I giallorossi superano la Salernitana e il neo tecnico colleziona la seconda vittoria in due gare, Bonetti: “Vincere è fondamentale”
Ieri allo stadio Arechi la Roma ha battuto 2-1 la Salernitana con il rigore trasformato da Dybala e la rete di Pellegrini. I giallorossi hanno così collezionato il secondo successo in altrettante gare con De Rossi sulla panchina. Una vittoria pesante sia per l’umore che per la classifica, visto che al momento la lotta ad un posto per la Champions del prossimo anno è apertissima. Per parlare del momento che sta vivendo la Roma, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Notizie.com l’ex difensore giallorosso Dario Bonetti.
Tre punti importanti a Salerno e due su due per De Rossi…
“Vincere è fondamentale perché da modo di lavorare con più serenità. Sei punti in due partite, comunque non facili visto il momento, sono sicuramente un buon inizio“.
Daniele De Ross, allenatore della Roma – Notizie.com (LaPresse)
Cosa sta dando De Rossi a questa Roma che prima mancava?
“Fare sei punti in due gare era quello che si chiedeva al nuovo tecnico, visto che Mourinho è andato via perché ha perso qualche punto per strada. Per quanto riguarda poi l’identità di gioco, servirà del tempo“.
Nell’agguerrita corsa ai posti-Champions, quante possibilità hanno di riuscire i giallorossi?
“In questo gruppo di squadre, soprattutto se rientrano tutti i calciatori che sono stati fuori per diverso tempo, la Roma può dire la sua. Serve che tutti i giocatori siano tutti in condizione per potersi giocare i posti alti della classifica. Il miglior difensore non è mai stato disponibile, Dybala c’è stato a corrente alternata e anche dalla loro continuità passa il raggiungimento della Champions“.
Lorenzo Pellegrini e Paulo Dybala, in gol contro la Salernitana – Notizie.com (LaPresse)
Un reparto offensivo come quello della Roma pochi lo hanno in Serie A: cosa manca per rendere Dybala e Lukaku una macchina da gol?
“Hanno qualità e forza, ma più che i loro gol mancano quelli degli esterni e dei centrocampisti. Più o meno Dybala e Lukaku viaggiano su numeri buoni, che possono chiaramente migliorare da qui alla fine. Serve il supporto di Belotti, El Shaarawy e dei centrocampisti“.
Pellegrini, molto criticato negli ultimi tempi, ha giocato due gare con De Rossi e ha segnato due reti: è un “caso”?
“Molte volte la fiducia fa miracoli e di conseguenza, essendo un giocatore di qualità come ha dimostrato in passato, è tornato in condizione. Quest’anno ha avuto qualche problema dal punto di vista fisico così è andato in panchina e i calciatori rispondono in maniera diversa a questa scelta, c’è chi si carica e chi ha bisogno di tempo per reagire. Mi auguro che dia il meglio di se per lui e per la Roma da qui alla fine, la sua capacità di mandare in gol Dybala e Lukaku è mancata“.
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Caso Salis, regionali e scontro Pd-M5s: la giornata politica in diretta [VIDEO]
In diretta dalla Camera dei deputati la giornata politica di oggi: autonomia, caso Salis e le ultime novità, attraverso il racconto dei protagonisti.
Gli aggiornamenti in diretta da Montecitorio – Notizie.com – © Ansa
Interviste e video a cura della nostra inviata Luigia Luciani
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L’ultimo saluto a Sandra Milo: la camera ardente in Campidoglio [FOTO e VIDEO]
La morte di Sandra Milo ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo del cinema e spettacolo italiano. In centinaia al Campidoglio per l’ultimo saluto.
E’ il giorno della camera ardente di Sandra Milo, morta nella giornata di ieri, lunedì 29 gennaio 2024, nella sua abitazione romana. Il feretro della grande attrice è arrivato poco dopo le 10 al Campidoglio dove amici, colleghi e gente comune potrà andare ad omaggiarla e ricordarla fino alle 19.
Al Campidoglio la camera ardente di Sandra Milo – Notizie.com
Il feretro è stato accompagnato dai tre figli. Accanto alla sua foto, come riportato dall’Ansa, sono presenti le immagini di Padre Pio e di una Madonnina con l’acqua benedetta.
Autorità e colleghi salutano Sandra Milo
Molti cittadini romani e turisti sono pronti a salutare per l’ultima volta Sandra Milo. Ma il Campidoglio in questa giornata vedrà anche le autorità e i colleghi dell’attrice rendere omaggio al feretro.
L'ultimo saluto a Sandra #Milo pic.twitter.com/Tu5JyQe0Q3
— Notizie.com (@com_notizie) January 30, 2024
Foto e video a cura della nostra inviata Luigia Luciani
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E’ il giorno della camera ardente di Sandra Milo, morta nella giornata di ieri, lunedì 29 gennaio 2024, nella sua abitazione romana. Il feretro della grande attrice è arrivato poco dopo le 10 al Campidoglio dove amici, colleghi e gente comune potrà andare ad omaggiarla e ricordarla fino alle 19.
Al Campidoglio la camera ardente di Sandra Milo – Notizie.com
Il feretro è stato accompagnato dai tre figli. Accanto alla sua foto, come riportato dall’Ansa, sono presenti le immagini di Padre Pio e di una Madonnina con l’acqua benedetta.
Autorità e colleghi salutano Sandra Milo
Molti cittadini romani e turisti sono pronti a salutare per l’ultima volta Sandra Milo. Ma il Campidoglio in questa giornata vedrà anche le autorità e i colleghi dell’attrice rendere omaggio al feretro.
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Leo spiega il sistema: “I concordati sono un accordo non un condono”
Parla il vice-ministro dell’Economia e spiega quello che l’opposizione contesta sui novi metodi per trovare i soldi dai contribuenti
“Mi sembra di assistere a un film di fantascienza, e mi stupisce il fatto che rappresentazioni sbagliate arrivino anche da addetti ai lavori o presunti tali“. Le parole sono così, come le ha dette lui al Sole24Ore, senza tralasciare o togliere una virgola e un pensiero, e si tratta di una persona seria che, se si esprime così, vuol dire che ne ha sentite di cotte e di crude. Si tratta del viceministro all’Economia Maurizio Leo che non ce la fa più a sentir parlare in un determinato modo di quello che ha deciso di fare il Governo su come recuperare i soldi da tanti contribuenti. Il Fisco deve essere un alleato, non un nemico e quando ascolta soprattutto l’opposizione far passare dei concetti come quelli del condono o robe simili, non ce la fa più. Ha il dente avvelenato, Leo e si vede. E si sente soprattutto.
Il vice-ministro dell’Economia Maurizio Leo (Ansa Notizie.com)
Per Maurizio Leo il problema nasce da quello che si dice sul concordato preventivo per le partite Iva dopo che c’è stata l’approvazione definitiva nel consiglio dei ministri della scorsa settimana. Un concetto che non vuole che passi, ovvero che ci sia una specie di teorema “secondo cui il concordato sia un aiuto agli evasori”, un modo di ragionare falso e sono i numeri a dimostrarlo.
Ora puntiamo a cambiare con una manovra a tenaglia
Il momento in cui i ministri e sottosegretari dell’Economia discutono una mozione importante (Ansa Notizie.com)
Le idee ci sono e anche tanta volontà da parte del ministero dell’Economia, ma l’importante è e sarà l’atteggiamento. La nuova formula è cercare di trovare chi evade e cercare di capire perché evade e trovare una soluzione che accontenti lo Stato e il contribuente. L’atteggiamento, insomma, non deve essere intimidatorio, ma di aiuto e sostegno in modo tale che chi deve pagare le tasse lo faccia e si abitui a farlo, in modo tale che tutti siano d’accodo e contenti della soluzione trovata. Da qui il nome di “concordato“, anche per questo il vice-Ministro Leo si arrabbia quando sente parlare di “condono”.
“Non esistono condoni, ma un modo nuovo di interfacciarsi con le persone, per cercare di far pagare perché è giusto farlo“, sostiene Maurizio Leo, poi ci sono coloro che non pagano a prescindere e con questi soggetti, il governo sarà meno tollerante. Ed è anche giusto che sia così.
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“Mi sembra di assistere a un film di fantascienza, e mi stupisce il fatto che rappresentazioni sbagliate arrivino anche da addetti ai lavori o presunti tali“. Le parole sono così, come le ha dette lui al Sole24Ore, senza tralasciare o togliere una virgola e un pensiero, e si tratta di una persona seria che, se si esprime così, vuol dire che ne ha sentite di cotte e di crude. Si tratta del viceministro all’Economia Maurizio Leo che non ce la fa più a sentir parlare in un determinato modo di quello che ha deciso di fare il Governo su come recuperare i soldi da tanti contribuenti. Il Fisco deve essere un alleato, non un nemico e quando ascolta soprattutto l’opposizione far passare dei concetti come quelli del condono o robe simili, non ce la fa più. Ha il dente avvelenato, Leo e si vede. E si sente soprattutto.
Il vice-ministro dell’Economia Maurizio Leo (Ansa Notizie.com)
Per Maurizio Leo il problema nasce da quello che si dice sul concordato preventivo per le partite Iva dopo che c’è stata l’approvazione definitiva nel consiglio dei ministri della scorsa settimana. Un concetto che non vuole che passi, ovvero che ci sia una specie di teorema “secondo cui il concordato sia un aiuto agli evasori”, un modo di ragionare falso e sono i numeri a dimostrarlo.
Ora puntiamo a cambiare con una manovra a tenaglia
Il momento in cui i ministri e sottosegretari dell’Economia discutono una mozione importante (Ansa Notizie.com)
Le idee ci sono e anche tanta volontà da parte del ministero dell’Economia, ma l’importante è e sarà l’atteggiamento. La nuova formula è cercare di trovare chi evade e cercare di capire perché evade e trovare una soluzione che accontenti lo Stato e il contribuente. L’atteggiamento, insomma, non deve essere intimidatorio, ma di aiuto e sostegno in modo tale che chi deve pagare le tasse lo faccia e si abitui a farlo, in modo tale che tutti siano d’accodo e contenti della soluzione trovata. Da qui il nome di “concordato“, anche per questo il vice-Ministro Leo si arrabbia quando sente parlare di “condono”.
“Non esistono condoni, ma un modo nuovo di interfacciarsi con le persone, per cercare di far pagare perché è giusto farlo“, sostiene Maurizio Leo, poi ci sono coloro che non pagano a prescindere e con questi soggetti, il governo sarà meno tollerante. Ed è anche giusto che sia così.
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Piano Mattei, Meloni ha le idee chiare: decisa una prima dotazione
Il premier Meloni ha intenzione di dare vita ad un Piano Mattei dedicato all’Africa. Ecco tutti i dettagli di questo progetto decisa dal presidente del Consiglio.
Il vertice Italia-Africa è stato il primo passo per cercare di rafforzare i rapporti tra il continente africano e il nostro Paese. Le idee sono chiare e, come riportato dall’Adnkronos, il premier Meloni ha le idee molto chiare su come muoversi nelle prossime settimane.
Il premier Meloni spinge per il Piano Mattei – Notizie.com – © Ansa
Intanto si parte con una dotazione iniziale di 5,5 miliardi. E’ questa la cifra messa in campo dal presidente del Consiglio per cercare di aiutare l’Africa. Di questi 3 miliardi arriveranno dal fondo italiano per il clima mentre 2,5 sono presi dal fondo per la Cooperazione allo sviluppo. Idee chiare da parte di Palazzo Chigi e tutto illustrato nel vertice che è andato in scena nella giornata di ieri a Roma.
Le missioni partiranno nelle prossime settimane
L’obiettivo del premier con il Piano Mattei – Notizie.com – © Ansa
Le missioni partiranno già nelle prossime settimane e riguarderanno principalmente l’istruzione, la formazione, la salute, l’energia e l’acqua. Si tratta di un progetto che il premier Meloni ha definito aperto a tutti per raggiungere il vero obiettivo che il presidente del Consiglio si è fissato con l’avvio del Piano Mattei: cercare di frenare le migrazioni.
La strada è assolutamente lunga, ma le idee sono molto chiare e il presidente del Consiglio è certo che il percorso intrapreso è quello giusto. Naturalmente bisognerà aspettare ancora del tempo per avere delle certezze in questo senso e vedremo nelle prossime settimane cosa succederà in questo senso.
La reazioni delle opposizioni
Renzi sul vertice Italia-Africa – Notizie.com – © Ansa
Il vertice Italia-Africa è stato commentato anche dalle opposizioni. Dalla sinistra hanno parlato di “un grande bluff” mentre Matteo Renzi ha sottolineato che “la sinistra deve ringraziare Descalzi. Se il summit non è fallito, il merito è suo“.
Parole molto chiare che, comunque, non fanno fare un passo indietro al presidente del Consiglio. Il Piano Mattei continuerà ad andare avanti senza sosta nella speranza di poter ottenere un risultato importante come quello di frenare l’immigrazione.
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Il vertice Italia-Africa è stato il primo passo per cercare di rafforzare i rapporti tra il continente africano e il nostro Paese. Le idee sono chiare e, come riportato dall’Adnkronos, il premier Meloni ha le idee molto chiare su come muoversi nelle prossime settimane.
Il premier Meloni spinge per il Piano Mattei – Notizie.com – © Ansa
Intanto si parte con una dotazione iniziale di 5,5 miliardi. E’ questa la cifra messa in campo dal presidente del Consiglio per cercare di aiutare l’Africa. Di questi 3 miliardi arriveranno dal fondo italiano per il clima mentre 2,5 sono presi dal fondo per la Cooperazione allo sviluppo. Idee chiare da parte di Palazzo Chigi e tutto illustrato nel vertice che è andato in scena nella giornata di ieri a Roma.
Le missioni partiranno nelle prossime settimane
L’obiettivo del premier con il Piano Mattei – Notizie.com – © Ansa
Le missioni partiranno già nelle prossime settimane e riguarderanno principalmente l’istruzione, la formazione, la salute, l’energia e l’acqua. Si tratta di un progetto che il premier Meloni ha definito aperto a tutti per raggiungere il vero obiettivo che il presidente del Consiglio si è fissato con l’avvio del Piano Mattei: cercare di frenare le migrazioni.
La strada è assolutamente lunga, ma le idee sono molto chiare e il presidente del Consiglio è certo che il percorso intrapreso è quello giusto. Naturalmente bisognerà aspettare ancora del tempo per avere delle certezze in questo senso e vedremo nelle prossime settimane cosa succederà in questo senso.
La reazioni delle opposizioni
Renzi sul vertice Italia-Africa – Notizie.com – © Ansa
Il vertice Italia-Africa è stato commentato anche dalle opposizioni. Dalla sinistra hanno parlato di “un grande bluff” mentre Matteo Renzi ha sottolineato che “la sinistra deve ringraziare Descalzi. Se il summit non è fallito, il merito è suo“.
Parole molto chiare che, comunque, non fanno fare un passo indietro al presidente del Consiglio. Il Piano Mattei continuerà ad andare avanti senza sosta nella speranza di poter ottenere un risultato importante come quello di frenare l’immigrazione.
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Regionali, Gemmato (FdI): “Per noi in Sardegna il candidato migliore è uno solo” [VIDEO]
Marcello Gemmato, esponente di FdI e sottosegretario alla Salute, in esclusiva ai nostri microfoni parla delle Regionali e della questione Sardegna.
I parlamentari tornano alla spicciolata. Oggi alla Camera si vota su Piano Mattei. Ma a tenere banco è il caso Sardegna, per le elezioni regionali del 2024. La Lega non molla su Solinas. Fratelli d’Italia vuole imporre il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu. Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute, in esclusiva a Notizie.com “confida” nel tavolo di centrodestra per una ricomposizione delle divisioni.
Gemmato in esclusiva ai nostri microfoni – Notizie.com – © Ansa
Sottosegretario Gemmato, la situazione ad oggi sulle Regionali in Sardegna sembra essere questa: FdI vuole il sindaco di Cagliari e la Lega continua a dire Solinas.
“Penso che siano normali dinamiche all’interno di una coalizione forte e compatta. E’ evidente che i tavoli servano a scegliere il candidato migliore che per noi è il sindaco di Cagliari. Ora il tavolo con Donzelli e i vertici del partito si indirizzeranno verso la scelta giusta“.
Un tavolo senza leader estremi, ma con i vertici più importanti del partito. In settimana?
“Sulle tempistiche non so rispondere. Immagino che i dirigenti del partito di vertice possano sbrogliare la matassa e riportare la ragionevolezza su una scelta politica, strategica e, soprattutto, vincente“.
La strategia cosa comporterebbe? Se qualcuno fa un passo indietro sulla candidatura in Sardegna automaticamente ci sia un problema con l’Abruzzo?
“Io ritengo che la strategia debba portare al miglior candidato, che è quello che vince e tiene insieme la coalizione. Per noi il sindaco di Cagliari ha queste caratteristiche e quindi in Sardegna è un nome altamente spendibile“.
Gemmato: “Salvini non si candiderà alle Europee? Queste sono scelte personali”
Gemmato sulle prossime Europee – Notizie.com – © Ansa
Ieri Salvini ha annunciato che non si candiderà alle Europee. Ora siamo in attesa che il premier Meloni sciolga le sue riserve.
“Queste sono scelte personali, individuali che spettano ai leader. Tutti loro fanno delle valutazioni e se Salvini ha deciso di non candidarsi avrà avuto le sue motivazioni. Questa è una domanda che andrebbe rivolta a lui“.
Meloni?
“Deciderà anche lei liberamente“.
Intervista a cura della nostra inviata Luigia Luciani
L'articolo Regionali, Gemmato (FdI): “Per noi in Sardegna il candidato migliore è uno solo” [VIDEO] proviene da Notizie.com.
http://dlvr.it/T198tS
I parlamentari tornano alla spicciolata. Oggi alla Camera si vota su Piano Mattei. Ma a tenere banco è il caso Sardegna, per le elezioni regionali del 2024. La Lega non molla su Solinas. Fratelli d’Italia vuole imporre il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu. Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute, in esclusiva a Notizie.com “confida” nel tavolo di centrodestra per una ricomposizione delle divisioni.
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Sottosegretario Gemmato, la situazione ad oggi sulle Regionali in Sardegna sembra essere questa: FdI vuole il sindaco di Cagliari e la Lega continua a dire Solinas.
“Penso che siano normali dinamiche all’interno di una coalizione forte e compatta. E’ evidente che i tavoli servano a scegliere il candidato migliore che per noi è il sindaco di Cagliari. Ora il tavolo con Donzelli e i vertici del partito si indirizzeranno verso la scelta giusta“.
Un tavolo senza leader estremi, ma con i vertici più importanti del partito. In settimana?
“Sulle tempistiche non so rispondere. Immagino che i dirigenti del partito di vertice possano sbrogliare la matassa e riportare la ragionevolezza su una scelta politica, strategica e, soprattutto, vincente“.
La strategia cosa comporterebbe? Se qualcuno fa un passo indietro sulla candidatura in Sardegna automaticamente ci sia un problema con l’Abruzzo?
“Io ritengo che la strategia debba portare al miglior candidato, che è quello che vince e tiene insieme la coalizione. Per noi il sindaco di Cagliari ha queste caratteristiche e quindi in Sardegna è un nome altamente spendibile“.
Gemmato: “Salvini non si candiderà alle Europee? Queste sono scelte personali”
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Ieri Salvini ha annunciato che non si candiderà alle Europee. Ora siamo in attesa che il premier Meloni sciolga le sue riserve.
“Queste sono scelte personali, individuali che spettano ai leader. Tutti loro fanno delle valutazioni e se Salvini ha deciso di non candidarsi avrà avuto le sue motivazioni. Questa è una domanda che andrebbe rivolta a lui“.
Meloni?
“Deciderà anche lei liberamente“.
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Diretta Montecitorio – Acca Larentia e Regionali: le reazioni politiche [VIDEO]
In diretta dalla Camera dei deputati la giornata politica di oggi: Acca Larentia, Regionali, e le ultime novità, attraverso il racconto dei protagonisti.
Gli aggiornamenti in diretta da Montecitorio – Notizie.com – © Ansa
Video e interviste a cura della nostra inviata Luigia Luciani
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Video e interviste a cura della nostra inviata Luigia Luciani
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Caso Pozzolo, Foti: “E’ stato sospeso dal gruppo di Fdi”
Il provvedimento dopo attesa e riflessioni interne per il deputato coinvolto nel ferimento di una persona con la sua pistola nella notte di Capodanno
Emanuele Pozzolo è stato sospeso “in via d’urgenza” dal gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera, come deciso dall’ufficio di presidenza dello stesso gruppo. A darne l’annuncio il capogruppo di Fdi alla Camera Tommaso Foti. “L’ufficio di Presidenza del Gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera ha adottato in data odierna, in via d’urgenza, la misura cautelare della sospensione dal gruppo stesso dell’on. Emanuele Pozzolo“, c’è scritto nella nota ufficiale.
Il deputato di Fratelli Emanuele Pozzolo è stato sospeso (Ansa Notizie.com)
Il deputato è iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Biella per quanto successo la sera dell’ultimo dell’anno dove è stato ferito alla coscia sinistra il povero elettricista Luca Campana. La stessa procura di Biella prosegue le indagini per venire a capo di questa situazione, anche perché, fino ad ora, ci sono versioni contrastanti che non aiutano a fare chiarezza. Tutt’altro. Nella giornata dell’8 gennaio, sono stati sentiti diversi testimoni per cercare di venire a capo di quanto è successo tra la notte del 31 dicembre scorso e il 1 gennaio del 2024 nei locali della Pro Loco di Rosazza, dove un colpo partito accidentalmente da una mini-pistola di proprietà del deputato Pozzolo che ha ferito il 31enne Luca Campana, genero del capo scorta del sottosegretario Delmastro. Le forze dell’ordine e la Procura di Biella stanno indagando soprattutto sui 20 secondi trascorsi da quando l’arma è spuntata fra le mani di Pozzolo al momento in cui si è sentito lo sparo. L’obiettivo è cercare di chiarire con esattezza tutto quello che è accaduto in quel lasso di tempo.
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Emanuele Pozzolo è stato sospeso “in via d’urgenza” dal gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera, come deciso dall’ufficio di presidenza dello stesso gruppo. A darne l’annuncio il capogruppo di Fdi alla Camera Tommaso Foti. “L’ufficio di Presidenza del Gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera ha adottato in data odierna, in via d’urgenza, la misura cautelare della sospensione dal gruppo stesso dell’on. Emanuele Pozzolo“, c’è scritto nella nota ufficiale.
Il deputato di Fratelli Emanuele Pozzolo è stato sospeso (Ansa Notizie.com)
Il deputato è iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Biella per quanto successo la sera dell’ultimo dell’anno dove è stato ferito alla coscia sinistra il povero elettricista Luca Campana. La stessa procura di Biella prosegue le indagini per venire a capo di questa situazione, anche perché, fino ad ora, ci sono versioni contrastanti che non aiutano a fare chiarezza. Tutt’altro. Nella giornata dell’8 gennaio, sono stati sentiti diversi testimoni per cercare di venire a capo di quanto è successo tra la notte del 31 dicembre scorso e il 1 gennaio del 2024 nei locali della Pro Loco di Rosazza, dove un colpo partito accidentalmente da una mini-pistola di proprietà del deputato Pozzolo che ha ferito il 31enne Luca Campana, genero del capo scorta del sottosegretario Delmastro. Le forze dell’ordine e la Procura di Biella stanno indagando soprattutto sui 20 secondi trascorsi da quando l’arma è spuntata fra le mani di Pozzolo al momento in cui si è sentito lo sparo. L’obiettivo è cercare di chiarire con esattezza tutto quello che è accaduto in quel lasso di tempo.
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Caso Pozzolo, la rivelazione chiave di un testimone: “Lo sparo è partito…”
Caso Emanuele Pozzolo, arriva la rivelazione che potrebbe risultare importante da parte di un testimone
Uno degli argomenti di questo inizio d’anno non può che essere quello relativo alla vicenda che vede come protagonista Emanuele Pozzolo. Ovvero il (quasi ex) deputato di Fratelli d’Italia che ha festeggiato l’inizio del 2024 nella peggiore maniera possibile, sparando con una pistola in cui ha ferito alla gamba un uomo di 31 anni. Si tratta di Luca Campana, elettricista, che era tra i festeggiati nell’abitazione situata a Pro Loco di Rosazza (provincia di Biella).
La rivelazione chiave di un testimone sul caso Emanuele Pozzolo (Ansa Foto) Notizie.com
Negli ultimi minuti, però, arrivano delle testimonianza importanti in merito a questa vicenda. Si tratta di un testimone che ha rilasciato importanti dichiarazioni all’agenzia di stampa ‘Ansa‘ in cui ha rivelato alcuni aneddoti fino ad ora sconosciuti. Il tempo in cui il deputato ha preso in mano la pistola e da quando è partito il colpo che ha ferito l’operaio è meno di venti secondi. Lo stesso testimone che ha riferito anche ai carabinieri locali dove ha fornito ulteriori dettagli in merito alla festa di Capodanno che poteva trasformarsi in tragedia.
Caso Pozzolo, il testimone: “Sparo è partito a meno di 20 secondi dopo che ha estratto la pistola”
Fino a questo momento, dalle testimonianze che gli inquirenti hanno raccolto, pare che il proiettile sia stato esploso (in maniera accidentale) mentre la pistola si trovava proprio nella mano del parlamentare. Anche se ci sono ancora dei dubbi sul fatto di cosa sia accaduto in quei secondi precedenti prima dello sparo.
La rivelazione chiave di un testimone sul caso Emanuele Pozzolo (Foto Facebook) Notizie.com
Queste sono alcune delle rivelazioni del testimone ad ‘Ansa’: “Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di chiedere a Pozzolo cosa stesse facendo e magari di riporre l’arma“. La preoccupazione maggiore, fa sapere il testimone, è che alla festa erano presenti anche dei bambini. Dopo che c’è stato lo sparo, con tanto di ferimento di Campana, la pistola è stata messa in sicurezza.
Da parte di uno degli agenti della polizia penitenziaria presenti al party e appartenenti alla scorta del del sottosegretario della Giustizia, Andrea Delmastro. Il ferito, in quel momento, veniva medicato da una delle invitate (infermiera) che ha prestato i primi soccorsi prima di essere portato in ospedale visto che la ferita riportata era importante.
L'articolo Caso Pozzolo, la rivelazione chiave di un testimone: “Lo sparo è partito…” proviene da Notizie.com.
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Uno degli argomenti di questo inizio d’anno non può che essere quello relativo alla vicenda che vede come protagonista Emanuele Pozzolo. Ovvero il (quasi ex) deputato di Fratelli d’Italia che ha festeggiato l’inizio del 2024 nella peggiore maniera possibile, sparando con una pistola in cui ha ferito alla gamba un uomo di 31 anni. Si tratta di Luca Campana, elettricista, che era tra i festeggiati nell’abitazione situata a Pro Loco di Rosazza (provincia di Biella).
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Negli ultimi minuti, però, arrivano delle testimonianza importanti in merito a questa vicenda. Si tratta di un testimone che ha rilasciato importanti dichiarazioni all’agenzia di stampa ‘Ansa‘ in cui ha rivelato alcuni aneddoti fino ad ora sconosciuti. Il tempo in cui il deputato ha preso in mano la pistola e da quando è partito il colpo che ha ferito l’operaio è meno di venti secondi. Lo stesso testimone che ha riferito anche ai carabinieri locali dove ha fornito ulteriori dettagli in merito alla festa di Capodanno che poteva trasformarsi in tragedia.
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Fino a questo momento, dalle testimonianze che gli inquirenti hanno raccolto, pare che il proiettile sia stato esploso (in maniera accidentale) mentre la pistola si trovava proprio nella mano del parlamentare. Anche se ci sono ancora dei dubbi sul fatto di cosa sia accaduto in quei secondi precedenti prima dello sparo.
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Queste sono alcune delle rivelazioni del testimone ad ‘Ansa’: “Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di chiedere a Pozzolo cosa stesse facendo e magari di riporre l’arma“. La preoccupazione maggiore, fa sapere il testimone, è che alla festa erano presenti anche dei bambini. Dopo che c’è stato lo sparo, con tanto di ferimento di Campana, la pistola è stata messa in sicurezza.
Da parte di uno degli agenti della polizia penitenziaria presenti al party e appartenenti alla scorta del del sottosegretario della Giustizia, Andrea Delmastro. Il ferito, in quel momento, veniva medicato da una delle invitate (infermiera) che ha prestato i primi soccorsi prima di essere portato in ospedale visto che la ferita riportata era importante.
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