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Venti di guerra in Europa: il dibattito sulla pace nel mondo dell’imprenditoria e della politica

“La libertà dalla guerra non è un dono dal cielo. Va conquistata e difesa”.


Sono le parole di Marco Tronchetti Provera, il numero uno di Pirelli, in un’intervista a il Giornale: “Non ho mai vissuto una situazione a rischio come quella attuale. Temo si possa arrivare a compromettere le tutele conquistate con fatica nel secolo breve”. 
Venti di guerra in Europa: il dibattito sulla pace nel mondo dell’imprenditoria e della politica (Ansa Foto) – notizie.com


L’Europa e i rapporti con la Cina




Il ruolo di Confindustria, aggiunge, dovrebbe essere cercare di capire cosa accade a Bruxelles e come poter interagire con il governo, le istituzioni e le altre associazioni industriali europee: “L’Europa ha perso competitività nei confronti di Cina e Stati Uniti anche perché abbiamo un serio problema di approvvigionamenti delle materie prime e siamo fortemente carenti sul fronte delle nuove tecnologie, in particolare in rema di intelligenza artificiale”. 


Per questa ragione, spiega Tronchetti, è necessario interloquire perché tutti portino un loro contributo. Tra gli interlocutori dovrà esserci anche la Cina: “Purché gestito nel rispetto delle regole europee, ogni investimento cinese è benvenuto”. 


Il numero uno di Pirelli interviene anche sulle elezioni europee, che saranno importanti per il futuro dell’Unione: “Quale sia lo schieramento politico che prevarrà, mi aspetto che si prenda atto di uno scenario globale che noi stiamo subendo e sul quale non possiamo incidere. Basta vedere il nostro ruolo di fronte alle due guerre che si stanno combattendo sull’uscio di casa”. 


Com’è cambiato lo scenario dalla caduta del Muro di Berlino




Tronchetti parla di uno scenario mutato: “In questi anni abbiamo avuto la fortuna di vivere sotto l’ombrello americano e non abbiamo colto che con la caduta del muro di Berlino non era finita la storia, ma ne era iniziata una nuova”. Il valore dell’Europa stava cambiando perché anche lo scenario stava cambiando.


E adesso, spiega, “non ho mai vissuto una situazione come quella attuale. La debolezza dell’Europa, il non completamento dell’integrazione, temo possano arrivare a compromettere le tutele conquistate con fatica nel secolo breve, minando alla base una storia di democrazia, che è un patrimonio universale”. 


Riccardo Molinari: “Noi filo-Putin? Contano i voti in Aula”


Riccardo Molinari: “Noi filo-Putin? Contano i voti in Aula” (Ansa Foto) – notizie.com


Sui venti di guerra interviene, sempre su il Giornale, anche Riccardo Molinari, a due giorni dalla sfiducia di Matteo Salvini: “Noi filo Putin? Contano i voti in Aula”. 


“L’opposizione ha commesso un grande errore. Volevano dimostrare le contraddizioni della maggioranza e hanno fatto emergere quelle del campo largo”, si difende il leghista, dopo la bocciatura della mozione di sfiducia al leader della Lega.


Molinari ritorna anche sulle accuse di essere filo-russi: “La Lega ha sempre votato a favore dell’aiuto all’Ucraina contro l’aggressione russa”, e aggiunge: “Il centrodestra può dividersi su questioni contingenti, ma sui grandi valori si ritrova sempre”. 


L’accordo tra Lega e il partito di Putin: “Mai avuto dubbi sulla difesa del diritto internazionale”




Nell’intervista a il Giornale, Riccardo Molinari ritorna sull’accordo con il partito di Putin risalente al 2017: “L’accordo è del 2017. Tutti i Paesi europei cercavano di normalizzare i rapporti per ragioni economiche, tanche che nel 2018 la Russia rientra nel Consiglio d’Europa. Quando c’è stata l’aggressione all’Ucraina è caduto il prerequisito dell’accordo, ovvero l’esistenza delle relazioni bilaterali tra i due Paesi. Non abbiamo mai avuto dubbi sulla difesa del diritto internazionale. Forse avremmo dovuto dirlo in maniera più chiara, ma contano i fatti e i voti parlamentari”. 


Negli ultimi giorni il dibattito sulle guerre si è spostato anche nelle Università. Alcuni Atenei infatti hanno chiesto di fermare i bandi di ricerca con Israele. La proposta ha scatenato molte polemiche anche politiche, a partire dalla ministra dell’Università.


Letizia Moratti: “Boicottare le università israeliane allontana la pace”


Letizia Moratti (Ansa Foto) – notizie.com


In un’intervista a Il Foglio, è intervenuta anche Letizia Moratti (FI): “Boicottare le università israeliane è sbagliato – ha dichiarato l’ex ministra – allontana la pace”. 


“L’università è e deve essere uno strumento di pace. Il boicottaggio non è una soluzione e la ricerca non può diventare terreno di scontro. Tanto più in un contesto così delicato, segnato da conflitti e tensioni”. 


Moratti aggiunge: “Le Università hanno sempre collaborato anche con Stati dove ci sono regimi e dittature, credo che la ricerca scientifica non abbia nulla a che vedere con le prese di posizione tra due parti in conflitto e debba rimanere neutrale”.


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Altobelli: “Immobile è uno degli attaccanti più forti della Serie A. E sul derby…”

Alessandro Altobelli, ex attaccante della Nazionale oltre che di Inter e Juventus, in esclusiva ai nostri microfoni sul momento di Immobile e sul derby.


Momento non facile per Ciro Immobile. Le prestazioni faticano ad arrivare e le critiche non mancano. La nostra redazione ha contattato in esclusiva Alessandro Altobelli per parlare del momento dell’attaccante della Lazio e anche del derby in programma domani, sabato 6 aprile, alle ore 18.
Altobelli parla di Immobile e non solo – Notizie.com – © Ansa


Alessandro Altobelli, momento non facile per Immobile. Le prestazioni faticano ad arrivare e le critiche non mancano. Come si fa ad uscire da una situazione simile?


“Mi permetto di fare i complimenti ad Immobile per la sua carriera, i gol e le classifiche dei cannonieri vinte. Sono rimasto deluso dalla contestazione e dal momento in cui è stato messo in panchina come una scartina. E’ ancora un attaccante forte, se ha la piena fiducia del tecnico può fare bene. In Serie A è uno dei più forti e faccio fatica a vederlo fuori dai titolari“.


Secondo Lei il derby può essere la partita per la svolta per Immobile?


“Lazio-Roma è un derby molto sentito come quello di Milano. Sicuramente la vittoria conterà tanto sia per la classifica che per i singoli giocatori. Su Immobile bisogna capire quali sono le scelte della società e allenatore. Se per loro l’addio è certo, allora il gol in questa partita varrebbe per i punti e non per il futuro. Se, invece, vogliono delle conferme sarebbe bello se magari riuscisse a segnare“.


Si parla di un passaggio di Immobile all’Inter. Potrebbe essere il nome giusto per in nerazzurri?


“Chi va all’Inter in questo momento trova terreno fertile. Non c’è un giocatore che non rende. Quindi posso dire solo una cosa: magari“.


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Caos Bari, Gemmato: “Assurdo quello che sta accadendo, servono risposte”

Caos Bari, in merito a quanto sta accadendo nel capoluogo pugliese sono arrivate le dichiarazioni del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato


Momenti di puro caos e confusione quelli che si stanno verificando, nelle ultime settimane, in quel di Bari. Basti pensare che nella giornata di ieri sono stati effettuati una decina di arresti per “corruzione elettorale”. Con tanto di dimissioni dell’assessora ai trasporti della Regione Puglia, Anita Maurodinoia. Senza dimenticare il sindaco del capoluogo pugliese, Antonio Decaro, nel mirino delle critiche. Così come il governatore della Puglia, Michele Emiliano.
Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato (Ansa Foto) Cityrumors.it


In merito a quanto sta accadendo sono arrivate alcune considerazioni da parte di Marcello Gemmato. L’attuale sottosegretario alla Salute è intervenuto ai microfoni di ‘SkyTg24’ dove ha provato a fare il punto della situazione. Afferma che, quanto sta accadendo a Bari, è un qualcosa di veramente “surreale” e che non aveva mai visto sino ad ora. Dal punto di vista della politica decisamente di meno. Ed è per questo motivo che ha voluto rivolgere un appello sia allo stesso Decaro che Emiliano: ovvero che possano rispondere quanto prima a quello che sta accadendo nella città di Bari.


Caos Bari, Gemmato: “Tutti sospettavano? C’è sconcerto”




Un chiaro messaggio, quindi, al mondo del centrosinistra di intervenire e fare chiarezza. La cosa che più lo sorprende, però, è che in molti sospettavano e che nessuno ha detto niente. “C’è sconcerto nell’apprendere tutto questo. Un qualcosa che noi, in passato, abbiamo anche denunciato, ovvero quella dell’esistenza di una corruttela tra parti della politica. In particolar modo del Partito Democratico in alcune competizioni elettorali“.
Antonio Decaro e Michele Emiliano (Ansa Foto) Cityrumors.it


Come annunciato in precedenza, in merito a questa inchiesta, sono arrivate le dimissioni da parte dell’assessore Maurodinoia. La stessa che, secondo Gemmato, aveva partecipato alle elezioni di Decaro prendendo 6.300 voti di preferenza. “Per cercare di dare un parametro io nelle precedenti elezioni ero stato eletto al comune con 1000 voti di preferenza. Lui ha preso sei volte tanto“.


Una vicenda che è nel mirino da parte della pubblica opinione e del ministero dell’Interno. Soprattutto dopo i più di cento arresti ed una settantina di indagati. Nel mirino anche una delle più grandi ed importanti società municipalizzate in Puglia, ovvero l’Amtab. Le accuse del sottosegretario sono gravi: “All’interno i clan determinavano le assunzioni ed i pagamenti dei posteggi durante i grandi eventi con tanto di riunioni. Una realtà surreale“.


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Influenza aviaria, è allarme: “Peggio del Covid”

Influenza aviaria, è allarme: secondo quanto riportato dall’esperto pare che possa essere addirittura molto peggio del Covid 


Se non si tratta di un vero e proprio allarme allora poco ci manca. Fatto sta, però, che l’influenza aviaria inizia a fare davvero paura. Soprattutto dopo che negli Stati Uniti D’America, precisamente nel Texas, è stata effettuata la scoperta di un raro caso umano affetto da influenza aviaria. Una possibile pandemia del genere potrebbe risultare addirittura peggio del Covid: ben 100 volte superiore il virus che, purtroppo, abbiamo conosciuto agli inizi del 2020.
Influenza aviaria (Ansa Foto) Notizie.com


A riportare il tutto ci hanno pensato una serie di esperti americani che hanno voluto fare il punto della situazione. L’influenza aviaria H5N1 si è diffusa in maniera rapida e veloce quando è stato rinvenuto un nuovo ceppo quattro anni fa tanto da colpire gli uccelli selvatici in ogni stato. Proprio come il pollame commerciale e gli allevamenti da cortile. Adesso, però, questo sintomo è stato rinvenuto anche nei mammiferi con allevamenti di bovini in quattro Stati che sono stati colpiti.


USA, primo caso di influenza aviaria nell’uomo: è allarme




Non solo: nella giornata di lunedì 1 aprile è stato annunciato che un lavoratore del settore lattiero-caseario in Texas ha contratto il virus. Come annunciato dal dottor Suresh Kuchipudi, ricercatore sull’influenza aviaria di Pittsburgh, in una intervista al ‘Daily Mail‘, ha fatto sapere che adesso ci si sta avvicinando sempre di più a questo virus che potrebbe causare una pandemia. Lo stesso che può infettare mammiferi come l’uomo.
Influenza aviaria (Ansa Foto) Notizie.com


Lo stesso John Fulton, consulente dell’industria farmaceutica per i vaccini e fondatore della canadese BioNiagara, si è dichiarato molto preoccupato. Addirittura afferma che il virus può essere 100 volte peggiore del Covid: “Potrebbe esserlo se mutasse e mantenesse il suo alto tasso di mortalità. Una volta che sarà mutato per infettare gli esseri umani, possiamo solo sperare che il tasso di mortalità non sia alto“.


Gli ultimi dati dell’Oms parano chiaro: il 52% delle persone che hanno contratto l’H5N1 dal 2003 sono morte. Il Covid uccide meno dello 0,1% delle persone infettate, anche se all’inizio della pandemia il tasso di mortalità era quasi del 20%. Quali sono i sintomi dell’influenza aviaria? Tosse, dolori muscolari e febbre. Altri potrebbero sviluppare una polmonite grave.


Colui che è stato infettato nel Texas ha avuto, come unico sintomo, arrossamento degli occhi. In questo momento si trova in isolamento e si sta curando con un farmaco antivirale. Gli USA, intanto, sono preoccupati e cercano di mantenere la situazione sotto controllo, anche se non è affatto facile.


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Tentativo di rapimento finisce in dramma: ucciso calciatore 24enne

Un ragazzo e un calciatore che sognava di diventare grande perde la vita dopo un rapimento di un gruppo di criminali


Luke Fleurs era uno dei calciatori più interessanti nel panorama sudafricano. Nato nel 2000, vantava già tre presenze con la selezione olimpica nei giochi Olimpici di Tokyo 2021 e sperava presto di poter fare il grande salto nella nazionale maggiore. Difensore centrale roccioso e agile, in carriera ha sempre giocato in patria, vestendo le maglie prima dell’Ubuntu Cape Town, poi del SuperSport Utd e di recente si era trasferito nel Kaizer Chiefs. È qui che avrebbe voluto costruire il suo futuro nel calcio, riuscendo magari a conquistare anche i suoi primi trofei. Le cose, però, per lui sono andate diversamente e un incidente non ha solo stroncato i suoi sogni, ma la sua vita.
Pallone da calcio – Notizie.com


Tutto sembrerebbe essere accaduto presso un sobborgo di Johannesburg, città dominante del Sudafrica. Il ragazzo si trovava in macchina quando un gruppo di criminali lo ha avvicinato. Questi hanno provato a estrarlo dalla vettura con l’obiettivo di rubargliela, ma Luke con il suo carattere combattivo che lo contraddistingueva anche in campo, ha tentato in ogni modo di difendersi. Una scelta che ha pagato caro. Uno dei rapinatori ha estratto una pistola e gli ha sparato, uccidendolo sul colpo e fuggendo via a bordo del veicolo. Un episodio drammatico che sta facendo il giro del mondo, lasciando un nodo in gola a chiunque ci si imbatta.


Dall’incontro con Puyol al sogno Nazionale




“Sì, è vero, Luke Fleurs è stato ucciso a colpi di arma da fuoco durante un rapimento“ ha confermato un informatore ai microfoni dell’emittente irlandese Sunday World. Raccontando delle sue aspirazioni, dei suoi obiettivi e dei traguardi raggiunti che lo avevano fatto impazzire di gioia. Dalle prime convocazioni con i grandi del Sudafrica – senza mai però giocare – fino all’incontro con il suo grandissimo idolo e modello d’ispirazione, Carles Puyol. Sul proprio profilo Instagram, a conferma di ciò, il post che aveva pubblicato in un giorno così speciale.
Scarpini di calcio – Notizie.com


Lui abbracciato all’ex capitano di Spagna e Barcellona e un messaggio sottostante: “È stato un grande privilegio incontrare questa leggenda il giorno del mio compleanno. Quando ero bambino, era uno dei giocatori che ammiravo e lo ammiro ancora perché, quando l’ho incontrato, si è sentito così onorato“. Si spengono così i sogni di un giovane calciatore che non voleva far altro che continuare sulla strada che aveva intrapreso, ricordato così anche da una delle sue ex società: “Siamo rattristati nell’apprendere della scomparsa del difensore dei Kaizer Chiefs Luke Fleurs. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Fleurs, agli amici e alla più ampia comunità calcistica sudafricana durante questo momento difficile“.


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Assessora regionale indagata, D’Attis (FI) a Notizie.com: “In Puglia situazione insostenibile, mi aspetto mea culpa e non conferenze stampa”

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha accettato le dimissioni dell’assessora ai Trasporti Anita Maurodinoia. 


È indagata per corruzione elettorale dell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 10 misure cautelari. L’indagine, coordinata dalla Procura ordinaria e non viene contestato il voto mafioso, vede indagati anche il marito di Maurodinoia, Sandro Cataldo, referente del movimento politico Sud al centro e Antonio Donatelli.
Assessora regionale indagata, D’Attis (FI) a Notizie.com: “In Puglia situazione insostenibile, mi aspetto un mea culpa e non conferenze stampa” (Ansa Foto) – notizie.com


Entrambi sono stati arrestati e posti ai domiciliari. Secondo la magistratura avrebbero creato un sistema di compravendita dei voti alle regionali in Puglia del 2020, alle comunali di Triggiano nel 2021 e alle comunali di Grumo Appula (provincia di Bari) nel 2020.


Anita Maurodinoia si è dimessa anche dai suoi incarichi nel Pd. Le preferenze sarebbero state condizionate anche in cambio di 50 euro per voto e chi accettava l’accordo avrebbe dovuto consegnare una copia dei suoi documenti di identità e della scheda elettorale per poter contare con precisione i voti.


Già a marzo si era parlato della possibilità che Maurodinoia fosse coinvolta nell’inchiesta della Dda che portò all’arresto di 130 persone a Bari. Emiliano aveva espresso cautela.


D’Attis a Notizie.com: “In Puglia un quadro preoccupante”




“La magistratura ci ha restituito un quadro preoccupante. Fermo restando che siamo garantisti, siamo comunque preoccupati per le vicende che riguardano la presenza, a vari strati, del fenomeno mafioso, che va combattuto senza se e senza ma. E senza distinzione di colori politici”. Sono le parole di Mauro D’Attis (Forza Italia), vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, che ai microfoni di Notizie.com commenta la vicenda. “Dal punto di vista politico-elettorale assistiamo a un quadro preoccupante. Intorno al sistema della Regione Puglia stanno emergendo una serie di problemi seri al punto che un’assessora, che è stata anche consigliere comunale di Decaro, si è dimessa”.


“Emiliano fermi l’escalation di malagestione politica in Puglia”




A nome della commissione antimafia, D’Attis chiede ad Emiliano “quello che abbiamo sempre chiesto: fermare l’escalation di malagestione che contestiamo pubblicamente. Abbiamo registrato una certa tendenza al clientelismo politico come attività prevalente rispetto alla gestione della cosa pubblica. Credo che il centrosinistra debba rispondere di quello che sta accadendo, a prescindere”.


E conclude: “È una situazione insostenibile: mi aspetto un mea culpa e non conferenza stampa che addirittura ostentano il contrario, com’è accaduto di recente”.


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Premierato, prof Curreri a Notizie.com: “Riforma migliorata ma va cambiata la legge elettorale”

Premierato: arriva il primo sì della commissione Affari costituzionali del Senato alla modifica dell’articolo 92. Cosa prevede.


Il disegno di legge costituzionale del governo di Giorgia Meloni che porta la firma della ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati prevede l’elezione diretta del presidente del Consiglio, un limite di cinque anni e di due mandati consecutivi, come richiesto dalle opposizioni.
Premierato, prof Curreri a Notizie.com: “Riforma migliorata ma va cambiata la legge elettorale” (Ansa Foto) – notizie.com


Il testo riformulato prevede anche un premio su base nazionale che garantisca la maggioranza dei seggi in Camera e Senato alle liste e ai candidati collegati al premier. E lo scioglimento delle Camere in caso di sfiducia al presidente del Consiglio da parte del Capo dello Stato, laddove questo non riesca ad avere la fiducia delle Camere o in caso di revoca della stessa.


In caso di dimissioni volontarie del premier, è previsto che chieda e ottenga lo scioglimento delle Camere oppure passi la sua funzione a un altro parlamentare della maggioranza.


“La riforma sul premiereato andrebbe fatta di pari passo con una nuova legge elettorale, perché ci sono alcuni punti che devono possono essere risolti solo con essa. Ma la maggioranza ancora non ha trovato un accordo su quest’ultimo punto”, dichiara ai nostri microfoni Salvatore Curreri, costituzionalista, professore di Diritto Costituzionale dell’Università Kore di Enna.
Salvatore Curreri (Facebook) – notizie.com


Professore, cominciamo con l’elezione diretta del premier di cinque anni, con il limite dei due mandati consecutivi. Cosa ne pensa?

“Il testo è sicuramente migliorato rispetto alla versione precedente. È stato introdotto il limite dei due mandati, ma ci sono alcune perplessità di fondo che non sono state sciolte. La prima riguarda proprio l’elezione del premer. Il testo dice che l’elezione sarà contestuale a quella delle Camere, ma non si chiarisce come verrà eletto il capo dell’esecutivo: se a turno unico o a doppio turno e questo non è irrilevante dal punto di vista politico. Perché il turno unico di solito avvantaggia il centrodestra che si presenta unito alle elezioni. Il problema non è solo politico, ma anche di legittimazione. Il turno unico implica che per essere eletto, basterà prendere un voto in più dell’altro candidato senza nessuna percentuale minima. E siccome la scelta del premier è contestuale a quella dei parlamentari, il presidente del Consiglio eletto trascinerà con sé la sua maggioranza. Avremmo una situazione paradossale in cui il premier eletto determina la maggioranza delle Camere e non il contrario. Ciò avviene nelle Regioni e nei Comuni quando presidente o sindaco come premio hanno la maggioranza in Consiglio, ma ciò necessita che ci sia una percentuale di voti significativa”.


Il testo modificato prevede un premio su base nazionale che garantisca una maggioranza dei seggi alle Camere e ai candidati collegati al premier.

“Nel caso delle amministrative, la Corte Costituzionale ha deciso che serve almeno il 40% dei voti per ottenere un premio di maggioranza. Quindi nel caso dell’elezione diretta del premier, quando scatta il premio? Andrebbe prima fatta la legge elettorale per stabilirlo: è fondamentale per capire che tipo di riforma costituzionale si vuole proporre. Si sta facendo una riforma costituzionale senza chiarire che tipo di legge elettorale si farà, perché la maggioranza non ha le idee chiare su come farla”.
Il ministro per le riforme istituzionali Elisabetta Casellati (Ansa Notizie.com)


Quindi è d’accordo con le opposizioni. Va fatta prima la legge elettorale.

“Legge elettorale e riforma sul premierato devono andare di pari passo perché sono strettamente collegate. Capire come verrà eletto il premier è indispensabile per capire come quest’ultimo trascinerà la sua maggioranza all’interno delle Camere, quindi con quale legge elettorale verrà dato il premio di maggioranza. Con la legge Calderoli? Si farà un maggioritario con un premio a sua volta? È un aspetto fondamentale per capire come funzionerà il sistema”.


La riforma prevede che se il premier non riesce ad avere la fiducia del Parlamento o gli viene revocata, il presidente della Repubblica può sciogliere le Camere.

“Qui arriva un altro nodo irrisolto. Cosa si fa se il premier è battuto su una questione di fiducia? Il testo parla di dimissioni volontarie. Ma quando il governo non ottiene la fiducia, le dimissioni sono obbligatorie, non volontarie. In quel caso si parla di dimissioni volontarie e non si capisce se il premier possa essere sostituito o se si possa chiedere lo scioglimento”.


Che ne sarà dei poteri del presidente della Repubblica?

“La riforma rafforza molto il premier a scapito del presidente della Repubblica. Quindi c’è una perplessità sugli effetti di sistema che avrebbe l’elezione del presidente del Consiglio sui rapporti col Capo dello Stato e sui suoi poteri di garanzia. Il testo è sicuramente migliorato a seguito delle obiezioni fatte, ma alcune perplessità restano perché, come già detto, va cambiata anche la legge elettorale. Ma su questo ancora non si è arrivati a un accordo politico. In mancanza di un accordo, stanno accantonando il problema. Si tratta di questioni apparentemente tecniche, ma politicamente rilevanti”. 


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Sfiducia Santanchè, premierato e Salis: le ultime in diretta da Montecitorio [VIDEO]

In diretta da Montecitorio la giornata politica di oggi: Europee, premierato, caso Santanchè e le ultime novità, attraverso il racconto dei protagonisti.
Daniela Santanchè – Notizie.com – foto Ansa


Interviste e video a cura della nostra inviata Luigia Luciani


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Tragedia al passaggio a livello: minorenne lo ignora e viene investito dal treno

Un ragazzo in bicicletta ignora la segnaletica del passaggio a livello e viene colpito dal treno, i soccorsi non riescono a salvarlo


La segnaletica con cui siamo costretti – fortunatamente – a rapportarci quotidianamente ha uno scopo preciso: la nostra salvaguardia e quella di chi ci sta intorno. Questa viene posta dopo attenti ragionamenti e, in alcune occasioni, anche dopo alcuni calcoli. Rispettarla è l’unico modo per poter vivere serenamente, senza problemi e soprattutto senza crearne. Non tutti, però, sono in grado di farlo. Alcuni preferiscono correre il rischio, ignorando il pericolo e disinteressandosi del bene altrui. Se nella maggior parte dei casi questo atteggiamento non coincide con incidenti, quando questo accade il più delle volte l’esito si rivela drammatico.
Bicicletta parcheggiata sul bordo di una strada – Notizie.com


Quanto accaduto di recente nel comune belga di Rotselaar ne è esempio eclatante. Erano circa le 20.30 quando un ragazzo di sedici anni stava percorrendo una strada quando si è imbattuto in un binario ferroviario. Nonostante la barra abbassata e il semaforo rosso, il giovane ha deciso di oltrepassarla pensando di avere ancora del tempo prima dell’arrivo del treno. Nulla di più sbagliato. In una frazione di secondo è stato investito sulla ferrovia ed è morto sul colpo. Un episodio tragico ed evitabile che ha sconvolto tutto la cittadina.


Una storia già vista




“La vittima ha superato il semaforo rosso e non si è fermata davanti alla barriera” – ha confermato Thomas Baeken di Infrabel (compagnia ferroviaria) – “Le persone spesso giudicano erroneamente la velocità con cui si muove un treno in avvicinamento. Invitiamo ancora una volta a rispettare sempre le regole del traffico per evitare eventi così tragici“. A nulla è servito l’arrivo dei soccorsi, il dramma si era già consumato. La polizia ha bloccato la strada fino all’1.00 di notte, ha iniziato le proprie indagini per comprendere se dietro tutto questo ci possa essere stato un malfunzionamento. Al momento, però, l’ipotesi più accreditata sembrerebbe essere quella citata in precedenza.
Treno in arrivo alla stazione – Notizie.com


In queste zone, d’altronde, non si tratterebbe di una novità. I dati ufficiali parlano di 31 incidenti di questo tipo con sei morti e cinque feriti solo nell’ultimo anno. A questo si aggiungono anche 632 segnalazioni di attraversamenti ferroviari che hanno provocato la morte di cinque persone e il ferimento grave di altre quattro. Numeri altissimi e che sono perfino in calo rispetto a quelli dell’anno precedente, ancora più gravi. Una situazione che altro non è se lo specchio di un problema ormai evidente in quei luoghi e che al più presto va risolto, anche con l’intervento di leggi e controlli ancor più duri e severi rispetto a quelli attuali.


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