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Addio a Gorbaciov, ex presidente URSS e premio Nobel per la pace. Festeggia Marco Rizzo

È morto all'età di 91 anni Mikhail Gorrbaciov. Padre della Perestrojka e della dottrina Glasnost, protagonista della caduta del Muro di Berlino, insignito nel 1990 del premio Nobel per la pace per il ruolo di primo piano "nei cambiamenti radicali delle relazioni fra Est ed Ovest", Gorbaciov si è spento al Clinical Hospital dove era ricoverato da tempo. È stato l'ultimo leader dell'Unione sovietica e l'uomo che pose fine alla guerra fredda. 

È morto Michail Gorbačëv, fu l’ultimo Segretario generale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.

Propugnatore dei processi di riforma legati alla perestrojka, e protagonista nella catena di eventi che portarono alla dissoluzione dell’URSS e alla riunificazione della Germania. Aveva 91 anni.

Morto Gorbaciov, esulta il leader del Partito Comunista Marco Rizzo: "Lo aspettavo dal 1991"


Corruzione al Miur, coinvolta Giovanna Boda, ex braccio destro della Boschi. "Speculavano sul sostegno psicologico durante il Covid"

Sette persone coivolte. Per l'accusa avrebbero goduto di appartamenti messi a loro disposizione nella zona del ministero, lavori di ristrutturazione, camere in b&b, scooter e computer. Inciampa anche la super manager, ex capo dipartimento del Miur molto attiva in temi quali disabilità e legalità. Sposata con Francesco Testa ex procuratore capo a Chieti. Cosa diranno i vari Renzi e Boschi che proprio in quel periodo urlavano alla “GOGNA PUBBLICA”?


Adesso assieme all'imprenditore, Federico Bianchi di Castelbianco, che l'avrebbe corrotta si deve difendere dalla pesantissima accusa di corruzione. Avrebbe incassato tangenti (in certi casi solo promesse) per più di 3 milioni e 200 mila euro per sbloccare appalti da 23 milioni di euro a favore di Bianchi di Castelbianco.

da La Repubblica

Necessario esame del DNA per risalire all'identità del cadavere carbonizzato ritrovato ieri nel cofano di un SUV bruciato, nel bresciano

Non è del proprietario dell'auto il corpo carbonizzato trovato nel bagagliaio di un'auto data alle fiamme ieri a Cologne, nelle campagne della Franciacorta in provincia di Brescia.

La vettura è intestata a un 34enne straniero che è stato sentito dalle forze dell'ordine e che non aveva denunciato il furto della Range Rover.

Servirà l'esame del dna per provare a risalire all'identità del cadavere che è irriconoscibile. Nel frattempo gli inquirenti stanno ricostruendo il percorso dell'auto sul territorio nelle ultime ore. Testimoni l'hanno vista sfrecciare nel primo pomeriggio di ieri tra i vigneti di Cologne dove l'auto è stata poi trovata avvolta dalle fiamme.

da Ansa

 

Smart working, in Italia è un optional per fragili, non un miglioramento tecnologico

L'assurdo in Italia è sempre dietro l'angolo. Oggi si chiama smart working che, grazie alla pandemia COVID19 è diventato una realtà anche nel bel Paese. Però il problema è proprio culturale e di avanzamento tecnologico, infatti nonostante gli ultimi due anni, i nostri politici ancora lo vedono come una forma forzata di lavoro, una situazione extra da attribuire a persone particolarmente in difficoltà, come i fragili e i genitori di bimbi piccoli. In tutto il mondo è una realtà assoldata ormai da decenni e ci sono aziende che l'hanno sempre promosso con equità a chiunque (Google, Microsoft, Amazon e qualsiasi altra multinazionale di servizi).

 In arrivo l'emendamento proposto dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, per la proroga dello smart working per i lavoratori fragili e per i genitori dei figli under 14 che, a quanto si apprende, è stato presentato nella giornata di ieri a Palazzo Chigi.

La proroga sarebbe fino al prossimo 31 dicembre.

Come annunciato dal ministro, quindi, l'emendamento sarà presentato in sede di conversione del dl Aiuti bis al Senato e la relativa copertura per i lavoratori del settore pubblico - sempre a quanto si apprende - è stata reperita con fondi propri del ministero del Lavoro.

da Ansa

Facebook e Twitter eliminano le reti di bot pro-occidentali


Twitter e Facebook hanno cancellato una rete di account sospetti che si dice siano coinvolti in "operazioni di influenza segrete" online, compresi gli sforzi per promuovere il sentimento "filo-occidentale" e demonizzare gli avversari statunitensi, secondo i dati aziendali analizzati dai ricercatori della Stanford University

Tra luglio e agosto, le piattaforme hanno rimosso "due set di account sovrapposti" per "manipolazione", "spam" e "comportamento non autentico coordinato", hanno affermato i ricercatori, osservando di aver trovato una simile "rete di account interconnessa" su altri sei siti di social media. Gli account utilizzavano "tattiche ingannevoli" per "promuovere narrazioni filo-occidentali" e molti hanno continuato a operare per quasi cinque anni

Sebbene né Twitter né Meta potessero dire chi gestiva gli account, Twitter ha indicato gli Stati Uniti e il Regno Unito come i "presunti paesi di origine", mentre Meta ha affermato che l'attività è stata fatta risalire agli Stati Uniti

Dopo Sanna Marin i video virali dei VIP che si divertono sono ormai una moda. Arriva Nevdev che si diverte alla grande con il seno di tre ragazze

Barcolla ma non molla... le tette della ragazza che sta davanti al trenino di Pavel Nevdev, vice presidente della Juventus, e la sua compagnia di amici. Il divertimento è stato ripreso da uno dei presenti e subito è scappato al controllo dei conviviali.

La focosa estate è sempre qualcosa che piace tanto ai fan e al pubblico che non sconterà critiche e contraddizioni. Ma la vita privata rimarrà mai privata?

Il video



Hackerata LastPass, la società che gestisce le password di 30 milioni di persone. Non proprio, qualcosa di molto più piccolo in realtà

In realtà non c'è stato nessun "hackeraggio", il problema stava nella sicurezza del singolo sviluppatore che si è fatto fregare le proprie credenziali. Tramite le quali è stato possibile visionare parte del codice sorgente della applicazione. Molto diverso che inneggiare subito all'attacco hacker criminale contro 30 milioni di password.

LastPass, uno dei gestori di password più popolari al mondo, ha confermato di aver avuto un “incidente di sicurezza”, cioè, perdìla diversamente, di essere stata hackerata. Un incidente molto grave per chi gestisce la sicurezza altrui.

La scorsa settimana l’azienda ha iniziato ad avvisare i suoi utenti di un “recente incidente di sicurezza” in cui una “parte non autorizzata” ha ottenuto l’accesso a un account di sviluppatore e ha avuto accesso a parti del codice sorgente del suo gestore di password e ad “alcune informazioni tecniche proprietarie di LastPass”, secondo quanto riportato da The Verge

L’azienda ha dichiarato che è stata rubata una parte del codice sorgente, ma che non sono state sottratte password.

da Scenari Economici

Alessandra Matteuzzi era controllata anche sui social. Il "compagno" voleva un messaggio ogni 10 minuti. Ma il problema era come si vestiva?

Gelosia, videochiamate e infine molteplici colpi al cranio e anche altre lesioni rilevate a livello del torace, hanno fatto cessare la vita alla giovane donna di Bologna.

"Ho sempre paura di trovarmelo davanti ogni volta che torno" - diceva preoccupata alla fine di luglio

Alessandra Matteuzzi ha denunciato di essere controllata costantemente sui social dal compagno. Oltre alle richieste continue di inviargli foto e video per dimostrare dove si trovava, la donna uccisa a Bologna da Giovanni Padovani aveva riferito ai carabinieri, nella querela sporta il 29 luglio, di aver scoperto, a febbraio, che le password dei suoi profili erano state tutte modificate. "Ho potuto constatare - raccontava - che erano state modificate sia le email che le password abbinate ai miei profili, sostituite con indirizzi di posta elettronica e password riconducibili a Padovani". Inoltre "ho rilevato anche che il mio profilo Whatsapp era collegato a un servizio che consente di visualizzare da un altro dispositivo tutti i messaggi da me inviati. Ne ho quindi dedotto che che nei giorni in cui era stato da me ospitato era riuscito a reperire tutte le mie email e le mie password che avevo memorizzato nel telefono".

da Ansa

Ingerenze russe? Forse dovremo prima guardare dentro le nostre stesse tasche. Adela ha spiato per dieci anni nel comando NATO di Napoli

E come lei è capitato anche ad altri, anche di recente. Ricordate Walter Biot, ufficiale della Marina italiana che per 5.000 euro ha venduto dati sensibili della difesa ai russi? Qualcuno ha controllato contatti e relazioni dei medici russi che sono arrivati nell'inverno 2021 allo Spallanzani di Roma? A volte basta anche inserire la pendrive USB sbagliata per compromettere il sistema sanitario (settore che dal 2021 qualche problema di sicurezza informatica l'ha avuto) - Vedi caso Regione Lazio e a catena tutti gli altri attacchi alla sanità pubblica

(ANSA) - Un'inchiesta condotta per dieci mesi dal quotidiano Repubblica insieme al sito investigativo Bellingcat, al settimanale tedesco Der Spiegel e a The Insider ha ricostruito la missione segreta di quella che viene definita "la protagonista della più clamorosa operazione d'intelligence" realizzata dalla Russia in Italia. Lo riportano oggi i siti online degli autori dell'indagine. Si tratta della trentenne Maria Adela Kuhfeldt Rivera, nata in Perù da padre tedesco e inseritasi nei circoli mondani di Napoli per riuscire poi a infiltrarsi tra il personale della base Nato e della VI Flotta statunitense.

 "La traccia principale che la collega ai servizi segreti di Mosca - spiega Repubblica - è il passaporto russo usato per entrare in Italia: appartiene alla stessa serie speciale utilizzata dagli 007 del Gru, l'intelligence militare agli ordini del Cremlino". "La nostra inchiesta - afferma il quotidiano - non è riuscita a ricostruire quali informazioni siano state ottenute dalla spia, né se sia stata capace di seminare virus informatici nei telefoni e nei computer dei suoi amici. E' però entrata in contatto con figure chiave della Nato e della Marina statunitense: nessun agente russo era mai riuscito a penetrare così in profondità il vertice dell'Alleanza atlantica".

da La Repubblica

L'Italia si preoccupa di rimuovere l'antivirus russo Kaspersky da tutta la pubblica amministrazione. Ma sembra di capire che il problema della nostra difesa, non sia un ottimo software antivirus, ma la facilità di penetrazione che offriamo, a qualsiasi livello di potere