D’Italia Tommaso Foti, sottolineando come questo sia “un riconoscimento all’attività svolta, con l’opposizione che ha presentato un numero limitato di emendamenti”.
Dopo una corsa contro il tempo per allontanare l’ipotesi dell’esercizio provvisorio, i deputati italiani ieri hanno licenziato la Manovra 2024 senza il voto di fiducia: “È molto positivo, soprattutto se la si accompagna al rifiuto del Mes, che sarà ricordato per decenni come un atto di coraggio e di svolta nella politica economica italiana nei confronti del pilota automatico dell’Ue, che va assolutamente abolito attraverso una Costituzione europea”, dichiara in esclusiva a Notizie.com l’economista Giulio Sapelli, commentando la Legge di Bilancio.
Legge di Bilancio, intervista all’economista Giulio Sapelli (Ansa Foto) – notizie.com
Sapelli: “Giusto limitare gli emendamenti per la Legge di bilancio”
Il professore non reputa negativa la richiesta del governo di limitare gli emendamenti. Al contrario, ritiene che sia stata “una posizione giusta, nonostante ciò che dice l’opposizione. Per anni, un’ampia serie di intellettuali, tra cui anche io, abbiamo pensato che si dovesse ritenere positivo approvare la Finanziaria come legge a sé, non dando la possibilità di emendamenti”.
“Manovra soffre il peso del Superbonus”
Secondo Sapelli, la Manovra economica 2024 ha dei punti negativi: “Ha come fine quello di sorreggere soprattutto i redditi medio-bassi, ma soffre del peso enorme del Superbonus”.
I lati negativi della Legge di bilancio
Giulio Sapelli (Ansa Foto) – notizie.com
Ma “avrebbe dovuto essere più coraggiosa nella riforma del fisco e manca di investimenti. Nonostante il voto coraggioso del Mes sul quale concordo pienamente, il Patto di stabilità lascia un po’ di respiro e la grande occasione che abbiamo per l’unificazione delle zes (zone economiche speciali ndr.) la Manovra continua ad essere iniqua. Avrebbe dovuto in ogni modo, cercando tra le pieghe del bilancio, trovare più soldi per gli investimenti”.
Ilva: “Non si può lasciare l’Italia senza”
Un altro punto dolente secondo l’esperto è l’Ilva: “Non si può lasciare l’Italia senza un’acciaieria come l’Ilva. Le uniche vie percorribili sono o concludere l’accordo rapidamente o la nazionalizzazione”.
Foti cita il Manifesto futurista, Sapelli: “Spero conosca anche Leopardi”
Alla Camera, il presidente dei deputati di Fdi Tommaso Foti ha citato il Manifesto futurista: “Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle”. Una nota di colore dopo settimane di lavoro serrato per licenziare la Legge di bilancio, che ha fatto il giro del web. “Mi sembra che sia la legittima soddisfazione di un capogruppo che vede il suo partito e la sua cultura avere un peso così rilevante per il destino dello Stato – conclude Sapelli – spero che non conosca solo i futuristi, ma anche Leopardi, Pascoli e Carducci”.
L'articolo La Manovra è legge, prof Sapelli a Notizie.com: “Mancano investimenti e coraggio sul fisco” proviene da Notizie.com.
http://dlvr.it/T0n2qS
Lo ha ricordato ieri alla Camera anche il capogruppo di Fratelli D’Italia Tommaso Foti, sottolineando come questo sia “un riconoscimento all’attività svolta, con l’opposizione che ha presentato un numero limitato di emendamenti”.
Dopo una corsa contro il tempo per allontanare l’ipotesi dell’esercizio provvisorio, i deputati italiani ieri hanno licenziato la Manovra 2024 senza il voto di fiducia: “È molto positivo, soprattutto se la si accompagna al rifiuto del Mes, che sarà ricordato per decenni come un atto di coraggio e di svolta nella politica economica italiana nei confronti del pilota automatico dell’Ue, che va assolutamente abolito attraverso una Costituzione europea”, dichiara in esclusiva a Notizie.com l’economista Giulio Sapelli, commentando la Legge di Bilancio.
Legge di Bilancio, intervista all’economista Giulio Sapelli (Ansa Foto) – notizie.com
Sapelli: “Giusto limitare gli emendamenti per la Legge di bilancio”
Il professore non reputa negativa la richiesta del governo di limitare gli emendamenti. Al contrario, ritiene che sia stata “una posizione giusta, nonostante ciò che dice l’opposizione. Per anni, un’ampia serie di intellettuali, tra cui anche io, abbiamo pensato che si dovesse ritenere positivo approvare la Finanziaria come legge a sé, non dando la possibilità di emendamenti”.
“Manovra soffre il peso del Superbonus”
Secondo Sapelli, la Manovra economica 2024 ha dei punti negativi: “Ha come fine quello di sorreggere soprattutto i redditi medio-bassi, ma soffre del peso enorme del Superbonus”.
I lati negativi della Legge di bilancio
Giulio Sapelli (Ansa Foto) – notizie.com
Ma “avrebbe dovuto essere più coraggiosa nella riforma del fisco e manca di investimenti. Nonostante il voto coraggioso del Mes sul quale concordo pienamente, il Patto di stabilità lascia un po’ di respiro e la grande occasione che abbiamo per l’unificazione delle zes (zone economiche speciali ndr.) la Manovra continua ad essere iniqua. Avrebbe dovuto in ogni modo, cercando tra le pieghe del bilancio, trovare più soldi per gli investimenti”.
Ilva: “Non si può lasciare l’Italia senza”
Un altro punto dolente secondo l’esperto è l’Ilva: “Non si può lasciare l’Italia senza un’acciaieria come l’Ilva. Le uniche vie percorribili sono o concludere l’accordo rapidamente o la nazionalizzazione”.
Foti cita il Manifesto futurista, Sapelli: “Spero conosca anche Leopardi”
Alla Camera, il presidente dei deputati di Fdi Tommaso Foti ha citato il Manifesto futurista: “Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle”. Una nota di colore dopo settimane di lavoro serrato per licenziare la Legge di bilancio, che ha fatto il giro del web. “Mi sembra che sia la legittima soddisfazione di un capogruppo che vede il suo partito e la sua cultura avere un peso così rilevante per il destino dello Stato – conclude Sapelli – spero che non conosca solo i futuristi, ma anche Leopardi, Pascoli e Carducci”.
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Atalanta torna a vincere, basta Lookman: Lecce ko, top e flop
Serie A, da pochi istanti si è concluso il match valido per la 18ma giornata di campionato che ha visto scendere in campo Atalanta e Lecce
Il 2023 si conclude nel migliore dei modi per l’Atalanta che conquista una vittoria importante e che la porta (almeno momentaneamente) al sesto posto in classifica. Il Lecce esce nuovamente sconfitto al ‘Gewiss Stadium‘. Anche se il match non è stato per nulla spettacolare. Soprattutto nel primo tempo dove di azioni concrete ce ne sono state pochissime. Le due squadre non si fanno male e chiudono la prima frazione di gioco con lo stesso risultato in cui era iniziato l’incontro.
Atalanta-Lecce (Foto LaPresse) Notizie.com
Nella ripresa, però, qualcosa è cambiato. Soprattutto in favore della squadra di casa che ha trovato la rete del vantaggio con il ritrovato Adama Lookman. Nel finale Carnesecchi salva i suoi con un grande intervento su Oudin.
Il tabellino e le pagelle di Atalanta-Lecce 1-0
MARCATORI: 58′ Lookman (A)
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7; De Roon 6, Djimsiti 6, Kolasinac 6.5; Zappacosta 5.5 (64′ Zortea), Pasalic 6, Ederson 6, Ruggeri 6 (92′ Holm s.v.); Koopmeiners 6 (83′ Adopo s.v.), Lookman 7 (92′ Miranchuk s.v.); Scamacca 5.5 (64′ Muriel 6). All. Gasperini 6
LECCE (4-3-3): Falcone 6; Gendrey 6 (83′ Venuti s.v.), Baschirotto 6, Touba 6, Gallo 6; Rafia 6 (72′ Gonzalez 6), Ramadani 5.5, Kaba 5.5; Strefezza 5 (83′ Listkowski s.v.), Krstovic (77′ Piccoli s.v.), Oudin 5.5. All. D’Aversa 5.
Atalanta-Lecce (Foto LaPresse) Notizie.com
AMMONITI: Zappacosta, Holm (A), Ramadani, Oudin (L)
RECUPERO: 1′ p.t., 4′ s.t.
ARBITRO: Manganiello 6
I top e flop del match
LOOKMAN: A prescindere dal gol una prestazione superlativa dell’attaccante che ha messo, in più di una occasione, in difficoltà la difesa avversaria. Che possa essere ritornato quello della passata stagione? I tifosi della ‘Dea’ se lo augurano di cuore.
CARNESECCHI: Non una partita impegnativa per l’estremo difensore orobico, ma una menzione va data a lui. Nei minuti finali salva i suoi con un grande intervento su Oudin. Un fenomeno.
KOLASINAC: Davvero ispirato il terzino ex Arsenal autore di una prestazione convincente, con interventi puliti ed ordinati.
Atalanta-Lecce (Foto LaPresse) Notizie.com
ZAPPACOSTA: Uno dei peggiori in campo della ‘Dea’. Si fa anche ammonire per un intervento in ritardo nei confronti dell’avversario. Nel secondo tempo Gasperini lo sostituisce.
SCAMACCA: Ci si aspetta sempre molto da lui. Per un attaccante che non fa gol è un qualcosa che davvero non si riesce ad accettare. Anche per lui sostituzione.
STREFEZZA: Prova incolore dell’attaccante che dovrebbe fare la differenza nel team salentino. A prescindere dalla rete annullata (per giusto fuorigioco), il nulla assoluto.
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Il 2023 si conclude nel migliore dei modi per l’Atalanta che conquista una vittoria importante e che la porta (almeno momentaneamente) al sesto posto in classifica. Il Lecce esce nuovamente sconfitto al ‘Gewiss Stadium‘. Anche se il match non è stato per nulla spettacolare. Soprattutto nel primo tempo dove di azioni concrete ce ne sono state pochissime. Le due squadre non si fanno male e chiudono la prima frazione di gioco con lo stesso risultato in cui era iniziato l’incontro.
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Nella ripresa, però, qualcosa è cambiato. Soprattutto in favore della squadra di casa che ha trovato la rete del vantaggio con il ritrovato Adama Lookman. Nel finale Carnesecchi salva i suoi con un grande intervento su Oudin.
Il tabellino e le pagelle di Atalanta-Lecce 1-0
MARCATORI: 58′ Lookman (A)
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7; De Roon 6, Djimsiti 6, Kolasinac 6.5; Zappacosta 5.5 (64′ Zortea), Pasalic 6, Ederson 6, Ruggeri 6 (92′ Holm s.v.); Koopmeiners 6 (83′ Adopo s.v.), Lookman 7 (92′ Miranchuk s.v.); Scamacca 5.5 (64′ Muriel 6). All. Gasperini 6
LECCE (4-3-3): Falcone 6; Gendrey 6 (83′ Venuti s.v.), Baschirotto 6, Touba 6, Gallo 6; Rafia 6 (72′ Gonzalez 6), Ramadani 5.5, Kaba 5.5; Strefezza 5 (83′ Listkowski s.v.), Krstovic (77′ Piccoli s.v.), Oudin 5.5. All. D’Aversa 5.
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AMMONITI: Zappacosta, Holm (A), Ramadani, Oudin (L)
RECUPERO: 1′ p.t., 4′ s.t.
ARBITRO: Manganiello 6
I top e flop del match
LOOKMAN: A prescindere dal gol una prestazione superlativa dell’attaccante che ha messo, in più di una occasione, in difficoltà la difesa avversaria. Che possa essere ritornato quello della passata stagione? I tifosi della ‘Dea’ se lo augurano di cuore.
CARNESECCHI: Non una partita impegnativa per l’estremo difensore orobico, ma una menzione va data a lui. Nei minuti finali salva i suoi con un grande intervento su Oudin. Un fenomeno.
KOLASINAC: Davvero ispirato il terzino ex Arsenal autore di una prestazione convincente, con interventi puliti ed ordinati.
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ZAPPACOSTA: Uno dei peggiori in campo della ‘Dea’. Si fa anche ammonire per un intervento in ritardo nei confronti dell’avversario. Nel secondo tempo Gasperini lo sostituisce.
SCAMACCA: Ci si aspetta sempre molto da lui. Per un attaccante che non fa gol è un qualcosa che davvero non si riesce ad accettare. Anche per lui sostituzione.
STREFEZZA: Prova incolore dell’attaccante che dovrebbe fare la differenza nel team salentino. A prescindere dalla rete annullata (per giusto fuorigioco), il nulla assoluto.
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Paragone addio a Italiexit: “Ho chiuso con la politica”
L’ex deputato dei Cinquestelle che aveva fondato un partito tornerà a fare il giornalista: “Senza soldi non si canta messa”
Ci aveva creduto tanto. Si era speso parecchio per il partito che aveva fondato, ma dopo tante battaglie e tante rinunce, alla fine Gianluigi Paragone ha dato le sue “dimissioni irrevocabili” da segretario di Italexit, il partito che era contro l’Europa e tutto quello che rappresentava dal punto di vista economico. Il giornalista ed ex deputato aveva fondato il partito tre anni fa, tanto che alle del 2022 aveva preso poco meno del 2% dei voti, restando fuori dal Parlamento. Addio quindi alla politica e a tutto quello che ne consegue: “Quando si esce dal Parlamento diventa una scelta. Era una sfida impossibile: un partito nuovo che si reggeva sulle mie spalle. Eppure da soli siamo arrivati al 2%“, dice con tono affranto Paragone a La Stampa.
Gianluigi Paragone ex segretario del partito Italiaexit (Ansa Notizie.com)
Dice di non essersi pentito, Paragone di aver scelto questa strada a suo tempo, anzi per lui è stata una vera remissione economica, ma l’ha fatto perché ci credeva tanto e voleva andare avanti con le sue idee, ma niente, non è servito a granché: “Se sono pentito? Rifarei tutto, è stata un’avventura entusiasmante“. E chi l’ha sempre accusato di aver fatto i soldi con questo ingresso in politica, quasi si arrabbia: “Scherza? Basta guardare il mio 740 prima dell’entrata in politica. Guadagnavo più da giornalista”. E probabilmente, quello tornerà a fare anzi lo fa già adesso, scrivendo per Libero e il Tempo.
“Siamo nati come partito del dissenso, ora quello spazio non c’è più…”
Il momento in cui Gianluigi Paragone parlava da segretario di Italiexit (Ansa Notizie.com)
Una scelta dolorosa, quella di Gianluigi Paragone, per come ne parla, ma anche liberatoria per tutto quello che è successo in quest’ultimo anno e mezzo, da quando ci sono state le elezioni e il suo partito e lui stesso è rimasto fuori dal Parlamento. “Quando ho detto dell’addio? Venerdì sera, in direzione. Online perché non possiamo pagare il viaggio a tutti. Iscritti? Qualche centinaio. Certo, fuori dalle competizioni elettorali l’entusiasmo scende. È un partito fortemente leaderista, come tutti ormai”.
Le parole non sono state molte, anzi poche ed espresse in maniera molto chiara, anche se è stata una sorpresa per tutti a quanto pare: “Il motivo dell’addio? Siamo nati come partito del “dissenso” , sull’onda euroscettica e delle proteste contro il Green pass. Ora quello spazio nel centrodestra non c’è più“. Le reazioni sono state di gran dispiacere, anche perché tanti si sono aggregati a questo partito proprio perché c’era lui, un giornalista affermato e comunque un ex deputato battagliero: “Sono dispiaciuti. Abbiamo fatto una traversata epica, ne siamo orgogliosi, non c’è dissapore. È il tempo della vita che cambia, ora tocca a loro la prova di maturità“. E infine sul motivo del perché proprio adesso lascia tutto e tutti e Paragone è sincero come non mai: “Senza soldi non si cantano messe. E poi alla vigilia della Europee questa maggioranza ha votato contro il Mes, qualcosa di simbolico. Una decisione pesantissima, un atto ostile nei confronti dell’Europa. Devo riconoscere un grande coraggio a FdI e alle Lega“.
L'articolo Paragone addio a Italiexit: “Ho chiuso con la politica” proviene da Notizie.com.
http://dlvr.it/T0n2Tj
Ci aveva creduto tanto. Si era speso parecchio per il partito che aveva fondato, ma dopo tante battaglie e tante rinunce, alla fine Gianluigi Paragone ha dato le sue “dimissioni irrevocabili” da segretario di Italexit, il partito che era contro l’Europa e tutto quello che rappresentava dal punto di vista economico. Il giornalista ed ex deputato aveva fondato il partito tre anni fa, tanto che alle del 2022 aveva preso poco meno del 2% dei voti, restando fuori dal Parlamento. Addio quindi alla politica e a tutto quello che ne consegue: “Quando si esce dal Parlamento diventa una scelta. Era una sfida impossibile: un partito nuovo che si reggeva sulle mie spalle. Eppure da soli siamo arrivati al 2%“, dice con tono affranto Paragone a La Stampa.
Gianluigi Paragone ex segretario del partito Italiaexit (Ansa Notizie.com)
Dice di non essersi pentito, Paragone di aver scelto questa strada a suo tempo, anzi per lui è stata una vera remissione economica, ma l’ha fatto perché ci credeva tanto e voleva andare avanti con le sue idee, ma niente, non è servito a granché: “Se sono pentito? Rifarei tutto, è stata un’avventura entusiasmante“. E chi l’ha sempre accusato di aver fatto i soldi con questo ingresso in politica, quasi si arrabbia: “Scherza? Basta guardare il mio 740 prima dell’entrata in politica. Guadagnavo più da giornalista”. E probabilmente, quello tornerà a fare anzi lo fa già adesso, scrivendo per Libero e il Tempo.
“Siamo nati come partito del dissenso, ora quello spazio non c’è più…”
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Una scelta dolorosa, quella di Gianluigi Paragone, per come ne parla, ma anche liberatoria per tutto quello che è successo in quest’ultimo anno e mezzo, da quando ci sono state le elezioni e il suo partito e lui stesso è rimasto fuori dal Parlamento. “Quando ho detto dell’addio? Venerdì sera, in direzione. Online perché non possiamo pagare il viaggio a tutti. Iscritti? Qualche centinaio. Certo, fuori dalle competizioni elettorali l’entusiasmo scende. È un partito fortemente leaderista, come tutti ormai”.
Le parole non sono state molte, anzi poche ed espresse in maniera molto chiara, anche se è stata una sorpresa per tutti a quanto pare: “Il motivo dell’addio? Siamo nati come partito del “dissenso” , sull’onda euroscettica e delle proteste contro il Green pass. Ora quello spazio nel centrodestra non c’è più“. Le reazioni sono state di gran dispiacere, anche perché tanti si sono aggregati a questo partito proprio perché c’era lui, un giornalista affermato e comunque un ex deputato battagliero: “Sono dispiaciuti. Abbiamo fatto una traversata epica, ne siamo orgogliosi, non c’è dissapore. È il tempo della vita che cambia, ora tocca a loro la prova di maturità“. E infine sul motivo del perché proprio adesso lascia tutto e tutti e Paragone è sincero come non mai: “Senza soldi non si cantano messe. E poi alla vigilia della Europee questa maggioranza ha votato contro il Mes, qualcosa di simbolico. Una decisione pesantissima, un atto ostile nei confronti dell’Europa. Devo riconoscere un grande coraggio a FdI e alle Lega“.
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Azione, Costa: “Con mia norma nessun bavaglio all’informazione”
Il senatore di ‘Azione’, Enrico Costa, ha rilasciato una intervista ai microfoni del quotidiano “L’Unità” in cui si è soffermato sulla sua norma
Per Enrico Costa non ci sono assolutamente dubbi: il tema che riguarda l’emendamento può essere considerato il miglior bilanciamento possibile per cercare di garantire il diritto all’informazione. Ovviamente con l’obiettivo di salvaguardare la presunzione di innocenza. Lo ha ribadito nel corso di una intervista che ha rilasciato ai microfoni del quotidiano “L’Unità”. Nel corso della stessa il senatore del partito ‘Azione‘ si è soffermato anche su altro.
Il senatore di Azione, Enrico Costa (Ansa Foto) Notizie.com
Proprio Costa, per chi non lo sapesse, è colui che ha firmato la norma tanto discussa. La stessa che, come riportato dai giornalisti, è stata definita come la nuova “legge bavaglio“. Proprio quest’ultima, infatti, è stata approvata in prima lettura alla Camera. La stessa che tende a proibire la pubblicazione del testo delle ordinanze di custodia cautelare.
Azione, Costa: “Apprezzo le parole di Santalucia”
Sempre nel corso dell’intervista si è voluto soffermare anche sulle ultime dichiarazioni che ha rilasciato il numero uno dell’Anm, Giuseppe Santalucia. Parole che, lo stesso Costa, ha apprezzato moltissimo e lo ha spiegato in questo modo: “Le sue dichiarazioni rappresentato una ricostruzione corretta“.
Il senatore di Azione, Enrico Costa (Ansa Foto) Notizie.com
Sempre soffermandosi su Santalucia ha dichiarato: “A differenza di altri suoi colleghi posso dire che Santalucia ha ammesso che il contenuto delle ordinanze potranno continuare ad essere rese pubbliche. Anche perché c’era una diversa disciplina. In questo caso, infatti, ne ha spiegato anche le sue ragioni”.
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http://dlvr.it/T0n2NP
Per Enrico Costa non ci sono assolutamente dubbi: il tema che riguarda l’emendamento può essere considerato il miglior bilanciamento possibile per cercare di garantire il diritto all’informazione. Ovviamente con l’obiettivo di salvaguardare la presunzione di innocenza. Lo ha ribadito nel corso di una intervista che ha rilasciato ai microfoni del quotidiano “L’Unità”. Nel corso della stessa il senatore del partito ‘Azione‘ si è soffermato anche su altro.
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Proprio Costa, per chi non lo sapesse, è colui che ha firmato la norma tanto discussa. La stessa che, come riportato dai giornalisti, è stata definita come la nuova “legge bavaglio“. Proprio quest’ultima, infatti, è stata approvata in prima lettura alla Camera. La stessa che tende a proibire la pubblicazione del testo delle ordinanze di custodia cautelare.
Azione, Costa: “Apprezzo le parole di Santalucia”
Sempre nel corso dell’intervista si è voluto soffermare anche sulle ultime dichiarazioni che ha rilasciato il numero uno dell’Anm, Giuseppe Santalucia. Parole che, lo stesso Costa, ha apprezzato moltissimo e lo ha spiegato in questo modo: “Le sue dichiarazioni rappresentato una ricostruzione corretta“.
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Sempre soffermandosi su Santalucia ha dichiarato: “A differenza di altri suoi colleghi posso dire che Santalucia ha ammesso che il contenuto delle ordinanze potranno continuare ad essere rese pubbliche. Anche perché c’era una diversa disciplina. In questo caso, infatti, ne ha spiegato anche le sue ragioni”.
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Doppio terribile incidente nelle ultime ore, sangue sulle strade italiane
Un doppio terribile incidente mortale nelle strade italiane, sinistri che si sono verificati nelle ultime ore: purtroppo ci sono delle vittime
Le notizie che arrivano dal Sud sono a dir poco drammatiche. In due differenti città ci sono stati altrettanti incidenti mortali. Il primo si è verificato nella serata di ieri sulla strada che collega Trani e Corato (in provincia di Bari). Purtroppo il bilancio è tragico: sono almeno due le persone che hanno perso la vita ed altre tre sono rimaste ferite in maniera molto grave. Ad essere rimasti uccisi i due conducenti delle rispettive automobili. Si tratta di un 37enne e di un uomo di 82.
Doppio terribile incidente mortale nelle ultime ore (Ansa Foto) Notizie.com
Lo scontro tra le due vetture è stato a dir poco violento. A bordo della prima auto viaggiava la moglie della vittima (anche lei stessa età del compagno), il figlio della coppia ed un nipote (1 e 6 anni) che sono rimasti feriti. In merito a questo incidente è rimasta coinvolta anche una terza auto: gli occupanti della stessa sono rimasti feriti in maniera lieve con qualche contusione, non sono in pericolo di vita.
Incidenti mortali a Trani ed Acireale, ci sono delle vittime
L’altro terribile incidente si è verificato nel territorio di Acireale. Vittima una giovane ragazza di soli 18 anni. La vittima, nativa di Taormina ma residente a Calatabiano, è morta la scorsa notte. Un incidente che si è verificato sulla 114. Nel terribile impatto che ha visto come protagonisti una Peugeot 206 e un furgone che trasportava pesce sono rimaste ferite cinque persone. Subito è scattato l’allarme con l’arrivo del 118. Il personale medico, però, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Doppio terribile incidente mortale nelle ultime ore (Ansa Foto) Notizie.com
Sono stati del tutto inutili i tentativi di poterla rianimare. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri che hanno avviato le prime indagini e rilievi del caso. Le persone rimaste ferite sono state portate negli ospedali di Acireale e Catania. La vittima viaggiava nell’auto insieme ad altre tre persone (tutte sue coetanee). Mentre nel furgoncino erano presenti due persone.
Secondo quanto riportato dalle ultime indiscrezioni pare che la vettura della giovane avesse invaso la corsia opposta scontrandosi con il furgone. Anche in questo caso l’impatto è stato terribile. Non sono state rese note le generalità della 18enne morta.
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Le notizie che arrivano dal Sud sono a dir poco drammatiche. In due differenti città ci sono stati altrettanti incidenti mortali. Il primo si è verificato nella serata di ieri sulla strada che collega Trani e Corato (in provincia di Bari). Purtroppo il bilancio è tragico: sono almeno due le persone che hanno perso la vita ed altre tre sono rimaste ferite in maniera molto grave. Ad essere rimasti uccisi i due conducenti delle rispettive automobili. Si tratta di un 37enne e di un uomo di 82.
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Lo scontro tra le due vetture è stato a dir poco violento. A bordo della prima auto viaggiava la moglie della vittima (anche lei stessa età del compagno), il figlio della coppia ed un nipote (1 e 6 anni) che sono rimasti feriti. In merito a questo incidente è rimasta coinvolta anche una terza auto: gli occupanti della stessa sono rimasti feriti in maniera lieve con qualche contusione, non sono in pericolo di vita.
Incidenti mortali a Trani ed Acireale, ci sono delle vittime
L’altro terribile incidente si è verificato nel territorio di Acireale. Vittima una giovane ragazza di soli 18 anni. La vittima, nativa di Taormina ma residente a Calatabiano, è morta la scorsa notte. Un incidente che si è verificato sulla 114. Nel terribile impatto che ha visto come protagonisti una Peugeot 206 e un furgone che trasportava pesce sono rimaste ferite cinque persone. Subito è scattato l’allarme con l’arrivo del 118. Il personale medico, però, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
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Sono stati del tutto inutili i tentativi di poterla rianimare. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri che hanno avviato le prime indagini e rilievi del caso. Le persone rimaste ferite sono state portate negli ospedali di Acireale e Catania. La vittima viaggiava nell’auto insieme ad altre tre persone (tutte sue coetanee). Mentre nel furgoncino erano presenti due persone.
Secondo quanto riportato dalle ultime indiscrezioni pare che la vettura della giovane avesse invaso la corsia opposta scontrandosi con il furgone. Anche in questo caso l’impatto è stato terribile. Non sono state rese note le generalità della 18enne morta.
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Tivoli, incendio all’ospedale: cosa ha provocato il rogo? Il punto sulle indagini
Una tragedia tutta da chiarire, quella che ha colpito l’ospedale di Tivoli dopo le 23 di venerdì 8 dicembre. 3 le vittime del rogo, danni ingenti al pronto soccorso e ad altre parti del nosocomio. Si indaga per omicidio plurimo colposo e incendio colposo. Si cercano le cause che hanno fatto divampare le fiamme
Dopo il fuoco, dopo il fumo inalato che è costato la vita a 3 persone, dopo la notte di paura e angoscia che ha colpito il popoloso comune di Tivoli alle porte della Capitale, dopo ore ed ore di lavoro duro per domare le fiamme che hanno avvolto l’ospedale della cittadina, ora è il tempo di fare chiarezza e capire davvero cosa abbia scaturito il rogo e come mai sia riuscito a dilagare tanto facilmente.
Incendio ospedale Tivoli, a che punto sono le indagini?, foto Ansa
I primi rilievi hanno permesso di appurare alcuni elementi cardine per la ricostruzione. Le fiamme all’ospedale San Giovanni Evangelista sono partite dall’esterno, dal retro della struttura, come ha spiegato il procuratore capo Francesco Menditto parlando dell’incendio nella struttura sanitaria e come ha anche sottolineato ai nostri microfoni il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti nell’intervista esclusiva, che ci ha rilasciato alla fine della giornata di ieri.
Tivoli, incendio all’ospedale: cosa ha provocato il rogo? Il punto sulle indagini
Incendio all’ospedale di Tivoli
3 anziani pazienti hanno perso la vita nella tragica vicenda: si tratta di un uomo di 86 anni e di due donne, una di 84 anni e l’altra di 86 anni.
Due delle vittime secondo quanto è trapelato fino a questo momento, sono morte durante le operazioni di soccorso, mentre la terza persona sarebbe morta deceduta il trasporto. “Nessuno è morto tra le fiamme”, ha spiegato Menditto. Ma ulteriori dettagli verranno svelati dall’autopsia sui corpi, prevista per domani. “Una delle tre vittime era ricoverata in medicina di urgenza e due in medicina generale”, ha aggiunto il procuratore, spiegando che “alcune aree di interesse per le indagini sono state sequestrate”. Sull’incendio è stato ovviamente aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Le indagini sono condotte dalla polizia e coordinate dalla procura di Tivoli. Ma sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i militari dell’Arma, e la polizia scientifica. Tutte le le immagini delle telecamere interessate alla zona, sono state sequestrate per dettagliare meglio l’accaduto.
Ma cosa ha provocato il rogo? Da dove è partito l’incendio? Le fiamme sono divampate da rifiuti sanitari stoccati all’esterno delle mura perimetrali, ma comunque sempre all’interno dell’edificio ospedaliero. Il fuoco poi si è inoltrato dentro la struttura, fino ad arrivare in pronto soccorso. Qui il fumo ha invaso tutto. “Abbiamo acquisito numerose immagini dall’impianto di videosorveglianza – ha spiegato il procuratore Menditto – da cui abbiamo un quadro chiaro su quanto accaduto e che ci permettono di escludere al momento il dolo”. “Cercheremo di capire quali sono le cause e trovare le soluzioni”, aveva aggiunto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, arrivato ieri mattina a Tivoli. Alla domanda se il sistema antincendio abbia funzionato, Rocca aveva spiegato: “Dobbiamo capire quello che è accaduto e come si sono propagate le fiamme. La polizia scientifica darà l’esito e le valutazioni per capire quale sia la natura e cosa sia successo”.
L'articolo Tivoli, incendio all’ospedale: cosa ha provocato il rogo? Il punto sulle indagini proviene da Notizie.com.
http://dlvr.it/Szywqq
Dopo il fuoco, dopo il fumo inalato che è costato la vita a 3 persone, dopo la notte di paura e angoscia che ha colpito il popoloso comune di Tivoli alle porte della Capitale, dopo ore ed ore di lavoro duro per domare le fiamme che hanno avvolto l’ospedale della cittadina, ora è il tempo di fare chiarezza e capire davvero cosa abbia scaturito il rogo e come mai sia riuscito a dilagare tanto facilmente.
Incendio ospedale Tivoli, a che punto sono le indagini?, foto Ansa
I primi rilievi hanno permesso di appurare alcuni elementi cardine per la ricostruzione. Le fiamme all’ospedale San Giovanni Evangelista sono partite dall’esterno, dal retro della struttura, come ha spiegato il procuratore capo Francesco Menditto parlando dell’incendio nella struttura sanitaria e come ha anche sottolineato ai nostri microfoni il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti nell’intervista esclusiva, che ci ha rilasciato alla fine della giornata di ieri.
Tivoli, incendio all’ospedale: cosa ha provocato il rogo? Il punto sulle indagini
Incendio all’ospedale di Tivoli
3 anziani pazienti hanno perso la vita nella tragica vicenda: si tratta di un uomo di 86 anni e di due donne, una di 84 anni e l’altra di 86 anni.
Due delle vittime secondo quanto è trapelato fino a questo momento, sono morte durante le operazioni di soccorso, mentre la terza persona sarebbe morta deceduta il trasporto. “Nessuno è morto tra le fiamme”, ha spiegato Menditto. Ma ulteriori dettagli verranno svelati dall’autopsia sui corpi, prevista per domani. “Una delle tre vittime era ricoverata in medicina di urgenza e due in medicina generale”, ha aggiunto il procuratore, spiegando che “alcune aree di interesse per le indagini sono state sequestrate”. Sull’incendio è stato ovviamente aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Le indagini sono condotte dalla polizia e coordinate dalla procura di Tivoli. Ma sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i militari dell’Arma, e la polizia scientifica. Tutte le le immagini delle telecamere interessate alla zona, sono state sequestrate per dettagliare meglio l’accaduto.
Ma cosa ha provocato il rogo? Da dove è partito l’incendio? Le fiamme sono divampate da rifiuti sanitari stoccati all’esterno delle mura perimetrali, ma comunque sempre all’interno dell’edificio ospedaliero. Il fuoco poi si è inoltrato dentro la struttura, fino ad arrivare in pronto soccorso. Qui il fumo ha invaso tutto. “Abbiamo acquisito numerose immagini dall’impianto di videosorveglianza – ha spiegato il procuratore Menditto – da cui abbiamo un quadro chiaro su quanto accaduto e che ci permettono di escludere al momento il dolo”. “Cercheremo di capire quali sono le cause e trovare le soluzioni”, aveva aggiunto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, arrivato ieri mattina a Tivoli. Alla domanda se il sistema antincendio abbia funzionato, Rocca aveva spiegato: “Dobbiamo capire quello che è accaduto e come si sono propagate le fiamme. La polizia scientifica darà l’esito e le valutazioni per capire quale sia la natura e cosa sia successo”.
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